Archivio | gennaio, 2012

Dogafternoon day in zombieland

31 Gen

DOGDAY AFTERNOON IN ZOMBIELAND.

 

Il nuovo non mi piace.La notte si agita,si lamenta,chiama i nomi di quelli che ha perduto per sempre.Non lo sa o forse non vuole farsene una ragione,ma sicuramente non è di aiuto per noi.Ci fa ricordare che da qualche parte abbiamo lasciato una casa,gente a cui volevamo davvero bene e loro lo volevano a noi.Era tutto perfetto,capite?Poi è cambiata ogni cosa.Non voglio parlarne,non ne vale la pena.Credetemi.Joe che è uno dei Guerrieri dice che abbia a che fare con qualche cazzata combinata dai nostri cari,ha perso la sua migliore amica per colpa di questo cambiamento.Tipo solitario,come tutti i Guerrieri.Se non ci fossero loro penso che domani l’assalto al Valhalla Supermarket,con il cazzo che potremmo farlo.

“Fallo smettere”mi dice Rollo,è arrivato insieme me alla Base,7 anni fa.Era assai giovane ora è decisamente un vecchio.

“Chi?”Domando

“Quello”Indica pigramente il nuovo ,mentre cerca di trovare una posizione comoda per dormire

“Perchè?”

“Infastidisce anche te,dai!”

“Non ha la nostra esperienza contro quelli.Noi come eravamo quando abbiamo perso i nostri cari?”

“Appunto non voglio pensarci”Mormora con voce tremolante Rollo.

 

Invece ci pensa :rivede Maurizio e Chiara al parco,andavano tutti i giorni insieme.Lì aveva incontrato Poe,successivamente sarebbe diventato il suo migliore amico,tranne stasera che si rifiuta di zittire il nuovo acquisto della compagnia,e altri che forse in questo momento si trovano tra quelli che hanno preso la strada per il sud.Non che al sud ci fosse qualcosa di lontamente migliore di quello che si possa normalmente trovare da loro,è?Anche li ci sono quelli.Sono tanti,ma per fortuna anche facili da eliminare.Per un misterioso motivo,visto che alla sera si chiedono tutti per quale motivo quelle bestie che sanno di marcio e qualcosa d’altro-di morte dice Il Professore-sono letali per i loro amici e non per loro.Cioè,lo sono.Ma solitamente non gli hanno mai creato grossi problemi.Il grande problema è stata la scomparsa di tutta quella gente che per anni hanno segnato la loro vita.Quel vuoto è terribile,terrificante,ingiusto.Pio dice che è perchè un tizio antichissimo,vecchissimo,che sta da qualche parte oltre alle nuvole si è incazzato e ha deciso che andasse così.Lui non ci crede.Tuttavia era rimasto a quel pensiero fisso:il parco.

Giocavano tutti e tre insieme:risate,grida di gioia,carezze.Come sempre.C’è anche il sole a illuminare il parco.Poi Maurizio vede un tizio sdraiato sull’erba.Si agita.Lui e Chiara corrono incontro a quel tipo.Rollo non si fida sente ,avverte,che qualcosa in lui non vada.

“Rollo?”

“Che c’è Poe?”

“Il parco?”

“Si”

“Bè,mi dispiace..Sai,a tutti noi…”

“No,lascia stare.Tanto come potremmo dimenticare?”

L’uomo a terra afferra violentemente Maurizio.Rollo sente le urla acutissime di spavento e dolore del suo amico e poi chissà da dove e come sbucano da dietro le siepi ,dall’interno del parco altri esseri simili.Che si muovono contro ai loro amatissimi compagni.Una donna afferra per i capelli Chiara ,lui si avventa contro di essa per fermarla.Deve salvare la ragazza costi quel che costi.Ma altri si fanno contro ad ella.Le urla squarciano quella bella giornata di sole.

“E lì ti ho visto”Dice Poe

“Già.Dove cazzo correvi in quella maniera?”

“Ah,perchè tu seguivi un piano ben preciso?”

“No,io stavo attaccando..”

“Cosa?”

“Si,li stavo attaccando”

 

Rollo si avventa sqaurciando la gola della donna che ha assalito Chiara,poi spinto dalla rabbia,dal dolore e chissà da cosa altro punta quelle strane creature che assomigliano tantissimo ai suoi compagni di vita,ma hanno un odore stranissimo e nauseabondo,disprezzabile,pericoloso.Stacca mani,gambe, attacca duramente agli organi genitali.

“Non mi sono stancato mai così in vita mia”

“Comoda starsene in casa,vero?”Domanda Poe

“Molto”

Tutti morti.Tranne loro:cinque in tutto.C’è Poe,Billy e altri tre che avrebbero preso subito altre strade.Sono stanchi.Troppo.Non sapendo cosa fare,appena il più giovane di loro comincia a piangere,tutti lo imitano.

 

“Non è finita così”

“No,Rollo”

“Anche loro”

“Già”

Poe sente il suo amico piangere silenziosamente.Troppo duro e ingiusto uccidere anche chi ti ha voluto bene per tanto tempo ,durante la tua allegra e spensierata vita.

“Posso?”Domanda Poe al nuovo.

“Cosa?”

“No,è che tanto..Cioè,non credo che riuscirò a dormire.Bè,effettivamente amico non stai facendo dormire nessuno.”

“Mi dispiace…scusa…”La voce è rotta,troppo dolore per riuscire a dominarlo.

“No,non devi scusarti.Sai facciamo finta che non sia successo niente,ma è impossibile no?”Chiede Poe

“Immagino di si,non riesco..”

“Si,si,è regolare.Mancano anche a me.Hai mai conosciuto la gabbia?”

“Gabbia?”

“Era questo posto.Alcuni che trovi qui ci sono stati,come me.Bè,eri chiuso con altri e loro venivano,quando venivano,e insomma erano cazzi.Ti trattavano da schifo,poi c’erano queste risse continue,troppo schifo.Credimi.Loro ci hanno messo lì dentro e altri come loro ci hanno tolto.Non erano gran che,capisci?Ora cerca di…Come hai detto che ti chiami?”

“Tom”

“Si,ecco Tom.Cosa,insomma:come è..”

“Successo?”

“Uh,si:cosa è successo?”

“Era una bella giornata di sole,aveva piovuto ti ricordi?”

“Cazzo,una lunghissima giornata chiara e buia !La ricordo”

“E poi la giornata chiara e buia come sempre,come quelle di oggi!

“Si,continua”

“Era bella,pensavo che saremmo andati come sempre a fare un giro.Perchè vedevo che avevano delle sacche,quelle che prendevano per uscire quando facevo il giro lungo”

“Il giro lungo,che si stava fuori casa”

“Si,e allora mi avvicino ,ma lei mi dice che devo stare a casa.Andavano da dottore e poi tornavano.Non li ho più visti”Conclude lottando contro il pianto Tom

“Eh,anche a me una volta hanno fatto quello scherzo,sai come sono?Si divertono così.Mi avevano lasciato su una di quelle strade,dove corrono quelle strane cose sai?Quelle dove saliamo a volte per fare i giri lunghi”

“Dici quindi che ho ragione ,no?Che torneranno e non mi hanno trovato!”

Poe comprende di aver peggiorato la situazione.

“No,cioè… Tu come sei capitato tra di noi?”

“Mi hanno aperto la porta”

“Chi?”

“Gli altri.Quelli strani,sai?”

“Cazzo se lo so,è da una lunghissima giornata chiara e scura che ci lottiamo contro.Che poi il Professore mi ha insegnato,anzi ci ha insegnato a dividerla in :ieri,oggi,domani.Lui sa moltissime cose,merito della famiglia che lo accudiva.”

“Bè,spero allora che domani sarà meglio.”

“Ascolta,fai una bella cosa.Visto che sei così piccolino e agile,che ne dici se ti chiamo Achille?”Butta lì facendo finta di niente Poe.

“Achille?”

“Lui è il capo degli Avvistatori e segnalatori.Poi ci sono i Guerrieri che sono i più grossi,siamo divisi così.”

“Ok,va bene.”

“Si,ma abbiamo ancora tempo per riposare,vuoi che io stia qui?”

“Si,per favore”

Poe abbraccia Tom,il piccolo ha bisogno di essere difeso.

 

Il Gran Consiglio si trova a decidere il piano di attacco al Valhalla Supermarket,una leggenda che da anni-Il professore aveva spiegato a loro che ieri,oggi,domani,formano i giorni e che i giorni formano le settimane,a loro volta creano i mesi e così abbiamo gli anni.Non la giornata chiara e buia,come loro avevano sempre pensato-circolava tra loro sopravissuti.I guai sarebbero venuti sia dalle strane creature con le sembianze dei loro cari amici,ormai estinti,sia -e questo per loro è peggio-che dai vagabondi irregolari.Si ricordano le durissime lotte contro di essi per prendere una zona e il cibo.La Base ormai risulta un rifugio sorpassato,non resta che affrontare il viaggio per il Valhalla.C’è cibo,è grande ed accoglie tutti.Non possono fare altro che mettersi in moto.

 

Sono tutti radunati:c’è la chiamata,ispezione,e poi si parte.A controllare che tutto sia a posto ci sono Joe ,per i guerrieri e Achille per gli Avvistatori. Il Professore,Pio,Il Caro Leader sono già pronti.

Tom è eccitato,sente ancora quella soffocante tristezza,ma ha un suo compito preciso e sopratutto sta entrando in un gruppo.Ricorda prima quando incontrando per strada un suo simile spesso scattavano inutili beghe e risse,dovevano spesso intervenire i loro amici a trascinarli via,ma ora non è più così-a parte i Nomadi che spesso attaccavano e ancora più spesso uccidevano-Achille è un buon capo:autoritario,ma sempre generoso e pronto a battersi per i suoi sottoposti.

Oramai sono pronti alla Marcia .

 

“Achille?”Chiede Tom mentre corre lungo la strada principale,una volta piena zeppa di gente e di quelle strane cose che il Professore ha detto si chiamavano:automobili.

“Cosa?”Risponde un po’ infastidito il piccolo e robusto capo Avvistatori.

“Da quanto la tua giornata chiara e scura è in compagnia di questi?”

“Non si dice così!Non hai parlato con il Professore?Comunque saranno due anni.Alcuni sono qui da molto tempo prima.Io sono arrivato un po’in ritardo.I miei amici hanno resistito fino a che hanno potuto,il mio padrone era riuscito a mantenere per me i soliti ritmi e mi trovavo con altri come noi.Poi gli Altri hanno sfondato la rete di protezione.Un massacro.Il mio padrone si è sparato.Io sono scappato e sono giunto qui.”

“Hai affrontato i Nomadi?”

“I Vagabondi irregolari?Si,mi hanno anche ferito,vedi qui dietro l’orecchio e sul fianco sinistro?Una durissima battaglia .Loro sono i nostri veri nemici.Noi siamo civili,abbiamo un’organizzazione,il Caro Leader,loro no.Sono disperati e cattivi.Devi eliminarli senza pietà,perchè non sono noi,ok?”

“Partecipiamo anche alla battaglia allora?”Domanda spaventato Tom.

“Si,ragazzo.Spero che tu possa sopravvivere”

“Grazie!”

“Perchè se tu dovessi morire ,sei troppo poco per poter soddisfare la fame di tutti noi”Dice Achille.

 

Il silenzio domina la Città.Si avvertono dei rumori,ma spesso sono solo i vecchi palazzi che crollano.Macchine bruciate o sfasciate occupano le strade.Fuochi e detriti.In giro ci sono sempre gli Altri che si muovono disperatamente,visto che ormai il cibo a disposizione-quelli che vivono-è pressochè scomparso.Cercano di nutrirsi della carne di quelle altre strane creature che paiono dominare nella loro zona.

Certe volte qualche labile immagine,della loro vita precedente,richiama dalla tenebre della memoria ,ormai persa,quelle “cose” che si muovono più veloci dei vivi e sono così difficili da prendere.Confusamente il cervello ormai putrefatto dei morti,ricorda che erano animali.Gli animali li stavano facendo morire per la seconda e definitiva volta.

 

 

Joe torna con del cibo per tutti.Lui e i suoi guerrieri avevano trovato un branco di quelle schifose creature con sembianze umane.Non era stato difficile circondarli e poi attaccarli e sterminarli.

C’è da mangiare per tutti il Caro Leader-la loro preziosissima guida-aveva dato disposizione affinchè ogni singolo sottoposto abbia da mangiare esattamente come loro.O quasi.

“Che roba è?”Borbotta nauseato Tom

“Buona,fai finta che sia carne in scatola”Ridacchia Rollo,un Guerriero amico di Poe.

“Bè,ma ha un sapore!”

Si avvicina Achille e risponde al nuovo arrivato

“Stai mangiando una di quelle creature”

“Cosa?”

“Si,è il nostro cibo!Cosa cazzo credi che mangiamo noi?”

“Bè ci sono le prede”

“Tu che mangiavi signorino?”

“Avanzi”

“Bene e che tipo?”

“Dei Nomadi”

“Ah,si?E secondo te che mangiavano?”

“Topi,gatti,il nostro cibo in caso di emergenza e roba vegetale”

“No,caro!Loro mangiano noi.Ti sei alimentato con i cadaveri dei nostri amici!”Sbotta Achille cercando la rissa con Tom

“Ehi!Ehi!Piccoletto,stai tranquillo ok?”Interviene Joe.

“Fa tanto il difficile e poi era uno spazzino dei Vagabondi Irregolari?!”Riprende il capo degli Avvistatori.

“Ok,doveva sopravvivere .Non poteva fare altro.”Taglia corto il capo dei Guerrieri.

Gli altri osservano la scena:quel Tom,quante cose doveva imparare.

Il Professore era l’idolo di tutti loro.All’inizio per lui era stata durissima :spiegare tutte quelle cose a quelle bestie!Ma ci era riuscito.Lui e il Caro Leader erano i pilastri del gruppo.

Aveva perso il suo Amico tanto tempo prima,quando gli Altri erano davvero tanti e forti.Si erano rifugiati sottoterra,ma poi sai come è?Gli umani sono scemi e qualche errore grossolano aveva aperto le porte a protezione degli esseri umani vivi.I morti avevano invaso la Base e divorato tutti i vivi,anche il suo amatissimo compagno di vita.Si erano salvati in tre :lui ,Caro Leader,e suo fratello.L’avevano perso di vista,aveva preferito la libertà anarchica e selvaggia dei Vagabondi Irregolari.Un grande dolore per il Caro Leader,sommato alla perdita dei suoi Amici.

“Manca ancora molto,poi giungeremo al Valhalla.Il nostro cibo è tutto lì.Dicono che ce ne sia molto”Mormora mezzo appisolato il capo della banda.

“Si,Caro Leader.Dovrebbe essere così,secondo l’avvistamento di Nicolaj.”

“Povero Nicolaj,lo chiamavamo l’Idiota,ma era molto più in gamba di noi.”

“Si,la malattia lo ha colpito duramente.Peccato”

“Pio va avanti a blaterare di Dio e quelle cose lì”

“Serve per quella parte arretrata che ci segue,per quelle masse che si uniranno con noi.Non basta che vi siano solo le nostre regole.L’illusione di vivere e morire per qualcosa di grande e illimitato,è una delle stupidaggini che i nostri ci hanno dato in eredità.Noi non possiamo far altro che migliorare caro Vissarionovic”Il Professore Karl,era l’unico che poteva chiamare il Caro Leader per nome.

“Ne sono convinto.Temo solo che i Vagabondi sappiano anche loro del nostro Valhalla Supermarket.Mio fratello è un loro leader da tempo ,sai?”

“Avresti dovuto eliminarlo.Come eliminammo gli altri”

“Già.Temo che non sarà possibile fare altro”.

 

 

Perchè questa atroce,lunga,dolorosa ,agonia?Il manifestarsi lucidamente di pensieri,ricordi,sensazioni del prima, quando ancora era un Vivo,pur sapendo benissimo cosa sia diventato.Momenti brevi che non superano i venti o trenta minuti,che arrivano improvvisi .Allora sente e ricorda.Non è il solo in quelle condizioni,altri quattro suoi collaboratori sono nelle sue condizioni.Vedere la stessa pena sui visi di quelli che un tempo erano i suoi più stretti collaboratori e amici fraterni,trasforma quei pochi momenti di ritrovata lucidità,quel timido riaffacciarsi alla vita,un tormento insostenibile.

Poi si ricade nel buio.Un istinto pigro e inesorabile li portava ad attaccare i vivi,per cibarsi.Non solo.Qualcosa di più antico e profondo,come l’istinto di uccidere e cacciare,alla base della ridicola e complessa creatura chiamata razza umana.Ricorda ancora uno di quei momenti di tremenda presa di coscienza ,quando si trovò con una mano di sua figlia tra le manidbole e il corpo straziato di lei sul pavimento.Per fortuna poi è tornò l’oblio che spezzò il suo urlo di disperazione.

La città era loro,come altre città e nazioni.Poi improvvisamente mancando i vivi,una lenta apatia li aveva colti.Erano apparsi i primi sintomi di decomposizione.

Così molti di essi morirono una seconda volta.Non mangiavano per nutrirsi,ma per evitare la putrefazione.

Nella mano ora tiene la foto di famiglia:lui-il rispettabilissimo Dottor Fulci-la moglie,la figlia e il loro cane:Karl.

 

La lunga marcia continua,instancabili si muovono nelle strade cittadine.Hanno fame,vogliono al più presto raggiungere quel paradiso,quel posto perfetto tanto decantato dal loro Caro Leader.Tom un po’ alla volta sta facendo amicizia con i compagni della sua squadra.Si muovono veloci nelle vie,si arrampicano abili lungo i sentieri più difficili,poi riferiscono al resto del gruppo.Organizzati,disciplinati,uniti.

 

“Guarda.”Dice Tom ad Achille

“Cosa?”

“Un gruppo di quelli.Gli Altri.”

 

In mezzo a una via alcune di quelle strane creature fissavano dei locali vuoti.Il professore dice che si chiamavano negozi.Mete molto ambite sia per i vivi,che quanto pare per i morti.

Un gruppo di zombi stavano lì:fermi,fissi,osservavano.Una decina,ma improvvisamente uno di loro perde prima una mano,poi una gamba ,poi la mascella,infine diventa polvere.Gli altri indifferenti guardano ,rapiti,un vetro sfasciato,dei manichini fatti a pezzi,un locale abbandonato.

 

“C’è cibo!!!!”Avverte Tom.

Il resto della compagnia urla verso il cielo trionfanti e ferocemente allegri.

“Guerrieri!Guerrieri!Avanti!”Grida Joe.

Poe,Rollo,Billy e altri si fanno avanti.In perfetto ordine pregustando l’attacco,lo smembramento delle vittime,la ferocia della loro violenza scatenata sulle prede.

Silenziosi si muovono seguendo le direttive degli avvistatori.Tagliando per vie,zigzagando e tenendo sempre d’occhio le loro vittime,che imbambolate stanno ferme a guardare le vetrine.

“Mi fanno pena”Mormora Rollo a Joe

“Perchè?”

“Una volta erano nemici formidabili,ricordi?Ora?Non è più guerra,ma mattanza.”

“Sono cibo,solo questo.Come i nostri amici lo erano per loro i nostri Amici”

Ormai sono vicini.I morti non sentono il pericolo,evidentemente sono un gruppo di quelli che sono vicini alla seconda morte per decomposizione.Malati.Forse sanno che fine li attenda ,magari per loro è meglio così.Joe e Poe chiuduno la via a sinistra,mentre Rollo e Billy quella a destra.Incominciano a prendere la rincorsa,sentono l’adrenalina che pompa nelle vene,sono vicini al loro cibo…Dall’interno del negozio qualcosa afferra un morto e lo trascina all’interno,in rapida successione anche gli altri lo seguono.

“Cosa????”Domanda Joe a Billy

“Non so..”Risponde sbigottito il guerriero

Stanno fermi ed aspettano.Fissano quel luogo abbandonato,cosa si nasconde?

Poi li vedono uscire:i Vagabondi Irregolari.

 

“Eccoli qui”Dice Victor un loro ex compagno che aveva scelto in polemica contro il Caro Leader di unirsi al fratello ribelle.

“Questa zona è nostra,mi pare”Puntualizza acido Joe.

“Chi si rivede.Scusa se parlo di vista .Però per te ho un regalo:l’occhio che ti manca.”Dice il leader dei ribelli gettando l’occhio di un morto contro Joe.

“Victor,dovevamo ammazzarti tempo fa.Noi però i rifiuti non li tocchiamo,sai?Quindi ti conviene tornare con la tua quinta colonna verso quel posto di merda che chiamate Uthopia,tienitela.Noi abbiamo altro da fare”Taglia corto Poe,in difesa dell’amico umiliato.

“Abbiamo di meglio,ci puoi scommettere.Sai dove andremo ora?Venite compagni spiegatelo a loro dove andremo”Dal buio del negozio escono altri cinque scagnozzi del fetido Victor.

“Valhalla”Dice Mikail,uno dei peggiori tra i ribelli.Viscido e crudele.

“Ah,si?Scordatevelo.Vi abbiamo lasciato questo di cibo.Ma il Valhalla,mai”Ringhia Rollo.

All’improvviso Mikail parte attaccando Poe,ma mentre si getta contro il nemico per sgozzarlo,giunge velocemente Tom che con un morso taglia la gola al possente cane.

Per dei lunghissimi secondi c’è silenzio.Immobili da una parte e dall’altra fissano il cadavere del Vagabondo Irregolare.

Tom il viso sporco di sangue si trova in mezzo,da una parte i suoi compagni e dall’altra i nemici.Si fissano,ringhiano.

“Andiamo”Ordina Victor.Poi si allontanano.

Tom urla di gioia verso il cielo,il suo urlo di vittoria viene ripreso e ampliato dai suoi compagni.

 

La morte di Mikail segna la lunga nottata dei Vagabondi Irregolari.Riuniti in una delle loro confuse,sgangherate riunioni,dove pagano duramente la loro voglia di effimera libertà,senza “burocratizzare la nostra rivoluzione”,Lev lo sa.Mentre suo fratello Vissarionovic,quel dittatore rinnegatore della loro rivoluzione,ha costruito un suo regno efficente e disciplinato,lui è circondato da disperati,teste calde,rifiuti di ogni tipo.Litigiosi in eterno.Non possono vincere contro il loro gruppo rivale,lo sa.Lui non è sprovveduto o sciocco,anzi.Aveva nella testa un progetto rivoluzionario ampio,permanente,ma impossibile da trasformare in realtà.Aveva perso contro suo fratello e ora si trovava lì:Uthopia.Una prigione dorata,una maledizione benevola.Isolato,però.

“Vanno anche loro a prendere Valhalla.Dobbiamo arrivarci prima noi”Tuona Victor

Gli altri si gasano e inneggiano alla presa del loro paradiso.E alla morte degli avversari. Lev non è così sicuro di farcela.Però non può impedire nulla ai suoi,loro non credono nell’organizzazione,ma nella democratizzazione dei rapporti tra compagni.Sarà la loro inevitabile fine.

 

 

Il Valhalla Supermarket,decenni e decenni prima,era anche il paradiso dei vivi.Un grandissimo centro commerciali,pieno di ogni ben di dio.Le famiglie ci passavano ogni fine settimana,le coppie andavano in cerca di oggetti utili per le loro case.C’era tanta gente.Ora è pieno di morti.Si sono ritrovati quasi tutti lì.Vagano e spariscono per effetto della decomposizione.Il loro cimitero all’aperto.

Il Dottor Fulci,con i colleghi:Martino,Deodato,Lenzi, è il capo di quel luogo.Che tenta di organizzare ,ma poi perde la lucidità e si ritrova a vagare insieme agli altri.

Vorrebbe che quei momenti in cui la coscienza ritorna,vorrebbe trascorerli con i suoi fidatissimi amici.Invece questo non capita quasi mai.Soli nella monotonia della morte e anche nel tristissimo risveglio.Tuttavia quando è lucido e vivo cerca di disciplinare alcuni morti a basilari sistemi di difesa del loro rifugio,ma poi tutto si perde.Cosa è successo?Perchè si sono ridotti così?Non riesce a ricordare.

 

“Saremo capaci di governare il mondo che rimarrà?”Chiede il Caro Leader a Karl.

“Non lo so,pensavo di si.Ma ora che i nostri Avvistatori dicono di averlo trovato..”Si interrompe non riesce a continuare.La voce è rotta dall’emozione:ci stanno arrivando

La gioia è irrefrenabile e corre veloce ad eccitare tutti i partecipanti a quella lunga marcia.Domani!Domani! Arriveremo al Valhalla.

 

Nel buio,i Vagabondi li spiano.Pronti alla grande battaglia finale.

 

Il grande giorno è uguale agli altri,niente di particolare:lo stesso squallore,la stessa distruzione,lo stesso abbandono.Loro si rimettono in marcia.Conquisteranno il paradiso.

 

“Il paradiso è dei dannati della terra,quindi nostro!Che non abbiamo mai tradito i nostri valori rivoluzionari.Che non abbiamo cercato il compromesso con nè con i vivi che ci maltrattavano,nè con i morti!Prendiamoci il Valhalla una volta per tutte!”

Eccita la sua folla di disperati e perdenti ,il grande Lev.

 

 

Si trova davanti alla vetrata principale del Supermarket.Scosso come ogni volta che ritorna a galla dal profondo buio della morte.

Fuori tutto sembra calmo,ma qualcosa ..Rapidi movimenti,piccoli rumori,poi l’impressione di aver visto chiaramente quei predoni letali che da tempo si cibano di loro,come loro si cibavano dei vivi.

 

“I cani…sono qui”Dice stancamente Fulci,ma come sempre nessuno è lucido in sua compagnia.

 

Corrono veloci:prima gli Avvistatori,poi i Guerrieri.I cani,unici sopravvissuti all’orrore stanno arrivando

Il primo è Joe a gettarsi contro la vetrata:Valhalla è nostra!

 

Fulci è chiuso nell’ufficio.A fatica ha chiuso la porta e spostato dei mobiletti.Ha preso gli altri suoi amici e rimane immobile,come da decenni ormai,mentre sprofondando nel buio pensa che sarebbe bello morire una seconda volta così divorato mentre è incosciente.

I cani corrono veloci e si avventano spietati sugli inermi morti viventi.Squarciano ventri,staccano mani e gambe,staccano organi genitali putrefatti,sgozzano.Una vera mattanza.Crudeli e spietati le bestie si ingozzano con quel poco di appetitoso i morti possiedono ancora.In poco tempo hanno la situazione in mano.Il Valhalla è loro.

 

Di nuovo lucido:sono fuori.Li sente mentre con le zampe graffiano la porta,li sente ululare,gemere,hanno fame .Vogliono loro come cibo.Afferra un coltello e offre ai suoi spaesati amici gli stessi strumenti.

“Cosa succede?”Chiede Deodato.

“I cani”Risponde

“Questo cosa è?”

“Un coltello,ti ricordi come si usa?”

“Spero di si”

“Apro?”

Deodato guarda gli altri che ciondolano nel buio,persi,inciampando.

“Finiamola ora”Mormora.

 

I cani si gettano sulle loro prede.Joe,Rollo,Poe e Billy sono i primi e i più feroci.

Fulci vede i suoi amici cadere sotto i morsi delle bestie.Deodato urla ,in modo insopprtabile,come griderebbe un Vivo divorato vivo da un esercito di bestie affamate.

Lui scappa ,ma le gambe sono quelle di un morto e la fuga dura poco.Cade.Naturale e giusto che sia così.Pensa alla sua vita prima:la scienza,la famiglia,le piccole cose e Karl,poi il contagio,l’angoscia,il ritorno a una non vita,la fame e la caccia spietata ai vivi.Il declino,la seconda morte e i cani.I cani.Affamati e crudeli.

 

Un rumore impercettibile,come qualcuno che stesse piangendo.A fatica Fulci alza la testa dal pavimento e guarda davanti a sè:ha la vista appannata,tra poco cadrà nell’oblio.

Eccolo lì:il suo cane.Uno schnautzer gigante.Il suo Karl

“Amico”Sussurra.

Gemendo per la rabbia e il dolore,e l’istinto a cibarsi Il Professore si getta sul corpo del suo Padrone.Divorandolo.

 

Stanchi e felici i cani si riposano.C’è ancora molto cibo in giro.I morti sono ancora molti..Il posto è grande ed accogliente.

Tuttavia Il Professore lo sa.Non è diverso agli altri posti che hanno incontrato durante il loro viaggio.Presto lo scopriranno e molti saranno delusi.Tuttavia per ora va bene così.

 

“Hanno ucciso Tom!”Il grido di Achille rompe la tranquillità pomeridiana.

“Come ?”chiede Joe.

“Lo hanno circondato e ucciso.Lo stanno divorando.I Vagabondi!”

 

I cani si rimettono in piedi:c’è un’ultima battaglia da combattere.

 

In ogni piano del centro commerciale ci sono i Vagabondi,pronti a rubare il Valhalla al gruppo organizzato del Caro Leader.Si sono infiltrati all’interno del gruppo da tempo,per studiarne le mosse e dare informazioni utili a Victor e Lev.

Lo scontro scoppia devastante e furioso.Una battaglia per la supremazia che non conosce sosta nè pietà Sincerissima distruzione del nemico.

Nella battaglia Joe vede morire Rollo colpito e assalito a tradimento da tre vagabondi.Furioso li attacca e li ammazza sgozzandoli.Pieno di sangue e con il solo occhio funzionante il guerriero piange l’amico scomparso.

 

Poe aggredisce Victor,mentre questi cerca di prendere alle spalle Achille.La lotta è spietata per la sopravvivenza,ma alla fine il laido Victor muore,cadendo dal terzo piano del centro commerciale e andando a schiantarsi sul terreno.

 

Il gruppo ha la meglio sui Vagabondi:organizzati e uniti distruggono anche le ultime disperate offese da parte dei nemici.

 

“Vissarionovic,sono qui.Tuo fratello”Dice Lev.Ferito a morte e abbandonato dai suoi compagni ,scappati in cerca di salvezza.

Il Caro Leader si avvicina. Osserva in silenzio per un po’ il fratello.Poi con un morso alla gola lo sgozza.

 

La calma scende sul Valhalla Supermarket,paradiso per ancora qualche anno.Poi inventeranno un’altra leggenda e partiranno

I vivi ormai sono solo ricordi,che piano piano scompaiono. I morti sarannoa ancora per un po’ il loro cibo,mentre tristemente cadono sotto i colpi della seconda morte.

Il mondo continua nonostante tutto a girare.

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LA BANDA KOLK

27 Gen

 

 

 

Non è umano…Non è umano”Mormora il camerata Mariani,mentre inciampando e stando appena in bilico cammina per Milano.Quello che ha visto fare quella notte al prigioniero è qualcosa che non si sognava neppure si potesse immaginare o fare.Non umano,anche nel senso di crudeltà umana.La sua mente sconvolta pensa al viso di Kolk,la trasformazione quando ha abbandonato ogni aspetto fisicamente umano per diventare altro…Cosa?Non vuole ricordare,pensa che non potrebbe resistere di nuovo alla visione di quel mostro infernale,quella creatura delle tenebre che ha preso il posto del camerata Piero. Gli altri si erano fermati in silenzio due secondi,che parvero durare un’eternità al povero Mariani,per guardarlo:visi spenti,inespressivi,insoopportabilmente pallidi.E gli occhi?Vuoti.Eppure lui in quei due secondi ha visto l’inferno come dovrebbe essere veramente e loro una banda di demoni.Assetati di sangue e di carne umana.Tra le mani brandelli del corpo del malcapitato prigioniero.Augusto palleggia tranquillamente con la testa del defunto.Eppure si sono fermati e l’hanno guardato.

“Non mangi?”Chiede delicatamente Kolk.Gli porge con gesto autoritario una parte del cuore del prigioniero.Mariani vomita.

Ora fuori nella notte che soffre di solitudine per via del coprifuoco,il giovane camerata vorrebbe solo tornarsene a casa.Scrivere al Partito affinche lo mandino da qualche altra parte.Qualsiasi altra parte,anche combattere contro i ribelli.Lui è sempre stato un camerata assai virile e coraggioso,mai temuto la pugna,la battaglia,la guerra.Ne ha torturati di comunisti e oppositori.Mai un passo indietro.Eppure,eppure ora che ha visto come è fatto il diavolo e che le porte dell’inferno sono state aperte,una primitiva paura si è impossessato di lui.

“Francesco”Un sussurro.Debole ,ma comprensibile.Mariani si gira per vedere se qualcuno lo stia seguendo.Ombre sconosciute,improvvise,qualcosa si muove,ma non riesce a comprendere se sia vero o immaginazione.La paura freddissima,gelida,comincia ad avanzare dalle gambe,fino alla testa.”Francesco” di nuovo quella voce.Un sussurro che taglia la notte placida della città sotto assedio.

Il giovane fugge,senza direzione,inciampando e cadendo,alzandosi faticosamente.”Camerata Mariani”,”Francesco”,”Vieni a mangiare con noi”,”Non scappare”,tante voci che lo raggiungono come pugnalate alle spalle.Chi parla?Di chi sono quelle voci.

Vorrebbe gridare aiuto.Una caserma dei carabinieri,o della polizia.La sua fuga disperata e senza senso gli ruba solo energie.Ormai è stanco.

Si inginocchia in mezzo alla strada.Aspetta con terrore la sua fine,non può fare altro.Pensa di sfuggita a quante volte abbia riso mentre avvicinandosi a un condannato a morte ci metteva tanto tempo per sparargli in testa.Tanto che quello piangendo spesso supplicava che gli sparasse,basta con quelle sofferenze.E lui rideva.

Ora sa che non c’è proprio un cazzo da ridere.La notte è tornata normale.Niente voci,nessuna presenza.Il suo respiro affannoso e rotto,si normalizza.Nessuno in giro.Quanto è stato stupido.Ride,ride,ride forte,nervosamente.Quando sta per alzarsi è accecato dalle violentissime luci di due fanali e poi sente le urla bestiali e le risate sataniche dei ragazzi.La banda è lì,ed è tutta per lui.

Mariani si rialza e corre di nuovo.Dove andare?Non lo sa.Non riesce a pensare.

Dietro di lui l’automobile si avvicina sempre di più.Loro urlano come bestie. Ruggiti bestiali dell’oltretomba.Con il tallone sente di aver toccato la macchina,sono lì.Poi una mano esce dalla portiera posteriore,lo afferra e lo trascina dentro all’abitacolo.

Il silenzio cade pesantemente,come se non fosse successo nulla.

 

 

1

Le acque del lago hanno il potere di calmare la mente di Ettore.Fuma una sigaretta distrattamente mentre pensa agli ultimi giorni.I ribelli sono in montagna e non accennano non solo a fermarsi,ma anche a diminuire.Rammenta che solo pochi anni prima la maggior parte degli italiani si era piegata al volere del Partito.Che giorni di festa spensierata,che ardito sentimento patriottico e che tempra guerriera avevano dimostrato gli Italiani. Un popolo sempre sbeffeggiato e umiliato alzava la testa con orgoglio,onore,coraggio.Altri giorni e tempi,Ettore non ama nemmeno vivere nel ricordo e nel rimpianto.Robe da donnette.E a proposito di donnetta,eccolo arrivare:Alessandro.Anzi,il conte Alessandro.All’interno del Partito tutti erano,anzi sono camerati e basta.A parte chi ricopriva un ruolo di grossissimo prestigio.Però nessuno ostentava il suo titolo nobiliare o altro.Tranne quel maledetto Alessandro.

“Camerata”La mano alzata distrattamente.Un saluto che nulla aveva di cameratistico e fiero,ma un gesto pigro e donato quasi per pietà al suo “inferiore”

“Conte”Risponde alzandosi in piedi e facendo battere i tacchi dei lucidissimi stivali

“Per favore,per favore.Il ticchettio non lo sopporto.I rumori mi danno noia”il Conte fa una delle sue notissime facce schifate.Poi si sistema meglio sulla sedia esposta fuori al rinomato bar con vista sul lago. Manco fosse l’oceano pieno di meraviglie marine.

“Uhm,giornata nuvolosa.Come sempre,eppure non fa freddo.Lei ha visto se hanno pulito codesta sedia?No,perchè ho un vestito nuovo…”

“Dite conte,volevate parlare con me circa..”Ettore lascia a metà la frase per permettere al camerata Alessandro di arrivare dritto al sodo.

“Oh,quanta fretta.Quanta fretta,aspetti!Prima beviamoci qualcosa.So che qui i cocktail sono buonissimi.Sa,a me piacciono molto quegli ombrellini.Ha presente quelli che mettono nel bicchiere…”

“Si,si,sentite sono dispiaciuto di interromperla:ditemi perchè mi avete fatto chiamare da Milano.Sapete che le strade ormai sono pericolose?Pensiamo che i Ribelli scenderanno, dopo questo inverno , dai loro rifugi.Dunque…”

“Scendano pure.Vengano.Illusi,come se poi a loro lasciassero ricostuire la Nazione.Non credo cambierà nulla.Qualcuno, che è stato fermo una settimana in montagna a giocare all’alpino, finirà nel nuovo governo voluto dai vincitori:americani e inglesi.Non serviamo più ormai.Anzi,voglio precisare:serviamo ancora,ma non in queste vesti.Non più.Peccato,sa?Tuttavia è inevitabile.Dobbiamo preparare un bel funerale”Conclude con amarissima ironia il Conte

Ettore vorrebbe ammazzarlo lì,seduta stante.Frocio di merda.Rotto in culo,busone,culattacchione,ricchione,che non sei altro!Lui era entrato nel Partito perchè attratto dalla perfezione delle Parate,per la bellezza delle divise,per l’estetica che l’architettura di Regime sapeva dare alla Nazione.Era colto,almeno così sosteneva Ben.Lo diceva il capo e allora andava bene per tutti.Ma quando mai aveva preso azione?L’aveva mai visto malmenare qualcuno?Ah,no…L’Ovra aveva riferito che spesso andava nei carceri,quando c’erano interrogatori contro i detenuti politici perchè amava sodomizzarli.Per pura passione sessuale e fedeltà al partito.Eccolo il portavoce del governo,l’uomo a cui affidavano la Propaganda Popolare.

“Un funerale?E per chi?”Chiede trattenendo malamente la rabbia il Camerata giunto da Milano

“Kolk”Risponde serissimo il Conte

“Kolk?Ancora lui?”Domanda stupito Ettore

“Lo conoscete?”

“Lo avevamo trasferito dalla capitale..”

“Noi?Noi abbiamo fatto trasferire Kolk?Oh,forse sono stati i nostri padroni,anzi scusi:Alleati,o meglio Alleati Padroni,a farlo allontanare dalla capitale?”

“Non importa.Non comprendo nemmeno questo tono,caro camerata!Noi stiamo ricostruendo con fatica la Nazione,che qualche vile e traditore sta consegnando agli americani.In ogni caso,non voglio perdere tempo…io schifo il disfattismo!Dicevo?Ah,si:Kolk.Lo allontanarono da Roma,per via di una brutta storia di spaccio di cocaina e alcune rapine fatte passare per azioni di guerriglia partigiana.In realtà ha svaligiato diverse case di alti gerarchi del Partito e dei nostri Alleati.Hanno pure violentato diverse dame,donne rispettabilissime dell’alta borghesia nobiliare e ponteficia.”

“E lo hanno graziato?”

“Si,è pur sempre l’uomo che ha arrestato il generale Caracciolo.Se non rammento male”

“Uh,si!Avrebbe dovuto assistere a che razza di gioia scomposta il Ben si è lasciato andare.Tuttavia,perchè le parlo di questo Kolk?Perchè a Milano ha ucciso due persone :un ragazzo e una giovane donna incinta.Stava dando la caccia a un ribelle e si è messo a sparare come un coglione per strada.Ammazzandoli”Conclude il conte

“Un grave danno per il Regime .Sopratutto in questo momento”Sottolinea amaramente Ettore.

“Si,vogliamo morire da vergini.Come se durante questi anni non siamo vissuti come animali in branco,assetati di sangue e scioccamente violenti.Credo che c’entrino di più la cocaina e i soldi che la banda ruba o tiene per sè.Però comprendo anche Graziano ,il suo superiore,o Ben.L’omicidio di Kolk per questo grave danno al sistema potrebbe aiutarci a vivere meglio e giungere a un accordo soddisfacente.”Il conte si alza stancamente dalla sedia e poi si allontana

Ettore rimane a fissarlo:odio e compassione per quel maledetto dandy.Poi si alza e si dirige verso il traghetto che lo porterà sulla riva opposta dove ha parcheggiato la sua automobile

“Ah,Ettore!”Il Conte lo sta richiamando.

“Cosa c’è?”Domanda il camerata

“Mi faccia sapere poi se è riuscito a ucciderlo”Dice il dandy

“Perchè?”Chiede sbigottito Ettore

“Non è umano”Sorride il conte andandosene e fischiettando allegramente.

 

Carcasse di automobili,palazzi squarciati e pericolanti,polvere e dettriti per strada,a ogni lampione di corso Buenos Aires e non solo i cadaveri putrefatti dei ribelli impiccati,spesso due o tre persone che si aggrappano ai piedi dei morti per rubare un paio di scarpe.Eppure la sera molti vanno ancora nei teatrini improvvisati a vedere tristi numeri di avanspettacolo.La risata non ti guarisce dalle ferite di guerra,ma almeno offre una piccola pausa.

Kolk ride e applaude forte,scompostamente.Spesso si diverte a ridere prima che il comico faticosamente arrivi a una penosissima battuta.Vuole che tutti sappiano:il dio Kolk è tra di loro ed è perennemente affamato.Dietro di lui siedono due tra i suoi uomini migliori:Armando e Augusto.Ridacchiano anche loro,mentre macabramente salutano attori e pubblico con le mani mozzate ai prigionieri.

“Zitti !Zitti tutti!”Tuona Kolk quando sul palco,per la disgrazia dell’arte,arriva la sua amata Tiziana.Una ragazzetta ,bizzarro incrocio tra il romanticume più zuccheroso e la perversione più depravata.Per questo piace al capo della banda di aguzzini più maledetti d’Italia.

Lei di professione fa l’amante-tutto il regime l’ha conosciuta molto bene- poi per pura cattiveria nei confronti del canto e del teatro fa la soubrette di rivista.

Il silenzio scende sulla folla di spettatori.Mentre Kolk e i suoi uomini puntando le pistole contro il pubblico sottolineano i punti da applaudire del ridicolo spettacolo .

“N

on pensavo di rivederti”Dice la ragazza mentre si strucca.

“Perchè?”chiede Kolk

“Ti danno la caccia”

“Chi?”

“Ettore”

Kolk ride forte ed allegro:”Ah,bè allora posso stare tranquillo”

“Ettore è un eroe,un vanto del nostro Partito”Ribatte lei leggermente stizzita

“Eroe?Cara,se tu potessi capire ti spiegherei che gli eroi non esistono e a ben vedere non servono.”Risponde svogliato e sdegnato l’uomo

“Cosa non posso capire e perchè?”

“Perchè sei una donna,anzi una ridicola puttanella cocainomane.Il che,nel pauperistico universo femminile,è la rappresentazione migliore.Tuttavia te lo spiego:eroe…Dunque,ah si ecco!Una bella invenzione dello stato attribuita al più coglione ed autolesionista tra i suoi imbecilli servitori,un fanatico che crolla dopo il primo interrogatorio,una nullità.Ecco cosa è un eroe.Questo è quel tuo Ettore tanto stimato.Si vede che ti paga meglio di me.Preferisco i mediocri,sai?Danno maggiore soddisfazione.I miei uomini,prendili ad esempio.Un modestissimo operaio,un piccolo burocrate, uno scrittore fallito,gente simile.La mediocrità è una virtù che possiedono solo i migliori.”L’uomo si appluade ironicamente.

“Sarò pure una donna e tutto quello che dici,ok?Comunque rimane il fatto che ti cercano e non per un trasferimento.”Chiude il discorso seccata la ragazza

“Cocaina?Bè,quella è il lasciapassare sia nel Partito che tra gli informatori e per entrare in te,no?”

“No,scemo!Non si tratta di cocaina,ma dell’altra storia.”

“Sistemata”

“Sistemata?”

“Si. Se ti dico sistemata,che significa per te?”

“Che hai ucciso un ragazzino e una donna incinta”

“Oh,certo!Mi mancavano nel mio elenco di vittime.No,dico sistemata-mia cara- perchè ho arrestato un noto intellettuale socialista.Anzi,il coglione è deceduto oggi in ospedale.Comunque ho ricevuto da Ben,dico Ben stesso,le congratulazioni.Lui è come me,ha un gusto alto per la violenza e la morte.Roba che questi alla Ettore non hanno.Non come noi,perlomeno”

“Hai un nuovo prigioniero?”

“Come?”

“Si,dico volevo assistere alla tortura di qualche prigioniero”

“Ti sei divertita l’altra volta eh?”

“Si”

“Vedi anche te che sei una soubrettina di merda,quando lasciata libera di essere veramente te stessa sei una formidabile torturatrice.Questa è la nostra natura”

“Lascia perdere i discorsi sulla natura dico:hai qualcuno o no?”

“Qualcuna”

La ragazza sorride soddisfatta

“Ah si?”

“Una tizia dei Gap”

“Una rossa?”

“Siamo tutti rossi ,se ci fanno a pezzi”

“L’hai fatto?”

“Cosa?”

“A pezzi”

“No”

Tiziana tira un sospiro di sollievo.

“L’ho lasciata per te”

La montagna è un rifugio silenzioso e amico,ma può essere anche una trappola mortale.Giovanni e Dante sono seduti su un tronco a tentare di accendere un fuoco,ma senza che si possa notare a distanza.Impresa davvero complicata.

“Non è tornata”Dice Giovanni

“No”Risponde sbadigliano Dante.

“L’hanno presa”

“O forse si è dovuta nascondere”

“Lo spero.”Una sottile lacrima scende sulla guancia del ribelle,il quale velocemente l’asciuga sperando che il compgano non l’abbia visto .

“Quante armi abbiamo?”Vuol sapere Giovanni

“Le solite.Per questo Ida è andata in città,abbiamo un compagno.Fidato”

“Si,si.Sono tutti fidati e leali,poi al primo interrogatorio!”

“Perchè?Tu pensi che un uomo si giudichi su come subisca un interrogatorio?”

“Un compagno non tradisce mai.Mai”

“Non c’entra il tradimento.Non in quelle situazioni.”

“E come la chiameresti quella spia che abbiamo fucilato oggi?”

“Quella è un’altra storia.Il Partito ce l’aveva mandata per farci prendere.Però un compagno o una compagna che viene arrestato o presa che potrebbe mai fare?”

“Non parlare”

“Siamo umani”

“Purtroppo”Conclude Giovanni.

Le armi americani e inglesi le danno tutte a quei borghesucci e nobili che giocano a fare le grandi manovre e la parate nei boschi.Non a noi rossi.Anzi,se possono darcele difettose e in grosso ritardo lo fanno più che volentieri.Giovanni parla di un grande avvenire ,come nella SSSR.Lui ci è stato.Ha fatto anche la guerra in Spagna ,con il comandante Gallo.Convintissimo che comanderemo il paese,che Ercole sarà il nostro Stalin.Mica ci credo io,invece.Combatto perchè non possiamo farne a meno.Perchè ci sono dei venduti agli Alleati di Berlino che hanno condannato la mia nazione a una serie mostruosa di barbarie.Poi ci sarà la democrazia,e quella non è roba nostra.Quella è roba di ricchi,industriali,preti.Ricicleranno anche qualche camerata,sicuramente.O li ammazziamo tutti fino alla settima generazione:famiglie intere,insomma,o qualche riciclato ci sarà sempre.Sempre.

Però io ammiro Giovanni:è forte,veloce,non l’hanno mai preso nè ferito.Una macchina di guerra clamorosa.E temo moltissimo per Ida.

Un palazzo in macerie,cadaveri abbandonati a marcire per le strade,detriti sparsi per terra testimonianza di qualche casa.Poi una donna con una carozzina.Canticchia allegra guardando la piccola creatura dentro a quel piccolo mezzo di trasporto per infanti.Tiziana con la testa appoggiata al finestrino della macchina l’osserva meravigliata e commossa.Un piccolo istante.Poi si ricorda che la sua vita è diversa e allora tenta di pensare solo all’appuntamento con la giovane prigioniera.Sorride con cattiveria.

Graziano è fermo sul molo al lago.Morire in questo modo?Con la noia di questo paese disabitato?Con attricette,registucoli,leccapiedi e criminali?Ben è da moltissimo tempo che non si fa vedere. Kapler comanda.Ben esegue.Tuttavia rimane ancora convinto che morto il Capo non sarà del tutto finito il Partito.E perchè mai?Qualche contatto con inglesi e americani c’è stato.Il conte Alessandro ne parlava distrattamente con lui ieri sera.Quando parla in quel modo,quel birbante frociesco,vuol dire che ne sta combinando una delle sue.Si,alla fine gli viene da ridere:la morte,la bella morte!Anche quella mattina l’aveva detto ad alcuni giovani della milizia.Che poi sono dei ragazzini allo sbaraglio.Non tutti però,alcuni sono davvero dei grandi sadici e aguzzini.Però annota mentalmente che la leggenda dei poveri ragazzi di Salò potrebbe sempre essere utile.Per il dopo.

Potrà sempre trattare con i nuovi alleati,diranno che magari è colpa di Ben,anzi no!Lui va salvato .Nella memoria,almeno.E a dirla tutta non esiste un popolo come quello italiano che ha spesso grossi problemi di memoria.No,daranno la colpa ai tedeschi.

“Graziano”

L’uomo si gira:”Ettore!”

“Ciao,quindi..”

“Quindi?”

“Kolk”

“Ah,si..Perchè?”

“Ho avuto l’ordine di ucciderlo.Lui e la sua banda,poi un contrordine e ora?”

“Stagli addosso.Sai,Ben non lo odia affatto”

“Per quelle imprese da sbruffone.E la cocaina?Sai che dietro ad alcune rapine e stupri in casa di donne del Partito c’è lui e la sua banda”

“Lo so.Non ora,però.Aspetto solo come vadano le cose.Non dobbiamo correre il rischio del 25 luglio,vuoi farti processare a Verona?”

“Cosa stai aspettando?Dobbiamo essere efficaci ed efficenti al fianco dei nostri alleati e colpire a morte e con crudeltà traditori,rinnegatori,ribelli.L’arma segreta..”

“Oh,no!Ettore l’arma segreta no,ok?Almeno noi non cadiamo nella trappola delle fantasie della nostra propaganda.Cerchiamo semmai di sopravvivere non solo a questo inverno,ma anche al prossimo anno”Ribatte annoiato e inviperito Graziano.

“Cosa succede?Proprio noi?Non ci posso credere e non lo posso sopportare.Ben ci ha dato la gloria e l’impero.Non possiamo perderli!Non dobbiamo”

“Non è che non possiamo o non dobbiamo.Tu sei cattolico come me,no?Fatalità”

“Ci sono ragazzi che schifati da questa situazione si arruolano…”

“Si arruolano?E chi?Degli sfigati a cui importa soltanto di dar soddisfazione alla loro violenza,cattiveria o scemenza.Oppure gente che viene arrestata o portata con forza ad arruolarsi.Resistiamo,certo!Dobbiamo solo capire che margine per trattare abbiamo.Vedrai che noi e i nostri ex camerati ora ribelli azzurri o attendisti che dir si voglia,governeremo insieme.Democraticamente.La democrazia è la miglior forma di dittatura,credimi!!”

“Graziano.Ho combattuto in Spagna,Africa,sono stato in Grecia e non per me.Per il Partito ,la Nazione,Il Capo.Non posso accettare questi tuoi discorsi piccoli borghesi”

“Non devi accettarli e vedrai che dopo ti faremo un nostro martire.Tuttavia ora blocca l’operazione Kolk,per il momento.Ci sarà sicuramente un’occasione più propizia.”

Ettore si allontana disgustato.

 

“Bravissimi giovani!Voi siete la meraviglia di questa italia”Il conte Serbelloni già sbronzo e sotto l’effetto della cocaina brinda alla banda Kolk.

“Si,davvero dei bravissimi e sanissimi ragazzi:italiani!Eroici!Loro difendono l’Italia,la sua Chiesa,le sante donne che sarebbero violate da quei bruti della plebe!”Civetta quel troione anziano della moglie,cercando con il piede di toccare Kolk.

L’uomo non ancora trentenne,come il resto della banda,non ci fa caso.Conta il danaro.Mentre Armando e Augusto si abbuffano avidamente e Vito silenzioso osserva i due anziani debosciati e viziosi.Borghesucci che per paura di dover lavorare e vivere come buoni cittadini si sono attaccati come le sanguisughe al Partito.Non sono da meno di certi liberali e imprenditori che hanno finanziato quel movimento di teppisti per prevenire il pericolo rosso.Gentaglia,pensa Kolk

“Lei è iscritta al Partito?”Chiede stancamente Kolk a una vogliosa e patetica contessa

“Si.Mio marito ha fatto anche la Marcia,sa?”Ribatte lei facendosi passare la lingua sulle labbra,per provocare .In effetti ci riesce:Kolk ride.

“Già giovanotto.Conosco personalmente Ben e anche altri pezzi grossi.Miei carissimi amici.Ho fatto la guerra in Spagna e in Africa.Noi abbiamo un Impero,ricordi!”Esclama il vecchio conte.

“E io mi ci pulisco il culo”Mormora piano,ma in maniera udibile il giovane camerata

“Come?”Chiede basito Serbelloni

“Si.Chi ha messo in queste condizioni la mia nazione?Voi eroi.Implosi e vigliacchi.Uno scappa tra le braccia alleate al lago,l’altro scappa con il Re.Il vostro impero è crollato miseramente in una settimana e tutti i gerarchi,almeno quelli furbi,cercano accordi con inglesi e americani.Il mondo domani sarà loro.Purtroppo,anche degli ebrei.Voi lavorerete per loro,perchè questo vogliono anche i vostri inflessibili eroi.Rimangono solo quei maledetti rossi.Loro ci colpiscono duramente.Non comanderanno mai domani,ma intanto ci colpiscono.Lei perchè non li caccia?Perchè non indossa eroicamente una bella divisa e va in montagna a prenderli?No,l’eroe preferisce lasciare il lavoro a noi.Così domani,quando si metterà a pecora per prenderlo nel culo da qualche circonciso sionista o americano,potrà sempre dire :sono innocente,il cattivo era Kolk.”Il giovane uomo si alza e prende per la cravatta il vecchio poi spinge facendogli battere violentemente la testa sul tavolo.Il conte cade rintronato dal colpo.

“Che fate!!!”Urla la vecchia bagasciona inginocchiandosi di fianco al marito.

“Nulla,solo un po’ di violenza”Dice Armando afferrandola per i capelli e trascinandola verso il soggiorno.

Vito e Augusto ripuliscono l’appartamento.

“Kolk…Kolk..per pietà…”Sussurra il conte

“Kolk?Pietà?Ti concedo solo un favore ora.Di guardarmi.”

Il conte tiene gli occhi chiusi per la paura,come i bimbi sa che se non guardi l’orco lui non potrà mai mangiarti.

“Apri gli occhi,avanti…”Mormora Kolk

Il vecchio lottando con l’istinto di vedere cerca vanamente di non fissare la bestia nella sua reale forma.Sente però che gli occhi non gli obbediscono e pregando per la sua anima alla fine guarda

Il suo urlo terrificante di paura e terrore riempie la casa andando a confondersi con quello di sua moglie trucidata a coltellate negli organi genitali e impiccata a testa in giù,attaccata al lampadario,in soggiorno.

“Un cazziatone come quello subito stasera dal federalmaresciallo della mia minchia non me l’hanno mai fatto!Mai!Dice:scioperi,volantini e stampa clandestina,attentati vigliacchi contro la nostra splendida gioventù..Leggete,leggete qui!Il suo gruppo camarata Ettore messo in fuga dagli operai della Falk,presi a mattonate!A mattonate!Ora facciamo una rappresaglia e quelli ci ammazzano.Eh,non sono mica i monarchici o i liberali.No!Questi rossi combattono!E poi,ecco..Dove l’ho messo…Quel documento,eccolo!Trucidati il conte Serbelloni e sua moglie.Un eroe nazionale della marcia su Roma”Il questore Guidi si ferma per riprendere fiato.In quel momento il commissario De Lorenzo un uomo disilluso,stanco,di tiepidissime e moderatissime simpatie socialiste pensa che amerebbe essere nato in altra epoca.Una qualsiasi,ma non questa.In tasca ha la lettera scritta da una sua informatrice,Tiziana la giovane amante di Kolk.Descrive l’azione a casa Serbelloni nei minimi particolari.Potrebbe consegnarla al questore,o gettarla.Oppure darla a Ettore.il loro Capo Supremo,Ben, è notoriamente assai amico del povero conte.Lo considerava un fratello.Voci dicono che nel suo rifugio-prigione,per quanto dorato,abbia pianto la morte del camerata tanto fedele.La sola cosa che gli interessa è vivere in pace.Che si ammazzino tra loro questi camerati ,che lui per carità ha sempre servito il Partito con fervore del tutto esteriore,perchè deve fare così.Poi sistemata questa faccenda,avrebbe servito nuovi padroni.

“Faremo del nostro meglio,per arrestare questi mascalzoni..”Dice il commissario

“Arrestare!Arrestare!Sono piene le carceri di questi ribelli,eppure non passa giorno che altri ne prendano il posto.La cosa che mi pesa è il disprezzo totale dei nostri alleati.Ci trattano come idioti.”Conclude amaramente il questore.

“Il caso dell’omicidio Serbelloni?”Domanda Ettore

“Un caso davvero terrificante e non è il primo.Stiamo lavorando e voi lo sapete bene,per capire di chi si tratti…”

“Kolk”Risponde gelido Ettore

“Kolk?Uno dei nostri uomini migliori,un poliziotto!Commissario dite anche voi..”

“Kolk è un ottimo poliziotto.Giovane,ma assai preparato.Le sue azioni contro i ribelli…”De Lorenzo non finisce l’improbabile osanna al macellaio di Milano

“Si,si,contro i ribelli!E lo spaccio di cocaina,gli stupri,le rapine?Sappiamo benissimo che Kolk sia dietro a molti di questi casi”

“Ma che dite!Avete prove in merito?”Sbotta il questore

“Sto indagando,anche se mi risulta difficile.Ha diversi conoscenze importanti.Troppe”Taglia corto Ettore

Al commissario ritorna in mente quello che diceva suo padre:”Tu sei sfortunato,hai troppi amici e nessun conoscente.E in Italia sono loro che ti aprono le porte per i posti migliori,non gli amici”Evidentemente Kolk è un uomo fortunato.

Sulle scale della questura De Lorenzo ferma il gerarca e gli consegna la lettera

“Chi è questa…”

“Tiziana?Una mia informatrice.Sa conosce,nel senso biblico,moltissimi uomini e quindi è assai preziosa per avere certe delicate informazioni,mi comprende?”Risponde mellifluo il commissario

“Li ricatta”Sentenzia gelido Ettore

“Eh..ricatto!Che sarà mai!No,no,pressioni talora.Nell’interesse del Partito”In realtà quelle informazioni se le tiene per sè,come elementi di trattative con i nuovi padroni in arrivo.Che non saranno i rossi,ma i soliti liberali e cattolici in compagnia di americani e inglesi.

“Dove abita?”

“Perchè?”

“Voglio parlarle”

A malincuore,ipocritamente,il commissario scrive su un pezzo di carta l’indirizzo della signorina.

Giovanni fuma una sigaretta,mentre tiene salda in mano -la sinistra-una borsa con dentro la bomba che metterà nel più rinomato e amato ritrovo per pezzi grossi dei nazisti e fascisti.Qualcuno un giorno gli dirà:ma i morti non sono tutti uguali?No,sarà la sua risposta. E alla fine comunismo e nazismo non son la stessa cosa?Solo per i coglioni,risponderà . Dante dice che non è una lotta per il comunismo,ma per la democrazia e infatti sostiene che con i liberali si dovrebbe parlare e che i fascisti presi prigionieri dovrebbero essere sottoposto a regolare processo.Come quello che hanno subito loro?Il confino,le rappresaglie,i delitti dove li vuole mettere Dante?Sotto il tappeto?La pietà è nè più nè meno che un sentimento borghese,ognuno ha le sue responsabilità e per quelle deve pagare.

Ricorda le lunghe battaglie in Spagna,l’entusiasmo per la difesa della repubblica,l’esaltante esperienza nelle brigate internazionali,ma anche le quinte colonne del Poum e le castronerie anarchiche,fino alla crudeltà nazifascista.In quella terra e in quel tempo avevano fallito,ora non potevano permetterselo.

Ora deve muoversi.Lentamente,con calma avanza verso il ritrovo.Ha una bella divisa nazista che indossa con una certa grazia,i capelli ossigenati di biondo,alcuni soldati e uomini delle ss lo salutano con un bel braccio steso e un sigh heil.Lui risponde.

Entra e li osserva:ballano,bevono,giocano a carte.C’è uno che suona la fisarmonica e altri che ridono.Dovrebbe provare pena per loro,non ci riesce.Pensa alle stragi che hanno commesso questi prima di ritirarsi nel loro locale.Lascia per terra la borsa e si allontana.La gente balla,ride,vive un momento di pace e tranquillità,un piccolo assaggio di umanità.

Poi l’esplosione violentissima e le fiamme che illuminano un’altra nera notte di coprifuoco.

 

Alessandro accarezza i capelli del suo ultimo giovanissimo capriccio sessuale.Ah,quale goduria insegnare i segreti delle passioni più perverse a dei giovincelli,è importante essere dei buoni maestri e lui pensa di esserlo.Sa di Milano e dell’attentato al ritrovo tedesco.Fessi!La notizia ha stravolto Ettore e anche Ben,ma lui e forse anche Graziano sanno che i nazisti ormai hanno perso e non contano un cazzo.Devono patteggiare con gli americani ed inglesi.Lui pensa anche con gli ebrei.Dopotutto si rammenta che moltissimi di loro avevano sposato la causa del Partito,prima che diventassero ingombranti per le alleanze future.Sapeva anche che in Palestina gruppi di sionisti effettuavano attentati e che alcuni di essi sostenevano persino i contatti con i nazisti,perchè speravano che in quel modo sempre più ebrei abbandonassero le terre straniere per far sorgere Israele.Un suo amante delle ss gli aveva riferito questi particolari.Come sapeva che la sua relazione con il giovine e delicato fanciullo che giace nel suo letto,gli aveva causato la grossa antipatia di Keppler.Anche lui interessato a quel ragazzino.Un pericolo ,certo,ma che lui non teme.Deve solo aspettare con calma ancora tre giorni.Poi avrebbe avuto un contatto con qualche agente inglese.

Le solite patetiche parate,le solite stucchevoli rappresentazioni militari,ma nessuna battaglia.Pochissime e nemmeno così degne da essere narrate.Tuttavia loro le armi le danno solo a queste macchiette disumane della Resistenza.Jones si era permesso di aiutare un giovane imbranato a scrivere un romanzo sulle “sue”avventure come partigiano azzurro.Sarebbe servito dopo la guerra,per dare l’idea che l’unica resistenza giusta fosse la loro.Che hanno salvato l’italia sia dal pericolo nero,ma sopratutto da quello rosso.Sarebbero stati molti i partigiani,dopo.

Un suo collega ha detto che -non sa a quale titolo-persino Indro sta cercando di avvicinare i partigiani,quelli perlomeno liberali.Nondimeno è certo,anzi certissimo che anche tra i vecchi membri del Partito vi siano delle persone valide.Non può salvarle tutte,ma sicuramente qualcuno si.Per esempio quel conte Alessandro,non male.Potrebbe sempre risultare utile.

 

Cosa dobbiamo sapere della banda?Non c’è molto.Lo so,si dovrebbe sempre avere molte informazioni,perchè in questo modo li umanizziamo e poi voi potreste pur sempre dire:”brutte bestie!Ma quante ne hanno passate in gioventù!”Ecco,a me non interessa darvi questa soddisfazione.Ve la nego.Armando è figlio di un modesto impiegato.Ha avuto una modesta vita,con piccoli e insignificanti sogni.Entrato nel Partito trova un certo giovamento nel menare .Gli piace questo.Quando ha incontrato Kolk ,bè ha capito che lui era il diavolo e che ad esso si deve solo cieca fede e collaborazione.Vito era un piccolo delinquente,amava tiraneggiare i più deboli e piccoli,veloce come ladro e con la lama.Mediocre in tutto,anche come criminale.Augusto si sente uguale a Kolk,ma non lo è.Un represso della piccola borghesia che si sfoga torturando chi gli capita

Questi uomini sono destinati a morire,ma forse a loro questo non importa.

“Lei chi è?”Chiede Tiziana

“Mi conosce.Ettore”

“Ah,sei tu?”

“Si.Mi soprendi sempre: amante di Kolk e informatrice di De Lorenzo.Sai che con quella lettara hai firmato la sua condanna?”

“Temo per la mia vita”

“Inventane un’altra,non ci credo.Vuoi solo liberarti di una persona che sta diventando troppo scomoda anche per te.Non sei come Clara che morirà con Ben se dovesse essere il caso”

“Stupida non trovi?”

“No,non lo trovo.Però quanto pare oggi è diverso.Il Partito..”

“Ettore per favore!Piuttosto,guarda dentro quel cassetto.Ci sono i gioielli che lui mi ha portato da casa Serbelloni.Sono una prova no?Uccidilo se ci riesci,ma ti avverto lui:non è umano!”

“Balle,che stai dicendo?Lui è uno come gli altri,anzi peggio.Sicuramente un vigliacco.”

“Ti sto avvertendo e basta”Taglia corto lei.

“Dove si trova ora?”

“Stasera è in missione,a caccia di ribelli.Sono molto eccitanti i suoi interrogatori sai?Mi fa anche partecipare attivamente.Mi piace sottomettere gli uomini o le donne,proprio l’altra sera mi sono divertita assai con una “rossa””

“Queste perversioni…”Mormora schifato Ettore

“Piacciono anche a te.Che volete,noi siamo la nuova generazione del Partito,puro movimento di violenza e terrore.Voi siete vecchi e superati,lo hai capito?”

Ettore esce scosso e arrabbiato dalla casa della ragazza.

Dante è legato a una sedia.Intorno a lui le bestie della banda Kolk.Ha bruciature su tutto il corpo e i testicoli doloranti,quasi staccati.Gli hanno tolto le unghie e gettato acqua bollente addosso.Lo hanno massacrato di pugni e calci.Non ha parlato.Non sa nemmeno lui perchè,ma non ha parlato.Troppo grande lo spavento quando ha visto la faccia,quella vera di Kulk e dei compagni.Prega solo di morire in fretta.

Purtroppo sopravviverà altre 72 ore di infernali torture in mano a quei demoni.

 

Jones fissa l’orologio aspetta che il conte Alessandro giunga all’appuntamento.Uomo vanesio,lo sa.Però anche di parola ,chissà cosa lo ha trattenuto improvvisamente.

 

Kappler ride mentre i suoi uomini torturano il suo rivale.Il conte da vera donnetta urla implorando pietà e quelli rincarano la dose.Poi Kappler prende il ragazzino tremolante e davanti agli occhi del conte prima lo violenta e poi lo sgozza .Mette il sangue del giovane in un bicchiere e lo pone al conte.

“Bevi il sangue della gioventù,manterrà forte la tua anima..All’inferno!”Sentenzia il tedesco sparando un colpo in testa al conte.

Graziano entra in quel momento,sorridendo

“Grazie per l’informazione”Dice Kappler

“Ci mancherebbe,colonello!”

 

Così all’appuntamento con Jones si presenta Graziano,il quale avrà in questo modo la vita salva.Morirà di vecchiaia,però del tutto dimenticato e senza nessun ruolo di spicco nel dopo.In miseria.

 

Morto anche Dante,ucciso anche lui dalla banda Kolk.Come Ida.Giovanni medita vendetta,assoluta e spietata vendetta.

Vito è in casa da solo.Il lavoro lo ha stancato,il diavolo oggi era veramente insaziabile e hanno dovuto lavorare il doppio per accontentarlo.Fuma una sigaretta,quando la porta di casa viene abbattuta.Sono Ettore e i suoi uomini.

Lui cerca di sparare,ma loro lo crivellano di colpi di mitra.La sua carne è squarciata dalla violenza delle pallottole,il primo a finire dritto all’inferno.

 

“Ogni sera esce da quel portone alle 20 precise”Dice il contatto a Giovanni.

Una stafetta tramite una sua amicizia aveva saputo dove viveva Ettore,notissimo torturatore di partigiani e uno dei pezzi grossi del Partito.Ormai è giunto il momento che paghi.

Prima però si era permesso di disobbedire al comando militare della sua formazione e aveva cercato informazioni su conto di Armando,un uomo di Kolk

Mentre il contatto sta ancora parlando,si ode una fortissima esplosione in lontananza

“Cosa è successo?”Chiede spaventato l’uomo

“Niente ho avuto una buona informazione.”

Kolk è a casa di Tiziana,i due si sono divertiti sniffando cocaina e torturando una sventurata rimorchiata casualmente in un bar.Ora l’uomo se la stava cucinando per cena.

“Non sei preoccupato?”

“Perchè?”

“Vito e Armando sono morti”

“Capita a tutti”

“Erano tuoi amici”

“Può darsi”

“Non hai paura?”

“Di chi?”

“Dei ribelli e di Ettore”

“No.”

“Dovremmo scappare”

“Dove?”

“Prendere un treno e fuggire in Svizzera”

“Uh..bel piano quello di De Lorenzo”

“Come?”

“Me l’ha detto lui.La gente quando deve decidere se vivere o morire solitamente è molto loquace”

Tiziana ha paura,cosa gli farà?Lo scoprirà quando Kolk avendo finito il primo sente il bisogno di mangiare un buon secondo.

 

Ben è solo con il fantasma del suo passato,alla sua amata Clara l’ha detto.Ormai è finita.I ribelli sono già a Milano e anche lui si trova lì.Tentare una fuga,ma dove?Deve salvarsi,ma l’amarezza lo fa sprofondare.Hanno tradito tutti.Una parte cerca la salvezza,ma gli accordi per ora sono finiti male.Per un secondo pensa che la fine ormai sia davvero vicina.

 

La città di Milano si risveglia dopo una lunghissima notte di terrore,i ribelli occupano gran parte della città insieme agli operai e alle avanguardie comuniste.La caccia al camerata,ottimo sport,ha portato un po’ di pulizia dopo anni di sporcizia.Sarà una breve e bellissima illusione di rivoluzione e cambiamento.

 

Giovanni attende.Ha tempo.

Ettore esce di casa,la testa è piena di tristissimi pensieri sulla fine ormai prossima del Regime

Quando lo vede gli sorride.Finisca così,è meglio.

Giovanni gli spara in testa.

 

Kolk è solo ormai,nessuna banda.Solo.La città esplode di canti partigiani e di colpi di pistola che spazzano via il Partito e i suoi uomini.Lui cerca solo di salvarsi,non sa dove andare ,dove fuggire.De Lorenzo è passato subito con le nuove forze e pare che non abbia mai fatto altro che il ribelle.

Mentre raggiunge la macchina sente un colpo di pistola alle spalle,poi un dolore fortissimo al ginocchio sinistro.Cade.

Un uomo si avvicina lentamente.Punta la pistola e gli spara all’altra gamba.Kolk urla di dolore.

Il ribelle gli prende una mano e la lega al parafango con una catena poi gli mette un seghetto vicino.

“Vedi questa borsa.C’è una bomba.Ho già azionato il timer,se riesci a scappare meglio per te.Vai all’inferno coglione”Giovanni quasi ride:il diavolo è un ragazzino spaventato.

Il ribelle prende le chiavi della macchina ci sale sopra e avvia l’auto.E parte trascinando per diversi metri Kolk.Lo fa sbattere contro i marciapiedi,lascia che l’asfalto lo spelli.

Poi si accorge che l’uomo non è attaccato dietro.Ha perso un braccio ed è un macabro essere ricoperto di sangue in mezzo alla strada.Lo vede mentre dolorosamente si alza in piedi.Giovanni punta l’uomo e getta la macchina a fortissima velocità contro di esso.La bomba è azionata.Il ribelle si getta dalla macchina,sente che qualche ossa si è spezzata,ma non ha tempo per il suo dolore

Vede la macchina avvicinarsi a Kolk e poi esplodere.L’aguzzino viene squarciato in mille pezzi dall’espolosione e dal contatto con l’autovetture

Giovanni ride.Sa che domani,con i nuovi padroni,non ci sarà assolutamente nulla da ridere e che tantissimi fascisti finiranno riciclati,ma oggi ,in quel momento,è felice.

Fine