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Predatori

26 Feb

L’uomo è la fuori. Aldo riesce a indovinarne la figura, nascosta dietro agli alberi. La voce irrazionale, che ha preso a parlargli nella testa, dice che è spacciato anche lui.  “ Puoi vedere da te, no? Claudio era un metronotte e faceva da personal trainer. Quindi un uomo forte. Gli è servito qualcosa?No.  Perché dovresti sopravvivere te?A mio avviso, poi fai come ti pare, faresti prima ad ammazzarti. Quello non va tanto per il sottile. Toh, guarda un po’ come ha ridotto il tuo amico. Cazzo, c’è tanto di quel sangue da organizzare una sbronza collettiva di vampiri!”

“Stai zitta..”Il ragazzo mormora trattenendo rabbia e paura, contro la voce che da troppo tempo lo giudica e critica.

“Ha nevicato e siete isolati. Che cliché, nemmeno un briciolo di fantasia Ora: la casa è circondata dai boschi. L’avete presa proprio perché così potevate isolarvi. Bella idea! Bellissima!  E abbassati, idiota! Non stare alla finestra ad osservare che fa quel figlio di puttana. Fa il suo mestiere: aspetta. Intanto la paura ti paralizza, e quando non riuscirai più a resistere, sai che succede? Lui entra e ti ammazza nei peggiori dei modi. Credo che sia una fine naturale, no?Sei sempre stato debole, come potresti salvarti?”

Aldo fa in tempo a scostarsi dalla finestra, che un fascio di luce illumina la stanza. L’uomo là fuori cerca di controllare i suoi movimenti.

Il ragazzo si accascia a terra. Un violento singhiozzo gli fa sobbalzare le spalle. Aldo si sente avvolgere da dolore, paura, rassegnazione. Una sensazione fisica, di calore, pensa che dovrebbe andar al cesso. Morire assassinato mentre caca sul water

“Nemmeno in un film della Troma. Comunque va bene così. Ti stai abituando alla morteNon fai l’eroe, come quasi tutti, non tenti di reagire e non hai un piano astuto. Non li hai mai avuti Ti dirò di più qui hai..Vediamo? Sul mobiletto alla tua sinistrai’è il porta biro. Volendo..  C’è anche quella cosa a forma di cuore dove metti le pile. anche quello.. Ah, c’è il camino, ma l’attizzatoio e tutte le armi come si devono ce le ha il tizio fuori. Guarda, non amo dare le brutte notizie: ma tu sei il classico che muore male. D’altronde sei in un film dell’orrore e sai che finisce sempre male per la gente come te. Oh, speriamo che usi il tesser perché..”

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“..non sono forte se no vedi che ti faccio, stronzo! Tutti i giorni a rompermi le palle.Tutti, e io? Frigno. Gli dico: “ lasciami stare” E lui continua. Ovvio, no? Che deve fare? Quel grandissimo stronzo di Salvatore. Ti dovrei spezzare le mani e poi gettarti nella vasca da bagno, e poi con calma..Perchè me lo voglio godere, sai che faccio? Prendo la radio, la collego alla prolunga, e per tre volte fingo di gettarla nella vasca, poi..”

“Aldo? Oh, mi ascolti? Che fai? A chi stai tirando i pugni? Riprenditi. Lo so che ti è successo. Di nuovo Salvatore, vero? Domani ci parlo io. Non ti farà più male”Claudio lo abbraccia forte e gli accarezza i capelli

Aldo è contento di aver un amico così premuroso nei suoi confronti. Non un amico, ma un fratello maggiore, uno che ha promesso – al padre morente di Aldo- di occuparsi del figlio. Claudio è cresciuto in quella casa. Fin da quando, la madre di Aldo, lasciava la porta aperta, affinché il ragazzino potesse scappare dalle violenze del padre.

Aldo e Claudio erano cresciuti insieme, sarebbero morti insieme.

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“Oh, ma che fai? Il tempo dei ricordi? Ok, vaaa bene! Salvatore era una carogna e ti ha fatto tanto male. Solo che tu, invece di reagire, piangevi, scappavi e lui ti riacciuffava e giù manate. Lui e i suoi amici.Per fortuna che Claudio gli ha spezzato le gambe.Ora lo stronzo sta su una sedia a rotelle, lo sai? Si che lo sai L’hai pure visto. Rancoroso e squallido come sempre. Però non può più lottare come un tempo. Aldo, Aldo, la tua rabbia. Io la conosco, sai quale è? Quella dei conigli. Avresti voluto far male a Salvatore, a Piero-che ti prendeva in giro quando lavoravi nella fabbrica del tuo paese- oh, e Giovanni? Te lo ricordi, Giovanni?Quello dei commenti dissacranti su facebook, che ti trovava senza pietà. Ne volevi ammazzare un bel po’. E invece? Finirai tu ammazzato. Senti questi scricchiolii. Sono i suoi passi, fuori. Cammina con calma sulla neve. Non ha fretta. Tu invece..”

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“ Al muro! Prendete quel coglione e portatelo al muro! E ora la mia mitragliatrice. Bene, bene. Oh, Giovanni, avanti Fai una delle tue tanto divertenti battute sui morti! Fammi ridere! A me Faletti piaceva tantissimo, capito coglione? Ma tu dovevi venire a scassarmi le palle, no?Tu suoni? Canti? Sai qualcosa di musica? No, sei come me! Però non puoi far a meno di scrivere: merdaaa! Con quel sorrisetto da testa di cazzo! Crepa stronzo!”

Aldo preme i grilletti della mitragliatrice . I proiettili fanno esploder in mille pezzi la testa di Giovanni

Sullo schermo del mac di Aldo, al post dedicato alla memoria di Giorgio Faletti, c’è un commento, che dice: Merdaaaaaa

Aldo stringe i denti e irrigidisce tutto il corpo. La rabbia gli fa pulsare il cuore a mille nel petto.

Vorrebbe uccidere Giovanni e almeno altri trenta coglioni, ma non lo farà mai. Non è nato per freddare, ma per esser freddato.

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Il ragazzo pensa di barricarsi in qualche camera.Potrebbe spostare qualche mobile, potrebbe.. No, l’uomo là fuori è forte e implacabile. Ha fatto letteralmente a pezzi ogni osso di Claudio, senza fatica. Una porta non lo fermerebbe mai.

“ Siete in tanti, sai? Perché tu sei come i leoni da tastiera. Quelli che dicono: “ Se lo avessi, io  tra le mani!” Popi si cagano addosso e pagano il pizzo, o non denunciano un delinquente alla polizia. Quelli che farebbero affondare i migranti, sai quel tipo di gente. E tu? Che sogni di far il giustiziere, ora che fai? Sei paralizzato dalla paura. Piangi, come sempre. Ti basta un “buh!”Vabbè, ci vuole poco. Mi sa che sta entrando. Ciao, è stato un piacere “

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Il fragore dei vetri della finestra che si rompono, sembrano quelli di un temporale. O di una bomba.

Aldo si protegge  , istintivamente usando le braccia, la testa dalle schegge.  Lui è entrato. Lo vede bene. Alto, grosso, una faccia da scemo qualsiasi.

L’uomo lo afferra e solleva senza difficoltà e lo getta contro il mobile con il porta matite in legno, a forma di Gufo. Per un secondo la memoria del ragazzo si ricorda quanto piacesse a sua madre. L’aveva portato lei, qualche mese prima di morire, in quella casa

L’uomo si sta avvicinando di nuovo. Aldo sente uno scatto, forse il coltello o un ‘altra arma. Spera solo di resistere al dolore. Spera solo di resistere al dolore. Spera solo di..

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L’urlo spezza il silenzio della notte. Un urlo di dolore e di sorpresa. L’uomo non si aspettava una reazione da parte di quella sua preda.

“Succulenta preda”Mormorava la voce diabolica che lo spingeva ad assassinare e divorare le sue vittime. Gli ha bucato una guancia e colpito la lingua.,con una biro. L’uomo si strappa l’oggetto dalla faccia e , come se nulla fosse, avanza verso quel ragazzo. Gli farà tanto male.

Il colpo al ginocchioni l’aveva calcolato. L’uomo sente che sta perdendo l’equilibrio. Cerca sostegno aggrappandosi a una sedia,  ma cade in ginocchio

Il suo occhio sinistro registra l’oggetto con cui è stato colpito. Un cuore, di plastica? Legno? Ferro? Non lo sa.Vede delle pile sparse per terra. Inspirando si rialza e..

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“ Cazzo! Cazzo1 Cazzo!” Urla Aldo. Non sa nemmeno lui, come sia riuscito a prender il tesser dalle mani di quel folle e ora lo colpisce a cazzo. Dove coglie coglie. Mani, gambe, testa, le palle.  L’uomo però lo colpisce con un calcio e lo fa precipitare a terra malamente.

Ok, ora può an he morire. Almeno ha reagito.

Ha combattuto. Tanto la gente come lui non vincerà mai. Non merita nemmeno una vittoria. Sono nati per fare le vittime.  Anche se pensano da sempre di uccidere, di farla pagare agli altri.

Così mentre sente le mani del suo assassino premergli sul petto, come se volesse strappargli il cuore, Aldo pensa a Salvatore, Piero, Giovanni. Pensa a tutti quei giorni persi a pianificare la vendetta , a gustare la violenza e ritrovarsi sempre a subirla

“Un ometto ridicolo, che ha tentato una ridicola lotta per la sopravvivenza.” Eccola di nuovo, quella fottuta voce! Tutta la vita che la sente. Tutta la vita che lo fa vergognar di sé stesso.

“Vaffanculo!” Urla il ragazzo facendo leva colle dita sugli occhi del suo carnefice. L’uomo urla di dolore e accecato va a sbattere a destra e manca.  Inciampa e si rialza. Brancola nel buio.

L’uomo ha il respiro affannoso. Ma, con grande e amara sorpresa di Aldo, è di nuovo calmo.

“Capita una caccia assai più difficile. Ma tu sei il re delle bestie e lo sbranerai” La voce in testa all’assassino lo rassicura.. Ha le orecchie e l’olfatto. Percepisce sia la vicinanza, che la paura, della sua vittima. Ridendo sotto voce si muove verso il ragazzo.

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“Lo vedi? L’hai ferito e anche gravemente. Non devi temer più nulla. Pensa che sia Salvatore, pensa.”

Aldo ride. Una risata nervosa, isterica e brevissima. L’uomo a tentoni si getta contro di lui. Egli persevera quel suo sorriso trionfante e sprezzante. Lo stesso che Aldo  ha visto mille volte sulla faccia delle persone che lo hanno tormentato.

Il fischio del bollitore distare l’assassino, per un secondo, ma quello che basta per permettere al ragazzo di afferrato e gettare dell’acqua bollente contro il mostro.

“ Brucia, Govanni? Brucia eh!”

Guardalo, ora! Quello tanto sprezzante dietro il video del computer. Non mi “trolli” più, ora ? Un sorriso cattivo, un respiro ampio e profondo, una sensazione di immensa gioia

Di potere

Aldo afferra la prima cosa che trova sul piano di lavoro in cucina

Il tagliere? Boh, forse potrebbe essere utile. Con quello colpisce l’uomo Un po’ in testa, un po’ sul corpo, ma quello glielo strappa via di mano senza difficolta e gli afferra la gola.

In quel preciso momento, il ragazzo, si sente spacciato. Vorrebbe piangere, pregare e implorare pietà

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L’uomo l’ha sollevato da terra tenendolo per la gola. Aldo scaccia violentemente, terrorizzato dal pensiero di morire. Poi si sente lasciar andar all’improvviso. Cade malamente sul pavimento.

Il ragazzo si accorge di aver colpito in volto il suo aggressore.

Col cuore in gola cerca un’arma. Una qualsiasi. Trova solo tanti oggetti e .. L’uomo l’ha fatto andar a sbattere contro il piano di lavoro della cucina.. Aldo è di pancia e l’uomo preme il suo corpo contro il suo.

Il ragazzo avverte qualcosa di duro contro le sue cosce. L’uomo ha un’erezione..

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Una bella mattina, per esser autunno. La festa dell’oratorio ha portato in città molte persone.

Aldo corre tra la gente. Ha sei anni, non gli piace la scuola, però quel bellissimo giorno tiene lontani da lui i compiti, i compagni con cui non lega , il bambino è felice.

Il campo di calcio

l’Altalena. “ Che ci fa qui?” Si domanda il bambino. Non si trova nel campo di..

Tutto improvvisamente diventa rosso. Qualcosa di duro l’ha colpito sotto la schiena.

Il bambino urla : “Ahi”

Poi tutto svanisce

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I frullatore ha la spina nella ciabatta elettrica. Aldo azione la macchina e con forza colpisce una mano mano destra del tizio che sta cercando di violentarlo. Brandelli di carne e ossa volano per tutta la cucina. L’uomo cade per terra tenendosi il moncherino che sprizza sangue a fiotti.

“Ti stavo aspettando da tanto tempo. Da tanto, tanto tempo” Aldo mormora questa frase rivolta alla sua vittima. Guardatelo quel “poraccio”Si era illuso di sopravvivergli, ma  nessuno  scappa dalla giustizia divina di Aldo. Lui è qui per purificare il mondo. Addio Salvatore. Addio Giovanni.

Addio, testa di cazzo che mi stavi sodomizzando. Ti ho trovato, finalmente!

Aldo si sente bene. Respira con calma, è lucido e distaccato. Prende una pentola. Un’arma insolita, vero? Questa è bella grande e pesante. Quanto tempo ci vuole per ammazzare un uomo? Lo scoprirà ora.

“Ah, no! spaccagli la mano! Se no ti afferra! “

Vero, anche se ormai spacciato, costui è stato un vero e proprio fastidio. Continua a combattere, anche adesso. Colla mano sano e le gambe, tira pugni e calci all’aria.

Aldo urlando e ridendo lo colpisce alla testa con la pentola e non finisce fino quando essa si spezza , rompendo sia le sue dita che la testa dell’uomo.

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I soccorsi sono giunti tre giorni dopo. Il ragazzo si trovava tra la veglia e il sonno. Confuso, ferito, borbotta frasi senza senso. Accanto a lui il cadavere di un uomo ridotto a brandelli, . In soggiorno un altro morto

Aldo si sente afferrare e porre sulla barella . Poi l’autoambulanza parte

“ Ora devi riposarti. Prenditi tutto il tempo che ti serve.Devi riprendere le forze, tornare a vivere di nuovo. Cercati un lavoro, una ragazza. Ti serve tanto tempo e una buona copertura. Ti servono perché ti aiuteranno quando prenderai tutti gli altri”

La voce nella sua testa, dopo averlo rassicurato, gli canta una canzoncina dolce dolce.

Aldo sorride

buio

5 Nov

Si vergogna sempre un po’. Non è facile spiegare alle persone che lui non “ha paura” del buio in senso astratto e infantile, non è tanto l’oscurità a terrorizzarlo, ma il fatto che il buio abbia come una coscienza propria. Una volontà di caccia, di fargli del male. A questo punto, ineluttabilmente, l’altra persona comincia a far  quella faccia. Quella di chi non comprende e ha paura di trovarsi in compagnia di un pazzo.

Un pazzo. D’altronde proprio per codesto problema è stato da un psichiatra. Non arrivando a risolvere nulla.  Gianni pensa spesso a quando tutto è cominciato. Lo ricorda bene. Benissimo.  Si trovava a casa dei nonni nel paese di Santa Luce,  in Toscana. Era un bambino come tanti. La scuola che lo tormentava, gli amichetti, i Goonies da vedere e rivedere con la mamma, che il babbo – autore di saggi scientifici- detestava profondamente. Insomma una normale infanzia di ginocchi sbucciati, fantasie e la sicurezza che babbo e mamma siano al mondo per difenderci. Sempre. Tutto era filato liscio, fino a quel giorno.

Era stanco morto. Tutto il giorno a correre, a scoprire quella parte d’Italia che vedeva sempre d’estate, perché il resto dell’anno lo passava a Lissone. Un noioso paese della provincia milanese. Sicché ogni giorno dai nonni era visto come un giorno in paradiso. Inventava sempre tante storie, aveva una grande fantasia, cosa che preoccupava un po’ il babbo, uomo razionale e di poco sentimento. Ma la mamma! Ah, la mamma! Era contentissima di suo figlio, delle sue storie, delle sue fantasie, e non “ balle”  come diceva sempre il marito. Lei non pensava affatto che fantasticare, sognare, avere una grande immaginazione, e un bambino che non scomparisse mai dal e nel cuore, fossero cose di cui vergognarsi. Non fosse per il figlio, forse lo avrebbe già lasciato quel suo marito così serio e senza un momento di sana stupidera.

Sua madre pensava così fino a quando….

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Le risate della nonna, del nonno, di sua madre. Una cena gustosissima, e tanto vino che era finito principalmente a farsi un giro turistico per vene del babbo. Infatti, quanto rideva! Tantissimo. Così, appagato da una giornata a dir poco splendida, il bimbo andava a dormire.

“Buona notte amore mio, vuoi che tenga accesa la luce?” Gli chiese sua nonna.

“No” Rispose, dandosi il tono di un ometto adulto, il bambino.

“Non hai paura del buio?” Domandò l’anziana

“Ma no! Nonna, sono grande io!” Protestò Gianni.

Sua nonna così uscì dalla stanza e spense la luce.

E tutto cominciò

Sulle prime non se ne accorse, non era la prima volta che faticava ad addormentarsi. Si ricordò che, su insistenza del padre, lo portarono da un dottore per comprendere il suo problema. Niente. Non aveva niente.

Così pensò che era una delle sue “soliti notti”, di solito appena capitava, lui si metteva a fantasticare su mondi lontani, sugli eroi dei suoi fumetti preferiti. Solo che…

Cosa c’era nel buio?  Forse se lo era solo immaginato, ma gli era parso di averlo avvertito. Un leggero movimento, un sospiro, uno scricchiolio? O forse tutte e tre le cose insieme? Spalancò gli occhi per poter vedere, ma era impossibile. Era come se fosse diventato, improvvisamente, cieco.  Girò la testa a destra e a mancina, ma nulla . Non vedeva nulla. Però sentiva. Ma cosa?

Si alzò di scatto dal letto per andar ad accendere la luce, l’interruttore doveva esser lì, vicino al letto, si buttò con il cuore in gola e un vuoto feroce, devastante, che gli squarciava lo stomaco, come per dar via libera al più grande urlo di terrore che un bambino potesse mai emettere. Fu proprio quando toccò il pavimento che si accorse di cosa stava capitando.

Il pavimento sembrava bagnato, ma in modo strano. Come se fosse un impasto di sabbia e acqua. “Se mi muovo sprofondo” Pensò Gianni.

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“La voce della mamma!”, pensò il bambino. La sentiva in corridoio, ridacchiava, e anche i nonni. Tutti. Tranne suo padre, che aveva un tono..Non riusciva a capirlo, ma era come canzonatorio, deridente. ” MAMMA!!!” urlava nella sua mente, ma il grido gli moriva nella gola, trattenuto. Mentre dal pavimento il buio si alzava lentamente, in piccolissimi e fragili fili, che lo legavano e lo trascinavano verso il basso. Stava annegando, inghiottito dalle tenebre.

Poi la paura lo fece agire, cercò di divincolarsi, di spezzare quei fili.  Ma ogni sforzo pareva vano, piano piano quelli che prima erano dei sottili fili, si stavano trasformando in altro:  in tentacoli.

Ricorda, oggi uomo adulto e vaccinato, di come si concluse quella notte. La mamma entrò in camera sua, disse attirata dalle sue urla di bimbo spaventato, e con lei, nella camera, arrivò anche la luce. La sua salvezza.

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Fu la prima notte di un lungo periodo. Il terrore per il buio non era nulla in confronto a veder i suoi genitori, nonni, amici, guardarlo come fosse un pazzo scatenato. Così andò per anni in terapia. Furono anni terribili, sua madre stessa era cambiata. Non amava più ascoltar le storie del figlio, e a lungo andare il rapporto con il marito ne soffrì.  Tanto da portare Gianni a ritenersi colpevole di quella rottura. Lui e le sue storie.  Il leggero movimento, il sospiro, lo scricchiolio. O tutte e tre le cose insieme.Il lungo match che vedeva sua madre incline a farlo dormire con la luce accesa e il padre deciso a “salvare il figliolo”, si risolse il giorno in cui l’uomo abbandonò moglie e figlio. Prendendo al volo l’occasione di un lavoro in America. Rimasti soli i due vissero in una simbiosi fatta di paura, voglia di protezione, amore profondo ed escludente ogni rapporto con gli altri.

Gianni potette dormire con la luce accesa. Per un po’ la paura del buio venne allontanata.

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Ma la vita viene a cercarti, nonostante tutte le protezioni che tua madre, per un senso di amore infinito e malato, possa inventare. Puoi  costruire tante campane di vetro, cambiare serrature, sprangare porte e finestre, ma essa, indifferente a tutto e a tutti, arriva sempre a prenderti e a portarti con sé.

Così venne anche per Gianni: si chiamava Lea.  Lui aveva passato l’adolescenza nascosto, chiuso nel mondo delle formule matematiche, nella perfezione dei numeri, della geometria. L’abitudine, fidata amica degli uomini alla deriva, lo aveva salvato diverse volte.

E non solo in senso metaforico.  Una notte, per esempio, la lampadina della stanza si fulminò. In piena notte. Gianni, allora poco più che tredicenne, trattenne il fiato coprendosi con le coperte fino al naso. Fissando, paralizzato e cosciente, quel terribile buio, quella oscurità. Per un po’ non successe nulla. Non saprebbe dirvi per quanto tempo, diciamo un po’. L’attesa gli bucava lo stomaco, irrigidiva le gambe, stuzzicava la vescica.

Poi si fece vivo. Un leggero movimento, un sospiro, uno scricchiolio, oppure tutte e tre insieme. D’istinto si tirò su le coperte fino alla testa, trattenendo fiato, urla, paura, piscio. Avvertiva qualcosa che si muoveva, ma leggermente. Di millimetri in millimetri, con calma. Come se sapesse che tanto nessuno li avrebbe disturbati. Come se godesse nel gustarsi la paura del ragazzino.

“Sto galleggiando” Penso Gianni. Il letto, effettivamente, era come se fosse una barca in pieno oceano. Dapprima piano e quasi impercettibilmente, infine con maggior vigore, il letto si muoveva come se ci fossero delle onde. Il Buio lo stava sballottando da una parte all’altra della stanza. Che improvvisamente non c’era più. Via le pareti, la porta, chi l’avrebbe sentito urlare? Gianni si manteneva con forza aggrappato al letto, attento a non cadere sotto. Sentiva che l’oscurità voleva questo da lui. Che cascasse. Per divorarlo.

Il terrore aumentò quando il letto cominciò a girare velocemente su sé stesso, come se fosse finito in un gorgo. Sentiva la densità appiccicosa, il sapore amarissimo, come se gli buttassero pece all’aranciata amara in gola. Vedeva il letto svanire nel buio, come le sue gambe, il pube, la pancia, lo stomaco.

Poi urlò e sua madre arrivò ad accendere la luce.

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Quando la vita arrivò a trovarlo e gli presentò Lea, gli parve di tornare a rivivere. Per un po’ scordò le lampadine, le torce elettriche, la sua lunghissima battaglia contro il buio. Contro la fame delle tenebre. Sua madre non la prese bene, lei si era abituata a sacrificarsi per salvare il figliolo e ora? Così, Gianni, conobbe anche il dolore di lunghi  e feroci litigi con l’unica persona che le era rimasta di fianco. L’amore e una vita però non aspettano. E non è nemmeno educato far aspettare loro.

Con Lea cominciò una nuova vita. Andavano in giro per musei, al teatro, passavano travolgenti week end di passione. Dapprima lui insistette per dormire con la luce accesa. Temeva che lei lo deridesse, ma non capitò mai. Era divertita da questa cosa, ma lo amava tanto. Così che una notte si addormentarono insieme, abbracciati, nel buio. Gianni, terrorizzato, aspettava che si palesasse l’orrore. E invece..Non la paura, ma l’amore per quella donna venne a far compagnia ai suoi pensieri. E così sconfisse il buio, lasciò sua madre a gestire una solitudine cattiva e figlia del peggior amore malato, cominciò a vivere.

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Fino ad oggi.

Per festeggiare il loro anniversario, ormai sono passati dieci anni, hanno deciso di andar in vacanza in montagna. Il paese, mai sentito nominare da Gianni e pressoché introvabile sulle cartine, era un piccolo villaggio dalle parti della Val di Fassa. Lei gli parla sempre molto bene di Vigo, Pozza, Moena, Canazei. Ama la montagna lei. Lui scherzando dice che più che una donna, potrebbe esser un folletto, per il suo viso che rammenta un po’ vagamente codeste creature. Lei ride, ma gli occhi sono seri. Ironia e autoironia al femminile.

Lui lavora come responsabile dell’amministrazione di una importante ditta milanese. Lei è una restauratrice. Vivono una vita tranquilla, fatta di piccole e durature cose.  Il quotidiano che non diventa mai noia. L’amore insomma. Gianni pensa che durerà per sempre. Purtroppo è il “per sempre” che non la pensa così.

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“La casa è questa Da qui può vedere anche il paese sottostante. Ci è mai stato?” Chiede la padrona di casa a Gianni. Ma l’uomo non ascolta. “Ascolta, devo dirti qualcosa..”  La voce di Lea, rimbomba ovattata e appiattita nella testa e nel cuore.

“Come?”Domanda l’uomo sopra pensiero

“Niente, ma la signorina arriverà?”

“Si, si. Oggi non poteva esserci, domani..” “Non so cosa sia successo. Non sei tu. Sono io”

Gianni rimane da solo in casa.  Quando si reca a dormire non spegne la luce.

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La padrona ha brontolato un po’ perché l’affitto da due persone è diventato di uno, ma ha compreso la situazione. Gianni fa lunghe camminate in montagna, si sente vivere nella natura, ma il dolore è sempre lì. Lei non c’è più. Se ne è andata via. Senza una vera ragione. Lui si tormenta nella ricerca di una verità, ma che può fare? A volte sente sua madre ridere: ” Sarai mio, sempre!” Freddi brividi percorrono come corrente elettrica la sua spina dorsale.

A casa ha poco da fare: legge, gioca a solitario, guarda dalla finestra. Tutto scorre tranquillo fino a quando…

Il buio si avvicina. Lentamente. La prima volta si prende, con calma e gusto, le cime della montagna, poi il bosco, poi la strada e le gallerie e comincia a scendere.

Sta venendo da lui.

Gianni sente la paura che si stiracchia, sbadiglia, e si risveglia nel suo cuore. Ora lo sa: è solo. Non c’è la mamma, non c’è Lea. Il buio aspettava solo questo.

“Ma ho la luce! Le lampadine! Non può prendermi” Ride isterico l’uomo, osservando l’avanzata placida delle tenebre. Sente anche la risata soffocata dell’oscurità. Una cosa maligna, senza tempo, una cosa antica. Una cosa che è la madre degli Antichi. Il terrore puro.

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Potrebbe scappare si dice una mattina. Il buio sta arrivando per lui, ma lui può scappare. Dove però? Lo verrebbe a cercare. Lo sta braccando da così tanto tempo.

Certo, però, prendi la macchina! Ora! Gianni si precipita nel cortiletto della casa, dove tiene la sua automobile. Non c’è. Dove è finita?

“Ma lei è venuto in treno! Non ricorda?” Domanda sbalordita la sua padrona di casa.

“Ma no! Ma no! Ero in auto!”

“Per niente, le dico! Non rammenta che è venuto mio figlio a prenderla alla stazione di Trento?”

Immagini confuse si agitano nella testa di Gianni. Lui in macchina, lui al volante, lui  su un treno, lui e la paura della galleria dove tutto è buio. Il leggero movimento, un sospiro, lo scricchiolio. O tutte e tre le cose insieme.

“Io..”Comincia a mormorare stravolto, assente

“Senta, si riposi questi due giorni. Poi torni a casa e cerchi aiuto, ne ha bisogno. Perché urla di notte dalla finestra? E chi ospita con sé la notte? Mi hanno detto che si sentono dei rumori…” Ma Gianni è già in strada, diretto verso la casa che ha preso in affitto

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Ormai il buio si è preso anche il paese. Casa per casa, via per via, lui ha tentato di avvisarli, ma nessuno lo ascolta. Nessuno. Lui,dietro i vetri lo vede avanzare. Eccolo è lì fuori. Attende e si diverte, l’oscurità. La paura, il terrore della preda, è l’energia che la tiene in vita da millenni. Da prima che gli uomini inventassero il fuoco  e la corrente elettrica, per tenerla lontana. Possono farlo, possono tenerla lontana. Ma il buio arriverà sempre. E prima o poi vi ingoierà.

Gianni, tremando, apre la finestra e allunga timidamente la mano fuori. Eccolo! Ora lo sta toccando. Una materia sabbiosa, gelatinosa, liquida e solida, allo stesso tempo, e quell’odore acido, pungente. L’odore della paura, che da millenni mangia insieme alle persone che riesce a imprigionare. Piano piano un tentacolo buio e implacabile avvolge il braccio, la spalla, poi….

L’uomo chiude con violenza la finestra, spezzando il tentacolo. Sente l’urlo del buio. La rabbia della notte e ride!

“Vaffanculo, figlio di puttana! “Ride l’uomo sentendosi forte e vincente

Il buio si ritira, sconfitto. Lui, Gianni, ha vinto.

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Il miglior giorno della sua vita. Beato, contento, felice. Ha vinto la sua battaglia. Gira in montagna, va a Trento, si diverte. Ormai non ha più paura.

La sera si prende una pizza e la mangia con gusto, guardando la tv.

Toc! Toc! Un lieve movimento, un sospiro, uno scricchiolio. Fuori dalla finestra. Ma è ancora chiaro, cosa sta succedendo? Gianni si alza e in punta di piedi si avvicina alla finestra. Chi bussa? Solo che una volta vicino, si accorge che non sta bussando nessuno. Sono gocce. Piccole, delicate, gocce d’oscurità. Filtrano dalle fessure della persiana chiusa.

No. Solo questo riesce a pensare. Irrigidito, teso, con un senso di liquido caldo che scivola giù per i pantaloni. ” Ti sei pisciato addosso”  la voce del padre.

Le gocce ora hanno preso maggior forza: il mar di tenebre sta filtrando dentro casa. con sempre maggior impeto. Gli bagna e avvolge le scarpe, poi le caviglie, sale sulle gambe. Aumenta sempre di più, come acqua. Come il lago di Santa Luce, che tanto lo spaventava perché non sapeva cosa c’era sotto.  Si sente afferrare, piccoli e tenaci tentacoli, che lo trascinano verso l’abisso.

Un lieve movimento, un sospiro, uno scricchiolio. Il buio è vivo. E ha fame. Tanta fame.

 

L’ARMADIO

25 Apr

“ Caro, mi prendi il mio vestito ? Quello rosso! Nell’armadio”

Alessandro sente un brivido freddo che gli sale sulla schiena.  Ogni volta che viene a passare dei giorni di meritato riposo a casa di Lucia, la felicità di ritrovarsi, fare l’amore, vivere ogni attimo della loro vita come fosse un ‘eroica avventura, viene spezzata da quella strana sensazione.

L’armadio. Perché temere un modesto mobile preso per pochi euro su E bay? Cosa ha di così inquietante e terrificante ? Nulla.

“ Le medicine. Si, loro mi hanno rovinato” L’uomo preferisce darsi quella spiegazione.  Dieci anni di t.s.o. , di cure, psichiatri e medicine.

Ecco! Ci risiamo! I ricordi ora stanno arrivando . Proprio mentre la sua donna si sta facendo bella per una serata importante , ( il loro anniversario: un anno di grande amore. “Di salvezza” come ama dire lui. ), quelli hanno deciso di passare da quelle parti e riportare tutto a galla.

Un colpo di sonno. Un piccolo,breve, insignificante colpo di sonno. Eppure Marco è morto . Proprio per quello.

Il suo piccolo angelo.  Solo sei anni.  La loro prima vacanza insieme, dopo che per due anni la sua ex moglie non voleva lasciarglielo vedere. Era ferita per i troppi tradimenti. Ferita per il modo volgare e annoiato con cui la trattava.

“Ci sei amore? O l’armadio ha mangiato anche te?” Chiede ridendo divertita Lucia. La sua risata:acuta,cristallina,da bambina .  I ricordi , a quel suono , si dissolvono nel nulla .

“No,cara. Ora te lo prendo” . Alessandro va spedito in camera della donna. Si sente bene . Chi avrebbe mai detto che l’amore sarebbe tornato nella sua vita? Un amore talmente forte.  Per la prima volta l’uomo si accorge …  L’anta dell’armadio è socchiuso

Perché? Si chiede sentendo il terrore bucargli lo stomaco e uno strano bisogno di orinare. “Non mi piscerò addosso è?Non farlo..” Eppure l’anta è socchiuso.

Lentamente si avvicina ….

 

Alessandro si era presentato in preda ai demoni della colpa e dell’alcol al  funerale del piccolo.  C’era sua moglie, che cercava di mantenere dietro a un aspetto altero e sicuro , un dolore troppo potente  e atroce da sopportare. Come il buco nel collant dimostrava. Una trascuratezza che una donna precisa e sempre attenta a far “bella figura” , non si sarebbe mai permessa se fosse stata in buona salute.

La vista della bara bianca lo aveva fatto impazzire . Perché proprio in quel momento si era reso conto di averlo perso davvero suo figlio. Per sempre.

“Perdono!!!! Marco, perdonami! Perdonooooo”  Era crollato in ginocchio , con i pugni colpiva  il pavimento della chiesa.

Poi delle mani lo avevano afferrato  e sbattuto fuori dalla chiesa. Suo suocero,suo cognato,e il nuovo compagno della moglie.  Gente seria,lavoratrice,senza grilli per la testa.

“Ma come osi presentarti? Infame di un drogato! Perché ti eri drogato come tuo solito , vero?Merda che non sei altro” Aveva detto a denti stretti suo suocero, mentre lo spintonava giù dai gradini dell’entrata in chiesa.

 

Alessandro si avvicina all’armadio. “L’avrà lasciata così Lucia. Spesso è distratta” Afferra l’anta e apre l’armadio.

Quanti vestiti! Come la sua ex. Solo che Lucy ha gusti più colorati e vintage,a parte l’elegantissimo vestito rosso.  Dove sarà? Alessandro lotta con quell’ammucchiamento di stoffe e materiale di vario genere. Attaccati come impiccati sugli appendi abito.

La ricerca viene bloccata da una spiacevole sensazione.  Quel buio che vede oltre i vestiti.  Lo ha sempre inquietato.  Si sente stupido. Un uomo grande e grosso,che ha paura del buio come un bimbo piscia sotto.  Ridacchia nervoso. Vorrebbe trovare il coraggio,ma il terrore  continua a far casino nel suo stomaco.

Perché quello non è un buio normale..Non è normale ecco.

 

“E chi lo è? “Gli diceva Lucia,solo dopo dieci minuti che si erano conosciuti per caso. Sul bus.

Lui era distrutto , dopo che il suocero lo aveva cacciato dal funerale del suo unico figlio. Seduto  accanto al finestrino , guardando distrattamente la gente correre a far le compere, camminare mano nella mano con il loro amore, portare a spasso cani,donne,bambini, le lacrime scendevano copiose sul suo viso.

“Tenga”Una voce dolce. Una donna.

Così lui si era girato e l’aveva vista.  Fragile, emaciata, con i capelli lunghi sottili castano scuro lasciati cascare in modo disordinato sulle sue spalle. Era lì che gli stava offrendo un fazzoletto di carta.

E per la prima volta, dopo l’incidente, Alessandro aveva sorriso.

 

Fermo davanti all’armadio l’uomo non sa che fare. Si sente come fosse incollato,anzi incarnato nel pavimento. Come se al posto dei piedi avesse le piastrelle  del pavimento della camera.

“Scappa” ,quanto vorrebbe. Ma non può.  Il buio.. Così denso, profondo,minaccioso,eppure seducente. “Mi sta chiamando. Qualcosa là dentro mi sta chiamando”

E poi il freddo. Dall’interno dell’armadio arriva come una sorta di freddo venticello.  Sottile,quasi impercettibile. “ Non c’è fine. Lui vuole inghiottirti e tu sparirai nel nulla per sempre. “

 

La casa di Lucia era pienissima di libri.  Tutti suoi. Tutte auto pubblicazioni. Scatoloni pieni.

“Scrivevo tre libri o anche più a settimana. Ero molto ispirata. Ai tempi seguivo una mia idea fissa” Le diceva lei , quando si fermava con l’aria tra la sconsolata e la fierezza ad osservare i suoi libri.

“E che idea era?” Chiedeva lui

“Era sul dolore.”

“Il dolore?” Perché parlare di queste cose? Perché ora? Dopotutto lui aveva sofferto troppo. Anche la cura per  abbandonarlo al passato, a un passato lontano e ormai innocuo,aveva richiesto dolore. Troppo

“Si,perché sono convinta che il dolore sia un Dio. Anzi è dio e per farci vivere pretende un tributo, un sacrificio”

Lui aveva ritenuto il caso di non approfondire troppo.

 

Alessandro allunga la mano. Vuole toccare il fondo dell’armadio.  Avere la certezza sentendo il compensato , o chissà quale altro materiale si userà,  che le sue paure siano immaginarie. Forse dovrebbe riprendere la cura , forse ha abbandonato troppo presto  le medicine. Lucia gli aveva detto che i dottori usano i loro pazienti per esperimenti non troppo chiari . Lui rideva delle sue fisse complottiste,ma  l’amava anche per quello.

Così allunga la mano destra e mentre lo fa, per la prima volta in vita sua , prega dio.

 

La vita , lentamente, era tornata a sorridergli.  Lucia si dimostrava giorno dopo giorno come una donna meravigliosa. Dolce,spiritosa,attenta. E lui scopriva il lato più buono del suo carattere. Amare una donna non solo per la sua avvenenza o perché figlia di gente prestigiosa, non considerarla solo un animale da letto, o un trofeo da mostrare in giro per fare bella figura in società.

Tutto procedeva benissimo fino a quando lei un giorno gli aveva dato la notizia del nuovo acquisto: un armadio.

 

Sente le dita immergersi in quel buio che – non è possibile ,non è vero,si dice l’uomo a bassa voce-  pare incollarsi e avvolgerlo come fosse domo pack o pece . Lo sente  pulsare. E poi perdersi. Il vuoto totale. Ora la sua mano è completamente persa in quella oscurità senza fine

 

“Senza fine. Il mio amore per te. “ Alessandro dormiva sereno tra le braccia della sua donna. Sentiva il respiro regolare di lei. Le sue dita accarezzare delicatamente i suoi capelli.

Quella notte, nel bel mezzo della notte, un rumore lo destava all’improvviso.  Fu allora che cominciò la sua paura irrazionale e totale per quell’armadio.

L’anta era aperta. Spalancata e dall’interno di esso,impercettibile,arrivava un rumore.  E freddo. Tanto freddo,come se da lì dentro uscisse un vento di montagna o roba simile.

Era rimasto a lungo,immobile , a fissarlo.  La paura lo aveva immobilizzato,bloccato.  Cosa diceva quella strana voce,quella melodia,flebile,lontanissima,eppure..Un richiamo , qualcosa che non prometteva nulla di buono.

Dopo un po’ si era deciso ad alzarsi e chiudere l’anta. Ma l’immagine dei vestiti che si gonfiavano e prendevano il volo lo aveva fermato.  I vestiti venivano verso di lui,volando elegantemente nell’aria e poi si adagiavano sul suo viso,le sue gambe,petto ,braccia. Sentiva la freschezza della seta e il profumo di lei sulla pelle e  nelle narici.  Inebriato dal sapore delle sua donna , non si accorgeva che ormai era completamente  avvolto dagli abiti della donna,come una mummia. Poi una forza,come un milione di forti e robuste mani, che lo avvinghiano e strattonano con violenza inaudita dentro l’armadio. L’urlo di terrore soffocato nella gola  dalla seta che preme sulla bocca,e poi il nulla.

“Cosa hai amore?”Lucia, al suo fianco, sembrava spaventata. L’armadio chiuso ,pareva un mobile come tutti gli altri.

“Un incubo. Un brutto incubo” Mormorava lui cercando di riprendersi. Ma mentre lei lo abbracciava,per quella notte e per quelle successive,continuava a fissar e terrorizzato quel maledetto mobile.

L’armadio era in attesa.

 

Ora il braccio destro e la spalla sono completamente immerse nell’oscurità.

“Allontanati da lì! Subito” Pensa disperato  Alessandro,ma quella forza lo sta trascinando all’interno .  Con terrore l’uomo scopre che non è costretto a procedere, è come se una parte volesse esser e inghiottito dal buio e perdersi nell’Altrove. Con altri dannati che vagano lamentandosi e chiedendo,supplicando , il perdono per qualcosa che hanno fatto . Qualcosa che non vogliono lasciare. E che li imprigiona nel grande nulla,in quel vuoto senza fine ,nel freddo di una morte da scontare vivi. Per sempre.

L’oscurità ormai ha avvolto tutta la parte destra del suo corpo . Vede fili sottili di oscurità arrampicarsi sul petto,sulla gamba sinistra Ora lo sta spingendo con forza dentro l’armadio. Sente quella forza pronta a trascinarlo . Si attacca disperatamente all’anta. Cerca appiglio  nei vestiti .

La paura esplode nella testa,sente caldo al basso inguine. Si è pisciato addosso, comincia a piangere come un bambino spaventato.

“A caro sei qui” La  voce di Lucia . Dolce,gentile,come è lei. La sua salvezza,la sua felicità

“Lucia..ti prego…aiu..” Alessandro non finisce la frase,lei con calma e sorridendo soddisfatta chiude l’anta dell’armadio

L’ultima cosa che l’uomo sente , prima di esser inghiottito e disperdersi per sempre nell’Altrove, è la voce della donna che dice con tono allegro

“Te l’avevo detto: “Il dolore è un dio” E pretende un sacrificio per la nostra felicità. Per  la mia felicità”

L’armadio,  chiuso,  attende il prossimo uomo.

 

 

 

 

 

LA PORTA CHIUSA

15 Apr

Sei fantastico! Non avevo mai conosciuto un uomo come te!!!!! Non vedo l’ora di vederti ! Tra venti minuti sono in stazione. Non vedo l’ora di incontrarti,amore!

“Anche io cara,sei la gioia della mia vita. Sono già arrivato e ti sto aspettando . Ti amo tantissimo”

Arrivato dove? Luca è ancora in mutande davanti al video del suo Windows  Vista. Ci metterà minimo  quaranta minuti per arrivare in stazione,  ma  il ragazzo ha una sua idea particolare circa il tempo.

“Tanto c’è tempo” Potrebbe essere il suo slogan, l’epitaffio, la scritta che ci dice tutto di lui. Grattandosi  la testa e alzandosi svogliatamente dalla sedia, stiracchiandosi , si dirige svogliatamente verso l’armadio. Forse ho ancora un po’ di tempo per vedere  i goals della Juventus   o un video porno. Il cellulare squilla : un messaggio.

“Che rompimento di coglioni!” Sussurra il ragazzo , andando a prendere il suo Nokia.

“Ciao Luca, ti rammento che per lunedì devi presentare il tuo progetto,fondamentale per la nostra azienda. Non farci fare una figura di merda con gli americani!!!”

Ecco, ci mancava Matteo con i suoi messaggi allarmisti. Ma che cazzo! Lunedì è domani! Con calma , appena ritorno dal pomeriggio con Maria Maddalena,  butto giù qualcosa. Quanta  pressione, quanta premura! Tanto c’è tempo.

Saltellando su una gamba si infila i pantaloni , perde l’equilibrio cade e bestemmia.  Si veste  , alla cazzo di cane, e si avvia verso la porta.

Però quel filmato con la bionda vampira,sai mai….Magari il pomeriggio si mette bene e si possa concludere qualcosa.

Va a cercare nella sua cartelletta il filmato ,lo trova, si slaccia i pantaloni e comincia a masturbarsi, mentre sullo schermo una siliconata si monta un tizio e lo divora durante l’orgasmo.  3 minuti e cinquanta di secondi, Luca ha finito prima dei cinquanta: “ Dannazione,è proprio da tanto tempo che non faccio una sana trombata! “ Pensa infastidito. Corre in bagno a darsi una veloce lavata..  Il tempo è passato,il ritardo aumento di venti minuti.

“Ora andiamo va “ Pensa.   Deve anche inventare una nuova scusa,e solitamente le sue scuse si basano su un piano facilissimo: dare la colpa agli altri. L’ha sempre fatto in 35 anni di vita. Per ogni cosa che lui abbia fallito , c’era una persona , del tutto estranea ai fatti, che diventava il capro espiatorio della sua irresponsabilità  incapacità.

Lui però si sente una persona a suo modo responsabile e impegnata, da un po’ di tempo frequenta  il meet up  del M5s  della sua città.  E si sta interessando al fenomeno delle scie chimiche. Non ci ha capito ancora un cazzo,ma sicuramente c’è qualcosa sotto. Apre il portafoglio: la foto con Mingo e Fabio di Striscia la Notizia e quella con Belen ,gli rammentano che non ha prelevato nemmeno cinque euro! Doveva farlo ieri,ma poi erano sopravenuti degli impegni inderogabili …  Quali? Vedere il dvd ,preso con Tutto Sport, dei migliori goals di Del Piero e sicuramente un porno appena scaricato.

“Cazzo,che problema! Vabbè, dirò che non funzionava il Bancomat. Banche di merda !” Luca prende il suo portachiavi ,inserisce la chiave nella serratura della porta e con un balzo, per non perder troppo tempo, si avvia veloce  fuori di casa…

La botta alla testa lo rintontisce , facendolo indietreggiare e quasi cascare per  terra .

Cosa è successo? La porta è chiusa. Eppure.. Non aveva inserito la chiave nella serratura? Non aveva spalancato quella cazzo di porta? Non aveva forse visto il pianerottolo illuminato dalla luce del sole,caldo e afoso, di quel aprile straordinariamente rovente?

“L’ho fatto? Si… La chiave…” Ecco: che fine del cazzo aveva fatto la chiave? Non ce l’hai in mano? Si,l’avevi presa e l’hai inserita dentro la serratura e allora..dove cazzo è finita!

Eccola! Nel contenitore di plastica, con un vecchio adesivo di Star Wars . Vecchio ricordo dell’adolescenza.

Luca la riprende, dandosi del vecchio rincoglionito e ridendo divertito,vabbè mo infiliamo sta cazzo di chiave , ecco la serratura che scatta,abbassa la maniglia, la porta si apre,e…

Il dolore ritorna potente e penetrante in testa . La porta è chiusa.

“Cosa?” Luca non riesce nemmeno a formulare una domanda sensata. Ora ,da qualche parte, sente la paura farsi strada.  “Sto venendo a prenderti e ti mangerò!” La risata diabolica della Paura che si avventa su di lui con tanto di coltello,forchetta e una bocca avida di carne , lo scuote fino alle fondamenta .

La porta è chiusa.

Eppure l’aveva aperta, no? Le chiavi…

“No!”  Passandosi velocemente una mano sulla faccia,per asciugarsi il sudore freddo, Luca le vede: nel contenitore.

“No,un momento … Le ho prese cazzo! Le ho prese! Erano nelle mie mani!” Sente il cuore in gola e lo stomaco vuoto che pulsa terrore e paura,mentre la sua mente comincia a traballare … Sto diventando pazzo? Il ragazzo non vuole porsi quella domanda. Cerca di respingerla, di non formularla,ma la stronza si fa strada con arroganza nella sua mente: “ Sei diventato pazzo?”

Qualcuno ha riso.  Luca è sicuro: una risata.  Profonda,tenebrosa,come se chi ridesse avesse la bocca piena di sabbia.

“Chi è?” Urla il giovane. Nessuna risposta,solo un placido silenzio primaverile. Voci di bambini in cortile. Stanno giocando ,una litania, non capisce..Ma sarà qualcosa come “la macchina del capo” e cavolate simili.

Il giovane uomo si avvicina al contenitore. Prende le chiavi, le stringe fino a farsi male e perdere un po ‘ di sangue.. Poi le infila nella serratura e … Il cellulare suona

“Pronto?”Mormora il ragazzo

“Sei un bastardo! Mi hai fatto aspettare due ore ! Due ore ! Cretina io che ti ho aspettato,e sai perché? Perché ti amavo. Tanto,ma perché mi hai dato buca senza dirmi nulla, un messaggio?  Ora ho perso il treno per  ….”

“Maria Maddalena, sono a casa ..La porta non mi lascia uscire! Aiutoooo!! Per favore chiama qualcuno!”

“Cosa?”

“La porta non mi…”

La linea cade. Dannazione ha finito il credito! Avrebbe dovuto caricarlo,lo sapeva benissimo…

E ha rimandato. Come sempre.

Il cell suona di nuovo

“Mary,per favore…”

“Sei pazzo. Sei un pazzo furioso e mi hai anche agganciato il cellulare in faccia. Non ti voglio più rivedere”

Luca cerca di parlare ,ma sente il click della fine comunicazione. E in quel momento avverte il peso della sconfitta . L’ha persa. Per sempre. L’unica garanzia di vivere ,di cambiare stile di vita, di migliorarsi. Per sempre, per sempre ,per sempre. Persa.

Il ragazzo girando la chiave nella serratura piange. Prima silenziosamente,poi esplodendo in disperati singhiozzi dove paura,rabbia, impotenza, si mescolano ed lo avvolgono .

La porta è chiusa.

Ha provato dieci volte. Deve chiamare un fabbro … Per dirgli cosa? “ Sono prigioniero in casa. La porta mi tiene prigioniero”

Di nuovo il cellulare: “Maria Maddalena,forse..” Luca si sente felice. Non tutto è perduto.

“Am..” Non finisce la frase

“Coglione pezzo di merda!!!!! Dove sei? Da lunedì che ti cerco! Sono tre giorni! Abbiamo fatto una figura di merda con gli americani! Si sono ritirati dal progetto. Progetto che dovevi present..” La linea cade.

“No! NO NO NO NO NOOOOOO!” Urla Luca. Scarico. Anche questa no,anche il lavoro no! “Ma cosa ha detto Matteo?” Son passati tre giorni da lunedi?” Come è possibile? Oggi è domenica.. E ora siamo già a giovedi o venerdi? Che giorno è?” Luca cerca il caricatore…L’ha lasciato a casa del suo amico Pietro. Doveva passare a riprenderlo, “ domani,tanto c’è tempo!”

Luca getta a terra il cellulare che si frantuma in mille pezzi.

“Devo chiedere aiuto a qualcuno”  I bambini in cortile . Li sente giocare, stanno ripetendo ancora quella litania,poche frasi e semplici,quasi banali..che staranno mai dicendo? E a te che importa, ora! Chiedi aiuto!

Luca esce sul balcone e  li vede. Due maschietti e due bambine nei loro grembiulini della scuola. Saltellano allegri sopra un disegno rozzo ,fatto con il gesso sul terreno.

“EHI! EHI! BAMBINI!!! Presto! Chiamate i vostri genitori! Ehi,ascoltatemi! Smettetela di ripetere quella cazzo di filastrocca!” Sbraita Luca  .  I bambini si fermano e lentamente si girano ad osservarlo. Non li ha mai visti in quel palazzo . Chi sono

Poi riprendono a canticchiare la frase che ripetono da tutto il pomeriggio: “Chi del tempo abusa,morirà per volere della porta chiusa” Ripetono ridacchiando sadicamente.

Luca si allontana dal balcone,spaventato e sconvolto.  Con la coda dell’occhio vede il disegno in terra: è lui bloccato davanti alla sua porta. Solo che la porta ha una bocca orribile ,piena di denti aguzzi e la maniglia è una terribile mano uncinata.

Urlando entra in casa,inciampa,cade, si rialza. Urla senza sosta,la gola brucia ,come gli occhi per via delle lacrime.

La porta è chiusa,davanti a lui ….E ride. Ecco da dove arrivava quella cazzo di risata orribile e profonda . Quella risata cattiva, feroce,crudele: è la porta.

Il ragazzo lentamente si avvicina: “ Ti prego…Fammi uscire. Sarò un bravo ragazzo! Lo giuro! Rispetterò gli altri, mi darò da fare..” Piangendo e supplicando,senza farci caso sta avvicinando la mano alla maniglia ..

In men che non si dica,ella si lancia veloce contro la mano di Luca. Si apre mostrando 4 artigli affilati e subito imprigiona la mano del ragazzo squarciando la carne,tagliando i nervi, spezzando le ossa

Luca urla per il dolore,e poi si sente strappato da terra e trascinato verso la porta…Che ha una bocca orribile e denti aguzzi.

NOOOOOOO!!!!!! Solo questo riesce ad urlare

 

“Nooooo” Urla Luca e mentre il grido continua,si rende conto che è ancora vivo

Si trova davanti al video del computer. Si è addormentato. Il messaggio di Maria Maddalena,eccolo! Non è vero niente. Ride ,salta per la stanza. Vivo e pronto a riprendere una nuova vita. Il sogno,quel sogno  così vero gli ha insegnato che non deve perdere tempo e farlo perder e agli altri,anzi no..Nemmeno è il tempo,ma il rispetto degli altri.La responsabilità.

Luca , contento, corre a prendere le chiavi ,le infila nella serratura,gira la maniglia,apre la porta e…..

Il dolore alla testa , forte e penetrante, lo getta indietro. Cade.

La porta è chiusa.

“No, no..Perchè? Perché? Perché ? Per chééééé?” Luca a terra picchia i pugni sul pavimento. Sente le ossa delle mani spezzarsi,il dolore acutissimo,ma non è questo che lo spaventa… Perché la porta è ancora chiusa?

Poi asciugandosi le lacrime, con immensa fatica ,si alza in piedi e fissa la maledetta porta.

Nessuno può salvarlo,ormai lo sa.

C’è una sola cosa che potrebbe fare, l’unica speranza, l’unica salvezza possibile,c’è solo quella cosa da fare..Non altre . Non un esorcista,un angelo,una formula magica,no: solo quella cosa..

Luca comincia a ballare il tip tap.

 

Il vecchio Vlad

22 Feb

 

 

Avessi qualcosa di meglio da fare, certamente non mi trovereste qui. Ma , a dirvi la verità, ho smesso da tanto tempo di aver “qualcosa di meglio da fare”. Precisamente da quando sono stato espulso da tutte le comunità del “ Ho un buon consiglio per te”. Non ce l’ho fatta. Ho fatto un giro di pista abbracciato al successo, ci siamo fatti il nostro ballo e credetemi:l’orchestra ci sapeva fare. Poi? Poi è arrivata la crisi e i piccoli stronzi come me sono finiti nel magico tubo di quella fogna che chiamiamo fallimento. Ho perso la mia Harker Immobiliare, ma non che me fregasse più di tanto. Certo è saltato il mio matrimonio con Miss Figa di Legno , la signorina  Mina.. Cose che capitano, l’amore nella nostra classe dura fino a quando hai un buon conto corrente. E vedete? Non ce l’ho più. Quindi la sera vengo qui e bevo. Mica da solo ,ce ne sono tanti. Tutti erranti cavalieri della sfortuna, qualcuno ha una buona storia legata a un sogno di gloria,altri hanno sempre strisciato le palle sul vetro degli insuccessi.  Ci sono stranieri, gente del posto,qualcuno ha ereditato il tavolo dal nonno che l’ha passato al padre ,che l’ha consegnato al figlio.  Sbronzi,rissosi, eppure non ho mai sentito ridere tanto di cuore come qui dentro.

E poi a mezzanotte spaccate arriva lui: Il Conte Vlad. Per gli amici Dracula. Fa tenerezza e pietà vederlo perso dentro quel abito da festa e di lusso,con i bottoni che mancano, sdrucito ,sciupato. E il cilindro che par aver fatto tante battaglie contro la polvere,il tempo ,la merda.  Tocco di classe: il mantello. A brandelli, con lo scotch a tenere attaccati brandelli di un glorioso passato e odierna traballante dignità.

“Ciao vecchio. Come va?” Gli chiedo.

“Da schifo ragazzo. Ho la gola che mi brucia e per dissetarla che mi danno? Il sangue di qualche tossico,di qualche barbone. E le puttane. Ti ho già raccontato del mio castello ? “ Mi dice lui, cercando di stare in bilico sulla sedia.

“ Quello in Transilvania? Bè,credo un paio di milioni di volte. Credo” Ribatto sarcastico,.Mi piace trattare così tutte le persone . Figurati quel vecchio rincoglionito.

“Era bello. A esser sincero,era bello tutto.  Pieno di forza, vigore. Temuto e rispettato La gente tremava solo a sussurrare il mio nome,non ci credi? Dovresti..Dovresti farlo! Che diamine , mostrami un po’ di rispetto!” Finge di far la grande sceneggiata. Io sorrido di sbieco e controllo l’orologio.

“Comunque: me la spassavo e anche tanto. Avevo tre mogli che in fatto di succhiare erano anche meglio di me! (Ride, le battute volgari e sessiste lo divertono sempre),e facevo la bella vita. Nello sfarzo, nel lusso.  Poi la gente ha cominciato a smettere di credere in noi. Non so come sia successo,ma non ci temevano più. Erano i tempi moderni. Venivano dall’America o da altri posti e costruivano. Più costruivano,più portavano le loro tradizioni,più io non contavo un cazzo. Sai cosa vuol dire : non contare un cazzo? No? Non lo sai…Ma che cazzo saprai mai tu. Ho venduto il castello ….”

“ A una ditta americana che ci ha fatto un centro commerciale. Me l’hai detto, sai?” Taglio corto io.

“Certo che te l’ho detto!  Sono vecchio,che credi? E non vecchio come questo signor qui., ( indica il barista,il buon Giulio),mi piacerebbe.. No sono vecchio di secoli. Ne ho vis…”

“Di cose che voi umani? Vuoi dirmi questo? Cazzo,ma non ti rendi conto che abbiamo anche noi una vita di merda? Te la ripetiamo forse ogni sera? Non direi.” Mi scaldo forse un po’ troppo con questo povero cristo.

“Sono costretto a fare il numero della mantide, ok? Il più ridicolo ed umiliante dei miei numeri. Forse non capisci bene. Ok,ok.. Giulio,che hai messo via quella roba per il mio amico Van Helsing?”Vlad tira su con il naso. Si è offeso e piange silenziosamente. Io faccio finta di non aver capito cosa stia succedendo.

“Certo.  Tre bottiglie di Jack Daniels,come sempre?” Il barista passa una borsa della Conad al vecchio vampiro.

“Ok,stasera ce la scoliamo e parleremo dei vecchi tempi. A  lui non dispiace mai.” Conclude con un tono velenoso. Sicuramente rivolto a me.

“Bella compagnia. Un vecchio matto” Mormoro.

“Si,matto e allora? Era un nemico onesto e rispettabile. Ora è appena uscito dal manicomio, di nuovo. E sono rimasto solo io a credergli. D’altronde parla di me. Beviamo,ci sbronziamo,ci commoviamo pure. Siamo vecchi ,caro mio. Però anche tu invecchierai. E troverai un coglione che ti prende per il culo,perché è giovane. Non sputa  e caga sangue di pessima qualità, non è costretto a  umiliarsi facendo la Mantide o robe simili. E ora dimmi? Come vanno gli affari?” Mi chiede sorridendo  benevolo

I miei affari, proprio in quel momento, entrano nel bar.

“Ciao Johnatan “ Lucy entra strisciando i piedi sul pavimento e cercando con la mano sinistra il sostegno sugli schienali delle sedie.

“Ciao,piccola” Le dico. Capelli neri e lunghi,magra e bianchissima, sembra perdersi dentro gli stivaloni bianchi finto cobrati,la canottiera rossa le casca quasi fino al ventre,non trovando il sostegno delle sue due flaccide e piccole tettine. La minigonna mostra due gambe fragili,una volta muscolose ,oggi oscenamente magre. Porta un paio di occhiali da sole,come mai?

“Ciao Lucy!” Vlad si alza lasciandole il suo posto. Il vecchio è diventato rosso e gli occhi gli sorridono.

“Uh,che bello il ritrovo tossici di merda e fottuti malati di Aids. Fantastico ragazzi,mi commuovete .”Ridacchio

“Fanculo Harker. Toh,questi sono i soldi della serata. Pappone di merda”

“120 euro. Pochi clienti,o..” Dico io lasciandole i cento e prendendo i 20. Posso bere qualche birra gelata. Tanto non ho nulla . Nessuna casa,nessun lavoro,tranne quello del pappa più pirla del mondo. Mi bastano  le birre e poi tornerò nella vecchia fabbrica abbandonata.

“Cosa hai fatto agli occhi? Ti hanno picchiata?”Le chiedo a brucia pelo.

“No,cioè…” Lei si sta arrampicando sugli specchi

“Chi è stato!” Si infuria Vlad.

 

Giulio tirando su con il naso pone i fiori sulla tomba di Johnatan Harker. Una lacrima scende pigra sulla guancia  sinistra del vecchio ex barista. Con l’età si diventa più sentimentali,sapete?

Non solo ha perso degli ottimi clienti,ma anche degli amici. Pure quel Van Helsing che non aveva mai visto in vita sua. O la povera Lucy.

 

“Però,sapete una cosa cari lettori? Se ne sono andati da eroi. Da veri eroi. Oh,che sbadato! Ma voi non sapete niente? Non sapete cosa è successo quella notte? Bè,lasciate che ve lo spieghi in breve…Vediamo…Ecco! Il nostro quartiere doveva diventare un posto per borghesi . Tranquillo, confortevole. Per quel branco di manager del cazzo che lavorano nella grande città e sognano di riposarsi vivendo in un bel appartamentino.  Così quella zona faceva gola a un tizio che oltre ad essere il più noto costruttore edile della Regione ,era anche un potentissimo criminale. Roba seria,e quei tre testa di cazzo con chi vanno a cozzare? Esatto con lui. Prima con il figlio cretino e violento e poi,tanto che c’erano,con l’intera banda. “

 

La porta del bar si apre di botto. Entrano tre tipacci: il figlio del noto costruttore  Lo Russo e due tirapiedi. Per farsi ben volere con delle mazze sfasciano metà locale. Sbraitando e sputazzando a destra e manca.

Io e il vecchio Vlad li osserviamo con un misto di disgusto e pena.  Lucy è spaventata e si rifugia sotto il tavolo.

“Ok,scimmioni abbiamo visto che riuscite a maneggiare un bastone,ma dubito che siate in grado di maneggiar altrettanto bene il vostro cazzo,e che sputate più di un lama. E allora? “ Dice il vecchio vampiro guardando i tre pirla . I quali respirano affannosamente, incazzati .

“ C’è gente che deve bere e ubriacarsi. Cose assai impegnative e nobili,ecco..Potreste andare a fanculo,gentilmente?” Concludo io.

Poi? Poi avviene tutto in fretta. Il figlio cretino e bullo di Lorusso si avventa contro di me brandendo un coltello a serramanico. Io mi metto in posizione di combattimento ,pronto ad abbatterlo con una bottigliata in testa,ma ..

Lucy si mette tra me e la lama. Ovviamente ha la peggio. Emette un urlo soffocato e poi si accascia per terra,io e il vecchio Vlad la sosteniamo delicatamente e l’adagiamo con cura per terra.

Il suo assassino ha l’aria spaesata e istupidita. Guarda lei,me e il vecchio.

“Mo so cazzi, pischello” Lo avverto. Lui mi fissa senza capire ,poi sente quel rumore e capisce che son veramente cazzi amari.

L’urlo della notte,dalla profondità degli inferi ,sale piano,come una nota bassa e distorta e poi cresce di volume. Tremano i bicchieri e le bottiglie. Qualcuna cade.

Il vecchio Vlad è decisamente fuori di testa e incontrollabile. L a sua vecchia e affaticata faccia di chi ha perso dignità e prestigio, si trasforma in quella di una creatura dell’oltretomba che ha superato indenne i secoli,le pestilenze,le guerre,e che da sempre , fin dalla prima notte del mondo, vive cacciando e massacrando.

I tre spaventati e urlando cercano di scappare dal bar,ma il vampiro senza nessuna fatica prende per la testa i due  tirapiedi del piccolo delinquente, e le fracassa sbattendole violentemente una contro l’altra.

Sporco di sangue e materia cerebrale,con calma punta in direzione del giovane assassino . Il quale inciampando e cadendo più volte cerca di raggiungere il suo Suv per scappare.

 

Che illuso.

 

Sotterro Lucy nel cortile della fabbrica abbandonata dove vivo. Ci sono un po’ di colleghe sue, un viados piange disperato, e qualche collega da bar. Tracannano birra e rhum, improvvisano brindisi alla bella e giovane fanciulla . Sole del bar,che illuminava con la sua presenza la vita di gente abituata a vivere nell’ombra

Il Vecchio Vlad si trattiene dal piangere. Come me. Siamo dei duri.

 

Più tardi io metto nella borsa da viaggio grande, che non mi è mai servita a un beato cazzo, le bombe a mano e le pistole. Un tizio le ha sepolte qui. Non è mai passato a ritirarle. Penso che ormai siano robe mie.

“Dovrò così occuparmi anche di te? “ Vlad mi guarda con uno sguardo ironico e divertito

“ Mi sa che sarà il contrario,vecchio! Son un ottimo tiratore.” Mi carico in spalla il borsone .

“Pronto John?”

“Certo Vlad”

“E tu?Sei pronto?” Chiede  il vampiro al nostro ostaggio: il figlio di Lorusso.

 

Guido piano verso la villa del tipo. Troppi pensieri in testa per un uomo che tra meno di venti minuti sarà morto. Vorrei trovare dei rimpianti, dei rimorsi, non trovo nulla  Né di buono né di cattivo. Nulla. Non penso sia così per il mio compare.  Chiuso in un nobile silenzio,lo sguardo severo,perso nelle gloriose notti in Transilvania.

 

Mentre sono fermo a un semaforo rosso,sento qualcuno battere le nocche contro il vetro.

“Ehi! Van! Che ci fai qui!” Grida divertito Vlad.

“Ti aspettavo per il nostro drink. Non sei venuto. Ho chiesto a Giulio e lui mi ha detto che andavate a sterminare la famiglia Lo Russo.  Così ho preso la bicicletta e son venuto a cercarvi. Questo si che è un bel modo di passare il sabato sera.”

Così ho capito che anche la morte a volte può essere comica. Io e due vecchi rincoglioniti contro la più potente famiglia mafiosa della città.

 

Nella villa ultra sorvegliata di Lo Russo gli uomini si annoiano: bevono,giocano a carte, si masturbano guardano riviste porno. Le ultime cose che faranno da vivi. Il potente boss è nel suo studio, sente musica classica e sorseggia costoso vino rosso. Non si intende né dell’una né dell’altro,ma fa scena e a lui queste cose piacciono assai. Il padrone della città con tutte le sue ditte, fabbriche, negozi. Un uomo avido e tirchissimo, innamorato del denaro e un devoto credente di Padre Pio. Che  porta tatuato sul petto. Tossisce ,anche se non lo sa è condannato da un brutto male,quindi a ben vedere Vlad gli sta facendo un grosso piacere.

Uomo collerico,volgare e sadico . La sua fama di leggenda del crimine è legata all’uccisione di un feroce boss del suo paese. La leggenda vuole che lo abbia ucciso in un vero duello,la realtà è che l’abbia ucciso sparandogli- tremando dalla paura- di spalle.

Il campanello suona. Chi è ?

Sente la voce di uno dei suoi,che saluta stancamente il figlio. “Può entrare anche lui?” Domanda il figlio. Ma chi cazzo gli porta a casa? Lo Russo, esce  dallo studio per vedere lo straniero in compagnia di quel suo disgraziatissimo figlio,ma il suo uomo risponde prima che il vecchio boss possa intervenire

“Se è con te,fai come cazzo ti pare. Entrate”

E’ esattamente così , che l’inferno entra nella casa del criminale.

 

Vlad spinge violentemente il figlio di Lo Russo , il quale vola agitando comicamente le braccia  e le gambe andando a schiantarsi contro la parete di fronte.

“Cosa!!!!!” Urla Lo Russo correndo al piano di sotto ,inciampando nei gradini e facendo tutta la scala ruzzolando come un vecchio coglione.

In casa sua ci sono tre uomini .  Due malandati vecchi, (uno vestito come quel tipo… Christopher Lee. Come mai gli vengono in mente quei vecchi film horror che da ragazzino amava tanto? ), e un giovane che tiene in mano…

“Ha delle bombe!!” Urla l’uomo ai suoi scagnozzi che sono arrivati sparando all’impazzata.

Il  vecchio boss vede quel giovane lanciare le bombe contro i suoi. L’esplosione fortissima ,i corpi carbonizzati. Pensa che forse farebbe bene a scappare e salvarsi,ma..

Il sangue vecchio di secoli, torna a ridere nelle vene del vecchio e malandato vampiro. Dimentica i tempi amarissimi e  tristissimi dell’abbandono della sua amata  terra, quel esilio tristissimo, quel declino inesorabile. Harker  e Van Helsing accanto a lui si battono come leoni.

I nemici sono tantissimi, troppi. Ben armati Ma lui non li teme e si avventa su di essi. Staccando teste,braccia, sbudellandoli,  Ben presto si ritrova coperto di sangue e quel sangue è fonte di energia per lui.

Van Helsing è il primo a cedere sotto i colpi dei nemici.  Un sorriso sulle labbra è l’ultima cosa che lascia al mondo.

Harker e il vecchio Vlad avanzano con calma e determinazione. Mentre i loro nemici pur essendo molti sono spaventati e disorganizzati.

Teste mozzate, arti strappati, corpi squarciati dalle bombe.  Poi il silenzio

Harker si lascia scivolare contro la parete del soggiorno. Ferito mortalmente. Allegro, ride . Aspetta la morte, non ha altro da fare.

Un rumore però lo distrae Strisciando il figlio di Lo Russo,cerca di raggiungere l’uscita.

Con fatica e lottando contro la vista che diventa sempre più imprecisa, prende la pistola  e spara gli ultimi proiettili contro l’infame. Un urlo lo informa della morte del giovane.

“Lui dove è?”Chiede Vlad ad Harker.

“ Nel suo studio. Correva sulle scale come un figlio di puttana codardo.” Lo informa il moribondo

“Aspettami qui,faccio in fretta”

“Ehi Vlad!”

“Cosa?”

“Sono orgoglioso di averti conosciuto.”Mormora Harker,morendo.

 

Il nascondiglio è sicuro. Aspetterà che tutto sia finito e poi ricomincerà da capo.  Cercherà rifugio  da…

Lo Russo non finisce il pensiero. Un fumo sottile sta entrando dentro il suo rifugio. Sta bruciando la casa ? Morirà soffocato lì dentro? Piano piano il fumo assume una vaga forma umana

L’uomo urla terrorizzato  cercando di uscire da quel luogo che ha capito sarà la sua tomba

 

La mantide però è più veloce.

 

Il vecchio Vlad è stanco. Si è lasciato alle spalle il cadavere fatto a pezzi di Lo Russo e quello di tutti i suoi uomini.  Con le ultime forze sotterra in giardino i suoi due amici e li piange. Prima il pianto è un sussurro poi cresce diventando un ululato di disperazione.

Infine stravolto si siede su una sedia  e aspetta l’alba. Ormai non ha più nulla che lo tenga legato a quel mondo. Può anche svanire

 

“Come è bella! Cosa mi sono perso in tutti questi anni” Dice il vecchio Vlad,mentre naufraga dolcemente nel mare del riposo eterno.

E alla fine arriva…L’Uomo Nero

17 Feb

L’agosto più caldo degli ultimi cinquanta anni. Così l’hanno definito la tv e i maggiori siti su internet. L’uomo si ritrova a pensare che ogni estate tirino fuori codesta storia. Come se fosse il riempitivo obbligatorio, la scusa per giustificare il loro lavoro. Che poi … Lavoro! Eh,mica è scemo lui ! Lo sa benissimo quanto l’informazione sia pilotata per fregare i cittadini, così non sanno cosa fanno quelli del Blide ..Bilde..Bi..Insomma quelli alle loro spalle. Per non parlare di quanto denunciato da David Ickle! Bè,ma non è il momento giusto per mettersi  a pensare dei rettili ani. Non ora, perlomeno .  Si sente le gambe molli, il fiato pesante. Ha messo su troppi chili da un paio di anni. Da quando è morta sua madre . Lasciandolo solo nella vecchia casa troppo grande per lui, troppo piccola per la sua enorme solitudine.

“L’ascensore non funziona! E sono cinque giorni! Mo mi sente il nostro amministratore!” Pensa l’uomo ridendo tra se e se. Ne avrebbe dette quattro all’amministratore e ai condomini!  Finirebbe che nessuno ti darebbe il benché minimo ascolto. La tua voce petulante dispersa nel chiasso burino dei condomini di quel vecchio palazzo in via Alberto da Giussano. A Roma! Vicino alla via Prenestina.

Non l’hanno mai ascoltato in vita sua. Nemmeno sua madre, che negli ultimi tempi lo chiamava addirittura “coso” .  Arrivato davanti alla porta del suo appartamento si ferma con il fiatone e una gran voglia di svenire  .  Il pianerottolo gli appartiene, ormai.  4 appartamenti, due famiglie in vacanza, lui e quello posto alla sua sinistra. Disabitato, sfitto, ormai da dieci anni. Da quando è morto il vecchio Luigi Proietti. Un tempo popolarissimo attore d’avanspettacolo,varietà e di scadentissimi film e telefilm,finito in quel quartiere dopo un disastro finanziario clamoroso. Morto solo e abbandonato,il cadavere scoperto dopo due mesi,per merito della sua  vecchia madre.

“Ma come non senti sta puzza?” Gli chiedeva lei. Lui la sentiva,ma non aveva voglia di perder tempo a chiamare …Chi poi? Quei tempi li passava a bere in giro nei bar. Un modesto  impiegato che nonostante la voglia non era mia riuscito a far carriera, che desiderava donne troppo fuori dalla sua modesta portata…

“Cosa è questo rumore?” Dall’appartamento di Proietti arriva debolissimo un rumore….Qualcosa..

“Sarà la stanchezza” Si dice. E de che? Non hai fatto un cazzo oggi. A ben vedere non hai mai fatto un cazzo da quando sei nato, oh cocco di mamma!

La porta si apre con fatica.  La serratura gira,dovrà chiamare qualcuno per sistemarla. Ma non oggi,facciamo…

“Eppure quel rumore l’ho sentito” Ma no! Si rassicura. Idea tua.

La casa naufraga in un composto disordine da scapolo. Magliette appoggiate sugli schienali delle sedie, scarpe nei posti meno pensabili , una piccola pila di piatti da lavare. E cartoni della pizza sparsi da portare giù. Dopo.

Si siede nella sua camera e accende il computer. Uno sguardo veloce al blog di Grillo,che è forte e fa  tremare la casta . Si annoia, come sempre , a metà articolo. Troppo da leggere, non potrebbe  metterci un semplice vaffanculo e basta? Invece di scrivere così tanto.

Donne nude, prostitute per lo più, prendono il posto sullo schermo . Va nelle sezione sadomaso,e si eccita guardando quelle dominatrici. Una volta aveva telefonato a una ,per una sessione al telefono. Nulla di speciale,ma non  ha il coraggio di provar…

Il rumore ritorna. Debole, distante,ma questa volta lo avverte.  Cosa potrebbe essere? Si concentra per riuscire a venirne a capo,ma non è mai stato un campione di concentrazione. Abbandona. E si concentra su youporn.

Donne con donne e uomini e trans, robe varie che scorrono veloci. Il porno è noioso e deprimente. Non lo regge più. Nessuna soddisfazione. “ Sabrina….” Mormora a bassa voce. Se si fosse presentato in via del Corso quindici anni fa. Forse sarebbe sposato ora. Invece aveva deciso di star con la madre, che povera era vecchia  e malata. Una bella scusa umanista per non dirsi la verità: paura di impegnarsi. Di abbandonare la sua triste routine.

Si alza ed esce dalla stanza . Si sistema i pantaloni ,ha abbandonato a metà una sega. Vorrebbe parlare con qualcuno. Ma con chi? Roma è vuota, senza anima viva. Tutti in vacanza. “Ma perché se ci fosse qualcuno , chi vorrebbe parlare con te?” Questa è la domanda che dovrebbe porsi .

Di nuovo il rumore più forte e distinto: come dei tamburi lontani. Non era un vecchio film con Gary Cooper?

Suda freddo e improvvisamente si scopre spaventato. Perché?

“Stai attento! Fai il bravo o vengono i negri,e ti mangiano! L’uomo nero ama mangiare la carne dei bambini cattivi come te!” La voce della madre , limpida, gli scoppia in testa.

No,no, no! Tutta una sua idea , una sua stupida immaginazione. Non c’è nessuno. Quale rumore?

Qualcosa di melmoso che si muove,strisciando. Qualcosa che gratta sulla porta del vecchio signor Proietti,e una risata. Soffocata,fangosa, non umana. E ora quei tamburi. Un ritmo ossessivo, ripetuto come se chi stesse suonando fosse un drogato ..Si,quelle zecche dei centri sociali,che lui da bravo borghese ha sempre odiato.

Si siede in soggiorno. Automaticamente accende la tv. Vecchie repliche di film e telefilm. “ Sto impazzendo?” Si chiede.

“No, non stai impazzendo. E’solo venuto il tuo momento: L’uomo nero ha fame. Il vecchio Proietti non aveva un buon sapore, troppo magro,ma tu….Tu da sempre così ciccione e unto,così viscido ..”

“No mamma! Non è vero! Sono un bravo uomo,io….”

“Sei solo cibo scadente per L’Uomo  Nero. Ma sei pure sempre cibo. Me l’ha detto lui prima che io morissi Ora c’è poca gente disposta a credere alla sua esistenza. I bambini non lo temono più. Non hanno più paura degli sgabuzzini, della creatura che dorme sotto il loro letto. E lui  sta male,povera stella. Deve nutrirsi o morirà. E allora gli ho parlato di te. Senza di me non sai vivere,vedi come hai conciato questa casa? Nessuno si accorgerà della tua scomparsa. Non sei piaciuto mai a nessuno..Tu non sei mai esistito” La voce glaciale che rimbomba nella sua testa è una brutta copia di quella materna. Eppure così vera.

L’uomo è agitato: cosa deve fare? Telefonare alla polizia? Per dire cosa?Si guarda in giro ,incapace di agire. Scappare fuori,abbandonare l’appartamento. Andare dovunque..E se quella cosa già sapesse ,già conoscesse le sue mosse? Sarebbe già la fuori ,ad attenderlo.

“Ti mangerà e tu lo supplicherai,ma lui continuerà. Devi avere pazienza ,è vecchio e malato. Una volta era il Grande Dio della Paura e divorava l’anima ai bambini. Non avresti sofferto molto,ora invece…Ihihihihihi” Ride la voce infernale e d’oltretomba che a volte gli sembra quella materna,poi quella del vecchio Proietti e infine di mille voci sconosciute di peccatori,viziosi,assassini seriali che esplodono in una risata infantile e cattiva.

TUMP! TUMP! Come un bussare forte e cadenzato  fuori dalla sua porta.

No… Piagnucola piano.  Si getta in cucina  e afferra un coltello affilato. Cosa potrà mai fare contro quella creatura infernale?

TUMP! TUMP! TUMP! TUMP!

Ormai è in trappola. L’orrore,il terrore,la paura, gli devasta la mente, il cuore esplode nel petto. Magari potessi morire ora d’infarto…Perché non mi fai morire ora? Domanda mentalmente a quel dio  mai pregato e ora cercato con insistenza.

TUMP ! TUMP! TUMP!

L’uomo in preda al terrore e alla disperazione corre contro la porta ,l’apre e colpisce selvaggiamente la diabolica creatura, l’Uomo Nero  venuto a banchettare con le sue carni…..

Solo che….Solo che…..Ci mette un minuto mentre le sue mani,le braccia,la sua faccia sono pieni del sangue della sua vittima orribilmente squartata.

Non c’è nessun uomo nero. Solo la signore Di Gregorio del piano di sotto.

 

Mentre lo portano via in manette continua a straparlare dell’appartamento accanto,dell’Uomo Nero. Gli agenti non lo ascoltano e lo caricano su una macchina della polizia . Che velocemente sfreccia lungo la Tiburtina.

“Mia madre mi ha detto che c’era L’Uomo Nero che voleva mangiarmi! Mia madre me l’ha detto…Non voglio finire in prigione! “ Urla  e piange disperato l’uomo.

 

“ E chi dice che finirai in  prigione?” Dice in tono canzonatorio il poliziotto al volante.

Poi si gira lentamente verso il prigioniero: la faccia putrefatta  di un vecchio dio morente e dimenticato,mentre osserva goloso il suo pranzo.

 

IL PRANZO

6 Mag

 

 

“Hai visto Laura?”Chiedi a Guido, tuo cognato.

“No,ehm…mi pare che sia uscita per fare una telefonata”Risponde svogliato . Sta seguendo un incontro di calcio in tv. Non l’hai mai sopportato , mai.  Il classico pirla che non si lascia sfuggire nemmeno una partita  scapoli e ammogliati del Burundi.

In cucina senti le voci delle tue sorelle, di tua madre. Sono sempre allegre quando si tratta di organizzare questi stupidi pranzi annuali. “Fa bene alla famiglia. Ci aiuta a rimanere uniti”,  ama ripetere tuo padre.

“Laura non c’è, è andata via!”Ridacchi,come è possibile che ti sia venuto in mente questa canzonetta. Non sei un tipo che si preoccupa per tutto, ma non è da lei allontanarsi così.

“Forse è arrivata quella telefonata..”Ecco,la faccenda del figlio. Ti mette a disagio, vorresti dirle la verità su tutta quella storia, ma come fai? Lei non fa altro che parlare del bambino tutto il giorno. Tutti i giorni , le settimane,gli anni. Non può averne e per lei è un’ossessione. La vedi come ci rimane male quando le sue amiche, tutte,hanno partorito. Come vorrebbe essere al loro posto.

I bambini in casa ridacchiano e canticchiano una vecchia sigla tv. “Come fanno a conoscere Il Pranzo è Servito?”Forse tua sorella minore,quella che da anni deve scrivere Il Libro dei Libri che sconvolgerà la storia del cinema e nel frattempo fa da anni la commessa scontenta in un supermarket, ha fatto vedere ai mocciosi delle immagini da youtube. Visto che ci passa le giornate.

Velleità, ma anche tu ne hai avute. Ti viene un nodo alla gola. Tutti e tutte lì in quella casa hanno dei lavori,anche lavoretti, tutti tranne te. La fabbrica ha chiuso. Sei sceso dal tetto con gli altri e dal momento stesso che avete messo piede a terra, hai detto bye bye  al tuo lavoro. La crisi certo non ti ha aiutato, nemmeno spendere cifre da capogiro al videopoker. Non hai detto nulla a Laura, non ti pareva il momento giusto.

“A tavola!” Tua madre con la sua pettinatura anni trenta, un golfino di lanetta lilla,i zoccoli ai piedi,la sua gonna nera e il grembiule bianco, truccata come se andasse a una sfilata , annuncia lieta la buona novella: si mangia!

Getti distrattamente un’occhiata alla porta , che si trova alle tue spalle, chissà perché senti una sorta di terrore che ti stringe lo stomaco..Sciocchezze

Immancabili le lasagne. A tua madre piace esagerare con il sugo di carne. Un sapore unico ,però, te ne sei sempre lamentato con Laura. Lei non è portata per la cucina, non tanto quanto fare esercizi ginnici.

“Natale torrido ,questo” Dice Guido.

“Uh,si terribilmente torrido”Conviene la giovane cassiera  Maria

“La fine del mondo, ho sentito dire.” Sostiene tuo padre. Quanto ama le teorie fatte da miliardi di cospirazioni  e complotti. La sua fissa è quella della fine del mondo.

“Come va il lavoro?”La voce di tua sorella maggiore, Claudia che ti siede di fianco,(quello destro), ti distrae per un secondo dai tuoi pensieri.

“Sto cercando,non è facile.”Tagli corto. In realtà non cerchi da un bel po’. Ti limiti a perdere vergognosamente i soldi alle  macchinette.

“Anche da noi non è un bel periodo. Sai che lavoriamo da tre mesi senza percepire stipendio…Si dice così?”Chiede Claudia a Maria che siede davanti a te.

“Si,si. Penso..”Non ama distrarsi quando mangia.

“Pensiamo di vendere la casa in montagna. Ci costa troppo,sai?”Dice Guido

“Avete trovato dei compratori?”Chiedi , solo per cortesia, a tuo cognato.

“Non ancora”

“Sono  brutti tempi. Non come… Ti ricordi Papà quando eravamo giovani?”Domanda tua madre al vecchio.

“Si,come no! Ero un piccolo campione del tennis. Mi divertivo. No, oggi la gente non si diverte… Tutta quella violenza!”Risponde l’uomo

“Già,troppa violenza”Interviene  Francesco , il fidanzato di Maria. Eterno fidanzato,eterno genio incompreso del sax.

“E per giunta in famiglia!”Esclama teatralmente tua madre

“Si,ho letto … Quando?Ieri non sono andata in edicola, quando..Ah!  Venerdì !  Dicevo:ho letto di questa tizia uccisa dal marito. Femminicidio,dicono oggi. Poi lui ha sparato anche ai figli Una tragedia!” Interviene Claudia.

“No,oggi potrebbero essere i tuoi famigliari stessi responsabili della tua morte. Mariti che ammazzano le mogli, madri che uccidono i figli … Una tragedia”Continua la mamma

“Si non siamo più sicuri da nessuna parte. La crisi ci  ha portato via anche la sicurezza famigliare” Dici tanto per dire.

Silenzio. Nessuna risposta. Ti osservano tutti.

“Dovrò cercare Laura …”Fai per alzarti..

“Ma non mangi il secondo?Il piatto clou del nostro pranzo!”Dice con un tono stridente e gioioso tua madre.

“Mettimelo via. Una fetta per me e per Laura,quando la trovo …”Non finisci la frase

“L’hai già trovata” Ti dice Maria

“Come?”

“Si, l’hai già trovata … Nel piatto!” Sorride cattiva lei.

Tu per inerzia guardi con orrore il piatto di lasagne davanti a te … Il sugo?

La risata collettiva dei tuoi parenti gioiosa,allegra,contagiosa,elimina dal tuo cervello quel sciocco pensiero. Maria , fin da bambina, amava parlare per paradossi e provocazioni. Ti aggiungi anche a te alla risate. Per un momento sei contento di trovarti con la tua famiglia. Certo avete avuto in passato dei problemi,ma ora …

“Ahhhhhhhhhhhhhhhh”Senti l’urlo uscire dalla tua gola e vedi tuo nipote Paolo di 4 anni che ride mentre preme con la sua manina la forchetta  nel dorso della tua mano sinistra

“Pappa!Pappa!”Ridacchia il dolce pargolo

Vedi un pugno, il viso del bambino,l’impatto con il naso,qualcosa che si rompe e il corpicino che vola lontano dalla sedia. Sei stato tu a colpire tuo nipote? “Scusatemi! Scusatemi ve ne prego! La crisi…Ho perso il lavoro e forse anche mia moglie,scusatemi..MA MI CAPITE ?SIETE LA MIA FAMIGLIA!”Vorresti dire questo. Non ne hai la forza. Non capisci più dove ti trovi.

 

Ti senti afferrare alle spalle, tua sorella e tuo cognato ..Han paura che tu possa ammazzare il loro bambino?Questo temono?Stai per rispondere che non vole…

Il dolore è fortissimo! Tua sorella ti sta azzannando la spalla destra. La colpisci duramente con il gomito in faccia. La vedi cadere prima sul tavolo e poi afflosciarsi a terra.

Senti i tuoi piedi che ti spingono indietro verso il grande divano a L, (fa tanto film porno amatoriale quel cazzo di divano),mentre i commensali si alzano in piedi rimanendo fermi ai loro posti. Ritmicamente con i le forchette e i coltelli battono sul tavolo

 

“Vieni a tavola,bambino! Non abbiamo ancora finito di mangiare”Ti dice tua madre

Claudia si alza da terra,lentamente e ti sorride mostrando una lunga fila di denti affilati..Non fai in tempo a chiederti che succede che lei ti è subito addosso. Cadete sul divano. Senti il suo corpo sodo e forte ,le unghie che ti graffiano il viso,i suoi denti che lacerano. La tua mano destra cerca qualcosa…qualsiasi cosa… La statuetta di ferro del fottuto toro che piace tanto a tuo padre. Eccola! Afferrata!

Vedi la tua mano e la statua colpire duramente alla testa Claudia. Sangue,ossa,materia cerebrale Poi come se fosse una dannata molla che non riesci a controllare il tuo braccio si alza e si abbassa colpendola ripetutamente al viso. Spappolandolo

Ti alzi ridendo. Ora siete tutti fermi. Loro si lanciano occhiate,come decidere chi deve  colpire per primo.

Sei così distratto da non vedere il piccolo Paolo muoversi velocemente a  gattoni ,avvinghiarsi alla tua gamba sinistra mordendola. Lacera i tuoi jeans e ti graffia leggermente

Lo colpisci come hai fatto con la madre Ormai la statuetta è completamente coperta dal sangue e dalla materia cerebrale delle tue vittime.

“Nooooo!Sei pazzo”Urla Guido gettandoti furiosamente contro di te armato di forchetta. Senti le punte infierire sulla carne martoriata della tua spalla sinistra. Prendi la sua mano,con disperazione .Gir i la forchetta contro la sua gola e poi…Lo spruzzo di sangue caldo ti fa capire che anche lui è sistemato.

Cosa succede?Ditemi che è un sogno.!

La piccola Cristina piangendo il fratello e i genitori morti si muove contro di te. Il tuo braccio scatta trovando il piccolo cuore della bambina come bersaglio. Lei cade con la forchetta piantata nel torace.

Francesco e Maria si avventano su di te. Con fatica scappi sulle scale che portano alle camere e al bagno. Francesco ti blocca prendendoti ai fianchi. Cadete. Ti giri . Lui si alza per colpirti con il coltello Tiri una pedata fortissima al suo viso. Lo senti frantumarsi sotto i tuoi anfibi. Vedi il cadavere cadere  Prendi il coltello e scappi  Sbatti contro il corridoio prima a destra poi a sinistra.  Raggiungi il bagno.

 

Maria urlando ti fa cadere nella vasca. Tenta di sbranarti il viso. Tu la colpisci più volte con il coltello

Urli,ridi,piangi e colpisci. Colpisci,colpisci,colpisci.

Silenzio. Dove sono mamma e papà?

Ti alzi a fatica ,sposti il cadavere della tua piccola sorella,che sognava di diventare una  grande scrittrice, e stancamente ti dirigi verso la cucina

Loro sono là,seduti ai loro posti. Stringi fortissimo il coltello nella tua mano. Capisci che stai sorridendo. Un sorriso cattivo

 

“Non abbiamo ancora finito di mangiare”Dici mentre ti avvicini ai tuoi genitori.

 

“Orribile massacro oggi a Nova Milanese, Stefano Rossi, un disoccupato di  47 anni ha sterminato la famiglia riunita a tavola per un rituale pranzo famigliare domenicale. Sbigottiti vicini,amici,parenti,che non sanno spiegare l’insano gesto. L’uomo continua a dire che i suoi famigliari, incredibile,hanno tentato di sbranarlo..Ma la polizia esclude questa pista,confermando che sia l’ennesima tragedia della follia e della crisi….Torniamo tra poco,con le immagini dello scudetto vinto dalla….”

 

NATALE A.D.

22 Dic

“Last Christmas i gave you my heart, but the next day you gave away..nanana nananan ..Ehi,cosa c’è?Non conosci gli Wham?”Domanda l’uomo con gli occhiali e una ridicola divisa militare larga e stracciata al cane che giace sdraiato ai suoi piedi.
Sentendo la voce del padrone, l’animale si mette seduto e comincia a ringhiare ed abbiare.
“Cosa c’è?Cosa vuoi?Non abbiamo da mangiare, lo sai!Accontentati dei miei auguri di natale, Achille!”
Una lama fredda e pizzicante puntata alla gola.Legionari,o pretoriani?Non è mai stato bravo in storia dell’impero romano.
“Arrenditi Longobardo”Dice il legionario
“Scusami,mi sono sbagliato, Achille. Abbiamo da mangiare”Sorride l’uomo.
Rhona si fuma una sigaretta. Lucia dorme. Vorrebbe svegliarla per baciarla,stringerla a se.Si acconteta di guardarla. Beata lei che riesce a dormire.Come farà?Una sigaretta,o una cosa che possa rimembrare lontanamente quel vecchio e delizioso vizio.Seduta sul letto di un grande magazzino,ultimo loro rifugio, Rhona pensa al “prima”
Si trovava a Roma,era primavera,o fine inverno…cazzo,la memoria! Bè, era arrivata in quella bellissima città per girare l’ultimo film di Steven Spielberg. Un film avventuroso su una donna che combatte gli alieni per salvare la figlia .Non l’umanità: la figlia. Bè, come aiuto regista c’era lei: Lucia. Timida e imbarazzata ogni volta che le rivolgeva la parola. Anche con Steven era così,ma in modo diverso. Una sera ,(stanca della vita da set :albergo e lavoro), aveva deciso di invitarla a bere qualcosa insieme. La ragazza italiana quasi sveniva.. Una bella serata,tanto alcol,tanti racconti picareschi e cameratismo. Così avevano cominciato a frequentarsi dopo il lavoro.Poi era cominciato.
Così, di punto in bianco. Senza avvisaglie di nessun tipo. Se non le notizie che avvisavano di terribili delitti,in numero crescente. Però nessuno diede importanza ad esse.
Il mondo non era finito per una bomba atomica,nemmeno per un virus, o per i morti che son tornati a camminare per le strade. Il mondo era finito perchè la gente, senza motivo, aveva cominciato ad uccidere. Una follia. Che passava e contaminava la gente.Come? Nessuno l’ha mai scoperto. Un uomo che avevano incontrato qualche giorno prima aveva raccontato a loro che la sua prima esperienza con quello strano fenomeno l’aveva vissuta in ristorante. Improvvisamente il cameriere prese il coltello e tagliò la gola del cliente.Dopo una pausa di dieci secondi, il suo vicino di tavolo si gettò armato di forchetta contro di lui.

Rhona annuiva.Era successo lo stesso sul loro set. Un giorno qualsiasi Improvvisamente Steven prese a pugni l’assistente operatore.Senza motivo.Poi scappò.Tornò dopo due minuti armato di ascia.Nella mano sinistra la testa della costumista gocciolava sangue.Poi un elettricista uccise a colpi di cacciavite la segretaria di produzione.L’inferno.
Lucia le salvò la vita.Per farlo dovette decapitare il suo amatissimo Steven.
Fuggirono per giorni,settimane,lei parlava di un posto:Porto San Ercole.Il mare,la salvezza.
Non puoi salvarti quando il mondo impazzisce .

Rhona si alza dal letto. Cammina pigramente nei vari reparti. Un tempo tutte quelle cose in vendita avevano una loro importanza.Ora a cosa servivano?
“Rhonaaaa!Rhonaaaa!”La sente urlare. Spaventata
Lei corre con il cuore in gola fino al letto.La trova rannicchiata contro la testa del letto.Con le braccia tiene strette al mento le gambe.
“Sono qui”Le dice ,accarezzandola.
Il cane corre per le strade di una Roma abbandonata.Tra le carcasse di auto e avanzi di cadaveri. Ossa.
Ponte…come cazzo si chiama quello di Castel Sant Angelo?E poi è proprio Angelo, il santo?
Guarda le nere acque del Tevere trascinare i poco amabili resti dei meno fortunati e dei rottami di cose che un tempo forse avevano una loro utilità.
Il suo padrone lo segue poco distante.Mazza chiodata,fucile,spade. Ricercato dalle guardie romane per omicidio,rapina,e altro… Molto altro.

“Achille,fermati”Ordina l’uomo.
Il cane rimane immobile.Poi scondinzolando corre verso il suo padrone. La mano dell’ uomo infatti sta frugando in tasca. Pappa!
Non è vero ,come dicono molti, che i legionari siano così cattivi. Sono davvero gustosi.

“Dobbiamo uscire da qui”Dice Lucia
“Perchè?”Chiede Rhona
“Voglio andar a Porto Ercole”
“Ercole?”
“Ercole”
“No,non credo sia una buona idea. Come facciamo ad andarci?”
“In bici”
“In che?”
“Bicicletta”
“Lucia..Qui abbiamo tutto.Cosa ci serve,andare ..”
“Non siamo sicure.Verranno prima o poi. Centurioni,legionari,pretoriani, qualcuno verrà! Dobbiamo muoverci. E ti dico, il mare…Prenderemo una barca e poi vivremo in mare aperto.Andrò a prendere da mangiare,pescherò per te.Sarà come una sorta di paradiso, credimi!”Lucia prende le mani di Rhona.
La donna inglese è titubante.
“Cosa è stato?”Chiede
“Cosa?”Ribatte la donna italiana
“Quel rumore…Qualcosa che cadeva”
“Niente,sarà…”Di nuovo un tonfo e uno strano rumore. Qualcosa che cigola e dei passi pesanti che calpestano il pavimento.
“Cavalli”Mormora a bassa voce Lucia
“Cosa?”Domanda esterefatta Rhona.

“Eccole!”Grida un Centurione a bordo di una biga correndo ad alta velocità contro le due donne.
Lucia e Rhona cominciano a scappare ,zigzagando tra le varie corsie.
“Le armi!”Urla l’indio-irlandese
“Sono sotto il letto”Risponde la giovane romana
Alle loro spalle sentono la merce cadere e il centurione bestemmiare,non è comodo correre con una biga all’interno di un centro commerciale.
“Di qui! Di…”Rhona si ferma di botto.Davanti a lei , in mezzo alla corsia, ci sono tre legionari armati fino ai denti e un centurione a bordo di un’altra biga.
“Darò ordine ai miei uomini di spararvi,signorine”Dice l’uomo sulla biga.
Rhona e Lucia non possono fare altro che arrendersi.
La malattia sta peggiorando. Canta, ride, parla, da solo. O con il cane. Ecco, quella bestia è l’ultimo aggancio con la realtà . L’ultimo.
“Da quanto tempo mi conosci?Saranno dieci anni?Bè, sono stati anni meravigliosi quelli spesi con te. Non so che altro dirti, per …”Non trova davvero le parole e sente un nodo alla gola, calde lacrime riempire i suoi occhi. Non un bello spettacolo quello del peggior criminale dell’Impero in lacrime. Accarezza il cane.
Dove si trova?Lungo la Cassia,gli pare.Vagabonda senza meta da un bel pezzo. Uccide,mangia,uccide di nuovo ,dorme, aridaje ammazza ancora e poi cammina. Tanto. Non sa quante volte abbia fatto avanti e indietro quella città .Bellissima e suggestiva ancora, nonostante tutto.
“Io e te…Io e te”Dice l’uomo mentre fa passare la mano sulla schiena robusta del suo animale di compagnia.
I Senatori l’hanno avvertito più di una volta. Il popolo si sta stancando dei soliti scontri tra ridicoli gladiatori.Non ce ne sono più di buoni, e quindi son sempre più malcontenti. Un popolo non contento,potrebbe cominciare a protestare e non è sicuramente quello che L’Imperatore vuole.
“Abbiamo bisogno di lottatori nuovi.Gli scontri ultimamente sono sempre più …Come dire?Prevedibili. Caronte e la sua squadra di gladiatori della nostra Accademia,sono troppo forti e i prigionieri..Per il Santissimo Giove, davvero debolissimi e impresentabili”
Il vecchio Lucio a nome dei Senatori si rivolge a Sua Meraviglia L’Imperatore di Roma.
“Selezionateli meglio. Che volete vi dica?Il popolo perchè mai dovrebbe lamentarsi?Roma è risorta!Siamo tornati alle nostre origini.Abbiamo una città che ha ripreso la sua tradizione imperiale.Diamo banchetti,spettacoli,abbiamo le migliori prostitute e gli enuchi più appetibili. Nondimeno, come sempre, essi sono scontenti?Bene,dicano cosa vogliono? La repubblica? Abbiamo i senatori. La democrazia? Bè,se rispettano le nostre regole, che sono le sacre regole dell’Impero, hanno tutte le libertà. Ricordate i vecchi tempi? Anche allora si lamentavano. Non sono mai contenti. Non ci baderei molto, però dopodomani sarà Natale e voglio quindi che abbiano un grandissimo spettacolo. Lo scontro degli scontri e poi un grandissimo banchetto.Cibo per tutti i Romani e Romane. Pane e circo,son sempre gli alleati migliori per noi Potenti e Onnipotenti.”
“Dovremmo trovare degli avversari degni di nota”Mormora un consigliere di corte.
“Li abbiamo!”Sostiene il capo dei pretoriani.
“Davvero?”
“Bè,oggi abbiamo catturato due donne…”L’uomo viene interrotto dal ridere del consigliere imperiale
“Non riderei,se fossi in voi. Sono le responsabili della scomparsa della Nona Legione”Conclude duramentee il capo dei pretoriani.
“Non c’è via che non mi ricordi una nostra impresa, vero Achille?”Chiede l’uomo al suo cane. L’animale agita la coda gioiosamente.
“Ne abbiamo ammazzati e amate ,vero?Si,ci meritiamo la nostra cattiva reputazione. Come se poi in questo inferno contasse qualcosa la reputazione”.
La Cassia è lunga,stanno andando verso nord.Quartieri bene,una volta almeno. Lui li odia. Tanto che le stragi migliori, si parla di intere famiglie, le ha portate a termine proprio in quelle zone.Sente l’adrenalina,la rabbia, l’odio e la violenza pompare nel sangue,ci siamo..Una crisi. Urla tirando fendenti nell’aria e ridendo istericamente.
La Follia, l’ha contaminato ,ma non del tutto. Ha una forza eccezionale grazie ad essa, un istinto potente,ma anche la durissima sensazione di perdersi,la disperazione dopo ogni strage e violenza.

Un suono acutissimo gli penetra il cervello. Si gira e lo vede:Achille è morto. Trafitto da una lancia artigianale.
Un uomo gli tiene un piede sopra,come se non volesse lasciar scappare la sua preda.Ha un sacco di iuta come vestito,legato malamente intorno al fianco.
“I miei bamabini mi han chiesto un regalo per natale..”Ridacchia l’uomo.
L’occhialuto prende la sua mazza chiodata.
L’uomo con la lancia capisce in quel momento il grave,gravissimo errore commesso.
“Non..”La frase gli muore in gola,poi comincia a urlare.Un chiodo gli ha perforato l’occhio. Con quello sano vede che pende dalla mazza.

L’occhialuto ridendo,piangendo,urlando,imprecando,colpisce fino a ridurre in poltiglia il malcapitato.Poi si abbandona sedendosi per terra. Prende il cadavere del cane e lo tiene tra le braccia. “Shhhhh. shhhh..piccolino,amore mio..Piccolino,amore,lo sai che ti voglio bene?”Passa la notte dell’antivigilia e la vigilia così.Fino a quando dei pretoriani lo trovano e lo portano nel carcere per i combattenti del colosseo.

Lucia cammina nervosamente avanti e indietro da muro a muro della cella. Rhona , più calma, sta seduta sulla brandina.Nella cella accanto le guardie si stanno divertendo con alcune prigioniere compiacenti.Sono quelle che dovranno fare le cortigiane nella lunga notte di Natale.Significa essere libere per almeno un paio di giorni,qualcuna potrebbe anche trovare la libertà e andar a corte.
“Dobbiamo scappare”Dice la donna italiana
“Come?”
“Prendere in ostaggio un paio di guardie”
“Ah,certo!Facile!Mica è un fottuto film questo,lo sai?”
“Grazie per l’informazione.Mi fanno schifo loro e quelle troie,le ammazzerei…”
“Dovresti allearti con il Massacratore. Lui,te e il suo cane,pensa che famigliola allegra. ”
“Famiglia?No,quale famiglia..”
“Quale famiglia,nemmeno con me?”Chiede Rhona
“Bè,ma quello…No,sarebbe diverso.Comunque..Non stai bene con me ,così?”Chiede Lucia
Rhona si alza sorridendo. L’abbraccia e la bacia.Lucia si sente il cuore in gola,leggera e felicissima.Ogni volta le succede di sentirsi in paradiso,un posto migliore,lontano dalla Follia e dai farabutti che da troppo tempo dominano Roma.
“Ce la faremo. Credimi”Le mormora all’orecchio Rhona.

Caronte è la vera star di quei tempi bui e crudeli. Ex attore di pessimi film d’azione,aveva dato sfogo alle cose imparate sul set , durante i primi giorni dell’apocalisse. Lui e un gruppo di suoi colleghi, stavano girando Mercenari 4, e stuntman.Uomini duri e cattivi.Macchine di guerra e repressione. La città era tappezzata di suoi manifesti. I bambini lo amavano e da grandi- quei pochi che riuscivano a crescere-volevano essere tutti come lui. Le donne lo desideravano e gli uomini lo temevano.
Purtroppo negli ultimi tempi le cose andavano male.L’Imperatore era un vanesio ,isterico e parolaio. Non si trovano più prigionieri degni di nota, si giocava il tutto per tutto quel Natale.Devono per forza dare un grande spettacolo.La popolarità arriva velocemente e ancora più velocemente se ne va.

L’uomo è in una cella singola,d’isolamento. Appena arrivato ha già ucciso tre innocenti prigionieri e quattro guardie.La Follia gli circola nel sangue .Non ricorda più il suo cane.La malattia e la paura di soffrire in modo troppo violento e straziante,anche per un assassino crudele come lui.

“Natale”
“Cosa?”Chiede Rhona
“Tra poco.Sarà Natale”Risponde Lucia
“Già.Ti manca?”
“Strano,prima non è che mi interessasse molto.Lo aspettavo per fare le immersioni a Porto Ercole.Ci vedevamo con i parenti,sai le cose che facciamo noi Italiani?”
“Immagino che lo faccino anche in altri paesi.Non credi?”
“Mi manca quello…Il mare,e la mia famiglia.Certo,la mia famiglia.”
“I miei hanno divorziato quando ero piccola,quindi..”
“Scusa,io..”
“No,parlami di cosa facevi con i tuoi…”
“Non riesco a parlarne.Non perchè non voglia farlo,ma è …Sento la loro mancanza.Così banale,non credi?”
“Perchè?Lucia perchè dovrebbe esserlo?Dopotutto,anche con questo mondo in rovina,con la Follia che ci ha contaminati,dopo tutta la violenza e orrore,perchè non dovremmo commuoverci pensando ai nostri famigliari?Perchè non dovremmo avere nostalgia dei nostri Natali passati?”
“Non sono una dura sai?Cioè,magari ..”
“Non ci ha mai creduto nessuno.Mai.E non devi pensare…Ecco,quan-
do mi hai fatto leggere quel libro,come si chiamava?”
“Un posto che si chiamasse arrivederci”
“Si,ecco.La cosa più dolce e ..Non ho le parole,credimi.Non può che essere una bella persona una che scrive quelle cose.E se tra poco,quando andremo a combattere,ecco io..”
“Tu cosa?”
“Io…”
“Non lo pensare nemmeno.Non lo fare.Non permetterò che ti facciano male,non lo faranno.Non lo faranno,hai capito?”Lucia quasi urla
Rhona si alza dalla sua brandina e si sdraia accanto a lei.Cercando di calmarla,sussurrando dolci parole e accarezzandole il viso.
“Come sta?”Chiede una guardia al suo collega
“Zitto.Prima dava in escandescenze.Urlava,cantava,rideva,chiamava il suo cane. Sopratutto quello.Ora sta zitto.”
“Dobbiamo controllare?”
“Cosa,ma sei pazzo?Lo sai chi è questo?Il Longobardo.Non so quante persone abbia trucidato.Non è forse Natale , oggi?Cerca di rimanere vivo e di festeggiarlo bene con i tuoi.”
Nella cella un pesante silenzio,presagio di cattive notizie,fa sentire la sua tenebrosa e potente forza.
Natale,cosa faceva?Il delirio era passato,ora sentiva il sangue scorrere tranquillamente,il cuore battere regolarmente.Cosa faceva a Natale?Andava al mare. Pietraligure,Loano,Varazze. Con i suoi. E Achille. Ricorda la bellissima atmosfera malinconica,tenera,dolce. Pace. Ecco,era in pace con tutti. Lui un tempo sapeva anche amare.Non lo vuole scordare. Prendeva tanti libri e li leggeva. Poi il lavoro ,il negozio, aveva cancellato quella bella e sana abitudine natalizia.
E Achille,ora?Cosa farà domani?Ci sarà la festa di natale nel paradiso dei cani?Non vuole pensarci.Fa male.
Tra poco combatterà.Il consigliere imperiale è venuto a trovarlo.Due ore prima.Gli ha detto che vuole uno spettacolo come si deve.Rideva viscido e schifoso come gli uomini della sua specie sono sempre stati.
L’uomo comincia a ridere a bassa voce
“Achille,cosa dici?Glielo diamo uno bello spettacolo?Buon Natale amico mio.Ogni goccia di sangue,ogni testa decapatita,ogni vita che strapperò dal corpo di questi figli di puttana sarà dedicata a te”
“L’Imperatore verrà ucciso?”Chiede Caronte sbigottito
“Certo”Risponde il consigliere
“Come?Ma è impossibile…”
“No,ho agganci tra i senatori e due pretoriani che ci lasceranno fare.Non lo sopportiamo più. Un mediocre è sempre utile,per qualsiasi tipo di regime. Però quando egli oltre alla mediocrità,ha la cattiva abitudine di essere vanaglorioso,vanitoso,megalomane,bè…Potrebbe rivelarsi pericoloso sia per noi che per L’Impero.Quindi domani,dopo lo scontro,che vincerete tranquillamente,un uomo alle spalle dell’imperatore lo pugnalerà a morte.Tu lo ucciderai e a furor di popolo sarai il nuovo Imperatore,che ne pensi?”Domanda mellifluo il consigliere
Caronte ride felice.
La gente si sposta lentamente verso il Colosseo.Vecchio rudere pericolante,fatiscente.Tra le erbacce,le rovine,combatteranno i Gladiatori e i Prigionieri.Loro staranno in bilico su gradini consunti dal tempo.E tiferanno per quello che il potere ha deciso debba essere il loro eroe.Lo faranno pensando di essere liberi.

Circondate da Pretoriani e Legionari,Rhona e Lucia vengono scortate verso il Colosseo.La folla urla bestemmie e maledizioni contro le due donne. Tengono nelle mani i ritratti de L’Imperatore e di Caronte e guardano con espressioni feroci e sprezzanti le prossime vittime

La folla continua a inveire,deridere,urlare,tifare,poi all’improvviso il silenzio cala sulla strada. Zitti,immobili,fissano l’uomo circondato da legionari e corpi speciali armati fino ai denti e oltre.
“Il Longobardo”Mormora un bambino terrorizzato.
L’uomo cammina sereno e tranquillo.La serenità e tranquillita di un pazzo.
Dalla folla un urlo. Una donna ha perso la sua bambina che corre verso l’assassino.
“Sei il Longobardo?”
“Certo”
“E dove è il tuo cane?”
“Morto”
“Spero che tu lo possa raggiungere.”
“Lo spero anche io,ma prima vi porterò tutti con me”Sorride l’uomo mentre viene trascinato via.

Caronte guarda la sua squadra. Paul sta controllando le sue motoseghe,Jason indossa la sua maschera da Hockey e lucida la lama della sua mazza-falce,Eletric Killer si diverte a giocare con la corrente elettrica che esce dai suoi aggeggi strani.
Tra poco lui sarà Imperatore e questi uomini le sue guardie del corpo.

Il boato si fa sentire per chilometri.La gente incurante del pericolo salta e si diverte .Chiama ad alta voce i suoi idoli,esalta L’Imperatore- odiato nei giorni della settimana e poi per ogni piccola distrazione che offre ai sudditi,perdonato e idolatrato.
Rhona cerca la mano di Lucia.La trova e la stringe forte.
“Stammi vicina”Sussurra
“Non ti lascerò mai” Risponde la ragazza.

L’Imperatore si diverte e lancia saluti al suo popolo. Il consigliere se la ride sotto i baffi.Tra poco questo inutile pirla sarà morto.

Eccoli che entrano:I Gladiatori!Le note di Eye of the tiger irrompono nell’aria.l’Urlo della gente arriva fino allo spazio e oltre.

Caronte,Paul,Jason,Eletric Killer. Fermi in mezzo al campo si godono le isteriche urla della gente affamata di sangue,dolore,violenza,morte.

Fischi e insulti quando arrivano Rhona,Lucia e il piccolo e folle Longobardo.

“Ti fidi di lui?”Domanda Rhona
“Non abbiamo altre scelte.Non le abbiamo”
Il Longobardo tace.Tre assistenti del direttore degli spettacoli entrano in arena e consegnano ai tre Prigionieri le armi.
Il Longobardo prende la sua mazza chiodata.Stringerla in mano, gli da una sensazione gradevolissima di invincibilità e di grossi guai per i suoi nemici.
Lucia ha una spada di quelle corte ,che usano i Legionari, Rhona ha deciso di prendere un tira pugni e una catena.
Che lo scontro cominci..

Paul facendo volteggiare con precisione e delicatezza le due motoseghe in aria ,si avvicina per colpire Lucia Lei sente la lama tagliente della motosega sfiorarle la guancia sinistra.Con un balzo salta agilmente la seconda motosega pronta ad amputarle le gambe.Tira con decisione un colpo di spada alla testa del Gladiatore,ma viene bloccata dalla motosega nella mano destra di Paul.
L’uomo avanza. Lucia evita tutti colpi anche se viene colpita di striscio .Retrocedendo inciampa a terra e cade .Con il piede sinistro colpisce violentemente ai testicoli il Gladiatore. L’uomo perde la presa sulla motosega alzata al cielo per colpire la ragazza.Lucia l’afferra al volo e lo colpisce con violenza alla gamba sinistra.Carne,ossa,sangue le schizzano addosso. Paul urlando cade in ginocchio ,Lucia con violenza lo colpisce al collo con la sua spada.La testa del Gladiatore si stacca di netto dal corpo rotolando pigramente per terra.
Lucia pucciata nel sangue urla la sua gioia al cielo.

“Non è possibile!”Urla Jason
“Cosa?”Domanda Caronte
“HAI VISTO?Hanno ucciso …”
“E allora?Allora?Avanti entra e fa fuori quel nanerottolo”Dice il Capo dei Gladiatori gettando di peso l’uomo dentro l’arena

Jason avanza Muovendo la sua mazza-falce a rasoterra da sinistra a destra e da destra a sinistra.
Il Longobardo fa volare in alto la sua mazza,poi l’afferra al volo e la scaglia con forza contro la faccia del Gladiatore.Lo colpisce in pieno.I chiodi perforano il cranio del poveretto bucando il suo cervello.
Nemmeno un minuto di scontro
Il Longobardo si gira verso Imperatore e Popolo,mostrando a loro il dito medio.

Caronte è preoccupato.Quelli ci sanno fare.Eletric Killer entra in arena conoscendo per la prima volta la paura di morire

Rhona viene colpita in pieno dalle scariche dell’uomo e vola per cadere malamente sul terreno. Lontano arriva la voce di Lucia..Le gambe e le braccia si agitano,si sente bruciare.Capisce che l’uomo la sta colpendo ripetutamente.Le scosse non sono forti,ma ripetute diventano dolorosissime.Si sente abbandonare. Dovesse morire è contenta.Ha avuto una bella vita. Un bel lavoro,ha viaggiato, ha amato,sopratutto ora,sopratutto Lucia.
Poi con la mano desta afferra la catena.La sente ,si agrappa con forza e disperazione.
Urlando si alza e tira un colpo violentissimo al braccio destro del Gladiatore immobilizzandoli l’arto.Poi lo colpisce violentemente al viso con il tirapugni.Colpisce ,colpisce,colpisce,fino che sente le ossa della testa sgretolarsi,la carne lacerarsi,gli occhi fuoriuscire dalle orbite.
Poi molla la presa.

Il consigliere è nervoso.Il suo piano sta fallendo.Cosa fare?

Caronte entra in arena.Solitario,sa che andrà morire. Quante volte è toccata ad altri?Le cose vanno così.Non diventerà mai Imperatore.Morire a Natale.Una carneficina il giorno della bontà,dell’amore. Ironico.

Rhona,Il Longobardo,Lucia, sono al centro dell’arena.Come belve
affamate e arrabbiate.

Caronte urlando si getta contro i tre brandendo una pesante spada e tenendo uno scudo nell’altra mano
Lucia corre e poi si lascia andare in scivolata,centra l’uomo al ginocchio sinistro, spezzandolo.
Caronte cade.Rhona gli prende la spada e lo colpisce alla schiena.
Il Longobardo afferra lo scudo e glielo spacca con violenza sulla testa fino a quando è completamente spappolata.
Un silenzio innaturale avvolge il Colosseo. Poi da qualche parte un lieve e debole applauso.A quello si unisce dall’altra parte del Colosseo un altro applauso,e poi altri,e altri ancora
Alla fine la folla è in piedi ed osanna i tre nuovi eroi

Il consigliere è furioso,sta per esplodere.Dannati hanno fatto fallire il suo piano.Guarda i Pretoriani,si stanno avvicinando a lui.Intuisce di colpo di essere stato scaricato dai Senatori.Lo hanno usato e lui ha creduto troppo nelle sue capacità.
L’imperatore è in piedi. Applaude anche lui.
L’uomo si getta contro quel maledetto vanesio che non sopporta affatto e insieme precipitano rovinosamente verso terra.
Nell’impatto L’imperatore muore sul colpo.
Il consigliere si alza con fatica.Sputa e vomita sangue,si regge a malapena in piedi.Vede i Pretoriani correre verso di lui.Lo faranno a pezzi.Pensa al presepio.Lo faceva sempre ,ogni Natale. E passava una bella giornata con sua moglie e i loro tre bambini.Poveri piccoli,poveri innocenti.Un giorno arrivato a casa, con la bella notizia della promozione e la possibilità di comprare quella bella villa che sua moglie tanto ammirava,aveva trovato la donna davanti alla lavatrice.Al suo interno le tre teste dei suoi bambini.
Il consigliere piange.Lacrime che diventano rosse sangue quando puliscono le sue ferite.Ha perso tutto. Chissà se il Natale per lui potesse concludersi con un viaggio in paradiso.No. La gente come lui non ci va.Non ci andrà mai.
Così abbassandosi con fatica prende la spada imperiale e con dolore ,rabbia,angoscia,malinconia per vita che se ne va si getta contro i tre prigionieri.
La mazza chiodata del Longobardo gli squarcia il ventre.Lucia lo infilza con la spada appena sotto il cuore e Rhona lo colpisce violentemente al naso con un pugno. Il consigliere cade moribondo.Morirà abbandonato nelle segrete della prigione imperiale.Tre ore dopo.

La colpa sarà tutta sua,i Senatori denuncieranno tutti quelli che sapevano del complotto.Portando la falsa giustizia dei perfidi al trionfo.

Porto Ercole
L’acqua accarezza i piedi di Lucia.Lei si sente in pace con il mondo intero. Rhona la raggiunge e l’abbraccia.La stringe a se.
“Non avevo ragione?”
“No!”Ride la donna inglese.
“Qui saremo sicure.Sai ho ripreso la mia attrezzatura da sub,se vuoi ti insegno”Dice la donna italiana scompigliando i capelli di Rhona
“Tu insegni a me?A Eden Sinclair?”
Le due donne ridono.
“Il Longobardo?Non l’ho più visto..Doveva venire con noi”
“Non può,non è la sua terra questa,Rhona.Non può vivere come noi.Sarà da qualche parte”Risponde Lucia.
Poi le donne si allontanano camminando abbracciate lungo la spiaggia.

 

ZHANG

5 Set

“Grazie,grazie”Il cinese non fa altro che ripetere queste parole come un disco rotto.Un pessimo disco rotto

“Non ringraziarmi”Taglia corto il Cacciatore,come tutti a Milano odia i cinesi.Per colpa loro si è verificata quella pandemia che ha sterminato la popolazione cittadina.In pochissimo tempo.

“Io sono un Untore.Dovevi consegnarmi ai Cacciatori o alla Milizia Verde,invece mi nascondi”

“Eh,sai sono curioso di sapere se questo anno me lo daranno il Nobel per il più pirla al mondo”Risponde sarcastico il cacciatore.

“Cerco mia figlia Gong”Il cinese mostra la foto di una bella ragazza di circa 14 o 15 anni.

“Perchè dovrebbe essere qui?”Domanda distrattamente,cercando di non guardare sia la foto che l’uomo,il milanese.

“Lei è scappata dalla nostra zona.Ho avuto sue notizie nel quartiere degli anarchici e delle sacre famiglie,poi quanto pare è arrivata fino qui.Non l’hai vista?”L’orientale avvicina la foto della ragazza al viso vissuto e stanco dell’uomo occidentale.

L’aveva vista.Due giorni prima il Capo Branco l’aveva portata nella loro caserma.Era partito per una battuta di caccia contro quei fottuti Gialli sbranatori di carne umana e anche per eliminare Quattrocchi Kruger un folle sadico che terrorizzava gli abitanti di La Normalità,come si chiamava la sua zona,ancora più di quei fottuti antropofagi.Non aveva trovato l’umano pazzoide e non si era divertito a sparare contro i soliti Gialli.Però aveva trovato quella ragazzina.L’avevano violentata a turno.Come bestie,ma stanche.Tra una bottiglia di pessimo vino,vomito,risate alcoliche e isteriche.Violentata,usata come cesso umano,poi uccisa.Tanto era una Gialla no?Una delle regole fondamentali per vivere a La Normalità,o Vecchia Milano era: uccidere tutti quelli che hanno la pelle come quella di Titti il canarino.Cazzo Titti è un uccello!Ma è giallo e insomma il nome in codice quando si vedeva i Gialli era quello:Titti.Milano è caduta?Milano Risorge!Questo è lo slogan ideato dal leader indiscusso di quella zona:Franco Stoppani.Prima del 13 aprile 2015 un emerito pirla:chiassoso e volgare populista dell’estrema destra.Poi eroe dell’assedio ai gialli:la distruzione della Chinatown Milanese.Il suo regno l’ha chiamato:La Normalità.Perchè qui ,cioè in tutta via Monza fino a Piazzale Loreto, si viveva come ai vecchi tempi.Niente era cambiato.Mattina :bar,tabaccaio,giornali.Lavoro,ritrovo alla sera nei locali.I discorsi non toccavano mai-non dovevano-la politica o cosa succedeva nel frattempo solo oltre a Piazzale Loreto.Calcio,motori,figa,bontà del milanese e la sua naturale efficenza nella vita lavorativa.Difendevano tutto questo con l’uso forte dei Cacciatori e delle Milizie Verdi.Le regole:1)caccia ai Gialli,vietato farli entrare anche se non sono cannibali furiosi,chi ne uccide più di 10 ha una carica cittadina importante in cambio,2)niente animali.Sono portatori sani della malattia che ha distrutto il nostro vecchio mondo,3)Morte agli occhialuti intellettuali,sopratutto quelli che mettono in dubbio Il Bollettino Pandemia Gialla.

Due colpi forti alla porta fanno sussultare il Cacciatore…Due anni fa a casa con la loro unica figlia,aspettava il ritorno della moglie.Era andata a fare la spesa come al solito,ma ritardava fin troppo.Poi qualcuno bussa alla porta.Lui si alza per andare ad aprire,ma la figlia gridando allegra :”La mamma!”arriva prima alla porta.Non vuole e non gli piace ricordare,ma quella cosa-successivamente li avrebbe chiamati i Gialli- aveva preso con forza la bimba e l’aveva dilaniata squarciandole la gola.L’uomo era corso contro quella orribile creatura dalle sembianze umane,per strapparle la figlia dalle mani.La sua corsa si fermava sulla soglia della porta:sua moglie stava divorando la loro bambina.

“Enrico apri!”La voce è quella del Capo Branco,Brambilla,ferma però amichevole.

Il Cacciatore fa segno al cinese di nascondersi in stanza,mentre lui attraversa il breve corridoio che lo separa dalla porta.

“Ciao,come va?”Oltre al Capo Branco vi sono altri tre suoi colleghi,con loro dei prigionieri:una ragazza,(sicuramente lesbica visto i capelli corti e i tatuaggi,severamente proibiti),con un cane e un tizio occhialuto.

“Bene.Hai fatto buona caccia stasera?”Domanda Enrico

“Mmm..La fighetta qui presente con il suo animalaccio e sto frocetto .Direi abbastanza buona,ma non mi fai entrare?”

“Certo”

Brambilla entra e furtivamente dà un’occhiata in giro.

“Hai già mangiato?”Il Capo Branco getta la domanda lì come se nulla fosse.

“Si”

“Cinese?”

“Come?”

“Sento puzza di cinese qui?La riconosco,visto che due sere fa ce l’avevamo tutti addosso”Ghigna Brambilla

Enrico non risponde,ma con la coda dell’occhio vede che Zhang velocemente è passato in cucina.

“Non tutti”

“No?Allora non sai cosa ti sei perso.Oh preferisci i maschi di quella razza di assassini di merda?”

Enrico non fa in tempo a rispondere perchè dalla cucina arriva velocemente un coltello lanciato dal giallo che squarcia la gola del Capo Branco.In breve l’apocalisse:Cacciatori che sparano e i prigionieri che in tutti i modi cercano di eliminare i loro aguzzini.La ragazza si mostra una esperta di arti marziali arrivando a spezzare il collo a un cacciatore,il suo cane sbrana con ferocia un altro,mentre l’occhialuto si nasconde da fifone quale è. In breve Enrico,Zhang e i due prigionieri si trovano a scappare dal condominio.Fuori li aspetta la Morte Gialla.

Andare verso Piazzale Loreto,Corso Buenos Aieres ?Il terreno di Quattrocchi Kruger o dirigersi verso Sesto San Giovanni,terra dei Gialli e degli anarchici del No Future?Le zone sono controllate dalla Milizia Verde,sarà difficile uscire.

“Prima stavo a Porta Vittoria,andiamo nella mia vecchia casa”Dice Enrico dirigendosi stancamente verso la loro probabile fine.

Le guardie scherzano e ridono,anche se ormai a Milano è rimasto ben poco da rendere allegri.Non possono fare altro.

“Ciao ragazzi”Dice il Cacciatore

I due si alzano di scatto per salutare il superiore

“Devo portare questi tre dissidenti e questa bestiaccia nella zona di Kruger,mi fate passare?”In cuor suo Enrico spera che i due gli dicano subito di si

 

 

 

Il cuore batte forte:ora è in territorio aperto alla caccia.Cosa sta facendo?Dove li porta?Milano è solo un ammasso di cadaveri squartati,ratti,pestilenza,disumanità.La città del fare e del produrre non si smentiva nemmeno in questo caso:una mattanza tra le peggiori in tutta Italia.

“Bè,dove andiamo?”Chiede la tipa tatuata.

“Buenos Aires,Porta Vittoria,non lo so..Importante è andare.”

“Qui è pericoloso,bello!Lo sai di chi è questa zona?”Ribatte la ragazza

“Lo so.E ti lascio due scelte:vuoi stare ferma e sperare di incontrare Kruger o vuoi stare ferma e sperare che i Gialli sentano il tuo odere e ti divorino?”Taglia corto Enrico

Il gruppo di vagabondi disperati si dirige senza una meta precisa,per inerzia verso l’inferno.

 

La ragazza ricorda la bella giornata di sole:la radio e la tv davano cattivissime notizie.Succedeva qualcosa per colpa della Corea del Nord.Una guerra o un virus.La Cina e la Russia avevano chiuso le frontiere,non era sicura.A lei però cosa importava?L’idroscalo è un posto meraviglioso quando fa caldo,nonostante sia solo primavera,e sei innamorata.Alice per lei era l’amore vero.Stavano sdraiate sotto il sole,la radio dava le solite brutte notizie,ma chi se ne frega! I soliti allarmismi.

Joe,il suo cane, cominciò a righiare piano.Lei gli disse di stare buono,mentre da imbranata cercava il regalo ,un anello,che voleva dare al suo amore.Il cane però non voleva smetterla anzi aumentava sempre di più e si era messo in posizione d’attacco.

“Che c’è?”Le ultime parole che Alice le aveva detto.

Claudia non fa in tempo a rispondere che due individui ,due strane creature gialle giunte alle loro spalle afferrarono Alice.I denti di uno dei due si avventarono sul collo della ragazza ,mentre l’altro le divorava il ventre.Claudia terrorizzata rimaneva immobile. Joe si getta contro i due !Una lotta spietata che vede la bestia staccare la testa a una delle due creature.Solo allora,per difendere il suo cane ,la ragazza colpisce duramente con gli anfibi il secondo essere.Forte e disperata fino a scassare la testa del Giallo.

 

 

Troppo silenzio,Piazzale Loreto non è mai stata così grande e spaziosa.Loro sono armati,ma non hanno molte munizioni.Quanto potranno resistere?Nessuno vuole esporre quella domanda,ma tutti se la fanno.

“Per difendere questo cinese!Lo sai che tutti noi abbiamo perso qualcuno per colpa loro?”Riprende acida Claudia.

“Non è vero”Risponde l’occhialuto “cuor di leone”

“Alice l’ha ammazzata due di loro e sono convintissima che anche a voi è successo lo stesso”

“Non sappiamo ancora l’origine di tutto questo.”

“Oh,Puffo Quattrocchi!L’hai letto o no il Bollettino della Pandemia Gialla?”

“Si,ma sei sicura che sia tutta verità?Non sai che nella nostra epoca era un modo di agire normale quello di spacciare il falso per vero?”

“Complottista del cazzo!Se fosse stato per noi occidentali ,non sarebbe successo tutto questo!”

“Chi ti dice che l’attacco sia davvero cominciato dalla Corea del Nord?Magari quel virus è stato studiato per distruggere loro.Fatto circolare prima che loro lanciassero i missili contro la corea del sud”Ribatte il nerd di turno.

La ragazza vorrebbe rispondere,ma si blocca:impiccato a un lampione in testa giù ,squarciato dal basso ventre fino alla gola c’è un Giallo.Intorno per terra pezzi di cadaveri e avanzi di mostri decomposti.La Zona di Quattrocchi Kruger.

“Occidente oppure oriente,non conta.Ora conta solo sopravvivere”Mormora Enrico.

 

Kruger è diventato in poco tempo l’incubo peggiore dei pochi superstiti e anche -se potessero avere incubi-dei Gialli.Prima del 13 aprile era un ometto insignificante,goffo,maldestro.Uno di quelli che passano completamente inosservati,se non magari per essere deriso da qualche bulletto tamarro.Aveva una cartoleria-edicola,ma anche i suoi clienti più assidui faticavano a riconoscerlo.Non era proprio uno che “buca lo schermo”.Bè,mentre la sua vita continuava monotona e mediocre,qualcosa succedeva nel mondo.Una misteriosa malattia si stava diffondendo ,arrivava dal Nord Corea. I primi sintomi erano scoppiati nel 2011

“Gennaio,sicuramente!Lo ricordo”Dice Claudia

“No,no!Era primavera .Cazzo non posso sbagliare,avevo avuto il contratto indeterminato..Che culo,pensai,e invece..”

“No Occhialuto ,era agosto e faceva terribilmente caldo”

“Non penso che sia davvero cominciata da Chinatown,o meglio ad opera dei clandestini.Li conoscevo quelli di Milano”Zhang non conclude il discorso.

“Untore ,che ne sai?”Domanda Enrico.

“Cosa vuoi che sappia?Non vedi che è una spia?Chissà cosa ha in mente il bastardo”Urla Claudia..

 

La gente andava nell’edicola cartoleria di Quattrocchi Kruger e parlavano,parlavano.Montava la rabbia verso i gialli,la destra populista ci mise poco a prendere in mano la situazione.Pochissimi,ritenuti dal popolo pazzi e nemici,sostenevano che le prove del Bollettino non dovevano essere prese come oro colato.Mauro,il giovane occhialuto del gruppo in fuga,era uno di quelli.Precario da oltre dieci anni,genio del computer,uno dei migliori hacker del paese.Tanto da essere contattato da servizi segreti occidentali per fare operazioni di trollaggio nei siti politici.Anche di inventare personaggi di dissidenti nei paesi che si desiderava sputtanare.Se l’hanno fatto in altri casi,perchè non in questo.

Lee Cheng divenne il nome del dittatore che minacciava il mondo.La gente era furiosa e disorientata.Troppe notizie,opinioni,commenti,scoop.Il pluralismo è lo sposo perfetto dell’apocalisse e così fu.

 

Zhang sente i suoi compagni che litigano furiosamente:dove andare?Perchè non ammazzare quel giallo fottuto?Colpa sua! E allora il tuo cane?Gli animali sono portatori sani della malattia. Lui pensa a un giorno lontano

 

Il cliente veniva tutti i giorni,lo conosceva ormai da tempo..Diciamo 20 anni?Si,ecco!Tutti i giorni si fermava sempre al solito posto al ristorante.Si fermava per quattro chiacchiere.Parlava della storia del suo paese e voleva conoscere quella ricchissima della Cina.

Una sera ,mentre Zhang era in cucina,dei rumori giungevano minacciosi dalla strada.Suo figlio minore Cheng corse dal padre:”Stanno arrivando!!!”Le sue ultime parole. L’esplosione fortissima scosse l’intero locale e poi le fiamme.Zhang cercava di scappare.I cadaveri del figlio e della moglie erano terribilmente bruciati e fatti a pezzi.Gong l’altra figlia era ferma immobile.Non osava alzarsi dal suo angolo verso la sala dei grandi ricevimenti.La folla era là ferma.Visi di gente normale,ordinaria,eppure sembravano dei mostri.In preda all’odio.In prima fila c’era il suo amico italiano.

“Eccolo l’Untore!”Gridava schiumando bava e odio.L’orda si muoveva frenetica correndo disordinatamente all’interno del locale.Mille mani lo prenedevano e qualcuno aveva anche cercato di morderlo,Zhang si difendeva benissimo.Era un ex soldato dell’esercito popolare cinese,non era facile sopraffarlo.

Il rumore bestiale della folla che proveniva dalle strade ..

 

“All’improvviso smettemmo di picchiare e uccidere quei gialli.Perchè qualcuno aveva aperto una cantina o una cosa simile e cazzo,allora uscirono..”Ricorda Enrico

Zhang non aveva mai visto quei visi gialli.Non erano della comunità eppure si trovavano da loro.Erano aggressivi e affamati e si gettarono come bestie sui cittadini linciatori.Carni strappate a morsi,occhi cavati,cervelli mangiucchiati.Mani che afferravano,gambe che cercavano disperatamente di scappare.

“Non erano dei nostri”Ribatte il cinese

“Col cazzo!Ho visto chi ha mangiato Alice!Era un figlio di puttana come te!”Urla Claudia.

“Lo dice il Bollettino,ok?Non ti basta?”Continua Enrico.

Un rumore lontano,indefinibile,ma che diventa sempre più forte man mano che loro si avvicinano al Centro.

“I ricchi ballano.Senti come si divertono quei coglioni”Dice sprezzante Mauro

“Come noi alla Normalità difendevamo la nostra vita da borghesi loro difendono quella di milionari”

La loro zona era l’unica barricata e presieduta dall’esercito impossibile entrare.Possibile uscire.Come?Bastava che democraticamente si decidesse di sacrificare delle persone alla fame dei Gialli o alla follia dei vari Kruger e bande di folli.

“Non pensate che siano dei veri sciocchi?”La voce sconosciuta strappa i quattro dal loro stato di ipnosi musicale

Un ometto non più alto di un metro e sessanta centimetri se ne stava beato,fermo sulla strada.Un grosso machete nella mano sinistra e nella destra il braccio di un Giallo

“Sono nutrienti,sapete?Dopotutto ogni predatore è cibo di un altro cacciatore”Dice addentando un pezzo di carne putrida.

Mauro urla spaventato,mentre il gruppo si disperde nelle vie della città

 

“Non mi dispiace quanto è successo.Per niente.La prima volta è successo nel mio negozio.Ricordo bene.Subito dopo il massacro nella nostra Chinatown.C’è stato un fuggi fuggi.Alcune persone sono entrate nel mio negozio.C’era una ragazza che mi piaceva.”

Mauro è legato a una sedia,posto a capotavola di una lunga tavolata.Quattrocchi Kruger sta lavorando a qualcosa,è di spalle e non riesce a capire che stia combinando.

“Restai a lungo con lei.Mi disse che era venuta a cercare il suo ragazzo,sai chi era?Pasquale quello della palestra qui vicino.Il mio tormento.Era malato ,diceva:intrattabile,innapetente.Vabbè,non voglio annoiarti.Diciamo che il tipo arrivò.Lo vide dalla finestra che dava sul retro.Ho cercato di fermarla,ma sai l’amore ci frega.Insomma lui l’ha pappata in un sol boccone.Poi si era gettato su di me.Ho pensato:è la fine,così finiamo noi occhialuti no?Non sempre,eh no!Ecco,caro amico,voglio insegnarti una cosa:noi resistiamo e resisteremo,sai perchè?Odio.Covato e represso per anni e anni.C’erano delle forbici e ho sventrato quel mostro.Una rivelazione,da allora non ho fatto altro.Poi dai Gialli sono passato ai non contaminati.Non sono un provinciale,amo la buona cucina.Ecco,a proposito mangia questo è buono.Un regalo prezioso per te.”

Kruger si avvicina tenendo in mano un piatto di carne.Mauro sente il tanfo di marcio e morte che proviene dal piatto,ma sa che una piccola colpa per quello che è capitato non ce l’hanno solo i nordcoreani e i cinesi.In un certo modo anche lui aveva collaborato.

Non sapeva che razza di aiuto stavano dando sotto banco lui e alcuni agenti doppiogiochisti a Pyongyang.Colpirà solo loro.questo pensavano e invece..il primo morso alla carne suscita in lui voglia di vomitare, poi( piangendo a bassa voce), mangia tutto.

“Bravo,bravo il mio bambino”Mormora commosso il feroce Quattrocchi K.

 

Enrico corre verso la direzione della musica.Si sarebbe consegnato alle forze dell’ordine .Non può fare altro. Perchè andare a Porta Vittoria?La sua casa ormai è distrutta.Perchè consegnarsi allora?I Cacciatori non escono da La Normalità,men che meno le milizie verdi..Si ferma,fa per tornare indietro quando…

Immobili,fermi,rigidi.Una cinquantina di Gialli.Lui guarda loro e loro guardano lui.Possono anche stare due settimane senza mangiare,perchè stasera devono sentire il bisogno di banchettare pensa?Poi un suono stridente che parte piano e poi esplode in un urlo agghiacciante:la caccia è cominciata!

“Dove sarà la strada per l’Idroscalo?”Si chiede Claudia,mentre Joe ringhia.

“Perchè vuoi andare da quella parte?”Le chiede un uomo.Robusto,barba gialla con qualche pelo bianco.

“Stai lontano!”Grida lei,mettendosi in posa da combattimento ,al suo fianco anche il cane è pronto ad azzannare

“Non avere paura.Sono anche io nelle tue condizioni”

“Ah,si?Quali?”

“Fidati”

“Ci siamo fidati del governo,vedi cosa è successo”

“Mi chiamo Jahve e sono un buon pastore.Cerco anime disperse come te.La mia chiesa è al sicuro…”

Claudia capisce che si tratta degli adepti al dio Chtuluh:sacrifici umani e altre belle cosette.Comincia a scappare inseguita dall’uomo.

 

“Tutto bene vero?Ora sei al livello principale di infezione.Forse come me sarai uno di loro,ma con un quoziente intellettivo da predatore pensante come se tu fossi una persona normale.Come mi è capitato.Non lo so.Volete troppe spiegazioni.Anche questo virus,chi ti dice che sia davvero successo nel modo che ci hanno detto?Non importa.Il mondo deve finire,e io amo questo lavoro.Vieni mio aiutante ti insegnerò cosa devi fare”.

Quattrocchi Kruger libera Mauro e poi tenendolo per mano lo porta fuori,a cacciare.

 

Enrico sente la musica sempre più vicina,ma anche quei dannati Gialli affamati alle spalle.Chiude gli occhi e si dirige verso la sua salvezza.Sente il cuore battere,le gambe cominciano a fare male,i polmoni scoppiano,ma l’esercito è…

Scomparso:ci sono i camioncini abbandonati e sfasciati,e scheletri con le divise stracciate.Si inginocchia .Piange e ride insieme.Loro sono li vicino.

“Signore!Signore! Ci aiuti!”Una voce da qualche parte

L’uomo alza la testa e li vede:I Sacrificati.Solitamente abitanti del Centro che avevano perso i soldi e quindi caduti in disgrazia,(non avere soldi significa povertà e quindi sciagura)venivano legati fuori dalle barricate in pasto ai Gialli

Eccoli:due vecchie nobili ,un noto comico tv, un famoso scrittore di libri sul successo economico e sul come ottenerlo senza pagare le tasse.Implorano a Enrico di salvarli.Lui sente che le bestie gialle stanno arrivando.

“Certo,vi darò una mano”Dice mentre si avvicina armeggiando con quel cazzo di coltellino svizzero multiuso che si porta sempre a presso.

“Grazie,grazie mio caro”Dice una vecchia baldraccona di quelle che erano glorie dei giornali di gossip.

“Di niente signora”Risponde Enrico mentre le taglia i polsi.Il sangue esce a getti copiosi.

“VENITE QUI!!!!!”Urla Enrico richiamando i mostri che ,come impazziti per la fame ,si avventano contro le vittime sacrificali,lasciando a Enrico il tempo per fuggire.

 

Zhang si pulisce lentamente il sangue dalle mani.Per terra una decina di appartenenti a una gang di mafiosi.Volevano usarlo per un combattimento illegale tra lui e un Giallo catturato tempo prima.Il cinese si avvicina alla creatura legata.La guarda bene.Cerca di azzannarlo,ma ha negli occhi il buio profondo e disperato di chi si è perso.

“Riposa,fratello”Dice il cinese sparandogli in testa.

Poi esce e ricomincia a vagare.

 

L’uomo la sta cercando,ma Claudia e Joe hanno trovato un sicuro rifugio in un vecchio pub.La ragazza chiude a chiave e si siede sul pavimento vicino alla porta.Vede l’ombra dell’uomo fuori .La maniglia gira lentamente,non succede nulla.Silenzio.Il primo colpo la spaventa,ma sa che non deve muoversi.

“Apri!”Urla una voce ,automaticamente la ragazza segue l’ordine. L’uomo entra con violenza dentro il locale,ma uno sparo da qualche parte del locale colpisce il barbuto maleintenzionato .Lo stomaco gli esplode in mille pezzi,mentre viene lanciato sul selciato.

“Seguimi”Dice un ragazzo magro e biondiccio.

Lei lentamente si lascia portare verso la cantina del locale.

Ci sono almeno dieci persone lì dentro.Non è sola.

 

“Che poi,vogliamo essere onesti?Non è così brutta questa fine del mondo.Ci sono molte cose positive..Tipo:abbiamo sconfitto il tempo.Non sappiamo più che giorni o mesi sono,cosa può importare?Si,prima sempre di corsa,ma ora?Poi io ad esempio ho imparato a cacciare.Altro che dalla mattina alla sera in negozio.Non mi interessa mantenere la speranza o robe simili.Mi piace questo lento,irrefrenabile caos.Non mi interessa se son stati i cinesi,anzi va benissimo!Ci hanno fottuto.Pazienza.Credimi questi tempi di apocalisse sono fatti giusto per me.Ok,apri la bocca..ecco,bravo!Ti piace?Sangue di mafiosi e anarchici e bei pezzi di carne Gialla.Mangia,ci tengo che tu possa essere in forma.Dopotutto,mi son detto,perchè non posso addomesticare una di quelle bestie Gialle?Tipo il Giorno degli Zombi,quel film no?Poi ,a volte si ha bisogno di compagnia e..”Quattrocchi Kruger non finisce il discorso,perchè qualcuno gli spara e lo uccide facendogli esplodere la testa in mille pezzi.

Mauro è legato alla sedia,la malattia è allo stato avanzato dopo il periodo di aggressività e ansia,l’inappetenza,ora è affamato di carne umana.

“Uè,hai visto , abbiamo ucciso il Quattrocchi! Prendi questo sgorbio”I due ragazzini della banda dei Graffittari prendono a calci il cadavere di Kruger

“Oh,e quello?Che facciamo?”Domanda uno dei due.

“Magari era una sua vittima,che ne so?Slegalo va..Poi ci fa una gentile offerta in danaro!”

Mauro sente una grossa rabbia incontrollabile e un insaziabile desideria di cibarsi,oltre una strana forma di eccitazione e tristezza.Mentre sciovola verso le tenebre della malattia,pensa che stia per iniziare una nuova vita.

Appena il ragazzino si avvicina alla sedia il Giallo rompe i lacci che lo legavano ai braccioli,afferra alle braccia la sua prima vittima e poi comincia a banchettare. La casa offre un buon primo e secondo.

 

 

Enrico è stanco,ma ormai è arrivato.Prima che la pandemia gialla decimasse la popolazione,quante domeniche bellissime con la sua famiglia a fare spese in centro?Sorride mentre ci pensa.La zona dei Ricchi e Famosi è sicuramente la più protetta e salva.

Con l’ultimo sforzo passa la barricata e vede.

Il duomo è per metà demolito e in preda alle fiamme,la piazza è contesa da animali randagi pazzi per la fame che lottano per cibarsi di carcasse marcie.Tanti cadaveri.Scomposti in oscene pose da deliri erotici e terrore profondo.I Gialli li avevano forse sopresi durante un orgia e ora sono i veri padroni del Quartiere Ricchi e Famosi.A centinaia si avventano contro le vetrine dei negozi,si muovono pigramente per strada,trascinano stancamente pezzi di cadaveri e lottano con gli animali per non farseli fregare.

Milano è morta,non c’è salvezza.

 

Simone vede un uomo sulla barricata in centro. Prende la mira e spara alla testa. L’uomo cade.

Il ragazzo sorride,ha trovato la cena per i suoi amici rinchiusi nel pub ristorante poco lontano.

 

 

Laura continua ininterrotamente a parlare del massacro del Niguarda. L’ospedale era strapieno di contagiati:aggressivi,ansiosil,poi inappetenti e infine..a quel punto scoppia a piangere. Lei era tranquilla a fumarsi una sigaretta,quando li ha visti arrivare si calpestavano tra di loro e poi si rialzavano spinti da una fame violenta e primordiale.Era scappata dal reparto,ma tutto l’ospedale brulicava di quelle bestie assatanate. Mani protese ad afferrare ,denti che squarciavano,la fuga scomposta e disperata dei colleghi e pazienti normali.

Qualcuno le dice di smetterla,Claudia si limita ad accarezzare Joe,il suo rottweiler

Pensa che all’Idroscalo forse potrà rivedere Alice,chi ha detto che sia davvero morta?

“E’ tornato Simone!”Dice Nicola un tipo cicciotello e sempre allegro,grande amico del loro cacciatore di fiducia.

Vuol dire che si cena,e quando la gente è occupata a mangiare non è tempo di gelosie,rancori,ripicche che da un po’ avvelenano i rapporti tra di loro.Mentre mangia Claudia nota nella sua tazza un anello,gli sembra che quel tipo..Il cacciatore!Enrico , ne avesse uno uguale. Continua a mangiare.

Il primo colpo si perde tra le risate della gente che ascolta Nicola e quelli che si cibano con foga,dopo tanto tempo di digiuno forzato.

Il secondo suscita l’attenzione e il ringhio di Joe,il terzo rende chiaro quello che succede:i gialli hanno sfondato la porta di sopra e stanno entrando.

“Fermi!Fermi non agitatevi!Devo prendere la mira!”Simone urla ,ma nessuno lo ascolta all’interno del locale si scatena un caos infernale. I gialli avanzano con violenza ,entrano spingendosi per inerzia uno con l’altro, la gente cerca vanamente via di fuga inciampando sui tavoli e sedie rovesciate.Claudia vede tre suoi “amici” divorati e fatti a pezzi vivi,dalle mani e fauci dei contaminati.

Laura grida di rifugiarsi in cantina,ma una volta che apre quella porta una ventina di mani “gialle”l’afferrano e la trascinano dentro.

Rumore di oggetti che si rompono,di strazianti urla umane…

Un piede fuori dalla barca,sdraiata,mentre Alice si occupa di remare.Sempre lei fatica,si lamenta la sua ragazza ridendo.C’è il sole,che bella giornata.Andiamo in montagna,vero?Claudia chiede alla ragazza. Alice dice di si.Che vita,da assaporare e tenere stretta.Poi Joe ringhia …Che ti prende ? Domanda la sua padrona…

 

Il cane balza al collo del giallo che sta per sbranare la sua padrona e lo sgozza. Una macchina di morte senza freni ,che combatte solo per lei.Claudia è ferma,distante,perchè non mi lasci sulla barca?Vorrebbe chiedere.Intorna a lei si spara,si urla e quelli entrano.Non finiscono mai,mai!

Simone spara e ammazza molti Gialli.Mentre sta sparando a una bambina di dieci anni intenta a divorare le gambe di un suo amico,non vede che Nicola passa in quel momento e lo becca in pieno.

Un urlo disperato di dolore e rabbia esplode nel locale.Il ragazzo spara confusamente uccidendo contaminati e amici,poi, si accascia per terra e si spara in bocca.

Il locale è silenzioso.Cadaveri e pezzi di corpo sparsi sul pavimento.Tutto in frantumi.Joe lecca la faccia di Claudia,ma lei è lontana.Non tornerà più

 

I Gialli hanno rotto gli argini di tutti i quartieri e la lunga notte della mattanza si riempie del caos delle voci,dell’inutilità delle preghiere,della fine del mondo come l’abbiamo conosciuto.

 

Poco prima Zhang si trovava all’interno del suo ristorante.Pensieri e ricordi di vite precedenti,di una missione da compiere,passavano veloci nella sua testa confusa.

“Ecco l’Untore”Dice un uomo.Il cinese si gira e vede tre Cacciatori del quartiere La Normalità.

Non c’è scampo,loro lo vedono come un nemico.Niente di meno,niente di più.

Il cinese sorridendo amaramente e pensando: “così deve finire”, si getta contro il cacciatore che sta in mezzo e lo morde con rabbia alla gola.Poi lo usa come scudo contro i colpi dei colleghi.Afferra al volo la pistola dalla fondina dell’uomo che sta sgozzando e spara contro quei bastardi.Che muoiono.

Ha una ferita,non la controlla neppure.In lontananza sente le urla e i rumori.Sono arrivati.Niente difese.Cammina ,si trascina avanti.Non ha meta e non c’è nessuna importanza.

La notte nera e minacciosa della morte scende su milano.Joe si muove solitario,è vivo e vegeto.

Da qualche parte sente che stanno abbaiando.Corre verso di loro .

Forse vanno all’idroscalo.

fine.

M-IL CACCIATORE DI MORTI

11 Giu

 

M-IL CACCIATORE DI MORTI

Un vento radioattivo e pestilenziale alza pigramente la polvere dalla strada.La porta del bar cigola e sbatte pigramente,come se fosse questione sessuale tra due ottantenni.La luce fioca,illumina l’interno di una povera e triste osteria.Pochi tavoli,poche sedie,ancora meno clienti.

Carlo Rambaldi non sa che fare,barista da una vita.Anzi,a ben pensarci,nato in un bar.Abbandonato da qualcuno che aveva una vita troppo misera da condividere con altri.Se ci pensa , ironicamente, scopre che ha vissuto sempre tra la cassa e la macchina del caffè.Cazzo che vita! Eppure è vivo.Non una cosa da poco ,visto i tempi.

Un rumore lo riporta nella grigia e monotona realtà.Sul piattino dei resti gira una moneta e pare non abbia intenzione di fermarsi.Davanti alla porta un uomo.

“Una birra”

“Uh..certo!E magari ha una marca che preferisce”Ironizza il barista.

“Quella che mi gela l’inferno che ho in gola”Risponde lo Straniero.

“Bella risposta..Abbiamo Tarantino in persona .Oggi!”

L’uomo si avvicina al banco e si siede.Ha un paio di occhiali da sole ,indossa un cappotto lungo e scuro-con questo caldo del cazzo,pensa Rambaldi- capelli brizzolati.Una faccia conosciuta.

Lo straniero prende un sigaro e se lo accende,aspirando ampie boccate di fumo rigorosamente rivoluzionario from cuba.

“Ehi bello,non leggi?Vietato fumare”

“Ah,si?”

“Si”

“Dice che è vietato fumare in locale pubblico,ma dimmi:barista,il pubblico dove cazzo sta?”

“Il pubblico ?Ci sono io e loro!”Dice Carlo,indicando un poster attaccato e sconfitto dal tempo.

“Loro?”

“Si,loro.Hai presente il 2010?Scudetto,coppa italia,coppa campioni?”

“Davvero?E di cosa stai parlando?”

“Come????Di cosa?Ma che cazzo!Ehi,ti parlo dell’unica squadra nel mondo che ha fatto quello che ha fatto ok?”

“Interessante.Dovevano essere dei grandi,no?”

“Più grandi dei fottutissimi giganti,cazzo!”

“Forse ne ho sentito parlare”

“Leva il forse,stavano ripetendosi se…”

“Ok,basta così.Ti ho pagato no?”Interrompe bruscamente lo Straniero.

“Certo!Certo!”Ribatte stizzito il barista.

L’uomo si alza e si dirige verso la porta.Una volta lì,si gira.

“Un anno che ho sempre nel mio cuore e nella mia anima.Peccato che i morti ci hanno rovinato la festa per il secondo triplete.”Dice lo Straniero sorridendo a Carlo.

Rambaldi rimane di sasso.Mourinho è vivo!E lotta insieme a noi.

 

 

“E così tu sapevi dove andare?”Chiede l’occhialuto piccolo all’occhialuto grande.

“Avevo calcolato..”

“Calcola le mie balle,va!Zone incontaminate non esistono.Non solo,qui non c’è nemmeno la Milizia a difenderci e noi cosa siamo?”

“Come?”

“Dico:ehi,cosa cazzo siamo?”

“Vivi”

“A parte questa sfiga.Dai!La sfiga delle sfighe..su!”

“Ne abbiamo così tante…Posso scegliere?”

“Minchia,ok!Te lo dico io:siamo occhialuti!Geni incompresi,guerrieri del pensiero e dittatori della poesia,ma inutili come uomini di azione.Ora me lo spieghi come possiamo sopravvivere ai morti?”

“Milano ha una zona incontaminata.Te lo ripeto.Esistone due zone in quello che una volta era l’Europa che sono incontaminate,ok?”

“Il Danese te l’ha detto,vero?”

“Si Lars mi ha parlato di Zentropa..”

“Quello è un sadico figlio di puttana.Dici Von Trier e dici :tortura e morte infame.Ora starà sghignazzando credi a me.”L’occhialuto piccolo si alza dal marciapiede e si mette in mezzo alla strada.Non c’è anima viva.I morti dormono?

“La generalessa Lucy Skywalker vedrà che manchiamo no?”

“Lei odia gli occhialuti,sopratutto quelli snob come te .Testa di cazzo,non verrà nessuno a salvarci ok?”Il piccolo puffo quattrocchi nota che il cielo si sta oscurando.Piove, e non pioggia normale:radioattiva e acida.Tocca trovare un rifugio ,al più presto.

“Trova un rifugio”

“Perchè?”

“Pennellone,cazzo la pioggia!Vuoi liquefarti qui?”

I due si mettono a correre,(bè a camminare per i normali,correre per gli intellettuali da biblioteca quali questi due),disordinatamente e pigramente cercando un posto.

“Ecco,li quella casa!La porta è aperta,ma è una casa!”

Il piccolo,diciamolo,è più sveglio e trascina il compagno dentro il rifugio.

“Dormiamo qui,ok?Poi ci mettiamo in viaggio.”

“Va bene Achille”Dice lo spilungone occhialuto

“Certo,Simone,che deve andarci bene!Cosa cazzo pretendi?”

“Chiamami Ken.”

“Cosa?”

“Pretendo che mi chiami Ken.Come il guerriero.”

“Guerriero?”

“Si,come lui”

“Santo cielo!Noi siamo sopravvissuti solo grazie alla Milizia di Lucy Skywalker ok?Senza di lei e senza i suoi soldati,cosa saremmo?Morti viventi.Tu non hai niente di Ken.”

“Era il mio cartone preferito.”

“E il mio la clinica dell’amore,va bene?Ora dormiamo.Cioè,tu prova a dormire e io faccio la guardia.”

“Ok,Achille”

“Non chiamarmi Achille!”

“Come…?E come ti dovrei chiamare?”

“Semir!Come lo sbirro di Squadra cobra 11”

 

 

Cosa è caduto?Un rumore distante,eppure chiaro.Achille apre gli occhi faticosamente.Simone dorme,bella guardia del cazzo.

Mezzo rincoglionito dal sonno,si alza faticosamente dal pavimento.Tonf!Di nuovo.Allora il rumore è reale.

Deglutisce ,che altro fare?Con la mano cerca di svegliare il suo amico.Cavoli se ha un sonno pesante quel bastardo.

Tonf!Ancora.Un passo.Pesante.Trascinato.

“Aveva ragione Romero.I morti non corrono.Camminano.Lentamente,ma camminano.Sono tanti e affamati,per cui quando sentite un rumore come questo:Tonf!Sappiatelo:è il passo della morte e voi siete fottuti!Sopratutto se siete due occhialuti come quei due in ultima fila!”Dice Lucy Skywalker indicando Simone e Achille.

“Cazzo..”Mormora l’occhialuto piccolo.

Tonf!Sempre più vicino.Nell’aria odore di morte e decomposizione,sono qui.Sono fottutamente qui!

Si,si,la generalessa parlava di armi da cercare e che alla fine basta che si spacchi la testa a quei bastardi.Solo che lui stava sognando di zigzagare sulle strade di colonia nei panni di Semir e quel coglione del suo amico di sconfiggere suo fratello Raul.Dannata tv!Ci farai sbranare dai morti!

Eccolo!Un vecchio in ciabatte ,la spalla è staccata e ci sono dei vermi che fanno una manifestazione su di essa,talemente sono tanti,una ferita alla gola,(squarciata), e un paio di orribili ciabatte ai piedi.Si avvicina verso i due.

“SIMONE!”Urla Achille

“Chiamami Ken ,cazzo!”Risponde nel sonno l’amico

“SIMONE CAZZOOOOOOO!!!!!”

L’occhialuto alto si sveglia di botto e si ritrova il viso ghignante del morto a pochi centrimetri dal suo viso.

Urla.Il morto mette le sue mani sulla testa del povero occhialuto e si avvicina per mangiargli il viso.

Sente già i denti del mostro sul naso.Il suo dannato nasone del cazzo.

Poi succede qualcosa..I due aprono gli occhi e vedono uno Straniero che tiene il suo ginocchio sullo stomaco del vecchiaccio zombi,mentre con l’altra mano ,impugnando un machete , preme sulla gola del mostro .Fino a staccargli la testa.

Il locale è stracolmo:tutta la Milizia è presente.Nessuno vuol perdersi la gara di braccio di ferro tra la Generalessa Lucy Skywalker e i suoi uomini .Gli uomini in divisa gridano,bestemmiano,puntano,mentre lei tranquilla mette fuori combattimento il settimo dei suoi Legionari.Sigaro e bicchiere di whisky,tranquilla aspetta il prossimo sfidante.Domanda al suo assistente Frank Costello quanti cazzo di soldi stan facendo quella sera.”Tanti!Un fottuto diluvio universale di fottutissimi soldi,Generale!”Dice lui.

Oh,eccolo :Ursus!Un capolavoro di gigante,tanto forte e muscoloso,quanto infantile.Lo chiamano Alex l’ariete perchè lo mandano sempre in prima fila a combattere i morti e le bande,che da decenni ormai imperversano per le città-stato.

A fatica,cercando di farsi spazio tra quei giganti,arriva il segretario del Presidente di Stalingrado,come avevano ribattezzato ormai da anni quella che una volta era Roma,ha paura di quelle bestie sempre agitate e preferisce stare comodo nella stanza della politica e della teoria con il Presidente.

“Oh,cazzo!Eccolo che arriva.Nascondi i soldi”Mormora Frank a Lucy.

“Cosa??”Chiede lei mentre è impegnata a spezzare il braccino a un suo uomo che non vuol cedere assolutamente

“Il segretario del Compagno Commissario Davidovic Vessarionovic Berjia”

“Merda!Gli occhialuti fottuti!Non potevano mangiarli tutti!”Lucy lascia di scatto la mano del suo Legionario che pesantemente sbatte sul tavolo.

“Generale P..”Dice il segretario

“Skywalker!Generale Lucy Skywalker”Ribatte duramente lei

“Come?Ma..Lei sa cosa pensa il nostro Compagno Presidente…”

“Davidovic Vessarionovic Berjia”Rispondono in coro ridendo i Legionari.

Il segretario diventa rosso di collera,oltre che di sacro comunismo,ma decide di lasciar correre.

“Lo so cosa dice.Lo diceva ancora prima dell’invasione dei morti e lo dirà fino al giorno che creperà.Nessuna immaginazione solo realismo rivoluzionario,è il suo fottuto slogan del cazzo .Noi siamo soldati,noi combattiamo,noi facciamo il culo ai nemici di Stalingrado.Quindi il Presidente le regole le ricordi ad altri e non a me!”Riprende polemica la generalessa

“Le leggi dello Stato…”

“Ehi,ma sei sordo o che?Cosa cazzo vuoi?”

“Una missione.L’Amato Compagno Presidente vi affida una missione.”

“No,ma come?Cosa cazzo!Lo fa apposta eh?Arriva …Ma Santo Romero,cazzo lo sapeva che giorno è oggi o no?Certo che lo sa.Oggi chi arriva?”Chiede Lucy ai suoi uomini

“Rhona!”Rispondono in coro.

“Ecco,lei è qui per me.Non per …Maledetto fottuto occhialuto!Mi manda in missione così può fare il Galletto!”

“Si moderi!Si moderi!Lei sta parlando del nostro Amato Presidente !”S’infervorisce il segretario.

“Oh,io al tuo presidente del cazzo ho salvato la vita,ok?Lo sai?No?Bè,per forza quello sarà il prossimo racconto.Ora dimmi che missione sarebbe?”

“Zentropa”

“Cosa?”

“Una zona libera e incontaminata”

“Dove?”Chiede Lucy

“Proprio questo deve scoprire”Risponde il segretario

“Ehm…Ma Zentropa,quella …Si,quella Zentropa?”Chiede Frank

“Quale ?Cioè,cosa intendi con quella?”

“Segretario,segretario.Cazzo lei è l’uomo fidato del Presidente e non sa cosa significa Zentropa?Chi venera il nostro Amato Compagno ?”Domanda innervosito Costello

“Stalin”

“E poi?”Chiedono in coro Lucy,Frank e i loro uomini.

“Mourinho”

“E POIIIIII?”Urlano in coro i soldati

“Ah,Von Trier!”

“Dannato Danese!Lo stavo ammazzando e lui…”Pesta i pugni sul tavolo la generalessa Skywalker.

“E allora?”Il segretario non ha capito un cazzo.

“Una casa di produzione.Non esiste altro.Lars però per puro sadismo mette in giro voci su un paradiso terrestre che si chiama come la sua ex casa di produzione.Quindi…Ehi chi punta contro Lucy?”Urla Frank.Gli animi si accendono.

Il segretario viene del tutto ignorato.

Poi la porta si apre ed entra il Presidente.Il silenzio cala nel locale.

“Lucy,quando vuoi…Mi pare che IO ti abbia affidato una missione”Ruggisce il Piccolo Padre della Repubblica Socialista di Stalingrado.

“Missione?Si,ce ne ho una:Rhona.Lo sai che intendo?”

“Vuoi fare un nuovo giro nel Gulag Centocelle,o preferisci soggiornare nel Laogai Testaccio?Dimmelo e nel nome della nostra vecchia amicizia ti accontenterò”

“Bastardo, sei anni per spaccio di materiale fantascientifico!Ok,cosa cazzo dobbiamo fare?”

“Due uomini: Simone Deodato e Achille Fulci sono scappati.Quanto pare stanno andando a nord.Cercano Zentropa.Trovali,riportali.”Ordina l’Amato Compagno Presidente.Poi si volta e lascia il locale.

Achille è furioso.Simone vuole a tutti i costi tentare di trovare la zona incontaminata.Il suo amico ,lo spilungone,è quello che ha maggiormente assorbito la storiella sull’immaginazione e il suo potere che tanto è stata propagandata da certe generalesse.Il piccoletto invece è un Realista convinto come vuole la dottrina di partito e il suo Amato Compagno Presidente.Si sono salvati per culo,l’altra sera.Lo sanno.Per questo Simone vuole cercare lo Straniero che ha salvato a loro la vita e poi ingaggiarlo per portarli a Zentropa.

Si fida di Lars,che pirla!

“Non c’è niente.Tranne :pioggia acida,un sole impazzito che ci vuole ustionare,una notte che non scende mai,i morti e i maniaci.E i cani che mangiano i morti,prima di accanirsi su di noi.Questa è la fine.Dovevamo stare a Stalingrado.Il Compagno Davidovic Vessarionovic Berjia sta costruendo uno stato rivoluzionario!Invece il cretino si lascia infinocchiare dalle storie..”

“No,non è finito.Non può finire,qualcosa..Magari non proprio come ce l’hanno raccontata,ma qualcosa esiste!Non possiamo vivere miseramente.L’uomo non può e non deve farlo!Dobbiamo sopravvivere!E per farlo:immagina,sogna,crea con la tua fantasia…”

“Inganni borghesi!Inganni!”Achille è davvero furioso e raccoglie da terra dei sassi che lancia contro il suo amico.

A parte il vecchio della notte precedente,non avevano incontrato nessuno.Un lungo viaggio che li aveva sfiniti,ma intorno l’immobilismo della noia,della fine,dell’apocalisse.Niente.Come se anche i morti si fossero annoiati.I Navigli sono prosciugati e la città silenziosa.La zona incontaminata dove sarà?

 

 

Con calma lo Straniero fuma il suo sigaro.Eccoli,stanno ciondolando per la piazza del Duomo.Una volta si muovevano in branco ed erano pericolosissimi.Se li ricorda quando entrarono nello stadio.Rammenta con sofferenza quei lunghissimi minuti di violenza e cannibalismo.Tutta la sua squadra si erano mangiati.Dell’altra e del suo allenatore non vuole ricordarsi,non importa.Ma la sua squadra!Avrebbe rivinto la Champions League,per la seconda volta con L’Inter.Battendo quell’armata di coglionazzi in maglia bianco e nera.Invece…Ricorda il fuggi fuggi generale.Giocatori divorati da cadaveri in putrefazione.Lui si era salvato.Non poteva e non doveva morire!Troppo grande la rabbia!Come osano costoro rovinare la sua Leggenda di Vincitore?

Per questo da anni vagava per le città e il mondo con un unico scopo:distruggerli tutti.

Poggia per terra la sacca.Apre lentamente la cerniera ,ed estrae una grande e possente Motosega legata sopra un ak-47.La caccia è aperta!

La testa del morto esplode in mille pezzi,i suoi compari continuano a pascolare ignari della fine che faranno tra poco.

Braccia e gambe che saltano,stomaci squarciati,teste che esplodono.Poi una volta finite le munizioni,è il tempo della Motosega!

Dopo cinque lunghissime ore di massacro Lo Straniero si ferma.Stanco,svuotato,senza soddisfazione.”Avrei vinto ancora la Champions”pensa.Poi si abbandona per terra e spera che il sogno gli sia amico e fratello.E non se lo voglia inchiapettare con qualche fottuto incubo.

 

La scritta GELSEMINI O GETSEMINI,non riesce a vederla bene, si illumina e spegne con regolare irregolarità.La seconda E è una bella parata di lampadine bruciate.

Sotto la collina verdeggiante e satura di profumi meravigliosi vi è una lunghissima tavolata.Tra Coppe d’Oro ricolme di vino pregiato e ogni forma di ghiottoneria ad arredare la tavola,la compagnia di “banchettieri” se la spassa.Cardinali,vescovi,dieci papi ,generali,uomini di affari.Tutti a ingozzarsi come bestie.

Sulla collina ,che ora nota essere di pessimo cartone,un giovane hippy si dispera.Dice che non si farà crocefiggere per lasciare che il suo nome venga sputtanato da quella gente.Poi smette di dannarsi e si gira verso di lui.

“Sei qui?Sei davvero tu?”Il capellone frichettone si asciuga le lacrime e gli sorride.

“Non avrebbe mai giocato con me”Pensa M nel sogno.

“Eccola..Eccola è tua!L’avresti vinta di nuovo tu!La coppa campioni!”Il tizio si avvicina alla Leggenda tenendo malamente tra le mani martoriate una pregiatissima Coppa dei Campioni.

“Mia!Essa è e sarà sempre mia!”Precisa arrabbiato M

“Si,si,ma quelli..Loro hanno portato il contagio.Come sempre loro hanno distrutto le mie parole e quello che volevo per l’azienda mondo.L’Ingegnere Padre si è incazzato !Non hai idea!Ora ,io ti darò questa coppa…Ma tu devi ripulire il mondo!”

“Lo farò!”

“Bene:Vai!Spazzino di Dio e fai pulizia”Dice il cappellone hippy lanciandogli la coppa.

M l’afferra al volo,ma ora nelle sue mani non ha un trofeo:ha una motosega.Si volta verso il banchetto e li vede!I morti vestiti da uomini di patria,affari ,dio,stanno divorando una povera fanciulla.Viva.Strappando brandelli di carne,maledetti bastardi.

“Ehi voi!!Non dovevate invadere il mondo prima della conclusione della partita!”Esclama M.

Si avventa come la fine del mondo sul gruppo di zombi facendoli a pezzi,Segando mani sante e pederaste e infilando nel culo santo degli uomini di religione la sua arma di distruzione ,squarciandoli e distruggendoli.

Una mano,qualcosa,sulla faccia..Lui continua a farli a pezzi con la motosega mentre il cappellone con le mani indicando il suo pacco dice agli zombi:beccatevi questo!No Vatican!No Vatican!

Ma la mano,qualcosa,insiste.Noooo!Un sogno!Eccolo di nuovo sveglio.

“Te lo dicevo che era lui!”Sbotta gioioso uno spilungone occhialuto.

 

L’ufficio del Caro Leader è quanto di più spartano ci possa essere nel mondo.Una scrivania,due sedie per gli ospiti , un attaccapanni sempre sprovvisto di panni appesi,una sorta di armadietto pieno di documenti.Sulla scrivania poche foto.Ricordi vecchi di tempi, ormai svaniti.

“Bene,questi sono i documenti che ti serviranno”Dice L’Amato Presidente alla sua Generalessa .

“Cosa sono?”

“La strada fatta dai fuggiaschi,i contatti,robe così.”Spiega lui.

“Non capisco a cosa possa servire.Mi hai fatto scontare sei anni di rieducazione per spaccio di materiale fantascientifico e poi te ne esci con questa cazzata su Zentropa.E guarda che tutti lo sanno che sia una grande cazzata.”

“Un Ordine.Del Partito e sopratutto Mio.Niente discussioni.Dobbiamo diventare più forti,ampiare la nostra potenza economica,dobbiamo dare ai nostri compagni una vita migliore.Ci siamo riusciti?”Domanda lui con una piccola nota di amarezza nella voce.

“Si,credo di si.”Lei getta uno sguardo veloce verso una foto incorniciata posta sulla scrivania del Caro Leader.

“Ricordi?”Chiede sorridendo all’uomo.

“Cosa?”Ribatte distrattamente lui.

“Dove abbiamo fatto questa foto”

“Quale foto?”

“Questa”Sottolinea lei indicandola

“Ah,si…Si.”Taglia corto lui.”Bè,come dicevo ti ho assegnato :trenta arcieri,trenta balestrieri,dieci del reparto motorizzato.Il tuo cavallo,quello con quel nome così stupido!”

“Paul Ws Anderson?Ma come cazzo osì!”Sbotta Lucy

I due ridono di gusto.Sembra per un momento di essere tornati come tanti anni fa,prima che un sottile gelo li separasse.Una con i suoi uomini a combattere e far ganassate,tamarrate clamorose.L’altro ormai chiuso nel suo austero ufficio,con il suo direttivo a creare le regole e farle rispettare.Lei per un momento si sente gli occhi lucidi,pensando a cosa hanno perso,lui se ne accorge e guarda oltre.

“Ti ho fatto riparare anche la tua Christine,la mitragliattrice funziona.Credo che ora dovresti radunare i tuoi uomini e poi partire immediatamente.”Taglia corto lui e poi la congeda con un saluto militare.Lei vorrebbe stringergli la mano.Una volta le loro riunioni erano diverse.Una volta tanto tempo fa.

Appena uscita dalla stanza,Davidovic prende la foto che aveva attirato l’attenzione di Skywalker tra le mani.Loro due sorridono allegri e forti brandendo nelle mani delle armi:lui una mazza chiodata e lei una motosega.I loro piedi sono appoggiati sopra uno zombi massacrato.Il loro primo morto vivente distrutto,la volta che lei gli aveva salvato la vita.Il brutto dei ricordi è che sanno farti molto male anche a distanza di tempo.Automaticamente pigia il tasto per chiamare il suo segretario.

Meglio buttarsi nei suoi ambiziosi piani politici.

Lo Straniero è stanco.Ha usato tutti i modi possibili e immaginabili per togliersi dai piedi quei due rompipalle e niente!Sopratutto lo Spilungone!Continua a blaterare di una zona incontaminata,pare persino che scenda la notte di tanto in tanto.Cazzate.Lui nemmeno li ascolta.Nella testa ha le immagini del sogno che fa ogni santa notte:il capellone hippy che gli ordina di salvare il mondo.Lui pensa solo alla seconda coppa campioni vinta con una squadra italiana.Un nodo alla gola lo assale,se non fosse chi è si aspetterebbe di sentirsi frignare.Lui non lo farà,cazzo le leggende non piangono:fanno piangere!

“E poi non ci sono i morti.Nemmeno le bande.Per arrivare fino a qui,bè..Non le dico!Non le dico…!”Blatera logorroicamente Simone

“Ecco,bravo:non dirmelo!”Si gira di scatto lo Straniero guardandolo minaccioso.Poi estrae una pistola e la punta alla testa dell’occhialuto alto e un po’ ciula.Il colpo rimbomba nelle orecchie e nella testa di Deodato.Frastornato,ma vivo.Si volta e vede per terra un morto con la testa spappolata.

“Mi hai salvato!Cazzo!Mi hai salvato la vita,allora ci credi!Ci aiuterai!Devo informare Achille!”Simone saluta sorridendo il suo nuovo amico e corre a cercare il suo compagno di sventura.

Lo Straniero coglie la palla al balzo per tentare una fuga,ma è breve…”Maestro,ci aspetti!Eccoci!”I due occhialuti lo stanno già raggiungendo.

 

Rhona apre gli occhi.Le catene stringono i suoi polsi e le sue caviglie.La prigione è buia e stretta.Ci sono dei topi che camminano e corrono allegri e spensierati.Beati loro,pensa lei.Anni difficili quelli.Prima, anni e anni fa ,l’invasione dei morti mentre a Roma girava DOOMSDAY 2.Li aveva conosciuto quella ragazza carinissima e sempre piena di mille attenzioni e gentilezze nei suoi riguardi e quel tipo goffo e imbranato.Neal le aveva detto che era lo sceneggiatore del sequel.Quei due avevano salvato la sua vita e quella di Neal.Poi si erano separati.Lei pensava che sarebbe stato tutto diverso in Inghilterra e invece anche l’apocalisse.La fine.Non come nei film.Per caso aveva trovato una vecchia foto:quei due disgraziati!Forse erano vivi.Non una eventualità da scartare con sufficienza visto che ai tempi si erano mostrati assai in gamba nel salvarle la vita.Era riuscita ad avvertire il braccio destro di Lucy,Frank,che sarebbe arrivata a Stalingrado.Poi..chi lo sa.Invece era bloccata lì a Milano,la Città Fantasma.Luogo anche dove soggiorna e domina silenziosamente Il Signore delle Tenebre e della Morte.Lei è sua prigioniera.

 

La lunga fila di cavalli,carri,moto,soldati a piedi si dirige verso l’uscita della Città Stato Stalingrado.Non hanno ancora ben capito cosa possa servire quella Missione,ma pensano che in ogni caso sia una buona scusa per muovere le mani,e loro sanno muoverle benissimo!

Hop Frog il nano deforme e Gran Ciambellano del Regno delle Miserie del Signore delle Tenebre e della Morte, si trova al cospetto del suo Sire.

Il quale siede su un trono ,quello che lui si vanta di possedere,ma è solo un ridicolo sdraio mezzo rotto e traballante.La sua corona di plastica con i diamanti falsi,ma veramente falsi,in testa e uno scettro di cartone in mano.

“Hanno avvistato uno Straniero in città.Non è solo,quanto pare due valorosissimi guerrieri dotati di ben quattro occhi :due di vetro che riparano dalla luce accecante tanto odiata anche da lei Sire,e due normali.I nostri uomini sono terrorizzati e per questo li ho inviati nella prigione a divertirsi con quella straniera.Forse che ella sia una spia inviata da una potenza nemica?E quello straniero con i suoi aiutanti in cavalliere ai suoi ordini?Cosa devo fare?Chiamo Lo Svedese e i suoi Mercenari?”

Il Signore delle Tenebre e della Morte annuisce.Hop Frog corre ad avvertire quella banda di avvinazzati messi male I Lanzichenecchi o come cazzo si chiamavano dello Svedese..

In realtà il suo Padrone non lo aveva ascoltato:pensava di nuovo ad antiche cene eleganti e a sontuose gare di burlesque,che anni e anni fa davano in quel luogo.Lui non le aveva mai viste da vicino,ma se ne parlava .Mentre stava fuori con gli altri a far da scorta ai vecchi viziosi e alle troie che se la spassavano là dentro.

Lucy è a bordo della sua Christine ,alla guida il fidato Frank.Hanno lasciato le mure fortificate e sicure di Stalingrado .Ora sono in marcia verso le lande note come :Cazzi tua.

“Bè?”Chiede Frank

“Cosa?”Ribatte lei.

“Tesa per il viaggio?”

“Io?Figurati.Non comprendo affatto il motivo di questa Missione.La vita di questi uomini dipende da me.”

“Lucy,lo sai no?Davide raramente sbaglia.Si è lasciato prendere la mano ,certo ma è pur sempre quel goffo occhialuto che abbiamo conosciuto quando la Fine è cominciata.”

Un uomo,un soldato corre velocemente verso la macchina della Generalessa.

“Indiani!Indiani!”Urla prima di crollare esamine per terra.Quattro freccie piantate nella schiena.

“Angelo stermiantore?”Chiede sorridendo lei.

“Angelo sterminatore!Credi di farcela .Sai l’età a voi donne gioca sempre brutti scherzi.”

“Non a una donna di mazzate come me ,caro!”Dicendo questa epocale frase,Lucy esce dal finestrino e si mette in piedi sul tetto della sua automobile.

Frank pigia l’acceleratore,ben presto si trovano sui duecentochilometri andanti.

Lei estrae le spade poste nelle fondine che tiene legate alla schiena.

Li vede arrivare da lontano:due massicci,incazzosi,pelati e crudeli indiani.Stanno preparando i loro archi.

“Frena!”Urla Lucy.

Frank frena di botto.Lei vola leggiadra verso i due indiani sorridendo come uno splendido angelo della morte.Passa tra i due lestofanti decapitandoli e poi leggiadra poggia la punta dei piedi per terra.Aspetta che la testa sulla sua destra stia precipitando per terra.Con il tacco la colpisce e la getta davanti a lei.La ferma sul piede e aspetta che un altro indiano si avventi su di ella.Violentemente lancia la testa,come fosse un pallone, contro il suo nemico .Che cade a terra con la testa macciullata dallo scontro con il cranio decapitato.

Lucy fischia e lui arriva:Paul Ws Anderson!Lo sente che calpesta il suolo come un fottuto dio della rivoluzione e del tuono.Lei corre mentre lo splendido animale corre velocissimo a fianco della sua padrona,entrambi forze non domate della natura.Saltando con estrema precisione,Lucy si ritrova in piedi sulla sella.L’uomo sta avanzando velocemente verso di lei,ha una lancia in mano.La donna salta e con la punta dei piedi si ferma sull’asta dell’arma.Poi con un ulteriore salto si mette di schiena contro l’uomo,con le mani afferra la testa del nemico e spingendo con forza gli fa compiere una piroetta.Ora ce l’ha di fronte.

“Di : ahhhhh”Mormora lei mentre gli mette la canna della pistola in bocca e spara facendo saltare il povero cristo giù dal cavallo.Intorno a lei infuria la battaglia.I balestrieri e arcieri fanno carne da macello dei nemici.Frank a bordo di Christine falcia la cavalleria nemica a colpi di mitraglia,posta sul cofano della macchina.

Lucy respira a pieni polmoni il profumo del sangue,del fuoco,della violenza.Si sente viva più che mai.

 

“Deliziosa,davvero deliziosa!”Dice Mistress Crudelia,sorella e amante del Signore delle Tenebre e della Morte.

“La nostra carne migliore.Direttamente dalla colonia infantile di Caspoggio”Risponde l’uomo mentre giocarella con il vino nella sua coppa di vero oro sapientemente falsificato.

Questo mascalzone,dovete sapere care lettrici e cari lettori,è proprietario di alcune colonie sparse in quella che una volta era la Lombardia.Qui allevano i bambini fino a due o cinque anni e poi entrano in azione Le Strangolatrici.Una volta morti i bimbetti finiscono nelle tavolate degli scagnozzi del malvivente.Questi poveretti sono il frutto di giovani donne rapite e violentate ripetutamente dalle guardie del Signore delle Tenebre e della Morte

La tavolata lunga è miseramente apparecchiata.E le luci da discoteca che una volta accompagnavano le esibizioni di donnette e i deliri di vecchi sudici ora gettano una debole luce su una ridicola orgia di prostitute tossiche e anoressiche e vecchi,grassi,barbuti,transessuali.Su una sedia Hop frog nel suo abito da Giullare, che gli sta peraltro larghissimo, si fuma stancamente un avanzo di sigaretta del padrone.Lui lo odia:ha ucciso la donna che egli amava.Certo,quel nano deforme ,si era innamorato di una Strangolatrice la quale si era rifiutata di assassinare un bimbo.Il Signore l’aveva fatta decapitare.Hop Frog non ha mai perdonato quel lurido bastardo per quanto fatto.

“Le armi sembrano di buona qualità”Dice Mistress Crudelia.

“Certo,ottima.Armeremo i nostri uomini,cara,e saremo pronti per allargarci.Mi diceva il dottore Strangelove,che il suo esperimento sui soldati zombi sta ottenendo buoni risultati.Non male”Risponde lui.

Il suo esercito è un’armata disperatissima di viziosi,pervertiti,emarginati ,esclusi,dalla società.Presto saranno soldati pronti a distruggere e schiavizzare.

“Non credi che sia ora di accontetarmi?”Mistressa Crudelia guarda il suo Padrone con lussuria e sottile crudeltà

“Vuoi la Straniera?”

“Si”.

L’uomo suona una ridicola campanella che non emette nessun suono .Così è costretto ad alzare la voce.

Arrivano le guardie.Lui dice di portare la donna inglese.Sua sorella,la Regina vuole divertirsi.

Rhona si trova al centro del palco.Non vede bene,quelle dannate luci da discoteca!Sente dei rumori e lo vede entrare. Un uomo chiuso dentro un’aderente vestito di gomma avanza a quattro zampe,saltellando.Ha guanti con artigli.Lei è spaventata,ma vuole vivere.E poi cazzo,quanti film di azione ha interpretato?Deve farcela.

L’uomo si avvicina .Lei sente gli applausi e le urla di quella compagnia di fetenti che si stanno gustando lo spettacolo.Li odia.Il dolore sul volto arriva improvviso.Un po’ più in alto e avrebbe perso l’occhio sinistro.Lei reagisce dando un calcio violentissimo allo stomaco di quel essere.Il colpo è forte e quella cosa che una volta era stata forse umana ,viene gettata violentemente a terra.Una costola rotta gli ha bucato il cuore.

“Sorry Ladies and Gentelmen,the show it’s over”Dice lei.

Vede Mistress Crudelia arrabbiata per uno spettacolo così poco avvincente.Rhona le sputa addosso,poi ride forte . Due guardie arrivano alle sue spalle.Sente la corrente elettrica che parte dai manganelli e poi sviene.

Un gruppo di zombi sta divorando una carcassa umana.Affamatissimi.Lo Straniero e i suoi due aiutanti arrivano giusto in tempo per godersi lo spettacolo.

“Ci hanno sentito”Mormora M ai due imbranati aiutanti.

Lentamente i morti viventi si alzano ,attratti dal profumo di carne fresca.Una lacrima scende sulla guancia putrefatta dello zombi più anziano.Lontani i tempi di caccia grossa,e dominio.Ora però quel tipo di odore è ancora presente nell’aria.Il branco di morti viventi si muove verso le vittime.

“Ok”Dice Lo Straniero ,aprendo il suo lungo cappotto nero.All’interno una lunga scelta di coltelli,mannaje,scuri.Prende due coltelli.

Corre verso il branco e decapita velocemente i malcapitati zombi.La lama stacca di netto le teste decomposte dei morti.In scivolata spezza la gamba destra a uno zombi.Mentre quello sta cadendo ,M lo blocca con il suo piede sulla schiena.Poi gli punta la pistola alla testa.

“Bum “dice mentre la crapa del morto esplode in mille pezzi.

“Non dovevate intromettervi prima di farmi vincere la coppa”.Sentenzia accendendosi un sigaro.

 

Il segretario del Caro Leader si gode un buon bicchiere di vino nel suo ufficio.Ci ha messo anni e anni,ma ormai è sicuro:Lucy e Davidovic sono separati.Certo le armi per armare i suoi uomini non sono ancora arrivate,per questo ha mandato a Milano due suoi uomini.Uno ignaro,l’altro invece decisamente suo complice.Tempo di cambiamenti,di riprendere la democrazia dei liberi mercati,delle libere imprese.

 

 

La foto nelle mani del Presidente è testimonianza di un periodo lontano,intrappolato in un presente senza fine.Lui è su un palco.Alle spalle grandi bandiere rosse,sulla sinistra Lucy in divisa e alla destra R.S.Lerner.Il suo segretario.

L’inaugurazione della nascita di Stalingrado.Quante lotte,quanti errori.Cosa era diventato nel frattempo?Forse si era fatto prendere troppo la mano.Ma che vuol dire?Una solitudine sottile e dannosa lo accompagna in questi giorni di somma tristezza.La sua ambizione forse lo sta allontanando troppo dalla sua migliore amica.Ricorda,ma poco perchè servono questi ricordi per il secondo racconto,quando giunto a Roma era sopravvissuto all’attacco dei morti.Lui,Lucy,Frank e Rhona.Vorrebbe tornare indietro,ma anche no.

 

Le perdite non sono tante.Gli uomini seppelliscono i morti,e si ubriacano.Giochi di forza e astuzia,rutti liberi,risate grasse.Ama quella compagnia.Lucy seduta davanti al fuoco fuma una sigaretta.Frank parla di Jazz con Ursus,ma il gigante è troppo ubriaco per ascoltarlo.Lucy pensa che Rhona sarà già arrivata a Stalingrado.Una amarissima tristezza le fa a pezzi il cuore.

 

Rhona si riprende con enorme fatica.Le braccia le duolono.Di nuovo legata a una corda che pende dal soffitto.Non tocca per terra.Urla.

“Mi piace quando fai cosi”Dice Mistress Crudelia.Con un calcio colpisce il ventre della splendida inglese,la quale viene gettata quasi contro il muro della cella.

“Mi piace”orgasma la sadica,colpendola e colpendola e colpendola , di nuovo!

Rhona vomita sangue.

Il dottor Strangelove è contento,un po’ perchè indossa lingerie nuova e trucco di qualità,un po’ perchè i suoi morti dopo decenni stanno diventando una vera armata.La manualità è nettamente progredita nell’uso dell’arma bianca..Lo deve dire al suo amante e fratello :il Signore delle Tenebre e della Morte.

 

Simone sogna una terra incontaminata,libera,si chiama Zentropa.Achille pensa a quello che deve fare.Trovare le armi.Lerner minaccia di uccidergli Black,il suo amatissimo cane e unico legame con la vita che gli rimane.Mourinho sogna di quel giovane hippy e della missione che gli ha affidato:sterminare i morti.E vincere la coppa campioni.

La colonna di soldati avanza silenziosamente verso nord.Lucy è in sella al suo cavallo,Frank la segue in auto.Se la spassa ridendo con Ursus.

Improvvisamente il vento porta uno strano e inquietante rumore.

“Cosa è stato?”Chiede Lucy a un arciere.

“Non lo so,Generale!”Risponde l’uomo.Il silenzio cala minaccioso.

Proprio mentre tirano un sospiro di sollievo,di nuovo e più forte ritorno quello strano rumore.

“LUPI!”Urla un soldato.

Lucy non fa nemmeno in tempo a reagire,qualcuno o qualcosa,velocissimo la getta giù dal cavallo.Poi li vede e li sente:velocissimi e fortissimi ,evitando balestre e archi i Lupi straziano i suoi uomini.Infine sviene.

L’odore del sangue ,apre gli occhi e a stento si alza.Corpi straziati,divorati,membra staccate dai corpi.Subito è in piedi e si guarda intorno spaventata e arrabbiata.Alcuni Lupi tengono legato Frank e altri Ursus.Una fila di suoi uomini,una decina sono in ginocchio piangenti mentre quei colossi ricoperti di pelli di animali selvatici,(vabbè dai facciamo orsi che è più facile ok?), li controllano e li terrorizzano.

“Un onore ,per me,Lupo Grigio signore dei Lupi avere per pranzo la generalessa Lucy Skywalker e i suoi uomini.”Ridacchia il robustissimo capo di quel branco di antropofagi.

“Ne sei sicuro?”Chiede lei.Con il piede sinistro colpisce duramente la terra dove è posata la sua spada.La quale vola fino a raggiungere la sua mano.

“Ti conveniva essare vegetariano”Ride lei.Poi corre velocemente contro il suo nemico .Con un colpo netto gli stacca la testa e con un altro lo divide in due.

Coperta di sangue si gira verso i lupi.Terrorizzati quelli si danno alla fuga.Lei camminando con calma recupera un fucile a canne mozze dalle mani di un suo soldato defunto.Spara e mira ogni volta schiene e teste nemiche.Poi si lascia cadere per terra esausta.

 

“Sopravvissuti?”Domanda incazzato R.S. Lerner al messaggero che lo informa dello scampato pericolo per Lucy e i suoi uomini.

“Hanno subito grosse perdite,ma lei è viva.L’imboscata però colpito duramente il suo esercito.”Spiega l’uomo.

“Mmm…Pensavo che i nostri uomini fossero ben addestrati.Non hanno capito che erano nostri soldati vero?Son convinti che siano I Lupi?”

“Credo di sì.Il lavoro però è stato ottimo.Sono rimasti pochi soldati,tenga conto che vi son anche i nostri 4 agenti.Hanno solo quella stupida macchina,e il cavallo di Skywalker.”

“Si,si,non è del tutto fallito.Ma era meglio se fossero già morti.In ogni caso..Bè,ho un piano per screditare quella donna agli occhi del Presidente.Vai pure ora!”Lerner con un gesto della mano nervoso allontana il messaggero..

 

Un disastro:troppi morti,mezzi distrutti,una disfatta.Lucy si cuce le ferite e guarda amareggiata quella fila di fosse dove con somma tristezza i vivi gettano i compagni morti.Suoi uomini ,amici di bisbocce e sbronze leggendarie.

Frank le si avvicina pulendo con un fazzoletto bianco e intonso,la sua preziosa giacca nuova.Egli era un mito a Marsiglia dove gestiva un locale per appassionati di musica jazz e anche per incontri clandestini di pugilato.Da giovane aveva tentato la strada della poesia e della pittura.Poi aveva visto che riusciva meglio a compiere furti nelle abitazioni dei ricchi.Pensava di finire la sua vita tranquillamente davanti al triste mare francese.Invece ,per motivi che leggerete nel secondo racconto,si era trovato a Roma .Tra i morti viventi e un duo di sciagurati combattenti contro quell’apocalisse.I suoi migliori amici.Da tempo però nutriva dei sospetti su qualcuno dei grandi capoccioni all’interno del Partito.Qualcuno che cercava nell’ombra di dividere Lucy e il loro Amato Compagno Presidente.Sospetti.

“Continuiamo la missione?”Le chiede

“Certo”

“Abbiamo pochi uomini.I mezzi sono andati distrutti,anche la tua Christine.Dispiace”

“Taglieremo per i boschi.Abbiamo ancora i viveri.Questa una volta era la Toscana,ho guardato la mappa.Siamo vicini a Firenze.Anche se è andata completamente persa.Come tutto”Dice Lucy.

“Bè,abbiamo pur sempre la nostra Stalingrado”Costello cerca di tirarle su il morale,sorridendo.

“Non lo so.Quando torneremo voglio dare le dimissioni.Mi ritiro”

“Non dire sciocchezze.Come potresti vivere lontana da noi?”

Lei si alza in piedi e si allontana.Troppi pensieri negativi nella testa.

 

 

Lo Svedese ,una volta,era un importante giocatore di calcio.Detto La Peripatetica per il suo vendersi a qualsiasi squadra,bastava pagare.Dopo l’nvasione dei morti viventi,aveva formato un gruppo di mercenari e razziatori composto dai peggiori pendagli da forca.Un suo vanto.

“Quindi:abbiamo questa inglese .Nostra prigioniera e poi quel terzetto di stranieri che da un po’ di tempo girano per le strade di Milano”Informa Hop Frog.

“Il nostro compito?”Chiede lo svedese accendendo un fiammifero strofinandolo violentemente sulla sua faccia.Poi si mette a fumare orribili sigarette nazionali.

“Chiaro prenderli e portarli ,possibilmente vivi, dal mio Padrone”Spiega mellifluo il nano deforme.

“Avete soldi?Lo so,molti dicono:ehi ,il mondo è finito.Non tornerà più indietro,cosa serve il denaro?Serve.Sempre.Quindi :quanto?”

Hop Frog ,a fatica, trascina una pesante sacca fino ai piedi del Mercenario.

“Questo è un piccolo anticipo”Borbotta affaticato H.P.

Lo Svedese e i suoi uomini ridono soddisfatti.

“Una volta questa città era bellissima,sai?”Chiede Mourinho ad Achille.

“Non so,non riesco a ricordarla”

“Un anno fantastico quel 2010.A ripensarci oggi meglio ancora.Sono tutti morti.Alcuni li ho uccisi io.Erano diventati morti viventi.”

“Ti è dispiaciuto,Mister?”Domanda Simone.

“Certo.Molto.Brutte cose i ricordi,per gente che non ha più scopi nella vita.Non mi piace.Li detesto.”

I tre sono seduti sotto la galleria ,una volta gloria milanese e non solo,appena tornati da una epica battaglia contro un risicato numero di zombi.Troppo facile la battaglia,troppo umiliante la vittoria contro quelli che ormai è chiaro sono debolissimi residui di un passato truculento,ma anche migliore della Grande Noia dominatrice sulle loro vite e sul tempo.

I ragazzi non parlano quasi più di Zentropa.La quotidianità ripetitiva dei loro giorni e gesti,ha sedato quasi del tutto i loro piani e sogni.Achille è ancora roso dal dubbio se rinunciare alla missione affidategli da quel maledetto di Lerner o proseguirla.Gli altri due aspettano che arrivi la fine del giorno e forse un sonno che li culli per qualche ora.

Affaticati dalla camminata ,Lucy e i suoi uomini procedono lentamente lungo i boschi e sentieri secondari.Lei è in sella al suo fido destriero ,(rammentiamo che la povera bestia porta il nome del peggiore regista di questi anni),stanca e demotivata.Ormai anche la mappa non serve più.Vagano.Alla fine usciranno da quella cazzo di Toscana.

“Vedo delle case!Laggiù!”Urla un soldato.

Il vociare concitato dei suoi uomini la riporta alla realtà.Vero:ci sono delle case.

Una corsa allegra e disperata li spinge verso una nuova pericolosa trappola.

 

“Come vedi Davidovic,qui.Lucy sta distribuendo libri ineggianti alla Fantasia individualista.Chiaro che lei sia una spia della controrivoluzione all’interno del nostro Stato”R.S.Lerner mostra documenti falsi per incastrare la Generalessa e creare una lotta intestina all’interno del Partito.

“Si,vedo.Dubito però che ella sia mai stata contro di noi.Indisciplinata,ma lealissima.Controlla da dove arriva questa spazzatura e poi consegnami il colpevole.Lo voglio ammazzare con le mie mani”Sbotta il Caro Leader.

“Compagno Presidente,come sempre hai ragione,tuttavia devo rammentarti che costei è già stata ospite delle nostre galere rieducative.Per sei anni.Hai firmato tu l’ordine.”Insiste Lerner

“Già.Lo firmai.Con un dolore nel cuore immenso.Ma la mia fiducia non è mai venuta a mancare.Ripeto:indisciplinata alle regole,ma ottima combattente.Fedele.”

R.S. suda freddo forse ha compiuto un passo falso.

Non si dà per vinto,comunque,quei due -in un modo o nell’altro-dovranno perire e lui dovrà diventare il nuovo,indiscusso,temuto,leader dello Stato.

 

Deserto.Silenzio.Solo il rumore del vento,lo sbattere di qualche finestra.Il villaggio sembra abbandonato da tempo.Solo loro tredici sono le uniche forme di vita umana presenti.

“Passeremo la notte qui.Domani,alle prime luci,partiremo”Ordina Lucy.I suoi disciplinati e veloci eseguono.Lei trova comico parlare di notte,quando è da anni che non se ne vede una vera in giro.Un tramonto di rara mestizia e poi di nuovo l’accecante luce del sole.

La guardia controlla che tutto vada bene.Questa è la sua prima missione.Infatti molti lo reputano una sorta di mascotte.Lui però è orgoglioso di far parte dell’esercito e di servire la Generalessa del Popolo.

“Ciao”Una voce alle sue spalle.Lo riconosce è Giovanni.Un vecchio reduce.

“Ciao”Risponde agitando pigramente la mano in segno di saluto.

“Tutto bene?”

“Si”Dice il ragazzo.

“Mi hanno mandato per sostituirti.Puoi andare a dormire se vuoi”Giovanni informa il giovane compagno.

“Ok,a domani.Buona notte”Risponde il giovane alzandosi e dirigendosi verso la sua tenda.

“E sogni d’oro”Mormora il soldato traditore mentre afferra il giovane e gli recide la gola.

Le altre spie stanno colpendo nel sonno i loro compagni.Poi si ritrovano con Giovanni.

“Manca una tenda sola.Quella della nostra amatissima generalessa.Amata sopratutto da morta!”Ironizza Giovanni.

Cercando di non fare rumore i tre entrano nella tenda di Lucy.Lei dorme,anche Ursus e Frank.Devono fare in fretta.

Camminando in punta di piedi si avvicinano alle loro vittime.Alzano i coltelli pronti a colpire,quando uno strano rumore li agita.

“Cosa è stato?”Mormora a bassa voce un compare di Giovanni.

“Non lo so”Risponde l’uomo.Poi riprende il suo lavoro avvicinando la lama del coltello all’occhio destro di Lucy.Proprio mentre la lama è ormai premuta contro la palpebra e sta per infilzare l’occhio,la donna si risveglia.Con il ginocchio della gamba destra colpisce violentemente l’aggressore all’inguine.Lui di scatto lascia cadere il coltello,lei velocemente scosta la testa prima che la lama la infilzi.Afferra l’arma e la pianta con immensa violenza nell’orecchio sinistro del traditore che urla in modo disumano.Lei calca fino a quando la sua mano con il coltello non esce dall’orecchio destro..Poi con uno scossone ritrae il braccio.Un fist fucking abbastanza anomalo e assai doloroso,no?

Ursus e Frank stanno riempendo di mazzate le facce ormai ridotte in poltiglia sanguinalente e pezzi di ossa spezzate dei due complici di Giovanni.

Un rumore violento,come il tuono li blocca.Cosa è stato?

La risposta arriva subito:Zombi,pronti a un banchetto notturno.Entrano spingendosi e dimenandosi nella tenda,riempiendola di corpi putrefatti e affamati.Lucy con le sue spade decapita velocemente molti morti viventi. Frank si difende usando Ursus e la sua forza come sicura roccaforte,nel frattempo carica la sua pistola.Poi si getta di lato,abbandonando la grande schiena e rifugio del guerriero gigante e spara,spara,spara.Ne becca uno.Di striscio.

“Merda!”Urlacchia,mentre due avvenenti zombette cercano di pasteggiare con i suoi gioielli di famiglia.Le colpisce duramente sulla testa con l’impugnatura della pistola.Spaccando a loro il cranio.

Ursus li afferra due alla volta e poi sbatte violentemente le loro bogie una contro l’altra e ridacchia felice.

“Cazzo abbiamo una fottuta invasione zombesca e questo ride!”Commenta Frank,scappando dalle mani e dalle bocche dei morti affamati.

Lucy porta a spasso infilzati sulla lama della sua spada tre morti viventi.Li getta infine con immensa forza dentro il fuoco che avevano usato per la cena e poi mantenuto acceso.

Ormai sembra tutto finito.I tre sopravvissuti controllano in giro che non vi siano brutte sorprese.

“Paul?”Chiede Ursus.Anche lui è affezionato a quella bestia.

“Andiamo a cercalo”Dice Frank.I due si allontanano.

Lucy rimane sola.Sente il suo respiro affannoso e i muscoli doloranti.”Sto invecchiando,cazzo!”Pensa.

Poi una detonazione forte,alle sue spalle.Infine pezzi di qualcosa che le volano sulla faccia.In terra vede un corpo.Uno zombi.

“Ti stava attaccando”Dice una ragazza.Molto giovane.Lunghi capelli castani ,dall’aspetto minuto,ma forte.Incinta.

“Grazie”Dopo molto tempo ,Lucy trova il coraggio di sorridere.

La marcia è lunga.Ormai però hanno da un pezzo abbandonato la Toscana e sono arrivati sul confine emiliano -lombardo.

Non hanno avuto grossi guai e l’arrivo della fanciulla in attesa ha messo di buon umore sia Lucy che i suoi unici due uomini sopravvissuti.

 

Lo Svedese e i suoi uomini battono ogni angolo di Milano per trovare quei tre maledetti spioni.Lui e i suoi sono assai felici.Il Signore delle Tenebre e della Morte li ospita nel suo palazzo.Orgie,gare di mazzate,vino scadentissimo e droghe leggere.Tutto va bene per loro.

In particolare amano i lunghi scontri tra Mistress Crudelia e la prigioniera inglese.

“Quella è il bottino di guerra di mia sorella.Non ti conviente cercare di fartela .O mia sorella si fa te.Mai provato cosa voglia dire 18 ore di strap-on?”Chiede il cattivone a un arrapatissimo capo dei mercenari.

“Che vuol dire?”Domanda lui.

“Guarda”

Sul palco viene trascinato un povero cristo che tenta vanamente di scappare.

“Quello aveva messo in discussione le nostre abitudini alimentari.Dice che i bambini sono esseri umani come noi!Figurati!”

Per un momento nelle testa dello Svedese passa il pensiero che il ricco cibo di quella sera fosse a base di poveri fanciullini.Lo assale il vomito,ma fa di tutto per trattenerlo.

Poi lancia un’occhiata sullo schermo.Il povero cristo piegato a 90 gradi veniva brutalmente sodomizzato da una furiosa e lussuriosa Mistress Crudelia.

“Quello è lo strap-on,ti piace?”Ridacchia il Signore delle Tenebre e della Morte.

Presa dall’orgasmo Crudelia sgozza l’uomo fino a decapitarlo ,poi lancia la testa verso il fratello-amante.Che la bacia e poi alzandosi in piedi la schiaccia con il suo piede sinistro.Pezzi di sangue e frattaglie varie volano in viso allo Svedese.

Forse per una volta tanto era meglio non prendere i soldi.

La riunione della Quinta Colonna a Stalingrado ha deciso di eliminare Lucy e Davidovic una volta che ella fosse tornata. E quindi di dare la colpa alla follia di un singolo uomo.Poi avrebbero sistemato il resto.I loro piani sono falliti:le loro spie morte,le armi probabilmente perse.Quello era il solo e unico piano a disposizione.E deve funzionare.

“Guardali!”Ammicca sorridendo Frank indicando Ursus e la giovane ragazza incinta.L’uomo l’aiuta a sistemarsi per terra nel giaciglio che ha fatto con le sue mani.

“Che coppia!”Ridacchia Lucy.Sono giorni strani quelli.Hanno capito che qualcuno ha cercato di eliminarli,ma chi?La missione era a conoscenza solo degli alti vertici del Partito.Lei non vuole credere che Davidovic abbia deciso di sbarazzarsi di una fedelissima compagna di avventure.Anche i suoi uomini sono propensi a pensare una cosa simile.Nondimeno ultimamente qualcosa è cambiato,qualcosa si è rotto.E poi c’è la ragazza.Da quanto tempo non vedevano una donna incinta?Strana sensazione.Come se improvvisamente avesse ricordato a loro che la vita ,anche quando l’Apocalisse ha distrutto il tuo pianeta,non sia solo dare e prendere mazzate.Invecchiano e a chi lasciano la loro eredità?Chi li ricorderà non solo come valorosi compagni?Lucy si alza e si dirige verso il suo cavallo.Una lunga corsa ,per non pensare,per non abbandonare alle lacrime e a una sottile,ma bastarda malinconia quel poco di dignità di guerriera infaticabile che si è guadagnata nella vita.

“Ecco un bar!Proviamo a chiedere se hanno mai visto quei tre che cerchiamo”Dice un mercenario dello Svedese.

“Proviamo,al massimo scrocchiamo qualche birra”Risponde il suo compagno.

Carlo Rambaldi è perso in ricordi lontani,a navigare in un mare di noia.Con la sua barca che imbarca acqua e lui non ha nemmeno il salvagente.

“Vecchio!”Un tizio barbuto,pelato,con un giubotto da motociclista,ma senza motocicletta,lo sta chiamando.

“Si?”

“Una birra”

“E magari anche qualcosa da mangiare vero?”

“Esatto”

“Bè,la birra e il cibo sono finiti.Ho acqua calda e potenzialmente inquinata e qualche topo morto in cucina.Morto da settimane.”Taglia corto Carlo.

“Allora forse puoi esserci utile.Hai visto passare di qui Uno Straniero e due disgraziati?”Chiede l’altro mercenario.Un tizio magro con una grande cresta colorata.

“Può darsi,ma non ho mai dato informazioni alla polizia .Non so perchè dovrei darla a due come voi”

I due impugnano le pistole e le puntano contro il barista.

“Eh,no cari miei.Le armi non piacciono al mio bambino”Dice scuotendo la testa l’uomo.

I due mercenari ridono. “Il tuo bambino?O porello!Dove si trova che gli facciam passare la paura?”

“Qui dietro”

“Chiamalo”

“Chiamarlo?Motociclista ne sei convinto?”

“Si,nonno!Ci piacciono i bambini…Sono deliziosi!”

“Con il sugo vengono bene !”Fa lo spiritoso il punk spilungone.

“Bene,l’avete voluto voi.Vieni qui bambino mio.Ci sono due amici per cena”Comanda Carlo Rambaldi

Dal retro del bar esce ET. Tra le mani tiene un mitra e sulla testa una fascia rossa,all’angolo sinistro della bocca un sigaro.

“Cosa?”Chiede sbalordito il Motociclista.

“Amico,tu sei il male…e io sono la cura!”Dice l’alieno.Poi scatena un uragano di proiettili sui due malcapitati.Che finiscono a pezzi,ridotti in fumanti brandelli di carne straziata.

“Stasera si mangia,piccolino!”Dice Carlo accarezzando delicatamente la testa del suo “bambino”.

 

Lo Svedese nota il grande dispiegamento di mezzi ed armi nelle mani di quel buffone folle e della sua banda di stronzi pervertiti.Un grande carico,potrebbe interessare anche i suoi uomini.Tuttavia meglio non rischiare,ha visto quello che è successo a quel povero cristo che aveva blandamente criticato il padrone di quel circo degli orrori.

Mistress Crudelia è di nuovo nella cella di Rhona,la sua migliore preda.La ragazza indo-irlandese è resistente e non da alla sua aguzzina il piacere di supplicare pietà.Il suo pensiero per un momento vola verso quella ragazza che a Roma sotto l’invasione dei morti aveva salvato più volte la sua vita.

Hop Frog piange silenziosamente la morte della sua amata e maledice la vita del suo stupido e crudele padrone,ma che può fare?

Dr Strangelove è felicissimo per la sua armata di morti viventi.Micidiali e disciplinati.

In città Lo Straniero e i suoi due aiutanti continuano ,per inerzia e senza particolare soddisfazione , la loro guerra contro i morti viventi.Vittime troppo facili della loro rabbia e desolazione .Nerissima e senza speranza.Niente Zentropa,niente salvezza.Il mondo è finito nel nulla e nel tedio.

Lucy si avvicina alla ragazza.Sa che forse non è una buona idea,anzi una pessima idea ,ma visto che li ha seguiti e che ora sono giunti in Lombardia,bè due chiacchiere deve pur farle.

“Ciao”Le dice

“Ciao”risponde la ragazza.

“Come va?”

“Potrebbe andare peggio,visto i tempi.Non credi?”Ribatte lei.

“Si,ehm..Come …Cioè,come ti è capitato?”Lucy indica la pancia della ragazza.

“Mi hanno rapita le guardie del Signore delle Tenebre e della Morte.Mi hanno ingravidata.Io e altre tre siamo scappate.Sai ci fanno partorire e poi ammazzano noi e i nostri bambini.Vengono serviti come cibo per quel dannato e i suoi complici”Dice tutto in un fiato la ragazza.

“Cosa?”Lucy è incredula.

“Così.”

“Oh,cazzo e noi ti stiamo riportando..”

“Lo stesso, per me.Non c’è un posto buono dove nascondermi.Le mie amiche sono morte in ogni caso.Qui o altrove,voglio solo farlo nascere.”La voce è leggermente rotta da un pianto trattenuto.

“Bè,noi siamo diretti…A essere sincera,non so nemmeno io dove cazzo stiamo andando.Mai sentito parlare di Zentropa?”Chiede Skywalker

“Si,una nostra compagnia di prigionia.Da un danese,mi pare.Non lo so,forse è solo illusione”

“Mi servirebbe anche quella, ora.Credimi”Taglia corto Lucy alzandosi e allontanandosi dalla ragazza.

“Un bar?”Chiede Lo Svedese.

“Si”Risponde un suo uomo.Testimone della scomparsa dei suoi due compari,massacrati da Rambo Et.

“Dove?”

“Ho controllato una volta quella zona la chiamavano Porta Romana”

“Ricordo”Dice l’uomo alzandosi e preparandosi a una lunga e violenta caccia.

 

Mourinho non sogna più quello strano hippy che gli affidava la salvezza del mondo.Un giorno si è trovato senza scopi,senza interessi.Anche ora che sta estraendo la sua scure dalla testa di una grassa donna zombi.Forse deve chiedere seriamente a quei due pistola mola ,dove cazzo sta quella fottuta Zentropa.Meglio ritirarsi,basta guerra.

“Ecco,dico che dovremmo fermarci lì”Dice Achille indicando il bar di Rambaldi.

“Uh,dove è iniziata questa stupida storia?”Chiede M

“Bè, è l’unico che ho visto aperto”

I tre entrano.Il locale è vuoto.Silenzio.

“Carlo?”Chiede Lo Straniero.

Nessuna risposta.

“Carlo?”

Un lieve e debole rumore.Come qualcuno che pianga a bassissima voce,trattenendo il dolore.

I tre si avvicinano al retro e vedono.

Per terra ,fatto a pezzi,c’è Rambo Et.Carlo delicatamente accarezza i resti straziati della sua creatura.Ferito mortalmente anche lui.

“Cosa è successo?”Chiede Lo straniero.

“Gente senza immaginazione,gente che non può amare.A parte i loro soldi e la morte.”Risponde Rambaldi.

“Eccoli qui i nostri uomini!”Ridacchia soddisfatto Lo Svedese.

Simone,Achille,Mourinho ,si girano e vedono un esercito di figli di puttana con le loro armi puntate alle loro teste.

 

Il viaggio forse dovrebbe concludersi a Milano.Ormai non sono più soldati,ma molto probabilmente ricercati.Se davvero Davidovic avesse voluto eliminarli,cosa che preferirebbero non sapere mai.

La città è morta e deserta,gli zombi passano indifferenti e corrono da qualche parte.Come han sempre fatto gli indaffaratissimi milanesi.

 

Un urlo nella notte sveglia Lucy e Frank.

“Presto!Presto!”Grida Ursus .La ragazza sta partorendo.Il figlio nascerà settimino,brutta notizia.

I tre la osservano e sentono pesantemente il senso di impotenza,che fare?A cosa serve la gloria e la leggenda sul campo se poi non sanno nulla di come si porti al mondo la vita?

Poi Ursus si muove.L’unico che riesca in qualche modo a dare un minimo di aiuto alla giovane donna.La quale urla e si dimena.

Frank ha la sigaretta che trema tra le labbra e la tentazione di mettere le mani sulle orecchie per non sentire.

Lucy vorrebbe scappare.

Poi quelle grida cessano.

“Guarda”Dice Ursus,tenendo tra le braccia qualcosa.La ragazza non risponde

“Guarda”Ripete teneramente il gigante.

“Come cazzo fa a guardare se è morta????Non vedi che anche…Oh cazzo ma cosa è?”Grida Frank

Lucy si volta e lo guarda.Un piccolo essere con tre occhi,le mani senza dita ma due lunghi artigli e una coda.

Ursus lo tiene tra le braccia come se avesse chissà quale angelo provvisoriamente caduto dal cielo.

Lucy si avvicina e lo prende.Morto anche lui.Lo tiene stretto.Non sa come comportarsi.Sente la gola che brucia,le lacrime ustionano i suoi occhi.Non deve cedere.Nel Partito non sono accettabili debolezze di questo tipo.Ma si ricorda che dopo tutto non ha mai visto nessuno piangere disperatamente qualcuno come Davidovic,quando è morto il suo cane.

Si ritrova a piangere senza nemmeno accorgersene.

 

Un grande locale,buio.Sulla parete di fronte un gigantesco ventilatore,dalle grandi e pesanti pale.Lo Straniero apre faticosamente gli occhi.Scopre con immensa insoddisfazione e rabbia che è legato su una sedia.Scomoda,per giunta.A metà strada tra lui e il grosso ventilatore c’è un tizio.Alto e imponente.Palleggia.Bravino.

“Un piacere ritrovarti.Avevo lasciato quella squadra di sfigati per vincere la Champion e poi sei arrivato tu.”Dice il tizio continuando a pallegiare

“Ho vinto talmente tanto ,ragazzo,da non ricordare nemmeno il volto dei perdenti.Sai come è?La vita”Risponde sarcastico Mourinho.

Lo spilungone smette di fare il ganassa con la palla.La ferma in bilico sulla punta del piede e poi tira un potentissimo colpo al pallone.

Lo Straniero viene colpito in pieno stomaco e lanciato violentemente contro la parete.Il colpo contro il muro è violentissimo .Tossisce e vomita sangue.

“Dovrai imparare a perdere,allora.”Mormora sottovoce Lo Svedese.

Achille scopre con terrore che le armi di Lerner sono in mano a una banda di farabutti pervertiti e viziosi.Simone è quasi impazzito,straparla di nuovo di Zentropa,mentre le guardie lo colpiscono con i manganelli e Mistress Crudelia lo violenta brutalmente. L’occhialuto basso sente una grande rabbia crescergli nella sua anima,ma manca una cosa importante:la forza.

 

Le vie di Milano sono deserte.Non c’è nessuno.Nessuno.Dove sono finiti i branchi di morti viventi che avevano visto agitarsi inutilmente e senza scopo, al loro arrivo?

Paul Ws Anderson trotta tenendo in sella Frank.Ursus non parla più ed è come perso in un mare in tempesta di tristissimi pensieri.Lucy è stanca,demotivata,ha bisogno di uno scontro.Le munizioni scarseggiano,dovranno d’ora in poi affidarsi alle armi bianche.

“Un bar”Dice Frank

“Dove?”Chiede Lucy

“Laggiù”Risponde l’uomo indicando un locale con l’insegna in bilico sul patatrac.

Il locale all’interno è vuoto.I tre si guardano intorno insospettiti.Lucy prende il fucile a pompa -non nel senso di blow job eh!- tra le mani.Dal retro esce un uomo :bomber,capelli corti,una svastica tatuata sulla testa.In mano la testa di ET.

“Era il mio film preferito,da bambina .”Mormora Lucy .Incazzata e guardando con uno sguardo da Caronte,pronta a trascinarti all’inferno.Il nazistello tenta di estrarre una pistola,ma lei è più veloce.Il colpo alza l’uomo da terra e lo getta di violenza all’interno del retro.

“Non dovevi farlo”Avverte una voce alle sue spalle.Lei si gira di colpo e spara contro il tizio alto ,pelato e tatuatissimo che tiene sotto minaccia di pistola Ursus e Frank.La testa del tipo esplode in mille pezzi.

“Cosa ?Questo?”Domanda lei al cadavere decapitato.

Improvvisamente dal pavimento escono tre braccia che afferrano i nostri eroi.Ursus tira violentemente in su le sue gambe.Due braccia muscolose rimangono attaccate ai suo piedi.Un urlo disumano giunge da sotto il pavimento.Lucy spara gli ultimi colpi contro le mani che la bloccano,disintegrandole.Frank,con somma pazienza si abbassa e ustiona con il sigaro, le mani che lo imprigionano.

“Bravi!Molto bravi!”Dice un uomo entrando nel locale.Alle sue spalle ci sono almeno una ventina di uomini e altri trenta stanno arrivando.Ben presto Frank e Ursus sono bloccati e incatenati.

L’uomo si avvicina a Lucy.”Solito errore”Pensa lei.

“Le donne non dovrebbero girare per le città da sole e armate.Da noi ,non funziona così”Dice il tipaccio e subito fa partire un pugno.La donna però lo evita e brandendo il fucile come una mazza colpisce violentemente al ventre il suo agressore,il quale cade in ginocchio.Poi con furia incontrollabile sfascia il fucile sulla testa del tipo.Il cranio è squarciato con scheggie di legno infilzate nel cervello.

Lei è stanca e respira faticosamente.Getta l’arma che gronda sangue sul pavimento.Ora può arrendersi.

 

Le guardie la gettano senza troppi complimenti dentro una cella fatiscente.Lucy si siede appogiandosi al muro in fondo a quella lurida stanza.Topi,li vede che corrono.Ne afferra uno al volo e ne stacca con un morso la testa.C’è da mangiare almeno.Poi la porta della cella si apre.Una donna semi-svenuta,lamentosa,viene trascinata da alcune guardie all’interno del locale.Cade come peso morto su un pagliericcio ,una sorta di giaciglio penoso.

Dopo le guardie arriva una donna:alta,capelli rasta raccolti dietro la nuca,lingerie e stivaloni di cuoio.Tacchi vertiginosi e unghie lunghissime.Rosse,ma non di smalto.

La donna si gira verso Lucy.La fissa,con uno strano desiderio e crudeltà.

“Ci risiamo,ancora una volta”Pensa Skywalker,(cosa è successo lo saprete nel racconto che seguirà questo uè!,mentre quella donna si avvicina a lei

“Uh,carne fresca nuova!Meno male.Mi stavo stancando di quella lì e dei miei prigionieri.”Lei si abbassa guardando negli occhi la Generalessa.

“Ti ammazzerò”Dice Lucy

“Oh,certo .Dicono tutti così”Risponde la donna girandosi per allontanarsi ,poi ritorna indietro velocemente e tira due calci pesantissimi contro il volto di Skywalker.Lei sente dei denti che saltano e un forte dolore al viso.Non solo l’ammazzerà,ma la farà morire morendo.

Ora è sola.L’altra prigioniera non smette di lamentarsi.Il dolore delle ferite,l’umiliazione subita per le botte prese e non restituite,la portano ad alzarsi faticosamente e ad avvicinarsi traballando verso l’altra donna.

“Senti…Ascolta!Cazzo!Che male,insomma:mi ascolti?La pianti di frignare eh?Oh,devo ammazzarti con le mie mani così la smetti?”Dice incazzata all’altra prigioniera.Ora è vicina.Si inginocchia furiosa.Cazzo,però se l’hanno massacrata.

Quel viso..La conosce di già.Pensa frettolosamente alle donne che ha incontrato nella sua vita.Nessun volto in particolare,tranne…

“Rhona?Rhona?Che …Che cosa ti hanno fatto!”La sopresa e il dolore sono troppo forti per essere controllati,così Lucy urla e piange nello stesso momento mentre tiene tra le braccia il corpo martoriato della ragazza indo-irlandese.

Achille è nervoso e dolorante,dannatissima Mistress Crudelia.Simone ormai è impazzito e vive in un mondo di tenerezze e fantasie disneyane.La porta si apre e all’interno vengono spinti due uomini.

Uno cade proprio sopra di lui.L’occhialuto nota che indossa una divisa assai famigliare.L’esercito popolare,l’armata rossa del generale Lucy Skywalker è lì..in prigione con loro.Sono forse dei sovversivi venuti a prendere le armi?

“Armi?”Chiede Frank,mentre si aggiusta vanitosamente il ciuffo e sistema la giacca per non sfigurare,chissà con chi.

“Si,quelle di Lerner”Spiffera tutto Achille.

“No,non direi:cercavamo Zentropa.Il paradiso terrestre,per il nostro Amato Presidente.”Lo informa Costello.

Achille capisce di essersi messo in guai ben peggiori rispetto a quelli che sta vivendo.

Lo Svedese conta i soldi.Tanti,davvero tanti.Il Signore delle Tenebre e della Morte si sta ubriacando con del pessimo vino pasteggiando con goduria una cena a base di bambini della colonia di Monza.Sua sorella Mistress Crudelia si sta preparando allo scontro che avrà tra poco con la nuova prigioniera.Hop Frog tiene nascoste all’interno della manica della sua camicia da buffone e gran ciambelliere ,le chiavi per liberare i prigionieri.

 

Un rumore,alle sue spalle.Mourinho apre con fatica gli occhi.

“Shhhh!Ti sto liberando.Tra poco lui sarà qui.Sai come sistemarlo?”Domanda Hop Frog.

Lo Straniero sorride cattivo.

 

Fischiettando Lo Svedese entra nella stanza dove hanno imprigionato M.Si blocca appena entrato,la mano sinistra ancora sulla maniglia.La sedia al centro del salone…Vuota.

“Cercavi me?”Chiede Mourinho mentre chiude con violenza la porta.Il braccio del capo dei mercenari si spezza .

M apre la porta e prende la testa dello Svedese e poi la richiude violentemente tre volte.Quando è sicuro che l’osso del collo si sia spezzato,afferra i lunghi capelli dello Svedese e lo spinge per terra.

Lo Straniero si avvicina al pallone ,che si trova in mezzo al salone.Tutta la sua vita.Da grande e infaticabile guerriero sportivo.Tanti successi,tanta gloria.Svanita.Persa.Palleggia distrattamente.

Un rumore,alle sue spalle,si gira.Con grossa fatica Lo Svedese cerca di rialzarsi.

Mourinho tira un violento calcio al pallone che va a sbattere con immensa potenza distruttrice sul volto del Mercenario .La faccia dell’uomo è distrutta e il grosso naso frantumato.L’osso buca il cervello dell’uomo ,uccidendolo.

“Ciao Pinocchio”Ridacchia M.

Hop Frog velocemente entra nella cella di Simone,Achille,Ursus,Frank.Li libera e li conduce fuori dalla loro lugubre prigionia.

Sul suo trono tarocco Il Signore delle Tenebre e della Morte ,circondato dalla sua armata di viziosi ed emarginati,puttane tossiche e grassi transessuali ,si prepara a godersi lo spettacolo dello scontro tra sua sorella e amante Mistress Crudelia e la nuova arrivata.Pensa che magari una sega Regale per questo scontro potrà pure spenderla.

Sul ring Lucy fissa duramente la donna che ha massacrato Rhona.Per fortuna non è morta quindi la farà soffrire,ma non come aveva intenzione di fare all’inizio.

Crudelia si avvicina spavalda:un frustino malandrino nella mano sinistra,una sorta di vibratore con una lama nella destra.

Lucy,calma si prepara a farla soffrire soffrendo e morire morendo.Insomma un bel spettacolo che farebbe impressionare lo Splatter eh!

Crudelia cerca di colpire al volto Lucy,ma la donna schiva quel calcio.Evita anche un colpo di vibratore tagliente alla gola e rimane invece ferita dal frustino che le taglia lo zigomo sinistro.Skywalker si trova contro le corde del ring.I fetenti fanno tifo per la lurida sgualdrina del bdsm,la quale si pavoneggia sicurissima.

Di nuovo un calcio,ma questa volta oltre ad evitarlo,Lucy riesce a imprigionare la gamba della sua avversaria tra le corde e poi le tira tre violente gomitate alla tempia sinistra,Crudelia è a terra con la gamba imprigionata.

Non doveva toccarle la sua Rhona,cazzo!Lucy si avventa saltando sullo stomaco della donna,fino a quando sente le costole spezzarsi e lei vomita sangue.Poi si allontana mentre sente i fischi del pubblico.Lei si ferma in mezzo al ring e sorridendo con gli occhi chiusi ,alza la cielo le mani.Dito medio ben in evidenza per quel pubblico di farabutti.

Improvvisamente un dolore acuto alla spalla destra.Crudelia la sta tagliando con il suo fottuto vibratore dotato di lama.Lucy lascia esplodere tutta la violenza e rabbia covata in anni e anni di durissima sopravvivenza.Con un calcio volante colpisce violentemente alla tempia sinistra la Mistress.La testa della donna si sbriciola facendo volare materiale celebrale,scheggi di ossa,sangue.

Non contenta e in preda a una isterica rabbia ,Lucy afferra l’arma tagliente della sua nemica e comincia a sezionarla.Ridendo cattiva e satanica,squarcia la carne ,strappa organi.Infine completamente coperta di sangue e con lo sgaurdo folle di chi è appena tornato dall’inferno indica quel pirla del Signore delle Tenbre e della Morte.

Il panico esplode in sala,tutti cercano di scappare.Proprio in quel momento arrivano M,Simone,Achille,Ursus e Frank.Armati fino ai denti e incazzati come il diavolo quando non riesce ad afferrare qualche anima.

Mourinho con le sue mannaje stacca gambe,braccia,sventra e tagliuzza senza pietà l’intera banda dello Svedese.Simone ormai ha capito che Zentropa non è un luogo,ma la rabbia di vivere e con un fucile a canne mozze fa esplodere toraci e teste delle guardie e del troiame del Signore di quel dannato posto.Achille nervosamente spara con un mitra sui disperati che tentano la fuga.Frank,annoiato,guarda la pessima coreografia di quegli scontri e di tanto in tanto spezza qualche collo con la sua arte da karateka.Ursus è un tornado che spazza via ogni resistenza,in una sinfonia macabra di osse spezzate e teste strappate dal busto.

La fuga del Signore delle Tenebre e della Morte è quella dei sadici contro i deboli e vigliacchi quando viene il momento di pagare quello che si è fatto.Vizio delle società borghese,che spezzerem…ehm,non è un mio comizio!Pardon,dunque il racconto…Ah,si:il cattivo scappa.Urlacchia:Guardie!Guardie!E intanto inciampa ,cade,si rialza a fatica,striscia,implora,piagnucola.Hop Frog,il suo buffone compare all’improvviso.

“Oh,eccoti!Eccoti!Amico mio,aiutami!”Frigna il Padrone.

“Venga ,venga,mi segua”Dice il nano deforme,mentre velocemente punge al braccio sinistro il fetente Signore delle Tenebre e della Morte.

“Ahi!”Gridacchia il cattivaccio,ma è troppo spaventato per riflettere su quanto avvenuto.Hop Frog lo guida verso la cantina dove ha preparato una trappola mortale.

“Fermo!”La voce potente di Erminio Giannetti,capo delle guardie ex tenore pop e reazionario in libera uscita e molestatore di bambine durante i suoi tour di turismo sessuale,esplode nei corridoi.

Hop Frog sanno che son lì per lui.Fanculo.Bè,lo stronzo l’ha avvelenato.Ci pensarà il veleno o forse quegli stranieri.Sa che ha fatto quello che doveva fare.Lei non si era mai accorta di quel patetico nano,buffone di corte e viscido Gran Ciambelliere,probabilmente lo odiava pure.Una lacrima scende sul volto del grande,piccolo uomo.Chissà come deve essere L’Amore,quella cosa che tanti hanno cercato senza trovarla e troppi l’hanno dispersa da sciocchi quando l’hanno avuta.Ridendo si gira e spara tutto il caricatore della pistola contro Erminio e i suoi.Gli uomini vengono colpiti a morte,ma anche Hop Frog è messo male.Cade per terra.

Un calcio violento lo colpisce sul fianco destro,e poi altri e altri e altri.Il Signore delle Tenebre e della Morte si sente di nuovo grande e immortale.

Hop pur stremato dal dolore ride sempre più forte.

“Cosa hai da ridere stronzo?”

“Ci rivediamo all’inferno,ti servirò vivo ai bambini che hai fatto trucidare.”Dice il nano morendo.

Lucy corre lungo i corridoi.Nonostante sia piena di ferite,la compagna come tutte le donne socialiste è pressochè imbattibile eh!Alle sue spalle avanzano velocemente i maschietti.

Davanti a lei arrivano due guardie armate di lance,lei si lascia scivolare sulle ginocchia e scivolando arriva a passare sotto le lame delle armi,estrae i coltelli e colpisce al ventre i due malcapitati sbudellandoli.Poi si alza e fischia forte

Nella stalla Paul Ws Anderson sente il richiamo della sua padrona.Subito tira con forza le catene che lo imprigionano e le spezza.

Le due guardie intente a giocare una partita di carte non hanno nemmeno il tempo di reagire,gli zoccoli della bestia spaccano le teste dei poveracci.Ora è libero e si lancia alla ricerca di Lucy.

L’unica certezza di farcela è liberare L’Armata Delle Tenebre,quei morti viventi creati da suo fratello e occasionale amante-come lo era Mistress Crudelia-che è Dr Strangelove.Arrivato in Laboratorio ,nota sua fratello che si trastulla violentando e frustando un povero zombi.

“Cosa fai?Qui siamo vicino alla fine…Liberali!Liberali!”Supplica e si incazza Il Signore delle Tenebre e della Morte.Afferra per il bavero del camice il fratello e si accorge che è completamente fatto.Lo lancia per terra.Libera dalle catene lo zombi schiavo dei vizi praticati dall’uomo di scienza e abbassa la leva che apre la cella dei soldati-morti viventi.I quali,lentamente,escono.

Dr Strangelove vede il suo schiavo inchinarsi su di lui.L’orrore e la paura invadono i suoi pensieri.Con una mano tremolante cerca di nascondersi la visione del viso putrefatto del morto che vuole vendicarsi per le violenze subite.

Ben presto comincia a cibarsi della carne del dottore,a piccoli e dolorosi pezzi strappati con calma.Un morto vivente che ha imparato a non abbuffarsi.La fine tremenda dello scienziato,consumato fino alle ossa.

Lucy vede Paul avanzare verso di lei.Affrettando la corsa salta in groppa all’animale e guida i suoi uomini all’assalto finale contro le ultime guardie rimaste vive.

Achille e Simone si mostrano combattenti confusionari,ma particolarmente feroci infierendo spesso e volentieri anche contro le povere guardie che si vogliono arrendere.Frank con pochi colpi di spada infilza le truppe sciolte e disordinate dei mercenari dello Svedese,ormai rimasti pochissimi ,e delle guardie del Signore delle Tenebre e della Morte.Ursus infaticabile spezza colli,braccia,schiene.

M,nella sua eleganza e determinazione ,offre una lezione di sterminio delle forze nemiche di rara efficacia.Sbudellando,decapitando,tagliando in due i sventurati che capitano a tiro della sua ira.

Silenzio.Tutto finito.I nostri eroi si guardano in faccia,sono stanchi.Poi uno strano rumore.Tonf!

“Oh ,cazzo!Di nuovo!”Dice Achille

“Cosa?”Chiede Frank

“ZOMBI!Ma tu dove cazzo eri quando la Generalessa Lucy Skywalker ci faceva lezione sui morti viventi?”Si infuria Simone.

“Oh,meno male che qualcuno ha prestato attenzione alle mie parole”Esclama sarcastica Lucy.

Mourinho si prepara,ancora morti viventi.Prende un sigaro e se lo accende lentamente.

“Bè,è ora di fare un bel massacro”Dice mentre prende dal suo cappotto due lunghe spade.Al suo fianco si mette Lucy,che peraltro pensa :che eroe e che errore per me tifare Roma e non Inter,anche lei armata di spada e pronta allo scontro.

“Mi devo proprio rovinare il vestito?”Domanda Frank.Ursus lo prende di peso e lo getta davanti con gli altri.

Tonf!Tonf!Tonf!

“Questo però è diverso!Stanno marciando,non strisciando i piedi”Avverte Lucy.

“Una cazzo di Armata delle Tenbre ?”Domanda Mourinho

“Si”Risponde lei,poi si accorge che ai suoi piedi giace una guardia morta.Vicino al cadavere del soldato c’è un fucile.Lo raccoglie e carica.

“Sono Lucy,reparto ferramenta!”Cazzo è tutta la vita che sognava di dire una frase simile.Oh,ognuno ha i suoi sogni!

Eccoli arrivare :L’Armata delle Tenebre.Morti viventi vestiti come antichi legionari.Scudo e spade

“Prendiamoli a calci nel culo fino all’inferno!”Urla M.E si getta facendo roteare nelle mani le spade .Tre morti viventi si avventano su di lui,ma egli riesce ad evitare i colpi e a infierire ,infilzandoli,sui corpi decomposti degli zombi.Lucy con calma spara agli zombi soldato.Esplodono in mille pezzi teste e corpi.Ursus tira pugni che frantumano scudi e soldati.Frank con la sua abilità evita di farsi infilzare poi colpisce duro con un’ascia recuparata dal cadavere di un mercenario.

Achille e Simone cercano di resistere all’assalto.Se la cavano,ma sono stremati dallo scontro.Paul tira calci ai morti viventi, staccando dal corpo la teta dei nemici.Ben presto hanno la meglio sull’Armata dei morti viventi.

Il veleno non è abbastanza forte per ucciderlo,ma Il Signore delle Tenebre e della Morte avanza ormai barcollando e tremando.Si ritrova nella sala del Trono,dove per anni ha comandato con cattiveria e ferocia.Strisciando e in deliro cerca di avvicinarsi al trono.Supera con fatica i tre gradini che lo separano dalla sua sdraio di merda,ma che per lui è un vero trono.

Mentre con forza e disperazione tenta di alzarsi in piedi,sente un rumore alle sue spalle.Si gira e li vede.

Sono tutti lì.Liberi,armati,pericolosi.

Piangendo chiede gesticolando pateticamente un po’ di pietà

Il plotone di esecuzione prende la mira e getta violentemente contro il fetente capo dei cattivoni i coltelli che tengono in mano.

L’uomo finisce infilzato e cade sul suo trono.Ancora vivo,seppure terribilmente straziato,come una sorta di San Sebastiano del Male.

M si avvicina.In mano una bomba.Afferra la Corona di plastica del Re dei bastardi.Vi lega la bomba e poi pone la corona sulla testa del Signore delle Tenebre e della Morte.

Poi con calma Lo Straniero si allontana.Fa schioccare le dita.La testa del cattivo esplode lanciando pezzi di cranio,cervello,osse in ogni parte della stanza.

Epilogo.

Il viaggio è lungo,ma senza incidenti.

Paul porta Rhona ,ferita,ma viva .Seppure spesso svenga,ma ce la farà.

Gli altri come cavallieri sputati dall’inferno dei Grandi Figli Di Puttana camminano godendosi la fine della battaglia.Lucy ha in mente solo una cosa..Bè,due.La prima riguarda la giovane indio-irlandese,ma la seconda è quella di farla pagare duramente a quel bastardo di R.S.Lerner.Sapeva che Davidovic non l’avrebbe mai tradita o lasciata sola.Anche perchè non sarebbe capace di sopravvivere pensa ridendo.

“Credo che mi fermerò qui”Dice M.

“Come ?”Chiede Frank

“Si,in questo villaggio.C’ è della terra,tanta terra.Verde e un po’ di vento fresco.Potrei trovarmi bene.”

“Anche noi ci fermeremmo qui.”Dice Achille,parlando di lui e Simone.

Lucy si avvicina ai tre uomini e stringe fortemente le mani dei tre valorosi guerrieri.

“Ci rivedremo”Dice mentre si allontana.

Giorni lunghi di viaggio,notti insonni perchè non vuole perdersi nemmeno un attimo della guarigione di Rhona.Che farà ora,quando lei sarà completamente sana?Non ha risposte.

 

Stalingrado è in festa:tornano i suoi Soldati.

Su un palco Davidovic e tutto il direttivo aspetta con impazienza il ritorno di Lucy.Le cose cambieranno,dovranno parlarsi a lungo.Che stupido è stato a far in modo che sciocche incomprensioni rischiassero di mettere in crisi il loro rapporto di fraterna amicizia.

R.S.Lerner guarda l’orologio,presto scatterà l’attentato.Sorride soddisfatto.

La porta d’entrata nella città viene aperta:eccoli!

Istintivamente Lucy e Davidovic avanzano abbandonando una i suoi uomini e l’altro il palco,per stringersi calorosamente la mano e sorridersi con sincerità

Proprio in quel momento qualcuno spara dei colpi di fucile.Lucy e Davidovic cadono morti.

“Un atto vergognoso,un grave attentato al nostro Stato .Con dolore oggi mi tocca prendere le redini del partito,e portarlo verso una nuova tappa.Davidovic e Lucy sarebbero fieri di noi,della giustizia che abbiamo fatto.Veloce e spietata contro il vile attentatore.Io R.S. Lerner mi prendo la responsabilità…”Il vigliacco non finisce il suo discorso, mentre intorno a lui i suoi uomini applaudono,la porta della Sala Congressi esplode.

Lucy e Davidovic avanzano lentamente ,armati e pronti a mettere fine alle malefatte dell’Opposizione.

“Caro Leader,sono loro..Loro!”Urla Victor Serge indicando Zinoviev,Kamenev e R.S.Lerner.Davidovic punta il suo mitragliattore contro l’infame e spara tutto il caricatore.Il corpo del traditore esplode sotto la furia dei colpi.Lucy mira alla testa di Zinoviev ,che implora pateticamente pietà.La rivoluzione non ammette giustificazioni o pentimenti tardivi.La testa del traditore viene squarciata dai colpi di pistola di Skywalker.Ben presto i due eroi del popolo e della rivoluzione fanno a pezzi le quinte colonne.R.S.Lerner punta la pistola contro Lucy,mentre lei le offre le spalle.Davidovic se ne accorge e con un salto -l’unico che a un non atleta come a lui sia mai riuscito- si becca i colpi mortali sparati dal vigliacco infame .

Lucy si gira e prende tra le sue braccia l’amico.Una lacrima scivola sul suo volto.

“Le donne socialiste non piangono,compagna.Vai e portami la testa di quel bastardo”Ordina Davidovic

 

R.S. cerca di scappare.Spaventato,senza direzione o possibilità di farcela.Sente dei passi veloci dietro di lui.Con la coda dell’occhio guarda dietro le sue spalle.Lucy sta arrivando.Non l’ha mai vista così arrabbiata.Lei con un salto afferra l’uomo e lo fa cadere per terra.Poi si siede sopra e gli tira dei fortissimi pugni in faccia.Fino a spaccargliela del tutto.Rendedola un ammasso scomposto di carne sanguinolenta.Si alza estrae una pistola e svuota tutto il caricatore contro il cadavere di R.S. Lerner.

 

Una sala d’ospedale,come tutti i suoi compagni -cittadini.Nessun privilegio.

Davidovic sta morendo.Lo sanno entrambi.

Lucy seduta su una sedia osserva l’amico di tante avventure e battaglie,quante volte gli ha salvato la vita a quel maldestro quattrocchi.Lui è sveglio.

“Sai una cosa?”Chiede lei

“Cosa?”

“Ho trovato Zentropa.Avevi ragione .”

“Io e Lars”

“Si,tu e quel dannato danese.Ti piacerà sai?”

“Dici?”

“Certo.Appena ti rimetti,ti porterò.C’è..ehm..si dicevo:c’è una grande vallata.Per il kolchoz,sai?Ci potranno andare tanti nostri compagni e viverci bene.Tranquilli.Ti farò costruire una statua che ne dici?”

“Che sono egocentrico e quindi va bene.”

I due ridono.L’uomo tossisce.

“E comunque è stato un piacere per me”Dice lui

“Cosa?”Chiede lei

“Averti conosciuta.Ed essere stato tuo amico”

“Vale anche per me”

“Bè,credo che questo sia il momento in cui parte una musica triste,la mdp effettua il suo dolly ,la protagonista saluta l’amico che muore e fine,no?”

“Come ?”

“Si,così manca solo una cosa però…”

“Ma che dici?”

“Vai ,ti sta aspettando”

“Chi?”

“Sai bene chi?”

“Oh..no,bè…Dopo quando tu uscirai da qui.”

“Non fare la sciocca.Ti sto dando un ordine,abbiamo combattuto troppo tempo.Hai combattuto per troppo tempo.Meriti di vivere ora.”

L’uomo sorridendo si lascia morire contento.

Lei chiude i suoi occhi

“Buon viaggio comandante”Mormora

 

Frank e Ursus trattengono le risate a stento.Il primo nuovo Caro Leader e il secondo Generale dell’armata rossa.

Lucy la vede.Rhona è seduta su una panchina.Che fare?Comincia a camminare verso la donna indio-irlandese.Mentalemente si ripassa qualche frase,qualcosa da dire.Niente.Dannazione,un’altra guerra per favore!

Eccola.Lei si volta e le sorride.Oh,madonna..

Lucy si siede accanto a lei.

Si guardano sorridendo.Rhona la fissa come se si aspettasse che l’altra le dovrebbe dire qualcosa di misterioso.

“Si,ecco…ehm..io…cioè…”Lucy un po’ fissa la ragazza un po’ guarda verso il magnifico panorama della città di sera.

Poi sente qualcosa che stringe la sua mano.E’ la mano di Rhona.

“Thank you my hero”Dice la ragazza e abbraccia Lucy.