Archivio | vita randagia RSS feed for this section

Una cosa in comune

17 Lug

Lei si chiama Leila, ma non è una principessa. Vive in un modesto monolocale, nella periferia di una grande città d’arte e cultura italiana. A volte lavora in nero come “shampista”, per una sua amica , incallita fumatrice e mamostosa cronica. Qualche volta fa anche la promoter in qualche stand, rigorosamente a provvigione, rigorosamente senza far nessun contratto.

Se interrogata, vuoi dalla polizia, dalla madre apprensiva e fervente devota di San Maria da Mediaset, vuoi anche dalla sua coscienza, su chi essa sia, risponderà: ” Sono una donna libera, indipendente, moderna. Una che vive a pieno la sua libertà individuale, senza sensi di colpa alcuno. Amo follemente e senza pensieri, perchè, non so se ve l’ho detto: ” sono libera”  Non la chiesa, lo stato, nessuno è mio padrone. Decido io”

Tutte queste parole per dire che è una quarantenne nevrotica, insoddisfatta, incapace di vivere decentemente.Non ama che si parli di responsabilità, preferisce fare la femminista versione damigella di “Non è la rai”. Così passa il tempo su Facebook a maledire l’oscurantismo della chiesa, il fatto che gli uomini siano tutti farabutti, e a coltivare un’imbarazzante adolescenza, anzi un’adolescenza che sarebbe imbarazzante anche per chi, causa dati anagrafici, è veramente adolescente.

Ha delle passioni, anche gradevoli, ma che lei col suo stile da ritardata etica e sociale,  trasforma nella fiera delle scemenze e delle cazzate.

Leila è una donna forte. Tanto forte che fa amicizia solo con persone che sono quasi una sua fotocopia, tutto quello che è diverso da lei la spaventa. Non riesce a sostenere una discussione nemmeno su quale sia il caffè migliore bevuto in due bar diversi, in città.

Per questo ha messo su un gruppo che paiono delle Charlie’s Angeles, di donne orami non più giovanissime e con gravi problemi di adattamento sociale.

Lei e le sue amiche hanno sogni confusi su cosa fare da grande. Qualcuna ha un lavoro decente,  altre spettegolano in modo indecente. Ridono risate registrate nello show: ” La nostra splendida vita del cazzo” . Cioè la loro esistenza ventiquattro ore su ventiquattro.

Si sentono tutte progressiste, dalla mentalità aperta e talora si avventurano in pericolosi discorsi politici,. Lì si trasformano: un tono da professoresse diplomate nell’istituto per banalità assortite, P. Coelho.

Sognano tutte di vivere in altri posti. Questo offre loro la forza di sentirsi vive e diverse dalle altre donne. Quelle che si lasciano intrappolare dal matrimonio, famiglia, che hanno scordato la sigla di Lady Oscar o i nomi dei personaggi dei Goonies. Quelle, per esse, sono prigioniere di un mondo oscuro e maschilista. Poi tanto finiscono tutte per divorziare e stare male, loro almeno si godono la vita.

Il fatto di godersi la vita le rende sicure e felici in superficie, ma il loro Es ridacchia dalla mattina alla sera, sapendo quanto vivano assolutamente male.

Leila,  fa tanto sesso. In totale armonia e libertà con sé stessa e il mondo. Talora, un po’ per sorellanza un po’ perché geneticamente stronza, si diverte a consigliare alla sua migliore amica, Arianna, questa inestimabile perla di saggezza: ” Tromba di più”

Lo dice con un tono in perfetto equilibrio tra reale attenzione verso la sventurata,  e un certo vanto personale. Arianna la ringrazia per la sua dolcezza e se non ci fosse lei che le vuole così tanto bene. Leila ridacchia in cuor suo soddisfatta.

2

Però è sola. Non nel senso che è sola, in questo momento. No: lo è da tutta la vita. Certo le basta prendere l’agenda, qualche spasimante lo trova. Se non fosse impegnato colla famiglia, o con un’altra donna libera, moderna, spregiudicata, che consiglia alle sue amiche di trombare di più.

A volte ella è molto sincera con sé stessa.  Pochi attimi, a sorpresa. Può capitare mentre mangia, è al lavoro a lavare la testa a qualche vecchia che non accetta di esser a un passo dalla morte, quando è colle sue amiche. Ultimamente questa paura di essere sola la prende anche quando fa sesso.

Reagisce scrivendo post su facebook nei quali attacca il mondo oscurantista, che non ti permette di essere te stessa, ma ti sommerge di responsabilità del tutto pleonastiche. Ostenta sicurezza, vorrebbe far credere che le altre siano cretine e sbagliate, ma in fondo in quel pozzo nero dove dimora, irrequieto il suo Es, sa che non è proprio così.

Vivere con un grosso vuoto emotivo e morale è divenuto metodo così comune, che nemmeno ci si interroga sul perché stiamo davvero male. Noi esseri umani preferiamo vivere una felicità adolescenziale eterna e mostrare agli altri quanto si sballa, quanto siamo sempre pazzi e selvaggi. Poi l’oblio ci prenderà uno alla volta e in quel momento capiremo che non ci siamo divertiti affatto, e che il nostro “sballo” era una pratica comune e anche un po’ conformista. Dai, però prendiamola bene. poi il buio ci avvolge e noi scompariamo per sempre. Non avremmo nemmeno l’occasione per piangere la nostra libera vita del cazzo.

Ora, descritta in questo modo, si potrebbe pensare che Leila sia una persona sgradevole e sciocca. Sì, ammetto : potrebbe sembrare proprio così. Però è una parte, quella esteriore, quella che con masochismo senza orgasmo, pretendiamo di far conoscere agli altri. Questo è il grosso errore di una donna anche molto dolce e sognatrice come Leila.

Ama i fiori, non ha il pollice verde, ma l’amore nella sua perfezione è sempre imperfetto.  Le piace stare seduta sulla panchina situata lungo l’argine del fiume della sua città. Sa godersi una giornata a pieno, stando seduta, la mente sgombra da pensieri inutili. Solo lei, una bella giornata, le voci di qualche bambino o anziano in sottofondo.

Le piace immaginare la vita degli altri e prova tenerezza per le persone.  Quando vede una donna della sua età pensa se anche costei fa di tutto per apparire moderna e vincente, oppure se quella donna, come per magia, avesse capito che vittoria e modernità sono altre cose: più serie, più vere.

Leila ogni volta che è seduta su quella panchina si innamora.

Vede un ragazzo, un uomo, seduto a leggere, o al telefono, oppure fermo a non  fare niente e si innamora di lui.

Immagina come potrebbe esser la loro vita. Queste cose qui  Banali, scontate, certo: come la maggior parte delle cose che ci capitano vivendo. Che poi , se dovessimo guardale meglio, sarebbero anche quelle che nutrono le radici della nostra esistenza.

Per esempio, si chiede Leila, quel tizio seduto collo sguardo perso nel nulla, l’aria di chi cerca di ostentare sicurezza..Chissà a che pensa, come vive.

 

2

Davide Lanzotta, spaccia droga ai ricchi della città. Vive in un bel appartamento in una zona molto chic della grande città d’arte e cultura. Ha una moglie, tre bambini. Spesso, con sottile disgusto, si sente come una summa dei luoghi comuni sui meridionali e i settentrionali. In quei momenti si abbandona a tale verità e ci dò dentro coll’entusiasmo per il “lavoro”, poi passa in tutti i negozi di alimentari e torna a casa con provoloni, caciocavallo, pomodori, peperoncini, ostentando un tono da camorrista visto in qualche pessimo film. I figli vanno tutti in scuole private: extralusso. Sono sempre promossi anche se non sanno nemmeno scrivere quasi, d’altronde: o i direttori sono suoi clienti abituali, o gli basta far la parte del feroce killer della camorra che tutti si cagano in mano.  Lui sta sempre malissimo quando fa queste cose. A modo suo è un ragazzo onesto e sincero. Però il lavoro rende benissimo, gli permette di vestirsi in modo elegante, di frequentare gente elegante, di mangiare in ristoranti eleganti

Ultimamente pensa anche di far la cacca in modo elegante.

Non è mai stato un ragazzo povero, anzi: al paese era tra quelli in vista. Suo padre era un noto e stimato farmacista. I fratelli sono ingegneri in qualcosa, sempre in giro per il mondo. Una sorella è il capo dei capi di un noto ospedale della capitale.

Eppure non è mai abbastanza. I soldi chiamano soldi, questo è il suo lato settentrionale che parla, ragionando per luoghi comuni.

La sua vita è una festa e se doveste vederlo per caso, giudicandolo dal comportamento e dal suo abbigliamento, potreste pensare che sia un dinamico e moderno manager, magari nel settore vendita, cosa che non sarebbe così tanto distante dalla realtà

Lui vende ed è un manager del settore. Tra chi spaccia cocaina e contratti, assicurazioni e menate varie, non c’è tanta differenza. Solo che il primo, quando è tragicamente fuori di testa, è perché ha pippato. Il secondo è coglione al naturale.

Davide cerca di non andar mai su di giri. Non si droga, o almeno non troppo.. Ha tre smartphone e due portatili sempre con sé. Passa la sua vita a rispondere alle telefonate di clienti in crisi di astinenza. Alcuni li ha visti rovinarsi economicamente e fisicamente per via della droga.  Piangono come maiali al mattatoio, per uno sconto. Le donne offrono sesso, c’è una contessa di 70 e passa anni che si ostina a pagarlo in pompini.

Lui rifiuta sempre: è fedelissimo alla moglie. Il suo grande unico amore. Dopo la bella vita, le feste, quella sensazione eccitante, meglio di una scopata, di sentire il rispetto e la paura degli altri. Tutti lo vogliono, tutti lo invitano. Lui per stare al gioco calca l’accento, si scrive a casa monologhi fichissimi. Deve solo star attento che non vi siano cinefili tra i suoi clienti, altrimenti gli smontano tutto il lavoro

“Eh, ma questo pare preso pari pari da un  film di Tarantino” Gli disse una volta un suo cliente.  Risero divertiti per ore.

Soldi, soldi, soldi. E non saper cosa cazzo comprare o regalare. Non conosce i gusti di sua moglie, così va sul sicuro: gioielli. Solo che non comprende che a sua moglie i gioielli che compra non piacciono. Ha, appunto, altri gusti. Lo stesso coi suoi figlioli: li ha iscritti alla giovanile della squadra di calcio locale. Loro odiano il calcio. D’altronde pensa sempre al lavoro, a produrre e creare profitto

La sua merce è la migliore in circolazione, meglio di quella dei suoi rivali.

Sta sempre in riunioni, a pranzi e cene d’affari.  Conosce la gente che conta ed è amato da essa.

Però: che schifo. Ecco come sintetizza la sua vita. Un grande e profondo schifo. Tutto plastificato, falsato, disumanizzato, Nemmeno il brivido di un pericolo, non è la città giusta. Non sa che farsene di tutti quei soldi, perché in realtà non li desidera. Non ama le feste perché crede che siano valvole di sfogo per il ridicolo senza la grazia di esser veramente ridicoli. Come quelle ragazze dell’altra sera..C’era una poi, tutta la sera a far la donna libera, indipendente, moderna e sbarazzina, ma lui ha visto quel vuoto tanto comune che brilla di luce oscura negli occhi delle persone sole come lui e quella donna.

Davide si annoia e non sente più nessun contatto con la vita. Non ha emozioni, sentimenti, dolori, Nulla. Si limita a prender atto, contare i soldi, smerciare la roba, scambiare battute coi colleghi e i clienti. Come un manager o imprenditore di merda qualsiasi.

L’unica cosa che gli piace fare è stare su quella panchina, a guardar il fiume. Non pensa, non sente, non fa nulla.

Ecco: non fare assolutamente nulla è la vera gioia e libertà.

3

Leila ha deciso di andare in terapia. Ha scoperto che non è così forte, libera, felice e realizzata come pensava fino a poco tempo prima, Il lavoro è duro, ma piano piano qualcosa si muove. In meglio.

Ha trovato una nuova amica.  L’avrebbe considerata pallosa fino a qualche giorno prima. Ora invece sta bene in sua compagnia. Una donna di quarant’anni, piena di interessi culturali, normale. Ha una relazione con un uomo: solida, pratica. Si sposeranno. Leila sente una sottile gioia per questa sua nuova amica. E tanta tristezza per quello che lei era.

Certo il cambiamento è lento e spesso ritorna a essere quella che disastrosamente è stata per anni Post adolescenziali compresi.

Dove sta veramente bene, se deve dirla tutta, è al parco vicino casa.

Seduta sulla panchina a osservare la vita e godersela, senza far niente

Ecco: non fare assolutamente nulla è la vera libertà e gioia.

 

Davide si abbandona sulla panchina. Pensa che forse un biglietto di sola andata verso il Brasile, potrebbe esser la sua degna conclusione di professionista dello spaccio. Si porterebbe la famiglia e vivrebbe al sole per sempre. Un luogo comune più trito e ritrito di questo, dove potremmo mai scovarlo?

Fosse sincero con sé stesso rimarrebbe lì. Sulla panchina. A non far nulla.

Fanculo la roba, fanculo i clienti, fanculo la città, mentre pensa queste cose, nella testa sente la voce di Ferruccio Amendola, che doppia De Niro: niente non possiamo sfuggire dai e agli luoghi comuni.

L’uomo si guarda un po’ in giro. Nota che su una panchina vi è una tipa che ha visto da qualche parte, chissà dove. Anche lei lo sta guardando.

“Sono fedelissimo” Lui mormora verso la donna. Si accorge che è l’unica verità assoluta della sua vita.  La fedeltà nei confronti di Valentina.

Leila ha notato che lui la fissa Ha pure detto qualcosa, ne è sicura! Si sente rabbrividire dentro Forse questa è la felicità? Lei di solito così sicura nel prender un maschio e usarlo per una notte, ma in realtà è sempre lei l’oggetto tra i due e riconoscerlo le è costato troppo dolore,  si sente piccola e fragile di fronte a quel tizio. Ci ha fantasticato su tanto. Perché non far diventare i suoi sogni, realtà?

Così si alza e va verso di lui.

4

Davide ha deciso che non risponderà. Suonino pure maledetti cellulari aziendali del cazzo, lui non risponderà perché è in vacanza. Il suo sguardo viene però rapito dalla visione di una persona che si avvicina a lui. Passo veloce, sicuro, portamento di chi ha qualcosa di urgente da fare o dire.

” E ora? Che vuole da me? ” Pensa l’uomo

Leila si sente volare, ha già in mente cosa dire. Nella sua testa si vede in chiesa, con tutti parenti e amiche in lacrime: si è sposata! Poi una famiglia. Qualcuno con cui parlare, affrontare la vita, anche litigare e soffrire, ma comunque vivere. Che roba assurda essere indipendenti quando si ha troppa paura di dipendere dagli altri, quella mica è indipendenza, è un nascondiglio per conigli che si vogliono spacciare per leoni.

Eccolo lui la sta guardando

 

Eh, si viene proprio da lui. Davide si mette a seder più rigido sulla panchina, che vorrà da lui?

Amore, ecco cosa vuole da lui, solo tanto amore. Leila sente il sangue tremare nelle vene

5

“Ciao io mi c..” Leila non finisce la frase. Presa, rapita come era dall’amore per quel bel sconosciuto, non ha visto l’uomo cbe si dirigeva nella stessa sua direzione.  Sente solo il colpo e un dolore forte dietro la schiena , forse al polmone.

Davide non se l’aspettava che il conte Marzanti gli sparasse. Quel tizio è sempre stato una grana. Non accetta di non contare più un cazzo, di vivere in un lurido monolocale, nelle vicinanze del parco, in totale disgrazia economica . Pretende la roba, buona e gratis che lui da giovane…

Davide è pronto alla morte, ma quella ragazza si è messa in mezzo.

“La mia vicina! Oddio! Ho sparato alla mia vicina! ” Urla il conte scappando sconvolto verso il ponte che collega il loro quartiere popolare, con uno ancora più da poracci alla canna del gas.

Davide sente l’uomo urlare in lontananza, poi un rumore come se qualcosa cadesse nel fiume

“Aiuto! Aiuto! Non so nuot..” Le ultime parole di quel essere ridicolo e ignobile, prima di scomparire nelle profondità del fiume.

Davide rimane fermo, immobile. Colle braccia e le ginocchia sostiene il peso di lei.

Sembra sorridente, felice. Lui sente il desiderio forte di piangere. Sente i muscoli della faccia che si preparano per il gran pianto finale, ma dai suoi occhi fuoriescono solo poche lacrime.

Rimane fermo e inerte, a osservare, come se fosse in un’altra galassia, il viso di quella donna morta.

Ora ricorda benissimo chi era: la cretina della festa.

In un attimo sente di aver qualcosa in comune con ella: quel vuoto che brucia di luce oscura negli occhi delle persone sole.

Il vecchio Vlad

22 Feb

 

 

Avessi qualcosa di meglio da fare, certamente non mi trovereste qui. Ma , a dirvi la verità, ho smesso da tanto tempo di aver “qualcosa di meglio da fare”. Precisamente da quando sono stato espulso da tutte le comunità del “ Ho un buon consiglio per te”. Non ce l’ho fatta. Ho fatto un giro di pista abbracciato al successo, ci siamo fatti il nostro ballo e credetemi:l’orchestra ci sapeva fare. Poi? Poi è arrivata la crisi e i piccoli stronzi come me sono finiti nel magico tubo di quella fogna che chiamiamo fallimento. Ho perso la mia Harker Immobiliare, ma non che me fregasse più di tanto. Certo è saltato il mio matrimonio con Miss Figa di Legno , la signorina  Mina.. Cose che capitano, l’amore nella nostra classe dura fino a quando hai un buon conto corrente. E vedete? Non ce l’ho più. Quindi la sera vengo qui e bevo. Mica da solo ,ce ne sono tanti. Tutti erranti cavalieri della sfortuna, qualcuno ha una buona storia legata a un sogno di gloria,altri hanno sempre strisciato le palle sul vetro degli insuccessi.  Ci sono stranieri, gente del posto,qualcuno ha ereditato il tavolo dal nonno che l’ha passato al padre ,che l’ha consegnato al figlio.  Sbronzi,rissosi, eppure non ho mai sentito ridere tanto di cuore come qui dentro.

E poi a mezzanotte spaccate arriva lui: Il Conte Vlad. Per gli amici Dracula. Fa tenerezza e pietà vederlo perso dentro quel abito da festa e di lusso,con i bottoni che mancano, sdrucito ,sciupato. E il cilindro che par aver fatto tante battaglie contro la polvere,il tempo ,la merda.  Tocco di classe: il mantello. A brandelli, con lo scotch a tenere attaccati brandelli di un glorioso passato e odierna traballante dignità.

“Ciao vecchio. Come va?” Gli chiedo.

“Da schifo ragazzo. Ho la gola che mi brucia e per dissetarla che mi danno? Il sangue di qualche tossico,di qualche barbone. E le puttane. Ti ho già raccontato del mio castello ? “ Mi dice lui, cercando di stare in bilico sulla sedia.

“ Quello in Transilvania? Bè,credo un paio di milioni di volte. Credo” Ribatto sarcastico,.Mi piace trattare così tutte le persone . Figurati quel vecchio rincoglionito.

“Era bello. A esser sincero,era bello tutto.  Pieno di forza, vigore. Temuto e rispettato La gente tremava solo a sussurrare il mio nome,non ci credi? Dovresti..Dovresti farlo! Che diamine , mostrami un po’ di rispetto!” Finge di far la grande sceneggiata. Io sorrido di sbieco e controllo l’orologio.

“Comunque: me la spassavo e anche tanto. Avevo tre mogli che in fatto di succhiare erano anche meglio di me! (Ride, le battute volgari e sessiste lo divertono sempre),e facevo la bella vita. Nello sfarzo, nel lusso.  Poi la gente ha cominciato a smettere di credere in noi. Non so come sia successo,ma non ci temevano più. Erano i tempi moderni. Venivano dall’America o da altri posti e costruivano. Più costruivano,più portavano le loro tradizioni,più io non contavo un cazzo. Sai cosa vuol dire : non contare un cazzo? No? Non lo sai…Ma che cazzo saprai mai tu. Ho venduto il castello ….”

“ A una ditta americana che ci ha fatto un centro commerciale. Me l’hai detto, sai?” Taglio corto io.

“Certo che te l’ho detto!  Sono vecchio,che credi? E non vecchio come questo signor qui., ( indica il barista,il buon Giulio),mi piacerebbe.. No sono vecchio di secoli. Ne ho vis…”

“Di cose che voi umani? Vuoi dirmi questo? Cazzo,ma non ti rendi conto che abbiamo anche noi una vita di merda? Te la ripetiamo forse ogni sera? Non direi.” Mi scaldo forse un po’ troppo con questo povero cristo.

“Sono costretto a fare il numero della mantide, ok? Il più ridicolo ed umiliante dei miei numeri. Forse non capisci bene. Ok,ok.. Giulio,che hai messo via quella roba per il mio amico Van Helsing?”Vlad tira su con il naso. Si è offeso e piange silenziosamente. Io faccio finta di non aver capito cosa stia succedendo.

“Certo.  Tre bottiglie di Jack Daniels,come sempre?” Il barista passa una borsa della Conad al vecchio vampiro.

“Ok,stasera ce la scoliamo e parleremo dei vecchi tempi. A  lui non dispiace mai.” Conclude con un tono velenoso. Sicuramente rivolto a me.

“Bella compagnia. Un vecchio matto” Mormoro.

“Si,matto e allora? Era un nemico onesto e rispettabile. Ora è appena uscito dal manicomio, di nuovo. E sono rimasto solo io a credergli. D’altronde parla di me. Beviamo,ci sbronziamo,ci commoviamo pure. Siamo vecchi ,caro mio. Però anche tu invecchierai. E troverai un coglione che ti prende per il culo,perché è giovane. Non sputa  e caga sangue di pessima qualità, non è costretto a  umiliarsi facendo la Mantide o robe simili. E ora dimmi? Come vanno gli affari?” Mi chiede sorridendo  benevolo

I miei affari, proprio in quel momento, entrano nel bar.

“Ciao Johnatan “ Lucy entra strisciando i piedi sul pavimento e cercando con la mano sinistra il sostegno sugli schienali delle sedie.

“Ciao,piccola” Le dico. Capelli neri e lunghi,magra e bianchissima, sembra perdersi dentro gli stivaloni bianchi finto cobrati,la canottiera rossa le casca quasi fino al ventre,non trovando il sostegno delle sue due flaccide e piccole tettine. La minigonna mostra due gambe fragili,una volta muscolose ,oggi oscenamente magre. Porta un paio di occhiali da sole,come mai?

“Ciao Lucy!” Vlad si alza lasciandole il suo posto. Il vecchio è diventato rosso e gli occhi gli sorridono.

“Uh,che bello il ritrovo tossici di merda e fottuti malati di Aids. Fantastico ragazzi,mi commuovete .”Ridacchio

“Fanculo Harker. Toh,questi sono i soldi della serata. Pappone di merda”

“120 euro. Pochi clienti,o..” Dico io lasciandole i cento e prendendo i 20. Posso bere qualche birra gelata. Tanto non ho nulla . Nessuna casa,nessun lavoro,tranne quello del pappa più pirla del mondo. Mi bastano  le birre e poi tornerò nella vecchia fabbrica abbandonata.

“Cosa hai fatto agli occhi? Ti hanno picchiata?”Le chiedo a brucia pelo.

“No,cioè…” Lei si sta arrampicando sugli specchi

“Chi è stato!” Si infuria Vlad.

 

Giulio tirando su con il naso pone i fiori sulla tomba di Johnatan Harker. Una lacrima scende pigra sulla guancia  sinistra del vecchio ex barista. Con l’età si diventa più sentimentali,sapete?

Non solo ha perso degli ottimi clienti,ma anche degli amici. Pure quel Van Helsing che non aveva mai visto in vita sua. O la povera Lucy.

 

“Però,sapete una cosa cari lettori? Se ne sono andati da eroi. Da veri eroi. Oh,che sbadato! Ma voi non sapete niente? Non sapete cosa è successo quella notte? Bè,lasciate che ve lo spieghi in breve…Vediamo…Ecco! Il nostro quartiere doveva diventare un posto per borghesi . Tranquillo, confortevole. Per quel branco di manager del cazzo che lavorano nella grande città e sognano di riposarsi vivendo in un bel appartamentino.  Così quella zona faceva gola a un tizio che oltre ad essere il più noto costruttore edile della Regione ,era anche un potentissimo criminale. Roba seria,e quei tre testa di cazzo con chi vanno a cozzare? Esatto con lui. Prima con il figlio cretino e violento e poi,tanto che c’erano,con l’intera banda. “

 

La porta del bar si apre di botto. Entrano tre tipacci: il figlio del noto costruttore  Lo Russo e due tirapiedi. Per farsi ben volere con delle mazze sfasciano metà locale. Sbraitando e sputazzando a destra e manca.

Io e il vecchio Vlad li osserviamo con un misto di disgusto e pena.  Lucy è spaventata e si rifugia sotto il tavolo.

“Ok,scimmioni abbiamo visto che riuscite a maneggiare un bastone,ma dubito che siate in grado di maneggiar altrettanto bene il vostro cazzo,e che sputate più di un lama. E allora? “ Dice il vecchio vampiro guardando i tre pirla . I quali respirano affannosamente, incazzati .

“ C’è gente che deve bere e ubriacarsi. Cose assai impegnative e nobili,ecco..Potreste andare a fanculo,gentilmente?” Concludo io.

Poi? Poi avviene tutto in fretta. Il figlio cretino e bullo di Lorusso si avventa contro di me brandendo un coltello a serramanico. Io mi metto in posizione di combattimento ,pronto ad abbatterlo con una bottigliata in testa,ma ..

Lucy si mette tra me e la lama. Ovviamente ha la peggio. Emette un urlo soffocato e poi si accascia per terra,io e il vecchio Vlad la sosteniamo delicatamente e l’adagiamo con cura per terra.

Il suo assassino ha l’aria spaesata e istupidita. Guarda lei,me e il vecchio.

“Mo so cazzi, pischello” Lo avverto. Lui mi fissa senza capire ,poi sente quel rumore e capisce che son veramente cazzi amari.

L’urlo della notte,dalla profondità degli inferi ,sale piano,come una nota bassa e distorta e poi cresce di volume. Tremano i bicchieri e le bottiglie. Qualcuna cade.

Il vecchio Vlad è decisamente fuori di testa e incontrollabile. L a sua vecchia e affaticata faccia di chi ha perso dignità e prestigio, si trasforma in quella di una creatura dell’oltretomba che ha superato indenne i secoli,le pestilenze,le guerre,e che da sempre , fin dalla prima notte del mondo, vive cacciando e massacrando.

I tre spaventati e urlando cercano di scappare dal bar,ma il vampiro senza nessuna fatica prende per la testa i due  tirapiedi del piccolo delinquente, e le fracassa sbattendole violentemente una contro l’altra.

Sporco di sangue e materia cerebrale,con calma punta in direzione del giovane assassino . Il quale inciampando e cadendo più volte cerca di raggiungere il suo Suv per scappare.

 

Che illuso.

 

Sotterro Lucy nel cortile della fabbrica abbandonata dove vivo. Ci sono un po’ di colleghe sue, un viados piange disperato, e qualche collega da bar. Tracannano birra e rhum, improvvisano brindisi alla bella e giovane fanciulla . Sole del bar,che illuminava con la sua presenza la vita di gente abituata a vivere nell’ombra

Il Vecchio Vlad si trattiene dal piangere. Come me. Siamo dei duri.

 

Più tardi io metto nella borsa da viaggio grande, che non mi è mai servita a un beato cazzo, le bombe a mano e le pistole. Un tizio le ha sepolte qui. Non è mai passato a ritirarle. Penso che ormai siano robe mie.

“Dovrò così occuparmi anche di te? “ Vlad mi guarda con uno sguardo ironico e divertito

“ Mi sa che sarà il contrario,vecchio! Son un ottimo tiratore.” Mi carico in spalla il borsone .

“Pronto John?”

“Certo Vlad”

“E tu?Sei pronto?” Chiede  il vampiro al nostro ostaggio: il figlio di Lorusso.

 

Guido piano verso la villa del tipo. Troppi pensieri in testa per un uomo che tra meno di venti minuti sarà morto. Vorrei trovare dei rimpianti, dei rimorsi, non trovo nulla  Né di buono né di cattivo. Nulla. Non penso sia così per il mio compare.  Chiuso in un nobile silenzio,lo sguardo severo,perso nelle gloriose notti in Transilvania.

 

Mentre sono fermo a un semaforo rosso,sento qualcuno battere le nocche contro il vetro.

“Ehi! Van! Che ci fai qui!” Grida divertito Vlad.

“Ti aspettavo per il nostro drink. Non sei venuto. Ho chiesto a Giulio e lui mi ha detto che andavate a sterminare la famiglia Lo Russo.  Così ho preso la bicicletta e son venuto a cercarvi. Questo si che è un bel modo di passare il sabato sera.”

Così ho capito che anche la morte a volte può essere comica. Io e due vecchi rincoglioniti contro la più potente famiglia mafiosa della città.

 

Nella villa ultra sorvegliata di Lo Russo gli uomini si annoiano: bevono,giocano a carte, si masturbano guardano riviste porno. Le ultime cose che faranno da vivi. Il potente boss è nel suo studio, sente musica classica e sorseggia costoso vino rosso. Non si intende né dell’una né dell’altro,ma fa scena e a lui queste cose piacciono assai. Il padrone della città con tutte le sue ditte, fabbriche, negozi. Un uomo avido e tirchissimo, innamorato del denaro e un devoto credente di Padre Pio. Che  porta tatuato sul petto. Tossisce ,anche se non lo sa è condannato da un brutto male,quindi a ben vedere Vlad gli sta facendo un grosso piacere.

Uomo collerico,volgare e sadico . La sua fama di leggenda del crimine è legata all’uccisione di un feroce boss del suo paese. La leggenda vuole che lo abbia ucciso in un vero duello,la realtà è che l’abbia ucciso sparandogli- tremando dalla paura- di spalle.

Il campanello suona. Chi è ?

Sente la voce di uno dei suoi,che saluta stancamente il figlio. “Può entrare anche lui?” Domanda il figlio. Ma chi cazzo gli porta a casa? Lo Russo, esce  dallo studio per vedere lo straniero in compagnia di quel suo disgraziatissimo figlio,ma il suo uomo risponde prima che il vecchio boss possa intervenire

“Se è con te,fai come cazzo ti pare. Entrate”

E’ esattamente così , che l’inferno entra nella casa del criminale.

 

Vlad spinge violentemente il figlio di Lo Russo , il quale vola agitando comicamente le braccia  e le gambe andando a schiantarsi contro la parete di fronte.

“Cosa!!!!!” Urla Lo Russo correndo al piano di sotto ,inciampando nei gradini e facendo tutta la scala ruzzolando come un vecchio coglione.

In casa sua ci sono tre uomini .  Due malandati vecchi, (uno vestito come quel tipo… Christopher Lee. Come mai gli vengono in mente quei vecchi film horror che da ragazzino amava tanto? ), e un giovane che tiene in mano…

“Ha delle bombe!!” Urla l’uomo ai suoi scagnozzi che sono arrivati sparando all’impazzata.

Il  vecchio boss vede quel giovane lanciare le bombe contro i suoi. L’esplosione fortissima ,i corpi carbonizzati. Pensa che forse farebbe bene a scappare e salvarsi,ma..

Il sangue vecchio di secoli, torna a ridere nelle vene del vecchio e malandato vampiro. Dimentica i tempi amarissimi e  tristissimi dell’abbandono della sua amata  terra, quel esilio tristissimo, quel declino inesorabile. Harker  e Van Helsing accanto a lui si battono come leoni.

I nemici sono tantissimi, troppi. Ben armati Ma lui non li teme e si avventa su di essi. Staccando teste,braccia, sbudellandoli,  Ben presto si ritrova coperto di sangue e quel sangue è fonte di energia per lui.

Van Helsing è il primo a cedere sotto i colpi dei nemici.  Un sorriso sulle labbra è l’ultima cosa che lascia al mondo.

Harker e il vecchio Vlad avanzano con calma e determinazione. Mentre i loro nemici pur essendo molti sono spaventati e disorganizzati.

Teste mozzate, arti strappati, corpi squarciati dalle bombe.  Poi il silenzio

Harker si lascia scivolare contro la parete del soggiorno. Ferito mortalmente. Allegro, ride . Aspetta la morte, non ha altro da fare.

Un rumore però lo distrae Strisciando il figlio di Lo Russo,cerca di raggiungere l’uscita.

Con fatica e lottando contro la vista che diventa sempre più imprecisa, prende la pistola  e spara gli ultimi proiettili contro l’infame. Un urlo lo informa della morte del giovane.

“Lui dove è?”Chiede Vlad ad Harker.

“ Nel suo studio. Correva sulle scale come un figlio di puttana codardo.” Lo informa il moribondo

“Aspettami qui,faccio in fretta”

“Ehi Vlad!”

“Cosa?”

“Sono orgoglioso di averti conosciuto.”Mormora Harker,morendo.

 

Il nascondiglio è sicuro. Aspetterà che tutto sia finito e poi ricomincerà da capo.  Cercherà rifugio  da…

Lo Russo non finisce il pensiero. Un fumo sottile sta entrando dentro il suo rifugio. Sta bruciando la casa ? Morirà soffocato lì dentro? Piano piano il fumo assume una vaga forma umana

L’uomo urla terrorizzato  cercando di uscire da quel luogo che ha capito sarà la sua tomba

 

La mantide però è più veloce.

 

Il vecchio Vlad è stanco. Si è lasciato alle spalle il cadavere fatto a pezzi di Lo Russo e quello di tutti i suoi uomini.  Con le ultime forze sotterra in giardino i suoi due amici e li piange. Prima il pianto è un sussurro poi cresce diventando un ululato di disperazione.

Infine stravolto si siede su una sedia  e aspetta l’alba. Ormai non ha più nulla che lo tenga legato a quel mondo. Può anche svanire

 

“Come è bella! Cosa mi sono perso in tutti questi anni” Dice il vecchio Vlad,mentre naufraga dolcemente nel mare del riposo eterno.

FOTTUTO CAPOLAVORO

17 Ago

Prologo

Here comes the rain

 

“Da quanto è?”Chiede il giovane con un vago accento cockney

“Quanto cosa?”Risponde l’uomo anziano.Tipo glaciale,dignitoso,modello Svezia o paesi simili.

“Piove.Cazzo,ho perso il conto!”

“Lo dicono dappertutto:l’estate più fredda degli ultimi 50 anni.Lo dicono ogni anno”

“Bè,ne ho piene le palle.In Inghilterra abbiamo quasi sempre un tempo di merda simile.Credo che sia per questo che ci piace tanto colonizzare e rompere i coglioni ai paesi mediorientali e africani.”Ridacchia il ragazzo.

“Credo che sia il mondo,no?Cacciatori e prede.Noi siamo nati per cacciare,va bene così”

L’uomo anziano estrae dalla sua antiquata borsa in cuoio un pesante fascicolo.Lo spinge delicatamente verso il ragazzo.

“Sarebbe?”

“Giovane,magari te lo sei scordato:non siamo qui perchè ci piace bere caffè e mangiare brioche!Questo è un lavoro. Il nostro lavoro!”Ultimamente perde la pazienza facilmente.Alzheimer?Forse.Aveva letto che dovrebbe cominciare in quel modo lì.Brutta tortura la vecchiaia.Si considera un uomo giusto e buono per questo:ha evitato a moltissimi altri di invecchiare.Hanno dato il premio nobel per la pace a Kissinger e Obama,cazzo:lui lo meriterebbe cento volte di più.

“Patrizia..Luc..Che c’è scritto?”Vuol sapere il ragazzo.

“Lucescu.Di Lucia è il cognome falso che le abbiamo trovato ,ma c’è anche Sinclair,River,insomma ne ha di cognomi e di nomi.”

“Come tutti noi”

“Come tutti noi.Certo”

La foto mostra una ragazza dall’aspetto deliziosamente “qualunque”,insomma una di quelle che noti ,magari dici anche un :ah però,ma poi magari dimentichi.Sai a noi occidentali piace il modello troione sfatto,ecco non è per niente quel tipo.Capelli neri,carnagione scura,un po’ per l’abbronzatura e un po’ di natura.Non molto alta,nè magra nè grassa.Occhi tristi,che qualche volta si accendono di una luce feroce.

“Da quanto tempo lavorava con noi?La conosco poco,so che ha lavorato moltissimo con Renny,cosa era finlandese o svedese?Harlin,sai ..”

“C’è scritto tutto sul fascicolo,dovresti leggerlo.Questo invece è il numero che dovrai chiamare per riunire la squadra.Ci sono i nostri agenti migliori.Israeliani,americani,francesi,tuoi connazionali.Un paio di arabi del Qatar o paesi simili.”

L’uomo si alza e si dirige verso la cassa per pagare.

“Un momento!”Chiede il ragazzo.

“Cosa vuoi?”

“Fottuto capolavoro?Che nome in codice è?”

“Vedi,ragazzo,lei non solo finisce le missioni,fa un buon lavoro,no..Questo per lei è davvero troppo poco.Lei compie dei veri e propri fottutissimi capolavori.Buona fortuna,non sai quanta ne hai bisogno.”Detto questo si allontana e va a pagare

“Due cappuccini,due brioche con cioccolato:quattro euro e sessanta”Dice la vecchia proprietaria di quel modesto,ma accogliente, bar di periferia.

“Ecco ,tenga”L’uomo mette due monete da due euro e un po’ di centesimi sul piattino del resto.

“Posso farle una domanda,mi scusi,ma sa ..Lei è un nostro cliente fisso da anni..”Mormora intimidita la donna.

“Si?”

“Bè,ecco..Io da ragazza ho fatto un po’ di cinema.Qualche particina,niente di che.Poi ho sposato il mio povero marito,che il cielo lo abbia in gloria,ecco…Lei sa che assomiglia tantissimo a Max Von Sydow?”

“Me l’hanno detto.Forse sono proprio io”L’uomo scarabocchia una firma illegibile su un tovagliolo e lo dona con un gesto galante alla signora.

Non sarà vero,ma quel semplice gesto ha cancellato decenni di delusioni e mal sopiti rancori.

 

Prima Parte

PATRIZIA.

oh baby baby it’s wild world

 

Non ti dispiace la pioggia.Molti la odiano,ma a te sta bene così.Banalmente pensi che abbia a che fare con qualcosa circa il fatto di pulire,lavare via.Forse il sangue dalle strade,ma non l’apocalisse che ti trascini ,come un pitbull sputato dall’inferno ,nella tua anima.Sul treno che ti porta da Roma a Milano,con la tua musica nell orecchie,ti ritrovi per la prima volta senza pensieri.Hai chiuso.Definitivamente.Max ti sta dando la caccia,lo sai.Avrà trovato anche gli uomini migliori della vostra organizzazione.Quanti anni avevi nel 1989?Undici,forse.Tuo padre in Romania era tra i migliori agenti della Securitate.Lo hai conosciuto poco.Uomo rigido,rigoroso,pieno di rettitudine morale e coscienza politica .Decisamente violento,ma chi non lo è su questo mondo?Poi lo hanno ucciso.I ribelli,ma per te sono solo svendipatria del cazzo.Ne hai conosciuti,d’altronde questo è il tuo lavoro.Serbia,Iran,Libia,Siria.E tanti altri lavori.Destabilizzare,manipolare,uccidere.Questo lo slogan,assai efficace ,della vostra organizzazione.A te spettava l’ultima parte.

Cat Stevens ti canta di un mondo selvaggio,con la sua voce morbida e potente.La musica ti commuove e cattura.Hai una bella voce e ti piace cantare,l’unico tuo svago.

Un uomo legge il giornale.Una coppia parla a bassa voce e ogni tanto ridacchiano,un bambino gioca con un videogioco.Una signora guarda fuori dal finestrino.Capisci dalla sua espressione,che insieme al paesaggio lascia indietro anche la sua vita.Come te.

Solo che c’è un piccolo particolare:”Che significa vivere?”

 

“I tempi cambiano,Costantin.Capisco che tu sia attaccato alla tua ..ehm..ideologia?Ecco,chiamiamola così.Ma vedi..”

“Ho capito,ho capito.Tanti anni nella Securitate,conosco la gente.Ho visto molti miei colleghi,anche un mio superiore,diversi ultimamente.Quinte colonne dappertutto.”Risponde amaramente tuo padre.

“Ecco,se loro hanno deciso di cambiare..Sai quel film no?”Se io posso cambiare,tu puoi cambiare,tutto il mondo può cambiare!”Ride l’uomo glaciale,freddo,tipico prodotto della Svezia o zone simili.Tu hai altro per la testa,tipo la simpatica sorpresa che a un certo punto hanno tutte le ragazzine:il menarca.

“No,non posso.Non chiedermi nemmeno perchè,ma …Non credo che voi sarete migliori.Abbiamo commesso errori,effettuato cose sgradevoli.Forse,ma chi sono i vostri ribelli?Cosa vogliono?Daranno la nostra patria agli americani e loro rovineranno tutto.La gente sarà illusa con i loro giochi di prestigio:libertà di parola,espressione,movimento.Ma noi non andavamo in vacanza in diversi posti?A est,certo.Perchè voi quante volte siete venuti qui da noi?A portare calze ,a sedurre donne,ora le venderete e comprerete sulle vostre strade.Fate affari con i mascalzoni,loro diventeranno ricchi.Gli altri finiranno peggio.”

“Bè,stai lontano da Timisoara allora.Mi dispiace,sai?Ti conosco da molto tempo.”

“Quando eri un compagno anche tu”

“Già.Bè,sai come si chiama quella canzone:Wind of change,o una cosa simile.Non puoi fermare il vento.”

“Non è un vento:è un uragano di merda.Il mondo con voi non può che peggiorare.”

Infatti è stato così.

 

Tuo padre.L’hai conosciuto poco,in un’età in cui non si presta attenzione a certe cose.Ti chiedi cosa faceva oltre che il suo lavoro,quale passione,quale speranza o illusione.Non te lo sei mai chiesto prima,perchè eri programmata solo per uccidere e basta.I ribelli lo avevano ammazzato,ma non era stato facile.Lo hanno colpito a tradimento.Come con il tradimento avevano distrutto il socialismo reale.

Cat Stevens canta Father and son,ascolti e riascolti quella canzone.Non puoi e non vuoi farne a meno.Una lacrima,con tua infinita sorpresa scende lungo la tua guancia.

 

“…un amico di tuo padre.Prendi la tua roba e vieni con me.Ti porto a Ovest.Starai meglio.”

Lo Svedese ti sta preparando la valigia.Tu non fai altro che piangere.

“La vita è breve,e spesso ingiusta-quando decide di fare la gentile-spesso crudele.Non serve sprecarla piangendo o lamentandosi.Non decidi nulla tu.Capita.Però c’è una cosa che puoi fare.”L’uomo si siede accanto a te sul tuo letto.

“Saper usare bene questa”Ti dice mentre ti passa una pistola.

La coppi si bacia con passione spudorata davanti a tutti.Non hai mai baciato nessuno,non hai mai avuto nessuno.Certi tuoi colleghi o colleghe fanno sesso.Ma tu non ne hai mai sentito il bisogno.Mai. Max ti aveva ben programmata.Il suo capolavoro,anzi come ti chiamava lui:Fottuto Capolavoro.

“Nessuno farà caso a una ragazzina.Quindi entri in albergo e sali sulle scale,mai l’ascensore.Troppi ficcanaso.Vai spedita,ma non correre.Tranquilla.Sai,la quiete prima della tempesta?Pensa a questo.Lui si trova al numero 219.Ricordati :un colpo è più che sufficiente.Un colpo solo.Niente casini.Niente problemi”Max ti spiega quello che devi fare e ti stringe brevemente a sè.Perderà subito questa abitudine,”sei una donna ormai”.Questa la scusa.

C’è un gran via vai di gente.Accenti diversi,storie banalmente uguali.Sali le scale con calma,sai che non sbaglierai.

Arrivata alla camera 219,tiri fuori la forcina per capelli.Giochi un po’ con la serratura.Scattata.

Entri:l’uomo in accappatoio sta guardando fuori dalla finestra della sua camera da letto.Un grassone spelacchiato.Tipo avaro e desideroso di soldi. Che spende in gioco e donne.

“Eli Wiesantal”Dici

Lui si gira.Tu gli spari.Un colpo al cuore.

Esci dalla stanza e richiudi delicatamente la porta.

L’uomo che prima leggeva il giornale,ora è al telefono.Parla di medicine,di cure.Dal tono di voce si vede che si sta sforzando di essere ottimista.Non lo è.

La malattia,anche tua madre te l’aveva portata via lei.Bè,così capita a quasi tutti.Vorresti avere un nobel per la pace,dal momento che hai evitato numerosissime persone di morire soffrendo per malattie poco dignitose.

L’Iran ti piace come paese.Dovresti spiegarlo a quello stronzo idiota del tuo collega sionista.Non fa altro che sputare coglionerie mal assortite su un paese troppo grande per lui e per la sua gente.

“Bella però quella cosa,vero?”Ti chiede

“Quale cosa?”

“Neda”

“Già”

“Una buona recita,meritiamo l’Oscar”

“Bè,sulla rete molti non ci sono cascati”

“Non preoccuparti Patrizia”

“No,non mi preoccupo affatto.Solo che alcuni hanno compreso.”

“Pochi,mal organizzati.Divisi tra di loro,e non credi forse che siamo anche lì.A buttare un po’ di informazioni giuste e tante cazzate.Destabilizzare,manipolare,uccidere.Non è complicato sai?”.

La vittima era uno scienziato.Un bravo uomo.D’altronde voi siete allergici ai bravi uomini,vi piacciono molto i “nostri figli di puttana”

Stazione Centrale:Milano.

Ora sei sul bus che ti porta in Brianza.Precisamente a Monza,poi un altro pullman e alla fine arriverai alla casa che ti servirà come rifugio.Un paesino piccolo,perso tra le verdi valli brianzole.

La squadra è al gran completo.Max ha scelto gli uomini migliori.Gli americani Cameron e Spielberg,l’inglese Jones,gli israeliani Rosenthal e Levy,il francese Blanc.Esperti sabotatori,manipolatori e assassini.

Troppo vecchio per queste cose,pensa.I giovani sentono ancora l’adrenalina della caccia,dello scontro,ma ormai lui non ha altro che cattivi ricordi e sigarette da fumare in fretta.La ricorda da giovane:ragazzina,orfana.Lui le aveva fatto da padre.Crescendola secondo le regole dell’organizzazione:destabilizzare,manipolare,uccidere.Un modo forse per riparare all’omicidio del padre.Quando uno arriva ad uccidere persino il proprio migliore amico,vuol dire che è morto da un bel pezzo.E così si aspetta che qualcuno ci piazzi una pallottola in testa.

 

Patrizia è ferma davanti alla finestra.Una sigaretta accesa,ma non fumata ,nella mano sinistra .Guarda la vita del paese.Vita…Però quella calma piatta,immutabile,quotidiana,incancellabile,non le dispiace del tutto.34 anni passati a sparare e uccidere sono troppi.Ha organizzato le sue giornate :bar,chiesa-anche se non è credente,ma tutti ci vanno e lei ha deciso di imitarli.Alla mattina prende la macchina e come tutti si dirige a milano,o monza,anche Lissone,per lavoro.Come tutti.Ecco,lei vuole perdersi nella folla.

“Spara!”l’israeliano urla mentre lei è ferma pistola in mano davanti alla sua vittima.Un siriano,pezzo grosso del legittimo governo di Bashar Al Assad..Non spara.Cosa le succede?Perchè lui e non altri:padri di famiglia,illustri scienziati,perchè quel tipo?Non lo sa,ma deve essere l’aria di Damasco.Ricordi San Paolo?Illuminato sulla via di Damasco.

 

“Così lei viene da ..”Il vecchio proprietario del bar dove vai sempre non conclude la frase.Ha scordato quello che gli hai detto.

“Vicino Roma”

“Ah, e come mai l’è venuda chi?”

“Lavoro.Una multinazionale americana.Han aperto un nuovo ufficio a Milano.”

“Cavoli,chi sa che casino della madonna !Partire da qui tutte le mattine per andare a Milano.Con il traffico che c’è!”

“Già,non me ne parli.Cosa vuol farci,niente!”Rispondi sorridendo.

Al tavolo tre pensionati che giocano a carte.Bestemmie che volano e planano felici e spensierate sul tavolo da gioco.

Ti senti in bilico,qui la gente guarda e giudica.Come in ogni parte del mondo.Basta poco per essere giudicati strani.Prendi quel ragazzo:Joe.Dice che vuol farsi chiamare così in onore al bassista degli Who,bè tutti lo giudicano malissimo per via delle sue magliette metal-anche se ad essere onesti indossa spesso una maglietta con la copertina di In the court ..dei King Crimson.Tanto che l’hai conosciuto proprio per quel particolare.Avete parlato a lungo del disco e di epitaph,anche se lui preferisce il brano di apertura 21st century schizoid man-lo definiscono :drugà,sfaticà ecc…ecc…Le vecchiette sono le più temibili e infaticabili scassacoglioni che dio abbia mai creato,sempre che esista e non sia solo un cantante heavy metal.Sai benissimo che si chiedono come mai non hai un uomo e non hai un figlio:”alla sua età”

Certe volte hai il terrore di aver sbagliato tutto.Di essere finita in una prigione.Però indietro non si torna.Non puoi e non vuoi.

“Lavorano tutta la vita,anche quando vanno in pensione.Anzi,come godono a lavorare dopo la pensione …Non sanno fare altro.Come se poi morendo potessero portarsi la roba con essi.”Ti dice Joe,mentre siete seduti fuori dal vostro bar preferito.All’interno i pensionati giocano a carte.Alcuni di loro,dopo aver lavorato la mattina in qualche negozio di mobili o aver seguito la loro fabbrichetta lasciata nelle mani dei ragazzi:”che avranno studiato,ma non capiscono un cazzo!”Questo il giudizio dei vecchi della zona.

Tuttavia è una bella zona:si vive bene,c’è ancora senso del nucleo,della solidarietà ruvida,spicciola,ma sincera.

Joe:capelli lunghi,pizzetto,occhiali,magro.Magari vuole fare del sesso con te,che ne sai?

“Sei mai stato a Mandello o Varenna?”Chiedi.

“Si”

“Mi ci porteresti?”

Lui sorride:felicissimo.

Le vecchiette al bar e nelle loro case già vi hanno condannato senza appello.Crepate branco di vagine appassite male.

Varenna è un bellissimo paese,la passeggiata che segue la costa del lago è tra le più piacevoli.Guardi i turisti,la gente del posto.Joe è una buona compagnia,credi che sia timido e infatti cerca sempre di essere spiritoso,ma la cosa che davvero ti colpisce molto è la sua capacità di ascoltare.Non tutti ce l’hanno.

“Mi piaceva passare il pomeriggio qui.Quando non lavoravo.”Ti dice il ragazzo mentre siete seduti sul molo di Mandello.Ti piacciono i battelli che vanno e vengono.Fumate con calma una sigaretta

“Bel posto.”

“Si,ci venivo con il mio cane.Il mio cane…Il mio migliore amico.”

“Come si chiamava”

“Hamil,come Peter Hamil sai..Van der graaf gener..”

“Si,Refugee..no?”

“Certo.Poi è morto.E allora che ci vengo a fare qui?”

“Perchè?”

“Perchè c’è bisogno di un amico,da soli le cose sono così…”

“Inutili”

“Certo e tristi.”

“Bè,ora sei qui con me.”

Lui arrossisce.

La sera a casa a vedere la tv.Cioè i programmi mediaset,i tradizionalisti duri e puri solo rai uno.Il peso sottile e terribile della solitudine ti ha trovato anche qui.Ti senti smarrita e sola .Lontana da Max non hai nessuno.Telefoni a Joe,gli dici se vorrebbe andare a Milano.

 

Il ragazzo scrive sul suo computer tutti i tuoi spostamenti.La ragazza si allena con una katana.

“Non capisco..Ha scelto un posto isolato e poi si fa vedere in giro,come se nulla fosse.”Dice il giovane.Ti ha seguita dalla stazioni tiburtina fino a Milano.La coppia di innamorati che ti piaceva tanto.

“Bel tipo”Dice la giovane donna.

“Si,ma non dobbiamo girare un film porno,sai?La dobbiamo segnalare alla squadra.Ci penseranno loro.”Ricorda il ragazzo.

“Fammi divertire un po’,no?Dicono che sia la migliore killer dell’agenzia.Dubito che sia brava quanto me.”Competizione femminile.Quando sei fortunato si mettono in competizione per mostrare chi è la miglior succhiacazzi del mondo,quando sei sfortunato sono in competizione per sposarti e poi renderti la vita difficile.

“Non credo che sia la procedura..”

“La fottuta procedura può andare a fanculo!”Risponde lei.

 

Joe si guarda in giro spaesato.L’hai invitato a casa.Voglia di un rapporto serio e menate simili?Forse non lo sai.Certamente è un bravissimo ragazzo.Manca solo questo per essere nella normalità no?

State seduti imbarazzati sul divano:parlate tantissimo.Ripetendo anche le stesse cose,discorsi vecchi.Però rassicuranti,e in questo momento volete essere rassicurati:non starete per fare una cazzata?

Mentre state per avvicinare le vostre teste,mentre pensate di farlo questo dannato grande passo che milioni di gente fa nel mondo,mentre senti Baba O’Reily che pompa dallo stereo in soggiorno e che gli Who ve la mandino buona…L’inferno arriva a casa vostra e non ha buone intenzioni,cara mia!La porta esplode in mille pezzi mentre una donna entra brandendo una spada giapponese.Tu con un salto la superi ,atterrando alle sue spalle e colpendola al fianco destro,lei cade ma si rialza subita prendendo al volo la spada e cercando di colpirti alle gambe.Tu salti e la colpisci con un calcio violentissimo al torace .Lei vola e precipita sul tavolo in vetro che si trova nel mezzo del soggiorno.

“Joe,scappa…Joe”Ti giri e lo vedi.Seduto sul divano con la gola tagliata.

Lo stereo trasmette la parte in crescendo del violino di Baba O’Reilly,esattamente come la tua rabbia.Mentre colpisci ripetutamente e con violenza la faccia della donna.Riducendola in una maschera di sangue.

“Cosa succede?”Chiede quella gran rompicazzo della sora Brambilla.

“Una festa movimentata,cara!”Le rispondi sorridendo cattiva.

Il ragazzo non è sicuro.Cosa aspetta?Poi ti vede mentre esci dal portone del tuo stabile.Ingrana la macchina e urlando di rabbia si dirige verso di te..Tu senti il rumore dell’auto.Estrai con calma la pistola e senza guardare spari due colpi.Sei sicurissima che il primo sia andato a segno..Quando senti la macchina alle tue spalle,ti dai una spinta di reni e la eviti all’ultimo momento come piace a te.La vedi che esce di strada,andando a sbattere contro il municipio.Ti avvicini con calma

Il ragazzo al volante è ancora vivo.

“Ti mandano loro,vero?”

“Si”

“Digli che rimpiangeranno il giorno che sono nati,anzi no..Rimpiageranno il giorno quando non erano ancora spermatozoi.”Detto questo afferri i capelli del giovane e gli sbatti violentemente la testa contro il volante.Ti piace sentire il rumore delle ossa spezzarsi e frantumarsi.Il tuo Fottuto Capolavoro.

 

“Idioti!Idioti!Non dovevano agire da soli,cazzo!”

“Max,calmati..Non è il caso.”Dice il responsabile per l’Europa dell’Agenzia.

“No,non mi calmo.Ora lei sa,sa che siamo sulle sue tracce.Non sarà facile ammazzarla.”

“Abbiamo gli uomini migliori,cosa vuoi?Nessuno può uscire vivo dalla nostra agenzia se decide di ostacolarla,cazzo è da tantissimo tempo che decidiamo il destino del mondo.Ho fatto eliminare gente anche più preparata di lei.”

“Quando te la ritroverai davanti e ti sorriderà,perchè lei sorride sempre alle sue vittime,bè fammi sapere cosa ti servirà la tua storia di decenni.”

Dice Max alzandosi e abbandonando la sede dell’agenzia.

Lontano un temporale,brutte cose in arrivo.

 

Potresti scappare.Andare lontano.Illusione stupida quella di cambiare vita.Ti senti lacerata e divisa.Da una parte la voglia di essere come gli altri,dall’altra l’impossibilità di esserlo davvero.Altra città,altro bar.

 

35 anni di onesto servizio.35 anni di noia mortale.Mai un fatto importante,un delitto da ribalta televisiva,mai nulla.Ricorda che il problema più grosso mai avuto in quel paese di vecchiette acide e bigotti brontoloni sia capitato per via di un distributore automatico di vhs ,tra queste molte erano porno.Si era scatenato l’inferno.La gente che si inchiapettava in casa con zingarelli raccattati nella notte,e le vecchie fighe di legno mai trombate nemmeno dai peggiori criminali,si erano mossi tutti insieme.Moralità,moralità.

Comunque si viveva anche bene e in pace,ma lui sente che la sua carriera di maresciallo sia stata sacrificata sull’altare della mediocrità.Così’ quando legge sul giornale del brutale omicidio di tre persone ,proprio lì!Proprio in quel cazzo di paese ,non riesce a crederci!Un caso!Vorrebbe telefonare a suo figlio:Maurizio.In onore al suo eroe :Maurizio Merli.Si,perchè per tutta la vita avrebbe voluto essere come lui:sparare,menare,combattere contro il crimine.Si alza in fretta dalla sedia,lasciando sul tavolo un malinconico e improvvisato pranzo da uomo abbandonato e si dirige verso la caserma dei carabinieri.Mo quel fighetto del nuovo arrivato,con le sue arie da attore di serie tv lo avrebbe sentito.

“Il caso non è di nostra competenza.”Quasi lo spinge ,anzi che quasi:il nuovo arrivato caccia via quel vecchio rompicoglioni fuori dalla caserma.

Lo conoscevano tutti il vecchiaccio:un mitomane,un esaltato,sempre alla ricerca di un fatto che gli potesse dare la gloria che la vita ,giustamente , gli ha sempre orgogliosamente negato.

Tuttavia un po’ di talento non manca al vecchio.Ha capito che il caso è di quelli importanti e che scottano,ma perchè bruciarsi?Il nuovo arrivato si siede comodo sulla sua poltroncina e appoggia i piedi sulla scrivania.Poi chiude gli occhi e pensa alla sua terra lontana,magnifica,che voglia di andare al mare.

Joe non era un drogato?Ecco,la fine che meritava.Lo dicevo io,era la frase più gettonata in paese.Passa da bocca in bocca.La tv è arrivata con il suo chiasso di luci e inviate tolte dalle cene eleganti,ma poi non trovando terreno fertile di protagonismi e sceneggiate-il grandissimo pregio delle terre del nord- molla il caso e cerca qualcosa di più appetitoso per il pubblico di sciacalli e avvoltoi ,che segue discutibilissimi programmi di cronaca nera.

Ti sei tagliata i capelli,hai messo le lenti azzurre,hai cambiato colore ai capelli.Non ti sei spostata di molto.Comunque alla fine ti hanno trovata.La cameriera ti porta il tuo capuccino.La ringrazi e le sorridi.Chissà che daresti per fare la sua vita,magari a lei fa pure schifo eh!Muratori spacciatori di risate sinceri e forti,ridicoli manager e modesti impiegati brillantinati,anzi i rivoluzionari della brillantina permanente.Bevi tranquilla.Pensi a Joe,ma per poco.Ti dispiace.Qualcuno ha messo in giro la voce che dopo una certa età ti devi innamorare,avere una famiglia,lo fanno tutti.Quasi.Tu no.Il sesso non è un problema per nessuno,qualcuno paga altri lo usano per tenere legate le persone a loro,tu per avere informazioni.Ed eliminarli prima che possano provare un vero piacere.Tutto è morte nella tua vita.Te lo ha detto moltissime volte Max.Cacciatori e prede.Non lotti nemmeno per una grande causa,anzi:sei proprio la sterminatrice delle grandi cause.Chissà tuo padre che avrebbe pensato.Lui nel comunismo ci credeva davvero.Ti alzi con calma ,vai a pagare.Esci.Lui ti sfiora entrando nel bar.Non lo noti,lui ti getta una breve occhiata.Sta pensando a quanto gli piacerebbe entrare nel bar con un mitra e sparare a quelle teste di cazzo di impiegati e manager.Non pensa ad altro.

 

“Ehi,quello scimmione è ancora vivo?”Chiede ,con la bocca piena di cibo , l’agente Cameron

“Cazzo,si!Bè lo sistemeremo.Odio i lavori lasciati a metà”Ti risponde l’agente Spielberg.

“Ora è importante,lo è per il mondo…”Dice l’agente Levy

“Ehi,quale mondo?Lo sai che abbiamo noi il copyright?”Ridacchia Cameron

“E tu parli di soldi e affari con me ?Un sionista?Ne hai di coraggio!”Risponde allegro l’agente israeliano.

Più distante l’inglese e il francese parlano della Libia.Riguardano le immagini della morte di Gheddafi.Ottima operazione,ma a essere sinceri quelli che hanno messo al potere sono veramente feccia schifosa.Meglio così l’instabilità di una nazione,è la sicurezza dell’Impero.

Max entra nella stanza e getta sul tavolo,dove americani ed israeliani sono intenti a ridere e mangiare,il fascicolo del caso Fottuto Capolavoro 1- Agenzia 0.

“Ora sono cazzi.Per colpa di due stupidi impiegati che si sono messi a fare gli eroi.”Sbotta incazzato il vecchio.

“Bè,noi siamo eroi.Non ci sarà nessun problema”Risponde Cameron,Spielberg gli batte un cinque.Ridono.

“Ridete,fatelo ora.Perchè quando capiterete sotto le sue mani ci sarà poco da ridere.”

Gli uomini però non lo considerano.Hanno distrutto uomini politici,nazioni,cosa cazzo gliene frega a loro di una donna.

La festa a Milano è movimentata.Una lunga tavolata di preziosissime fighette con il pene e l’aria di grandi stilisti :gridacchiano,urlacchiano,si divertono secondo il loro metodo molto ben collaudato.Maurizio è ormai lanciatissimo nel mondo della moda.Proprio mentre si abbandona al nuovo giro di brindisi e allegria alcolica,un suo giovane collaboratore e amante occasionale gli dice che c’è un uomo,anziano,fuori dal locale che è tutta la sera fermo a fissarlo.

Maurizio fatica a mettere a fuoco la sagoma del vecchio,poi lo riconosce:suo padre.

“Mio padre”

“Non vai..”

“Cosa?”

“Dico:non vai..”

“Dovrei?”

“Che dici?”

“Te lo stavo chiedendo”

“Il padre è tuo no?”

“Purtroppo,ok..”Maurizio si alza e si dirige verso l’anziano genitore.

Serata calda,una di quelle che è un peccato sprecare in solitudine.Come sicuramente la starà sprecando quel vecchio del cazzo che si ritrova come padre.

“Maurizio..”

“Senti,non ho molto tempo..”

“Si,non voglio disturbarti.”

“No,cosa c’entra?Che c’entra disturbare?Sto dicendo solo che ho una cena importante”

L’uomo si guarda in giro,il padre è fermo tiene tra le mani un vecchio e logoro cappello.

“Ci sono,ho fatto delle indagini..”

“Cosa?”

“Indagini”

“Indagini?”

“Si,sai quel doppio delitto,anzi triplo è morto pure Joe.C’era da aspettarselo”

“E perchè?Perchè maresciallo dei miei coglioni c’era da aspettarselo.Non lo avete mai conosciuto..”

“In paese!In paese era chiacchierato.Non è questo il punto.Io ho voluto ..Si insomma sto facendo delle indagini.Trentacinque anni di niente…Niente!Non l’hai mai pensato come ci si sente?Male,molto male.Bè,sto indagando…”

“Arriva al punto.Cosa hai scoperto.”

“Qualche giorno dopo il delitto, una famiglia del paese torna dalle vacanze.La casa sembra in ordine e invece…”L’anziano lascia in sospeso la frase ,vorrebbe che il figlio gli facesse delle domande.Nemmeno per sogno.Sconfortato decide che sia il caso di continuare e concludere in fretta

“Bè,la casa era chiusa.Tutto in ordine,solo che la padrona di casa ha scoperto che mancava una scatola,sai una di quelle ..Come si chiama?Quelle per tingersi i capelli.”

“Interessante!”

“Si,perchè vuol dire che qualcuno è entrato in quella casa,ma non ha rubato le cose preziose.No,si è fatta il colore dei capelli e basta.La persona misteriosa che in paese tutti conoscevano e nessuno sa che fine abbia fatto.I suoi dati non risultano da nessuna parte,anzi la sua identità come spesso capita è quella di una donna morta in un ospizio tempo fa.”

“Tu vorresti dar la caccia a quella donna,no?”

“Si,capisci è la giusta fine della mia carriera e della mia vita”

Maurizio per un momento fissa quel piccolo uomo che ha davanti a se.

“Buona fortuna allora”Dice abbraciando il padre.Non lo aveva mai fatto.

 

“Quanto pare il vecchio maresciallo si è messo in testa di fare indagini in solitaria”Dice il francese Le Blanc a Max.

“C’è sempre qualcuno che non ha il senso della misura.Mediocri che si sentono eroi.Per noia e disperazione.Bè,lasciatelo fare.Piuttosto le altre fonti.”

“Stiamo lavorando,ma pensiamo che sia rimasta sempre nelle stesse zone.”

“Bene,prima la eliminiamo meglio è.”

“Paura?”

“Stanchezza.Troppi anni di lavoro,troppa merda.”

“Merda che garantisce a noi di dominare il mondo,alla faccia della massa di esclusi.Questo privilegio non ti interessa?”

“Certo,ma ormai alla mia età sono più le ombre che ti tormentano rispetto alle luci di gloria”

“Bè,parlane al capo.Dopo questa missione..”

“Sai che dall’Organizzazione non si esce.Se non da morti.”

Il francese ride.

La bambina si chiama Clarissa,la vedi sempre con la sua mamma.Down.La madre cerca in tutti i modi di trattarla come se fosse una bambina uguale a tutte le altre,ogni mattina vengono al bar.Che vita sarà la loro?Quali e quanti problemi dovranno superare?Il vecchio in cerca di fortuno alle macchinette,puntuale e silenzioso.Anche quando bestemmia feroce contro la sfortuna che non l’abbandona mai.Proprio mai.Lavoratori di passaggio.E quel tipo,occhialuto e folle.Visto che non fa altro che fissare le persone.

“Posso?”

La domanda ti giunge come da un mondo distante e lontano,te la sta facendo un uomo anziano e malandato.

“Si”Rispondi titubante.Cosa vuole?

“Io,lei non mi conosce ma ho lavorato a lungo..Pensi trentacinque anni,al paese..”

Joe.

“Un posto piacevole,ma anche dannatamente noioso e diciamolo:palloso.Terribilmente palloso.Non succede nulla,nulla.Bè ultimamente c’è stato un omicidio,anzi tre .Ne sa qualcosa?”

“Dovrei?”

“Ha lasciato il paese,poi alla casa più vicina si è rifatta il colore dei capelli,li ha anche tagliati.Brava,ottimo taglio.Sa mia moglie era parrucchiera.Bè,dicevo:ha cambiato il suo look e poi è arrivata fino a qui,no?Non ho intenzione di arrestarla o di fare altre cose ,ma mi dica :è così?”

“Perchè dovrei risponderle?”

“Sa cosa vuol dire invecchiare e quindi morire con un senso di profonda inutilità?I giorni sono volati.Nessun grosso problema,nessuna gratificazione.Tutto piatto,prevedibile,e magari lei sogna grandi avventure.Mi piacevano molto i film d’azione americani.E i nostri polizieschi,a lei no?”

“Non guardo i film”

“Non li guarda?”

“No”

“E allora che fa?”

“Mi piace ascoltare musica.”

“Non sogna mai?”

“A cosa serve sognare?La vita ti frega e tu non te accorgi.Credo sia un problema non pensa?”

“Immagino che una persona come lei ,che ha fatto tutto quel casino,debba stare sempre molto lucida,no?”

“Immagina giusto”

“Bè,sono contento sa.Ci ho messo tanto tempo e fatica,ma alla fine…”La voce si spezza,lacrime di gioia scendono sul volto di quel vecchio.

La tua mano stringe la sua,una presa forte e sincera.Se la merita.

L’occhialuto fissa un tizio pelato che è sempre dentro al bar da mattina a sera.Fissa la sua testa e il prendi brioche,che cazzo vorrà fare?La sua mano si allunga e la prende..sorride.Oh,cazzo ma è matto?

Il proiettile ti sfiora proprio sotto l’occhio destro.Il vecchio cade a terra colpito a morte.Il francese,eccolo!Il pelato ,come tutti,è terrorizzato sta scappando.L’occhialuto aprofitta della confusione per colpirlo.Tu lo fermi in tempo.Lui ti sorride,ma da dove cazzo arriva questo?

 

DANIELE

Mazzate.Dovresti fare questo nella vita dare mazzate a destra e manca.La gente ti ossessiona con i suoi stupidi dialoghi.Come se te ne fottesse qualcosa delle loro vite,dei loro gusti in fatto di cinema,sport,politica.

“No,guardi in quel ristorante si spende troppo e si mangia male”Dice il cliente

“In tutti i ristoranti dove vai mangi male,in tutti i fottutissimi ristoranti del cazzo”Detto questo estrai la pistola da sotto il bancone e spari in testa al tizio.Esplosione di sangue e ossa.Wow.

Invece non fai nulla,la voce dell’uomo arriva da lontano.Un suono fastidioso.

Gli africani d’italia là fuori bivaccano,ciarlano,non fanno un cazzo dalla mattina alla sera.A parte rompere i coglioni.Mai quanto i manager dei miei coglioni che entrano ed escano dal bar.Qui sai come funziona?Che hai il mondo ai tuoi piedi se sei un fottuto milionario o magari finocchio,ma non ti caga nessuno se sei un tipo normale,con una vita normale,ci affoghi da solo in tutta questa normalità

Le amicizie sui social network ti danno l’illusione di sconfiggerla la tua solitudine,ma non è proprio così.

Sei un bravo ragazzo che piace alla gente,sai?Chiedi a qualcuno cosa pensa di te?Solo cose buone.

-Gentile

-educato

-generoso

-simpatico

-alla mano

-socievole

Tante cose belle potrebbero dire di te,tu vorresti dire cose del tipo:”Fantastico,ma io sono un pazzo sanguinario rinchiuso in un corpo da chierichetto del perbenismo borghese,massa di stronzi!”

Chiudi il negozio che segui svogliatamente,tanto un po’ di soldi per vivacchiare li prendi da questa attività e poi vai a casa.Dormi vestito,in soggiorno con la tv accesa e le luci idem.Dormi male,ti svegli peggio.

Ti hanno detto che la tua vecchia cascina non c’è più,il modernismo che avanza.Li odi questi giovani moderni e dinamici con le loro cazzo di tecnologie,non te ne frega nulla.Anzi,ti fa proprio schifo questo sistema basato su merci avveniristiche,sei un reazionario del cazzo,lo sai?

Le giornate passano detestando la vita degli altri e pensando i mille modi per terminarla,ma son solo fantasie.Il buonissimo Daniele è sempre pronto ad augurare buon giorno a destra e a manca.

Quella mattina tutto ti era parso chiaro:mo l’ammazzo o almeno lo ferisco gravemente.Il pelato è uno dei più grandi coglioni che ti sia mai capitato di incontrare,non ti ha mai detto o fatto nulla,ma nella tua mente è causa di ogni cataclisma di questo mondo.Prendi l’oggetto che serve per prendere le brioche senza usare le mani e…

La ragazza,quella che come te è sempre presente all’interno del bar,ti blocca la mano proprio mentre stavi facendo il grande balzo in avanti, direbbe Mao.Vi guardate per due secondi negli occhi,poi lei con una forza innaturale in una donna ti spinge,ti lancia contro l’uomo che sta sparando nel locale.La spinta è talmente violenta che voli ,brandendo quel cazzo di oggetto come fosse una sorta di spada e tu un superman di bassa lega.

Il torace del tipo è squarciato dalla tua arma improvvisata.Ridi divertito.Afferri il cuore del tizio con quel maledetto oggetto e poi lo estrai .

“Cuore di brioche?Lo volete?”Ridi

La ragazza ti prende per un braccio e cominciate a scappare.

“Wow!”Urli mentre state fuggendo verso la periferia est del vostro paese.

“Wow?”Risponde lei

“Bè,cosa vorresti dire?Hai visto come l’ho fatto fuori no?Che volo perfetto e ho pure detto la battuta!Sai in tutti i film ,proprio tutti,l’eroe ha una battuta memorabile.E un’aiutante”Le spieghi

“Vaffanculo,non sono una tua aiutante.E a essere sinceri:non lavoriamo insieme.”

“Si,so anche questo!La fase dove i due eroi fanno finta di detestarsi e poi..Bè,magnifico!Roba tosta e seria,tesoro!Ho visto quel tizio..”

“Non sai nemmeno in che casino ti sei messo,ma nemmeno lontanamente!”

“Mi son messo?Credo che tu mi abbia dato una mano.Non credi?Io avevo la mia missione e tu..”

“Missione?Cosa cazzo..Ma quale missione?Volevi far fuori quel il tizio con l’oggetto più idiota che abbia mai visto!Non ce l’avresti mai fatta da solo.Mai!”

“Bè,mi pare che qualcuno sia morto per colpa di quel oggetto idiota no?”

“Ci dobbiamo separare”La ragazza taglia corto.

“No…”Dici tu

Lei estrae una pistola dalla borsa e te la punta alla testa

“Qualcosa mi dice che farai esattamente quello che ti ho detto:dividiamoci”

Tu calchi la tua fronte contro la canna

“Spara,ma che cazzo me ne frega a me.Non mi interessa vivere,non mi interessa la mia vita e figurati quella degli altri.Avanti femminuccia,fammi vedere!”

La donna è raggelata.

“Tutte a me devono capitare “Dice.

Poi si volta e ricomincia a correre

Tu tiri un sospiro di sollievo:cazzo,meno male che non abbia sparato!

 

“Idiota!Idiota!La missione potrebbe finire a puttane perchè uno stronzo di francese ha voluto fare di testa sua!”Max è furioso.

“D’altronde che ti aspetti da un popolo che si vanta di aver tagliato la testa al proprio Re?Indecente,direi”Ridacchia l’agente inglese.

“Però sappiamo dove si trova.Solo che non sappiamo chi cazzo sia quel suo collaboratore.Da dove spunta fuori?”Domanda l’agente israeliano Levy.

“Russi,corpi speciali.Ci puoi scommettere un anno di chiavate con il diavolo durante qualche gay pride infernale,amico!”Informa l’agente americano Cameron.

“Russi?Così la nostra Patrizia è tornata a casa.”Commenta l’inglese.

“Non credo,non ci sono informazioni in merito”Taglia corto Max.Spera sia così.

L’agente Spielberg ,in disparte ,guarda la foto di sua figlia Kimberly.

“Sindrome di down”Dice al suo collega ,Cameron,che l’ha raggiunto al tavolo.

“Uh,ne ho sentito parlare.Un gran casino?”

“Non so,son il padre che vuoi che ti dica?”

“La verità”

“La verità?Bè,è una ragazzina speciale.Lo è per me,magari molti la vedono solo come una sorta di handicappata,un oggetto per la pietà spicciola dei bigotti.Per me non è così”

“La madre?”

“Una tizia di Austin,lavorava in una tavola calda”

“Austin?”

“Austin”

“Bella città”

“Si,certo.Lei sta in una comunità.Costa parecchio,ma ha anche molto.Una famiglia normale nel nostro paese non avrebbe mai certe cose a disposizione”

“I soldi permettono di avere servizi,no?Non siamo dei fottuti socialisti noi.Vuoi una cosa?Comprala.Se hai i soldi compri tutto,altrimenti hai due possibilità:cerca di farli o muori di fame.Mi piace come filosofia,molto.”

“Si,non male.Mi fa solo ridere che la chiamiamo democrazia,quando non lo siamo mai stata.”

“Spilby,cazzo!Chi lo è?Dove la vedi la democrazia?Non esiste.Ora siamo nella fase della Rivoluzione!Noi!Si,si siamo nati da una rivoluzione,ma non vuol dire nulla.Non esiste popolo e nazione più controrivoluzionaria della nostra,forse solo i rabbini del cazzo laggiù,(dice indicando Rosenthal e Levy),sono più controrivoluzionari di noi.”

I due ridono.

“Mi piace la pizza”Dici

“Si vede”Risponde la ragazza

“Da cosa?”

“Direi che non hai un fisico atletico.Non ho mai visto nessuno più ridicolo di te quando corri!”Ride lei.Siete in un appartamento sfitto.Ce ne sono tantissimi nel tuo paese,non lo sapevi.Continuate a girare.Quanto pare la tizia è coinvolta in grossi guai.

“Non serve quello,l’importante è la cattiveria”Rispondi

“Ah,si?Ma se sei una mezzasega che te ne fai della cattiveria?”Colpisci duramente con un pugno il volto della donna.Perde sangue dal naso.

“Che cazzo!”Il calcio ti colpisce in pieno stomaco.Dolore fortissimo e un volo che ti stacca da terra facendoti volare per il locale.Lei si avvicina di nuovo ,per colpirti,rotolando le afferri una gamba e tiri violentemente,la donna perde l’equilibrio e cade.Prima di toccare il pavimento però ti colpisce con un calcio al volto.

“BENVENUTI!!!!!!”Una voce con forte accento meridionale interrompe il vostro idillio amoroso.

Vi rimettete in piedi con il respiro che inciampa tra i denti e il sangue che cola dai volti .

“Grazie!”Rispondete all’unisono.La cosa vi diverte .Ridete.

La donna ha occupato un appartamento abusivamente.Non è la prima volta,è da una vita che va avanti in questo modo.Tanti problemi per avere una casa e tanti che lasciano invenduti,sfitti,i locali.Non è la sola,ci sono anche altre persone.Gente ai margini.Volutamente,e per colpa del destino.Tu li odi istintivamente,tanti africani d’italia cazzo!Lei invece pare coinvolta dai racconti di quelle persone.Ha fatto amicizia con una bambina,(tu la vedi già tra qualche anno a fare la troia durante le celeberrime cene eleganti),passano tanto tempo insieme.Lei ride come fanno gli angeli,quando sta con la bambina.Tu bestemmi come un fabbro del diavolo.Non fai amicizia,ma tutti sono pazzi di te.Gentile,educato,generoso.Perchè ti comporti così con loro.Sei un coglione psicopatico e sentimentale,amico mio.Credo che a hollywood saresti stato un ottimo Martin Riggs.

“Quanti anni hai?”Ti chiede lei

“36”

“Sei più grande di me?Gesù,allora sei troppo in ritardo!”

“In ritardo?Per fare cosa?”

“Figli,matrimonio..”

“Perchè tu?”

“Io?Appena sistemo questo casino.”

“O il casino sistema te”

“Possibile,se io continuassi ad avere un aiutante come te”Patrizia ride forte.

“Ti ho già fatto male una volta,baby,vuoi il bis?”

“Mi hai fatto male,ma io ti stavo uccidendo.Scopri la differenza”Dice serissima lei.

“Minchia che ne sapevo di trovarmi in compagnia di Eden Sinclair”

“Sinclair?Eden?”

“Si,sai..Doomsday”

“Era un mio nome di battaglia,non sapevo che un occhialuto avesse tempo da spendere vedendo film che non siano solo:bergman e menate simili”

“Menate simili?Quello è cinema,cultura.Cioè la capacità di avere senso critico,giudizio,coscienza sociale.Tu…Ma chissa che cazzo di film che guardi”

“Roba forte,americana”

“Fanculo l’america!”

“Eccolo il solito anti americanista d’accatto”

“Ci hanno colonizzato.Non solo con le loro basi di merda,ma anche la nostra cultura,fantasia,immaginazione.Sono i loro sogni e desideri,quelli che sogniamo e desideriamo noi.Ma non perchè sia doveroso o lo si voglia davvero,ma perchè ci hanno fatto il lavaggio del cervello”

Scoppia una lunga e violenta discussione sul cinema,l’america,la vita.

 

“Sicuro?”Dice l’uomo elegante al tizio cencioso e sfatto.

“Si,si,sono da noi.Lei gioca sempre con mia figlia”Dice l’uomo.

“Nei palazzi bianchi?”

“Si”

“Non stai mentendo?Non ti hanno mandato loro?”

“No,no.Voglio i soldi,ce li ho bisogno..Voglio comprare un altro home theatre e degli ipad nuovi.Per questo…”L’uomo non finisce.L’agente inglese gli spara alla testa

“Sottoproletari di merda”Mormora.

 

Patrizia sta giocando con la bambina.Le solite cose da donne eh?Principesse,principi,robe simili.Tu sei stanco di questa merda,ma che ci puoi fare?Hai parlato con la ragazzina del grande cinema di Von Trier,ma lei ti ha risposto che zia Patty le ha promesso che vedranno insieme Spy di Renny Harlin.Ti stai lanciando sulla piccola per farla a pezzi,ma poi desisti.Ti senti stanco,demotivato,la tua intelligenza è una sfiga atroce.Un mondo di idioti per idioti.Ti viene quasi da piangere di fronte a tanta solitudine.

Le risate di Patrizia e della bambina vengono interrotte dalle urla della gente e da colpi di arma da fuoco.

L’inglese spara contro chiunque incontri il suo cammino.Stando sempre attento a non sporcarsi il vestito nuovo.

“Cristo ci manca solo Dellamorte Dellamore!”Urli tu

“Cosa?”Chiede Patrizia

“Quello stronzo non assomiglia a Everett?”Sbotti innervosito.Prendi un paio di forbici e ti lanci in corridoio.

“Ma dove cazzo vai!Tu stai qui,non ti muovere!”Dice Patrizia mentre ti insegue.

“Signori,è l’ora di una cup of tea,per me ..E di morire per voi!”Dice l’agente prendendo la mira

Tu corri come un pirla contro alla tua morte ,se non fosse per Patrizia che ti colpisce da dietro sulla gamba sinistra facendoti perdere l’equilibrio.Tu cadendo perdi le forbici,lanciandole alla cazzo di cane.

“Non ci posso credere!La cosa più rid..”L’inglese non finisce la frase.Le forbici lo colpiscono al cuore.

“Mi avete sporcato il vestito..bastardi!”mormora morendo.

Così ora sei in compagnia di due donne.Non una sola.Sopratutto due donne,con una -giovanissima-che piange e si dispera per la morte dei genitori.

“Tuo padre,quello stronzo,ci ha venduti ok?Impara questo verbo:vendere.Perchè tra meno di due anni tu venderai te stessa al primo stronzo che passa.E magari sarò io!”Urli

“Che bastardo,ma tu stai davvero male!Davvero!Non hai un minimo di umanità?”

“Per chi?Per loro?Sono spazzatura!”

“E tu?”

“Io?”

“Si,tu…”Dice Patrizia prendendo per mano la bambina e andando verso la stazione.

“Tu non vieni?”Chiede la bambina

“No,non ora.Ho da fare una cosa..”

“Poi?”

“Forse.Ora tu vai,tua nonna ti sta aspettando..”

“Se il padre se la stava vendendo,figurati una vecchia rincoglionita!”Dici.

“Cazzo,ma vuoi rovinare il mio momento di commozione?Lo fai apposta da primadonna sclerata che non sei altro!”Patrizia è a dir poco incazzata.

“No,dico solo che questa gente è abituata così.Però:piccola ,ascoltami,ci rivedremo in un mondo migliore.Cioè senza America e Israele,ma con tanta DDR ok?Ora vai va!”Spingi la bambina sul treno.Patrizia sta piangendo in silenzio.Giri velocemente la testa da un’altra parte.Prima che incominci a riscoprire quella sensibilità che maldestramente cerchi di sopprimere.

 

 

“Due nostri uomini ammazzati.Due tra i migliori,e quanto pare non dalla vostra Patrizia Lucescu,ma da uno sconosciuto.Un vero professionista.Russo?Già ci stanno facendo saltare i nostri piani in Siria,non vorrei che abbiano a loro disposizione un’organizzazione come la nostra.”Il capo è furioso e se la prende con il povero Max.

“Non ho idea.Nessuna.So solo,che ieri hanno rapinato quattro armerie.Nelle vicinanze del luogo dove Patrizia si è nascosta.Questo significa solo una cosa”

“Cosa?”

“La guerra è cominciata ,e in confronto la seconda guerra mondiale è stata solo una passeggiata di salute!”

 

 

Ore e ore ad esercitarvi a sparare.Lei ride spesso di te perchè hai una mira che fa quasi pietà alla pietà pietosa.In campagna la vita sembra sorridervi.Patrizia parla della bambina,spera che non le facciano del male.Ha voglia di rivederla,forse adottarla.Tu pensi ad altro,quando attacca queste seghe mentali sentimentaliste.L’eccitazione prima dell’apocalisse,ma anche nostalgia per una vita tuttosommato normale e decente che ,ti sei accorto,hai abbandonato scioccamente per sempre.

“Cosa farai dopo?”Chiedi alla giovane donna

“Dopo?”

“Si”

“Farò quello che cerchiamo di fare tutti,da quando il mondo è stato inventato”

“Cioè?”

“Vivere”

“Vivere?”

“Vivere”

“Solo questo?”Chiedi

“Ti pare poco?Sono stanca di uccidere.Voglio vivere.Una casa,una famiglia,la noia della quotidianità.Tutto questo per me è meraviglioso”

“Ti accontenti di poco”

“Poco?Perchè tu…”

“Non lo so,non voglio niente.Ecco,non mi dispiace questo concetto:niente.Costa poco,impegna ancora meno”

La nonna è una vecchia acida e insopportabile.Non le ha mai prese così tante in vita sua.Vuole che faccia compagnia a signori di una certa età.Talora elegantissimi,altre volte sporchi e orripilanti.Lei si ribella e le prende.Tutti i giorni.Così si è arresa una volta,due volte,tre volte,ora ha perso il conto.

“Lei non è di queste parti,viene dal nord..Vero?”Domanda la vecchia a un signore dall’aspetto per bene.Occhialuto,barbetta ordinata,naso “importante”

“Si,si sono nuovo da queste parti.Non sono italiano”

“Ah no?”

“No.Americano”

“Americano?E pensare che l’avevo preso per bergamasco!Comunque,si accomodi.Lei è pronta,la sta aspettando in camera.”

“Dove?”

“In fondo al corridoio,la prima porta a destra.”

“Di solito tengono il bagno lì”

“Già,ma a quelle come me ,è la sinistra che ci fa cagare!”La vecchia ride sguaiatamente.

L’uomo si sta infilando un paio di guanti scuri.

“I guanti?”

“Si,sono importantissimi”

“Per cosa?”

“Per non lasciare traccia”Detto questo Spielberg spara in testa alla vecchia .

La bambina,pregando sottovoce,aspetta il prossimo “gentile signore”.Prega che faccia in fretta e furia,e che se ne vada subito.Senza dire niente.

La porta viene abbattuta con un calcio.L’agente americano entra e l’afferra.

“Ti porto via di qui,vedrai starai meglio”Le dice.E lei ,come tutti noi,crede alle solite bugie in salsa yankee.

 

“Potremmo vivere qui”Dice Patrizia.

“Qui?In mezzo alla merda ,agli insetti,nel nulla?”Ribatti

“Certo.”

“Bè,questo non fa per me.Io sono un tipo che vive a Pechino,Damasco,Mosca,le grandi capitali.Oppure Pyongyang”

“Pyongyang?”

“Amo il NordCorea.Patria socialista che gradirei veder conquistare il mondo”

“Democratico!”

“Tu ne sai qualcosa no?Hai ucciso tanti innocenti per esportarla!”

Patrizia sta zitta.

“Orribile”Mormora a bassa voce.

 

“Ora abbiamo la bambina.Potremmo usare lei come esca,non credete?”Dice Spielberg ai colleghi.

“Bella idea,una sorta di scudo umano no?”Ridacchia Levy

“Una cosa simile,si “Concorda l’americano.

“Non lo so,non mi piace che paghi questa piccola.Io devo ammazzare la mia allieva migliore,ma non fare morire…”

“Max stai diventando troppo sentimentale.Te ne stai accorgendo?”Sbotta Cameron

“Già,sto diventando vecchio.Sono troppo vecchio per queste stronzate”

I ricordi ,qualcuno invecchiando li perde per strada.Altri ne sono succubi,schiavi.Rivede facce e persone che avrebbe tanto desiderato dimenticare.Uomini normali e giusti che ha ucciso per una causa che non è nemmeno una vera causa,ma solo colonialismo imperialista assassino e di rapina.Un volgare rapinatore di banche,anzi no ..Peggio!Costantin lo tormenta.Lo rivede ,lo risente,nella sua testa e nel suo cuore.L’ha ucciso perchè non si era fatto comprare.Un comunista solido e robusto,come tantissimi.Travolti dai falsi venti di cambiamento.Ora deve eliminare anche la figlia.Non se la sente,ma che potrebbe fare?Troppo vecchio per cambiare vita,troppo vivo per trovare la pace.

 

Echi di spari.Vi allenate con costanza e volontà tutti i giorni.La tua mira è lievemente migliorata,ma non molto.Parlate tanto tra di voi.Due figli unici che han trovato una sorella e un fratello,anche se talora vi ammazzereste.Siete una strana famiglia,una piccola banda di maltrainsema,che comunque funziona.

“L’abbiamo localizzata”Informa Levy

“Dove?”

“Qui.”Dice mostrando a Max una cartina.

“Nel bel mezzo del nulla.”

“Già”

“Bè,signori.Spero sia l’ultimo atto,davvero”

 

“Sveglia!”Patrizia ti sta strattonando,mentre tu vorresti continuare un piacevole sogno assolutamente maschile:una doccia calda con Rhona Mitra.

“Cosa?”

“Qualcuno”

Cerchi di avvertire dei rumori,qualcosa.Niente.Sei leggermente sordo,dopotutto.

“PATRIZIA!SONO MAX!”

“Max…”Mormora la donna

“Chi è?Un amico?”

“Qualcosa del genere”

“ESCI,ABBIAMO QUALCOSA PER TE”Poco dopo senti una portiera che si chiude violentemente.Guardi Daniele,il ragazzo sta afferrando il suo Ak -47 e si mette accanto alla finestra

“PATTY!!!!”Senti la voce di quella bambina,di quel piccolo miracolo di amore e pace nella tua violenta e turbolenta vita da assassina.

Prima di capire cosa stia succedendo,sei fuori dal cascinale e stai correndo sul prato.

Un gruppo di uomini.Cinque.Più Max.Lo hai riconosciuto.D’altronde è l’uomo che hai frequentato maggiormente nella tua vita.

“La troia ci è cascata”Ridacchia Rosenthal

“Già”Conferma Spielberg

“Tenetela su bene,non deve capire che è morta.Tenete sotto controllo il registratore”Dice Max.

“Lasciatela andare.Non ha fatto nulla.Prendete me,ma non lei”Dici trattenendo a fatica il pianto,la voce spezzata.Come quando crollano le speranze.

“La vuoi?”Dice Cameron

“Si”

“Eccotela”La bambina viene lanciata contro di te.Inciampa.Tu corri per farla rialazare.

“Non puoi farla alzare.L’abbiamo ammazzata.E siccome era diventata anche una bravissima troia ce la siamo fatta.Tutti.”Spielberg ridacchia ,con gli altri, dicendoti queste cose.

“No,no…non vero.Lei è viva..Viva!!!!!!Avanti,avanti,dai tesoro..Piccola,piccola,dai per favore!”Piangi,spezzata,distrutta.

Levy ,sputando tabacco per terra,si avvicina a te.Tiene una pistola in mano.Senti il metallo contro la fronte.

“Avanti,spara.Fallo subito,perchè altrimenti ti farò soffrire soffrendo nel fottuto inferno della sofferenza”Lo minacci,ora sei pronta ad agire.Nessuno uscirà vivo.

Lui ride.Non ti prende sul serio.

Tu gli afferi il braccio e glielo spezzi.Dalla carne fuoriesce l’osso.Prendi la sua enorme testa di cazzo sionista tra le mani e gli spingi il cranio contro l’osso fuoriuscito.Senti l’occhio sinistro che si buca e squarcia mentre l’osso perfora la testa

In un momento scoppia l’inferno e il panico.Il primo lo offri gentilmente tu,il secondo è solo loro.

Sparano come degli invasati mentre tu ti ripari dietro il cadavere del sionista.

Due agenti di origine dell’arabia saudita e del qatar muiono con la testa che esplode in mille pezzi.Daniele!Lo vedi,uno spettacolo che non vorresti mai perdere al mondo,mentre corre e spara,ma sopratutto inciampa ,armato con il suo ak-47

“E quello è l’agente segreto russo?”Ride Max.

Rosenthal e Cameron cercano rifugio salendo sul Suv dotato di vetri anti proiettili .Spielberg e Max si nascondono dietro agli alberi.Voi ve ne fregate.State all’aperto.

“Vuoi una sigaretta?”

“Non lo so,dicono che accorcino la vita.”Risponde Daniele.

“Hai ragione,ma questo è il momento in cui noi due ce ne freghiamo di tutto e andiamo incontro alla morte.Ai condannati si offre sempre l’ultima sigaretta.”

“Va bene,dammela”

Fumando le vostre sigarette ,vi sorridete.Tempo di andare e sia quel che sia.

“Avanti,investili!Investili”Urla Cameron a Rosenthal.Il suv divora il terreno con la forza cieca dei ganassa.

“Ora?”

“No,ho un piano”Dici a Daniele

“Un piano?”

“Si”

“Quale sarebbe?”

Il suv è a pochi centiemtri da voi.Patrizia si sposta leggermente e accende un cerino strusciandolo contro la portiera.

“Questo!”Dice passandoti un candelotto di dinamite,che teneva nascosto sotto il suo giubotto.

Terrore e divertimento ti scorrono nelle vene.Meglio che far fuori quel terronazzo pelato !

Il Suv fa retromarcia

I due agenti all’interno ridono.Convinti di avere la meglio.

“Buttala!”Urla Patrizia.

Tu aspetti,vuoi assaporare questo momento di gloria.Quanto tempo l’aspettavi.

“Ingoia questo,mangiamerda!”Tu lo lanci con forza centrando il vetro posteriore.

Il suv esplode in mille pezzi.

“Bel col..”Non finisce la frase ,lo spostamento d’aria fa volare quel pirla di Daniele.Mentre sta cascando ,però ,spara al volo a Spielberg .Il quale ha abbandonato il rifugio dietro agli alberi e sta sparando come un invasato contro di voi. Le sue rotule si sbriciolano sotto la potenza dei proiettili.

Tu avanzi verso di lui.Arrabbiata,incattivita.

Lui striscia sull’erba ,vuole prendere la pistola prima che tu lo raggiunga.Daniele gli spara alle mani.L’agente americano urla.

Lo afferri per i capelli.Lo vuoi vedere bene in faccia,l’uomo che ha fatto male alla tua bambina.

“No…non ho fatto nulla..ho una bambina anche io..Non ha altri che me..Ella è down,ha bisogno di me..”Piagnucola l’uomo.

Daniele ti lancia l’ak-47.Tu lo prendi al volo e poi senza un secondo di pausa colpisci violentemente la faccia dell’americano con il manico del mitra.Senti le ossa che si spaccano,vedi la sua faccia spappolata.Poi svuoti tutto il caricatore su quella bestia.Ipocrita e schifoso,come la sua nazione .

“Max”Dici

“Eccomi qui.”

“Dovrei dirti che mi dispiace?”

“Immagino,ma non lo pretendo.”

Ti giri tenendo il mitra ben stretto nelle mani.

“Ho ucciso tuo padre,e tante altre brave persone.Sono stanco.Troppo.Avanti,sparami”

Tantissime immagini di tempi lontani corrono impazzite nella tua testa.Max è stato come un padre,in una maniera del tutto soggettiva e relativa,vi volete bene.

“Mi dispiace,sono stanca anche io.Volevo solo vivere.Capisci?”

“Non credo,la mia vita consisteva nel toglierla agli altri.Non ho fatto altro”

“Bene,spero allora che mi comprenderai”Dici mentre spari contro l’ultimo legame con il tuo passato.

Il corpo del vecchio è stracciato,squarciato,devastato,dai proiettili.Poi cade per terra

Per un secondo, ti pare di vederlo sorridere.

 

 

 

 

DIECI ANNI DOPO

Il lavoro come cassiera al supermercato non ti fa impazzire.Ma è normalità,vita tranquilla,quotidianità.Stai frequentando un ragazzo,forse..

Di notte qualche volta hai gli incubi,ma stanno passando.La vita comincia a scorrerti nelle vene.

Un giorno stai mangiando,tempo di pausa,quando un tizio si siede al tuo tavolo.Davanti a te.Lo riconosci :Daniele.

“Hai letto?”

“Cosa?”

“Causa cavillo un boss della mafia in libertà”

“Allora?”

“Allora?”

“Si,non capisco..”

“Abita in questa zona.”

“Quindi?”

“Perchè non fargli una bella festa di benvenuto?”Sorride lui.

Da qualche parte,nella tua testa e nel profondo del tuo cuore…Sei contenta di ricominciare!

 

fine

 

M-IL CACCIATORE DI MORTI

11 Giu

 

M-IL CACCIATORE DI MORTI

Un vento radioattivo e pestilenziale alza pigramente la polvere dalla strada.La porta del bar cigola e sbatte pigramente,come se fosse questione sessuale tra due ottantenni.La luce fioca,illumina l’interno di una povera e triste osteria.Pochi tavoli,poche sedie,ancora meno clienti.

Carlo Rambaldi non sa che fare,barista da una vita.Anzi,a ben pensarci,nato in un bar.Abbandonato da qualcuno che aveva una vita troppo misera da condividere con altri.Se ci pensa , ironicamente, scopre che ha vissuto sempre tra la cassa e la macchina del caffè.Cazzo che vita! Eppure è vivo.Non una cosa da poco ,visto i tempi.

Un rumore lo riporta nella grigia e monotona realtà.Sul piattino dei resti gira una moneta e pare non abbia intenzione di fermarsi.Davanti alla porta un uomo.

“Una birra”

“Uh..certo!E magari ha una marca che preferisce”Ironizza il barista.

“Quella che mi gela l’inferno che ho in gola”Risponde lo Straniero.

“Bella risposta..Abbiamo Tarantino in persona .Oggi!”

L’uomo si avvicina al banco e si siede.Ha un paio di occhiali da sole ,indossa un cappotto lungo e scuro-con questo caldo del cazzo,pensa Rambaldi- capelli brizzolati.Una faccia conosciuta.

Lo straniero prende un sigaro e se lo accende,aspirando ampie boccate di fumo rigorosamente rivoluzionario from cuba.

“Ehi bello,non leggi?Vietato fumare”

“Ah,si?”

“Si”

“Dice che è vietato fumare in locale pubblico,ma dimmi:barista,il pubblico dove cazzo sta?”

“Il pubblico ?Ci sono io e loro!”Dice Carlo,indicando un poster attaccato e sconfitto dal tempo.

“Loro?”

“Si,loro.Hai presente il 2010?Scudetto,coppa italia,coppa campioni?”

“Davvero?E di cosa stai parlando?”

“Come????Di cosa?Ma che cazzo!Ehi,ti parlo dell’unica squadra nel mondo che ha fatto quello che ha fatto ok?”

“Interessante.Dovevano essere dei grandi,no?”

“Più grandi dei fottutissimi giganti,cazzo!”

“Forse ne ho sentito parlare”

“Leva il forse,stavano ripetendosi se…”

“Ok,basta così.Ti ho pagato no?”Interrompe bruscamente lo Straniero.

“Certo!Certo!”Ribatte stizzito il barista.

L’uomo si alza e si dirige verso la porta.Una volta lì,si gira.

“Un anno che ho sempre nel mio cuore e nella mia anima.Peccato che i morti ci hanno rovinato la festa per il secondo triplete.”Dice lo Straniero sorridendo a Carlo.

Rambaldi rimane di sasso.Mourinho è vivo!E lotta insieme a noi.

 

 

“E così tu sapevi dove andare?”Chiede l’occhialuto piccolo all’occhialuto grande.

“Avevo calcolato..”

“Calcola le mie balle,va!Zone incontaminate non esistono.Non solo,qui non c’è nemmeno la Milizia a difenderci e noi cosa siamo?”

“Come?”

“Dico:ehi,cosa cazzo siamo?”

“Vivi”

“A parte questa sfiga.Dai!La sfiga delle sfighe..su!”

“Ne abbiamo così tante…Posso scegliere?”

“Minchia,ok!Te lo dico io:siamo occhialuti!Geni incompresi,guerrieri del pensiero e dittatori della poesia,ma inutili come uomini di azione.Ora me lo spieghi come possiamo sopravvivere ai morti?”

“Milano ha una zona incontaminata.Te lo ripeto.Esistone due zone in quello che una volta era l’Europa che sono incontaminate,ok?”

“Il Danese te l’ha detto,vero?”

“Si Lars mi ha parlato di Zentropa..”

“Quello è un sadico figlio di puttana.Dici Von Trier e dici :tortura e morte infame.Ora starà sghignazzando credi a me.”L’occhialuto piccolo si alza dal marciapiede e si mette in mezzo alla strada.Non c’è anima viva.I morti dormono?

“La generalessa Lucy Skywalker vedrà che manchiamo no?”

“Lei odia gli occhialuti,sopratutto quelli snob come te .Testa di cazzo,non verrà nessuno a salvarci ok?”Il piccolo puffo quattrocchi nota che il cielo si sta oscurando.Piove, e non pioggia normale:radioattiva e acida.Tocca trovare un rifugio ,al più presto.

“Trova un rifugio”

“Perchè?”

“Pennellone,cazzo la pioggia!Vuoi liquefarti qui?”

I due si mettono a correre,(bè a camminare per i normali,correre per gli intellettuali da biblioteca quali questi due),disordinatamente e pigramente cercando un posto.

“Ecco,li quella casa!La porta è aperta,ma è una casa!”

Il piccolo,diciamolo,è più sveglio e trascina il compagno dentro il rifugio.

“Dormiamo qui,ok?Poi ci mettiamo in viaggio.”

“Va bene Achille”Dice lo spilungone occhialuto

“Certo,Simone,che deve andarci bene!Cosa cazzo pretendi?”

“Chiamami Ken.”

“Cosa?”

“Pretendo che mi chiami Ken.Come il guerriero.”

“Guerriero?”

“Si,come lui”

“Santo cielo!Noi siamo sopravvissuti solo grazie alla Milizia di Lucy Skywalker ok?Senza di lei e senza i suoi soldati,cosa saremmo?Morti viventi.Tu non hai niente di Ken.”

“Era il mio cartone preferito.”

“E il mio la clinica dell’amore,va bene?Ora dormiamo.Cioè,tu prova a dormire e io faccio la guardia.”

“Ok,Achille”

“Non chiamarmi Achille!”

“Come…?E come ti dovrei chiamare?”

“Semir!Come lo sbirro di Squadra cobra 11”

 

 

Cosa è caduto?Un rumore distante,eppure chiaro.Achille apre gli occhi faticosamente.Simone dorme,bella guardia del cazzo.

Mezzo rincoglionito dal sonno,si alza faticosamente dal pavimento.Tonf!Di nuovo.Allora il rumore è reale.

Deglutisce ,che altro fare?Con la mano cerca di svegliare il suo amico.Cavoli se ha un sonno pesante quel bastardo.

Tonf!Ancora.Un passo.Pesante.Trascinato.

“Aveva ragione Romero.I morti non corrono.Camminano.Lentamente,ma camminano.Sono tanti e affamati,per cui quando sentite un rumore come questo:Tonf!Sappiatelo:è il passo della morte e voi siete fottuti!Sopratutto se siete due occhialuti come quei due in ultima fila!”Dice Lucy Skywalker indicando Simone e Achille.

“Cazzo..”Mormora l’occhialuto piccolo.

Tonf!Sempre più vicino.Nell’aria odore di morte e decomposizione,sono qui.Sono fottutamente qui!

Si,si,la generalessa parlava di armi da cercare e che alla fine basta che si spacchi la testa a quei bastardi.Solo che lui stava sognando di zigzagare sulle strade di colonia nei panni di Semir e quel coglione del suo amico di sconfiggere suo fratello Raul.Dannata tv!Ci farai sbranare dai morti!

Eccolo!Un vecchio in ciabatte ,la spalla è staccata e ci sono dei vermi che fanno una manifestazione su di essa,talemente sono tanti,una ferita alla gola,(squarciata), e un paio di orribili ciabatte ai piedi.Si avvicina verso i due.

“SIMONE!”Urla Achille

“Chiamami Ken ,cazzo!”Risponde nel sonno l’amico

“SIMONE CAZZOOOOOOO!!!!!”

L’occhialuto alto si sveglia di botto e si ritrova il viso ghignante del morto a pochi centrimetri dal suo viso.

Urla.Il morto mette le sue mani sulla testa del povero occhialuto e si avvicina per mangiargli il viso.

Sente già i denti del mostro sul naso.Il suo dannato nasone del cazzo.

Poi succede qualcosa..I due aprono gli occhi e vedono uno Straniero che tiene il suo ginocchio sullo stomaco del vecchiaccio zombi,mentre con l’altra mano ,impugnando un machete , preme sulla gola del mostro .Fino a staccargli la testa.

Il locale è stracolmo:tutta la Milizia è presente.Nessuno vuol perdersi la gara di braccio di ferro tra la Generalessa Lucy Skywalker e i suoi uomini .Gli uomini in divisa gridano,bestemmiano,puntano,mentre lei tranquilla mette fuori combattimento il settimo dei suoi Legionari.Sigaro e bicchiere di whisky,tranquilla aspetta il prossimo sfidante.Domanda al suo assistente Frank Costello quanti cazzo di soldi stan facendo quella sera.”Tanti!Un fottuto diluvio universale di fottutissimi soldi,Generale!”Dice lui.

Oh,eccolo :Ursus!Un capolavoro di gigante,tanto forte e muscoloso,quanto infantile.Lo chiamano Alex l’ariete perchè lo mandano sempre in prima fila a combattere i morti e le bande,che da decenni ormai imperversano per le città-stato.

A fatica,cercando di farsi spazio tra quei giganti,arriva il segretario del Presidente di Stalingrado,come avevano ribattezzato ormai da anni quella che una volta era Roma,ha paura di quelle bestie sempre agitate e preferisce stare comodo nella stanza della politica e della teoria con il Presidente.

“Oh,cazzo!Eccolo che arriva.Nascondi i soldi”Mormora Frank a Lucy.

“Cosa??”Chiede lei mentre è impegnata a spezzare il braccino a un suo uomo che non vuol cedere assolutamente

“Il segretario del Compagno Commissario Davidovic Vessarionovic Berjia”

“Merda!Gli occhialuti fottuti!Non potevano mangiarli tutti!”Lucy lascia di scatto la mano del suo Legionario che pesantemente sbatte sul tavolo.

“Generale P..”Dice il segretario

“Skywalker!Generale Lucy Skywalker”Ribatte duramente lei

“Come?Ma..Lei sa cosa pensa il nostro Compagno Presidente…”

“Davidovic Vessarionovic Berjia”Rispondono in coro ridendo i Legionari.

Il segretario diventa rosso di collera,oltre che di sacro comunismo,ma decide di lasciar correre.

“Lo so cosa dice.Lo diceva ancora prima dell’invasione dei morti e lo dirà fino al giorno che creperà.Nessuna immaginazione solo realismo rivoluzionario,è il suo fottuto slogan del cazzo .Noi siamo soldati,noi combattiamo,noi facciamo il culo ai nemici di Stalingrado.Quindi il Presidente le regole le ricordi ad altri e non a me!”Riprende polemica la generalessa

“Le leggi dello Stato…”

“Ehi,ma sei sordo o che?Cosa cazzo vuoi?”

“Una missione.L’Amato Compagno Presidente vi affida una missione.”

“No,ma come?Cosa cazzo!Lo fa apposta eh?Arriva …Ma Santo Romero,cazzo lo sapeva che giorno è oggi o no?Certo che lo sa.Oggi chi arriva?”Chiede Lucy ai suoi uomini

“Rhona!”Rispondono in coro.

“Ecco,lei è qui per me.Non per …Maledetto fottuto occhialuto!Mi manda in missione così può fare il Galletto!”

“Si moderi!Si moderi!Lei sta parlando del nostro Amato Presidente !”S’infervorisce il segretario.

“Oh,io al tuo presidente del cazzo ho salvato la vita,ok?Lo sai?No?Bè,per forza quello sarà il prossimo racconto.Ora dimmi che missione sarebbe?”

“Zentropa”

“Cosa?”

“Una zona libera e incontaminata”

“Dove?”Chiede Lucy

“Proprio questo deve scoprire”Risponde il segretario

“Ehm…Ma Zentropa,quella …Si,quella Zentropa?”Chiede Frank

“Quale ?Cioè,cosa intendi con quella?”

“Segretario,segretario.Cazzo lei è l’uomo fidato del Presidente e non sa cosa significa Zentropa?Chi venera il nostro Amato Compagno ?”Domanda innervosito Costello

“Stalin”

“E poi?”Chiedono in coro Lucy,Frank e i loro uomini.

“Mourinho”

“E POIIIIII?”Urlano in coro i soldati

“Ah,Von Trier!”

“Dannato Danese!Lo stavo ammazzando e lui…”Pesta i pugni sul tavolo la generalessa Skywalker.

“E allora?”Il segretario non ha capito un cazzo.

“Una casa di produzione.Non esiste altro.Lars però per puro sadismo mette in giro voci su un paradiso terrestre che si chiama come la sua ex casa di produzione.Quindi…Ehi chi punta contro Lucy?”Urla Frank.Gli animi si accendono.

Il segretario viene del tutto ignorato.

Poi la porta si apre ed entra il Presidente.Il silenzio cala nel locale.

“Lucy,quando vuoi…Mi pare che IO ti abbia affidato una missione”Ruggisce il Piccolo Padre della Repubblica Socialista di Stalingrado.

“Missione?Si,ce ne ho una:Rhona.Lo sai che intendo?”

“Vuoi fare un nuovo giro nel Gulag Centocelle,o preferisci soggiornare nel Laogai Testaccio?Dimmelo e nel nome della nostra vecchia amicizia ti accontenterò”

“Bastardo, sei anni per spaccio di materiale fantascientifico!Ok,cosa cazzo dobbiamo fare?”

“Due uomini: Simone Deodato e Achille Fulci sono scappati.Quanto pare stanno andando a nord.Cercano Zentropa.Trovali,riportali.”Ordina l’Amato Compagno Presidente.Poi si volta e lascia il locale.

Achille è furioso.Simone vuole a tutti i costi tentare di trovare la zona incontaminata.Il suo amico ,lo spilungone,è quello che ha maggiormente assorbito la storiella sull’immaginazione e il suo potere che tanto è stata propagandata da certe generalesse.Il piccoletto invece è un Realista convinto come vuole la dottrina di partito e il suo Amato Compagno Presidente.Si sono salvati per culo,l’altra sera.Lo sanno.Per questo Simone vuole cercare lo Straniero che ha salvato a loro la vita e poi ingaggiarlo per portarli a Zentropa.

Si fida di Lars,che pirla!

“Non c’è niente.Tranne :pioggia acida,un sole impazzito che ci vuole ustionare,una notte che non scende mai,i morti e i maniaci.E i cani che mangiano i morti,prima di accanirsi su di noi.Questa è la fine.Dovevamo stare a Stalingrado.Il Compagno Davidovic Vessarionovic Berjia sta costruendo uno stato rivoluzionario!Invece il cretino si lascia infinocchiare dalle storie..”

“No,non è finito.Non può finire,qualcosa..Magari non proprio come ce l’hanno raccontata,ma qualcosa esiste!Non possiamo vivere miseramente.L’uomo non può e non deve farlo!Dobbiamo sopravvivere!E per farlo:immagina,sogna,crea con la tua fantasia…”

“Inganni borghesi!Inganni!”Achille è davvero furioso e raccoglie da terra dei sassi che lancia contro il suo amico.

A parte il vecchio della notte precedente,non avevano incontrato nessuno.Un lungo viaggio che li aveva sfiniti,ma intorno l’immobilismo della noia,della fine,dell’apocalisse.Niente.Come se anche i morti si fossero annoiati.I Navigli sono prosciugati e la città silenziosa.La zona incontaminata dove sarà?

 

 

Con calma lo Straniero fuma il suo sigaro.Eccoli,stanno ciondolando per la piazza del Duomo.Una volta si muovevano in branco ed erano pericolosissimi.Se li ricorda quando entrarono nello stadio.Rammenta con sofferenza quei lunghissimi minuti di violenza e cannibalismo.Tutta la sua squadra si erano mangiati.Dell’altra e del suo allenatore non vuole ricordarsi,non importa.Ma la sua squadra!Avrebbe rivinto la Champions League,per la seconda volta con L’Inter.Battendo quell’armata di coglionazzi in maglia bianco e nera.Invece…Ricorda il fuggi fuggi generale.Giocatori divorati da cadaveri in putrefazione.Lui si era salvato.Non poteva e non doveva morire!Troppo grande la rabbia!Come osano costoro rovinare la sua Leggenda di Vincitore?

Per questo da anni vagava per le città e il mondo con un unico scopo:distruggerli tutti.

Poggia per terra la sacca.Apre lentamente la cerniera ,ed estrae una grande e possente Motosega legata sopra un ak-47.La caccia è aperta!

La testa del morto esplode in mille pezzi,i suoi compari continuano a pascolare ignari della fine che faranno tra poco.

Braccia e gambe che saltano,stomaci squarciati,teste che esplodono.Poi una volta finite le munizioni,è il tempo della Motosega!

Dopo cinque lunghissime ore di massacro Lo Straniero si ferma.Stanco,svuotato,senza soddisfazione.”Avrei vinto ancora la Champions”pensa.Poi si abbandona per terra e spera che il sogno gli sia amico e fratello.E non se lo voglia inchiapettare con qualche fottuto incubo.

 

La scritta GELSEMINI O GETSEMINI,non riesce a vederla bene, si illumina e spegne con regolare irregolarità.La seconda E è una bella parata di lampadine bruciate.

Sotto la collina verdeggiante e satura di profumi meravigliosi vi è una lunghissima tavolata.Tra Coppe d’Oro ricolme di vino pregiato e ogni forma di ghiottoneria ad arredare la tavola,la compagnia di “banchettieri” se la spassa.Cardinali,vescovi,dieci papi ,generali,uomini di affari.Tutti a ingozzarsi come bestie.

Sulla collina ,che ora nota essere di pessimo cartone,un giovane hippy si dispera.Dice che non si farà crocefiggere per lasciare che il suo nome venga sputtanato da quella gente.Poi smette di dannarsi e si gira verso di lui.

“Sei qui?Sei davvero tu?”Il capellone frichettone si asciuga le lacrime e gli sorride.

“Non avrebbe mai giocato con me”Pensa M nel sogno.

“Eccola..Eccola è tua!L’avresti vinta di nuovo tu!La coppa campioni!”Il tizio si avvicina alla Leggenda tenendo malamente tra le mani martoriate una pregiatissima Coppa dei Campioni.

“Mia!Essa è e sarà sempre mia!”Precisa arrabbiato M

“Si,si,ma quelli..Loro hanno portato il contagio.Come sempre loro hanno distrutto le mie parole e quello che volevo per l’azienda mondo.L’Ingegnere Padre si è incazzato !Non hai idea!Ora ,io ti darò questa coppa…Ma tu devi ripulire il mondo!”

“Lo farò!”

“Bene:Vai!Spazzino di Dio e fai pulizia”Dice il cappellone hippy lanciandogli la coppa.

M l’afferra al volo,ma ora nelle sue mani non ha un trofeo:ha una motosega.Si volta verso il banchetto e li vede!I morti vestiti da uomini di patria,affari ,dio,stanno divorando una povera fanciulla.Viva.Strappando brandelli di carne,maledetti bastardi.

“Ehi voi!!Non dovevate invadere il mondo prima della conclusione della partita!”Esclama M.

Si avventa come la fine del mondo sul gruppo di zombi facendoli a pezzi,Segando mani sante e pederaste e infilando nel culo santo degli uomini di religione la sua arma di distruzione ,squarciandoli e distruggendoli.

Una mano,qualcosa,sulla faccia..Lui continua a farli a pezzi con la motosega mentre il cappellone con le mani indicando il suo pacco dice agli zombi:beccatevi questo!No Vatican!No Vatican!

Ma la mano,qualcosa,insiste.Noooo!Un sogno!Eccolo di nuovo sveglio.

“Te lo dicevo che era lui!”Sbotta gioioso uno spilungone occhialuto.

 

L’ufficio del Caro Leader è quanto di più spartano ci possa essere nel mondo.Una scrivania,due sedie per gli ospiti , un attaccapanni sempre sprovvisto di panni appesi,una sorta di armadietto pieno di documenti.Sulla scrivania poche foto.Ricordi vecchi di tempi, ormai svaniti.

“Bene,questi sono i documenti che ti serviranno”Dice L’Amato Presidente alla sua Generalessa .

“Cosa sono?”

“La strada fatta dai fuggiaschi,i contatti,robe così.”Spiega lui.

“Non capisco a cosa possa servire.Mi hai fatto scontare sei anni di rieducazione per spaccio di materiale fantascientifico e poi te ne esci con questa cazzata su Zentropa.E guarda che tutti lo sanno che sia una grande cazzata.”

“Un Ordine.Del Partito e sopratutto Mio.Niente discussioni.Dobbiamo diventare più forti,ampiare la nostra potenza economica,dobbiamo dare ai nostri compagni una vita migliore.Ci siamo riusciti?”Domanda lui con una piccola nota di amarezza nella voce.

“Si,credo di si.”Lei getta uno sguardo veloce verso una foto incorniciata posta sulla scrivania del Caro Leader.

“Ricordi?”Chiede sorridendo all’uomo.

“Cosa?”Ribatte distrattamente lui.

“Dove abbiamo fatto questa foto”

“Quale foto?”

“Questa”Sottolinea lei indicandola

“Ah,si…Si.”Taglia corto lui.”Bè,come dicevo ti ho assegnato :trenta arcieri,trenta balestrieri,dieci del reparto motorizzato.Il tuo cavallo,quello con quel nome così stupido!”

“Paul Ws Anderson?Ma come cazzo osì!”Sbotta Lucy

I due ridono di gusto.Sembra per un momento di essere tornati come tanti anni fa,prima che un sottile gelo li separasse.Una con i suoi uomini a combattere e far ganassate,tamarrate clamorose.L’altro ormai chiuso nel suo austero ufficio,con il suo direttivo a creare le regole e farle rispettare.Lei per un momento si sente gli occhi lucidi,pensando a cosa hanno perso,lui se ne accorge e guarda oltre.

“Ti ho fatto riparare anche la tua Christine,la mitragliattrice funziona.Credo che ora dovresti radunare i tuoi uomini e poi partire immediatamente.”Taglia corto lui e poi la congeda con un saluto militare.Lei vorrebbe stringergli la mano.Una volta le loro riunioni erano diverse.Una volta tanto tempo fa.

Appena uscita dalla stanza,Davidovic prende la foto che aveva attirato l’attenzione di Skywalker tra le mani.Loro due sorridono allegri e forti brandendo nelle mani delle armi:lui una mazza chiodata e lei una motosega.I loro piedi sono appoggiati sopra uno zombi massacrato.Il loro primo morto vivente distrutto,la volta che lei gli aveva salvato la vita.Il brutto dei ricordi è che sanno farti molto male anche a distanza di tempo.Automaticamente pigia il tasto per chiamare il suo segretario.

Meglio buttarsi nei suoi ambiziosi piani politici.

Lo Straniero è stanco.Ha usato tutti i modi possibili e immaginabili per togliersi dai piedi quei due rompipalle e niente!Sopratutto lo Spilungone!Continua a blaterare di una zona incontaminata,pare persino che scenda la notte di tanto in tanto.Cazzate.Lui nemmeno li ascolta.Nella testa ha le immagini del sogno che fa ogni santa notte:il capellone hippy che gli ordina di salvare il mondo.Lui pensa solo alla seconda coppa campioni vinta con una squadra italiana.Un nodo alla gola lo assale,se non fosse chi è si aspetterebbe di sentirsi frignare.Lui non lo farà,cazzo le leggende non piangono:fanno piangere!

“E poi non ci sono i morti.Nemmeno le bande.Per arrivare fino a qui,bè..Non le dico!Non le dico…!”Blatera logorroicamente Simone

“Ecco,bravo:non dirmelo!”Si gira di scatto lo Straniero guardandolo minaccioso.Poi estrae una pistola e la punta alla testa dell’occhialuto alto e un po’ ciula.Il colpo rimbomba nelle orecchie e nella testa di Deodato.Frastornato,ma vivo.Si volta e vede per terra un morto con la testa spappolata.

“Mi hai salvato!Cazzo!Mi hai salvato la vita,allora ci credi!Ci aiuterai!Devo informare Achille!”Simone saluta sorridendo il suo nuovo amico e corre a cercare il suo compagno di sventura.

Lo Straniero coglie la palla al balzo per tentare una fuga,ma è breve…”Maestro,ci aspetti!Eccoci!”I due occhialuti lo stanno già raggiungendo.

 

Rhona apre gli occhi.Le catene stringono i suoi polsi e le sue caviglie.La prigione è buia e stretta.Ci sono dei topi che camminano e corrono allegri e spensierati.Beati loro,pensa lei.Anni difficili quelli.Prima, anni e anni fa ,l’invasione dei morti mentre a Roma girava DOOMSDAY 2.Li aveva conosciuto quella ragazza carinissima e sempre piena di mille attenzioni e gentilezze nei suoi riguardi e quel tipo goffo e imbranato.Neal le aveva detto che era lo sceneggiatore del sequel.Quei due avevano salvato la sua vita e quella di Neal.Poi si erano separati.Lei pensava che sarebbe stato tutto diverso in Inghilterra e invece anche l’apocalisse.La fine.Non come nei film.Per caso aveva trovato una vecchia foto:quei due disgraziati!Forse erano vivi.Non una eventualità da scartare con sufficienza visto che ai tempi si erano mostrati assai in gamba nel salvarle la vita.Era riuscita ad avvertire il braccio destro di Lucy,Frank,che sarebbe arrivata a Stalingrado.Poi..chi lo sa.Invece era bloccata lì a Milano,la Città Fantasma.Luogo anche dove soggiorna e domina silenziosamente Il Signore delle Tenebre e della Morte.Lei è sua prigioniera.

 

La lunga fila di cavalli,carri,moto,soldati a piedi si dirige verso l’uscita della Città Stato Stalingrado.Non hanno ancora ben capito cosa possa servire quella Missione,ma pensano che in ogni caso sia una buona scusa per muovere le mani,e loro sanno muoverle benissimo!

Hop Frog il nano deforme e Gran Ciambellano del Regno delle Miserie del Signore delle Tenebre e della Morte, si trova al cospetto del suo Sire.

Il quale siede su un trono ,quello che lui si vanta di possedere,ma è solo un ridicolo sdraio mezzo rotto e traballante.La sua corona di plastica con i diamanti falsi,ma veramente falsi,in testa e uno scettro di cartone in mano.

“Hanno avvistato uno Straniero in città.Non è solo,quanto pare due valorosissimi guerrieri dotati di ben quattro occhi :due di vetro che riparano dalla luce accecante tanto odiata anche da lei Sire,e due normali.I nostri uomini sono terrorizzati e per questo li ho inviati nella prigione a divertirsi con quella straniera.Forse che ella sia una spia inviata da una potenza nemica?E quello straniero con i suoi aiutanti in cavalliere ai suoi ordini?Cosa devo fare?Chiamo Lo Svedese e i suoi Mercenari?”

Il Signore delle Tenebre e della Morte annuisce.Hop Frog corre ad avvertire quella banda di avvinazzati messi male I Lanzichenecchi o come cazzo si chiamavano dello Svedese..

In realtà il suo Padrone non lo aveva ascoltato:pensava di nuovo ad antiche cene eleganti e a sontuose gare di burlesque,che anni e anni fa davano in quel luogo.Lui non le aveva mai viste da vicino,ma se ne parlava .Mentre stava fuori con gli altri a far da scorta ai vecchi viziosi e alle troie che se la spassavano là dentro.

Lucy è a bordo della sua Christine ,alla guida il fidato Frank.Hanno lasciato le mure fortificate e sicure di Stalingrado .Ora sono in marcia verso le lande note come :Cazzi tua.

“Bè?”Chiede Frank

“Cosa?”Ribatte lei.

“Tesa per il viaggio?”

“Io?Figurati.Non comprendo affatto il motivo di questa Missione.La vita di questi uomini dipende da me.”

“Lucy,lo sai no?Davide raramente sbaglia.Si è lasciato prendere la mano ,certo ma è pur sempre quel goffo occhialuto che abbiamo conosciuto quando la Fine è cominciata.”

Un uomo,un soldato corre velocemente verso la macchina della Generalessa.

“Indiani!Indiani!”Urla prima di crollare esamine per terra.Quattro freccie piantate nella schiena.

“Angelo stermiantore?”Chiede sorridendo lei.

“Angelo sterminatore!Credi di farcela .Sai l’età a voi donne gioca sempre brutti scherzi.”

“Non a una donna di mazzate come me ,caro!”Dicendo questa epocale frase,Lucy esce dal finestrino e si mette in piedi sul tetto della sua automobile.

Frank pigia l’acceleratore,ben presto si trovano sui duecentochilometri andanti.

Lei estrae le spade poste nelle fondine che tiene legate alla schiena.

Li vede arrivare da lontano:due massicci,incazzosi,pelati e crudeli indiani.Stanno preparando i loro archi.

“Frena!”Urla Lucy.

Frank frena di botto.Lei vola leggiadra verso i due indiani sorridendo come uno splendido angelo della morte.Passa tra i due lestofanti decapitandoli e poi leggiadra poggia la punta dei piedi per terra.Aspetta che la testa sulla sua destra stia precipitando per terra.Con il tacco la colpisce e la getta davanti a lei.La ferma sul piede e aspetta che un altro indiano si avventi su di ella.Violentemente lancia la testa,come fosse un pallone, contro il suo nemico .Che cade a terra con la testa macciullata dallo scontro con il cranio decapitato.

Lucy fischia e lui arriva:Paul Ws Anderson!Lo sente che calpesta il suolo come un fottuto dio della rivoluzione e del tuono.Lei corre mentre lo splendido animale corre velocissimo a fianco della sua padrona,entrambi forze non domate della natura.Saltando con estrema precisione,Lucy si ritrova in piedi sulla sella.L’uomo sta avanzando velocemente verso di lei,ha una lancia in mano.La donna salta e con la punta dei piedi si ferma sull’asta dell’arma.Poi con un ulteriore salto si mette di schiena contro l’uomo,con le mani afferra la testa del nemico e spingendo con forza gli fa compiere una piroetta.Ora ce l’ha di fronte.

“Di : ahhhhh”Mormora lei mentre gli mette la canna della pistola in bocca e spara facendo saltare il povero cristo giù dal cavallo.Intorno a lei infuria la battaglia.I balestrieri e arcieri fanno carne da macello dei nemici.Frank a bordo di Christine falcia la cavalleria nemica a colpi di mitraglia,posta sul cofano della macchina.

Lucy respira a pieni polmoni il profumo del sangue,del fuoco,della violenza.Si sente viva più che mai.

 

“Deliziosa,davvero deliziosa!”Dice Mistress Crudelia,sorella e amante del Signore delle Tenebre e della Morte.

“La nostra carne migliore.Direttamente dalla colonia infantile di Caspoggio”Risponde l’uomo mentre giocarella con il vino nella sua coppa di vero oro sapientemente falsificato.

Questo mascalzone,dovete sapere care lettrici e cari lettori,è proprietario di alcune colonie sparse in quella che una volta era la Lombardia.Qui allevano i bambini fino a due o cinque anni e poi entrano in azione Le Strangolatrici.Una volta morti i bimbetti finiscono nelle tavolate degli scagnozzi del malvivente.Questi poveretti sono il frutto di giovani donne rapite e violentate ripetutamente dalle guardie del Signore delle Tenebre e della Morte

La tavolata lunga è miseramente apparecchiata.E le luci da discoteca che una volta accompagnavano le esibizioni di donnette e i deliri di vecchi sudici ora gettano una debole luce su una ridicola orgia di prostitute tossiche e anoressiche e vecchi,grassi,barbuti,transessuali.Su una sedia Hop frog nel suo abito da Giullare, che gli sta peraltro larghissimo, si fuma stancamente un avanzo di sigaretta del padrone.Lui lo odia:ha ucciso la donna che egli amava.Certo,quel nano deforme ,si era innamorato di una Strangolatrice la quale si era rifiutata di assassinare un bimbo.Il Signore l’aveva fatta decapitare.Hop Frog non ha mai perdonato quel lurido bastardo per quanto fatto.

“Le armi sembrano di buona qualità”Dice Mistress Crudelia.

“Certo,ottima.Armeremo i nostri uomini,cara,e saremo pronti per allargarci.Mi diceva il dottore Strangelove,che il suo esperimento sui soldati zombi sta ottenendo buoni risultati.Non male”Risponde lui.

Il suo esercito è un’armata disperatissima di viziosi,pervertiti,emarginati ,esclusi,dalla società.Presto saranno soldati pronti a distruggere e schiavizzare.

“Non credi che sia ora di accontetarmi?”Mistressa Crudelia guarda il suo Padrone con lussuria e sottile crudeltà

“Vuoi la Straniera?”

“Si”.

L’uomo suona una ridicola campanella che non emette nessun suono .Così è costretto ad alzare la voce.

Arrivano le guardie.Lui dice di portare la donna inglese.Sua sorella,la Regina vuole divertirsi.

Rhona si trova al centro del palco.Non vede bene,quelle dannate luci da discoteca!Sente dei rumori e lo vede entrare. Un uomo chiuso dentro un’aderente vestito di gomma avanza a quattro zampe,saltellando.Ha guanti con artigli.Lei è spaventata,ma vuole vivere.E poi cazzo,quanti film di azione ha interpretato?Deve farcela.

L’uomo si avvicina .Lei sente gli applausi e le urla di quella compagnia di fetenti che si stanno gustando lo spettacolo.Li odia.Il dolore sul volto arriva improvviso.Un po’ più in alto e avrebbe perso l’occhio sinistro.Lei reagisce dando un calcio violentissimo allo stomaco di quel essere.Il colpo è forte e quella cosa che una volta era stata forse umana ,viene gettata violentemente a terra.Una costola rotta gli ha bucato il cuore.

“Sorry Ladies and Gentelmen,the show it’s over”Dice lei.

Vede Mistress Crudelia arrabbiata per uno spettacolo così poco avvincente.Rhona le sputa addosso,poi ride forte . Due guardie arrivano alle sue spalle.Sente la corrente elettrica che parte dai manganelli e poi sviene.

Un gruppo di zombi sta divorando una carcassa umana.Affamatissimi.Lo Straniero e i suoi due aiutanti arrivano giusto in tempo per godersi lo spettacolo.

“Ci hanno sentito”Mormora M ai due imbranati aiutanti.

Lentamente i morti viventi si alzano ,attratti dal profumo di carne fresca.Una lacrima scende sulla guancia putrefatta dello zombi più anziano.Lontani i tempi di caccia grossa,e dominio.Ora però quel tipo di odore è ancora presente nell’aria.Il branco di morti viventi si muove verso le vittime.

“Ok”Dice Lo Straniero ,aprendo il suo lungo cappotto nero.All’interno una lunga scelta di coltelli,mannaje,scuri.Prende due coltelli.

Corre verso il branco e decapita velocemente i malcapitati zombi.La lama stacca di netto le teste decomposte dei morti.In scivolata spezza la gamba destra a uno zombi.Mentre quello sta cadendo ,M lo blocca con il suo piede sulla schiena.Poi gli punta la pistola alla testa.

“Bum “dice mentre la crapa del morto esplode in mille pezzi.

“Non dovevate intromettervi prima di farmi vincere la coppa”.Sentenzia accendendosi un sigaro.

 

Il segretario del Caro Leader si gode un buon bicchiere di vino nel suo ufficio.Ci ha messo anni e anni,ma ormai è sicuro:Lucy e Davidovic sono separati.Certo le armi per armare i suoi uomini non sono ancora arrivate,per questo ha mandato a Milano due suoi uomini.Uno ignaro,l’altro invece decisamente suo complice.Tempo di cambiamenti,di riprendere la democrazia dei liberi mercati,delle libere imprese.

 

 

La foto nelle mani del Presidente è testimonianza di un periodo lontano,intrappolato in un presente senza fine.Lui è su un palco.Alle spalle grandi bandiere rosse,sulla sinistra Lucy in divisa e alla destra R.S.Lerner.Il suo segretario.

L’inaugurazione della nascita di Stalingrado.Quante lotte,quanti errori.Cosa era diventato nel frattempo?Forse si era fatto prendere troppo la mano.Ma che vuol dire?Una solitudine sottile e dannosa lo accompagna in questi giorni di somma tristezza.La sua ambizione forse lo sta allontanando troppo dalla sua migliore amica.Ricorda,ma poco perchè servono questi ricordi per il secondo racconto,quando giunto a Roma era sopravvissuto all’attacco dei morti.Lui,Lucy,Frank e Rhona.Vorrebbe tornare indietro,ma anche no.

 

Le perdite non sono tante.Gli uomini seppelliscono i morti,e si ubriacano.Giochi di forza e astuzia,rutti liberi,risate grasse.Ama quella compagnia.Lucy seduta davanti al fuoco fuma una sigaretta.Frank parla di Jazz con Ursus,ma il gigante è troppo ubriaco per ascoltarlo.Lucy pensa che Rhona sarà già arrivata a Stalingrado.Una amarissima tristezza le fa a pezzi il cuore.

 

Rhona si riprende con enorme fatica.Le braccia le duolono.Di nuovo legata a una corda che pende dal soffitto.Non tocca per terra.Urla.

“Mi piace quando fai cosi”Dice Mistress Crudelia.Con un calcio colpisce il ventre della splendida inglese,la quale viene gettata quasi contro il muro della cella.

“Mi piace”orgasma la sadica,colpendola e colpendola e colpendola , di nuovo!

Rhona vomita sangue.

Il dottor Strangelove è contento,un po’ perchè indossa lingerie nuova e trucco di qualità,un po’ perchè i suoi morti dopo decenni stanno diventando una vera armata.La manualità è nettamente progredita nell’uso dell’arma bianca..Lo deve dire al suo amante e fratello :il Signore delle Tenebre e della Morte.

 

Simone sogna una terra incontaminata,libera,si chiama Zentropa.Achille pensa a quello che deve fare.Trovare le armi.Lerner minaccia di uccidergli Black,il suo amatissimo cane e unico legame con la vita che gli rimane.Mourinho sogna di quel giovane hippy e della missione che gli ha affidato:sterminare i morti.E vincere la coppa campioni.

La colonna di soldati avanza silenziosamente verso nord.Lucy è in sella al suo cavallo,Frank la segue in auto.Se la spassa ridendo con Ursus.

Improvvisamente il vento porta uno strano e inquietante rumore.

“Cosa è stato?”Chiede Lucy a un arciere.

“Non lo so,Generale!”Risponde l’uomo.Il silenzio cala minaccioso.

Proprio mentre tirano un sospiro di sollievo,di nuovo e più forte ritorno quello strano rumore.

“LUPI!”Urla un soldato.

Lucy non fa nemmeno in tempo a reagire,qualcuno o qualcosa,velocissimo la getta giù dal cavallo.Poi li vede e li sente:velocissimi e fortissimi ,evitando balestre e archi i Lupi straziano i suoi uomini.Infine sviene.

L’odore del sangue ,apre gli occhi e a stento si alza.Corpi straziati,divorati,membra staccate dai corpi.Subito è in piedi e si guarda intorno spaventata e arrabbiata.Alcuni Lupi tengono legato Frank e altri Ursus.Una fila di suoi uomini,una decina sono in ginocchio piangenti mentre quei colossi ricoperti di pelli di animali selvatici,(vabbè dai facciamo orsi che è più facile ok?), li controllano e li terrorizzano.

“Un onore ,per me,Lupo Grigio signore dei Lupi avere per pranzo la generalessa Lucy Skywalker e i suoi uomini.”Ridacchia il robustissimo capo di quel branco di antropofagi.

“Ne sei sicuro?”Chiede lei.Con il piede sinistro colpisce duramente la terra dove è posata la sua spada.La quale vola fino a raggiungere la sua mano.

“Ti conveniva essare vegetariano”Ride lei.Poi corre velocemente contro il suo nemico .Con un colpo netto gli stacca la testa e con un altro lo divide in due.

Coperta di sangue si gira verso i lupi.Terrorizzati quelli si danno alla fuga.Lei camminando con calma recupera un fucile a canne mozze dalle mani di un suo soldato defunto.Spara e mira ogni volta schiene e teste nemiche.Poi si lascia cadere per terra esausta.

 

“Sopravvissuti?”Domanda incazzato R.S. Lerner al messaggero che lo informa dello scampato pericolo per Lucy e i suoi uomini.

“Hanno subito grosse perdite,ma lei è viva.L’imboscata però colpito duramente il suo esercito.”Spiega l’uomo.

“Mmm…Pensavo che i nostri uomini fossero ben addestrati.Non hanno capito che erano nostri soldati vero?Son convinti che siano I Lupi?”

“Credo di sì.Il lavoro però è stato ottimo.Sono rimasti pochi soldati,tenga conto che vi son anche i nostri 4 agenti.Hanno solo quella stupida macchina,e il cavallo di Skywalker.”

“Si,si,non è del tutto fallito.Ma era meglio se fossero già morti.In ogni caso..Bè,ho un piano per screditare quella donna agli occhi del Presidente.Vai pure ora!”Lerner con un gesto della mano nervoso allontana il messaggero..

 

Un disastro:troppi morti,mezzi distrutti,una disfatta.Lucy si cuce le ferite e guarda amareggiata quella fila di fosse dove con somma tristezza i vivi gettano i compagni morti.Suoi uomini ,amici di bisbocce e sbronze leggendarie.

Frank le si avvicina pulendo con un fazzoletto bianco e intonso,la sua preziosa giacca nuova.Egli era un mito a Marsiglia dove gestiva un locale per appassionati di musica jazz e anche per incontri clandestini di pugilato.Da giovane aveva tentato la strada della poesia e della pittura.Poi aveva visto che riusciva meglio a compiere furti nelle abitazioni dei ricchi.Pensava di finire la sua vita tranquillamente davanti al triste mare francese.Invece ,per motivi che leggerete nel secondo racconto,si era trovato a Roma .Tra i morti viventi e un duo di sciagurati combattenti contro quell’apocalisse.I suoi migliori amici.Da tempo però nutriva dei sospetti su qualcuno dei grandi capoccioni all’interno del Partito.Qualcuno che cercava nell’ombra di dividere Lucy e il loro Amato Compagno Presidente.Sospetti.

“Continuiamo la missione?”Le chiede

“Certo”

“Abbiamo pochi uomini.I mezzi sono andati distrutti,anche la tua Christine.Dispiace”

“Taglieremo per i boschi.Abbiamo ancora i viveri.Questa una volta era la Toscana,ho guardato la mappa.Siamo vicini a Firenze.Anche se è andata completamente persa.Come tutto”Dice Lucy.

“Bè,abbiamo pur sempre la nostra Stalingrado”Costello cerca di tirarle su il morale,sorridendo.

“Non lo so.Quando torneremo voglio dare le dimissioni.Mi ritiro”

“Non dire sciocchezze.Come potresti vivere lontana da noi?”

Lei si alza in piedi e si allontana.Troppi pensieri negativi nella testa.

 

 

Lo Svedese ,una volta,era un importante giocatore di calcio.Detto La Peripatetica per il suo vendersi a qualsiasi squadra,bastava pagare.Dopo l’nvasione dei morti viventi,aveva formato un gruppo di mercenari e razziatori composto dai peggiori pendagli da forca.Un suo vanto.

“Quindi:abbiamo questa inglese .Nostra prigioniera e poi quel terzetto di stranieri che da un po’ di tempo girano per le strade di Milano”Informa Hop Frog.

“Il nostro compito?”Chiede lo svedese accendendo un fiammifero strofinandolo violentemente sulla sua faccia.Poi si mette a fumare orribili sigarette nazionali.

“Chiaro prenderli e portarli ,possibilmente vivi, dal mio Padrone”Spiega mellifluo il nano deforme.

“Avete soldi?Lo so,molti dicono:ehi ,il mondo è finito.Non tornerà più indietro,cosa serve il denaro?Serve.Sempre.Quindi :quanto?”

Hop Frog ,a fatica, trascina una pesante sacca fino ai piedi del Mercenario.

“Questo è un piccolo anticipo”Borbotta affaticato H.P.

Lo Svedese e i suoi uomini ridono soddisfatti.

“Una volta questa città era bellissima,sai?”Chiede Mourinho ad Achille.

“Non so,non riesco a ricordarla”

“Un anno fantastico quel 2010.A ripensarci oggi meglio ancora.Sono tutti morti.Alcuni li ho uccisi io.Erano diventati morti viventi.”

“Ti è dispiaciuto,Mister?”Domanda Simone.

“Certo.Molto.Brutte cose i ricordi,per gente che non ha più scopi nella vita.Non mi piace.Li detesto.”

I tre sono seduti sotto la galleria ,una volta gloria milanese e non solo,appena tornati da una epica battaglia contro un risicato numero di zombi.Troppo facile la battaglia,troppo umiliante la vittoria contro quelli che ormai è chiaro sono debolissimi residui di un passato truculento,ma anche migliore della Grande Noia dominatrice sulle loro vite e sul tempo.

I ragazzi non parlano quasi più di Zentropa.La quotidianità ripetitiva dei loro giorni e gesti,ha sedato quasi del tutto i loro piani e sogni.Achille è ancora roso dal dubbio se rinunciare alla missione affidategli da quel maledetto di Lerner o proseguirla.Gli altri due aspettano che arrivi la fine del giorno e forse un sonno che li culli per qualche ora.

Affaticati dalla camminata ,Lucy e i suoi uomini procedono lentamente lungo i boschi e sentieri secondari.Lei è in sella al suo fido destriero ,(rammentiamo che la povera bestia porta il nome del peggiore regista di questi anni),stanca e demotivata.Ormai anche la mappa non serve più.Vagano.Alla fine usciranno da quella cazzo di Toscana.

“Vedo delle case!Laggiù!”Urla un soldato.

Il vociare concitato dei suoi uomini la riporta alla realtà.Vero:ci sono delle case.

Una corsa allegra e disperata li spinge verso una nuova pericolosa trappola.

 

“Come vedi Davidovic,qui.Lucy sta distribuendo libri ineggianti alla Fantasia individualista.Chiaro che lei sia una spia della controrivoluzione all’interno del nostro Stato”R.S.Lerner mostra documenti falsi per incastrare la Generalessa e creare una lotta intestina all’interno del Partito.

“Si,vedo.Dubito però che ella sia mai stata contro di noi.Indisciplinata,ma lealissima.Controlla da dove arriva questa spazzatura e poi consegnami il colpevole.Lo voglio ammazzare con le mie mani”Sbotta il Caro Leader.

“Compagno Presidente,come sempre hai ragione,tuttavia devo rammentarti che costei è già stata ospite delle nostre galere rieducative.Per sei anni.Hai firmato tu l’ordine.”Insiste Lerner

“Già.Lo firmai.Con un dolore nel cuore immenso.Ma la mia fiducia non è mai venuta a mancare.Ripeto:indisciplinata alle regole,ma ottima combattente.Fedele.”

R.S. suda freddo forse ha compiuto un passo falso.

Non si dà per vinto,comunque,quei due -in un modo o nell’altro-dovranno perire e lui dovrà diventare il nuovo,indiscusso,temuto,leader dello Stato.

 

Deserto.Silenzio.Solo il rumore del vento,lo sbattere di qualche finestra.Il villaggio sembra abbandonato da tempo.Solo loro tredici sono le uniche forme di vita umana presenti.

“Passeremo la notte qui.Domani,alle prime luci,partiremo”Ordina Lucy.I suoi disciplinati e veloci eseguono.Lei trova comico parlare di notte,quando è da anni che non se ne vede una vera in giro.Un tramonto di rara mestizia e poi di nuovo l’accecante luce del sole.

La guardia controlla che tutto vada bene.Questa è la sua prima missione.Infatti molti lo reputano una sorta di mascotte.Lui però è orgoglioso di far parte dell’esercito e di servire la Generalessa del Popolo.

“Ciao”Una voce alle sue spalle.Lo riconosce è Giovanni.Un vecchio reduce.

“Ciao”Risponde agitando pigramente la mano in segno di saluto.

“Tutto bene?”

“Si”Dice il ragazzo.

“Mi hanno mandato per sostituirti.Puoi andare a dormire se vuoi”Giovanni informa il giovane compagno.

“Ok,a domani.Buona notte”Risponde il giovane alzandosi e dirigendosi verso la sua tenda.

“E sogni d’oro”Mormora il soldato traditore mentre afferra il giovane e gli recide la gola.

Le altre spie stanno colpendo nel sonno i loro compagni.Poi si ritrovano con Giovanni.

“Manca una tenda sola.Quella della nostra amatissima generalessa.Amata sopratutto da morta!”Ironizza Giovanni.

Cercando di non fare rumore i tre entrano nella tenda di Lucy.Lei dorme,anche Ursus e Frank.Devono fare in fretta.

Camminando in punta di piedi si avvicinano alle loro vittime.Alzano i coltelli pronti a colpire,quando uno strano rumore li agita.

“Cosa è stato?”Mormora a bassa voce un compare di Giovanni.

“Non lo so”Risponde l’uomo.Poi riprende il suo lavoro avvicinando la lama del coltello all’occhio destro di Lucy.Proprio mentre la lama è ormai premuta contro la palpebra e sta per infilzare l’occhio,la donna si risveglia.Con il ginocchio della gamba destra colpisce violentemente l’aggressore all’inguine.Lui di scatto lascia cadere il coltello,lei velocemente scosta la testa prima che la lama la infilzi.Afferra l’arma e la pianta con immensa violenza nell’orecchio sinistro del traditore che urla in modo disumano.Lei calca fino a quando la sua mano con il coltello non esce dall’orecchio destro..Poi con uno scossone ritrae il braccio.Un fist fucking abbastanza anomalo e assai doloroso,no?

Ursus e Frank stanno riempendo di mazzate le facce ormai ridotte in poltiglia sanguinalente e pezzi di ossa spezzate dei due complici di Giovanni.

Un rumore violento,come il tuono li blocca.Cosa è stato?

La risposta arriva subito:Zombi,pronti a un banchetto notturno.Entrano spingendosi e dimenandosi nella tenda,riempiendola di corpi putrefatti e affamati.Lucy con le sue spade decapita velocemente molti morti viventi. Frank si difende usando Ursus e la sua forza come sicura roccaforte,nel frattempo carica la sua pistola.Poi si getta di lato,abbandonando la grande schiena e rifugio del guerriero gigante e spara,spara,spara.Ne becca uno.Di striscio.

“Merda!”Urlacchia,mentre due avvenenti zombette cercano di pasteggiare con i suoi gioielli di famiglia.Le colpisce duramente sulla testa con l’impugnatura della pistola.Spaccando a loro il cranio.

Ursus li afferra due alla volta e poi sbatte violentemente le loro bogie una contro l’altra e ridacchia felice.

“Cazzo abbiamo una fottuta invasione zombesca e questo ride!”Commenta Frank,scappando dalle mani e dalle bocche dei morti affamati.

Lucy porta a spasso infilzati sulla lama della sua spada tre morti viventi.Li getta infine con immensa forza dentro il fuoco che avevano usato per la cena e poi mantenuto acceso.

Ormai sembra tutto finito.I tre sopravvissuti controllano in giro che non vi siano brutte sorprese.

“Paul?”Chiede Ursus.Anche lui è affezionato a quella bestia.

“Andiamo a cercalo”Dice Frank.I due si allontanano.

Lucy rimane sola.Sente il suo respiro affannoso e i muscoli doloranti.”Sto invecchiando,cazzo!”Pensa.

Poi una detonazione forte,alle sue spalle.Infine pezzi di qualcosa che le volano sulla faccia.In terra vede un corpo.Uno zombi.

“Ti stava attaccando”Dice una ragazza.Molto giovane.Lunghi capelli castani ,dall’aspetto minuto,ma forte.Incinta.

“Grazie”Dopo molto tempo ,Lucy trova il coraggio di sorridere.

La marcia è lunga.Ormai però hanno da un pezzo abbandonato la Toscana e sono arrivati sul confine emiliano -lombardo.

Non hanno avuto grossi guai e l’arrivo della fanciulla in attesa ha messo di buon umore sia Lucy che i suoi unici due uomini sopravvissuti.

 

Lo Svedese e i suoi uomini battono ogni angolo di Milano per trovare quei tre maledetti spioni.Lui e i suoi sono assai felici.Il Signore delle Tenebre e della Morte li ospita nel suo palazzo.Orgie,gare di mazzate,vino scadentissimo e droghe leggere.Tutto va bene per loro.

In particolare amano i lunghi scontri tra Mistress Crudelia e la prigioniera inglese.

“Quella è il bottino di guerra di mia sorella.Non ti conviente cercare di fartela .O mia sorella si fa te.Mai provato cosa voglia dire 18 ore di strap-on?”Chiede il cattivone a un arrapatissimo capo dei mercenari.

“Che vuol dire?”Domanda lui.

“Guarda”

Sul palco viene trascinato un povero cristo che tenta vanamente di scappare.

“Quello aveva messo in discussione le nostre abitudini alimentari.Dice che i bambini sono esseri umani come noi!Figurati!”

Per un momento nelle testa dello Svedese passa il pensiero che il ricco cibo di quella sera fosse a base di poveri fanciullini.Lo assale il vomito,ma fa di tutto per trattenerlo.

Poi lancia un’occhiata sullo schermo.Il povero cristo piegato a 90 gradi veniva brutalmente sodomizzato da una furiosa e lussuriosa Mistress Crudelia.

“Quello è lo strap-on,ti piace?”Ridacchia il Signore delle Tenebre e della Morte.

Presa dall’orgasmo Crudelia sgozza l’uomo fino a decapitarlo ,poi lancia la testa verso il fratello-amante.Che la bacia e poi alzandosi in piedi la schiaccia con il suo piede sinistro.Pezzi di sangue e frattaglie varie volano in viso allo Svedese.

Forse per una volta tanto era meglio non prendere i soldi.

La riunione della Quinta Colonna a Stalingrado ha deciso di eliminare Lucy e Davidovic una volta che ella fosse tornata. E quindi di dare la colpa alla follia di un singolo uomo.Poi avrebbero sistemato il resto.I loro piani sono falliti:le loro spie morte,le armi probabilmente perse.Quello era il solo e unico piano a disposizione.E deve funzionare.

“Guardali!”Ammicca sorridendo Frank indicando Ursus e la giovane ragazza incinta.L’uomo l’aiuta a sistemarsi per terra nel giaciglio che ha fatto con le sue mani.

“Che coppia!”Ridacchia Lucy.Sono giorni strani quelli.Hanno capito che qualcuno ha cercato di eliminarli,ma chi?La missione era a conoscenza solo degli alti vertici del Partito.Lei non vuole credere che Davidovic abbia deciso di sbarazzarsi di una fedelissima compagna di avventure.Anche i suoi uomini sono propensi a pensare una cosa simile.Nondimeno ultimamente qualcosa è cambiato,qualcosa si è rotto.E poi c’è la ragazza.Da quanto tempo non vedevano una donna incinta?Strana sensazione.Come se improvvisamente avesse ricordato a loro che la vita ,anche quando l’Apocalisse ha distrutto il tuo pianeta,non sia solo dare e prendere mazzate.Invecchiano e a chi lasciano la loro eredità?Chi li ricorderà non solo come valorosi compagni?Lucy si alza e si dirige verso il suo cavallo.Una lunga corsa ,per non pensare,per non abbandonare alle lacrime e a una sottile,ma bastarda malinconia quel poco di dignità di guerriera infaticabile che si è guadagnata nella vita.

“Ecco un bar!Proviamo a chiedere se hanno mai visto quei tre che cerchiamo”Dice un mercenario dello Svedese.

“Proviamo,al massimo scrocchiamo qualche birra”Risponde il suo compagno.

Carlo Rambaldi è perso in ricordi lontani,a navigare in un mare di noia.Con la sua barca che imbarca acqua e lui non ha nemmeno il salvagente.

“Vecchio!”Un tizio barbuto,pelato,con un giubotto da motociclista,ma senza motocicletta,lo sta chiamando.

“Si?”

“Una birra”

“E magari anche qualcosa da mangiare vero?”

“Esatto”

“Bè,la birra e il cibo sono finiti.Ho acqua calda e potenzialmente inquinata e qualche topo morto in cucina.Morto da settimane.”Taglia corto Carlo.

“Allora forse puoi esserci utile.Hai visto passare di qui Uno Straniero e due disgraziati?”Chiede l’altro mercenario.Un tizio magro con una grande cresta colorata.

“Può darsi,ma non ho mai dato informazioni alla polizia .Non so perchè dovrei darla a due come voi”

I due impugnano le pistole e le puntano contro il barista.

“Eh,no cari miei.Le armi non piacciono al mio bambino”Dice scuotendo la testa l’uomo.

I due mercenari ridono. “Il tuo bambino?O porello!Dove si trova che gli facciam passare la paura?”

“Qui dietro”

“Chiamalo”

“Chiamarlo?Motociclista ne sei convinto?”

“Si,nonno!Ci piacciono i bambini…Sono deliziosi!”

“Con il sugo vengono bene !”Fa lo spiritoso il punk spilungone.

“Bene,l’avete voluto voi.Vieni qui bambino mio.Ci sono due amici per cena”Comanda Carlo Rambaldi

Dal retro del bar esce ET. Tra le mani tiene un mitra e sulla testa una fascia rossa,all’angolo sinistro della bocca un sigaro.

“Cosa?”Chiede sbalordito il Motociclista.

“Amico,tu sei il male…e io sono la cura!”Dice l’alieno.Poi scatena un uragano di proiettili sui due malcapitati.Che finiscono a pezzi,ridotti in fumanti brandelli di carne straziata.

“Stasera si mangia,piccolino!”Dice Carlo accarezzando delicatamente la testa del suo “bambino”.

 

Lo Svedese nota il grande dispiegamento di mezzi ed armi nelle mani di quel buffone folle e della sua banda di stronzi pervertiti.Un grande carico,potrebbe interessare anche i suoi uomini.Tuttavia meglio non rischiare,ha visto quello che è successo a quel povero cristo che aveva blandamente criticato il padrone di quel circo degli orrori.

Mistress Crudelia è di nuovo nella cella di Rhona,la sua migliore preda.La ragazza indo-irlandese è resistente e non da alla sua aguzzina il piacere di supplicare pietà.Il suo pensiero per un momento vola verso quella ragazza che a Roma sotto l’invasione dei morti aveva salvato più volte la sua vita.

Hop Frog piange silenziosamente la morte della sua amata e maledice la vita del suo stupido e crudele padrone,ma che può fare?

Dr Strangelove è felicissimo per la sua armata di morti viventi.Micidiali e disciplinati.

In città Lo Straniero e i suoi due aiutanti continuano ,per inerzia e senza particolare soddisfazione , la loro guerra contro i morti viventi.Vittime troppo facili della loro rabbia e desolazione .Nerissima e senza speranza.Niente Zentropa,niente salvezza.Il mondo è finito nel nulla e nel tedio.

Lucy si avvicina alla ragazza.Sa che forse non è una buona idea,anzi una pessima idea ,ma visto che li ha seguiti e che ora sono giunti in Lombardia,bè due chiacchiere deve pur farle.

“Ciao”Le dice

“Ciao”risponde la ragazza.

“Come va?”

“Potrebbe andare peggio,visto i tempi.Non credi?”Ribatte lei.

“Si,ehm..Come …Cioè,come ti è capitato?”Lucy indica la pancia della ragazza.

“Mi hanno rapita le guardie del Signore delle Tenebre e della Morte.Mi hanno ingravidata.Io e altre tre siamo scappate.Sai ci fanno partorire e poi ammazzano noi e i nostri bambini.Vengono serviti come cibo per quel dannato e i suoi complici”Dice tutto in un fiato la ragazza.

“Cosa?”Lucy è incredula.

“Così.”

“Oh,cazzo e noi ti stiamo riportando..”

“Lo stesso, per me.Non c’è un posto buono dove nascondermi.Le mie amiche sono morte in ogni caso.Qui o altrove,voglio solo farlo nascere.”La voce è leggermente rotta da un pianto trattenuto.

“Bè,noi siamo diretti…A essere sincera,non so nemmeno io dove cazzo stiamo andando.Mai sentito parlare di Zentropa?”Chiede Skywalker

“Si,una nostra compagnia di prigionia.Da un danese,mi pare.Non lo so,forse è solo illusione”

“Mi servirebbe anche quella, ora.Credimi”Taglia corto Lucy alzandosi e allontanandosi dalla ragazza.

“Un bar?”Chiede Lo Svedese.

“Si”Risponde un suo uomo.Testimone della scomparsa dei suoi due compari,massacrati da Rambo Et.

“Dove?”

“Ho controllato una volta quella zona la chiamavano Porta Romana”

“Ricordo”Dice l’uomo alzandosi e preparandosi a una lunga e violenta caccia.

 

Mourinho non sogna più quello strano hippy che gli affidava la salvezza del mondo.Un giorno si è trovato senza scopi,senza interessi.Anche ora che sta estraendo la sua scure dalla testa di una grassa donna zombi.Forse deve chiedere seriamente a quei due pistola mola ,dove cazzo sta quella fottuta Zentropa.Meglio ritirarsi,basta guerra.

“Ecco,dico che dovremmo fermarci lì”Dice Achille indicando il bar di Rambaldi.

“Uh,dove è iniziata questa stupida storia?”Chiede M

“Bè, è l’unico che ho visto aperto”

I tre entrano.Il locale è vuoto.Silenzio.

“Carlo?”Chiede Lo Straniero.

Nessuna risposta.

“Carlo?”

Un lieve e debole rumore.Come qualcuno che pianga a bassissima voce,trattenendo il dolore.

I tre si avvicinano al retro e vedono.

Per terra ,fatto a pezzi,c’è Rambo Et.Carlo delicatamente accarezza i resti straziati della sua creatura.Ferito mortalmente anche lui.

“Cosa è successo?”Chiede Lo straniero.

“Gente senza immaginazione,gente che non può amare.A parte i loro soldi e la morte.”Risponde Rambaldi.

“Eccoli qui i nostri uomini!”Ridacchia soddisfatto Lo Svedese.

Simone,Achille,Mourinho ,si girano e vedono un esercito di figli di puttana con le loro armi puntate alle loro teste.

 

Il viaggio forse dovrebbe concludersi a Milano.Ormai non sono più soldati,ma molto probabilmente ricercati.Se davvero Davidovic avesse voluto eliminarli,cosa che preferirebbero non sapere mai.

La città è morta e deserta,gli zombi passano indifferenti e corrono da qualche parte.Come han sempre fatto gli indaffaratissimi milanesi.

 

Un urlo nella notte sveglia Lucy e Frank.

“Presto!Presto!”Grida Ursus .La ragazza sta partorendo.Il figlio nascerà settimino,brutta notizia.

I tre la osservano e sentono pesantemente il senso di impotenza,che fare?A cosa serve la gloria e la leggenda sul campo se poi non sanno nulla di come si porti al mondo la vita?

Poi Ursus si muove.L’unico che riesca in qualche modo a dare un minimo di aiuto alla giovane donna.La quale urla e si dimena.

Frank ha la sigaretta che trema tra le labbra e la tentazione di mettere le mani sulle orecchie per non sentire.

Lucy vorrebbe scappare.

Poi quelle grida cessano.

“Guarda”Dice Ursus,tenendo tra le braccia qualcosa.La ragazza non risponde

“Guarda”Ripete teneramente il gigante.

“Come cazzo fa a guardare se è morta????Non vedi che anche…Oh cazzo ma cosa è?”Grida Frank

Lucy si volta e lo guarda.Un piccolo essere con tre occhi,le mani senza dita ma due lunghi artigli e una coda.

Ursus lo tiene tra le braccia come se avesse chissà quale angelo provvisoriamente caduto dal cielo.

Lucy si avvicina e lo prende.Morto anche lui.Lo tiene stretto.Non sa come comportarsi.Sente la gola che brucia,le lacrime ustionano i suoi occhi.Non deve cedere.Nel Partito non sono accettabili debolezze di questo tipo.Ma si ricorda che dopo tutto non ha mai visto nessuno piangere disperatamente qualcuno come Davidovic,quando è morto il suo cane.

Si ritrova a piangere senza nemmeno accorgersene.

 

Un grande locale,buio.Sulla parete di fronte un gigantesco ventilatore,dalle grandi e pesanti pale.Lo Straniero apre faticosamente gli occhi.Scopre con immensa insoddisfazione e rabbia che è legato su una sedia.Scomoda,per giunta.A metà strada tra lui e il grosso ventilatore c’è un tizio.Alto e imponente.Palleggia.Bravino.

“Un piacere ritrovarti.Avevo lasciato quella squadra di sfigati per vincere la Champion e poi sei arrivato tu.”Dice il tizio continuando a pallegiare

“Ho vinto talmente tanto ,ragazzo,da non ricordare nemmeno il volto dei perdenti.Sai come è?La vita”Risponde sarcastico Mourinho.

Lo spilungone smette di fare il ganassa con la palla.La ferma in bilico sulla punta del piede e poi tira un potentissimo colpo al pallone.

Lo Straniero viene colpito in pieno stomaco e lanciato violentemente contro la parete.Il colpo contro il muro è violentissimo .Tossisce e vomita sangue.

“Dovrai imparare a perdere,allora.”Mormora sottovoce Lo Svedese.

Achille scopre con terrore che le armi di Lerner sono in mano a una banda di farabutti pervertiti e viziosi.Simone è quasi impazzito,straparla di nuovo di Zentropa,mentre le guardie lo colpiscono con i manganelli e Mistress Crudelia lo violenta brutalmente. L’occhialuto basso sente una grande rabbia crescergli nella sua anima,ma manca una cosa importante:la forza.

 

Le vie di Milano sono deserte.Non c’è nessuno.Nessuno.Dove sono finiti i branchi di morti viventi che avevano visto agitarsi inutilmente e senza scopo, al loro arrivo?

Paul Ws Anderson trotta tenendo in sella Frank.Ursus non parla più ed è come perso in un mare in tempesta di tristissimi pensieri.Lucy è stanca,demotivata,ha bisogno di uno scontro.Le munizioni scarseggiano,dovranno d’ora in poi affidarsi alle armi bianche.

“Un bar”Dice Frank

“Dove?”Chiede Lucy

“Laggiù”Risponde l’uomo indicando un locale con l’insegna in bilico sul patatrac.

Il locale all’interno è vuoto.I tre si guardano intorno insospettiti.Lucy prende il fucile a pompa -non nel senso di blow job eh!- tra le mani.Dal retro esce un uomo :bomber,capelli corti,una svastica tatuata sulla testa.In mano la testa di ET.

“Era il mio film preferito,da bambina .”Mormora Lucy .Incazzata e guardando con uno sguardo da Caronte,pronta a trascinarti all’inferno.Il nazistello tenta di estrarre una pistola,ma lei è più veloce.Il colpo alza l’uomo da terra e lo getta di violenza all’interno del retro.

“Non dovevi farlo”Avverte una voce alle sue spalle.Lei si gira di colpo e spara contro il tizio alto ,pelato e tatuatissimo che tiene sotto minaccia di pistola Ursus e Frank.La testa del tipo esplode in mille pezzi.

“Cosa ?Questo?”Domanda lei al cadavere decapitato.

Improvvisamente dal pavimento escono tre braccia che afferrano i nostri eroi.Ursus tira violentemente in su le sue gambe.Due braccia muscolose rimangono attaccate ai suo piedi.Un urlo disumano giunge da sotto il pavimento.Lucy spara gli ultimi colpi contro le mani che la bloccano,disintegrandole.Frank,con somma pazienza si abbassa e ustiona con il sigaro, le mani che lo imprigionano.

“Bravi!Molto bravi!”Dice un uomo entrando nel locale.Alle sue spalle ci sono almeno una ventina di uomini e altri trenta stanno arrivando.Ben presto Frank e Ursus sono bloccati e incatenati.

L’uomo si avvicina a Lucy.”Solito errore”Pensa lei.

“Le donne non dovrebbero girare per le città da sole e armate.Da noi ,non funziona così”Dice il tipaccio e subito fa partire un pugno.La donna però lo evita e brandendo il fucile come una mazza colpisce violentemente al ventre il suo agressore,il quale cade in ginocchio.Poi con furia incontrollabile sfascia il fucile sulla testa del tipo.Il cranio è squarciato con scheggie di legno infilzate nel cervello.

Lei è stanca e respira faticosamente.Getta l’arma che gronda sangue sul pavimento.Ora può arrendersi.

 

Le guardie la gettano senza troppi complimenti dentro una cella fatiscente.Lucy si siede appogiandosi al muro in fondo a quella lurida stanza.Topi,li vede che corrono.Ne afferra uno al volo e ne stacca con un morso la testa.C’è da mangiare almeno.Poi la porta della cella si apre.Una donna semi-svenuta,lamentosa,viene trascinata da alcune guardie all’interno del locale.Cade come peso morto su un pagliericcio ,una sorta di giaciglio penoso.

Dopo le guardie arriva una donna:alta,capelli rasta raccolti dietro la nuca,lingerie e stivaloni di cuoio.Tacchi vertiginosi e unghie lunghissime.Rosse,ma non di smalto.

La donna si gira verso Lucy.La fissa,con uno strano desiderio e crudeltà.

“Ci risiamo,ancora una volta”Pensa Skywalker,(cosa è successo lo saprete nel racconto che seguirà questo uè!,mentre quella donna si avvicina a lei

“Uh,carne fresca nuova!Meno male.Mi stavo stancando di quella lì e dei miei prigionieri.”Lei si abbassa guardando negli occhi la Generalessa.

“Ti ammazzerò”Dice Lucy

“Oh,certo .Dicono tutti così”Risponde la donna girandosi per allontanarsi ,poi ritorna indietro velocemente e tira due calci pesantissimi contro il volto di Skywalker.Lei sente dei denti che saltano e un forte dolore al viso.Non solo l’ammazzerà,ma la farà morire morendo.

Ora è sola.L’altra prigioniera non smette di lamentarsi.Il dolore delle ferite,l’umiliazione subita per le botte prese e non restituite,la portano ad alzarsi faticosamente e ad avvicinarsi traballando verso l’altra donna.

“Senti…Ascolta!Cazzo!Che male,insomma:mi ascolti?La pianti di frignare eh?Oh,devo ammazzarti con le mie mani così la smetti?”Dice incazzata all’altra prigioniera.Ora è vicina.Si inginocchia furiosa.Cazzo,però se l’hanno massacrata.

Quel viso..La conosce di già.Pensa frettolosamente alle donne che ha incontrato nella sua vita.Nessun volto in particolare,tranne…

“Rhona?Rhona?Che …Che cosa ti hanno fatto!”La sopresa e il dolore sono troppo forti per essere controllati,così Lucy urla e piange nello stesso momento mentre tiene tra le braccia il corpo martoriato della ragazza indo-irlandese.

Achille è nervoso e dolorante,dannatissima Mistress Crudelia.Simone ormai è impazzito e vive in un mondo di tenerezze e fantasie disneyane.La porta si apre e all’interno vengono spinti due uomini.

Uno cade proprio sopra di lui.L’occhialuto nota che indossa una divisa assai famigliare.L’esercito popolare,l’armata rossa del generale Lucy Skywalker è lì..in prigione con loro.Sono forse dei sovversivi venuti a prendere le armi?

“Armi?”Chiede Frank,mentre si aggiusta vanitosamente il ciuffo e sistema la giacca per non sfigurare,chissà con chi.

“Si,quelle di Lerner”Spiffera tutto Achille.

“No,non direi:cercavamo Zentropa.Il paradiso terrestre,per il nostro Amato Presidente.”Lo informa Costello.

Achille capisce di essersi messo in guai ben peggiori rispetto a quelli che sta vivendo.

Lo Svedese conta i soldi.Tanti,davvero tanti.Il Signore delle Tenebre e della Morte si sta ubriacando con del pessimo vino pasteggiando con goduria una cena a base di bambini della colonia di Monza.Sua sorella Mistress Crudelia si sta preparando allo scontro che avrà tra poco con la nuova prigioniera.Hop Frog tiene nascoste all’interno della manica della sua camicia da buffone e gran ciambelliere ,le chiavi per liberare i prigionieri.

 

Un rumore,alle sue spalle.Mourinho apre con fatica gli occhi.

“Shhhh!Ti sto liberando.Tra poco lui sarà qui.Sai come sistemarlo?”Domanda Hop Frog.

Lo Straniero sorride cattivo.

 

Fischiettando Lo Svedese entra nella stanza dove hanno imprigionato M.Si blocca appena entrato,la mano sinistra ancora sulla maniglia.La sedia al centro del salone…Vuota.

“Cercavi me?”Chiede Mourinho mentre chiude con violenza la porta.Il braccio del capo dei mercenari si spezza .

M apre la porta e prende la testa dello Svedese e poi la richiude violentemente tre volte.Quando è sicuro che l’osso del collo si sia spezzato,afferra i lunghi capelli dello Svedese e lo spinge per terra.

Lo Straniero si avvicina al pallone ,che si trova in mezzo al salone.Tutta la sua vita.Da grande e infaticabile guerriero sportivo.Tanti successi,tanta gloria.Svanita.Persa.Palleggia distrattamente.

Un rumore,alle sue spalle,si gira.Con grossa fatica Lo Svedese cerca di rialzarsi.

Mourinho tira un violento calcio al pallone che va a sbattere con immensa potenza distruttrice sul volto del Mercenario .La faccia dell’uomo è distrutta e il grosso naso frantumato.L’osso buca il cervello dell’uomo ,uccidendolo.

“Ciao Pinocchio”Ridacchia M.

Hop Frog velocemente entra nella cella di Simone,Achille,Ursus,Frank.Li libera e li conduce fuori dalla loro lugubre prigionia.

Sul suo trono tarocco Il Signore delle Tenebre e della Morte ,circondato dalla sua armata di viziosi ed emarginati,puttane tossiche e grassi transessuali ,si prepara a godersi lo spettacolo dello scontro tra sua sorella e amante Mistress Crudelia e la nuova arrivata.Pensa che magari una sega Regale per questo scontro potrà pure spenderla.

Sul ring Lucy fissa duramente la donna che ha massacrato Rhona.Per fortuna non è morta quindi la farà soffrire,ma non come aveva intenzione di fare all’inizio.

Crudelia si avvicina spavalda:un frustino malandrino nella mano sinistra,una sorta di vibratore con una lama nella destra.

Lucy,calma si prepara a farla soffrire soffrendo e morire morendo.Insomma un bel spettacolo che farebbe impressionare lo Splatter eh!

Crudelia cerca di colpire al volto Lucy,ma la donna schiva quel calcio.Evita anche un colpo di vibratore tagliente alla gola e rimane invece ferita dal frustino che le taglia lo zigomo sinistro.Skywalker si trova contro le corde del ring.I fetenti fanno tifo per la lurida sgualdrina del bdsm,la quale si pavoneggia sicurissima.

Di nuovo un calcio,ma questa volta oltre ad evitarlo,Lucy riesce a imprigionare la gamba della sua avversaria tra le corde e poi le tira tre violente gomitate alla tempia sinistra,Crudelia è a terra con la gamba imprigionata.

Non doveva toccarle la sua Rhona,cazzo!Lucy si avventa saltando sullo stomaco della donna,fino a quando sente le costole spezzarsi e lei vomita sangue.Poi si allontana mentre sente i fischi del pubblico.Lei si ferma in mezzo al ring e sorridendo con gli occhi chiusi ,alza la cielo le mani.Dito medio ben in evidenza per quel pubblico di farabutti.

Improvvisamente un dolore acuto alla spalla destra.Crudelia la sta tagliando con il suo fottuto vibratore dotato di lama.Lucy lascia esplodere tutta la violenza e rabbia covata in anni e anni di durissima sopravvivenza.Con un calcio volante colpisce violentemente alla tempia sinistra la Mistress.La testa della donna si sbriciola facendo volare materiale celebrale,scheggi di ossa,sangue.

Non contenta e in preda a una isterica rabbia ,Lucy afferra l’arma tagliente della sua nemica e comincia a sezionarla.Ridendo cattiva e satanica,squarcia la carne ,strappa organi.Infine completamente coperta di sangue e con lo sgaurdo folle di chi è appena tornato dall’inferno indica quel pirla del Signore delle Tenbre e della Morte.

Il panico esplode in sala,tutti cercano di scappare.Proprio in quel momento arrivano M,Simone,Achille,Ursus e Frank.Armati fino ai denti e incazzati come il diavolo quando non riesce ad afferrare qualche anima.

Mourinho con le sue mannaje stacca gambe,braccia,sventra e tagliuzza senza pietà l’intera banda dello Svedese.Simone ormai ha capito che Zentropa non è un luogo,ma la rabbia di vivere e con un fucile a canne mozze fa esplodere toraci e teste delle guardie e del troiame del Signore di quel dannato posto.Achille nervosamente spara con un mitra sui disperati che tentano la fuga.Frank,annoiato,guarda la pessima coreografia di quegli scontri e di tanto in tanto spezza qualche collo con la sua arte da karateka.Ursus è un tornado che spazza via ogni resistenza,in una sinfonia macabra di osse spezzate e teste strappate dal busto.

La fuga del Signore delle Tenebre e della Morte è quella dei sadici contro i deboli e vigliacchi quando viene il momento di pagare quello che si è fatto.Vizio delle società borghese,che spezzerem…ehm,non è un mio comizio!Pardon,dunque il racconto…Ah,si:il cattivo scappa.Urlacchia:Guardie!Guardie!E intanto inciampa ,cade,si rialza a fatica,striscia,implora,piagnucola.Hop Frog,il suo buffone compare all’improvviso.

“Oh,eccoti!Eccoti!Amico mio,aiutami!”Frigna il Padrone.

“Venga ,venga,mi segua”Dice il nano deforme,mentre velocemente punge al braccio sinistro il fetente Signore delle Tenebre e della Morte.

“Ahi!”Gridacchia il cattivaccio,ma è troppo spaventato per riflettere su quanto avvenuto.Hop Frog lo guida verso la cantina dove ha preparato una trappola mortale.

“Fermo!”La voce potente di Erminio Giannetti,capo delle guardie ex tenore pop e reazionario in libera uscita e molestatore di bambine durante i suoi tour di turismo sessuale,esplode nei corridoi.

Hop Frog sanno che son lì per lui.Fanculo.Bè,lo stronzo l’ha avvelenato.Ci pensarà il veleno o forse quegli stranieri.Sa che ha fatto quello che doveva fare.Lei non si era mai accorta di quel patetico nano,buffone di corte e viscido Gran Ciambelliere,probabilmente lo odiava pure.Una lacrima scende sul volto del grande,piccolo uomo.Chissà come deve essere L’Amore,quella cosa che tanti hanno cercato senza trovarla e troppi l’hanno dispersa da sciocchi quando l’hanno avuta.Ridendo si gira e spara tutto il caricatore della pistola contro Erminio e i suoi.Gli uomini vengono colpiti a morte,ma anche Hop Frog è messo male.Cade per terra.

Un calcio violento lo colpisce sul fianco destro,e poi altri e altri e altri.Il Signore delle Tenebre e della Morte si sente di nuovo grande e immortale.

Hop pur stremato dal dolore ride sempre più forte.

“Cosa hai da ridere stronzo?”

“Ci rivediamo all’inferno,ti servirò vivo ai bambini che hai fatto trucidare.”Dice il nano morendo.

Lucy corre lungo i corridoi.Nonostante sia piena di ferite,la compagna come tutte le donne socialiste è pressochè imbattibile eh!Alle sue spalle avanzano velocemente i maschietti.

Davanti a lei arrivano due guardie armate di lance,lei si lascia scivolare sulle ginocchia e scivolando arriva a passare sotto le lame delle armi,estrae i coltelli e colpisce al ventre i due malcapitati sbudellandoli.Poi si alza e fischia forte

Nella stalla Paul Ws Anderson sente il richiamo della sua padrona.Subito tira con forza le catene che lo imprigionano e le spezza.

Le due guardie intente a giocare una partita di carte non hanno nemmeno il tempo di reagire,gli zoccoli della bestia spaccano le teste dei poveracci.Ora è libero e si lancia alla ricerca di Lucy.

L’unica certezza di farcela è liberare L’Armata Delle Tenebre,quei morti viventi creati da suo fratello e occasionale amante-come lo era Mistress Crudelia-che è Dr Strangelove.Arrivato in Laboratorio ,nota sua fratello che si trastulla violentando e frustando un povero zombi.

“Cosa fai?Qui siamo vicino alla fine…Liberali!Liberali!”Supplica e si incazza Il Signore delle Tenebre e della Morte.Afferra per il bavero del camice il fratello e si accorge che è completamente fatto.Lo lancia per terra.Libera dalle catene lo zombi schiavo dei vizi praticati dall’uomo di scienza e abbassa la leva che apre la cella dei soldati-morti viventi.I quali,lentamente,escono.

Dr Strangelove vede il suo schiavo inchinarsi su di lui.L’orrore e la paura invadono i suoi pensieri.Con una mano tremolante cerca di nascondersi la visione del viso putrefatto del morto che vuole vendicarsi per le violenze subite.

Ben presto comincia a cibarsi della carne del dottore,a piccoli e dolorosi pezzi strappati con calma.Un morto vivente che ha imparato a non abbuffarsi.La fine tremenda dello scienziato,consumato fino alle ossa.

Lucy vede Paul avanzare verso di lei.Affrettando la corsa salta in groppa all’animale e guida i suoi uomini all’assalto finale contro le ultime guardie rimaste vive.

Achille e Simone si mostrano combattenti confusionari,ma particolarmente feroci infierendo spesso e volentieri anche contro le povere guardie che si vogliono arrendere.Frank con pochi colpi di spada infilza le truppe sciolte e disordinate dei mercenari dello Svedese,ormai rimasti pochissimi ,e delle guardie del Signore delle Tenebre e della Morte.Ursus infaticabile spezza colli,braccia,schiene.

M,nella sua eleganza e determinazione ,offre una lezione di sterminio delle forze nemiche di rara efficacia.Sbudellando,decapitando,tagliando in due i sventurati che capitano a tiro della sua ira.

Silenzio.Tutto finito.I nostri eroi si guardano in faccia,sono stanchi.Poi uno strano rumore.Tonf!

“Oh ,cazzo!Di nuovo!”Dice Achille

“Cosa?”Chiede Frank

“ZOMBI!Ma tu dove cazzo eri quando la Generalessa Lucy Skywalker ci faceva lezione sui morti viventi?”Si infuria Simone.

“Oh,meno male che qualcuno ha prestato attenzione alle mie parole”Esclama sarcastica Lucy.

Mourinho si prepara,ancora morti viventi.Prende un sigaro e se lo accende lentamente.

“Bè,è ora di fare un bel massacro”Dice mentre prende dal suo cappotto due lunghe spade.Al suo fianco si mette Lucy,che peraltro pensa :che eroe e che errore per me tifare Roma e non Inter,anche lei armata di spada e pronta allo scontro.

“Mi devo proprio rovinare il vestito?”Domanda Frank.Ursus lo prende di peso e lo getta davanti con gli altri.

Tonf!Tonf!Tonf!

“Questo però è diverso!Stanno marciando,non strisciando i piedi”Avverte Lucy.

“Una cazzo di Armata delle Tenbre ?”Domanda Mourinho

“Si”Risponde lei,poi si accorge che ai suoi piedi giace una guardia morta.Vicino al cadavere del soldato c’è un fucile.Lo raccoglie e carica.

“Sono Lucy,reparto ferramenta!”Cazzo è tutta la vita che sognava di dire una frase simile.Oh,ognuno ha i suoi sogni!

Eccoli arrivare :L’Armata delle Tenebre.Morti viventi vestiti come antichi legionari.Scudo e spade

“Prendiamoli a calci nel culo fino all’inferno!”Urla M.E si getta facendo roteare nelle mani le spade .Tre morti viventi si avventano su di lui,ma egli riesce ad evitare i colpi e a infierire ,infilzandoli,sui corpi decomposti degli zombi.Lucy con calma spara agli zombi soldato.Esplodono in mille pezzi teste e corpi.Ursus tira pugni che frantumano scudi e soldati.Frank con la sua abilità evita di farsi infilzare poi colpisce duro con un’ascia recuparata dal cadavere di un mercenario.

Achille e Simone cercano di resistere all’assalto.Se la cavano,ma sono stremati dallo scontro.Paul tira calci ai morti viventi, staccando dal corpo la teta dei nemici.Ben presto hanno la meglio sull’Armata dei morti viventi.

Il veleno non è abbastanza forte per ucciderlo,ma Il Signore delle Tenebre e della Morte avanza ormai barcollando e tremando.Si ritrova nella sala del Trono,dove per anni ha comandato con cattiveria e ferocia.Strisciando e in deliro cerca di avvicinarsi al trono.Supera con fatica i tre gradini che lo separano dalla sua sdraio di merda,ma che per lui è un vero trono.

Mentre con forza e disperazione tenta di alzarsi in piedi,sente un rumore alle sue spalle.Si gira e li vede.

Sono tutti lì.Liberi,armati,pericolosi.

Piangendo chiede gesticolando pateticamente un po’ di pietà

Il plotone di esecuzione prende la mira e getta violentemente contro il fetente capo dei cattivoni i coltelli che tengono in mano.

L’uomo finisce infilzato e cade sul suo trono.Ancora vivo,seppure terribilmente straziato,come una sorta di San Sebastiano del Male.

M si avvicina.In mano una bomba.Afferra la Corona di plastica del Re dei bastardi.Vi lega la bomba e poi pone la corona sulla testa del Signore delle Tenebre e della Morte.

Poi con calma Lo Straniero si allontana.Fa schioccare le dita.La testa del cattivo esplode lanciando pezzi di cranio,cervello,osse in ogni parte della stanza.

Epilogo.

Il viaggio è lungo,ma senza incidenti.

Paul porta Rhona ,ferita,ma viva .Seppure spesso svenga,ma ce la farà.

Gli altri come cavallieri sputati dall’inferno dei Grandi Figli Di Puttana camminano godendosi la fine della battaglia.Lucy ha in mente solo una cosa..Bè,due.La prima riguarda la giovane indio-irlandese,ma la seconda è quella di farla pagare duramente a quel bastardo di R.S.Lerner.Sapeva che Davidovic non l’avrebbe mai tradita o lasciata sola.Anche perchè non sarebbe capace di sopravvivere pensa ridendo.

“Credo che mi fermerò qui”Dice M.

“Come ?”Chiede Frank

“Si,in questo villaggio.C’ è della terra,tanta terra.Verde e un po’ di vento fresco.Potrei trovarmi bene.”

“Anche noi ci fermeremmo qui.”Dice Achille,parlando di lui e Simone.

Lucy si avvicina ai tre uomini e stringe fortemente le mani dei tre valorosi guerrieri.

“Ci rivedremo”Dice mentre si allontana.

Giorni lunghi di viaggio,notti insonni perchè non vuole perdersi nemmeno un attimo della guarigione di Rhona.Che farà ora,quando lei sarà completamente sana?Non ha risposte.

 

Stalingrado è in festa:tornano i suoi Soldati.

Su un palco Davidovic e tutto il direttivo aspetta con impazienza il ritorno di Lucy.Le cose cambieranno,dovranno parlarsi a lungo.Che stupido è stato a far in modo che sciocche incomprensioni rischiassero di mettere in crisi il loro rapporto di fraterna amicizia.

R.S.Lerner guarda l’orologio,presto scatterà l’attentato.Sorride soddisfatto.

La porta d’entrata nella città viene aperta:eccoli!

Istintivamente Lucy e Davidovic avanzano abbandonando una i suoi uomini e l’altro il palco,per stringersi calorosamente la mano e sorridersi con sincerità

Proprio in quel momento qualcuno spara dei colpi di fucile.Lucy e Davidovic cadono morti.

“Un atto vergognoso,un grave attentato al nostro Stato .Con dolore oggi mi tocca prendere le redini del partito,e portarlo verso una nuova tappa.Davidovic e Lucy sarebbero fieri di noi,della giustizia che abbiamo fatto.Veloce e spietata contro il vile attentatore.Io R.S. Lerner mi prendo la responsabilità…”Il vigliacco non finisce il suo discorso, mentre intorno a lui i suoi uomini applaudono,la porta della Sala Congressi esplode.

Lucy e Davidovic avanzano lentamente ,armati e pronti a mettere fine alle malefatte dell’Opposizione.

“Caro Leader,sono loro..Loro!”Urla Victor Serge indicando Zinoviev,Kamenev e R.S.Lerner.Davidovic punta il suo mitragliattore contro l’infame e spara tutto il caricatore.Il corpo del traditore esplode sotto la furia dei colpi.Lucy mira alla testa di Zinoviev ,che implora pateticamente pietà.La rivoluzione non ammette giustificazioni o pentimenti tardivi.La testa del traditore viene squarciata dai colpi di pistola di Skywalker.Ben presto i due eroi del popolo e della rivoluzione fanno a pezzi le quinte colonne.R.S.Lerner punta la pistola contro Lucy,mentre lei le offre le spalle.Davidovic se ne accorge e con un salto -l’unico che a un non atleta come a lui sia mai riuscito- si becca i colpi mortali sparati dal vigliacco infame .

Lucy si gira e prende tra le sue braccia l’amico.Una lacrima scivola sul suo volto.

“Le donne socialiste non piangono,compagna.Vai e portami la testa di quel bastardo”Ordina Davidovic

 

R.S. cerca di scappare.Spaventato,senza direzione o possibilità di farcela.Sente dei passi veloci dietro di lui.Con la coda dell’occhio guarda dietro le sue spalle.Lucy sta arrivando.Non l’ha mai vista così arrabbiata.Lei con un salto afferra l’uomo e lo fa cadere per terra.Poi si siede sopra e gli tira dei fortissimi pugni in faccia.Fino a spaccargliela del tutto.Rendedola un ammasso scomposto di carne sanguinolenta.Si alza estrae una pistola e svuota tutto il caricatore contro il cadavere di R.S. Lerner.

 

Una sala d’ospedale,come tutti i suoi compagni -cittadini.Nessun privilegio.

Davidovic sta morendo.Lo sanno entrambi.

Lucy seduta su una sedia osserva l’amico di tante avventure e battaglie,quante volte gli ha salvato la vita a quel maldestro quattrocchi.Lui è sveglio.

“Sai una cosa?”Chiede lei

“Cosa?”

“Ho trovato Zentropa.Avevi ragione .”

“Io e Lars”

“Si,tu e quel dannato danese.Ti piacerà sai?”

“Dici?”

“Certo.Appena ti rimetti,ti porterò.C’è..ehm..si dicevo:c’è una grande vallata.Per il kolchoz,sai?Ci potranno andare tanti nostri compagni e viverci bene.Tranquilli.Ti farò costruire una statua che ne dici?”

“Che sono egocentrico e quindi va bene.”

I due ridono.L’uomo tossisce.

“E comunque è stato un piacere per me”Dice lui

“Cosa?”Chiede lei

“Averti conosciuta.Ed essere stato tuo amico”

“Vale anche per me”

“Bè,credo che questo sia il momento in cui parte una musica triste,la mdp effettua il suo dolly ,la protagonista saluta l’amico che muore e fine,no?”

“Come ?”

“Si,così manca solo una cosa però…”

“Ma che dici?”

“Vai ,ti sta aspettando”

“Chi?”

“Sai bene chi?”

“Oh..no,bè…Dopo quando tu uscirai da qui.”

“Non fare la sciocca.Ti sto dando un ordine,abbiamo combattuto troppo tempo.Hai combattuto per troppo tempo.Meriti di vivere ora.”

L’uomo sorridendo si lascia morire contento.

Lei chiude i suoi occhi

“Buon viaggio comandante”Mormora

 

Frank e Ursus trattengono le risate a stento.Il primo nuovo Caro Leader e il secondo Generale dell’armata rossa.

Lucy la vede.Rhona è seduta su una panchina.Che fare?Comincia a camminare verso la donna indio-irlandese.Mentalemente si ripassa qualche frase,qualcosa da dire.Niente.Dannazione,un’altra guerra per favore!

Eccola.Lei si volta e le sorride.Oh,madonna..

Lucy si siede accanto a lei.

Si guardano sorridendo.Rhona la fissa come se si aspettasse che l’altra le dovrebbe dire qualcosa di misterioso.

“Si,ecco…ehm..io…cioè…”Lucy un po’ fissa la ragazza un po’ guarda verso il magnifico panorama della città di sera.

Poi sente qualcosa che stringe la sua mano.E’ la mano di Rhona.

“Thank you my hero”Dice la ragazza e abbraccia Lucy.

 

SUICIDE SALLY AND JOHNNY GUITAR

3 Mag

Lo vedi?Laggiù,all’angolo,si:dove ora c’è quel bar alla moda.Ecco… Anni fa c’era un negozio:Rockline.Gesù Cristo,che dico negozio?Era un fottuto paradiso per fottuti rockettari.E puoi credermi,baby,se ti dico una cosa simile,ok?Ci andavo spesso.Cioè,qualcuno andava all’oratorio,altri in qualche centro sociale,molti si ritrovavano in quel campetto..mm..quello in via Bixio,hai presente?Giocavano a pallone.Fumavano.Erba.Sempre.

Bè,io avevo questo negozio.Ci passavo davvero le giornate intere.Ho comprato ,si cazzo se ho speso in dischi!Ti dico:Whitesnake,Black Crowes,Lynyrd Skynyrd,e roba blues.Il proprietario mica ti vendeva solo un disco,ti rendeva partecipe di quella magia.Capisci?Quanti giorni!I migliori,sissignora non posso negarlo.”L’uomo magro con i capelli lunghi e neri come il petrolio e la notte,quando è cattiva e piena di brutti incubi, si sistema sul viso emaciato,i suoi enormi occhiali da sole.Non se li leva mai.

“Quindi,prima di Manhattan’s c’era un negozio di dischi?”Domanda la ragazza con il piercing al naso e sulla lingua,capelli arancioni e ciuffi gialli.Di sana e robusta costituzione.

“No,che negozio di dischi!Era lo spaccio del rock’n’roll.Sai una cosa?Il rock è immortale,ma noi no!”Risponde lui fissandola.Lentamente un sorriso feroce e sarcastico appare sul suo viso.L’esplosione è potente e distrugge completamente il locale per fighetti borghesi conosciuto come Manhattan’s.

SUICIDE SALLY AND JOHNNY GUITAR

Inizio!

Cosa c’è di peggio rispetto a una pedata nelle palle?Un rumore molesto e violento che ti sveglia mentre stai dormendo,o sei talmente ubriaco e ridotto da far talmente schifo che qualcuno potrebbe pensare che tu stia dormendo.

Il commissario Rossi cerca con la mano sinistra di trovare il suo cellulare.Sigarette,lattine di birra,una tristissima confusione, unica compagna di un uomo che vuole solo arrivare al capolinea.Trovato!

“Giovanni?”La voce chiara e forte è quella di mr ottimismo:l’ispettore Ruggero Maccari.Unico suo amico rimastogli.

“Cristo!”Mormora Rossi.

“Forse non è il momento adatto,ma ho una notizia”

“Una che?Notizia?Ok,dammela ma salta la rassegna stampa,ok?Non mi piacciono le disgrazie.Ne ho troppe delle mie”Ordina il commissario.

“Sai quel..che cosa è?Romeno?Croato?Quel tipo che prima aveva una catena di negozi,ma si dai!L’hai preso tu per stupro no?”

“Cazzo,ho arrestato tutta la ex Jugoslavia e la Romania andata e ritorno.Solo quelli posso arrestare no?Come faccio…”

“Vive in via Dante.Ora lo ricordi?”

“Oh,cazzo!Si.Quel fottuto rompicoglioni!”

“Bè,ha voluto vedere se era in grado di volare.E si è schiantato sul marciapiede.”Dice Maccari ridendo.

Rossi distende le braccia sul letto e poi comincia a urlare di gioia fino a quando è senza energie.

 

La nostra città è una specie di territorio di caccia.Si,ho detto caccia.Non mi interessa che tu al referendum abbia votato contro,e poi come facevi tesoro se non eri ancora nata?Oh,si?Quanti cazzo di anni hai me lo devi spiegare.Comunque:cosa serve a dei bravi cacciatori?Armi!Si,giusto.Ne abbiamo,ragazza.Hai visto prima al bar?Bè,quella è una piccola parte.Poi un mezzo per muoverci e abbiamo questa macchina,fino a quando resiste perlomeno.E le prede?Tante:tutta la città

 

Distrattamente Lorenzo guarda l’orologio.Un paio d’ore di libertà e poi l’appuntamento fisso con la sua clientela.L’edicola ,in tempo di crisi,non è sicuramente l’eldorado ,ma meglio di niente.

Bussa alla porta di quella che un tempo era casa sua,di suo padre,ma sopratutto di Emma e di sua madre Tiziana.Morte.Una uccisa misteriosamente,e non hanno mai trovato l’assassino o meglio l’hanno trovato…Ma poi miracolo della legge era stato assolto e girava libero per la città.La madre si era suicidata,non resisteva al dolore della perdita della sua adorata figliola.Così brava,così perfetta.Lorenzo sente una brevissima e insidiosa rabbia contro la sorella morta.Si vergogna e la ricaccia nel buio del suo Es.

Il padre apre la porta:sorride.C’è Totò che li aspetta!Quante risate con quel comico di Napoli,come stanno bene quando guardono i suoi film.Suo padre reagisce così.Come se fosse impazzito e vive in uno strano universo cinematografico.Voleva fare quello come lavoro.Quando era piccolo non sentiva parlare di altro che non fosse cinema.Ogni volta che aveva un problema,una tristezza,suo padre prendeva e andava a vedersi qualche film.Non importa di che genere,per lui non aveva nessuna importanza.

“Vieni,vieni,che comincia Totò”Gli dice sorridendo. Lorenzo lo segue fino al soggiorno e poi insieme si accomodano sul divano.La pellicola è una delle preferite di suo padre:Totò,Peppino e la Malafemmina.Un piccolo capolavoro della comicità nazionale.Un giorno in edicola aveva letto che Dorian Gray,l’attrice che faceva “la malafemmina”,si era uccisa.Il pensiero per un secondo era corso alla madre.Poco tempo,ma sufficente per rovinargli l’intera giornata.

Suo padre ride mentre segue le avventure dei due fratelli che arrivano a Milano da un paesino del sud.Spaesati e disorientati,eppure non si lasciano travolgere.Si ritrova,come sempre, a ridere anche lui per le disavventure di Totò e Peppino.

“L’ho visto”Sente la sua voce uscire dalla sua gola ,in cerca di comunicare con qualcuno.

“Lavora in un posto.Assemblaggi fanno o una cosa simile.Un magazzino.Lavora.Ho un bar in quelle zone,la mattina porto i giornali e insomma lui lavora lì…Cioè,non nel bar.Nel magazzino.Forse devo lasciare stare.Insomma non possiamo decidere nulla noi,vero?La legge si è espressa.Avvocati,conoscono le regole e sanno dire chi è colpevole e chi no.Cioè,io credo sia così.Non lo so,mi viene da pensare…Ti ricordi da giovane,quando avevo ,già quanti anni avevo?Venti.Si,insomma a te piaceva così tanto Il Giustiziere della Notte.Io mi arrabbiavo,perchè lo ritenevo un film fascista.Lo ricordi?”Lorenzo si volta verso il padre che segue il film sorridendo e ridendo a bassa voce,come faceva sempre.

“Cosa posso fare?Io di notte spesso penso di ucciderlo.Non solo di ucciderlo,capisci?Però questo pensiero mi fa star male.Di giorno mi vergogno e insomma se fossi credente,magari ..Che ne so?Pregherei,penso che probabilmente farei così.Non sono un assassino e non so…Ucciderlo,farebbe di me un assassino?Mi prenderebbero e poi andrei in prigione,chi penserebbe a te?”Lorenzo accarezza dolcemente il viso del padre.

Totò sta dettando la lettera a Peppino,i due uomini seduti sul divano ridono fino alle lacrime agli occhi.

“Questo volevo dirti.Sento il bisogno di parlare,ma chi ascolta?Ormai poi, non facciamo nemmeno più notizia.Quando Emma era morta gli affari andavano bene,c’era gente che veniva in edicola,perchè eravamo quella del telegiornale.Non so..non so cosa fare…”Mormora Lorenzo

“Ammazzalo”Gli risponde secco e duro il padre.

 

“Come mai oggi sei venuto qui?Non c’è la mamma?”Chiede il piccolo Andrea a suo padre:il commissario Rossi.

“Vacanza”Risponde vago lui

“Vacanza?”

“Vacanza”

“Ah,ecco…”

“Una specie..di vacanza.Mi hanno sospeso,in attesa di trasferimento.”Spiega l’uomo

“Hai fatto del male a qualcuno?”Vuol sapere il bimbo.

“No,no.Tranne a me stesso.”

“Enrico dice che volevi sparare ai tuoi colleghi…”

“Enrico?”

“Si,è il mio nuovo papà”

“Oh,nuovo.Cambio di stagione?Buttiamo via la roba vecchia e prendiamoci la nuova!Magari,al saldo.Ma si…” Borbotta stizzito Rossi.

“Bè,dice che hai fatto questo.”

“Se lo dice lui…”

“E la mamma”

“E la mamma.Ovviamente.”Rossi sente la collera crescere dentro di sè.E poi un senso di amarissimo e tenerissimo schifo verso quello che è diventato.

“Io farò il poliziotto”Dice allegramente il bambino.

“Uh?Davvero?Per menare qualche studente o qualche anarchico?Quello lo puoi fare.Non puoi sparare in testa ai mafiosi,quello non è ammesso.Hanno gli avvocati.”Nervosamente cerca di accendersi una sigaretta.Non ci riesce.

“Voglio difendere i buoni,lo dice sempre Enrico…”

“Ma cosa cazzo ne sa Enrico!”Sbotta Giovanni

“Fa il poliziotto”

“Il poliziotto?”

“Si,è un commissario come te.”

“Ah,quindi tu vuoi fare il poliziotto ,non perchè è il mio mestiere.Ma perchè uno stronzo che si diverte a giudicarmi..Ma va..lasciamo stare,ok?”Giovanni si alza.Tra poco sarebbe arrivata sua moglie per prendere il bambino.Voleva parlarle e dirle che aveva ricevuto una buona notizia quella mattina. Cosa importa ora?

“Bè,aspetta la mamma ok?”

“Te ne vai?”

“Se ti dico di aspettare la mamma,che vuol dire?”Meglio che io vada altrimenti il tuo nuovo papà diventa anziano a furia di pedate nel culo che gli darò.Vorrebbe dirgli questo a suo figlio,ma desiste.Che vita di merda.Però non si piange addosso,perlomeno non lo fa sempre.Di solito beve.

Vede in lontananza la macchina della moglie,una di quelle …Che cazzo di nome hanno?Suv.Insomma una di quelle.Lui si allontana a testa bassa,non sente nemmeno suo figlio che lo saluta.

“Una bomba.All’interno del bar!Saranno quelli là,come si chiamano?I fondamentalisti.Tutti questi arabi che abbiamo qui da noi”Dice la signora anziana a una sua vicina di casa.

“Eh,che mondo!Chissà dove andremo a finire,signora!”Ribatte l’altra vecchietta.

“Si,infatti ci sono in giro di quelle …Ah,buongiorno signor Rossetti!”La donna saluta un uomo magro e occhialuto,più vecchio di quanto in realtà possa dimostrare.L’uomo risponde con un debole cenno del capo.

“Povero,una così brava persona.Sua sorella non si è mica ammalata?Una così bella ragazza.Immobile.E lui fa di tutto:la lava,fa da mangiare e la imbocca,tutto.Una così brava persona”.

Ogni giorno diventa sempre più difficile muoverla.Sente che non ha più la forza necessaria per spostarla.Un peso morto.Giacomo si siede su una seggiola posta accanto al letto.Accende una sigaretta.Guarda la sorella.Quante cure hanno tentato?Non se lo ricorda nemmeno più.

“Ho trovato un posto.Ti porterò questo fine settimana.Questa tizia parla con la Madonna,e lei le suggerisce delle …ehm,cure o medicine.Non ho ancora capito.Una santa,dicono.Ecco,la mamma,te lo ricordi no?Che era seguace di quella madonna..Come si chiamava?Bè, dicono che molta gente sia guarita.Marta,io credo che non ci costi nulla tentare?”L’uomo si accende un’altra sigaretta.

Con il pensiero va a due giorni prima,quando aveva ucciso una donna che per vivere faceva la prostituta specializzata in giochi sadomaso.

“Ho provato piacere,sai?Non ti parlo di quello che provavi tu,quando eri giovane e avevi tanti fidanzati.Troppi.La promiscuità fa male,sai?Questa erotizzazione forzata.Non posso farci nulla.Sto annegando,e non riesco a toccare il fondo.Cerco di resistere,sai?Mi sforzo.Da ragazzino ci riuscivo per un po’,ma poi andavo a cercarle.Non potevo farne a meno.L’ho uccisa.Due giorni fa.E sai una cosa?Non è l’unica.”Giacomo a stento trattiene una risata,ma ben presto si ritrova a piangere silenziosamente.Come può guarire sua sorella ,se non riesce a guarire lui?

 

 

Cartoni animati e album da disegno per bambini. Cosimo,sa benissimo che non può farsi beccare dai suoi compari mentre pratica questi suoi due hobbies.Lo deriderebbero.

A lui invece piace,certo è anche un noto picchiatore.Anzi di più,un noto e stimato torturatore.Però non toglierli i suoi cartoni animati:Willy il coyote,Titti,robe così.Tex Avery?Doveva chiamarsi così l’uomo che aveva inventato alcuni dei suoi eroi preferiti.Magari fosse così anche la vita.Ti fai malissimo,ma non muori.Con attenzione pittura un cagnolino che passeggia per un prato,tenendo un osso in bocca.

Il telefono squilla.

Non vorrebbe rispondere,ma deve.

“Pronto?”Domanda

“Cosimo,ciao!”Riconosce la voce.Alfredo.Quando chiama sa che c’è lavoro,e anche un lavoro dannatamente serio.

“Dimmi”

“Oh,ma lo sai che è successo?”

“No”

“Hanno fregato le nostre armi”

“Ah,si?”

“Si,quelle che avevo dato a quel coglione.Vedi te a fidarti delle persone.”

“Devo prenderlo?”

“Si,perchè tra due giorni ci sarebbero servite .E se non le trovi sai che succede?”

“Certo che lo so,cazzone.Molto probabilmente sarò io a farti a pezzi”

“Faresti questo a tuo fratello?”

“Che me lo domandi a fare?”Risponde duro Cosimo e aggancia la cornetta.

“Non dovremmo avere un nome?”Chiede la ragazza al guidatore.

“Un nome?”

“Un nome.Certo,che c’è di male?”

“Non ti avevo detto che non era importante?Niente nomi.Perchè i nomi hanno sempre un cognome con sè.Quindi una persona.E una persona,girala come vuoi,è una storia.Non avevamo fatto un patto?”

“Si.Certo,ma non dico un nome vero.Uno di fantasia.Tipo Bonnie e Clyde”

“Bonnie e Clyde sono due nomi veri”

“Ma va la!No,che dici!I nomi veri sono Fay Dunaway e Warren Beaty.Mica l’hai visto tu quel film!”Ribatte ridacchiando lei.

“Certo che l’ho visto.Ho quasi il doppio della tua età,ragazzina”

“Bè,pensavo ora che abbiamo fatto il botto,e l’abbiamo fatto proprio fisicamente,insomma servirebbe un nome.Per la tv,e per le masse.”

“Un nome?Ma che ce ne frega a noi della tv e delle masse?Mica voglio diventare l’idolo di nessuno.Io voglio fare a pezzi questo schifo di città.E basta.”

“Ok.Mi pareva una bella idea…”

“Ti pareva ,ma non è così”

“Ok,ok”

“OK”

“oK”

La radio trasmette una canzone ,il guidatore prima la canticchia a bassa voce,poi la canta a squarciagola.

“Come si chiama?”Domanda lei

“Eh?”

“Come si chiama?”

“Cosa?”

“La canzone”

“La canzone?Ah,questa…Suicide Sally and Johnny Guitar.Primal Scream,la band.”

“Fighissimo,chiamiamoci così”Sbotta lei.

L’uomo al volante ride.Vada per Suicide Sally and Johnny Guitar.

Ruggero si versa da bere,acqua naturale,nel grande bicchiere vicino al suo piatto di gamberi al curry.Guarda Giovanni che litiga con i bastoncini per riuscire a mangiare la sua pasta.

“Usa la forchetta”Suggerisce divertito Maccari

“Cosa?”Chiede Rossi mentre sta combattendo una fottutissima guerra privata tra lui e miliardi di cinesi.

“Hai presente?La forchetta.Guarda che è lì,accanto al tuo piatto.Non ti mandano a spaccare pietre, se non usi le bacchette.Cazzo sembri il John Bonham dei poveri!”Ridacchia l’ispettore

“Oh,ti diverti?Bè,vaffanculo”Il commissario molla quelle cazzo di bacchette e afferra la forchetta manco fosse Excalibur.

“Bè,come va?”Vuol poi sapere.

“C’è un dannato movimento,baby!Così direbbero gli sbirri americani!”

“Cosa?Ahahahah,ma come cazzo ti vengono in mente?”

“Che c’è ?Te lo giuro Giovanni.Direbbero così.Serpico,era il tipo che avrebbe risposto in questo modo alla tua domanda”

“Serpico?”Rossi ride.

“Va che abbiamo un bar demolito e dieci morti.Una donna,una prostituta ,ma sai una di quelle che fa cose..Ehm,diciamo particolari:morta.Non solo morta,tu sai cosa intendo vero?Ormai…”

“Ne ho viste tante”

“Troppe”

“Si,troppe”

“E non hai retto”

“Non ho retto”

“Non c’è niente di male”

“No,non cìè niente di male.A proposito,sai qualcosa..

“Il trasferimento?”

“Si”

“No..Non so ..Comunque c’è una cosa”

“Cosa?”

Maccari tira fuori dalla tasca un accendino,quelli che hanno anche la luce incorporata.Giallo.Lo mette sul tavolo.

“Quanto pare quel romeno o croato,sai quello..”

“Quello che si è gettato dalla finestra”

“Si,quello che si è..Ecco,non direi che si sia gettato”

“Ah,no?”

“No.Quanto pare un vicino di casa ha sentito che litigava con qualcuno.”

“Ha sentito?”

“Lui dice così.Dice che era sveglio perchè accudisce la sorella.Una bella donna.Prima almeno,perchè ora..”

“E cosa ha detto questo bravo cittadino?”

“Che ha sentito quel cazzo di straniero di merda litigare con qualcuno.”

“Un italiano?”

“Forse”Con la mano Maccari spinge l’accendino verso Rossi.

“Magari era ubriaco e urlava da solo”Dice Giovanni prendendo l’accendino e rimettendoselo in tasca.

“Probabile”Sorride Ruggero.

Suicide Sally fuma tranquilla una sigaretta,girano lentamente con la macchina.Non c’è anima viva a quell’ora della notte o del mattino,non l’ha mai capito.

No,avevano trovato una potenziale vittima.Un marocchino ubriaco che vagava in stato confusionale,piangendo e ridendo nello stesso momento.Quando lei aveva sparato ,però l’uomo si era chinato per vomitare.Lo aveva mancato.

“Eccolo”Dice Johnny Guitar.

Un uomo ,appena uscito dal suo palazzo,vestito elegante e tutto il resto.Si stava avviando verso una macchina parcheggiata davanti allo stabile.

Sally prende il fucile con il mirino laser.Punta l’uomo.Quello stava pensando alla riunione in cui avrebbe portato avanti il suo piano di chiusura della fabbrica,cazzo fregava a lui degli operai.All’estero gaudagni di più e non hai tutte queste rotture del cazzo.Il puntino rosso si sposta pigramente dal cuore alla fronte dell’uomo.

“Cosa?”Si domanda.

Sally spara.

 

I biglietti per la partenza sono pronti.Giacomo prepara la sorella per il viaggio.Quella donna ogni sera vede la Madonna.Ogni sera alle 18,30.E guarisce i malati.

Quando aveva visto il poliziotto,qualche giorno prima,si era spaventato.Pensava che sarebbe toccata a lui.Avevano trovato delle prove schiaccianti.Carcere a vita,dove avrebbe subito violenze disumane da parte degli altri detenuti.Poi invece quello aveva cominciato a fare domande sul suo vicino.Quel tizio che aveva avuto diversi problemi con la giustizia.Un tipaccio,un farabutto.Era contento che qualcuno lo avesse ammazzato.Un delinquente di merda!Così aveva risposto come farebbe ogni bravo cittadino.Non solo,si era permesso di essere comprensivo con lo sbirro.Dovevano dar a loro maggiori poteri,che quella feccia si meriterebbe la morte.Il poliziotto aveva sorriso,ma amaramente.”Siamo in democrazia”

Peccato,voleva rispondergli.

Guarda l’orologio.Una vocina gli dice di andare a vedere,c’è una piccola sorpresa per lui.

“Non devi andarci”Si risponde.Farebbe tardi per il pullman.

Tanto le signorine tanto cattive ,lo avrebbero aspettato al suo ritorno.Come sempre.

 

“Come è andata?”Chiede la donna bionda e dal viso stanco e rugoso a suo marito,di ritorno dal lavoro.

“Bene”Risponde lui,con un tono di voce che fa comprendere tutto il contrario.

“Cosa è successo?”

“Niente”

“Niente?”

“Niente!”Sbotta lui,pestando i pugni sul tavolo.

“Lo so .”

“Sai cosa?”

“Come ti senti.Ti sono stata vicina per tutto il processo”

“Ma la gente non ti dice :assassino maledetto,ci vuole la pena di morte.E questo è niente.Il peggio viene quando non parlano,ma ti guardano.Giudicano,sempre.Come fargli capire che sono innocente?”

“Lo ha detto la legge.Sei assolto per non aver commesso il fatto”

“Non per la gente,non per loro”

“Io chi sono?Non ti basta?”

“No”Dice lui alzandosi e lasciando la stanza.

L’uomo si chiude in bagno.Aveva conosciuto Emma navigando nella rete.Lei faceva la web girl.Si spogliava,si masturbava per uomini in cerca di un po’ di sesso a buon mercato.Era diventata la sua ossessione.Per caso una sera l’aveva vista.Usciva da una edicola.Quella del fratello.L’aveva seguita e così era venuto a conoscenza dove viveva.E dove girava film porno per pervertiti andati male.Roba con animali,cose del genere.

Una sera l’aveva fermata.Ricorda che voleva passare la notte da lei,litigarono e lui era stato abbastanza duro e violento.Era la sua ossessione.

La polizia sospettava di lui,la stampa ci ricamava sopra.L’inferno!Poi dopo una prima condanna e tre terrificanti anni nelle prigioni nazionali:l’assoluzione.

Ora non vuol altro che ritornare a vivere.

 

Cosimo seduto sulla panchina del parco si gode quel poco di bello che la vita possa mai offrirci.Bè,lui è convinto di questo:esiste qualcosa di bello o di speciale,fai un po’ te,niente di che magari,ma prendi una giornata come oggi.Si,avanti :prendila!C’è il sole,ci sono le mamme con i loro bambini,cani che corrono.Non è molto?Ma a lui va bene così.Seduto sulla panchina ,pittura un albo con protagonisti degli animali.L’ha preso nell’edicola dove va di solito.Il ragazzo tempo fa aveva perso la sorella,qualcuno l’aveva massacrata.Nessun colpevole.Lui avrebbe fatto a pezzi quello che aveva ammazzato la sorella,ma la sua non è legge:è crimine.Bene ,ora sarà ora di mettersi in moto e cercare quel povero coglione che si è fatto fregare le armi.Suo fratello Alfredo non è come lui.Non è altro che uno sbruffone da quattro soldi,chissà come aveva incastrato quel povero cristo.Guarda per un momento quell’umanità calma sul limite del precipizio,poi si alza e se ne va.

 

Come ucciderlo?Una pistola,ma dove trovarla?O un coltello?Ma lui è più robusto.Investirlo?Certo ,se guidasse la macchina,come farlo?Una rabbia violenta lo tormenta ogni giorno.Nella sua testa l’eliminazione del rivale è facile.Pensa anche di torturarlo,come hanno fatto con Emma.Poi sente una voce che gli dice di non farlo,non guadagni nulla.E allora bestemmia,ci manca solo l’angelo perbenista.

Poi si avvia verso la casa del padre.Oggi ci sarà da vedere :”i due colonelli” con De Sica.

Giacomo è travolto da quel baraccone di superstizioni per gonzi,dalle scemenze che quella buffona si lascia scappare.Eppure guarda che folla:malati,disperati,anime perdute,bigotti rozzi,una rappresentazione farsesca e commovente di varia umanità.Prega che qualcosa di vero ci sia,che Dio o la Madonna guariscano sua sorella.Lui ormai è perso del tutto,sa che ha un viaggio per l’inferno e deve preparare le valigie al più presto.

La donna dice che la madonna l’ha presa per mano e portata a vedere il paradiso,il purgatorio,l’inferno,e che se vogliono davvero essere salvi,che diano i loro soldi e beni materiali,sterco del diavolo,a ella e ai suoi che li purificheranno dalla maledizione.

La gente esulta!E arriva una lunga fila che spingendo,piangendo,gridando, porta quello che hanno raccolto in una vita di lavoro e sofferenze.Che la madonna li ripaghi ora,oh almeno che offra a loro un caffè nel bar paradiso.

“Cosa hai detto a tuo marito?”Chiede il ragazzo, pelato e tatuato come un vero tamarro, alla donna seduta al suo fianco.

“Che dovevo andare da mia sorella.Non sta bene.”Dice lei

“Bè,un po’vecchia come scusa.No?”

“Si,caro.Ma mio marito è troppo tonto per non crederci.”

Sara guarda fuori dal finestrino.La gente non la capirebbe.La chiamerebbero puttana.Non sanno cosa significhi sprofondare nella noia della vita quotidiana.Marco è un buon marito e un ottimo padre,ma non c’è quell’avventura che vede nei film.Si vede che guarda film scadenti,visto che tipo di amante si è trovata.Un buffone avanzo di palestra e di vita randagia.

“Cosa vuole quello?”Si domanda spazientito Kevin,l’amante di Sara.

“Chi?”Dice lei girandosi verso la macchina che li segue.

“Continua a farmi i fari,stronzo!”Lui già si pregusta una bella scazzottata per far eccitare la sua bella.

“Dai,Kevin!Lascia stare.”Mente lei.Ora se ne vedranno delle belle.

Il ragazzo ferma la sua auto.Scende,gonfiandosi il petto da vero guerriero.

L’altra macchina è ferma. Ha i vetri scuri.Una macchina tutta nera.Ricorda che un tempo da bambino aveva visto un film che si chiamava :La macchina nera.La guidava il demonio.Per un piccolo spazio di tempo avverte una sottile paura.Lei però è lì.Deve fare il guerriero fino in fondo.

“Ehi!Coglione”Kevin cammina verso il suo nemico.

Dalla macchina scendono in due:un tizio magro e rugoso vestito di nero,occhiali compresi. E una ragazza non molto alta robusta,punkeggiante.Entrambi hanno in mano dei fucili a pompa.

“Cri..”Non finisce perchè i due esplodono diversi colpi contro di lui.La sua testa esplode ,come le braccia,il pene,il ventre.

Sara è spaventata.Si chiude in macchina e tanta di farla partire,ma i due hanno già sparato alle ruote posteriori.

Lentamente si avvicinano.Sara vede che la ragazza ha in mano qualcosa.Una tanica di benzina.

Qualcuno gentilmente bussa al vetro della portiera.

Lei si gira tremando

“Una volta ,dicono,le puttane come te le bruciavano.Vuoi scoprirlo?”Chiede lui.Poi lentamente la sigaretta cade per terra,dove la ragazza ha versato la benzina.

Suicide Sally e John Guitar rimangono a vedere il falò cantando This land is your land.

Rossi ha preso l’abitudine di seguire Enrico e la sua ex famiglia.Sono felici.Si vede che hanno fatto in fretta a dimenticarlo.Succede.Cerca una bottiglia di qualsiasi cosa scaldi i cattivi sogni e sciolga gli incubi.Non trova nulla,bestemmiando avvia la macchina e ritorna a casa.

“Come stai?”Chiede Giacomo alla sorella.Ovviamente lei non risponde.

“Stupido io a credere in Dio.Sono meglio come assassino,sai?Non mi hanno mai preso.Come tuo fratello invece che ho fatto?Niente.Vuoi vedere un po’ la tv?O ascoltare musica?Mi ricordo quando cantavi quella canzone…Come si chiamava?Hallelujia?”Giacomo la canticchia piano piano accarezzando il viso della sorella.

“Devo andare.Non posso fermarmi.Vorrei,ma come posso?Torno,non ti preoccupare.E ti porto..che ti porto?Si,ecco!Dei fiori.Ecco cosa ci vuole:fiori.”

 

Ruggero fuma piano la sigaretta.Un modo per tenerlo lontano dal mondo di schifo e depravazione che ogni santo giorno gli capita di incontrare.Non è come Giovanni,povero Giovanni,che si è lasciato travolgere.Lui vuole stare a galla.

“La solita puttana,sicuramente femminista e comunista”Dice un suo collega

“Comunista?”

“Bè, ama frustare i maschi?Una poveraccia…”

“Una vittima.Ora lei è solo una vittima e il nostro lavoro non è quello di giudicare la vita dei vivi,ma di assicurare alla giustizia chi li ha uccisi”Taglia corto Ruggero.

La terza sadica del cazzo fatta a pezzi.Che sta succedendo?La bomba nel bar,un uomo seccato all’uscita di casa,una coppia massacrata.Sarà veramente la fine del mondo?E lui cosa deve fare? Arrestare Dio e non farlo uscire da galera?Peccato! Era un ottimo cantante haeavy metal,amava i Rainbow.

“Lorenzo?”

L’uomo alza la testa dalla rivista che stava leggendo per vedere chi lo stia chiamando.

Un uomo di statura media,robusto,baffi e una faccia da duro,ma non di quelli diversamente etero che van di moda oggi,da qualche parte è sicuro di averlo visto,ma non rammenta dove.

“Lorenzo?Sei tu?”

“Si”

“Oh,finalmente!Lieto di conoscerti,ragazzo!”L’uomo gli stringe la mano,una stretta forte e sicura.

“Lei..Mi dica?”

“Che ti devo dire?Sono qui per darti una mano.Mi chiamo Kersey.Paul Kersey.Ecco,sai come dico?Se devi fare un lavoro vai a fare l’apprendistato da uno che è una vera e fottuta leggenda nel suo campo.Che dico leggenda?Una leggenda che prende a pedate nel culo le leggende.E quindi eccomi qui:tu vuoi fare il giustiziere,no?E io sono il migliore in questo campo!”Sorride tra il cameratesco e il minaccioso l’uomo.

“Oh,cazzo!Paul Kersey?Quel Paul..Il giustiziere della notte!”

“Bè,questo qui è il nome che ho in Italia.Comunque ,ok!”

“L’idolo di mio padre.Ama tutta la sua saga,tutta!”

“Ha un bel stomaco tuo padre per digerire tutti e cinque i miei films.Bè,dicevo :figliolo cominciamo male.Malissimo.”

“Perchè?”

“Come perchè?Non hai nemmeno un’arma.Ecco,vedi io sono fortunato.Vengo dall’America.Lì è facile acquistare una pistola,mentre qui da voi.”

“Difficilino..”

“Difficilino?Come cazzo parli?No,dico..Cosa ti dico?Ah,si:l’America è una grande democrazia,la terra delle possibilità e delle libertà.Cosa c’è di meglio?Cosa avete voi di meglio?”

“Bè,abbiamo…”

“Niente,solo che siete una delle nostre colonie con gli ascari più fedeli.Anyway,mi sforzerò di darti una mano.Non hai una pistola,non hai il fisico,ma una cosa ce l’hai:la cattiveria.Usala.”

“Ma come?”

“Colpiscilo alle spalle.Con un coltello o altra arma,che puoi trovare dovunque.La sorpresa ti darà un doppio vantaggio.Spero solo che sia l’uomo giusto.”

“L’uomo giusto?”

“Già:l’uomo giusto”

“E come faccio a saperlo?”

“Prega che tu stia facendo la cosa giusta,altrimenti saresti solo un altro assassino. E allora….”

“Allora?”

“Dovrei ammazzarti”Dice Paul mimando il gesto di sparargli con una pistola.

Lorenzo si risveglia dal sonno di colpo.

 

La televisione trasmette gioia e allegria di seconda mano,per chi si accontenta.A sua moglie va bene così.Salvatore mangia in silenzio.Sta pensando all’uomo che ha visto uscire dal palazzo dove era stata trovata uccisa una di quelle donne ,quelle specialiste.L’aveva visto mentre in fretta trafficava con la tasca del suo impermeabile scuro.Era ,sembrava,un po’ sporco di sangue.Dovrebbe informare la polizia.Poi gli torna in mente il calvario che ha subito lui,e sopratutto che dovrebbe spiegare anche perchè si trovasse in quel luogo e non sul posto di lavoro.Gira la faccia verso la tv.Forse quella roba potrebbe fargli bene.Forse.

 

“Come fai?”Chiede Rossi al suo collega Maccari.

“Come faccio cosa?”

“Ad amare questa città”

“Mica l’amo.Non è una persona,ci vivo.E cerco di viverci bene.Perlomeno quello che riesco e posso ottenere.”

“E pensi che si possa salvare?Qualcosa o qualcuno?Pensi che questi qui fuori non abbiano troppe debolezze e miserie,per essere salvati?E da chi?Da noi?Dalla giustizia?”

“Si,da noi.Non dico che li salveremo,non possiamo farlo.Però voglio tentarci.Sono una persona civile,che vuole un mondo civile.Democratico,forse.Anche se è una bugia…”

“Mr Happy End.Tu faresti carriera in un posto come Hollywood lo sai?Io…”

“Tu?”

“Lo so.”

“Lo sai?E cosa?”

“Non ci sarà nessun trasferimento.Finita.Giusto così, perchè quello che ho fatto…”

“L’hai fatto.Sorpassato.Hai bisogno di un posto più tranquillo,dove calmarti e ricominciare”

“Calmarmi…No,è che forse come poliziotto non valgo gran che.Vanno in giro,li vedo.Si sentono…Lo sai,ti è mai capitato?Un tizio arriva da te:spaventato.Ti dice che della gente lo minaccia.Vogliono il suo negozio.Ti porta anche nomi e cognomi.Brutta gente,pensi e sai cosa rispondi?Ha le prove signore,perchè dobbiamo avere la certezza.Come se non bastasse che quello è un bravo cittadino.Lo rimandi a casa,a subire di nuovo.Non una persona,ma tante…L’ho ucciso io”

“Lo so.Ti ho dato anche il tuo accendino,ricordi?L’ho trovato a casa sua.”Sorride Maccari.

“Dovevi arrestarmi.Questo dice la legge e la giustizia.”

“Si,ma la legge e la giustizia hanno già parlato:suicidio.Meglio così,lasciamo stare.”

“Voleva corrompermi lo stronzo.Muoiono tutti da codardi,quei mafiosi e delinquenti di merda.”

“Lo so,ma non siamo pagati per fare giustizialismo sommario.Non siamo pagati per questo.”

“E per fare cosa?”

“Giovanni,prima mi parlavi di bravi cittadini.Ce ne sono.Ecco,io tra poco vado a prendere uno di quelli.Sai quelle donne uccise?Massacrate da quel maledetto maniaco.So chi è.L’ultima vittima aveva una videocamera nascosta,forse per ricattare i clienti,ha registrato il loro incontro.Lo conosco.Abita nel condominio di via Dante e ti aveva visto.Una bravissima persona,che vive con una sorella malata,un uomo ben voluto da tutti i condomini.Tutti.Però andrò ad arrestarlo.Cosa sto facendo?Giustizia perchè porto in galera un assassino?O sto mettendo nei guai uno che è considerato da tutti una brava persona?Incensurato.Non possiamo dividere il mondo in buoni e cattivi.Giusto o sbagliato.Non funziona nulla,ok?Ma io non voglio,non posso arrendermi.So fare solo questo.E lo farò”

Maccari si alza dal divano nella casa di Rossi e abbraccia l’amico,poi esce e va a fare il suo dovere.

 

Giacomo è felice.A sua sorella sono piaciuti i fiori.Bè,non l’ha detto con le parole,ma lui ha capito.Ogni tanto una piccola,fragile,tenera,felicità arriva a fargli compagnia.Vorrebbe trattenerla più a lungo,ma non può.Però quei momenti vuole gustarseli tutti.

“Quale mi consiglia tra questi due?Magari anche lei è solo…”Una voce alle sue spalle lo riporta nella realtà.

“Come?”Chiede un po’ infastidito

“Dicevo:quali tra questi due cibi surgelati reputa i migliori…Ma un momento..Lei non è il signore che vive in via Dante?”

“Si..cioè,io vivo in via…Ma lei..”Giacomo guarda meglio l’uomo:è una sorta di sosia di Ed Harris.Dove l’ha già visto,non Ed Harris,ma quel tizio.

“Ispettore Ruggero Maccari.Non ricorda?Abbiamo parlato a lungo a casa sua,per quel tizio..L’albanese o croato,quello che si è buttato giù dalla finestra”

“Oh,certo!”Sorride Rossetti.Sempre contento di collaborare con la legge.

“Bè,lieto di averla rivista.Lei come sta?”Nella voce del poliziotto ,Giacomo,avverte una nota dura come se prima stesse recitando e ora con quel lei come sta voglia indagare su qualcosa di altro.

“Bene..Bè,mia sorella.Purtroppo…”

“Capisco,mi scusi.Allora ci rivediamo,a presto!”Maccari stringe la mano dell’uomo con forza.Per un momento Giacomo teme che lo porti via.

All’uscita del supermercato ,Giacomo ha una brutta sorpresa.Qualcuno ha bucato le ruote della sua macchina.Una rabbia feroce gli monta da dentro,vorrebbe spaccare tutto.Poi sente qualcuno che suona alle sue spalle.Si gira per vedere chi è:l’ispettore che con un gesto della mano lo invita a salire sulla sua automobile.

“Non potrà migliorare.Mai.L’ho portata anche da una donna,una che parlava con la Madonna.Non che ci credessi,ma che altro potevo fare?Ogni giorno da 18 lunghi anni mi occupo di lei.Sempre.Non mi chieda perchè lo faccio,è mia sorella.Non posso fare altro.Difficile far capire agli altri cosa uno provi,quali pensieri ed emozioni.Giudicano,criticano, non dico facciano male.Lo faccio anche io,sa?Ogni tanto le canto le sue canzoni preferite,ci vediamo insieme i suoi film favoriti..Le parlo.Le parlo sempre.”Spiega Giacomo.

“Anche di quelle donne?”Chiede Maccari.

“Anche di quelle.Sopratutto?Con chi sfogo il mio tormento?Dio?Una bella invenzione,una simpatica bugia,no.Parlo con lei.Sa come mi sento.Come uno che si trova ad annaspare in uno stagno.Esattamente a un centimetro dalla salvezza,ma anche pronto a sprofondare.Per sempre.”Conclude l’uomo accarezzando la testa della sorella.

“Vuole salutarla?”

“Qualcuno si occuperà di lei?”

“Si”

“Chi?”

“Qualcuno”Taglia corto Maccari.

“Posso ?Vorrei stare solo con lei.Per l’ultima volta”

“Ok,non troppo tempo”

Maccari si siede su una vecchia sedia e si accende una sigaretta.Non vuole pensare.

Dopo due minuti l’uomo esce dalla camera della sorella.Gli occhi rossi di pianto.

“Non le metterò le manette,non ha intenzione di scappare?”

“No,non più”

All’uscita dal condominio,Maccari vede arrivare una macchina stranissima:completamente nera.Come quella di un vecchio film dell’orrore.

Lentamente i finestrini del guidatore scendono ed esce una canna di fucile.

Maccari tenta di mettere in salvo sè stesso e Rossetti.Ode distintamente tre colpi di fucile e un dolore violentissimo alla gamba.Vede Giacomo Rossetti colpito in pieno petto e all’addome scaraventato con forza contro il muro dove rimane accasciato e morto.Poi il buio.

 

Lorenzo l’ha seguito.Ha un coltello,l’ha portato da casa.Avanza velocemente,per non perderlo di vista.Colpire alle spalle e poi scappare.

Salvatore cammina svelto.Deve andare al lavoro,ma prima vuole passare di nuovo da quella ragazza.La deve rivedere,nella sua testa il piano è perfetto.Non deve fallire,non deve succedere come l’altra volta.Non vuole finire ancora in tribunale,con la gente che da allora lo tratta come un mostro.

Lorenzo è sempre più vicino,si sente come in quei film dove il poliziotto insegue il cattivo,sente una grande energia dentro di lui.

Salvatore con la testa è già da lei,questa volta sa cosa dire e fare.Poi sente l’equilibrio mancargli sotto i piedi…

Lorenzo vede l’assassino di sua sorella che si abbassa a coprire con il proprio corpo il bambino,proprio mentre una ragazza seduta sul finestrino di una strana macchina -nera come quella del film- spara per uccidere il bimbo.

Salvatore è colpito mortalmente.Lorenzo si gira e scappa.

Un eroe!Per stampa,la gente,i vicini,i parenti.Per giorni e settimane tutti fanno a gara a santificare Salvatore.E prendersela con quelli che giudicano e condannano la gente innocente e pura come lui,che ha avuto la sfiga di essere processato in Italia.

“Una storia edificante,non crede?”Chiede Cosimo all’uomo grassoccio e spelacchiato che tenta di annegare i suoi guai dentro l’ennesimo whisky.

“Come?”Sobbalza l’individuo.

“Quel tipo.Quello che era stato assolto per quel caso,quel delitto…Emma,ricorda?”

“Forse”

“Bè,storia vecchia.Conosco il fratello,un giornalaio.Bravo ragazzo.”

“E allora?”

“Niente,pensavo:cosa decide il finale delle storie?”

“Non lo so…Forse uno scrittore…ma perchè..”

“Ecco!Uno scrittore!Per esempio,ascolti..Anche questa è una bella storia.Un tizio,uno qualunque.Una sera gioca quella che è convinto sia la partita della sua vita.Fallisce,come sempre.Non solo,l’uomo con cui ha perso è un farabutto.Un poco di buono,uno che vuole fregare la sua banda nascondendo delle armi.Dove potrebbe farlo?Trova questo pezzente,questo perdente e di quelli che pure ispirano poca simpatia.Mi segue?”

“Si.”Mormora l’uomo.

“Bene,cosa succede?Qualcuno ruba quelle armi.Male,malissimo,amico!Così il farabutto telefona al fratello:un killer.Ma un uomo prima di tutto, e gli mente dicendogli che quelle armi servono ai capi.Arriveranno in città tra due giorni.Deve ritrovarle.Solo che c’è un problema.Il killer trova la sua vittima,ma non vuole ucciderla.”

“Ah,no?”

“No.Non ne vale la pena.”

Cosimo paga da bere all’uomo e si muove verso l’uscita.

“Un momento!”Grida la vittima graziata

“Cosa?”

“Perchè non vale la pena?”

“Questa è un’altra storia”Sorride Cosimo.

 

L’automobile si ferma all’interno di un vecchio Luna Park abbandonato.Le giostre sono rottami arruginiti,impegnandosi a fondo forse sarebbe anche possibile ascoltare le voci allegre dei bimbi.Forse.

“Bel posto”Dice Cosimo,mentre spegne il motore della macchina.

“Già.Ci andavamo da bambini,ricordi?”

“Si”

“Che spavento mi sono preso dentro il castello dei mostri”Rammenta Alfredo.

“E io con quel vascello del cazzo.I vuoti d’aria mi fanno ..Ancora oggi ,pensa un po’,non mi piacciono quelle giostre”

“Già”Risponde il fratello minore ,guardando fuori distrattamente dal finestrino.

“Penso che dovremmo scendere,no?”Domanda Cosimo

“Ah,si…Si!Dobbiamo scendere.Ehm..perchè…Perchè,ecco..Quella storia… Il tizio”

“Si,non devi essere nervoso.Fa parte del nostro lavoro”

“Come?”

“Digli la prossima volta di nascondersi meglio”

“Chi?”

“I tuoi uomini.Li ho visti.Pochini:due”

Alfredo non parla.

“In tutti i campi ci vuole serietà.E rispetto.Tu pensi che con i tuoi modi da bullo avrai una lunga carriera?”

“Le cose cambiano”

“Anche per te.Un piano più idiota del tuo è difficile trovarlo”

“Dovevi ammazzarlo”

“Cosa sarebbe cambiato?Nulla.Le armi sono scomparse.Mi ha parlato di un tizio strano.Un suo vicino di casa,pensa che sia lui.In ogni caso:non ti aiuterò.Non svendo la mia banda,la mia famiglia.”

“Io sono…”

“Un coglione.E ti voglio bene,sei pur sempre mio fratello.Però sei un tale pirla”Cosimo apre la portiera e scende dalla sua automobile.Alfredo fa per uscire ,ma la portiera è bloccata.Tenta di uscire dalla parte del guidatore,ma Cosimo ha già chiuso anche quella.

Poi la macchina esplode.

Dall’interno della biglietteria dell’auto scontro un uomo spara dei colpi di mitra contro Cosimo.Il killer pensa che farsi ammazzare così è da pistola,ma va bene.Sente i colpi .Avverte il dolore,ma non ha paura.Mentre cade esplode due colpi di pistola verso l’uomo.Lo uccide.

A terra.Il respiro si fa più pesante,gli occhi si stanno chiudendo.Pensa che ha ancora da finire un album da pitturare.Peccato.

“Morto!Abbiamo ucciso Cosimo!”Gridacchia l’ultimo uomo di suo fratello Alfredo.

Si avvicina al cadavere e lo prende a pedate ,insultandolo.La forza delle carogne è tutta qui.

“Mi scusi”La voce di un uomo lo distrae dallo scempio che sta facendo del cadavere del killer.

“Chi…”Il ragazzo non finisce.L’uomo gli spara un intero caricatore addosso.

Come sempre nella sua vita è arrivato in ritardo,non ha salvato quel tizio che al bar gli ha salvato la vita.Però ha stecchito quel coglione da poco.Una brutta razza ce ne sono troppi in giro.Poi si gira e se ne va.Per sempre.

 

“Ciao..”Mormora Ruggero Maccari,vedendo in un angolo della stanza-accanto alla finestra-il suo grande amico Giovanni Rossi.

“Ciao,come va?”

“Bene,anche se quanto pare senza una gamba”Dice Ruggero.

“Già,bè ma tanto tu a pallone sei forte con quella destra.”

“Ahahah!Si,sarò sempre il vostro bomber.”

“Prima,cioè..Prima,sai?”

“Prima?”

“Si,prima c’erano i colleghi.E allora non sono entrato.Non voglio disturbare.”

“Disturbare?Tu?”

“Per quella storia,dai!In ogni caso.Ho sentito che parlavano.Quanto pare stanno collegando il tuo caso con quello delle altre uccisioni e alla bomba in quel bar.C’è un testimone,sai chi è?”

“No”

“Quel tizio a cui hanno ammazzato la sorella,quella che faceva la mignottona per ricchi.In questi giorni è stato ucciso anche quello che reputavamo fosse il colpevole,quel Salvatore…”

“Ah,si!Me ne hanno parlato.Quindi ora sapete qualcosa in più?”

“Bè,che vanno in giro con una strana limousine.Completamente nera.Come quella..”

“Del film:la macchina nera”

“Già”Ridono.Che gusti cinematografici eccelsi!

“Cosa ci faceva quel ..Il fratello della vittima,stava seguendo l’assassino della sorella?”

“Ruggero credo che fosse quello il piano.Ne sono sicuro.”

“Invece il destino è intervenuto prima.Ah,e la sorella di Rossetti?”

“L’ha uccisa”Taglia corto Rossi.

“Peccato”

“Peccato”

“Non poteva fare altro,però”Conclude amaramente Maccari.

“Boh,siamo una stupida colonia americana?E loro non parlano sempre di possibilità?”Ironizza Rossi.

 

 

Pure santo!Lorenzo non si dà pace.Ora in tutte le tv e sui giornale c’è la beatificazione di Salvatore.Non solo,cominciano a girare voci su sua sorella.Farabutti.

Però a suo padre non ha detto nulla,basti che quel maledetto assassino sia morto.

Così quando arriva alla casa paterna ,trova come sempre il suo babbo intento a preparare il dvd del film con Totò:Totò e i re di roma.Di Steno e Monicelli.C’è anche Alberto Sordi,in quel bellissimo film.

Durante la visione ,come sempre,si abbandonano a una allegria sana e a lungo cercata.Lorenzo ,però, è tormentato.Che deve dire al padre?Cosa capirà?

“Non ce l’ho fatta.Non solo perchè sono intervenuti quelli,ma non so..Non sono capace.Non riesco.Non …Insomma forse dovrei smettere,cercare aiuto.Che ne so.I lutti finiscono,no?Piano ,piano.Emma…Bè,lo sapevi che faceva.Lo sapevo anche io,e allora?Dovevamo piangere quella ..quella vera.Non è colpa nostra,non dovevamo vergognarci.O forse si,ma è il destino.Ecco,papà.Io direi di smetterla con tutto”Lorenzo si gira verso il padre.Sorride,ma è immobile.

Rimane per un po’ a fissarlo:proprio sui titoli di coda.Lo abbraccia per un secondo.Poi piano a bassa voce,piange a lungo.Ora che farà?

 

 

Rossi è fermo fuori dal Macdonald.In macchina a fumare.Loro sono dentro.Enrico sta raccontando qualcosa di divertente alla sua moglie e a suo figlio.Ridono.Quanto tempo invece che lui non si fa una bella risata?

Accende nervosamente la sigaretta.Fuma distrattamente,mentre li osserva.L’hanno tagliato fuori.

 

“Ci stiamo avvicinando alla fine”Dice Johnny Guitar a Suicide Sally.

“Un bel pre-finale,per dare la giusta botta agli spettatori e poi i titoli di coda?”

“Penso di sì,ragazza.Bè,andiamo!”L’uomo schiaccia al massimo il pedale dell’acceleratore,la macchina punta verso l’entrata del Macdonald.

La gente all’interno è ignara che tra meno di due minuti sarà carne da telegiornale e pessima cronaca nera.Chiacchierano,ridono,qualche coppia si sta formando,altre si lasceranno tra qualche tempo.Nessuno si accorge della macchina che a folle velocità sta per far esplodere in mille pezzi la porta del locale.

Il frastuono è potente,accompagnato da una pioggia tagliente di pezzi di vetro .La macchina si ferma centrando il bancone dietro al quale lavora una povera ragazza,precaria e non eccelsa studentessa universitaria,colpo la spinge contro la parete.

Dai finestrini della macchina escono due canne.Mitra.

La gente cerca di scappare,ma viene falciata dai proiettili.Scoppiano bicchieri,cibo,tutto va a pezzi.

Enrico vede la sua compagna colpita al cuore ,tenta di salvare il bambino,ma non ce la fa.Un proiettile lo colpisce in piena fronte.

Giovanni è impegnato ad accendere un’altra sigaretta,quando con la coda dell’occhio vede quella strana macchina nera gettarsi contro il Macdonald.

Entra sparando all’impazzata contro l’automobile,ma quella sembra indistruttibile.Sangue,sedie e tavoli rovesciati per terra.Cadaveri.Prega di non vederli,ma si vede che le sue preghiere sono scadute troppo tempo fa.Sono lì tutti e tre.

Urlando continua a sparare contro la macchina,che parte a razzo in marcia indietro,per poco non lo investe,ma lui è veloce e si salva.

 

Da quanto tempo li sta inseguendo?Quante strade?Sbattendo contro auto parcheggiate,evitando all’ultimo pedoni e ciclisti,causando incidenti che coinvolgono ignari cittadini.Una caccia spietata,feroce,senza fine.

 

Rosa Agnelli cammina lentamente:ormai non ce la fa più.Un tempo era diverso,che bella vita.Sempre riverita e nell’alta società.Ora,non sanno nemmeno più chi è,cosa era la sua famiglia in quella città,non le rimane che qualche pettegolezzo,il gioco del lotto,giorni troppo lunghi….

Rossi vede all’ultimo momento la vecchia,frena ,ma la centra in pieno.La donna lanciata in aria va a sbattere contro il parabrezza di una macchina parcheggiata e lì conclude la sua vita.

“Bel colpo lo sbirro!”Ride Sally.

“Già,forse dovremmo darci da fare anche noi.Cosa abbiamo ancora …guarda un po’!”La ragazza va a curiosare sul sedile posteriore.Torna con due fucili a pompa,due pistole .

“Questo”

“Bè,usiamoli no?”

La strada Cardinal Borromeo,è la strada della gente perbene,che perbene spende e spande,in negozi di abbigliamento lussuosi e gioiellerie.

Sally e Johnny arrivano e si mettono a riempire l’inferno di ricconi che vanno a fare shopping.

“Pronto!Pronto!”Urla Rossi.

“Si,polizia signore..si calmi!”

“Sono il commissario Rossi!”

“Chi?”

“Rossi,senta…”

Giovanni sente che la cornetta passa dalla mano del giovane poliziotto a quella di un altro individuo.

“Cosa vuoi?”La voce del questore

“Sto inseguendo..”

“Cosa?Tu non devi fare nulla..”

Rossi lancia il cellulare dal finestrino.E’ solo.

Johnny prende per una strada che porta a un ponte in costruzione.Eccolo il gran finale.

La macchina si ferma vicinissima al precipizio.Il ponte doveva essere concluso già dieci anni prima.Non lo sarà mai.

Rossi blocca la sua macchina e scende pistola in pugno.

“Bè,siamo arrivati alla fine”Sorride Johnny a Sally.

“Ci siamo divertiti”Dice lei

“Certo”Lui accarezza il viso della giovane.

“Andiamo!”Esclama

I due scendono sparando all’impazzata contro Rossi

I vetri del finestrino,le ruote anteriori,i fari,la portiera .Tutto viene distrutto dalla furia dei due fucili.Sally e Johnny si fermano un momento per caricare.Non hanno più caricatori.Ridono.

Rossi si alza lentamente da terra,ferito.Prende la mira con la pistola e spara ai due.Sally è colpita al cuore e alla testa che esplode.

Johnny è ferito gravemente al ventre ,alle gambe,alla spalla sinistra.Entra con fatica nella macchina,l’avvia e si lancia giù dal ponte.

“Non è poi così male”Dice Ruggero

“Cosa?”Chiede Giovanni.

“La gamba”

“La gamba?”

“La gamba.”

Sono al parco cittadino.Luogo magnifico dove possono ammirare dall’alto tutta la Città.

“Così ora ti godi la vita da invalido?”Scherza Giovanni

“Me la sono sempre goduta.Non vedo perchè smettere ora”Risponde Maccari.

“Hai ragione”

“E te?”

“Io?”

“L’eroe.Ho visto i servizi in tv,ho letto sui giornali.La vedova di quel Salvatore ci è rimasta male che hai fregato la popolarità al marito.Dovevano girare un film tv con Beppe Fiorello”

“Che ora farà quello sulla mia vita.Dovrei fare anche il consulente,boh.Comunque son soldi.”Ride Giovanni.

I due rimangono fermi e guardano il tramonto.

fine.