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Predatori

26 Feb

L’uomo è la fuori. Aldo riesce a indovinarne la figura, nascosta dietro agli alberi. La voce irrazionale, che ha preso a parlargli nella testa, dice che è spacciato anche lui.  “ Puoi vedere da te, no? Claudio era un metronotte e faceva da personal trainer. Quindi un uomo forte. Gli è servito qualcosa?No.  Perché dovresti sopravvivere te?A mio avviso, poi fai come ti pare, faresti prima ad ammazzarti. Quello non va tanto per il sottile. Toh, guarda un po’ come ha ridotto il tuo amico. Cazzo, c’è tanto di quel sangue da organizzare una sbronza collettiva di vampiri!”

“Stai zitta..”Il ragazzo mormora trattenendo rabbia e paura, contro la voce che da troppo tempo lo giudica e critica.

“Ha nevicato e siete isolati. Che cliché, nemmeno un briciolo di fantasia Ora: la casa è circondata dai boschi. L’avete presa proprio perché così potevate isolarvi. Bella idea! Bellissima!  E abbassati, idiota! Non stare alla finestra ad osservare che fa quel figlio di puttana. Fa il suo mestiere: aspetta. Intanto la paura ti paralizza, e quando non riuscirai più a resistere, sai che succede? Lui entra e ti ammazza nei peggiori dei modi. Credo che sia una fine naturale, no?Sei sempre stato debole, come potresti salvarti?”

Aldo fa in tempo a scostarsi dalla finestra, che un fascio di luce illumina la stanza. L’uomo là fuori cerca di controllare i suoi movimenti.

Il ragazzo si accascia a terra. Un violento singhiozzo gli fa sobbalzare le spalle. Aldo si sente avvolgere da dolore, paura, rassegnazione. Una sensazione fisica, di calore, pensa che dovrebbe andar al cesso. Morire assassinato mentre caca sul water

“Nemmeno in un film della Troma. Comunque va bene così. Ti stai abituando alla morteNon fai l’eroe, come quasi tutti, non tenti di reagire e non hai un piano astuto. Non li hai mai avuti Ti dirò di più qui hai..Vediamo? Sul mobiletto alla tua sinistrai’è il porta biro. Volendo..  C’è anche quella cosa a forma di cuore dove metti le pile. anche quello.. Ah, c’è il camino, ma l’attizzatoio e tutte le armi come si devono ce le ha il tizio fuori. Guarda, non amo dare le brutte notizie: ma tu sei il classico che muore male. D’altronde sei in un film dell’orrore e sai che finisce sempre male per la gente come te. Oh, speriamo che usi il tesser perché..”

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“..non sono forte se no vedi che ti faccio, stronzo! Tutti i giorni a rompermi le palle.Tutti, e io? Frigno. Gli dico: “ lasciami stare” E lui continua. Ovvio, no? Che deve fare? Quel grandissimo stronzo di Salvatore. Ti dovrei spezzare le mani e poi gettarti nella vasca da bagno, e poi con calma..Perchè me lo voglio godere, sai che faccio? Prendo la radio, la collego alla prolunga, e per tre volte fingo di gettarla nella vasca, poi..”

“Aldo? Oh, mi ascolti? Che fai? A chi stai tirando i pugni? Riprenditi. Lo so che ti è successo. Di nuovo Salvatore, vero? Domani ci parlo io. Non ti farà più male”Claudio lo abbraccia forte e gli accarezza i capelli

Aldo è contento di aver un amico così premuroso nei suoi confronti. Non un amico, ma un fratello maggiore, uno che ha promesso – al padre morente di Aldo- di occuparsi del figlio. Claudio è cresciuto in quella casa. Fin da quando, la madre di Aldo, lasciava la porta aperta, affinché il ragazzino potesse scappare dalle violenze del padre.

Aldo e Claudio erano cresciuti insieme, sarebbero morti insieme.

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“Oh, ma che fai? Il tempo dei ricordi? Ok, vaaa bene! Salvatore era una carogna e ti ha fatto tanto male. Solo che tu, invece di reagire, piangevi, scappavi e lui ti riacciuffava e giù manate. Lui e i suoi amici.Per fortuna che Claudio gli ha spezzato le gambe.Ora lo stronzo sta su una sedia a rotelle, lo sai? Si che lo sai L’hai pure visto. Rancoroso e squallido come sempre. Però non può più lottare come un tempo. Aldo, Aldo, la tua rabbia. Io la conosco, sai quale è? Quella dei conigli. Avresti voluto far male a Salvatore, a Piero-che ti prendeva in giro quando lavoravi nella fabbrica del tuo paese- oh, e Giovanni? Te lo ricordi, Giovanni?Quello dei commenti dissacranti su facebook, che ti trovava senza pietà. Ne volevi ammazzare un bel po’. E invece? Finirai tu ammazzato. Senti questi scricchiolii. Sono i suoi passi, fuori. Cammina con calma sulla neve. Non ha fretta. Tu invece..”

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“ Al muro! Prendete quel coglione e portatelo al muro! E ora la mia mitragliatrice. Bene, bene. Oh, Giovanni, avanti Fai una delle tue tanto divertenti battute sui morti! Fammi ridere! A me Faletti piaceva tantissimo, capito coglione? Ma tu dovevi venire a scassarmi le palle, no?Tu suoni? Canti? Sai qualcosa di musica? No, sei come me! Però non puoi far a meno di scrivere: merdaaa! Con quel sorrisetto da testa di cazzo! Crepa stronzo!”

Aldo preme i grilletti della mitragliatrice . I proiettili fanno esploder in mille pezzi la testa di Giovanni

Sullo schermo del mac di Aldo, al post dedicato alla memoria di Giorgio Faletti, c’è un commento, che dice: Merdaaaaaa

Aldo stringe i denti e irrigidisce tutto il corpo. La rabbia gli fa pulsare il cuore a mille nel petto.

Vorrebbe uccidere Giovanni e almeno altri trenta coglioni, ma non lo farà mai. Non è nato per freddare, ma per esser freddato.

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Il ragazzo pensa di barricarsi in qualche camera.Potrebbe spostare qualche mobile, potrebbe.. No, l’uomo là fuori è forte e implacabile. Ha fatto letteralmente a pezzi ogni osso di Claudio, senza fatica. Una porta non lo fermerebbe mai.

“ Siete in tanti, sai? Perché tu sei come i leoni da tastiera. Quelli che dicono: “ Se lo avessi, io  tra le mani!” Popi si cagano addosso e pagano il pizzo, o non denunciano un delinquente alla polizia. Quelli che farebbero affondare i migranti, sai quel tipo di gente. E tu? Che sogni di far il giustiziere, ora che fai? Sei paralizzato dalla paura. Piangi, come sempre. Ti basta un “buh!”Vabbè, ci vuole poco. Mi sa che sta entrando. Ciao, è stato un piacere “

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Il fragore dei vetri della finestra che si rompono, sembrano quelli di un temporale. O di una bomba.

Aldo si protegge  , istintivamente usando le braccia, la testa dalle schegge.  Lui è entrato. Lo vede bene. Alto, grosso, una faccia da scemo qualsiasi.

L’uomo lo afferra e solleva senza difficoltà e lo getta contro il mobile con il porta matite in legno, a forma di Gufo. Per un secondo la memoria del ragazzo si ricorda quanto piacesse a sua madre. L’aveva portato lei, qualche mese prima di morire, in quella casa

L’uomo si sta avvicinando di nuovo. Aldo sente uno scatto, forse il coltello o un ‘altra arma. Spera solo di resistere al dolore. Spera solo di resistere al dolore. Spera solo di..

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L’urlo spezza il silenzio della notte. Un urlo di dolore e di sorpresa. L’uomo non si aspettava una reazione da parte di quella sua preda.

“Succulenta preda”Mormorava la voce diabolica che lo spingeva ad assassinare e divorare le sue vittime. Gli ha bucato una guancia e colpito la lingua.,con una biro. L’uomo si strappa l’oggetto dalla faccia e , come se nulla fosse, avanza verso quel ragazzo. Gli farà tanto male.

Il colpo al ginocchioni l’aveva calcolato. L’uomo sente che sta perdendo l’equilibrio. Cerca sostegno aggrappandosi a una sedia,  ma cade in ginocchio

Il suo occhio sinistro registra l’oggetto con cui è stato colpito. Un cuore, di plastica? Legno? Ferro? Non lo sa.Vede delle pile sparse per terra. Inspirando si rialza e..

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“ Cazzo! Cazzo1 Cazzo!” Urla Aldo. Non sa nemmeno lui, come sia riuscito a prender il tesser dalle mani di quel folle e ora lo colpisce a cazzo. Dove coglie coglie. Mani, gambe, testa, le palle.  L’uomo però lo colpisce con un calcio e lo fa precipitare a terra malamente.

Ok, ora può an he morire. Almeno ha reagito.

Ha combattuto. Tanto la gente come lui non vincerà mai. Non merita nemmeno una vittoria. Sono nati per fare le vittime.  Anche se pensano da sempre di uccidere, di farla pagare agli altri.

Così mentre sente le mani del suo assassino premergli sul petto, come se volesse strappargli il cuore, Aldo pensa a Salvatore, Piero, Giovanni. Pensa a tutti quei giorni persi a pianificare la vendetta , a gustare la violenza e ritrovarsi sempre a subirla

“Un ometto ridicolo, che ha tentato una ridicola lotta per la sopravvivenza.” Eccola di nuovo, quella fottuta voce! Tutta la vita che la sente. Tutta la vita che lo fa vergognar di sé stesso.

“Vaffanculo!” Urla il ragazzo facendo leva colle dita sugli occhi del suo carnefice. L’uomo urla di dolore e accecato va a sbattere a destra e manca.  Inciampa e si rialza. Brancola nel buio.

L’uomo ha il respiro affannoso. Ma, con grande e amara sorpresa di Aldo, è di nuovo calmo.

“Capita una caccia assai più difficile. Ma tu sei il re delle bestie e lo sbranerai” La voce in testa all’assassino lo rassicura.. Ha le orecchie e l’olfatto. Percepisce sia la vicinanza, che la paura, della sua vittima. Ridendo sotto voce si muove verso il ragazzo.

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“Lo vedi? L’hai ferito e anche gravemente. Non devi temer più nulla. Pensa che sia Salvatore, pensa.”

Aldo ride. Una risata nervosa, isterica e brevissima. L’uomo a tentoni si getta contro di lui. Egli persevera quel suo sorriso trionfante e sprezzante. Lo stesso che Aldo  ha visto mille volte sulla faccia delle persone che lo hanno tormentato.

Il fischio del bollitore distare l’assassino, per un secondo, ma quello che basta per permettere al ragazzo di afferrato e gettare dell’acqua bollente contro il mostro.

“ Brucia, Govanni? Brucia eh!”

Guardalo, ora! Quello tanto sprezzante dietro il video del computer. Non mi “trolli” più, ora ? Un sorriso cattivo, un respiro ampio e profondo, una sensazione di immensa gioia

Di potere

Aldo afferra la prima cosa che trova sul piano di lavoro in cucina

Il tagliere? Boh, forse potrebbe essere utile. Con quello colpisce l’uomo Un po’ in testa, un po’ sul corpo, ma quello glielo strappa via di mano senza difficolta e gli afferra la gola.

In quel preciso momento, il ragazzo, si sente spacciato. Vorrebbe piangere, pregare e implorare pietà

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L’uomo l’ha sollevato da terra tenendolo per la gola. Aldo scaccia violentemente, terrorizzato dal pensiero di morire. Poi si sente lasciar andar all’improvviso. Cade malamente sul pavimento.

Il ragazzo si accorge di aver colpito in volto il suo aggressore.

Col cuore in gola cerca un’arma. Una qualsiasi. Trova solo tanti oggetti e .. L’uomo l’ha fatto andar a sbattere contro il piano di lavoro della cucina.. Aldo è di pancia e l’uomo preme il suo corpo contro il suo.

Il ragazzo avverte qualcosa di duro contro le sue cosce. L’uomo ha un’erezione..

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Una bella mattina, per esser autunno. La festa dell’oratorio ha portato in città molte persone.

Aldo corre tra la gente. Ha sei anni, non gli piace la scuola, però quel bellissimo giorno tiene lontani da lui i compiti, i compagni con cui non lega , il bambino è felice.

Il campo di calcio

l’Altalena. “ Che ci fa qui?” Si domanda il bambino. Non si trova nel campo di..

Tutto improvvisamente diventa rosso. Qualcosa di duro l’ha colpito sotto la schiena.

Il bambino urla : “Ahi”

Poi tutto svanisce

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I frullatore ha la spina nella ciabatta elettrica. Aldo azione la macchina e con forza colpisce una mano mano destra del tizio che sta cercando di violentarlo. Brandelli di carne e ossa volano per tutta la cucina. L’uomo cade per terra tenendosi il moncherino che sprizza sangue a fiotti.

“Ti stavo aspettando da tanto tempo. Da tanto, tanto tempo” Aldo mormora questa frase rivolta alla sua vittima. Guardatelo quel “poraccio”Si era illuso di sopravvivergli, ma  nessuno  scappa dalla giustizia divina di Aldo. Lui è qui per purificare il mondo. Addio Salvatore. Addio Giovanni.

Addio, testa di cazzo che mi stavi sodomizzando. Ti ho trovato, finalmente!

Aldo si sente bene. Respira con calma, è lucido e distaccato. Prende una pentola. Un’arma insolita, vero? Questa è bella grande e pesante. Quanto tempo ci vuole per ammazzare un uomo? Lo scoprirà ora.

“Ah, no! spaccagli la mano! Se no ti afferra! “

Vero, anche se ormai spacciato, costui è stato un vero e proprio fastidio. Continua a combattere, anche adesso. Colla mano sano e le gambe, tira pugni e calci all’aria.

Aldo urlando e ridendo lo colpisce alla testa con la pentola e non finisce fino quando essa si spezza , rompendo sia le sue dita che la testa dell’uomo.

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I soccorsi sono giunti tre giorni dopo. Il ragazzo si trovava tra la veglia e il sonno. Confuso, ferito, borbotta frasi senza senso. Accanto a lui il cadavere di un uomo ridotto a brandelli, . In soggiorno un altro morto

Aldo si sente afferrare e porre sulla barella . Poi l’autoambulanza parte

“ Ora devi riposarti. Prenditi tutto il tempo che ti serve.Devi riprendere le forze, tornare a vivere di nuovo. Cercati un lavoro, una ragazza. Ti serve tanto tempo e una buona copertura. Ti servono perché ti aiuteranno quando prenderai tutti gli altri”

La voce nella sua testa, dopo averlo rassicurato, gli canta una canzoncina dolce dolce.

Aldo sorride

la vergogna

27 Lug

Giunto a metà  frase, Matteo, si bloccò.  Sulle prime non capì. Controllò il post, niente. Le solite cose, le sue classiche invettive contro quei dannati rifugiati, il sostegno a un prete che pretendeva il rogo per i gay. Tutto regolare. Rammentò persino di aver difeso quel bravo padre italiano che volle difender dalla sgradevolezza di aver dei disabili psichici, termine orribile, chiamiamoli : pazzi da legare, come ospiti nell’agriturismo dove costui passò le sue tanto sospirate vacanze. Per i figli! I bambini! Mica perché i pazzi andrebbero cotti con l’elettro schock! No, noi siamo civili.

Eppure, Matteo, continuò a non capire. Rilesse il post fino al punto in cui si bloccò.  Gli parve tutto giusto e sacrosanto. Pane al pane, vino al vino, linguaggio diretto e semplice che la sua gente doveva capire.

La mia gente. Al solo pensiero sentì, avvertì, fortissima una fitta al cuore. Tanto forte che si spaventò e pensò a un attacco cardiaco. Invece no, il cuore continuava a far il suo mestiere. Bravo cuore settentrionale che fa il suo lavoro.

No, non fu quello a farlo star male. Si alzò dalla scrivania e si avvicinò alla finestra. Osservò la strada sottostante. Il bar dove tutte le mattine beveva il suo caffè. Veloce, rapido, ma con sempre una battuta sui neri o sui gay per far ridere gli avventori

“E quelli ridono delle mie battute!”

Di nuovo quella fitta, potentissima e dolorosa. Ma da dove partì e cosa colpì? Non il cuore, il cervello.. Cosa?

Si recò a letto. Si distese sul materasso e si abbandonò a un riposo salvifico, o almeno così si augurò.

“La mia gente, le mie battute, i miei interventi quotidiani “pane al pane, vino al vino”

Il pensiero di queste cose lo tormentò tanto, che si alzò dal letto. Niente riposo, non riusciva a riposare. Decise di uscire e di far colazione al solito bar.

Finalmente in strada! Si diresse quasi correndo verso il suo solito bar.  Eccoli i suoi tanto amati avventori, che ormai conosceva benissimo.

“Uela, eccolo qua il Matteo! Hai visto?Altri pesci africani sul fondo del mediterraneo” Sorrise soddisfatto il barista

Matteo non apprezzò quella battuta.  Pesci africani?  Si trovò, stupefatto, a pensare che quel barista fosse proprio un pirla.

Ricordò le immagini dell’ultima barca affondata, le parole sommerse nelle lacrime, di una giovane donna che perse i genitori, il marito e la loro unica piccola figliola.

Persi, non come oggetti , che poi magari vai all’ufficio oggetti smarriti e li ritrovi. No. Persi nel senso di morti. Provò una stranissima cosa per quella donna:  empatia.

Fu così spontanea e prepotente, che non seppe nemmeno come spiegarsela.

Seppe solo che lo colse il bisogno forte e sincero di andar ad abbracciare l’africano che stava, con la sua misera merce, là fuori da anni. E da anni umiliato e offeso in tutti i modi.

Sulle prime l’uomo fece resistenza, poi accadde qualcosa che stupì entrambi

Matteo pianse e chiese scusa.  La supplicò quasi, sta scusa.  Il giovane nigeriano si commosse e rispose con fraterna dolcezza: “ Va tutto bene amico”

Matteo, improvvisamente, capì. Vergogna. Pura, profonda, giusta e necessaria. 

Per ogni pensiero e parola spese ad alimentare ignoranza e paure, per il danno che lui fece al paese e agli abitanti. Un paese dove delle madri reputarono giusto prendersela con la direzione di un centro estivo per l’infanzia, in quanto, tra i lavoratori, vi era un rifugiato. Provo schifo e vergogna per quel padre che reputò disdicevole passare le vacanze in un campeggio avendo dei disabili come vicini. Provò schifo e vergogna per lui, per le scemenze scritte solo per alimentare quel clima di paura, piccolo e disgustoso odio verso l’altro. Si sentì male di fronte a quel matteo disgraziato e sciocco, lui -si rese conto- non era così, non volle mai più esser così. Ecco che furono tutti quei piccoli disturbi di quella mattina. Vergogna, che arrivò a salvarlo, come ultima e preziosa redenzione.

Così inspirò tutta quella brutta atmosfera di frasi idiote e scritti deliranti e li espirò con violenza,allontanandole da sè e dal mondo.

Poi, leggero e in pace con sè stesso e il mondo, ritornò al bar. Guardò tutte quelle persone. Comprese la loro infelicità, si arrabbiò per quanto fatto a loro, sarebbero stati cittadini anche dotati di umanità e buon senso, se lui non li avesse spinti sulla strada facile dell’odio facile e meschino.

“Io mi vergogno. Mi vergogno di aver collaborato a render voi e il paese, peggiore di quanto sia in realtà” Tutti lo guardarono meravigliati, straniti, basiti

Ma cosa dice…

Poi, uno a uno, sentirono uno strano, ma potentissimo dolore. Non venne dal cuore, non fu la testa….

 

 

Il vecchio Vlad

22 Feb

 

 

Avessi qualcosa di meglio da fare, certamente non mi trovereste qui. Ma , a dirvi la verità, ho smesso da tanto tempo di aver “qualcosa di meglio da fare”. Precisamente da quando sono stato espulso da tutte le comunità del “ Ho un buon consiglio per te”. Non ce l’ho fatta. Ho fatto un giro di pista abbracciato al successo, ci siamo fatti il nostro ballo e credetemi:l’orchestra ci sapeva fare. Poi? Poi è arrivata la crisi e i piccoli stronzi come me sono finiti nel magico tubo di quella fogna che chiamiamo fallimento. Ho perso la mia Harker Immobiliare, ma non che me fregasse più di tanto. Certo è saltato il mio matrimonio con Miss Figa di Legno , la signorina  Mina.. Cose che capitano, l’amore nella nostra classe dura fino a quando hai un buon conto corrente. E vedete? Non ce l’ho più. Quindi la sera vengo qui e bevo. Mica da solo ,ce ne sono tanti. Tutti erranti cavalieri della sfortuna, qualcuno ha una buona storia legata a un sogno di gloria,altri hanno sempre strisciato le palle sul vetro degli insuccessi.  Ci sono stranieri, gente del posto,qualcuno ha ereditato il tavolo dal nonno che l’ha passato al padre ,che l’ha consegnato al figlio.  Sbronzi,rissosi, eppure non ho mai sentito ridere tanto di cuore come qui dentro.

E poi a mezzanotte spaccate arriva lui: Il Conte Vlad. Per gli amici Dracula. Fa tenerezza e pietà vederlo perso dentro quel abito da festa e di lusso,con i bottoni che mancano, sdrucito ,sciupato. E il cilindro che par aver fatto tante battaglie contro la polvere,il tempo ,la merda.  Tocco di classe: il mantello. A brandelli, con lo scotch a tenere attaccati brandelli di un glorioso passato e odierna traballante dignità.

“Ciao vecchio. Come va?” Gli chiedo.

“Da schifo ragazzo. Ho la gola che mi brucia e per dissetarla che mi danno? Il sangue di qualche tossico,di qualche barbone. E le puttane. Ti ho già raccontato del mio castello ? “ Mi dice lui, cercando di stare in bilico sulla sedia.

“ Quello in Transilvania? Bè,credo un paio di milioni di volte. Credo” Ribatto sarcastico,.Mi piace trattare così tutte le persone . Figurati quel vecchio rincoglionito.

“Era bello. A esser sincero,era bello tutto.  Pieno di forza, vigore. Temuto e rispettato La gente tremava solo a sussurrare il mio nome,non ci credi? Dovresti..Dovresti farlo! Che diamine , mostrami un po’ di rispetto!” Finge di far la grande sceneggiata. Io sorrido di sbieco e controllo l’orologio.

“Comunque: me la spassavo e anche tanto. Avevo tre mogli che in fatto di succhiare erano anche meglio di me! (Ride, le battute volgari e sessiste lo divertono sempre),e facevo la bella vita. Nello sfarzo, nel lusso.  Poi la gente ha cominciato a smettere di credere in noi. Non so come sia successo,ma non ci temevano più. Erano i tempi moderni. Venivano dall’America o da altri posti e costruivano. Più costruivano,più portavano le loro tradizioni,più io non contavo un cazzo. Sai cosa vuol dire : non contare un cazzo? No? Non lo sai…Ma che cazzo saprai mai tu. Ho venduto il castello ….”

“ A una ditta americana che ci ha fatto un centro commerciale. Me l’hai detto, sai?” Taglio corto io.

“Certo che te l’ho detto!  Sono vecchio,che credi? E non vecchio come questo signor qui., ( indica il barista,il buon Giulio),mi piacerebbe.. No sono vecchio di secoli. Ne ho vis…”

“Di cose che voi umani? Vuoi dirmi questo? Cazzo,ma non ti rendi conto che abbiamo anche noi una vita di merda? Te la ripetiamo forse ogni sera? Non direi.” Mi scaldo forse un po’ troppo con questo povero cristo.

“Sono costretto a fare il numero della mantide, ok? Il più ridicolo ed umiliante dei miei numeri. Forse non capisci bene. Ok,ok.. Giulio,che hai messo via quella roba per il mio amico Van Helsing?”Vlad tira su con il naso. Si è offeso e piange silenziosamente. Io faccio finta di non aver capito cosa stia succedendo.

“Certo.  Tre bottiglie di Jack Daniels,come sempre?” Il barista passa una borsa della Conad al vecchio vampiro.

“Ok,stasera ce la scoliamo e parleremo dei vecchi tempi. A  lui non dispiace mai.” Conclude con un tono velenoso. Sicuramente rivolto a me.

“Bella compagnia. Un vecchio matto” Mormoro.

“Si,matto e allora? Era un nemico onesto e rispettabile. Ora è appena uscito dal manicomio, di nuovo. E sono rimasto solo io a credergli. D’altronde parla di me. Beviamo,ci sbronziamo,ci commoviamo pure. Siamo vecchi ,caro mio. Però anche tu invecchierai. E troverai un coglione che ti prende per il culo,perché è giovane. Non sputa  e caga sangue di pessima qualità, non è costretto a  umiliarsi facendo la Mantide o robe simili. E ora dimmi? Come vanno gli affari?” Mi chiede sorridendo  benevolo

I miei affari, proprio in quel momento, entrano nel bar.

“Ciao Johnatan “ Lucy entra strisciando i piedi sul pavimento e cercando con la mano sinistra il sostegno sugli schienali delle sedie.

“Ciao,piccola” Le dico. Capelli neri e lunghi,magra e bianchissima, sembra perdersi dentro gli stivaloni bianchi finto cobrati,la canottiera rossa le casca quasi fino al ventre,non trovando il sostegno delle sue due flaccide e piccole tettine. La minigonna mostra due gambe fragili,una volta muscolose ,oggi oscenamente magre. Porta un paio di occhiali da sole,come mai?

“Ciao Lucy!” Vlad si alza lasciandole il suo posto. Il vecchio è diventato rosso e gli occhi gli sorridono.

“Uh,che bello il ritrovo tossici di merda e fottuti malati di Aids. Fantastico ragazzi,mi commuovete .”Ridacchio

“Fanculo Harker. Toh,questi sono i soldi della serata. Pappone di merda”

“120 euro. Pochi clienti,o..” Dico io lasciandole i cento e prendendo i 20. Posso bere qualche birra gelata. Tanto non ho nulla . Nessuna casa,nessun lavoro,tranne quello del pappa più pirla del mondo. Mi bastano  le birre e poi tornerò nella vecchia fabbrica abbandonata.

“Cosa hai fatto agli occhi? Ti hanno picchiata?”Le chiedo a brucia pelo.

“No,cioè…” Lei si sta arrampicando sugli specchi

“Chi è stato!” Si infuria Vlad.

 

Giulio tirando su con il naso pone i fiori sulla tomba di Johnatan Harker. Una lacrima scende pigra sulla guancia  sinistra del vecchio ex barista. Con l’età si diventa più sentimentali,sapete?

Non solo ha perso degli ottimi clienti,ma anche degli amici. Pure quel Van Helsing che non aveva mai visto in vita sua. O la povera Lucy.

 

“Però,sapete una cosa cari lettori? Se ne sono andati da eroi. Da veri eroi. Oh,che sbadato! Ma voi non sapete niente? Non sapete cosa è successo quella notte? Bè,lasciate che ve lo spieghi in breve…Vediamo…Ecco! Il nostro quartiere doveva diventare un posto per borghesi . Tranquillo, confortevole. Per quel branco di manager del cazzo che lavorano nella grande città e sognano di riposarsi vivendo in un bel appartamentino.  Così quella zona faceva gola a un tizio che oltre ad essere il più noto costruttore edile della Regione ,era anche un potentissimo criminale. Roba seria,e quei tre testa di cazzo con chi vanno a cozzare? Esatto con lui. Prima con il figlio cretino e violento e poi,tanto che c’erano,con l’intera banda. “

 

La porta del bar si apre di botto. Entrano tre tipacci: il figlio del noto costruttore  Lo Russo e due tirapiedi. Per farsi ben volere con delle mazze sfasciano metà locale. Sbraitando e sputazzando a destra e manca.

Io e il vecchio Vlad li osserviamo con un misto di disgusto e pena.  Lucy è spaventata e si rifugia sotto il tavolo.

“Ok,scimmioni abbiamo visto che riuscite a maneggiare un bastone,ma dubito che siate in grado di maneggiar altrettanto bene il vostro cazzo,e che sputate più di un lama. E allora? “ Dice il vecchio vampiro guardando i tre pirla . I quali respirano affannosamente, incazzati .

“ C’è gente che deve bere e ubriacarsi. Cose assai impegnative e nobili,ecco..Potreste andare a fanculo,gentilmente?” Concludo io.

Poi? Poi avviene tutto in fretta. Il figlio cretino e bullo di Lorusso si avventa contro di me brandendo un coltello a serramanico. Io mi metto in posizione di combattimento ,pronto ad abbatterlo con una bottigliata in testa,ma ..

Lucy si mette tra me e la lama. Ovviamente ha la peggio. Emette un urlo soffocato e poi si accascia per terra,io e il vecchio Vlad la sosteniamo delicatamente e l’adagiamo con cura per terra.

Il suo assassino ha l’aria spaesata e istupidita. Guarda lei,me e il vecchio.

“Mo so cazzi, pischello” Lo avverto. Lui mi fissa senza capire ,poi sente quel rumore e capisce che son veramente cazzi amari.

L’urlo della notte,dalla profondità degli inferi ,sale piano,come una nota bassa e distorta e poi cresce di volume. Tremano i bicchieri e le bottiglie. Qualcuna cade.

Il vecchio Vlad è decisamente fuori di testa e incontrollabile. L a sua vecchia e affaticata faccia di chi ha perso dignità e prestigio, si trasforma in quella di una creatura dell’oltretomba che ha superato indenne i secoli,le pestilenze,le guerre,e che da sempre , fin dalla prima notte del mondo, vive cacciando e massacrando.

I tre spaventati e urlando cercano di scappare dal bar,ma il vampiro senza nessuna fatica prende per la testa i due  tirapiedi del piccolo delinquente, e le fracassa sbattendole violentemente una contro l’altra.

Sporco di sangue e materia cerebrale,con calma punta in direzione del giovane assassino . Il quale inciampando e cadendo più volte cerca di raggiungere il suo Suv per scappare.

 

Che illuso.

 

Sotterro Lucy nel cortile della fabbrica abbandonata dove vivo. Ci sono un po’ di colleghe sue, un viados piange disperato, e qualche collega da bar. Tracannano birra e rhum, improvvisano brindisi alla bella e giovane fanciulla . Sole del bar,che illuminava con la sua presenza la vita di gente abituata a vivere nell’ombra

Il Vecchio Vlad si trattiene dal piangere. Come me. Siamo dei duri.

 

Più tardi io metto nella borsa da viaggio grande, che non mi è mai servita a un beato cazzo, le bombe a mano e le pistole. Un tizio le ha sepolte qui. Non è mai passato a ritirarle. Penso che ormai siano robe mie.

“Dovrò così occuparmi anche di te? “ Vlad mi guarda con uno sguardo ironico e divertito

“ Mi sa che sarà il contrario,vecchio! Son un ottimo tiratore.” Mi carico in spalla il borsone .

“Pronto John?”

“Certo Vlad”

“E tu?Sei pronto?” Chiede  il vampiro al nostro ostaggio: il figlio di Lorusso.

 

Guido piano verso la villa del tipo. Troppi pensieri in testa per un uomo che tra meno di venti minuti sarà morto. Vorrei trovare dei rimpianti, dei rimorsi, non trovo nulla  Né di buono né di cattivo. Nulla. Non penso sia così per il mio compare.  Chiuso in un nobile silenzio,lo sguardo severo,perso nelle gloriose notti in Transilvania.

 

Mentre sono fermo a un semaforo rosso,sento qualcuno battere le nocche contro il vetro.

“Ehi! Van! Che ci fai qui!” Grida divertito Vlad.

“Ti aspettavo per il nostro drink. Non sei venuto. Ho chiesto a Giulio e lui mi ha detto che andavate a sterminare la famiglia Lo Russo.  Così ho preso la bicicletta e son venuto a cercarvi. Questo si che è un bel modo di passare il sabato sera.”

Così ho capito che anche la morte a volte può essere comica. Io e due vecchi rincoglioniti contro la più potente famiglia mafiosa della città.

 

Nella villa ultra sorvegliata di Lo Russo gli uomini si annoiano: bevono,giocano a carte, si masturbano guardano riviste porno. Le ultime cose che faranno da vivi. Il potente boss è nel suo studio, sente musica classica e sorseggia costoso vino rosso. Non si intende né dell’una né dell’altro,ma fa scena e a lui queste cose piacciono assai. Il padrone della città con tutte le sue ditte, fabbriche, negozi. Un uomo avido e tirchissimo, innamorato del denaro e un devoto credente di Padre Pio. Che  porta tatuato sul petto. Tossisce ,anche se non lo sa è condannato da un brutto male,quindi a ben vedere Vlad gli sta facendo un grosso piacere.

Uomo collerico,volgare e sadico . La sua fama di leggenda del crimine è legata all’uccisione di un feroce boss del suo paese. La leggenda vuole che lo abbia ucciso in un vero duello,la realtà è che l’abbia ucciso sparandogli- tremando dalla paura- di spalle.

Il campanello suona. Chi è ?

Sente la voce di uno dei suoi,che saluta stancamente il figlio. “Può entrare anche lui?” Domanda il figlio. Ma chi cazzo gli porta a casa? Lo Russo, esce  dallo studio per vedere lo straniero in compagnia di quel suo disgraziatissimo figlio,ma il suo uomo risponde prima che il vecchio boss possa intervenire

“Se è con te,fai come cazzo ti pare. Entrate”

E’ esattamente così , che l’inferno entra nella casa del criminale.

 

Vlad spinge violentemente il figlio di Lo Russo , il quale vola agitando comicamente le braccia  e le gambe andando a schiantarsi contro la parete di fronte.

“Cosa!!!!!” Urla Lo Russo correndo al piano di sotto ,inciampando nei gradini e facendo tutta la scala ruzzolando come un vecchio coglione.

In casa sua ci sono tre uomini .  Due malandati vecchi, (uno vestito come quel tipo… Christopher Lee. Come mai gli vengono in mente quei vecchi film horror che da ragazzino amava tanto? ), e un giovane che tiene in mano…

“Ha delle bombe!!” Urla l’uomo ai suoi scagnozzi che sono arrivati sparando all’impazzata.

Il  vecchio boss vede quel giovane lanciare le bombe contro i suoi. L’esplosione fortissima ,i corpi carbonizzati. Pensa che forse farebbe bene a scappare e salvarsi,ma..

Il sangue vecchio di secoli, torna a ridere nelle vene del vecchio e malandato vampiro. Dimentica i tempi amarissimi e  tristissimi dell’abbandono della sua amata  terra, quel esilio tristissimo, quel declino inesorabile. Harker  e Van Helsing accanto a lui si battono come leoni.

I nemici sono tantissimi, troppi. Ben armati Ma lui non li teme e si avventa su di essi. Staccando teste,braccia, sbudellandoli,  Ben presto si ritrova coperto di sangue e quel sangue è fonte di energia per lui.

Van Helsing è il primo a cedere sotto i colpi dei nemici.  Un sorriso sulle labbra è l’ultima cosa che lascia al mondo.

Harker e il vecchio Vlad avanzano con calma e determinazione. Mentre i loro nemici pur essendo molti sono spaventati e disorganizzati.

Teste mozzate, arti strappati, corpi squarciati dalle bombe.  Poi il silenzio

Harker si lascia scivolare contro la parete del soggiorno. Ferito mortalmente. Allegro, ride . Aspetta la morte, non ha altro da fare.

Un rumore però lo distrae Strisciando il figlio di Lo Russo,cerca di raggiungere l’uscita.

Con fatica e lottando contro la vista che diventa sempre più imprecisa, prende la pistola  e spara gli ultimi proiettili contro l’infame. Un urlo lo informa della morte del giovane.

“Lui dove è?”Chiede Vlad ad Harker.

“ Nel suo studio. Correva sulle scale come un figlio di puttana codardo.” Lo informa il moribondo

“Aspettami qui,faccio in fretta”

“Ehi Vlad!”

“Cosa?”

“Sono orgoglioso di averti conosciuto.”Mormora Harker,morendo.

 

Il nascondiglio è sicuro. Aspetterà che tutto sia finito e poi ricomincerà da capo.  Cercherà rifugio  da…

Lo Russo non finisce il pensiero. Un fumo sottile sta entrando dentro il suo rifugio. Sta bruciando la casa ? Morirà soffocato lì dentro? Piano piano il fumo assume una vaga forma umana

L’uomo urla terrorizzato  cercando di uscire da quel luogo che ha capito sarà la sua tomba

 

La mantide però è più veloce.

 

Il vecchio Vlad è stanco. Si è lasciato alle spalle il cadavere fatto a pezzi di Lo Russo e quello di tutti i suoi uomini.  Con le ultime forze sotterra in giardino i suoi due amici e li piange. Prima il pianto è un sussurro poi cresce diventando un ululato di disperazione.

Infine stravolto si siede su una sedia  e aspetta l’alba. Ormai non ha più nulla che lo tenga legato a quel mondo. Può anche svanire

 

“Come è bella! Cosa mi sono perso in tutti questi anni” Dice il vecchio Vlad,mentre naufraga dolcemente nel mare del riposo eterno.

IL PRANZO

6 Mag

 

 

“Hai visto Laura?”Chiedi a Guido, tuo cognato.

“No,ehm…mi pare che sia uscita per fare una telefonata”Risponde svogliato . Sta seguendo un incontro di calcio in tv. Non l’hai mai sopportato , mai.  Il classico pirla che non si lascia sfuggire nemmeno una partita  scapoli e ammogliati del Burundi.

In cucina senti le voci delle tue sorelle, di tua madre. Sono sempre allegre quando si tratta di organizzare questi stupidi pranzi annuali. “Fa bene alla famiglia. Ci aiuta a rimanere uniti”,  ama ripetere tuo padre.

“Laura non c’è, è andata via!”Ridacchi,come è possibile che ti sia venuto in mente questa canzonetta. Non sei un tipo che si preoccupa per tutto, ma non è da lei allontanarsi così.

“Forse è arrivata quella telefonata..”Ecco,la faccenda del figlio. Ti mette a disagio, vorresti dirle la verità su tutta quella storia, ma come fai? Lei non fa altro che parlare del bambino tutto il giorno. Tutti i giorni , le settimane,gli anni. Non può averne e per lei è un’ossessione. La vedi come ci rimane male quando le sue amiche, tutte,hanno partorito. Come vorrebbe essere al loro posto.

I bambini in casa ridacchiano e canticchiano una vecchia sigla tv. “Come fanno a conoscere Il Pranzo è Servito?”Forse tua sorella minore,quella che da anni deve scrivere Il Libro dei Libri che sconvolgerà la storia del cinema e nel frattempo fa da anni la commessa scontenta in un supermarket, ha fatto vedere ai mocciosi delle immagini da youtube. Visto che ci passa le giornate.

Velleità, ma anche tu ne hai avute. Ti viene un nodo alla gola. Tutti e tutte lì in quella casa hanno dei lavori,anche lavoretti, tutti tranne te. La fabbrica ha chiuso. Sei sceso dal tetto con gli altri e dal momento stesso che avete messo piede a terra, hai detto bye bye  al tuo lavoro. La crisi certo non ti ha aiutato, nemmeno spendere cifre da capogiro al videopoker. Non hai detto nulla a Laura, non ti pareva il momento giusto.

“A tavola!” Tua madre con la sua pettinatura anni trenta, un golfino di lanetta lilla,i zoccoli ai piedi,la sua gonna nera e il grembiule bianco, truccata come se andasse a una sfilata , annuncia lieta la buona novella: si mangia!

Getti distrattamente un’occhiata alla porta , che si trova alle tue spalle, chissà perché senti una sorta di terrore che ti stringe lo stomaco..Sciocchezze

Immancabili le lasagne. A tua madre piace esagerare con il sugo di carne. Un sapore unico ,però, te ne sei sempre lamentato con Laura. Lei non è portata per la cucina, non tanto quanto fare esercizi ginnici.

“Natale torrido ,questo” Dice Guido.

“Uh,si terribilmente torrido”Conviene la giovane cassiera  Maria

“La fine del mondo, ho sentito dire.” Sostiene tuo padre. Quanto ama le teorie fatte da miliardi di cospirazioni  e complotti. La sua fissa è quella della fine del mondo.

“Come va il lavoro?”La voce di tua sorella maggiore, Claudia che ti siede di fianco,(quello destro), ti distrae per un secondo dai tuoi pensieri.

“Sto cercando,non è facile.”Tagli corto. In realtà non cerchi da un bel po’. Ti limiti a perdere vergognosamente i soldi alle  macchinette.

“Anche da noi non è un bel periodo. Sai che lavoriamo da tre mesi senza percepire stipendio…Si dice così?”Chiede Claudia a Maria che siede davanti a te.

“Si,si. Penso..”Non ama distrarsi quando mangia.

“Pensiamo di vendere la casa in montagna. Ci costa troppo,sai?”Dice Guido

“Avete trovato dei compratori?”Chiedi , solo per cortesia, a tuo cognato.

“Non ancora”

“Sono  brutti tempi. Non come… Ti ricordi Papà quando eravamo giovani?”Domanda tua madre al vecchio.

“Si,come no! Ero un piccolo campione del tennis. Mi divertivo. No, oggi la gente non si diverte… Tutta quella violenza!”Risponde l’uomo

“Già,troppa violenza”Interviene  Francesco , il fidanzato di Maria. Eterno fidanzato,eterno genio incompreso del sax.

“E per giunta in famiglia!”Esclama teatralmente tua madre

“Si,ho letto … Quando?Ieri non sono andata in edicola, quando..Ah!  Venerdì !  Dicevo:ho letto di questa tizia uccisa dal marito. Femminicidio,dicono oggi. Poi lui ha sparato anche ai figli Una tragedia!” Interviene Claudia.

“No,oggi potrebbero essere i tuoi famigliari stessi responsabili della tua morte. Mariti che ammazzano le mogli, madri che uccidono i figli … Una tragedia”Continua la mamma

“Si non siamo più sicuri da nessuna parte. La crisi ci  ha portato via anche la sicurezza famigliare” Dici tanto per dire.

Silenzio. Nessuna risposta. Ti osservano tutti.

“Dovrò cercare Laura …”Fai per alzarti..

“Ma non mangi il secondo?Il piatto clou del nostro pranzo!”Dice con un tono stridente e gioioso tua madre.

“Mettimelo via. Una fetta per me e per Laura,quando la trovo …”Non finisci la frase

“L’hai già trovata” Ti dice Maria

“Come?”

“Si, l’hai già trovata … Nel piatto!” Sorride cattiva lei.

Tu per inerzia guardi con orrore il piatto di lasagne davanti a te … Il sugo?

La risata collettiva dei tuoi parenti gioiosa,allegra,contagiosa,elimina dal tuo cervello quel sciocco pensiero. Maria , fin da bambina, amava parlare per paradossi e provocazioni. Ti aggiungi anche a te alla risate. Per un momento sei contento di trovarti con la tua famiglia. Certo avete avuto in passato dei problemi,ma ora …

“Ahhhhhhhhhhhhhhhh”Senti l’urlo uscire dalla tua gola e vedi tuo nipote Paolo di 4 anni che ride mentre preme con la sua manina la forchetta  nel dorso della tua mano sinistra

“Pappa!Pappa!”Ridacchia il dolce pargolo

Vedi un pugno, il viso del bambino,l’impatto con il naso,qualcosa che si rompe e il corpicino che vola lontano dalla sedia. Sei stato tu a colpire tuo nipote? “Scusatemi! Scusatemi ve ne prego! La crisi…Ho perso il lavoro e forse anche mia moglie,scusatemi..MA MI CAPITE ?SIETE LA MIA FAMIGLIA!”Vorresti dire questo. Non ne hai la forza. Non capisci più dove ti trovi.

 

Ti senti afferrare alle spalle, tua sorella e tuo cognato ..Han paura che tu possa ammazzare il loro bambino?Questo temono?Stai per rispondere che non vole…

Il dolore è fortissimo! Tua sorella ti sta azzannando la spalla destra. La colpisci duramente con il gomito in faccia. La vedi cadere prima sul tavolo e poi afflosciarsi a terra.

Senti i tuoi piedi che ti spingono indietro verso il grande divano a L, (fa tanto film porno amatoriale quel cazzo di divano),mentre i commensali si alzano in piedi rimanendo fermi ai loro posti. Ritmicamente con i le forchette e i coltelli battono sul tavolo

 

“Vieni a tavola,bambino! Non abbiamo ancora finito di mangiare”Ti dice tua madre

Claudia si alza da terra,lentamente e ti sorride mostrando una lunga fila di denti affilati..Non fai in tempo a chiederti che succede che lei ti è subito addosso. Cadete sul divano. Senti il suo corpo sodo e forte ,le unghie che ti graffiano il viso,i suoi denti che lacerano. La tua mano destra cerca qualcosa…qualsiasi cosa… La statuetta di ferro del fottuto toro che piace tanto a tuo padre. Eccola! Afferrata!

Vedi la tua mano e la statua colpire duramente alla testa Claudia. Sangue,ossa,materia cerebrale Poi come se fosse una dannata molla che non riesci a controllare il tuo braccio si alza e si abbassa colpendola ripetutamente al viso. Spappolandolo

Ti alzi ridendo. Ora siete tutti fermi. Loro si lanciano occhiate,come decidere chi deve  colpire per primo.

Sei così distratto da non vedere il piccolo Paolo muoversi velocemente a  gattoni ,avvinghiarsi alla tua gamba sinistra mordendola. Lacera i tuoi jeans e ti graffia leggermente

Lo colpisci come hai fatto con la madre Ormai la statuetta è completamente coperta dal sangue e dalla materia cerebrale delle tue vittime.

“Nooooo!Sei pazzo”Urla Guido gettandoti furiosamente contro di te armato di forchetta. Senti le punte infierire sulla carne martoriata della tua spalla sinistra. Prendi la sua mano,con disperazione .Gir i la forchetta contro la sua gola e poi…Lo spruzzo di sangue caldo ti fa capire che anche lui è sistemato.

Cosa succede?Ditemi che è un sogno.!

La piccola Cristina piangendo il fratello e i genitori morti si muove contro di te. Il tuo braccio scatta trovando il piccolo cuore della bambina come bersaglio. Lei cade con la forchetta piantata nel torace.

Francesco e Maria si avventano su di te. Con fatica scappi sulle scale che portano alle camere e al bagno. Francesco ti blocca prendendoti ai fianchi. Cadete. Ti giri . Lui si alza per colpirti con il coltello Tiri una pedata fortissima al suo viso. Lo senti frantumarsi sotto i tuoi anfibi. Vedi il cadavere cadere  Prendi il coltello e scappi  Sbatti contro il corridoio prima a destra poi a sinistra.  Raggiungi il bagno.

 

Maria urlando ti fa cadere nella vasca. Tenta di sbranarti il viso. Tu la colpisci più volte con il coltello

Urli,ridi,piangi e colpisci. Colpisci,colpisci,colpisci.

Silenzio. Dove sono mamma e papà?

Ti alzi a fatica ,sposti il cadavere della tua piccola sorella,che sognava di diventare una  grande scrittrice, e stancamente ti dirigi verso la cucina

Loro sono là,seduti ai loro posti. Stringi fortissimo il coltello nella tua mano. Capisci che stai sorridendo. Un sorriso cattivo

 

“Non abbiamo ancora finito di mangiare”Dici mentre ti avvicini ai tuoi genitori.

 

“Orribile massacro oggi a Nova Milanese, Stefano Rossi, un disoccupato di  47 anni ha sterminato la famiglia riunita a tavola per un rituale pranzo famigliare domenicale. Sbigottiti vicini,amici,parenti,che non sanno spiegare l’insano gesto. L’uomo continua a dire che i suoi famigliari, incredibile,hanno tentato di sbranarlo..Ma la polizia esclude questa pista,confermando che sia l’ennesima tragedia della follia e della crisi….Torniamo tra poco,con le immagini dello scudetto vinto dalla….”

 

il crepuscolo degli eroi

3 Mar

La sigaretta trema tra le mani del uomo.

“Non riesci nemmeno a tenerla ferma tra le mani”Dice la donna.

“Cosa?”Ribatte lui “La sigaretta”Precisa lei

“Oh,questo..Niente!Una piccola cosa,stai mettendo in dubbio che io non sappia più sparare?”Il tono della voce vagamente irritato.

“Sto solo dicendo che è da trenta minuti che quella cazzo di sigaretta par voglia competere alle olimpiadi, nella categoria tuffi”

“Spiritosa.Davvero”L’uomo fissa distrattamente il bicchiere di cuba libre davanti a sé “E invece questo ti mantiene lucida?

” “Aiuta i riflessi,certo”

“I riflessi?”

“I riflessi”La donna guarda l’orologio. Lancia un’occhiata intorno. La sua città, Roma, il suo bar preferito. Quanta gente hanno visto passare e quanti affari hanno fatto in quel posto.

“Trenta anni”Mormora lui

“Cosa?”

“Cazzo sei diventata anche sorda?Ho detto 30 anni.Ne abbiamo combinate di cose eh?”Sorride amaramente l’uomo

“Un tempo il nostro nome metteva paura. Lo sussurravano i diavoli ai loro figli,quando facevano i capricci.”

“Perché oggi?”

“Oggi,sei un uomo vecchio e malandato.Che fa da autista a un ricco rampollo di una nobile famiglia di figli di mignotta, o no?”Lei ama provocarlo,l’ha sempre fatto durante tutta la loro lunga e solida carriera ed amicizia.

“Si,che ci ha trovato anche un buon lavoro. Da quanto tempo non sentivi l’adrenalina scorrere lungo le vene?”

Lei pensa alla bambina. Le lacrime corrono lungo il suo viso. “Non sei tenuto,cioè…Puoi tenerti il tuo lavoro, non sei tenuto…Ti capisco,sai?”Lei cerca disperatamente qualcosa da fare , non vuol guardare in faccia il suo amico,mentre sente che non riesce a trattenere il pianto.

“Ho fatto tante cose brutte in vita mia. Troppe. Però due cose mi vanto di non aver mai fatto: 1) abbandonare un amico quando questo è nei guai,2)uccidere innocenti. Alla seconda non posso più rimediare,ma alla prima si.”Il tono asciutto e lo sguardo duro di lui mette alla donna una sottile sensazione di tranquillità. Sono stati insieme come fratello e sorella per tutto quel tempo e insieme se ne andranno.

“Tu ,però, puoi continuare a vivere. Cioè,hai quel lavoro…Forse mi sbaglio. La gente prima di morire,sai…L’abbiamo visto tante volte , magari si son inventati una storia.”Lei insiste, perché dovrebbero morire tutte e due? “

“Forse, forse è così. Forse il mio capo è veramente quel filantropo che dice di essere, e quei due che abbiamo eliminato due pervertiti. Forse loro hanno abusato di quella bambina,tu pensi che sia così?” Lei ricorda solo il pianto disperatissimo della bimba mentre un tirapiedi di quel cazzo di un milionario filantropo la portava via

“Aiutami!Signora,aiutami!”Gridava lei

“Come sarebbe stata?”Chiede la donna

“Cosa?”

“La vita. Se avessi avuto figli, se fossi rimasta con Paola,se non  avessi incontrato te,ma Cameron , se mi fossi laureata in biologia, se ..Come sarebbe andata?”

“Non credo in queste cose.Non l’ho mai fatto,posso solo dirti che questa è la nostra vita.Ti ricordi,come ti ho incontrato?”

“Si,caro mio. Eravamo qui. Avevamo finito di bere io e Paola,stavamo andando alla nostra macchina e poi…” La mano del tizio sulla sua spalla la fa girare velocemente e violentemente.La lama del coltello sulla gola.La paura che la immobilizza. L’altro stava strappando i vestiti a Paola, lei gridava e la guardava. Ferma,bloccata,sentiva la voce dei due uomini che le insultavano, ma era come se venisse da un altro pianeta.

“Poi uno fa:”che cazzo vuoi puffo quattrocchi?” E te gli rispondi una cosa tipo:”Odio i puffi” Poi hai sparato al tizio che mi teneva la lama di coltello puntata contro la gola” E lentamente, inesorabile, avanza. Il ferito a terra urla ,la pallottola gli ha fracassato il polso. L’altro tiene sotto di sé Paola , ma non dice nulla .Il terrore gli ha bloccato la parola.

“Non ho niente contro voi due,sapete?Cioè, che male c’è?La violenza fa parte della nostra vita e fate benissimo ad esercitarla,ma ..Sai,esiste sempre un ma..MAI ESSERE VIOLENTI NE I CONFRONTI DI UN BAMBINO,(l’uomo spara alla gamba sinistra del violentatore),MAI ESSERE VIOLENTI NEI CONFRONTI DI UN ANIMALE, (altro proiettile alla gamba sinistra), MAI ESSERE VIOLENTI NEI CONFRONTI DEI PALESTINESI, ( Spara ai testicoli dell’uomo) e MAI ESSERE VIOLENTI NEI CONFRONTI DI UNA DONNA ( l’uomo spara alla testa del tizio che esplode in mille pezzi) “

” E poi fai al tipo che stava maltrattando Paola….”

“Ti reputi fortunato,uomo?” Il tizio balbetta piangendo un si

“Testa o croce?”

“Testa..Nonono,croce!”

“Sicuro?”

“Sicuro”

“Bene” l’uomo getta in aria la monetina e mentre il tizio la fissa sperando di salvarsi la vita,lui gli spara in testa.

“Un bel modo di conoscerci,vero?”Ridacchia lui

“Non ne conoscevi di migliori?”Ribatte lei.  Da allora l’uomo l’ha allevata come una figlia. Nonostante non fossero così distanti di età. Avevano lavorato per tutti tranne che per israeliani, americani, perché lui aveva una sua “moralità politica”,come amava sostenere. E per la mafia. Avevano tentato diverse volte di ammazzarli, ma non ci erano mai riusciti. Erano davvero crudeli,feroci,spietati. “Bonnie e Clyde ci fan una sega”Diceva sempre lui.

“Che ore sono?”Lui si alza lamentandosi dalla sedia.

“19,30. Che bella giornata!”Sospira lei

“Cazzo,morire d’estate.Che rottura di coglioni”Brontola l’uomo.

Lei si alza e va a salutare Elio Antonelli,il vecchio e bonario padrone del loro bar preferito “Allora non passarete più da queste parti?”Domanda Elio trattenendo due lacrime ostinate che non vogliono saperne di tornare indietro “No.Stammi bene “Lei sorride timidamente. E poi se ne va.

Tutto può il danaro. Non è vero quello che dicono gli illusi o gli incapaci. Lui aveva tanti uomini che dipendevano dai soldi che elargiva a destra e manca per l’affare delle bambine. Non ci vedeva nulla di male erano bimbe nate in zone poverissime del paese. Lui pagava i genitori , pagava i suoi uomini perché andassero a prendere le piccole, e poi ammazzassero mamma e papà, di modo che i soldi gli ritornassero indietro. Carne fresca, pura, immacolata.Amava sfiorarle e toccarle. Per puro divertimento il suo braccio destro, Franco, gli aveva consigliato di mandare per l’ultima missione quel vecchio occhialuto rincoglionito che fungeva da autista e altri lavoretti. Un tempo lavorava con una donna ed entrambi erano una specie di leggenda, una cosa simile. Sai,anche le leggende invecchiano e spariscono.

“Hanno fatto un grande lavoro,vero?”Chiede Franco.

“Certo, assolutamente.”Riccardi si accende il sigaro, l’altra sua passione. “Intendi eliminarli?”

“Forse,ma sai..Lui è un bravo autista.Non so,che dici?”

“Non lo so,ma lei…Ho visto come guardava la bambina. Forse ha capito”

“Ah,si?Fammi pensare,ho messo del celophan sul pavimento. I miei uomini la fuori sono armati fino ai denti.  Mi sa che non intendo farli vivere a lungo, ma voglio divertirmi un po’.Sai, non te l’ho mai detto, ma per colpa di quella donna e di quel bastardo, ho perso un fratello. Tanti tanti,tanti anni fa”

“Il piccolo educatore di lesbiche?”Ride Fabrizio

“Si”Risponde il milionario. Un piccolo dolore ,il peso della mancanza di un fratello tanto amato.

ALLE SPALLE I FEDERALI,IL TUO NOME SUI GIORNALI

Pancho e Lefty

La villa è presidiata da un folto numero di scagnozzi e tirapiedi di Riccardi. Brutto affare,bruttissimo. “E quindi?”La donna vuol sapere che piano ha in testa lui.

“Niente,mi conoscono.Entriamo tranquilli ok?” Lentamente si avvicinano al cancello, pronti a fare fuoco su quella mandria di teste di cazzo.

“Ehi,puffo quattrocchi,dove caz..”Il palestrato der tufello non finisce la frase. Un proiettile gli fracassa il piede sinistro.

“Odio i puffi”Mormora lui

Gli altri lo fissano immobili.  Una mano pronta ad estrarre le pistole. E sudore freddo sulle loro fronti.

“Oggi è una bella giornata,non vi conviene rovinarla”Dice la donna.  Entrano in giardino e si dirigono verso lo studio del padrone di casa.

“Hanno sparato a un nostro uomo”Franco informa Riccardi.  Brutto affare. Bruttissimo.  Daniele e Laura entrano nello studio

“Avanti!Avanti! Che piacere rivedervi” il milionario si alza dalla sua scrivania e corre incontro ai due.

“Celophane?”Domanda Laura ”

Si,stavamo facendo dei lavori ..Sai imbiancare la casa,sistemare..Franco,anzi!Una cosa: ”vai a chiamare gli operai,che devo pagarli! “,Riccardi sorride a Laura”ogni lavoro va pagato ,no?”

“Certo”Taglia corto Daniele. I tre si siedono ai rispettivi posti.  Riccardi da dietro la sua scrivania tamburella nervoso sul legno. I due lo fissano impassibili.  “Avete detto qualcosa?”Domanda il milionario “

“No”Rispondono in coro i due.

“Bella giornata oggi. Dicono sia la più calda …”Riccardi lancia un’occhiata furtiva verso il corridoio

“Si,dicono sempre così”Risponde distrattamente Laura, sente dei rumori. Voci concitate, anche se faticosamente trattenute.

“Perfetta per un giro fuori città”Interviene Daniele, fissando Riccardi, ma toccando leggermente Laura. Come per dire:”Tieniti pronta”

“Quando ero piccolo,in giornate come queste io e mio padre prendevamo e andavamo a pescare.  C’era sempre mio fratello”

La voce del padrone di casa ha un leggero cedimento.

“Aveva un fratello?”Chiede Laura

“Si, ma è morto”Risponde cupo l’uomo

“Dispiace”Aggiunge Daniele.  Sono decisamente tanti quelli che son in corridoio.  Nello studio entrano Franco e altri quattro uomini, vestiti da operai.  Laura e Daniele si rilassano

“Eccovi ,qui! Dovevo pagarvi per quel lavoro” Riccardi si alza dalla sedia e va incontro ai lavoratori.  Proprio in quel momento Daniele e la sua collega sentono una scossa sul collo e cadono per terra.  “Ben fatto”Dice il milionario mentre prende a calci i due. “Tirateli su,tirateli su,avanti!” Grida Franco. L’uomo e la donna sono mezzi tramortiti e a fatica stanno seduti.

“MA GUARDALI,GUARDATELI TUTTI!QUESTI SONO GLI STRONZI CHE HANNO AMMAZZATO MIO FRATELLO” Altro giro di pedate e sputi ai due di nuovo per terra

“Tirali su”Ordina Riccardi  Malandati,ma ancora vivi Daniele e Laura fissano con odio i loro aguzzini

“Una domanda ,prima di morire,posso fartela?”Chiede la donna

“Certo,è una sorta…Di ..Come si dice?Ultimo desiderio?”Ridacchia il boss “Si,esatto.Quindi posso?”

“Fai”

“La bambina…”

“Bambina?Bambina?Uh….quella.Ah,certo ti accontento subito! Se le avessi dato l’opportunità di crescere,bè..Sarebbe diventata una grande pornostar…Se!” L’uomo ride e con lui i suoi scagnozzi. Daniele vede l’amica cadere a pezzi,distrutta dal dolore.

“Sai una cosa?”Chiede Daniele

“Cosa?”

“Prima quando lei ti ha chiesto se poteva farti una domanda…”

“Prima di morire,lo so..E allora?”

“E allora?”Domanda ridacchiando Daniele

“Già,e allora?”Ribatte duro Riccardi

“Non si riferiva mica alla sua o mia di morte,sai?”Daniele sente la rabbia ridere nel suo sangue,è tempo di massacro.

“E di chi allora?Della mia?”L’uomo ride sbruffone

“ESATTO!”Gridano alzandosi di scatto i due.  Con le gambe sinistre gettano violentemente le sedie contro gli uomini alle loro spalle . Che rovinano pesantemente a terra. Nel frattempo colpiscono violentemente al volto Riccardi che vola dietro alla sua scrivania. Daniele afferra la lampada sulla scrivania e con la base maciulla la faccia di uno dei finti operai. Poi afferra al volo la pistola e spara contro gli uomini rimasti dentro allo studio. Sangue,cervelli,vite che si spiaccicano tutto intorno sui muri e sul pavimento celophanato. Franco in terra spaventatissimo e tremante ripete “nononono” “L’hai toccata anche tu?”Chiede Laura

“No,è stato quel verme!Quel…”La testa del tirapiedi si spappola sotto i colpi della mazza da golf nelle mani della donna.

“Non sapevo che tu giocassi”

“Era la prima cosa che mi è capitata tra le mani” Faticosamente Riccardi si sta alzando,aggrappandosi alla sua scrivania.

“Ah,capo…Grazie per il lavoro,ma sai..Vorrei cominciare una nuova vita … Quindi:Ti licenzio!”Esclama Daniele mentre dà un calcio a una pistola abbandonata sul pavimento . L’arma vola verso la mano sinistra di Laura che la prende al volo e spara tutto il caricatore contro il viscido e squallido assassino di bambine

“Non è ancora morto?”

“No,voglio che senta cosa ho da dirgli. Mi senti,vero?”Chiede lei Riccardi tossisce vomitando sangue.  “Mi fa piacere ucciderti,mi fa molto piacere.Così come ci ha fatto piacere uccidere tuo fratello. E quelli come te” Dopo di che,i due sparano alla testa di Riccardi.

“E ora?”Domanda lei “

“Ci salutiamo qui o preferisci dopo?”

“Non lo so,hai una sigaretta?”Chiede Laura

“Si..Ehi ragazzi!Là fuori!Stiamo per uscire, vi avvisiamo. Che intenzione avete?”Urla Daniele

“Non lo so signore,lei che dice?”Ribatte con voce tremante un giovane scagnozzo di Riccardi.

“Ti piacciono i tramonti?”Domanda Daniele

“Tramonti?”La voce del ragazzo è quella di chi non riesce a comprendere il senso della domanda

“Si,tramonti.A molti piacciono. Io li ho sempre detestati,mettono una tristezza!Sai,tipo una fine malinconica,e tanto compatimento.Nessun tramonto per gli eroi,non lo meritano .E sai ragazzo?Io e questa donna siamo stati degli eroi.”

“Come vuole lei signore.Vi aspettiamo”

“Ok,ragazzo e scusami se ti ammazzerò ok?”

“Ok” Daniele guarda Laura in faccia e vede scorrere tutta la loro vita. I sorrisi, le risate, i sogni e illusioni ,il sangue,la morte,la miseria umana.

“Un piacere per me “Dice lui sorridendole

“Anche per me”Risponde lei. Si guardano per altri secondi,come per fermare il tempo e rammentarsi di ogni singolo secondo passato insieme

“Stiamo arrivando!” E avanzano verso la morte. http://www.youtube.com/watch?v=_nksp7zjrYE

sulle note di questo splendido pezzo,ora immaginateli.Sono due, sono anziani e malridotti  Fuori ci sono tanti, troppi ragazzi armati fino ai denti. Eppure loro avanzano. Daniele carica la sua pistola, Laura fa lo stesso  , Lei mette una mano sulla spalla del suo amico e stringe.  Lui la guarda e sorride. Non hanno bisogno di parole,non l’hanno mai avuto. Lei pensa alla bambina,che le corre incontro:”Mamma!”Dice  E poi a casa con Paola, una vita normale. Una coppia ,una famiglia. E Daniele sarebbe stato un ottimo zio. Il rimbombo frastornante di uno sparo il dolore all’orecchio destro.  Lei ride e avanza velocemente contro il ragazzo che le ha sparato. Lui trema, lei spara gettandolo sul pavimento. Altri colpi. Pezzi di muri come schegge. Niente può fermarli. Sente male per tutto il corpo si gira e vede Daniele pieno di sangue, sta cadendo. Lei lo afferra al volo, lui la guarda. Lo sguardo di un morto che continua a camminare. Si rimette in piedi. I nemici nervosi urlano, strepitano. Loro avanzano.Colpiscono gambe, braccia, teste, e ridono,ridono,ridono. La sentono, lo sanno, la vita sta finendo, è l’ultimo giro di giostra e allora ,  cazzo , che sia un giro memorabile. Scendono le scale sparando sui nemici che arretrano,inciampano,proiettili li bucano,pallottole gli squarciano,ma Daniele e Laura sono ancora in piedi. I divani rilasciano piume per aria,i vasi si sgretolano,un uomo colpito da Daniele frantuma la vetrata del soggiorno e vola fuori tagliato e con un grosso buco nello stomaco. I pochi sopravvissuti sono in giardino davanti alla piscina. Daniele e Laura si fermano sui gradini che portano all’entrata in villa. Fermi,immobili,respirano faticosamente,con calma l’uomo prende una pistola da terra e la passa alla collega “Grazie”Mormora lei “Finiamo questo lavoro,odio lasciare le cose in sospeso” Con la pace e la tranquillità dei giusti prendono la mira. I nemici sono disorientati,spaventati,annichiliti

“Ti avremmmo invitato ogni week end,sai?E avrei cucinato per te,amico mio”Dice Laura

“Tu avresti cucinato?Preferisco morire allora!”Ride tossendo e vomitando sangue lui

“Cretino “Ribatte sorridendo lei. Poi il rumore degli spari e le grida dei nemici scuotono il cielo e fanno tremare la terra.

Epilogo

Seduti sui gradini,  il braccio destro di lei sulle spalle dell’uomo. Li troveranno così. Come troveranno nascosti in villa dvd delle violenza che Riccardi, il noto ricco filantropo protettore dei poveri,girava nella taverna della villa. La cosa strana,davvero inspiegabile e che per giorni riempirà i pensieri del commissario Landi,non è solo la gratitudine per aver fatto quello che ogni uomo di giustizia vorrebbe fare,ma sono i sorrisi sul volto dei due cadaveri.

I sorrisi più innocenti,candidi,puliti,onesti che lui abbia mai visto in vita sua.

NATALE A.D.

22 Dic

“Last Christmas i gave you my heart, but the next day you gave away..nanana nananan ..Ehi,cosa c’è?Non conosci gli Wham?”Domanda l’uomo con gli occhiali e una ridicola divisa militare larga e stracciata al cane che giace sdraiato ai suoi piedi.
Sentendo la voce del padrone, l’animale si mette seduto e comincia a ringhiare ed abbiare.
“Cosa c’è?Cosa vuoi?Non abbiamo da mangiare, lo sai!Accontentati dei miei auguri di natale, Achille!”
Una lama fredda e pizzicante puntata alla gola.Legionari,o pretoriani?Non è mai stato bravo in storia dell’impero romano.
“Arrenditi Longobardo”Dice il legionario
“Scusami,mi sono sbagliato, Achille. Abbiamo da mangiare”Sorride l’uomo.
Rhona si fuma una sigaretta. Lucia dorme. Vorrebbe svegliarla per baciarla,stringerla a se.Si acconteta di guardarla. Beata lei che riesce a dormire.Come farà?Una sigaretta,o una cosa che possa rimembrare lontanamente quel vecchio e delizioso vizio.Seduta sul letto di un grande magazzino,ultimo loro rifugio, Rhona pensa al “prima”
Si trovava a Roma,era primavera,o fine inverno…cazzo,la memoria! Bè, era arrivata in quella bellissima città per girare l’ultimo film di Steven Spielberg. Un film avventuroso su una donna che combatte gli alieni per salvare la figlia .Non l’umanità: la figlia. Bè, come aiuto regista c’era lei: Lucia. Timida e imbarazzata ogni volta che le rivolgeva la parola. Anche con Steven era così,ma in modo diverso. Una sera ,(stanca della vita da set :albergo e lavoro), aveva deciso di invitarla a bere qualcosa insieme. La ragazza italiana quasi sveniva.. Una bella serata,tanto alcol,tanti racconti picareschi e cameratismo. Così avevano cominciato a frequentarsi dopo il lavoro.Poi era cominciato.
Così, di punto in bianco. Senza avvisaglie di nessun tipo. Se non le notizie che avvisavano di terribili delitti,in numero crescente. Però nessuno diede importanza ad esse.
Il mondo non era finito per una bomba atomica,nemmeno per un virus, o per i morti che son tornati a camminare per le strade. Il mondo era finito perchè la gente, senza motivo, aveva cominciato ad uccidere. Una follia. Che passava e contaminava la gente.Come? Nessuno l’ha mai scoperto. Un uomo che avevano incontrato qualche giorno prima aveva raccontato a loro che la sua prima esperienza con quello strano fenomeno l’aveva vissuta in ristorante. Improvvisamente il cameriere prese il coltello e tagliò la gola del cliente.Dopo una pausa di dieci secondi, il suo vicino di tavolo si gettò armato di forchetta contro di lui.

Rhona annuiva.Era successo lo stesso sul loro set. Un giorno qualsiasi Improvvisamente Steven prese a pugni l’assistente operatore.Senza motivo.Poi scappò.Tornò dopo due minuti armato di ascia.Nella mano sinistra la testa della costumista gocciolava sangue.Poi un elettricista uccise a colpi di cacciavite la segretaria di produzione.L’inferno.
Lucia le salvò la vita.Per farlo dovette decapitare il suo amatissimo Steven.
Fuggirono per giorni,settimane,lei parlava di un posto:Porto San Ercole.Il mare,la salvezza.
Non puoi salvarti quando il mondo impazzisce .

Rhona si alza dal letto. Cammina pigramente nei vari reparti. Un tempo tutte quelle cose in vendita avevano una loro importanza.Ora a cosa servivano?
“Rhonaaaa!Rhonaaaa!”La sente urlare. Spaventata
Lei corre con il cuore in gola fino al letto.La trova rannicchiata contro la testa del letto.Con le braccia tiene strette al mento le gambe.
“Sono qui”Le dice ,accarezzandola.
Il cane corre per le strade di una Roma abbandonata.Tra le carcasse di auto e avanzi di cadaveri. Ossa.
Ponte…come cazzo si chiama quello di Castel Sant Angelo?E poi è proprio Angelo, il santo?
Guarda le nere acque del Tevere trascinare i poco amabili resti dei meno fortunati e dei rottami di cose che un tempo forse avevano una loro utilità.
Il suo padrone lo segue poco distante.Mazza chiodata,fucile,spade. Ricercato dalle guardie romane per omicidio,rapina,e altro… Molto altro.

“Achille,fermati”Ordina l’uomo.
Il cane rimane immobile.Poi scondinzolando corre verso il suo padrone. La mano dell’ uomo infatti sta frugando in tasca. Pappa!
Non è vero ,come dicono molti, che i legionari siano così cattivi. Sono davvero gustosi.

“Dobbiamo uscire da qui”Dice Lucia
“Perchè?”Chiede Rhona
“Voglio andar a Porto Ercole”
“Ercole?”
“Ercole”
“No,non credo sia una buona idea. Come facciamo ad andarci?”
“In bici”
“In che?”
“Bicicletta”
“Lucia..Qui abbiamo tutto.Cosa ci serve,andare ..”
“Non siamo sicure.Verranno prima o poi. Centurioni,legionari,pretoriani, qualcuno verrà! Dobbiamo muoverci. E ti dico, il mare…Prenderemo una barca e poi vivremo in mare aperto.Andrò a prendere da mangiare,pescherò per te.Sarà come una sorta di paradiso, credimi!”Lucia prende le mani di Rhona.
La donna inglese è titubante.
“Cosa è stato?”Chiede
“Cosa?”Ribatte la donna italiana
“Quel rumore…Qualcosa che cadeva”
“Niente,sarà…”Di nuovo un tonfo e uno strano rumore. Qualcosa che cigola e dei passi pesanti che calpestano il pavimento.
“Cavalli”Mormora a bassa voce Lucia
“Cosa?”Domanda esterefatta Rhona.

“Eccole!”Grida un Centurione a bordo di una biga correndo ad alta velocità contro le due donne.
Lucia e Rhona cominciano a scappare ,zigzagando tra le varie corsie.
“Le armi!”Urla l’indio-irlandese
“Sono sotto il letto”Risponde la giovane romana
Alle loro spalle sentono la merce cadere e il centurione bestemmiare,non è comodo correre con una biga all’interno di un centro commerciale.
“Di qui! Di…”Rhona si ferma di botto.Davanti a lei , in mezzo alla corsia, ci sono tre legionari armati fino ai denti e un centurione a bordo di un’altra biga.
“Darò ordine ai miei uomini di spararvi,signorine”Dice l’uomo sulla biga.
Rhona e Lucia non possono fare altro che arrendersi.
La malattia sta peggiorando. Canta, ride, parla, da solo. O con il cane. Ecco, quella bestia è l’ultimo aggancio con la realtà . L’ultimo.
“Da quanto tempo mi conosci?Saranno dieci anni?Bè, sono stati anni meravigliosi quelli spesi con te. Non so che altro dirti, per …”Non trova davvero le parole e sente un nodo alla gola, calde lacrime riempire i suoi occhi. Non un bello spettacolo quello del peggior criminale dell’Impero in lacrime. Accarezza il cane.
Dove si trova?Lungo la Cassia,gli pare.Vagabonda senza meta da un bel pezzo. Uccide,mangia,uccide di nuovo ,dorme, aridaje ammazza ancora e poi cammina. Tanto. Non sa quante volte abbia fatto avanti e indietro quella città .Bellissima e suggestiva ancora, nonostante tutto.
“Io e te…Io e te”Dice l’uomo mentre fa passare la mano sulla schiena robusta del suo animale di compagnia.
I Senatori l’hanno avvertito più di una volta. Il popolo si sta stancando dei soliti scontri tra ridicoli gladiatori.Non ce ne sono più di buoni, e quindi son sempre più malcontenti. Un popolo non contento,potrebbe cominciare a protestare e non è sicuramente quello che L’Imperatore vuole.
“Abbiamo bisogno di lottatori nuovi.Gli scontri ultimamente sono sempre più …Come dire?Prevedibili. Caronte e la sua squadra di gladiatori della nostra Accademia,sono troppo forti e i prigionieri..Per il Santissimo Giove, davvero debolissimi e impresentabili”
Il vecchio Lucio a nome dei Senatori si rivolge a Sua Meraviglia L’Imperatore di Roma.
“Selezionateli meglio. Che volete vi dica?Il popolo perchè mai dovrebbe lamentarsi?Roma è risorta!Siamo tornati alle nostre origini.Abbiamo una città che ha ripreso la sua tradizione imperiale.Diamo banchetti,spettacoli,abbiamo le migliori prostitute e gli enuchi più appetibili. Nondimeno, come sempre, essi sono scontenti?Bene,dicano cosa vogliono? La repubblica? Abbiamo i senatori. La democrazia? Bè,se rispettano le nostre regole, che sono le sacre regole dell’Impero, hanno tutte le libertà. Ricordate i vecchi tempi? Anche allora si lamentavano. Non sono mai contenti. Non ci baderei molto, però dopodomani sarà Natale e voglio quindi che abbiano un grandissimo spettacolo. Lo scontro degli scontri e poi un grandissimo banchetto.Cibo per tutti i Romani e Romane. Pane e circo,son sempre gli alleati migliori per noi Potenti e Onnipotenti.”
“Dovremmo trovare degli avversari degni di nota”Mormora un consigliere di corte.
“Li abbiamo!”Sostiene il capo dei pretoriani.
“Davvero?”
“Bè,oggi abbiamo catturato due donne…”L’uomo viene interrotto dal ridere del consigliere imperiale
“Non riderei,se fossi in voi. Sono le responsabili della scomparsa della Nona Legione”Conclude duramentee il capo dei pretoriani.
“Non c’è via che non mi ricordi una nostra impresa, vero Achille?”Chiede l’uomo al suo cane. L’animale agita la coda gioiosamente.
“Ne abbiamo ammazzati e amate ,vero?Si,ci meritiamo la nostra cattiva reputazione. Come se poi in questo inferno contasse qualcosa la reputazione”.
La Cassia è lunga,stanno andando verso nord.Quartieri bene,una volta almeno. Lui li odia. Tanto che le stragi migliori, si parla di intere famiglie, le ha portate a termine proprio in quelle zone.Sente l’adrenalina,la rabbia, l’odio e la violenza pompare nel sangue,ci siamo..Una crisi. Urla tirando fendenti nell’aria e ridendo istericamente.
La Follia, l’ha contaminato ,ma non del tutto. Ha una forza eccezionale grazie ad essa, un istinto potente,ma anche la durissima sensazione di perdersi,la disperazione dopo ogni strage e violenza.

Un suono acutissimo gli penetra il cervello. Si gira e lo vede:Achille è morto. Trafitto da una lancia artigianale.
Un uomo gli tiene un piede sopra,come se non volesse lasciar scappare la sua preda.Ha un sacco di iuta come vestito,legato malamente intorno al fianco.
“I miei bamabini mi han chiesto un regalo per natale..”Ridacchia l’uomo.
L’occhialuto prende la sua mazza chiodata.
L’uomo con la lancia capisce in quel momento il grave,gravissimo errore commesso.
“Non..”La frase gli muore in gola,poi comincia a urlare.Un chiodo gli ha perforato l’occhio. Con quello sano vede che pende dalla mazza.

L’occhialuto ridendo,piangendo,urlando,imprecando,colpisce fino a ridurre in poltiglia il malcapitato.Poi si abbandona sedendosi per terra. Prende il cadavere del cane e lo tiene tra le braccia. “Shhhhh. shhhh..piccolino,amore mio..Piccolino,amore,lo sai che ti voglio bene?”Passa la notte dell’antivigilia e la vigilia così.Fino a quando dei pretoriani lo trovano e lo portano nel carcere per i combattenti del colosseo.

Lucia cammina nervosamente avanti e indietro da muro a muro della cella. Rhona , più calma, sta seduta sulla brandina.Nella cella accanto le guardie si stanno divertendo con alcune prigioniere compiacenti.Sono quelle che dovranno fare le cortigiane nella lunga notte di Natale.Significa essere libere per almeno un paio di giorni,qualcuna potrebbe anche trovare la libertà e andar a corte.
“Dobbiamo scappare”Dice la donna italiana
“Come?”
“Prendere in ostaggio un paio di guardie”
“Ah,certo!Facile!Mica è un fottuto film questo,lo sai?”
“Grazie per l’informazione.Mi fanno schifo loro e quelle troie,le ammazzerei…”
“Dovresti allearti con il Massacratore. Lui,te e il suo cane,pensa che famigliola allegra. ”
“Famiglia?No,quale famiglia..”
“Quale famiglia,nemmeno con me?”Chiede Rhona
“Bè,ma quello…No,sarebbe diverso.Comunque..Non stai bene con me ,così?”Chiede Lucia
Rhona si alza sorridendo. L’abbraccia e la bacia.Lucia si sente il cuore in gola,leggera e felicissima.Ogni volta le succede di sentirsi in paradiso,un posto migliore,lontano dalla Follia e dai farabutti che da troppo tempo dominano Roma.
“Ce la faremo. Credimi”Le mormora all’orecchio Rhona.

Caronte è la vera star di quei tempi bui e crudeli. Ex attore di pessimi film d’azione,aveva dato sfogo alle cose imparate sul set , durante i primi giorni dell’apocalisse. Lui e un gruppo di suoi colleghi, stavano girando Mercenari 4, e stuntman.Uomini duri e cattivi.Macchine di guerra e repressione. La città era tappezzata di suoi manifesti. I bambini lo amavano e da grandi- quei pochi che riuscivano a crescere-volevano essere tutti come lui. Le donne lo desideravano e gli uomini lo temevano.
Purtroppo negli ultimi tempi le cose andavano male.L’Imperatore era un vanesio ,isterico e parolaio. Non si trovano più prigionieri degni di nota, si giocava il tutto per tutto quel Natale.Devono per forza dare un grande spettacolo.La popolarità arriva velocemente e ancora più velocemente se ne va.

L’uomo è in una cella singola,d’isolamento. Appena arrivato ha già ucciso tre innocenti prigionieri e quattro guardie.La Follia gli circola nel sangue .Non ricorda più il suo cane.La malattia e la paura di soffrire in modo troppo violento e straziante,anche per un assassino crudele come lui.

“Natale”
“Cosa?”Chiede Rhona
“Tra poco.Sarà Natale”Risponde Lucia
“Già.Ti manca?”
“Strano,prima non è che mi interessasse molto.Lo aspettavo per fare le immersioni a Porto Ercole.Ci vedevamo con i parenti,sai le cose che facciamo noi Italiani?”
“Immagino che lo faccino anche in altri paesi.Non credi?”
“Mi manca quello…Il mare,e la mia famiglia.Certo,la mia famiglia.”
“I miei hanno divorziato quando ero piccola,quindi..”
“Scusa,io..”
“No,parlami di cosa facevi con i tuoi…”
“Non riesco a parlarne.Non perchè non voglia farlo,ma è …Sento la loro mancanza.Così banale,non credi?”
“Perchè?Lucia perchè dovrebbe esserlo?Dopotutto,anche con questo mondo in rovina,con la Follia che ci ha contaminati,dopo tutta la violenza e orrore,perchè non dovremmo commuoverci pensando ai nostri famigliari?Perchè non dovremmo avere nostalgia dei nostri Natali passati?”
“Non sono una dura sai?Cioè,magari ..”
“Non ci ha mai creduto nessuno.Mai.E non devi pensare…Ecco,quan-
do mi hai fatto leggere quel libro,come si chiamava?”
“Un posto che si chiamasse arrivederci”
“Si,ecco.La cosa più dolce e ..Non ho le parole,credimi.Non può che essere una bella persona una che scrive quelle cose.E se tra poco,quando andremo a combattere,ecco io..”
“Tu cosa?”
“Io…”
“Non lo pensare nemmeno.Non lo fare.Non permetterò che ti facciano male,non lo faranno.Non lo faranno,hai capito?”Lucia quasi urla
Rhona si alza dalla sua brandina e si sdraia accanto a lei.Cercando di calmarla,sussurrando dolci parole e accarezzandole il viso.
“Come sta?”Chiede una guardia al suo collega
“Zitto.Prima dava in escandescenze.Urlava,cantava,rideva,chiamava il suo cane. Sopratutto quello.Ora sta zitto.”
“Dobbiamo controllare?”
“Cosa,ma sei pazzo?Lo sai chi è questo?Il Longobardo.Non so quante persone abbia trucidato.Non è forse Natale , oggi?Cerca di rimanere vivo e di festeggiarlo bene con i tuoi.”
Nella cella un pesante silenzio,presagio di cattive notizie,fa sentire la sua tenebrosa e potente forza.
Natale,cosa faceva?Il delirio era passato,ora sentiva il sangue scorrere tranquillamente,il cuore battere regolarmente.Cosa faceva a Natale?Andava al mare. Pietraligure,Loano,Varazze. Con i suoi. E Achille. Ricorda la bellissima atmosfera malinconica,tenera,dolce. Pace. Ecco,era in pace con tutti. Lui un tempo sapeva anche amare.Non lo vuole scordare. Prendeva tanti libri e li leggeva. Poi il lavoro ,il negozio, aveva cancellato quella bella e sana abitudine natalizia.
E Achille,ora?Cosa farà domani?Ci sarà la festa di natale nel paradiso dei cani?Non vuole pensarci.Fa male.
Tra poco combatterà.Il consigliere imperiale è venuto a trovarlo.Due ore prima.Gli ha detto che vuole uno spettacolo come si deve.Rideva viscido e schifoso come gli uomini della sua specie sono sempre stati.
L’uomo comincia a ridere a bassa voce
“Achille,cosa dici?Glielo diamo uno bello spettacolo?Buon Natale amico mio.Ogni goccia di sangue,ogni testa decapatita,ogni vita che strapperò dal corpo di questi figli di puttana sarà dedicata a te”
“L’Imperatore verrà ucciso?”Chiede Caronte sbigottito
“Certo”Risponde il consigliere
“Come?Ma è impossibile…”
“No,ho agganci tra i senatori e due pretoriani che ci lasceranno fare.Non lo sopportiamo più. Un mediocre è sempre utile,per qualsiasi tipo di regime. Però quando egli oltre alla mediocrità,ha la cattiva abitudine di essere vanaglorioso,vanitoso,megalomane,bè…Potrebbe rivelarsi pericoloso sia per noi che per L’Impero.Quindi domani,dopo lo scontro,che vincerete tranquillamente,un uomo alle spalle dell’imperatore lo pugnalerà a morte.Tu lo ucciderai e a furor di popolo sarai il nuovo Imperatore,che ne pensi?”Domanda mellifluo il consigliere
Caronte ride felice.
La gente si sposta lentamente verso il Colosseo.Vecchio rudere pericolante,fatiscente.Tra le erbacce,le rovine,combatteranno i Gladiatori e i Prigionieri.Loro staranno in bilico su gradini consunti dal tempo.E tiferanno per quello che il potere ha deciso debba essere il loro eroe.Lo faranno pensando di essere liberi.

Circondate da Pretoriani e Legionari,Rhona e Lucia vengono scortate verso il Colosseo.La folla urla bestemmie e maledizioni contro le due donne. Tengono nelle mani i ritratti de L’Imperatore e di Caronte e guardano con espressioni feroci e sprezzanti le prossime vittime

La folla continua a inveire,deridere,urlare,tifare,poi all’improvviso il silenzio cala sulla strada. Zitti,immobili,fissano l’uomo circondato da legionari e corpi speciali armati fino ai denti e oltre.
“Il Longobardo”Mormora un bambino terrorizzato.
L’uomo cammina sereno e tranquillo.La serenità e tranquillita di un pazzo.
Dalla folla un urlo. Una donna ha perso la sua bambina che corre verso l’assassino.
“Sei il Longobardo?”
“Certo”
“E dove è il tuo cane?”
“Morto”
“Spero che tu lo possa raggiungere.”
“Lo spero anche io,ma prima vi porterò tutti con me”Sorride l’uomo mentre viene trascinato via.

Caronte guarda la sua squadra. Paul sta controllando le sue motoseghe,Jason indossa la sua maschera da Hockey e lucida la lama della sua mazza-falce,Eletric Killer si diverte a giocare con la corrente elettrica che esce dai suoi aggeggi strani.
Tra poco lui sarà Imperatore e questi uomini le sue guardie del corpo.

Il boato si fa sentire per chilometri.La gente incurante del pericolo salta e si diverte .Chiama ad alta voce i suoi idoli,esalta L’Imperatore- odiato nei giorni della settimana e poi per ogni piccola distrazione che offre ai sudditi,perdonato e idolatrato.
Rhona cerca la mano di Lucia.La trova e la stringe forte.
“Stammi vicina”Sussurra
“Non ti lascerò mai” Risponde la ragazza.

L’Imperatore si diverte e lancia saluti al suo popolo. Il consigliere se la ride sotto i baffi.Tra poco questo inutile pirla sarà morto.

Eccoli che entrano:I Gladiatori!Le note di Eye of the tiger irrompono nell’aria.l’Urlo della gente arriva fino allo spazio e oltre.

Caronte,Paul,Jason,Eletric Killer. Fermi in mezzo al campo si godono le isteriche urla della gente affamata di sangue,dolore,violenza,morte.

Fischi e insulti quando arrivano Rhona,Lucia e il piccolo e folle Longobardo.

“Ti fidi di lui?”Domanda Rhona
“Non abbiamo altre scelte.Non le abbiamo”
Il Longobardo tace.Tre assistenti del direttore degli spettacoli entrano in arena e consegnano ai tre Prigionieri le armi.
Il Longobardo prende la sua mazza chiodata.Stringerla in mano, gli da una sensazione gradevolissima di invincibilità e di grossi guai per i suoi nemici.
Lucia ha una spada di quelle corte ,che usano i Legionari, Rhona ha deciso di prendere un tira pugni e una catena.
Che lo scontro cominci..

Paul facendo volteggiare con precisione e delicatezza le due motoseghe in aria ,si avvicina per colpire Lucia Lei sente la lama tagliente della motosega sfiorarle la guancia sinistra.Con un balzo salta agilmente la seconda motosega pronta ad amputarle le gambe.Tira con decisione un colpo di spada alla testa del Gladiatore,ma viene bloccata dalla motosega nella mano destra di Paul.
L’uomo avanza. Lucia evita tutti colpi anche se viene colpita di striscio .Retrocedendo inciampa a terra e cade .Con il piede sinistro colpisce violentemente ai testicoli il Gladiatore. L’uomo perde la presa sulla motosega alzata al cielo per colpire la ragazza.Lucia l’afferra al volo e lo colpisce con violenza alla gamba sinistra.Carne,ossa,sangue le schizzano addosso. Paul urlando cade in ginocchio ,Lucia con violenza lo colpisce al collo con la sua spada.La testa del Gladiatore si stacca di netto dal corpo rotolando pigramente per terra.
Lucia pucciata nel sangue urla la sua gioia al cielo.

“Non è possibile!”Urla Jason
“Cosa?”Domanda Caronte
“HAI VISTO?Hanno ucciso …”
“E allora?Allora?Avanti entra e fa fuori quel nanerottolo”Dice il Capo dei Gladiatori gettando di peso l’uomo dentro l’arena

Jason avanza Muovendo la sua mazza-falce a rasoterra da sinistra a destra e da destra a sinistra.
Il Longobardo fa volare in alto la sua mazza,poi l’afferra al volo e la scaglia con forza contro la faccia del Gladiatore.Lo colpisce in pieno.I chiodi perforano il cranio del poveretto bucando il suo cervello.
Nemmeno un minuto di scontro
Il Longobardo si gira verso Imperatore e Popolo,mostrando a loro il dito medio.

Caronte è preoccupato.Quelli ci sanno fare.Eletric Killer entra in arena conoscendo per la prima volta la paura di morire

Rhona viene colpita in pieno dalle scariche dell’uomo e vola per cadere malamente sul terreno. Lontano arriva la voce di Lucia..Le gambe e le braccia si agitano,si sente bruciare.Capisce che l’uomo la sta colpendo ripetutamente.Le scosse non sono forti,ma ripetute diventano dolorosissime.Si sente abbandonare. Dovesse morire è contenta.Ha avuto una bella vita. Un bel lavoro,ha viaggiato, ha amato,sopratutto ora,sopratutto Lucia.
Poi con la mano desta afferra la catena.La sente ,si agrappa con forza e disperazione.
Urlando si alza e tira un colpo violentissimo al braccio destro del Gladiatore immobilizzandoli l’arto.Poi lo colpisce violentemente al viso con il tirapugni.Colpisce ,colpisce,colpisce,fino che sente le ossa della testa sgretolarsi,la carne lacerarsi,gli occhi fuoriuscire dalle orbite.
Poi molla la presa.

Il consigliere è nervoso.Il suo piano sta fallendo.Cosa fare?

Caronte entra in arena.Solitario,sa che andrà morire. Quante volte è toccata ad altri?Le cose vanno così.Non diventerà mai Imperatore.Morire a Natale.Una carneficina il giorno della bontà,dell’amore. Ironico.

Rhona,Il Longobardo,Lucia, sono al centro dell’arena.Come belve
affamate e arrabbiate.

Caronte urlando si getta contro i tre brandendo una pesante spada e tenendo uno scudo nell’altra mano
Lucia corre e poi si lascia andare in scivolata,centra l’uomo al ginocchio sinistro, spezzandolo.
Caronte cade.Rhona gli prende la spada e lo colpisce alla schiena.
Il Longobardo afferra lo scudo e glielo spacca con violenza sulla testa fino a quando è completamente spappolata.
Un silenzio innaturale avvolge il Colosseo. Poi da qualche parte un lieve e debole applauso.A quello si unisce dall’altra parte del Colosseo un altro applauso,e poi altri,e altri ancora
Alla fine la folla è in piedi ed osanna i tre nuovi eroi

Il consigliere è furioso,sta per esplodere.Dannati hanno fatto fallire il suo piano.Guarda i Pretoriani,si stanno avvicinando a lui.Intuisce di colpo di essere stato scaricato dai Senatori.Lo hanno usato e lui ha creduto troppo nelle sue capacità.
L’imperatore è in piedi. Applaude anche lui.
L’uomo si getta contro quel maledetto vanesio che non sopporta affatto e insieme precipitano rovinosamente verso terra.
Nell’impatto L’imperatore muore sul colpo.
Il consigliere si alza con fatica.Sputa e vomita sangue,si regge a malapena in piedi.Vede i Pretoriani correre verso di lui.Lo faranno a pezzi.Pensa al presepio.Lo faceva sempre ,ogni Natale. E passava una bella giornata con sua moglie e i loro tre bambini.Poveri piccoli,poveri innocenti.Un giorno arrivato a casa, con la bella notizia della promozione e la possibilità di comprare quella bella villa che sua moglie tanto ammirava,aveva trovato la donna davanti alla lavatrice.Al suo interno le tre teste dei suoi bambini.
Il consigliere piange.Lacrime che diventano rosse sangue quando puliscono le sue ferite.Ha perso tutto. Chissà se il Natale per lui potesse concludersi con un viaggio in paradiso.No. La gente come lui non ci va.Non ci andrà mai.
Così abbassandosi con fatica prende la spada imperiale e con dolore ,rabbia,angoscia,malinconia per vita che se ne va si getta contro i tre prigionieri.
La mazza chiodata del Longobardo gli squarcia il ventre.Lucia lo infilza con la spada appena sotto il cuore e Rhona lo colpisce violentemente al naso con un pugno. Il consigliere cade moribondo.Morirà abbandonato nelle segrete della prigione imperiale.Tre ore dopo.

La colpa sarà tutta sua,i Senatori denuncieranno tutti quelli che sapevano del complotto.Portando la falsa giustizia dei perfidi al trionfo.

Porto Ercole
L’acqua accarezza i piedi di Lucia.Lei si sente in pace con il mondo intero. Rhona la raggiunge e l’abbraccia.La stringe a se.
“Non avevo ragione?”
“No!”Ride la donna inglese.
“Qui saremo sicure.Sai ho ripreso la mia attrezzatura da sub,se vuoi ti insegno”Dice la donna italiana scompigliando i capelli di Rhona
“Tu insegni a me?A Eden Sinclair?”
Le due donne ridono.
“Il Longobardo?Non l’ho più visto..Doveva venire con noi”
“Non può,non è la sua terra questa,Rhona.Non può vivere come noi.Sarà da qualche parte”Risponde Lucia.
Poi le donne si allontanano camminando abbracciate lungo la spiaggia.

 

ZHANG

5 Set

“Grazie,grazie”Il cinese non fa altro che ripetere queste parole come un disco rotto.Un pessimo disco rotto

“Non ringraziarmi”Taglia corto il Cacciatore,come tutti a Milano odia i cinesi.Per colpa loro si è verificata quella pandemia che ha sterminato la popolazione cittadina.In pochissimo tempo.

“Io sono un Untore.Dovevi consegnarmi ai Cacciatori o alla Milizia Verde,invece mi nascondi”

“Eh,sai sono curioso di sapere se questo anno me lo daranno il Nobel per il più pirla al mondo”Risponde sarcastico il cacciatore.

“Cerco mia figlia Gong”Il cinese mostra la foto di una bella ragazza di circa 14 o 15 anni.

“Perchè dovrebbe essere qui?”Domanda distrattamente,cercando di non guardare sia la foto che l’uomo,il milanese.

“Lei è scappata dalla nostra zona.Ho avuto sue notizie nel quartiere degli anarchici e delle sacre famiglie,poi quanto pare è arrivata fino qui.Non l’hai vista?”L’orientale avvicina la foto della ragazza al viso vissuto e stanco dell’uomo occidentale.

L’aveva vista.Due giorni prima il Capo Branco l’aveva portata nella loro caserma.Era partito per una battuta di caccia contro quei fottuti Gialli sbranatori di carne umana e anche per eliminare Quattrocchi Kruger un folle sadico che terrorizzava gli abitanti di La Normalità,come si chiamava la sua zona,ancora più di quei fottuti antropofagi.Non aveva trovato l’umano pazzoide e non si era divertito a sparare contro i soliti Gialli.Però aveva trovato quella ragazzina.L’avevano violentata a turno.Come bestie,ma stanche.Tra una bottiglia di pessimo vino,vomito,risate alcoliche e isteriche.Violentata,usata come cesso umano,poi uccisa.Tanto era una Gialla no?Una delle regole fondamentali per vivere a La Normalità,o Vecchia Milano era: uccidere tutti quelli che hanno la pelle come quella di Titti il canarino.Cazzo Titti è un uccello!Ma è giallo e insomma il nome in codice quando si vedeva i Gialli era quello:Titti.Milano è caduta?Milano Risorge!Questo è lo slogan ideato dal leader indiscusso di quella zona:Franco Stoppani.Prima del 13 aprile 2015 un emerito pirla:chiassoso e volgare populista dell’estrema destra.Poi eroe dell’assedio ai gialli:la distruzione della Chinatown Milanese.Il suo regno l’ha chiamato:La Normalità.Perchè qui ,cioè in tutta via Monza fino a Piazzale Loreto, si viveva come ai vecchi tempi.Niente era cambiato.Mattina :bar,tabaccaio,giornali.Lavoro,ritrovo alla sera nei locali.I discorsi non toccavano mai-non dovevano-la politica o cosa succedeva nel frattempo solo oltre a Piazzale Loreto.Calcio,motori,figa,bontà del milanese e la sua naturale efficenza nella vita lavorativa.Difendevano tutto questo con l’uso forte dei Cacciatori e delle Milizie Verdi.Le regole:1)caccia ai Gialli,vietato farli entrare anche se non sono cannibali furiosi,chi ne uccide più di 10 ha una carica cittadina importante in cambio,2)niente animali.Sono portatori sani della malattia che ha distrutto il nostro vecchio mondo,3)Morte agli occhialuti intellettuali,sopratutto quelli che mettono in dubbio Il Bollettino Pandemia Gialla.

Due colpi forti alla porta fanno sussultare il Cacciatore…Due anni fa a casa con la loro unica figlia,aspettava il ritorno della moglie.Era andata a fare la spesa come al solito,ma ritardava fin troppo.Poi qualcuno bussa alla porta.Lui si alza per andare ad aprire,ma la figlia gridando allegra :”La mamma!”arriva prima alla porta.Non vuole e non gli piace ricordare,ma quella cosa-successivamente li avrebbe chiamati i Gialli- aveva preso con forza la bimba e l’aveva dilaniata squarciandole la gola.L’uomo era corso contro quella orribile creatura dalle sembianze umane,per strapparle la figlia dalle mani.La sua corsa si fermava sulla soglia della porta:sua moglie stava divorando la loro bambina.

“Enrico apri!”La voce è quella del Capo Branco,Brambilla,ferma però amichevole.

Il Cacciatore fa segno al cinese di nascondersi in stanza,mentre lui attraversa il breve corridoio che lo separa dalla porta.

“Ciao,come va?”Oltre al Capo Branco vi sono altri tre suoi colleghi,con loro dei prigionieri:una ragazza,(sicuramente lesbica visto i capelli corti e i tatuaggi,severamente proibiti),con un cane e un tizio occhialuto.

“Bene.Hai fatto buona caccia stasera?”Domanda Enrico

“Mmm..La fighetta qui presente con il suo animalaccio e sto frocetto .Direi abbastanza buona,ma non mi fai entrare?”

“Certo”

Brambilla entra e furtivamente dà un’occhiata in giro.

“Hai già mangiato?”Il Capo Branco getta la domanda lì come se nulla fosse.

“Si”

“Cinese?”

“Come?”

“Sento puzza di cinese qui?La riconosco,visto che due sere fa ce l’avevamo tutti addosso”Ghigna Brambilla

Enrico non risponde,ma con la coda dell’occhio vede che Zhang velocemente è passato in cucina.

“Non tutti”

“No?Allora non sai cosa ti sei perso.Oh preferisci i maschi di quella razza di assassini di merda?”

Enrico non fa in tempo a rispondere perchè dalla cucina arriva velocemente un coltello lanciato dal giallo che squarcia la gola del Capo Branco.In breve l’apocalisse:Cacciatori che sparano e i prigionieri che in tutti i modi cercano di eliminare i loro aguzzini.La ragazza si mostra una esperta di arti marziali arrivando a spezzare il collo a un cacciatore,il suo cane sbrana con ferocia un altro,mentre l’occhialuto si nasconde da fifone quale è. In breve Enrico,Zhang e i due prigionieri si trovano a scappare dal condominio.Fuori li aspetta la Morte Gialla.

Andare verso Piazzale Loreto,Corso Buenos Aieres ?Il terreno di Quattrocchi Kruger o dirigersi verso Sesto San Giovanni,terra dei Gialli e degli anarchici del No Future?Le zone sono controllate dalla Milizia Verde,sarà difficile uscire.

“Prima stavo a Porta Vittoria,andiamo nella mia vecchia casa”Dice Enrico dirigendosi stancamente verso la loro probabile fine.

Le guardie scherzano e ridono,anche se ormai a Milano è rimasto ben poco da rendere allegri.Non possono fare altro.

“Ciao ragazzi”Dice il Cacciatore

I due si alzano di scatto per salutare il superiore

“Devo portare questi tre dissidenti e questa bestiaccia nella zona di Kruger,mi fate passare?”In cuor suo Enrico spera che i due gli dicano subito di si

 

 

 

Il cuore batte forte:ora è in territorio aperto alla caccia.Cosa sta facendo?Dove li porta?Milano è solo un ammasso di cadaveri squartati,ratti,pestilenza,disumanità.La città del fare e del produrre non si smentiva nemmeno in questo caso:una mattanza tra le peggiori in tutta Italia.

“Bè,dove andiamo?”Chiede la tipa tatuata.

“Buenos Aires,Porta Vittoria,non lo so..Importante è andare.”

“Qui è pericoloso,bello!Lo sai di chi è questa zona?”Ribatte la ragazza

“Lo so.E ti lascio due scelte:vuoi stare ferma e sperare di incontrare Kruger o vuoi stare ferma e sperare che i Gialli sentano il tuo odere e ti divorino?”Taglia corto Enrico

Il gruppo di vagabondi disperati si dirige senza una meta precisa,per inerzia verso l’inferno.

 

La ragazza ricorda la bella giornata di sole:la radio e la tv davano cattivissime notizie.Succedeva qualcosa per colpa della Corea del Nord.Una guerra o un virus.La Cina e la Russia avevano chiuso le frontiere,non era sicura.A lei però cosa importava?L’idroscalo è un posto meraviglioso quando fa caldo,nonostante sia solo primavera,e sei innamorata.Alice per lei era l’amore vero.Stavano sdraiate sotto il sole,la radio dava le solite brutte notizie,ma chi se ne frega! I soliti allarmismi.

Joe,il suo cane, cominciò a righiare piano.Lei gli disse di stare buono,mentre da imbranata cercava il regalo ,un anello,che voleva dare al suo amore.Il cane però non voleva smetterla anzi aumentava sempre di più e si era messo in posizione d’attacco.

“Che c’è?”Le ultime parole che Alice le aveva detto.

Claudia non fa in tempo a rispondere che due individui ,due strane creature gialle giunte alle loro spalle afferrarono Alice.I denti di uno dei due si avventarono sul collo della ragazza ,mentre l’altro le divorava il ventre.Claudia terrorizzata rimaneva immobile. Joe si getta contro i due !Una lotta spietata che vede la bestia staccare la testa a una delle due creature.Solo allora,per difendere il suo cane ,la ragazza colpisce duramente con gli anfibi il secondo essere.Forte e disperata fino a scassare la testa del Giallo.

 

 

Troppo silenzio,Piazzale Loreto non è mai stata così grande e spaziosa.Loro sono armati,ma non hanno molte munizioni.Quanto potranno resistere?Nessuno vuole esporre quella domanda,ma tutti se la fanno.

“Per difendere questo cinese!Lo sai che tutti noi abbiamo perso qualcuno per colpa loro?”Riprende acida Claudia.

“Non è vero”Risponde l’occhialuto “cuor di leone”

“Alice l’ha ammazzata due di loro e sono convintissima che anche a voi è successo lo stesso”

“Non sappiamo ancora l’origine di tutto questo.”

“Oh,Puffo Quattrocchi!L’hai letto o no il Bollettino della Pandemia Gialla?”

“Si,ma sei sicura che sia tutta verità?Non sai che nella nostra epoca era un modo di agire normale quello di spacciare il falso per vero?”

“Complottista del cazzo!Se fosse stato per noi occidentali ,non sarebbe successo tutto questo!”

“Chi ti dice che l’attacco sia davvero cominciato dalla Corea del Nord?Magari quel virus è stato studiato per distruggere loro.Fatto circolare prima che loro lanciassero i missili contro la corea del sud”Ribatte il nerd di turno.

La ragazza vorrebbe rispondere,ma si blocca:impiccato a un lampione in testa giù ,squarciato dal basso ventre fino alla gola c’è un Giallo.Intorno per terra pezzi di cadaveri e avanzi di mostri decomposti.La Zona di Quattrocchi Kruger.

“Occidente oppure oriente,non conta.Ora conta solo sopravvivere”Mormora Enrico.

 

Kruger è diventato in poco tempo l’incubo peggiore dei pochi superstiti e anche -se potessero avere incubi-dei Gialli.Prima del 13 aprile era un ometto insignificante,goffo,maldestro.Uno di quelli che passano completamente inosservati,se non magari per essere deriso da qualche bulletto tamarro.Aveva una cartoleria-edicola,ma anche i suoi clienti più assidui faticavano a riconoscerlo.Non era proprio uno che “buca lo schermo”.Bè,mentre la sua vita continuava monotona e mediocre,qualcosa succedeva nel mondo.Una misteriosa malattia si stava diffondendo ,arrivava dal Nord Corea. I primi sintomi erano scoppiati nel 2011

“Gennaio,sicuramente!Lo ricordo”Dice Claudia

“No,no!Era primavera .Cazzo non posso sbagliare,avevo avuto il contratto indeterminato..Che culo,pensai,e invece..”

“No Occhialuto ,era agosto e faceva terribilmente caldo”

“Non penso che sia davvero cominciata da Chinatown,o meglio ad opera dei clandestini.Li conoscevo quelli di Milano”Zhang non conclude il discorso.

“Untore ,che ne sai?”Domanda Enrico.

“Cosa vuoi che sappia?Non vedi che è una spia?Chissà cosa ha in mente il bastardo”Urla Claudia..

 

La gente andava nell’edicola cartoleria di Quattrocchi Kruger e parlavano,parlavano.Montava la rabbia verso i gialli,la destra populista ci mise poco a prendere in mano la situazione.Pochissimi,ritenuti dal popolo pazzi e nemici,sostenevano che le prove del Bollettino non dovevano essere prese come oro colato.Mauro,il giovane occhialuto del gruppo in fuga,era uno di quelli.Precario da oltre dieci anni,genio del computer,uno dei migliori hacker del paese.Tanto da essere contattato da servizi segreti occidentali per fare operazioni di trollaggio nei siti politici.Anche di inventare personaggi di dissidenti nei paesi che si desiderava sputtanare.Se l’hanno fatto in altri casi,perchè non in questo.

Lee Cheng divenne il nome del dittatore che minacciava il mondo.La gente era furiosa e disorientata.Troppe notizie,opinioni,commenti,scoop.Il pluralismo è lo sposo perfetto dell’apocalisse e così fu.

 

Zhang sente i suoi compagni che litigano furiosamente:dove andare?Perchè non ammazzare quel giallo fottuto?Colpa sua! E allora il tuo cane?Gli animali sono portatori sani della malattia. Lui pensa a un giorno lontano

 

Il cliente veniva tutti i giorni,lo conosceva ormai da tempo..Diciamo 20 anni?Si,ecco!Tutti i giorni si fermava sempre al solito posto al ristorante.Si fermava per quattro chiacchiere.Parlava della storia del suo paese e voleva conoscere quella ricchissima della Cina.

Una sera ,mentre Zhang era in cucina,dei rumori giungevano minacciosi dalla strada.Suo figlio minore Cheng corse dal padre:”Stanno arrivando!!!”Le sue ultime parole. L’esplosione fortissima scosse l’intero locale e poi le fiamme.Zhang cercava di scappare.I cadaveri del figlio e della moglie erano terribilmente bruciati e fatti a pezzi.Gong l’altra figlia era ferma immobile.Non osava alzarsi dal suo angolo verso la sala dei grandi ricevimenti.La folla era là ferma.Visi di gente normale,ordinaria,eppure sembravano dei mostri.In preda all’odio.In prima fila c’era il suo amico italiano.

“Eccolo l’Untore!”Gridava schiumando bava e odio.L’orda si muoveva frenetica correndo disordinatamente all’interno del locale.Mille mani lo prenedevano e qualcuno aveva anche cercato di morderlo,Zhang si difendeva benissimo.Era un ex soldato dell’esercito popolare cinese,non era facile sopraffarlo.

Il rumore bestiale della folla che proveniva dalle strade ..

 

“All’improvviso smettemmo di picchiare e uccidere quei gialli.Perchè qualcuno aveva aperto una cantina o una cosa simile e cazzo,allora uscirono..”Ricorda Enrico

Zhang non aveva mai visto quei visi gialli.Non erano della comunità eppure si trovavano da loro.Erano aggressivi e affamati e si gettarono come bestie sui cittadini linciatori.Carni strappate a morsi,occhi cavati,cervelli mangiucchiati.Mani che afferravano,gambe che cercavano disperatamente di scappare.

“Non erano dei nostri”Ribatte il cinese

“Col cazzo!Ho visto chi ha mangiato Alice!Era un figlio di puttana come te!”Urla Claudia.

“Lo dice il Bollettino,ok?Non ti basta?”Continua Enrico.

Un rumore lontano,indefinibile,ma che diventa sempre più forte man mano che loro si avvicinano al Centro.

“I ricchi ballano.Senti come si divertono quei coglioni”Dice sprezzante Mauro

“Come noi alla Normalità difendevamo la nostra vita da borghesi loro difendono quella di milionari”

La loro zona era l’unica barricata e presieduta dall’esercito impossibile entrare.Possibile uscire.Come?Bastava che democraticamente si decidesse di sacrificare delle persone alla fame dei Gialli o alla follia dei vari Kruger e bande di folli.

“Non pensate che siano dei veri sciocchi?”La voce sconosciuta strappa i quattro dal loro stato di ipnosi musicale

Un ometto non più alto di un metro e sessanta centimetri se ne stava beato,fermo sulla strada.Un grosso machete nella mano sinistra e nella destra il braccio di un Giallo

“Sono nutrienti,sapete?Dopotutto ogni predatore è cibo di un altro cacciatore”Dice addentando un pezzo di carne putrida.

Mauro urla spaventato,mentre il gruppo si disperde nelle vie della città

 

“Non mi dispiace quanto è successo.Per niente.La prima volta è successo nel mio negozio.Ricordo bene.Subito dopo il massacro nella nostra Chinatown.C’è stato un fuggi fuggi.Alcune persone sono entrate nel mio negozio.C’era una ragazza che mi piaceva.”

Mauro è legato a una sedia,posto a capotavola di una lunga tavolata.Quattrocchi Kruger sta lavorando a qualcosa,è di spalle e non riesce a capire che stia combinando.

“Restai a lungo con lei.Mi disse che era venuta a cercare il suo ragazzo,sai chi era?Pasquale quello della palestra qui vicino.Il mio tormento.Era malato ,diceva:intrattabile,innapetente.Vabbè,non voglio annoiarti.Diciamo che il tipo arrivò.Lo vide dalla finestra che dava sul retro.Ho cercato di fermarla,ma sai l’amore ci frega.Insomma lui l’ha pappata in un sol boccone.Poi si era gettato su di me.Ho pensato:è la fine,così finiamo noi occhialuti no?Non sempre,eh no!Ecco,caro amico,voglio insegnarti una cosa:noi resistiamo e resisteremo,sai perchè?Odio.Covato e represso per anni e anni.C’erano delle forbici e ho sventrato quel mostro.Una rivelazione,da allora non ho fatto altro.Poi dai Gialli sono passato ai non contaminati.Non sono un provinciale,amo la buona cucina.Ecco,a proposito mangia questo è buono.Un regalo prezioso per te.”

Kruger si avvicina tenendo in mano un piatto di carne.Mauro sente il tanfo di marcio e morte che proviene dal piatto,ma sa che una piccola colpa per quello che è capitato non ce l’hanno solo i nordcoreani e i cinesi.In un certo modo anche lui aveva collaborato.

Non sapeva che razza di aiuto stavano dando sotto banco lui e alcuni agenti doppiogiochisti a Pyongyang.Colpirà solo loro.questo pensavano e invece..il primo morso alla carne suscita in lui voglia di vomitare, poi( piangendo a bassa voce), mangia tutto.

“Bravo,bravo il mio bambino”Mormora commosso il feroce Quattrocchi K.

 

Enrico corre verso la direzione della musica.Si sarebbe consegnato alle forze dell’ordine .Non può fare altro. Perchè andare a Porta Vittoria?La sua casa ormai è distrutta.Perchè consegnarsi allora?I Cacciatori non escono da La Normalità,men che meno le milizie verdi..Si ferma,fa per tornare indietro quando…

Immobili,fermi,rigidi.Una cinquantina di Gialli.Lui guarda loro e loro guardano lui.Possono anche stare due settimane senza mangiare,perchè stasera devono sentire il bisogno di banchettare pensa?Poi un suono stridente che parte piano e poi esplode in un urlo agghiacciante:la caccia è cominciata!

“Dove sarà la strada per l’Idroscalo?”Si chiede Claudia,mentre Joe ringhia.

“Perchè vuoi andare da quella parte?”Le chiede un uomo.Robusto,barba gialla con qualche pelo bianco.

“Stai lontano!”Grida lei,mettendosi in posa da combattimento ,al suo fianco anche il cane è pronto ad azzannare

“Non avere paura.Sono anche io nelle tue condizioni”

“Ah,si?Quali?”

“Fidati”

“Ci siamo fidati del governo,vedi cosa è successo”

“Mi chiamo Jahve e sono un buon pastore.Cerco anime disperse come te.La mia chiesa è al sicuro…”

Claudia capisce che si tratta degli adepti al dio Chtuluh:sacrifici umani e altre belle cosette.Comincia a scappare inseguita dall’uomo.

 

“Tutto bene vero?Ora sei al livello principale di infezione.Forse come me sarai uno di loro,ma con un quoziente intellettivo da predatore pensante come se tu fossi una persona normale.Come mi è capitato.Non lo so.Volete troppe spiegazioni.Anche questo virus,chi ti dice che sia davvero successo nel modo che ci hanno detto?Non importa.Il mondo deve finire,e io amo questo lavoro.Vieni mio aiutante ti insegnerò cosa devi fare”.

Quattrocchi Kruger libera Mauro e poi tenendolo per mano lo porta fuori,a cacciare.

 

Enrico sente la musica sempre più vicina,ma anche quei dannati Gialli affamati alle spalle.Chiude gli occhi e si dirige verso la sua salvezza.Sente il cuore battere,le gambe cominciano a fare male,i polmoni scoppiano,ma l’esercito è…

Scomparso:ci sono i camioncini abbandonati e sfasciati,e scheletri con le divise stracciate.Si inginocchia .Piange e ride insieme.Loro sono li vicino.

“Signore!Signore! Ci aiuti!”Una voce da qualche parte

L’uomo alza la testa e li vede:I Sacrificati.Solitamente abitanti del Centro che avevano perso i soldi e quindi caduti in disgrazia,(non avere soldi significa povertà e quindi sciagura)venivano legati fuori dalle barricate in pasto ai Gialli

Eccoli:due vecchie nobili ,un noto comico tv, un famoso scrittore di libri sul successo economico e sul come ottenerlo senza pagare le tasse.Implorano a Enrico di salvarli.Lui sente che le bestie gialle stanno arrivando.

“Certo,vi darò una mano”Dice mentre si avvicina armeggiando con quel cazzo di coltellino svizzero multiuso che si porta sempre a presso.

“Grazie,grazie mio caro”Dice una vecchia baldraccona di quelle che erano glorie dei giornali di gossip.

“Di niente signora”Risponde Enrico mentre le taglia i polsi.Il sangue esce a getti copiosi.

“VENITE QUI!!!!!”Urla Enrico richiamando i mostri che ,come impazziti per la fame ,si avventano contro le vittime sacrificali,lasciando a Enrico il tempo per fuggire.

 

Zhang si pulisce lentamente il sangue dalle mani.Per terra una decina di appartenenti a una gang di mafiosi.Volevano usarlo per un combattimento illegale tra lui e un Giallo catturato tempo prima.Il cinese si avvicina alla creatura legata.La guarda bene.Cerca di azzannarlo,ma ha negli occhi il buio profondo e disperato di chi si è perso.

“Riposa,fratello”Dice il cinese sparandogli in testa.

Poi esce e ricomincia a vagare.

 

L’uomo la sta cercando,ma Claudia e Joe hanno trovato un sicuro rifugio in un vecchio pub.La ragazza chiude a chiave e si siede sul pavimento vicino alla porta.Vede l’ombra dell’uomo fuori .La maniglia gira lentamente,non succede nulla.Silenzio.Il primo colpo la spaventa,ma sa che non deve muoversi.

“Apri!”Urla una voce ,automaticamente la ragazza segue l’ordine. L’uomo entra con violenza dentro il locale,ma uno sparo da qualche parte del locale colpisce il barbuto maleintenzionato .Lo stomaco gli esplode in mille pezzi,mentre viene lanciato sul selciato.

“Seguimi”Dice un ragazzo magro e biondiccio.

Lei lentamente si lascia portare verso la cantina del locale.

Ci sono almeno dieci persone lì dentro.Non è sola.

 

“Che poi,vogliamo essere onesti?Non è così brutta questa fine del mondo.Ci sono molte cose positive..Tipo:abbiamo sconfitto il tempo.Non sappiamo più che giorni o mesi sono,cosa può importare?Si,prima sempre di corsa,ma ora?Poi io ad esempio ho imparato a cacciare.Altro che dalla mattina alla sera in negozio.Non mi interessa mantenere la speranza o robe simili.Mi piace questo lento,irrefrenabile caos.Non mi interessa se son stati i cinesi,anzi va benissimo!Ci hanno fottuto.Pazienza.Credimi questi tempi di apocalisse sono fatti giusto per me.Ok,apri la bocca..ecco,bravo!Ti piace?Sangue di mafiosi e anarchici e bei pezzi di carne Gialla.Mangia,ci tengo che tu possa essere in forma.Dopotutto,mi son detto,perchè non posso addomesticare una di quelle bestie Gialle?Tipo il Giorno degli Zombi,quel film no?Poi ,a volte si ha bisogno di compagnia e..”Quattrocchi Kruger non finisce il discorso,perchè qualcuno gli spara e lo uccide facendogli esplodere la testa in mille pezzi.

Mauro è legato alla sedia,la malattia è allo stato avanzato dopo il periodo di aggressività e ansia,l’inappetenza,ora è affamato di carne umana.

“Uè,hai visto , abbiamo ucciso il Quattrocchi! Prendi questo sgorbio”I due ragazzini della banda dei Graffittari prendono a calci il cadavere di Kruger

“Oh,e quello?Che facciamo?”Domanda uno dei due.

“Magari era una sua vittima,che ne so?Slegalo va..Poi ci fa una gentile offerta in danaro!”

Mauro sente una grossa rabbia incontrollabile e un insaziabile desideria di cibarsi,oltre una strana forma di eccitazione e tristezza.Mentre sciovola verso le tenebre della malattia,pensa che stia per iniziare una nuova vita.

Appena il ragazzino si avvicina alla sedia il Giallo rompe i lacci che lo legavano ai braccioli,afferra alle braccia la sua prima vittima e poi comincia a banchettare. La casa offre un buon primo e secondo.

 

 

Enrico è stanco,ma ormai è arrivato.Prima che la pandemia gialla decimasse la popolazione,quante domeniche bellissime con la sua famiglia a fare spese in centro?Sorride mentre ci pensa.La zona dei Ricchi e Famosi è sicuramente la più protetta e salva.

Con l’ultimo sforzo passa la barricata e vede.

Il duomo è per metà demolito e in preda alle fiamme,la piazza è contesa da animali randagi pazzi per la fame che lottano per cibarsi di carcasse marcie.Tanti cadaveri.Scomposti in oscene pose da deliri erotici e terrore profondo.I Gialli li avevano forse sopresi durante un orgia e ora sono i veri padroni del Quartiere Ricchi e Famosi.A centinaia si avventano contro le vetrine dei negozi,si muovono pigramente per strada,trascinano stancamente pezzi di cadaveri e lottano con gli animali per non farseli fregare.

Milano è morta,non c’è salvezza.

 

Simone vede un uomo sulla barricata in centro. Prende la mira e spara alla testa. L’uomo cade.

Il ragazzo sorride,ha trovato la cena per i suoi amici rinchiusi nel pub ristorante poco lontano.

 

 

Laura continua ininterrotamente a parlare del massacro del Niguarda. L’ospedale era strapieno di contagiati:aggressivi,ansiosil,poi inappetenti e infine..a quel punto scoppia a piangere. Lei era tranquilla a fumarsi una sigaretta,quando li ha visti arrivare si calpestavano tra di loro e poi si rialzavano spinti da una fame violenta e primordiale.Era scappata dal reparto,ma tutto l’ospedale brulicava di quelle bestie assatanate. Mani protese ad afferrare ,denti che squarciavano,la fuga scomposta e disperata dei colleghi e pazienti normali.

Qualcuno le dice di smetterla,Claudia si limita ad accarezzare Joe,il suo rottweiler

Pensa che all’Idroscalo forse potrà rivedere Alice,chi ha detto che sia davvero morta?

“E’ tornato Simone!”Dice Nicola un tipo cicciotello e sempre allegro,grande amico del loro cacciatore di fiducia.

Vuol dire che si cena,e quando la gente è occupata a mangiare non è tempo di gelosie,rancori,ripicche che da un po’ avvelenano i rapporti tra di loro.Mentre mangia Claudia nota nella sua tazza un anello,gli sembra che quel tipo..Il cacciatore!Enrico , ne avesse uno uguale. Continua a mangiare.

Il primo colpo si perde tra le risate della gente che ascolta Nicola e quelli che si cibano con foga,dopo tanto tempo di digiuno forzato.

Il secondo suscita l’attenzione e il ringhio di Joe,il terzo rende chiaro quello che succede:i gialli hanno sfondato la porta di sopra e stanno entrando.

“Fermi!Fermi non agitatevi!Devo prendere la mira!”Simone urla ,ma nessuno lo ascolta all’interno del locale si scatena un caos infernale. I gialli avanzano con violenza ,entrano spingendosi per inerzia uno con l’altro, la gente cerca vanamente via di fuga inciampando sui tavoli e sedie rovesciate.Claudia vede tre suoi “amici” divorati e fatti a pezzi vivi,dalle mani e fauci dei contaminati.

Laura grida di rifugiarsi in cantina,ma una volta che apre quella porta una ventina di mani “gialle”l’afferrano e la trascinano dentro.

Rumore di oggetti che si rompono,di strazianti urla umane…

Un piede fuori dalla barca,sdraiata,mentre Alice si occupa di remare.Sempre lei fatica,si lamenta la sua ragazza ridendo.C’è il sole,che bella giornata.Andiamo in montagna,vero?Claudia chiede alla ragazza. Alice dice di si.Che vita,da assaporare e tenere stretta.Poi Joe ringhia …Che ti prende ? Domanda la sua padrona…

 

Il cane balza al collo del giallo che sta per sbranare la sua padrona e lo sgozza. Una macchina di morte senza freni ,che combatte solo per lei.Claudia è ferma,distante,perchè non mi lasci sulla barca?Vorrebbe chiedere.Intorna a lei si spara,si urla e quelli entrano.Non finiscono mai,mai!

Simone spara e ammazza molti Gialli.Mentre sta sparando a una bambina di dieci anni intenta a divorare le gambe di un suo amico,non vede che Nicola passa in quel momento e lo becca in pieno.

Un urlo disperato di dolore e rabbia esplode nel locale.Il ragazzo spara confusamente uccidendo contaminati e amici,poi, si accascia per terra e si spara in bocca.

Il locale è silenzioso.Cadaveri e pezzi di corpo sparsi sul pavimento.Tutto in frantumi.Joe lecca la faccia di Claudia,ma lei è lontana.Non tornerà più

 

I Gialli hanno rotto gli argini di tutti i quartieri e la lunga notte della mattanza si riempie del caos delle voci,dell’inutilità delle preghiere,della fine del mondo come l’abbiamo conosciuto.

 

Poco prima Zhang si trovava all’interno del suo ristorante.Pensieri e ricordi di vite precedenti,di una missione da compiere,passavano veloci nella sua testa confusa.

“Ecco l’Untore”Dice un uomo.Il cinese si gira e vede tre Cacciatori del quartiere La Normalità.

Non c’è scampo,loro lo vedono come un nemico.Niente di meno,niente di più.

Il cinese sorridendo amaramente e pensando: “così deve finire”, si getta contro il cacciatore che sta in mezzo e lo morde con rabbia alla gola.Poi lo usa come scudo contro i colpi dei colleghi.Afferra al volo la pistola dalla fondina dell’uomo che sta sgozzando e spara contro quei bastardi.Che muoiono.

Ha una ferita,non la controlla neppure.In lontananza sente le urla e i rumori.Sono arrivati.Niente difese.Cammina ,si trascina avanti.Non ha meta e non c’è nessuna importanza.

La notte nera e minacciosa della morte scende su milano.Joe si muove solitario,è vivo e vegeto.

Da qualche parte sente che stanno abbaiando.Corre verso di loro .

Forse vanno all’idroscalo.

fine.

FOTTUTO CAPOLAVORO

17 Ago

Prologo

Here comes the rain

 

“Da quanto è?”Chiede il giovane con un vago accento cockney

“Quanto cosa?”Risponde l’uomo anziano.Tipo glaciale,dignitoso,modello Svezia o paesi simili.

“Piove.Cazzo,ho perso il conto!”

“Lo dicono dappertutto:l’estate più fredda degli ultimi 50 anni.Lo dicono ogni anno”

“Bè,ne ho piene le palle.In Inghilterra abbiamo quasi sempre un tempo di merda simile.Credo che sia per questo che ci piace tanto colonizzare e rompere i coglioni ai paesi mediorientali e africani.”Ridacchia il ragazzo.

“Credo che sia il mondo,no?Cacciatori e prede.Noi siamo nati per cacciare,va bene così”

L’uomo anziano estrae dalla sua antiquata borsa in cuoio un pesante fascicolo.Lo spinge delicatamente verso il ragazzo.

“Sarebbe?”

“Giovane,magari te lo sei scordato:non siamo qui perchè ci piace bere caffè e mangiare brioche!Questo è un lavoro. Il nostro lavoro!”Ultimamente perde la pazienza facilmente.Alzheimer?Forse.Aveva letto che dovrebbe cominciare in quel modo lì.Brutta tortura la vecchiaia.Si considera un uomo giusto e buono per questo:ha evitato a moltissimi altri di invecchiare.Hanno dato il premio nobel per la pace a Kissinger e Obama,cazzo:lui lo meriterebbe cento volte di più.

“Patrizia..Luc..Che c’è scritto?”Vuol sapere il ragazzo.

“Lucescu.Di Lucia è il cognome falso che le abbiamo trovato ,ma c’è anche Sinclair,River,insomma ne ha di cognomi e di nomi.”

“Come tutti noi”

“Come tutti noi.Certo”

La foto mostra una ragazza dall’aspetto deliziosamente “qualunque”,insomma una di quelle che noti ,magari dici anche un :ah però,ma poi magari dimentichi.Sai a noi occidentali piace il modello troione sfatto,ecco non è per niente quel tipo.Capelli neri,carnagione scura,un po’ per l’abbronzatura e un po’ di natura.Non molto alta,nè magra nè grassa.Occhi tristi,che qualche volta si accendono di una luce feroce.

“Da quanto tempo lavorava con noi?La conosco poco,so che ha lavorato moltissimo con Renny,cosa era finlandese o svedese?Harlin,sai ..”

“C’è scritto tutto sul fascicolo,dovresti leggerlo.Questo invece è il numero che dovrai chiamare per riunire la squadra.Ci sono i nostri agenti migliori.Israeliani,americani,francesi,tuoi connazionali.Un paio di arabi del Qatar o paesi simili.”

L’uomo si alza e si dirige verso la cassa per pagare.

“Un momento!”Chiede il ragazzo.

“Cosa vuoi?”

“Fottuto capolavoro?Che nome in codice è?”

“Vedi,ragazzo,lei non solo finisce le missioni,fa un buon lavoro,no..Questo per lei è davvero troppo poco.Lei compie dei veri e propri fottutissimi capolavori.Buona fortuna,non sai quanta ne hai bisogno.”Detto questo si allontana e va a pagare

“Due cappuccini,due brioche con cioccolato:quattro euro e sessanta”Dice la vecchia proprietaria di quel modesto,ma accogliente, bar di periferia.

“Ecco ,tenga”L’uomo mette due monete da due euro e un po’ di centesimi sul piattino del resto.

“Posso farle una domanda,mi scusi,ma sa ..Lei è un nostro cliente fisso da anni..”Mormora intimidita la donna.

“Si?”

“Bè,ecco..Io da ragazza ho fatto un po’ di cinema.Qualche particina,niente di che.Poi ho sposato il mio povero marito,che il cielo lo abbia in gloria,ecco…Lei sa che assomiglia tantissimo a Max Von Sydow?”

“Me l’hanno detto.Forse sono proprio io”L’uomo scarabocchia una firma illegibile su un tovagliolo e lo dona con un gesto galante alla signora.

Non sarà vero,ma quel semplice gesto ha cancellato decenni di delusioni e mal sopiti rancori.

 

Prima Parte

PATRIZIA.

oh baby baby it’s wild world

 

Non ti dispiace la pioggia.Molti la odiano,ma a te sta bene così.Banalmente pensi che abbia a che fare con qualcosa circa il fatto di pulire,lavare via.Forse il sangue dalle strade,ma non l’apocalisse che ti trascini ,come un pitbull sputato dall’inferno ,nella tua anima.Sul treno che ti porta da Roma a Milano,con la tua musica nell orecchie,ti ritrovi per la prima volta senza pensieri.Hai chiuso.Definitivamente.Max ti sta dando la caccia,lo sai.Avrà trovato anche gli uomini migliori della vostra organizzazione.Quanti anni avevi nel 1989?Undici,forse.Tuo padre in Romania era tra i migliori agenti della Securitate.Lo hai conosciuto poco.Uomo rigido,rigoroso,pieno di rettitudine morale e coscienza politica .Decisamente violento,ma chi non lo è su questo mondo?Poi lo hanno ucciso.I ribelli,ma per te sono solo svendipatria del cazzo.Ne hai conosciuti,d’altronde questo è il tuo lavoro.Serbia,Iran,Libia,Siria.E tanti altri lavori.Destabilizzare,manipolare,uccidere.Questo lo slogan,assai efficace ,della vostra organizzazione.A te spettava l’ultima parte.

Cat Stevens ti canta di un mondo selvaggio,con la sua voce morbida e potente.La musica ti commuove e cattura.Hai una bella voce e ti piace cantare,l’unico tuo svago.

Un uomo legge il giornale.Una coppia parla a bassa voce e ogni tanto ridacchiano,un bambino gioca con un videogioco.Una signora guarda fuori dal finestrino.Capisci dalla sua espressione,che insieme al paesaggio lascia indietro anche la sua vita.Come te.

Solo che c’è un piccolo particolare:”Che significa vivere?”

 

“I tempi cambiano,Costantin.Capisco che tu sia attaccato alla tua ..ehm..ideologia?Ecco,chiamiamola così.Ma vedi..”

“Ho capito,ho capito.Tanti anni nella Securitate,conosco la gente.Ho visto molti miei colleghi,anche un mio superiore,diversi ultimamente.Quinte colonne dappertutto.”Risponde amaramente tuo padre.

“Ecco,se loro hanno deciso di cambiare..Sai quel film no?”Se io posso cambiare,tu puoi cambiare,tutto il mondo può cambiare!”Ride l’uomo glaciale,freddo,tipico prodotto della Svezia o zone simili.Tu hai altro per la testa,tipo la simpatica sorpresa che a un certo punto hanno tutte le ragazzine:il menarca.

“No,non posso.Non chiedermi nemmeno perchè,ma …Non credo che voi sarete migliori.Abbiamo commesso errori,effettuato cose sgradevoli.Forse,ma chi sono i vostri ribelli?Cosa vogliono?Daranno la nostra patria agli americani e loro rovineranno tutto.La gente sarà illusa con i loro giochi di prestigio:libertà di parola,espressione,movimento.Ma noi non andavamo in vacanza in diversi posti?A est,certo.Perchè voi quante volte siete venuti qui da noi?A portare calze ,a sedurre donne,ora le venderete e comprerete sulle vostre strade.Fate affari con i mascalzoni,loro diventeranno ricchi.Gli altri finiranno peggio.”

“Bè,stai lontano da Timisoara allora.Mi dispiace,sai?Ti conosco da molto tempo.”

“Quando eri un compagno anche tu”

“Già.Bè,sai come si chiama quella canzone:Wind of change,o una cosa simile.Non puoi fermare il vento.”

“Non è un vento:è un uragano di merda.Il mondo con voi non può che peggiorare.”

Infatti è stato così.

 

Tuo padre.L’hai conosciuto poco,in un’età in cui non si presta attenzione a certe cose.Ti chiedi cosa faceva oltre che il suo lavoro,quale passione,quale speranza o illusione.Non te lo sei mai chiesto prima,perchè eri programmata solo per uccidere e basta.I ribelli lo avevano ammazzato,ma non era stato facile.Lo hanno colpito a tradimento.Come con il tradimento avevano distrutto il socialismo reale.

Cat Stevens canta Father and son,ascolti e riascolti quella canzone.Non puoi e non vuoi farne a meno.Una lacrima,con tua infinita sorpresa scende lungo la tua guancia.

 

“…un amico di tuo padre.Prendi la tua roba e vieni con me.Ti porto a Ovest.Starai meglio.”

Lo Svedese ti sta preparando la valigia.Tu non fai altro che piangere.

“La vita è breve,e spesso ingiusta-quando decide di fare la gentile-spesso crudele.Non serve sprecarla piangendo o lamentandosi.Non decidi nulla tu.Capita.Però c’è una cosa che puoi fare.”L’uomo si siede accanto a te sul tuo letto.

“Saper usare bene questa”Ti dice mentre ti passa una pistola.

La coppi si bacia con passione spudorata davanti a tutti.Non hai mai baciato nessuno,non hai mai avuto nessuno.Certi tuoi colleghi o colleghe fanno sesso.Ma tu non ne hai mai sentito il bisogno.Mai. Max ti aveva ben programmata.Il suo capolavoro,anzi come ti chiamava lui:Fottuto Capolavoro.

“Nessuno farà caso a una ragazzina.Quindi entri in albergo e sali sulle scale,mai l’ascensore.Troppi ficcanaso.Vai spedita,ma non correre.Tranquilla.Sai,la quiete prima della tempesta?Pensa a questo.Lui si trova al numero 219.Ricordati :un colpo è più che sufficiente.Un colpo solo.Niente casini.Niente problemi”Max ti spiega quello che devi fare e ti stringe brevemente a sè.Perderà subito questa abitudine,”sei una donna ormai”.Questa la scusa.

C’è un gran via vai di gente.Accenti diversi,storie banalmente uguali.Sali le scale con calma,sai che non sbaglierai.

Arrivata alla camera 219,tiri fuori la forcina per capelli.Giochi un po’ con la serratura.Scattata.

Entri:l’uomo in accappatoio sta guardando fuori dalla finestra della sua camera da letto.Un grassone spelacchiato.Tipo avaro e desideroso di soldi. Che spende in gioco e donne.

“Eli Wiesantal”Dici

Lui si gira.Tu gli spari.Un colpo al cuore.

Esci dalla stanza e richiudi delicatamente la porta.

L’uomo che prima leggeva il giornale,ora è al telefono.Parla di medicine,di cure.Dal tono di voce si vede che si sta sforzando di essere ottimista.Non lo è.

La malattia,anche tua madre te l’aveva portata via lei.Bè,così capita a quasi tutti.Vorresti avere un nobel per la pace,dal momento che hai evitato numerosissime persone di morire soffrendo per malattie poco dignitose.

L’Iran ti piace come paese.Dovresti spiegarlo a quello stronzo idiota del tuo collega sionista.Non fa altro che sputare coglionerie mal assortite su un paese troppo grande per lui e per la sua gente.

“Bella però quella cosa,vero?”Ti chiede

“Quale cosa?”

“Neda”

“Già”

“Una buona recita,meritiamo l’Oscar”

“Bè,sulla rete molti non ci sono cascati”

“Non preoccuparti Patrizia”

“No,non mi preoccupo affatto.Solo che alcuni hanno compreso.”

“Pochi,mal organizzati.Divisi tra di loro,e non credi forse che siamo anche lì.A buttare un po’ di informazioni giuste e tante cazzate.Destabilizzare,manipolare,uccidere.Non è complicato sai?”.

La vittima era uno scienziato.Un bravo uomo.D’altronde voi siete allergici ai bravi uomini,vi piacciono molto i “nostri figli di puttana”

Stazione Centrale:Milano.

Ora sei sul bus che ti porta in Brianza.Precisamente a Monza,poi un altro pullman e alla fine arriverai alla casa che ti servirà come rifugio.Un paesino piccolo,perso tra le verdi valli brianzole.

La squadra è al gran completo.Max ha scelto gli uomini migliori.Gli americani Cameron e Spielberg,l’inglese Jones,gli israeliani Rosenthal e Levy,il francese Blanc.Esperti sabotatori,manipolatori e assassini.

Troppo vecchio per queste cose,pensa.I giovani sentono ancora l’adrenalina della caccia,dello scontro,ma ormai lui non ha altro che cattivi ricordi e sigarette da fumare in fretta.La ricorda da giovane:ragazzina,orfana.Lui le aveva fatto da padre.Crescendola secondo le regole dell’organizzazione:destabilizzare,manipolare,uccidere.Un modo forse per riparare all’omicidio del padre.Quando uno arriva ad uccidere persino il proprio migliore amico,vuol dire che è morto da un bel pezzo.E così si aspetta che qualcuno ci piazzi una pallottola in testa.

 

Patrizia è ferma davanti alla finestra.Una sigaretta accesa,ma non fumata ,nella mano sinistra .Guarda la vita del paese.Vita…Però quella calma piatta,immutabile,quotidiana,incancellabile,non le dispiace del tutto.34 anni passati a sparare e uccidere sono troppi.Ha organizzato le sue giornate :bar,chiesa-anche se non è credente,ma tutti ci vanno e lei ha deciso di imitarli.Alla mattina prende la macchina e come tutti si dirige a milano,o monza,anche Lissone,per lavoro.Come tutti.Ecco,lei vuole perdersi nella folla.

“Spara!”l’israeliano urla mentre lei è ferma pistola in mano davanti alla sua vittima.Un siriano,pezzo grosso del legittimo governo di Bashar Al Assad..Non spara.Cosa le succede?Perchè lui e non altri:padri di famiglia,illustri scienziati,perchè quel tipo?Non lo sa,ma deve essere l’aria di Damasco.Ricordi San Paolo?Illuminato sulla via di Damasco.

 

“Così lei viene da ..”Il vecchio proprietario del bar dove vai sempre non conclude la frase.Ha scordato quello che gli hai detto.

“Vicino Roma”

“Ah, e come mai l’è venuda chi?”

“Lavoro.Una multinazionale americana.Han aperto un nuovo ufficio a Milano.”

“Cavoli,chi sa che casino della madonna !Partire da qui tutte le mattine per andare a Milano.Con il traffico che c’è!”

“Già,non me ne parli.Cosa vuol farci,niente!”Rispondi sorridendo.

Al tavolo tre pensionati che giocano a carte.Bestemmie che volano e planano felici e spensierate sul tavolo da gioco.

Ti senti in bilico,qui la gente guarda e giudica.Come in ogni parte del mondo.Basta poco per essere giudicati strani.Prendi quel ragazzo:Joe.Dice che vuol farsi chiamare così in onore al bassista degli Who,bè tutti lo giudicano malissimo per via delle sue magliette metal-anche se ad essere onesti indossa spesso una maglietta con la copertina di In the court ..dei King Crimson.Tanto che l’hai conosciuto proprio per quel particolare.Avete parlato a lungo del disco e di epitaph,anche se lui preferisce il brano di apertura 21st century schizoid man-lo definiscono :drugà,sfaticà ecc…ecc…Le vecchiette sono le più temibili e infaticabili scassacoglioni che dio abbia mai creato,sempre che esista e non sia solo un cantante heavy metal.Sai benissimo che si chiedono come mai non hai un uomo e non hai un figlio:”alla sua età”

Certe volte hai il terrore di aver sbagliato tutto.Di essere finita in una prigione.Però indietro non si torna.Non puoi e non vuoi.

“Lavorano tutta la vita,anche quando vanno in pensione.Anzi,come godono a lavorare dopo la pensione …Non sanno fare altro.Come se poi morendo potessero portarsi la roba con essi.”Ti dice Joe,mentre siete seduti fuori dal vostro bar preferito.All’interno i pensionati giocano a carte.Alcuni di loro,dopo aver lavorato la mattina in qualche negozio di mobili o aver seguito la loro fabbrichetta lasciata nelle mani dei ragazzi:”che avranno studiato,ma non capiscono un cazzo!”Questo il giudizio dei vecchi della zona.

Tuttavia è una bella zona:si vive bene,c’è ancora senso del nucleo,della solidarietà ruvida,spicciola,ma sincera.

Joe:capelli lunghi,pizzetto,occhiali,magro.Magari vuole fare del sesso con te,che ne sai?

“Sei mai stato a Mandello o Varenna?”Chiedi.

“Si”

“Mi ci porteresti?”

Lui sorride:felicissimo.

Le vecchiette al bar e nelle loro case già vi hanno condannato senza appello.Crepate branco di vagine appassite male.

Varenna è un bellissimo paese,la passeggiata che segue la costa del lago è tra le più piacevoli.Guardi i turisti,la gente del posto.Joe è una buona compagnia,credi che sia timido e infatti cerca sempre di essere spiritoso,ma la cosa che davvero ti colpisce molto è la sua capacità di ascoltare.Non tutti ce l’hanno.

“Mi piaceva passare il pomeriggio qui.Quando non lavoravo.”Ti dice il ragazzo mentre siete seduti sul molo di Mandello.Ti piacciono i battelli che vanno e vengono.Fumate con calma una sigaretta

“Bel posto.”

“Si,ci venivo con il mio cane.Il mio cane…Il mio migliore amico.”

“Come si chiamava”

“Hamil,come Peter Hamil sai..Van der graaf gener..”

“Si,Refugee..no?”

“Certo.Poi è morto.E allora che ci vengo a fare qui?”

“Perchè?”

“Perchè c’è bisogno di un amico,da soli le cose sono così…”

“Inutili”

“Certo e tristi.”

“Bè,ora sei qui con me.”

Lui arrossisce.

La sera a casa a vedere la tv.Cioè i programmi mediaset,i tradizionalisti duri e puri solo rai uno.Il peso sottile e terribile della solitudine ti ha trovato anche qui.Ti senti smarrita e sola .Lontana da Max non hai nessuno.Telefoni a Joe,gli dici se vorrebbe andare a Milano.

 

Il ragazzo scrive sul suo computer tutti i tuoi spostamenti.La ragazza si allena con una katana.

“Non capisco..Ha scelto un posto isolato e poi si fa vedere in giro,come se nulla fosse.”Dice il giovane.Ti ha seguita dalla stazioni tiburtina fino a Milano.La coppia di innamorati che ti piaceva tanto.

“Bel tipo”Dice la giovane donna.

“Si,ma non dobbiamo girare un film porno,sai?La dobbiamo segnalare alla squadra.Ci penseranno loro.”Ricorda il ragazzo.

“Fammi divertire un po’,no?Dicono che sia la migliore killer dell’agenzia.Dubito che sia brava quanto me.”Competizione femminile.Quando sei fortunato si mettono in competizione per mostrare chi è la miglior succhiacazzi del mondo,quando sei sfortunato sono in competizione per sposarti e poi renderti la vita difficile.

“Non credo che sia la procedura..”

“La fottuta procedura può andare a fanculo!”Risponde lei.

 

Joe si guarda in giro spaesato.L’hai invitato a casa.Voglia di un rapporto serio e menate simili?Forse non lo sai.Certamente è un bravissimo ragazzo.Manca solo questo per essere nella normalità no?

State seduti imbarazzati sul divano:parlate tantissimo.Ripetendo anche le stesse cose,discorsi vecchi.Però rassicuranti,e in questo momento volete essere rassicurati:non starete per fare una cazzata?

Mentre state per avvicinare le vostre teste,mentre pensate di farlo questo dannato grande passo che milioni di gente fa nel mondo,mentre senti Baba O’Reily che pompa dallo stereo in soggiorno e che gli Who ve la mandino buona…L’inferno arriva a casa vostra e non ha buone intenzioni,cara mia!La porta esplode in mille pezzi mentre una donna entra brandendo una spada giapponese.Tu con un salto la superi ,atterrando alle sue spalle e colpendola al fianco destro,lei cade ma si rialza subita prendendo al volo la spada e cercando di colpirti alle gambe.Tu salti e la colpisci con un calcio violentissimo al torace .Lei vola e precipita sul tavolo in vetro che si trova nel mezzo del soggiorno.

“Joe,scappa…Joe”Ti giri e lo vedi.Seduto sul divano con la gola tagliata.

Lo stereo trasmette la parte in crescendo del violino di Baba O’Reilly,esattamente come la tua rabbia.Mentre colpisci ripetutamente e con violenza la faccia della donna.Riducendola in una maschera di sangue.

“Cosa succede?”Chiede quella gran rompicazzo della sora Brambilla.

“Una festa movimentata,cara!”Le rispondi sorridendo cattiva.

Il ragazzo non è sicuro.Cosa aspetta?Poi ti vede mentre esci dal portone del tuo stabile.Ingrana la macchina e urlando di rabbia si dirige verso di te..Tu senti il rumore dell’auto.Estrai con calma la pistola e senza guardare spari due colpi.Sei sicurissima che il primo sia andato a segno..Quando senti la macchina alle tue spalle,ti dai una spinta di reni e la eviti all’ultimo momento come piace a te.La vedi che esce di strada,andando a sbattere contro il municipio.Ti avvicini con calma

Il ragazzo al volante è ancora vivo.

“Ti mandano loro,vero?”

“Si”

“Digli che rimpiangeranno il giorno che sono nati,anzi no..Rimpiageranno il giorno quando non erano ancora spermatozoi.”Detto questo afferri i capelli del giovane e gli sbatti violentemente la testa contro il volante.Ti piace sentire il rumore delle ossa spezzarsi e frantumarsi.Il tuo Fottuto Capolavoro.

 

“Idioti!Idioti!Non dovevano agire da soli,cazzo!”

“Max,calmati..Non è il caso.”Dice il responsabile per l’Europa dell’Agenzia.

“No,non mi calmo.Ora lei sa,sa che siamo sulle sue tracce.Non sarà facile ammazzarla.”

“Abbiamo gli uomini migliori,cosa vuoi?Nessuno può uscire vivo dalla nostra agenzia se decide di ostacolarla,cazzo è da tantissimo tempo che decidiamo il destino del mondo.Ho fatto eliminare gente anche più preparata di lei.”

“Quando te la ritroverai davanti e ti sorriderà,perchè lei sorride sempre alle sue vittime,bè fammi sapere cosa ti servirà la tua storia di decenni.”

Dice Max alzandosi e abbandonando la sede dell’agenzia.

Lontano un temporale,brutte cose in arrivo.

 

Potresti scappare.Andare lontano.Illusione stupida quella di cambiare vita.Ti senti lacerata e divisa.Da una parte la voglia di essere come gli altri,dall’altra l’impossibilità di esserlo davvero.Altra città,altro bar.

 

35 anni di onesto servizio.35 anni di noia mortale.Mai un fatto importante,un delitto da ribalta televisiva,mai nulla.Ricorda che il problema più grosso mai avuto in quel paese di vecchiette acide e bigotti brontoloni sia capitato per via di un distributore automatico di vhs ,tra queste molte erano porno.Si era scatenato l’inferno.La gente che si inchiapettava in casa con zingarelli raccattati nella notte,e le vecchie fighe di legno mai trombate nemmeno dai peggiori criminali,si erano mossi tutti insieme.Moralità,moralità.

Comunque si viveva anche bene e in pace,ma lui sente che la sua carriera di maresciallo sia stata sacrificata sull’altare della mediocrità.Così’ quando legge sul giornale del brutale omicidio di tre persone ,proprio lì!Proprio in quel cazzo di paese ,non riesce a crederci!Un caso!Vorrebbe telefonare a suo figlio:Maurizio.In onore al suo eroe :Maurizio Merli.Si,perchè per tutta la vita avrebbe voluto essere come lui:sparare,menare,combattere contro il crimine.Si alza in fretta dalla sedia,lasciando sul tavolo un malinconico e improvvisato pranzo da uomo abbandonato e si dirige verso la caserma dei carabinieri.Mo quel fighetto del nuovo arrivato,con le sue arie da attore di serie tv lo avrebbe sentito.

“Il caso non è di nostra competenza.”Quasi lo spinge ,anzi che quasi:il nuovo arrivato caccia via quel vecchio rompicoglioni fuori dalla caserma.

Lo conoscevano tutti il vecchiaccio:un mitomane,un esaltato,sempre alla ricerca di un fatto che gli potesse dare la gloria che la vita ,giustamente , gli ha sempre orgogliosamente negato.

Tuttavia un po’ di talento non manca al vecchio.Ha capito che il caso è di quelli importanti e che scottano,ma perchè bruciarsi?Il nuovo arrivato si siede comodo sulla sua poltroncina e appoggia i piedi sulla scrivania.Poi chiude gli occhi e pensa alla sua terra lontana,magnifica,che voglia di andare al mare.

Joe non era un drogato?Ecco,la fine che meritava.Lo dicevo io,era la frase più gettonata in paese.Passa da bocca in bocca.La tv è arrivata con il suo chiasso di luci e inviate tolte dalle cene eleganti,ma poi non trovando terreno fertile di protagonismi e sceneggiate-il grandissimo pregio delle terre del nord- molla il caso e cerca qualcosa di più appetitoso per il pubblico di sciacalli e avvoltoi ,che segue discutibilissimi programmi di cronaca nera.

Ti sei tagliata i capelli,hai messo le lenti azzurre,hai cambiato colore ai capelli.Non ti sei spostata di molto.Comunque alla fine ti hanno trovata.La cameriera ti porta il tuo capuccino.La ringrazi e le sorridi.Chissà che daresti per fare la sua vita,magari a lei fa pure schifo eh!Muratori spacciatori di risate sinceri e forti,ridicoli manager e modesti impiegati brillantinati,anzi i rivoluzionari della brillantina permanente.Bevi tranquilla.Pensi a Joe,ma per poco.Ti dispiace.Qualcuno ha messo in giro la voce che dopo una certa età ti devi innamorare,avere una famiglia,lo fanno tutti.Quasi.Tu no.Il sesso non è un problema per nessuno,qualcuno paga altri lo usano per tenere legate le persone a loro,tu per avere informazioni.Ed eliminarli prima che possano provare un vero piacere.Tutto è morte nella tua vita.Te lo ha detto moltissime volte Max.Cacciatori e prede.Non lotti nemmeno per una grande causa,anzi:sei proprio la sterminatrice delle grandi cause.Chissà tuo padre che avrebbe pensato.Lui nel comunismo ci credeva davvero.Ti alzi con calma ,vai a pagare.Esci.Lui ti sfiora entrando nel bar.Non lo noti,lui ti getta una breve occhiata.Sta pensando a quanto gli piacerebbe entrare nel bar con un mitra e sparare a quelle teste di cazzo di impiegati e manager.Non pensa ad altro.

 

“Ehi,quello scimmione è ancora vivo?”Chiede ,con la bocca piena di cibo , l’agente Cameron

“Cazzo,si!Bè lo sistemeremo.Odio i lavori lasciati a metà”Ti risponde l’agente Spielberg.

“Ora è importante,lo è per il mondo…”Dice l’agente Levy

“Ehi,quale mondo?Lo sai che abbiamo noi il copyright?”Ridacchia Cameron

“E tu parli di soldi e affari con me ?Un sionista?Ne hai di coraggio!”Risponde allegro l’agente israeliano.

Più distante l’inglese e il francese parlano della Libia.Riguardano le immagini della morte di Gheddafi.Ottima operazione,ma a essere sinceri quelli che hanno messo al potere sono veramente feccia schifosa.Meglio così l’instabilità di una nazione,è la sicurezza dell’Impero.

Max entra nella stanza e getta sul tavolo,dove americani ed israeliani sono intenti a ridere e mangiare,il fascicolo del caso Fottuto Capolavoro 1- Agenzia 0.

“Ora sono cazzi.Per colpa di due stupidi impiegati che si sono messi a fare gli eroi.”Sbotta incazzato il vecchio.

“Bè,noi siamo eroi.Non ci sarà nessun problema”Risponde Cameron,Spielberg gli batte un cinque.Ridono.

“Ridete,fatelo ora.Perchè quando capiterete sotto le sue mani ci sarà poco da ridere.”

Gli uomini però non lo considerano.Hanno distrutto uomini politici,nazioni,cosa cazzo gliene frega a loro di una donna.

La festa a Milano è movimentata.Una lunga tavolata di preziosissime fighette con il pene e l’aria di grandi stilisti :gridacchiano,urlacchiano,si divertono secondo il loro metodo molto ben collaudato.Maurizio è ormai lanciatissimo nel mondo della moda.Proprio mentre si abbandona al nuovo giro di brindisi e allegria alcolica,un suo giovane collaboratore e amante occasionale gli dice che c’è un uomo,anziano,fuori dal locale che è tutta la sera fermo a fissarlo.

Maurizio fatica a mettere a fuoco la sagoma del vecchio,poi lo riconosce:suo padre.

“Mio padre”

“Non vai..”

“Cosa?”

“Dico:non vai..”

“Dovrei?”

“Che dici?”

“Te lo stavo chiedendo”

“Il padre è tuo no?”

“Purtroppo,ok..”Maurizio si alza e si dirige verso l’anziano genitore.

Serata calda,una di quelle che è un peccato sprecare in solitudine.Come sicuramente la starà sprecando quel vecchio del cazzo che si ritrova come padre.

“Maurizio..”

“Senti,non ho molto tempo..”

“Si,non voglio disturbarti.”

“No,cosa c’entra?Che c’entra disturbare?Sto dicendo solo che ho una cena importante”

L’uomo si guarda in giro,il padre è fermo tiene tra le mani un vecchio e logoro cappello.

“Ci sono,ho fatto delle indagini..”

“Cosa?”

“Indagini”

“Indagini?”

“Si,sai quel doppio delitto,anzi triplo è morto pure Joe.C’era da aspettarselo”

“E perchè?Perchè maresciallo dei miei coglioni c’era da aspettarselo.Non lo avete mai conosciuto..”

“In paese!In paese era chiacchierato.Non è questo il punto.Io ho voluto ..Si insomma sto facendo delle indagini.Trentacinque anni di niente…Niente!Non l’hai mai pensato come ci si sente?Male,molto male.Bè,sto indagando…”

“Arriva al punto.Cosa hai scoperto.”

“Qualche giorno dopo il delitto, una famiglia del paese torna dalle vacanze.La casa sembra in ordine e invece…”L’anziano lascia in sospeso la frase ,vorrebbe che il figlio gli facesse delle domande.Nemmeno per sogno.Sconfortato decide che sia il caso di continuare e concludere in fretta

“Bè,la casa era chiusa.Tutto in ordine,solo che la padrona di casa ha scoperto che mancava una scatola,sai una di quelle ..Come si chiama?Quelle per tingersi i capelli.”

“Interessante!”

“Si,perchè vuol dire che qualcuno è entrato in quella casa,ma non ha rubato le cose preziose.No,si è fatta il colore dei capelli e basta.La persona misteriosa che in paese tutti conoscevano e nessuno sa che fine abbia fatto.I suoi dati non risultano da nessuna parte,anzi la sua identità come spesso capita è quella di una donna morta in un ospizio tempo fa.”

“Tu vorresti dar la caccia a quella donna,no?”

“Si,capisci è la giusta fine della mia carriera e della mia vita”

Maurizio per un momento fissa quel piccolo uomo che ha davanti a se.

“Buona fortuna allora”Dice abbraciando il padre.Non lo aveva mai fatto.

 

“Quanto pare il vecchio maresciallo si è messo in testa di fare indagini in solitaria”Dice il francese Le Blanc a Max.

“C’è sempre qualcuno che non ha il senso della misura.Mediocri che si sentono eroi.Per noia e disperazione.Bè,lasciatelo fare.Piuttosto le altre fonti.”

“Stiamo lavorando,ma pensiamo che sia rimasta sempre nelle stesse zone.”

“Bene,prima la eliminiamo meglio è.”

“Paura?”

“Stanchezza.Troppi anni di lavoro,troppa merda.”

“Merda che garantisce a noi di dominare il mondo,alla faccia della massa di esclusi.Questo privilegio non ti interessa?”

“Certo,ma ormai alla mia età sono più le ombre che ti tormentano rispetto alle luci di gloria”

“Bè,parlane al capo.Dopo questa missione..”

“Sai che dall’Organizzazione non si esce.Se non da morti.”

Il francese ride.

La bambina si chiama Clarissa,la vedi sempre con la sua mamma.Down.La madre cerca in tutti i modi di trattarla come se fosse una bambina uguale a tutte le altre,ogni mattina vengono al bar.Che vita sarà la loro?Quali e quanti problemi dovranno superare?Il vecchio in cerca di fortuno alle macchinette,puntuale e silenzioso.Anche quando bestemmia feroce contro la sfortuna che non l’abbandona mai.Proprio mai.Lavoratori di passaggio.E quel tipo,occhialuto e folle.Visto che non fa altro che fissare le persone.

“Posso?”

La domanda ti giunge come da un mondo distante e lontano,te la sta facendo un uomo anziano e malandato.

“Si”Rispondi titubante.Cosa vuole?

“Io,lei non mi conosce ma ho lavorato a lungo..Pensi trentacinque anni,al paese..”

Joe.

“Un posto piacevole,ma anche dannatamente noioso e diciamolo:palloso.Terribilmente palloso.Non succede nulla,nulla.Bè ultimamente c’è stato un omicidio,anzi tre .Ne sa qualcosa?”

“Dovrei?”

“Ha lasciato il paese,poi alla casa più vicina si è rifatta il colore dei capelli,li ha anche tagliati.Brava,ottimo taglio.Sa mia moglie era parrucchiera.Bè,dicevo:ha cambiato il suo look e poi è arrivata fino a qui,no?Non ho intenzione di arrestarla o di fare altre cose ,ma mi dica :è così?”

“Perchè dovrei risponderle?”

“Sa cosa vuol dire invecchiare e quindi morire con un senso di profonda inutilità?I giorni sono volati.Nessun grosso problema,nessuna gratificazione.Tutto piatto,prevedibile,e magari lei sogna grandi avventure.Mi piacevano molto i film d’azione americani.E i nostri polizieschi,a lei no?”

“Non guardo i film”

“Non li guarda?”

“No”

“E allora che fa?”

“Mi piace ascoltare musica.”

“Non sogna mai?”

“A cosa serve sognare?La vita ti frega e tu non te accorgi.Credo sia un problema non pensa?”

“Immagino che una persona come lei ,che ha fatto tutto quel casino,debba stare sempre molto lucida,no?”

“Immagina giusto”

“Bè,sono contento sa.Ci ho messo tanto tempo e fatica,ma alla fine…”La voce si spezza,lacrime di gioia scendono sul volto di quel vecchio.

La tua mano stringe la sua,una presa forte e sincera.Se la merita.

L’occhialuto fissa un tizio pelato che è sempre dentro al bar da mattina a sera.Fissa la sua testa e il prendi brioche,che cazzo vorrà fare?La sua mano si allunga e la prende..sorride.Oh,cazzo ma è matto?

Il proiettile ti sfiora proprio sotto l’occhio destro.Il vecchio cade a terra colpito a morte.Il francese,eccolo!Il pelato ,come tutti,è terrorizzato sta scappando.L’occhialuto aprofitta della confusione per colpirlo.Tu lo fermi in tempo.Lui ti sorride,ma da dove cazzo arriva questo?

 

DANIELE

Mazzate.Dovresti fare questo nella vita dare mazzate a destra e manca.La gente ti ossessiona con i suoi stupidi dialoghi.Come se te ne fottesse qualcosa delle loro vite,dei loro gusti in fatto di cinema,sport,politica.

“No,guardi in quel ristorante si spende troppo e si mangia male”Dice il cliente

“In tutti i ristoranti dove vai mangi male,in tutti i fottutissimi ristoranti del cazzo”Detto questo estrai la pistola da sotto il bancone e spari in testa al tizio.Esplosione di sangue e ossa.Wow.

Invece non fai nulla,la voce dell’uomo arriva da lontano.Un suono fastidioso.

Gli africani d’italia là fuori bivaccano,ciarlano,non fanno un cazzo dalla mattina alla sera.A parte rompere i coglioni.Mai quanto i manager dei miei coglioni che entrano ed escano dal bar.Qui sai come funziona?Che hai il mondo ai tuoi piedi se sei un fottuto milionario o magari finocchio,ma non ti caga nessuno se sei un tipo normale,con una vita normale,ci affoghi da solo in tutta questa normalità

Le amicizie sui social network ti danno l’illusione di sconfiggerla la tua solitudine,ma non è proprio così.

Sei un bravo ragazzo che piace alla gente,sai?Chiedi a qualcuno cosa pensa di te?Solo cose buone.

-Gentile

-educato

-generoso

-simpatico

-alla mano

-socievole

Tante cose belle potrebbero dire di te,tu vorresti dire cose del tipo:”Fantastico,ma io sono un pazzo sanguinario rinchiuso in un corpo da chierichetto del perbenismo borghese,massa di stronzi!”

Chiudi il negozio che segui svogliatamente,tanto un po’ di soldi per vivacchiare li prendi da questa attività e poi vai a casa.Dormi vestito,in soggiorno con la tv accesa e le luci idem.Dormi male,ti svegli peggio.

Ti hanno detto che la tua vecchia cascina non c’è più,il modernismo che avanza.Li odi questi giovani moderni e dinamici con le loro cazzo di tecnologie,non te ne frega nulla.Anzi,ti fa proprio schifo questo sistema basato su merci avveniristiche,sei un reazionario del cazzo,lo sai?

Le giornate passano detestando la vita degli altri e pensando i mille modi per terminarla,ma son solo fantasie.Il buonissimo Daniele è sempre pronto ad augurare buon giorno a destra e a manca.

Quella mattina tutto ti era parso chiaro:mo l’ammazzo o almeno lo ferisco gravemente.Il pelato è uno dei più grandi coglioni che ti sia mai capitato di incontrare,non ti ha mai detto o fatto nulla,ma nella tua mente è causa di ogni cataclisma di questo mondo.Prendi l’oggetto che serve per prendere le brioche senza usare le mani e…

La ragazza,quella che come te è sempre presente all’interno del bar,ti blocca la mano proprio mentre stavi facendo il grande balzo in avanti, direbbe Mao.Vi guardate per due secondi negli occhi,poi lei con una forza innaturale in una donna ti spinge,ti lancia contro l’uomo che sta sparando nel locale.La spinta è talmente violenta che voli ,brandendo quel cazzo di oggetto come fosse una sorta di spada e tu un superman di bassa lega.

Il torace del tipo è squarciato dalla tua arma improvvisata.Ridi divertito.Afferri il cuore del tizio con quel maledetto oggetto e poi lo estrai .

“Cuore di brioche?Lo volete?”Ridi

La ragazza ti prende per un braccio e cominciate a scappare.

“Wow!”Urli mentre state fuggendo verso la periferia est del vostro paese.

“Wow?”Risponde lei

“Bè,cosa vorresti dire?Hai visto come l’ho fatto fuori no?Che volo perfetto e ho pure detto la battuta!Sai in tutti i film ,proprio tutti,l’eroe ha una battuta memorabile.E un’aiutante”Le spieghi

“Vaffanculo,non sono una tua aiutante.E a essere sinceri:non lavoriamo insieme.”

“Si,so anche questo!La fase dove i due eroi fanno finta di detestarsi e poi..Bè,magnifico!Roba tosta e seria,tesoro!Ho visto quel tizio..”

“Non sai nemmeno in che casino ti sei messo,ma nemmeno lontanamente!”

“Mi son messo?Credo che tu mi abbia dato una mano.Non credi?Io avevo la mia missione e tu..”

“Missione?Cosa cazzo..Ma quale missione?Volevi far fuori quel il tizio con l’oggetto più idiota che abbia mai visto!Non ce l’avresti mai fatta da solo.Mai!”

“Bè,mi pare che qualcuno sia morto per colpa di quel oggetto idiota no?”

“Ci dobbiamo separare”La ragazza taglia corto.

“No…”Dici tu

Lei estrae una pistola dalla borsa e te la punta alla testa

“Qualcosa mi dice che farai esattamente quello che ti ho detto:dividiamoci”

Tu calchi la tua fronte contro la canna

“Spara,ma che cazzo me ne frega a me.Non mi interessa vivere,non mi interessa la mia vita e figurati quella degli altri.Avanti femminuccia,fammi vedere!”

La donna è raggelata.

“Tutte a me devono capitare “Dice.

Poi si volta e ricomincia a correre

Tu tiri un sospiro di sollievo:cazzo,meno male che non abbia sparato!

 

“Idiota!Idiota!La missione potrebbe finire a puttane perchè uno stronzo di francese ha voluto fare di testa sua!”Max è furioso.

“D’altronde che ti aspetti da un popolo che si vanta di aver tagliato la testa al proprio Re?Indecente,direi”Ridacchia l’agente inglese.

“Però sappiamo dove si trova.Solo che non sappiamo chi cazzo sia quel suo collaboratore.Da dove spunta fuori?”Domanda l’agente israeliano Levy.

“Russi,corpi speciali.Ci puoi scommettere un anno di chiavate con il diavolo durante qualche gay pride infernale,amico!”Informa l’agente americano Cameron.

“Russi?Così la nostra Patrizia è tornata a casa.”Commenta l’inglese.

“Non credo,non ci sono informazioni in merito”Taglia corto Max.Spera sia così.

L’agente Spielberg ,in disparte ,guarda la foto di sua figlia Kimberly.

“Sindrome di down”Dice al suo collega ,Cameron,che l’ha raggiunto al tavolo.

“Uh,ne ho sentito parlare.Un gran casino?”

“Non so,son il padre che vuoi che ti dica?”

“La verità”

“La verità?Bè,è una ragazzina speciale.Lo è per me,magari molti la vedono solo come una sorta di handicappata,un oggetto per la pietà spicciola dei bigotti.Per me non è così”

“La madre?”

“Una tizia di Austin,lavorava in una tavola calda”

“Austin?”

“Austin”

“Bella città”

“Si,certo.Lei sta in una comunità.Costa parecchio,ma ha anche molto.Una famiglia normale nel nostro paese non avrebbe mai certe cose a disposizione”

“I soldi permettono di avere servizi,no?Non siamo dei fottuti socialisti noi.Vuoi una cosa?Comprala.Se hai i soldi compri tutto,altrimenti hai due possibilità:cerca di farli o muori di fame.Mi piace come filosofia,molto.”

“Si,non male.Mi fa solo ridere che la chiamiamo democrazia,quando non lo siamo mai stata.”

“Spilby,cazzo!Chi lo è?Dove la vedi la democrazia?Non esiste.Ora siamo nella fase della Rivoluzione!Noi!Si,si siamo nati da una rivoluzione,ma non vuol dire nulla.Non esiste popolo e nazione più controrivoluzionaria della nostra,forse solo i rabbini del cazzo laggiù,(dice indicando Rosenthal e Levy),sono più controrivoluzionari di noi.”

I due ridono.

“Mi piace la pizza”Dici

“Si vede”Risponde la ragazza

“Da cosa?”

“Direi che non hai un fisico atletico.Non ho mai visto nessuno più ridicolo di te quando corri!”Ride lei.Siete in un appartamento sfitto.Ce ne sono tantissimi nel tuo paese,non lo sapevi.Continuate a girare.Quanto pare la tizia è coinvolta in grossi guai.

“Non serve quello,l’importante è la cattiveria”Rispondi

“Ah,si?Ma se sei una mezzasega che te ne fai della cattiveria?”Colpisci duramente con un pugno il volto della donna.Perde sangue dal naso.

“Che cazzo!”Il calcio ti colpisce in pieno stomaco.Dolore fortissimo e un volo che ti stacca da terra facendoti volare per il locale.Lei si avvicina di nuovo ,per colpirti,rotolando le afferri una gamba e tiri violentemente,la donna perde l’equilibrio e cade.Prima di toccare il pavimento però ti colpisce con un calcio al volto.

“BENVENUTI!!!!!!”Una voce con forte accento meridionale interrompe il vostro idillio amoroso.

Vi rimettete in piedi con il respiro che inciampa tra i denti e il sangue che cola dai volti .

“Grazie!”Rispondete all’unisono.La cosa vi diverte .Ridete.

La donna ha occupato un appartamento abusivamente.Non è la prima volta,è da una vita che va avanti in questo modo.Tanti problemi per avere una casa e tanti che lasciano invenduti,sfitti,i locali.Non è la sola,ci sono anche altre persone.Gente ai margini.Volutamente,e per colpa del destino.Tu li odi istintivamente,tanti africani d’italia cazzo!Lei invece pare coinvolta dai racconti di quelle persone.Ha fatto amicizia con una bambina,(tu la vedi già tra qualche anno a fare la troia durante le celeberrime cene eleganti),passano tanto tempo insieme.Lei ride come fanno gli angeli,quando sta con la bambina.Tu bestemmi come un fabbro del diavolo.Non fai amicizia,ma tutti sono pazzi di te.Gentile,educato,generoso.Perchè ti comporti così con loro.Sei un coglione psicopatico e sentimentale,amico mio.Credo che a hollywood saresti stato un ottimo Martin Riggs.

“Quanti anni hai?”Ti chiede lei

“36”

“Sei più grande di me?Gesù,allora sei troppo in ritardo!”

“In ritardo?Per fare cosa?”

“Figli,matrimonio..”

“Perchè tu?”

“Io?Appena sistemo questo casino.”

“O il casino sistema te”

“Possibile,se io continuassi ad avere un aiutante come te”Patrizia ride forte.

“Ti ho già fatto male una volta,baby,vuoi il bis?”

“Mi hai fatto male,ma io ti stavo uccidendo.Scopri la differenza”Dice serissima lei.

“Minchia che ne sapevo di trovarmi in compagnia di Eden Sinclair”

“Sinclair?Eden?”

“Si,sai..Doomsday”

“Era un mio nome di battaglia,non sapevo che un occhialuto avesse tempo da spendere vedendo film che non siano solo:bergman e menate simili”

“Menate simili?Quello è cinema,cultura.Cioè la capacità di avere senso critico,giudizio,coscienza sociale.Tu…Ma chissa che cazzo di film che guardi”

“Roba forte,americana”

“Fanculo l’america!”

“Eccolo il solito anti americanista d’accatto”

“Ci hanno colonizzato.Non solo con le loro basi di merda,ma anche la nostra cultura,fantasia,immaginazione.Sono i loro sogni e desideri,quelli che sogniamo e desideriamo noi.Ma non perchè sia doveroso o lo si voglia davvero,ma perchè ci hanno fatto il lavaggio del cervello”

Scoppia una lunga e violenta discussione sul cinema,l’america,la vita.

 

“Sicuro?”Dice l’uomo elegante al tizio cencioso e sfatto.

“Si,si,sono da noi.Lei gioca sempre con mia figlia”Dice l’uomo.

“Nei palazzi bianchi?”

“Si”

“Non stai mentendo?Non ti hanno mandato loro?”

“No,no.Voglio i soldi,ce li ho bisogno..Voglio comprare un altro home theatre e degli ipad nuovi.Per questo…”L’uomo non finisce.L’agente inglese gli spara alla testa

“Sottoproletari di merda”Mormora.

 

Patrizia sta giocando con la bambina.Le solite cose da donne eh?Principesse,principi,robe simili.Tu sei stanco di questa merda,ma che ci puoi fare?Hai parlato con la ragazzina del grande cinema di Von Trier,ma lei ti ha risposto che zia Patty le ha promesso che vedranno insieme Spy di Renny Harlin.Ti stai lanciando sulla piccola per farla a pezzi,ma poi desisti.Ti senti stanco,demotivato,la tua intelligenza è una sfiga atroce.Un mondo di idioti per idioti.Ti viene quasi da piangere di fronte a tanta solitudine.

Le risate di Patrizia e della bambina vengono interrotte dalle urla della gente e da colpi di arma da fuoco.

L’inglese spara contro chiunque incontri il suo cammino.Stando sempre attento a non sporcarsi il vestito nuovo.

“Cristo ci manca solo Dellamorte Dellamore!”Urli tu

“Cosa?”Chiede Patrizia

“Quello stronzo non assomiglia a Everett?”Sbotti innervosito.Prendi un paio di forbici e ti lanci in corridoio.

“Ma dove cazzo vai!Tu stai qui,non ti muovere!”Dice Patrizia mentre ti insegue.

“Signori,è l’ora di una cup of tea,per me ..E di morire per voi!”Dice l’agente prendendo la mira

Tu corri come un pirla contro alla tua morte ,se non fosse per Patrizia che ti colpisce da dietro sulla gamba sinistra facendoti perdere l’equilibrio.Tu cadendo perdi le forbici,lanciandole alla cazzo di cane.

“Non ci posso credere!La cosa più rid..”L’inglese non finisce la frase.Le forbici lo colpiscono al cuore.

“Mi avete sporcato il vestito..bastardi!”mormora morendo.

Così ora sei in compagnia di due donne.Non una sola.Sopratutto due donne,con una -giovanissima-che piange e si dispera per la morte dei genitori.

“Tuo padre,quello stronzo,ci ha venduti ok?Impara questo verbo:vendere.Perchè tra meno di due anni tu venderai te stessa al primo stronzo che passa.E magari sarò io!”Urli

“Che bastardo,ma tu stai davvero male!Davvero!Non hai un minimo di umanità?”

“Per chi?Per loro?Sono spazzatura!”

“E tu?”

“Io?”

“Si,tu…”Dice Patrizia prendendo per mano la bambina e andando verso la stazione.

“Tu non vieni?”Chiede la bambina

“No,non ora.Ho da fare una cosa..”

“Poi?”

“Forse.Ora tu vai,tua nonna ti sta aspettando..”

“Se il padre se la stava vendendo,figurati una vecchia rincoglionita!”Dici.

“Cazzo,ma vuoi rovinare il mio momento di commozione?Lo fai apposta da primadonna sclerata che non sei altro!”Patrizia è a dir poco incazzata.

“No,dico solo che questa gente è abituata così.Però:piccola ,ascoltami,ci rivedremo in un mondo migliore.Cioè senza America e Israele,ma con tanta DDR ok?Ora vai va!”Spingi la bambina sul treno.Patrizia sta piangendo in silenzio.Giri velocemente la testa da un’altra parte.Prima che incominci a riscoprire quella sensibilità che maldestramente cerchi di sopprimere.

 

 

“Due nostri uomini ammazzati.Due tra i migliori,e quanto pare non dalla vostra Patrizia Lucescu,ma da uno sconosciuto.Un vero professionista.Russo?Già ci stanno facendo saltare i nostri piani in Siria,non vorrei che abbiano a loro disposizione un’organizzazione come la nostra.”Il capo è furioso e se la prende con il povero Max.

“Non ho idea.Nessuna.So solo,che ieri hanno rapinato quattro armerie.Nelle vicinanze del luogo dove Patrizia si è nascosta.Questo significa solo una cosa”

“Cosa?”

“La guerra è cominciata ,e in confronto la seconda guerra mondiale è stata solo una passeggiata di salute!”

 

 

Ore e ore ad esercitarvi a sparare.Lei ride spesso di te perchè hai una mira che fa quasi pietà alla pietà pietosa.In campagna la vita sembra sorridervi.Patrizia parla della bambina,spera che non le facciano del male.Ha voglia di rivederla,forse adottarla.Tu pensi ad altro,quando attacca queste seghe mentali sentimentaliste.L’eccitazione prima dell’apocalisse,ma anche nostalgia per una vita tuttosommato normale e decente che ,ti sei accorto,hai abbandonato scioccamente per sempre.

“Cosa farai dopo?”Chiedi alla giovane donna

“Dopo?”

“Si”

“Farò quello che cerchiamo di fare tutti,da quando il mondo è stato inventato”

“Cioè?”

“Vivere”

“Vivere?”

“Vivere”

“Solo questo?”Chiedi

“Ti pare poco?Sono stanca di uccidere.Voglio vivere.Una casa,una famiglia,la noia della quotidianità.Tutto questo per me è meraviglioso”

“Ti accontenti di poco”

“Poco?Perchè tu…”

“Non lo so,non voglio niente.Ecco,non mi dispiace questo concetto:niente.Costa poco,impegna ancora meno”

La nonna è una vecchia acida e insopportabile.Non le ha mai prese così tante in vita sua.Vuole che faccia compagnia a signori di una certa età.Talora elegantissimi,altre volte sporchi e orripilanti.Lei si ribella e le prende.Tutti i giorni.Così si è arresa una volta,due volte,tre volte,ora ha perso il conto.

“Lei non è di queste parti,viene dal nord..Vero?”Domanda la vecchia a un signore dall’aspetto per bene.Occhialuto,barbetta ordinata,naso “importante”

“Si,si sono nuovo da queste parti.Non sono italiano”

“Ah no?”

“No.Americano”

“Americano?E pensare che l’avevo preso per bergamasco!Comunque,si accomodi.Lei è pronta,la sta aspettando in camera.”

“Dove?”

“In fondo al corridoio,la prima porta a destra.”

“Di solito tengono il bagno lì”

“Già,ma a quelle come me ,è la sinistra che ci fa cagare!”La vecchia ride sguaiatamente.

L’uomo si sta infilando un paio di guanti scuri.

“I guanti?”

“Si,sono importantissimi”

“Per cosa?”

“Per non lasciare traccia”Detto questo Spielberg spara in testa alla vecchia .

La bambina,pregando sottovoce,aspetta il prossimo “gentile signore”.Prega che faccia in fretta e furia,e che se ne vada subito.Senza dire niente.

La porta viene abbattuta con un calcio.L’agente americano entra e l’afferra.

“Ti porto via di qui,vedrai starai meglio”Le dice.E lei ,come tutti noi,crede alle solite bugie in salsa yankee.

 

“Potremmo vivere qui”Dice Patrizia.

“Qui?In mezzo alla merda ,agli insetti,nel nulla?”Ribatti

“Certo.”

“Bè,questo non fa per me.Io sono un tipo che vive a Pechino,Damasco,Mosca,le grandi capitali.Oppure Pyongyang”

“Pyongyang?”

“Amo il NordCorea.Patria socialista che gradirei veder conquistare il mondo”

“Democratico!”

“Tu ne sai qualcosa no?Hai ucciso tanti innocenti per esportarla!”

Patrizia sta zitta.

“Orribile”Mormora a bassa voce.

 

“Ora abbiamo la bambina.Potremmo usare lei come esca,non credete?”Dice Spielberg ai colleghi.

“Bella idea,una sorta di scudo umano no?”Ridacchia Levy

“Una cosa simile,si “Concorda l’americano.

“Non lo so,non mi piace che paghi questa piccola.Io devo ammazzare la mia allieva migliore,ma non fare morire…”

“Max stai diventando troppo sentimentale.Te ne stai accorgendo?”Sbotta Cameron

“Già,sto diventando vecchio.Sono troppo vecchio per queste stronzate”

I ricordi ,qualcuno invecchiando li perde per strada.Altri ne sono succubi,schiavi.Rivede facce e persone che avrebbe tanto desiderato dimenticare.Uomini normali e giusti che ha ucciso per una causa che non è nemmeno una vera causa,ma solo colonialismo imperialista assassino e di rapina.Un volgare rapinatore di banche,anzi no ..Peggio!Costantin lo tormenta.Lo rivede ,lo risente,nella sua testa e nel suo cuore.L’ha ucciso perchè non si era fatto comprare.Un comunista solido e robusto,come tantissimi.Travolti dai falsi venti di cambiamento.Ora deve eliminare anche la figlia.Non se la sente,ma che potrebbe fare?Troppo vecchio per cambiare vita,troppo vivo per trovare la pace.

 

Echi di spari.Vi allenate con costanza e volontà tutti i giorni.La tua mira è lievemente migliorata,ma non molto.Parlate tanto tra di voi.Due figli unici che han trovato una sorella e un fratello,anche se talora vi ammazzereste.Siete una strana famiglia,una piccola banda di maltrainsema,che comunque funziona.

“L’abbiamo localizzata”Informa Levy

“Dove?”

“Qui.”Dice mostrando a Max una cartina.

“Nel bel mezzo del nulla.”

“Già”

“Bè,signori.Spero sia l’ultimo atto,davvero”

 

“Sveglia!”Patrizia ti sta strattonando,mentre tu vorresti continuare un piacevole sogno assolutamente maschile:una doccia calda con Rhona Mitra.

“Cosa?”

“Qualcuno”

Cerchi di avvertire dei rumori,qualcosa.Niente.Sei leggermente sordo,dopotutto.

“PATRIZIA!SONO MAX!”

“Max…”Mormora la donna

“Chi è?Un amico?”

“Qualcosa del genere”

“ESCI,ABBIAMO QUALCOSA PER TE”Poco dopo senti una portiera che si chiude violentemente.Guardi Daniele,il ragazzo sta afferrando il suo Ak -47 e si mette accanto alla finestra

“PATTY!!!!”Senti la voce di quella bambina,di quel piccolo miracolo di amore e pace nella tua violenta e turbolenta vita da assassina.

Prima di capire cosa stia succedendo,sei fuori dal cascinale e stai correndo sul prato.

Un gruppo di uomini.Cinque.Più Max.Lo hai riconosciuto.D’altronde è l’uomo che hai frequentato maggiormente nella tua vita.

“La troia ci è cascata”Ridacchia Rosenthal

“Già”Conferma Spielberg

“Tenetela su bene,non deve capire che è morta.Tenete sotto controllo il registratore”Dice Max.

“Lasciatela andare.Non ha fatto nulla.Prendete me,ma non lei”Dici trattenendo a fatica il pianto,la voce spezzata.Come quando crollano le speranze.

“La vuoi?”Dice Cameron

“Si”

“Eccotela”La bambina viene lanciata contro di te.Inciampa.Tu corri per farla rialazare.

“Non puoi farla alzare.L’abbiamo ammazzata.E siccome era diventata anche una bravissima troia ce la siamo fatta.Tutti.”Spielberg ridacchia ,con gli altri, dicendoti queste cose.

“No,no…non vero.Lei è viva..Viva!!!!!!Avanti,avanti,dai tesoro..Piccola,piccola,dai per favore!”Piangi,spezzata,distrutta.

Levy ,sputando tabacco per terra,si avvicina a te.Tiene una pistola in mano.Senti il metallo contro la fronte.

“Avanti,spara.Fallo subito,perchè altrimenti ti farò soffrire soffrendo nel fottuto inferno della sofferenza”Lo minacci,ora sei pronta ad agire.Nessuno uscirà vivo.

Lui ride.Non ti prende sul serio.

Tu gli afferi il braccio e glielo spezzi.Dalla carne fuoriesce l’osso.Prendi la sua enorme testa di cazzo sionista tra le mani e gli spingi il cranio contro l’osso fuoriuscito.Senti l’occhio sinistro che si buca e squarcia mentre l’osso perfora la testa

In un momento scoppia l’inferno e il panico.Il primo lo offri gentilmente tu,il secondo è solo loro.

Sparano come degli invasati mentre tu ti ripari dietro il cadavere del sionista.

Due agenti di origine dell’arabia saudita e del qatar muiono con la testa che esplode in mille pezzi.Daniele!Lo vedi,uno spettacolo che non vorresti mai perdere al mondo,mentre corre e spara,ma sopratutto inciampa ,armato con il suo ak-47

“E quello è l’agente segreto russo?”Ride Max.

Rosenthal e Cameron cercano rifugio salendo sul Suv dotato di vetri anti proiettili .Spielberg e Max si nascondono dietro agli alberi.Voi ve ne fregate.State all’aperto.

“Vuoi una sigaretta?”

“Non lo so,dicono che accorcino la vita.”Risponde Daniele.

“Hai ragione,ma questo è il momento in cui noi due ce ne freghiamo di tutto e andiamo incontro alla morte.Ai condannati si offre sempre l’ultima sigaretta.”

“Va bene,dammela”

Fumando le vostre sigarette ,vi sorridete.Tempo di andare e sia quel che sia.

“Avanti,investili!Investili”Urla Cameron a Rosenthal.Il suv divora il terreno con la forza cieca dei ganassa.

“Ora?”

“No,ho un piano”Dici a Daniele

“Un piano?”

“Si”

“Quale sarebbe?”

Il suv è a pochi centiemtri da voi.Patrizia si sposta leggermente e accende un cerino strusciandolo contro la portiera.

“Questo!”Dice passandoti un candelotto di dinamite,che teneva nascosto sotto il suo giubotto.

Terrore e divertimento ti scorrono nelle vene.Meglio che far fuori quel terronazzo pelato !

Il Suv fa retromarcia

I due agenti all’interno ridono.Convinti di avere la meglio.

“Buttala!”Urla Patrizia.

Tu aspetti,vuoi assaporare questo momento di gloria.Quanto tempo l’aspettavi.

“Ingoia questo,mangiamerda!”Tu lo lanci con forza centrando il vetro posteriore.

Il suv esplode in mille pezzi.

“Bel col..”Non finisce la frase ,lo spostamento d’aria fa volare quel pirla di Daniele.Mentre sta cascando ,però ,spara al volo a Spielberg .Il quale ha abbandonato il rifugio dietro agli alberi e sta sparando come un invasato contro di voi. Le sue rotule si sbriciolano sotto la potenza dei proiettili.

Tu avanzi verso di lui.Arrabbiata,incattivita.

Lui striscia sull’erba ,vuole prendere la pistola prima che tu lo raggiunga.Daniele gli spara alle mani.L’agente americano urla.

Lo afferri per i capelli.Lo vuoi vedere bene in faccia,l’uomo che ha fatto male alla tua bambina.

“No…non ho fatto nulla..ho una bambina anche io..Non ha altri che me..Ella è down,ha bisogno di me..”Piagnucola l’uomo.

Daniele ti lancia l’ak-47.Tu lo prendi al volo e poi senza un secondo di pausa colpisci violentemente la faccia dell’americano con il manico del mitra.Senti le ossa che si spaccano,vedi la sua faccia spappolata.Poi svuoti tutto il caricatore su quella bestia.Ipocrita e schifoso,come la sua nazione .

“Max”Dici

“Eccomi qui.”

“Dovrei dirti che mi dispiace?”

“Immagino,ma non lo pretendo.”

Ti giri tenendo il mitra ben stretto nelle mani.

“Ho ucciso tuo padre,e tante altre brave persone.Sono stanco.Troppo.Avanti,sparami”

Tantissime immagini di tempi lontani corrono impazzite nella tua testa.Max è stato come un padre,in una maniera del tutto soggettiva e relativa,vi volete bene.

“Mi dispiace,sono stanca anche io.Volevo solo vivere.Capisci?”

“Non credo,la mia vita consisteva nel toglierla agli altri.Non ho fatto altro”

“Bene,spero allora che mi comprenderai”Dici mentre spari contro l’ultimo legame con il tuo passato.

Il corpo del vecchio è stracciato,squarciato,devastato,dai proiettili.Poi cade per terra

Per un secondo, ti pare di vederlo sorridere.

 

 

 

 

DIECI ANNI DOPO

Il lavoro come cassiera al supermercato non ti fa impazzire.Ma è normalità,vita tranquilla,quotidianità.Stai frequentando un ragazzo,forse..

Di notte qualche volta hai gli incubi,ma stanno passando.La vita comincia a scorrerti nelle vene.

Un giorno stai mangiando,tempo di pausa,quando un tizio si siede al tuo tavolo.Davanti a te.Lo riconosci :Daniele.

“Hai letto?”

“Cosa?”

“Causa cavillo un boss della mafia in libertà”

“Allora?”

“Allora?”

“Si,non capisco..”

“Abita in questa zona.”

“Quindi?”

“Perchè non fargli una bella festa di benvenuto?”Sorride lui.

Da qualche parte,nella tua testa e nel profondo del tuo cuore…Sei contenta di ricominciare!

 

fine

 

M-IL CACCIATORE DI MORTI

11 Giu

 

M-IL CACCIATORE DI MORTI

Un vento radioattivo e pestilenziale alza pigramente la polvere dalla strada.La porta del bar cigola e sbatte pigramente,come se fosse questione sessuale tra due ottantenni.La luce fioca,illumina l’interno di una povera e triste osteria.Pochi tavoli,poche sedie,ancora meno clienti.

Carlo Rambaldi non sa che fare,barista da una vita.Anzi,a ben pensarci,nato in un bar.Abbandonato da qualcuno che aveva una vita troppo misera da condividere con altri.Se ci pensa , ironicamente, scopre che ha vissuto sempre tra la cassa e la macchina del caffè.Cazzo che vita! Eppure è vivo.Non una cosa da poco ,visto i tempi.

Un rumore lo riporta nella grigia e monotona realtà.Sul piattino dei resti gira una moneta e pare non abbia intenzione di fermarsi.Davanti alla porta un uomo.

“Una birra”

“Uh..certo!E magari ha una marca che preferisce”Ironizza il barista.

“Quella che mi gela l’inferno che ho in gola”Risponde lo Straniero.

“Bella risposta..Abbiamo Tarantino in persona .Oggi!”

L’uomo si avvicina al banco e si siede.Ha un paio di occhiali da sole ,indossa un cappotto lungo e scuro-con questo caldo del cazzo,pensa Rambaldi- capelli brizzolati.Una faccia conosciuta.

Lo straniero prende un sigaro e se lo accende,aspirando ampie boccate di fumo rigorosamente rivoluzionario from cuba.

“Ehi bello,non leggi?Vietato fumare”

“Ah,si?”

“Si”

“Dice che è vietato fumare in locale pubblico,ma dimmi:barista,il pubblico dove cazzo sta?”

“Il pubblico ?Ci sono io e loro!”Dice Carlo,indicando un poster attaccato e sconfitto dal tempo.

“Loro?”

“Si,loro.Hai presente il 2010?Scudetto,coppa italia,coppa campioni?”

“Davvero?E di cosa stai parlando?”

“Come????Di cosa?Ma che cazzo!Ehi,ti parlo dell’unica squadra nel mondo che ha fatto quello che ha fatto ok?”

“Interessante.Dovevano essere dei grandi,no?”

“Più grandi dei fottutissimi giganti,cazzo!”

“Forse ne ho sentito parlare”

“Leva il forse,stavano ripetendosi se…”

“Ok,basta così.Ti ho pagato no?”Interrompe bruscamente lo Straniero.

“Certo!Certo!”Ribatte stizzito il barista.

L’uomo si alza e si dirige verso la porta.Una volta lì,si gira.

“Un anno che ho sempre nel mio cuore e nella mia anima.Peccato che i morti ci hanno rovinato la festa per il secondo triplete.”Dice lo Straniero sorridendo a Carlo.

Rambaldi rimane di sasso.Mourinho è vivo!E lotta insieme a noi.

 

 

“E così tu sapevi dove andare?”Chiede l’occhialuto piccolo all’occhialuto grande.

“Avevo calcolato..”

“Calcola le mie balle,va!Zone incontaminate non esistono.Non solo,qui non c’è nemmeno la Milizia a difenderci e noi cosa siamo?”

“Come?”

“Dico:ehi,cosa cazzo siamo?”

“Vivi”

“A parte questa sfiga.Dai!La sfiga delle sfighe..su!”

“Ne abbiamo così tante…Posso scegliere?”

“Minchia,ok!Te lo dico io:siamo occhialuti!Geni incompresi,guerrieri del pensiero e dittatori della poesia,ma inutili come uomini di azione.Ora me lo spieghi come possiamo sopravvivere ai morti?”

“Milano ha una zona incontaminata.Te lo ripeto.Esistone due zone in quello che una volta era l’Europa che sono incontaminate,ok?”

“Il Danese te l’ha detto,vero?”

“Si Lars mi ha parlato di Zentropa..”

“Quello è un sadico figlio di puttana.Dici Von Trier e dici :tortura e morte infame.Ora starà sghignazzando credi a me.”L’occhialuto piccolo si alza dal marciapiede e si mette in mezzo alla strada.Non c’è anima viva.I morti dormono?

“La generalessa Lucy Skywalker vedrà che manchiamo no?”

“Lei odia gli occhialuti,sopratutto quelli snob come te .Testa di cazzo,non verrà nessuno a salvarci ok?”Il piccolo puffo quattrocchi nota che il cielo si sta oscurando.Piove, e non pioggia normale:radioattiva e acida.Tocca trovare un rifugio ,al più presto.

“Trova un rifugio”

“Perchè?”

“Pennellone,cazzo la pioggia!Vuoi liquefarti qui?”

I due si mettono a correre,(bè a camminare per i normali,correre per gli intellettuali da biblioteca quali questi due),disordinatamente e pigramente cercando un posto.

“Ecco,li quella casa!La porta è aperta,ma è una casa!”

Il piccolo,diciamolo,è più sveglio e trascina il compagno dentro il rifugio.

“Dormiamo qui,ok?Poi ci mettiamo in viaggio.”

“Va bene Achille”Dice lo spilungone occhialuto

“Certo,Simone,che deve andarci bene!Cosa cazzo pretendi?”

“Chiamami Ken.”

“Cosa?”

“Pretendo che mi chiami Ken.Come il guerriero.”

“Guerriero?”

“Si,come lui”

“Santo cielo!Noi siamo sopravvissuti solo grazie alla Milizia di Lucy Skywalker ok?Senza di lei e senza i suoi soldati,cosa saremmo?Morti viventi.Tu non hai niente di Ken.”

“Era il mio cartone preferito.”

“E il mio la clinica dell’amore,va bene?Ora dormiamo.Cioè,tu prova a dormire e io faccio la guardia.”

“Ok,Achille”

“Non chiamarmi Achille!”

“Come…?E come ti dovrei chiamare?”

“Semir!Come lo sbirro di Squadra cobra 11”

 

 

Cosa è caduto?Un rumore distante,eppure chiaro.Achille apre gli occhi faticosamente.Simone dorme,bella guardia del cazzo.

Mezzo rincoglionito dal sonno,si alza faticosamente dal pavimento.Tonf!Di nuovo.Allora il rumore è reale.

Deglutisce ,che altro fare?Con la mano cerca di svegliare il suo amico.Cavoli se ha un sonno pesante quel bastardo.

Tonf!Ancora.Un passo.Pesante.Trascinato.

“Aveva ragione Romero.I morti non corrono.Camminano.Lentamente,ma camminano.Sono tanti e affamati,per cui quando sentite un rumore come questo:Tonf!Sappiatelo:è il passo della morte e voi siete fottuti!Sopratutto se siete due occhialuti come quei due in ultima fila!”Dice Lucy Skywalker indicando Simone e Achille.

“Cazzo..”Mormora l’occhialuto piccolo.

Tonf!Sempre più vicino.Nell’aria odore di morte e decomposizione,sono qui.Sono fottutamente qui!

Si,si,la generalessa parlava di armi da cercare e che alla fine basta che si spacchi la testa a quei bastardi.Solo che lui stava sognando di zigzagare sulle strade di colonia nei panni di Semir e quel coglione del suo amico di sconfiggere suo fratello Raul.Dannata tv!Ci farai sbranare dai morti!

Eccolo!Un vecchio in ciabatte ,la spalla è staccata e ci sono dei vermi che fanno una manifestazione su di essa,talemente sono tanti,una ferita alla gola,(squarciata), e un paio di orribili ciabatte ai piedi.Si avvicina verso i due.

“SIMONE!”Urla Achille

“Chiamami Ken ,cazzo!”Risponde nel sonno l’amico

“SIMONE CAZZOOOOOOO!!!!!”

L’occhialuto alto si sveglia di botto e si ritrova il viso ghignante del morto a pochi centrimetri dal suo viso.

Urla.Il morto mette le sue mani sulla testa del povero occhialuto e si avvicina per mangiargli il viso.

Sente già i denti del mostro sul naso.Il suo dannato nasone del cazzo.

Poi succede qualcosa..I due aprono gli occhi e vedono uno Straniero che tiene il suo ginocchio sullo stomaco del vecchiaccio zombi,mentre con l’altra mano ,impugnando un machete , preme sulla gola del mostro .Fino a staccargli la testa.

Il locale è stracolmo:tutta la Milizia è presente.Nessuno vuol perdersi la gara di braccio di ferro tra la Generalessa Lucy Skywalker e i suoi uomini .Gli uomini in divisa gridano,bestemmiano,puntano,mentre lei tranquilla mette fuori combattimento il settimo dei suoi Legionari.Sigaro e bicchiere di whisky,tranquilla aspetta il prossimo sfidante.Domanda al suo assistente Frank Costello quanti cazzo di soldi stan facendo quella sera.”Tanti!Un fottuto diluvio universale di fottutissimi soldi,Generale!”Dice lui.

Oh,eccolo :Ursus!Un capolavoro di gigante,tanto forte e muscoloso,quanto infantile.Lo chiamano Alex l’ariete perchè lo mandano sempre in prima fila a combattere i morti e le bande,che da decenni ormai imperversano per le città-stato.

A fatica,cercando di farsi spazio tra quei giganti,arriva il segretario del Presidente di Stalingrado,come avevano ribattezzato ormai da anni quella che una volta era Roma,ha paura di quelle bestie sempre agitate e preferisce stare comodo nella stanza della politica e della teoria con il Presidente.

“Oh,cazzo!Eccolo che arriva.Nascondi i soldi”Mormora Frank a Lucy.

“Cosa??”Chiede lei mentre è impegnata a spezzare il braccino a un suo uomo che non vuol cedere assolutamente

“Il segretario del Compagno Commissario Davidovic Vessarionovic Berjia”

“Merda!Gli occhialuti fottuti!Non potevano mangiarli tutti!”Lucy lascia di scatto la mano del suo Legionario che pesantemente sbatte sul tavolo.

“Generale P..”Dice il segretario

“Skywalker!Generale Lucy Skywalker”Ribatte duramente lei

“Come?Ma..Lei sa cosa pensa il nostro Compagno Presidente…”

“Davidovic Vessarionovic Berjia”Rispondono in coro ridendo i Legionari.

Il segretario diventa rosso di collera,oltre che di sacro comunismo,ma decide di lasciar correre.

“Lo so cosa dice.Lo diceva ancora prima dell’invasione dei morti e lo dirà fino al giorno che creperà.Nessuna immaginazione solo realismo rivoluzionario,è il suo fottuto slogan del cazzo .Noi siamo soldati,noi combattiamo,noi facciamo il culo ai nemici di Stalingrado.Quindi il Presidente le regole le ricordi ad altri e non a me!”Riprende polemica la generalessa

“Le leggi dello Stato…”

“Ehi,ma sei sordo o che?Cosa cazzo vuoi?”

“Una missione.L’Amato Compagno Presidente vi affida una missione.”

“No,ma come?Cosa cazzo!Lo fa apposta eh?Arriva …Ma Santo Romero,cazzo lo sapeva che giorno è oggi o no?Certo che lo sa.Oggi chi arriva?”Chiede Lucy ai suoi uomini

“Rhona!”Rispondono in coro.

“Ecco,lei è qui per me.Non per …Maledetto fottuto occhialuto!Mi manda in missione così può fare il Galletto!”

“Si moderi!Si moderi!Lei sta parlando del nostro Amato Presidente !”S’infervorisce il segretario.

“Oh,io al tuo presidente del cazzo ho salvato la vita,ok?Lo sai?No?Bè,per forza quello sarà il prossimo racconto.Ora dimmi che missione sarebbe?”

“Zentropa”

“Cosa?”

“Una zona libera e incontaminata”

“Dove?”Chiede Lucy

“Proprio questo deve scoprire”Risponde il segretario

“Ehm…Ma Zentropa,quella …Si,quella Zentropa?”Chiede Frank

“Quale ?Cioè,cosa intendi con quella?”

“Segretario,segretario.Cazzo lei è l’uomo fidato del Presidente e non sa cosa significa Zentropa?Chi venera il nostro Amato Compagno ?”Domanda innervosito Costello

“Stalin”

“E poi?”Chiedono in coro Lucy,Frank e i loro uomini.

“Mourinho”

“E POIIIIII?”Urlano in coro i soldati

“Ah,Von Trier!”

“Dannato Danese!Lo stavo ammazzando e lui…”Pesta i pugni sul tavolo la generalessa Skywalker.

“E allora?”Il segretario non ha capito un cazzo.

“Una casa di produzione.Non esiste altro.Lars però per puro sadismo mette in giro voci su un paradiso terrestre che si chiama come la sua ex casa di produzione.Quindi…Ehi chi punta contro Lucy?”Urla Frank.Gli animi si accendono.

Il segretario viene del tutto ignorato.

Poi la porta si apre ed entra il Presidente.Il silenzio cala nel locale.

“Lucy,quando vuoi…Mi pare che IO ti abbia affidato una missione”Ruggisce il Piccolo Padre della Repubblica Socialista di Stalingrado.

“Missione?Si,ce ne ho una:Rhona.Lo sai che intendo?”

“Vuoi fare un nuovo giro nel Gulag Centocelle,o preferisci soggiornare nel Laogai Testaccio?Dimmelo e nel nome della nostra vecchia amicizia ti accontenterò”

“Bastardo, sei anni per spaccio di materiale fantascientifico!Ok,cosa cazzo dobbiamo fare?”

“Due uomini: Simone Deodato e Achille Fulci sono scappati.Quanto pare stanno andando a nord.Cercano Zentropa.Trovali,riportali.”Ordina l’Amato Compagno Presidente.Poi si volta e lascia il locale.

Achille è furioso.Simone vuole a tutti i costi tentare di trovare la zona incontaminata.Il suo amico ,lo spilungone,è quello che ha maggiormente assorbito la storiella sull’immaginazione e il suo potere che tanto è stata propagandata da certe generalesse.Il piccoletto invece è un Realista convinto come vuole la dottrina di partito e il suo Amato Compagno Presidente.Si sono salvati per culo,l’altra sera.Lo sanno.Per questo Simone vuole cercare lo Straniero che ha salvato a loro la vita e poi ingaggiarlo per portarli a Zentropa.

Si fida di Lars,che pirla!

“Non c’è niente.Tranne :pioggia acida,un sole impazzito che ci vuole ustionare,una notte che non scende mai,i morti e i maniaci.E i cani che mangiano i morti,prima di accanirsi su di noi.Questa è la fine.Dovevamo stare a Stalingrado.Il Compagno Davidovic Vessarionovic Berjia sta costruendo uno stato rivoluzionario!Invece il cretino si lascia infinocchiare dalle storie..”

“No,non è finito.Non può finire,qualcosa..Magari non proprio come ce l’hanno raccontata,ma qualcosa esiste!Non possiamo vivere miseramente.L’uomo non può e non deve farlo!Dobbiamo sopravvivere!E per farlo:immagina,sogna,crea con la tua fantasia…”

“Inganni borghesi!Inganni!”Achille è davvero furioso e raccoglie da terra dei sassi che lancia contro il suo amico.

A parte il vecchio della notte precedente,non avevano incontrato nessuno.Un lungo viaggio che li aveva sfiniti,ma intorno l’immobilismo della noia,della fine,dell’apocalisse.Niente.Come se anche i morti si fossero annoiati.I Navigli sono prosciugati e la città silenziosa.La zona incontaminata dove sarà?

 

 

Con calma lo Straniero fuma il suo sigaro.Eccoli,stanno ciondolando per la piazza del Duomo.Una volta si muovevano in branco ed erano pericolosissimi.Se li ricorda quando entrarono nello stadio.Rammenta con sofferenza quei lunghissimi minuti di violenza e cannibalismo.Tutta la sua squadra si erano mangiati.Dell’altra e del suo allenatore non vuole ricordarsi,non importa.Ma la sua squadra!Avrebbe rivinto la Champions League,per la seconda volta con L’Inter.Battendo quell’armata di coglionazzi in maglia bianco e nera.Invece…Ricorda il fuggi fuggi generale.Giocatori divorati da cadaveri in putrefazione.Lui si era salvato.Non poteva e non doveva morire!Troppo grande la rabbia!Come osano costoro rovinare la sua Leggenda di Vincitore?

Per questo da anni vagava per le città e il mondo con un unico scopo:distruggerli tutti.

Poggia per terra la sacca.Apre lentamente la cerniera ,ed estrae una grande e possente Motosega legata sopra un ak-47.La caccia è aperta!

La testa del morto esplode in mille pezzi,i suoi compari continuano a pascolare ignari della fine che faranno tra poco.

Braccia e gambe che saltano,stomaci squarciati,teste che esplodono.Poi una volta finite le munizioni,è il tempo della Motosega!

Dopo cinque lunghissime ore di massacro Lo Straniero si ferma.Stanco,svuotato,senza soddisfazione.”Avrei vinto ancora la Champions”pensa.Poi si abbandona per terra e spera che il sogno gli sia amico e fratello.E non se lo voglia inchiapettare con qualche fottuto incubo.

 

La scritta GELSEMINI O GETSEMINI,non riesce a vederla bene, si illumina e spegne con regolare irregolarità.La seconda E è una bella parata di lampadine bruciate.

Sotto la collina verdeggiante e satura di profumi meravigliosi vi è una lunghissima tavolata.Tra Coppe d’Oro ricolme di vino pregiato e ogni forma di ghiottoneria ad arredare la tavola,la compagnia di “banchettieri” se la spassa.Cardinali,vescovi,dieci papi ,generali,uomini di affari.Tutti a ingozzarsi come bestie.

Sulla collina ,che ora nota essere di pessimo cartone,un giovane hippy si dispera.Dice che non si farà crocefiggere per lasciare che il suo nome venga sputtanato da quella gente.Poi smette di dannarsi e si gira verso di lui.

“Sei qui?Sei davvero tu?”Il capellone frichettone si asciuga le lacrime e gli sorride.

“Non avrebbe mai giocato con me”Pensa M nel sogno.

“Eccola..Eccola è tua!L’avresti vinta di nuovo tu!La coppa campioni!”Il tizio si avvicina alla Leggenda tenendo malamente tra le mani martoriate una pregiatissima Coppa dei Campioni.

“Mia!Essa è e sarà sempre mia!”Precisa arrabbiato M

“Si,si,ma quelli..Loro hanno portato il contagio.Come sempre loro hanno distrutto le mie parole e quello che volevo per l’azienda mondo.L’Ingegnere Padre si è incazzato !Non hai idea!Ora ,io ti darò questa coppa…Ma tu devi ripulire il mondo!”

“Lo farò!”

“Bene:Vai!Spazzino di Dio e fai pulizia”Dice il cappellone hippy lanciandogli la coppa.

M l’afferra al volo,ma ora nelle sue mani non ha un trofeo:ha una motosega.Si volta verso il banchetto e li vede!I morti vestiti da uomini di patria,affari ,dio,stanno divorando una povera fanciulla.Viva.Strappando brandelli di carne,maledetti bastardi.

“Ehi voi!!Non dovevate invadere il mondo prima della conclusione della partita!”Esclama M.

Si avventa come la fine del mondo sul gruppo di zombi facendoli a pezzi,Segando mani sante e pederaste e infilando nel culo santo degli uomini di religione la sua arma di distruzione ,squarciandoli e distruggendoli.

Una mano,qualcosa,sulla faccia..Lui continua a farli a pezzi con la motosega mentre il cappellone con le mani indicando il suo pacco dice agli zombi:beccatevi questo!No Vatican!No Vatican!

Ma la mano,qualcosa,insiste.Noooo!Un sogno!Eccolo di nuovo sveglio.

“Te lo dicevo che era lui!”Sbotta gioioso uno spilungone occhialuto.

 

L’ufficio del Caro Leader è quanto di più spartano ci possa essere nel mondo.Una scrivania,due sedie per gli ospiti , un attaccapanni sempre sprovvisto di panni appesi,una sorta di armadietto pieno di documenti.Sulla scrivania poche foto.Ricordi vecchi di tempi, ormai svaniti.

“Bene,questi sono i documenti che ti serviranno”Dice L’Amato Presidente alla sua Generalessa .

“Cosa sono?”

“La strada fatta dai fuggiaschi,i contatti,robe così.”Spiega lui.

“Non capisco a cosa possa servire.Mi hai fatto scontare sei anni di rieducazione per spaccio di materiale fantascientifico e poi te ne esci con questa cazzata su Zentropa.E guarda che tutti lo sanno che sia una grande cazzata.”

“Un Ordine.Del Partito e sopratutto Mio.Niente discussioni.Dobbiamo diventare più forti,ampiare la nostra potenza economica,dobbiamo dare ai nostri compagni una vita migliore.Ci siamo riusciti?”Domanda lui con una piccola nota di amarezza nella voce.

“Si,credo di si.”Lei getta uno sguardo veloce verso una foto incorniciata posta sulla scrivania del Caro Leader.

“Ricordi?”Chiede sorridendo all’uomo.

“Cosa?”Ribatte distrattamente lui.

“Dove abbiamo fatto questa foto”

“Quale foto?”

“Questa”Sottolinea lei indicandola

“Ah,si…Si.”Taglia corto lui.”Bè,come dicevo ti ho assegnato :trenta arcieri,trenta balestrieri,dieci del reparto motorizzato.Il tuo cavallo,quello con quel nome così stupido!”

“Paul Ws Anderson?Ma come cazzo osì!”Sbotta Lucy

I due ridono di gusto.Sembra per un momento di essere tornati come tanti anni fa,prima che un sottile gelo li separasse.Una con i suoi uomini a combattere e far ganassate,tamarrate clamorose.L’altro ormai chiuso nel suo austero ufficio,con il suo direttivo a creare le regole e farle rispettare.Lei per un momento si sente gli occhi lucidi,pensando a cosa hanno perso,lui se ne accorge e guarda oltre.

“Ti ho fatto riparare anche la tua Christine,la mitragliattrice funziona.Credo che ora dovresti radunare i tuoi uomini e poi partire immediatamente.”Taglia corto lui e poi la congeda con un saluto militare.Lei vorrebbe stringergli la mano.Una volta le loro riunioni erano diverse.Una volta tanto tempo fa.

Appena uscita dalla stanza,Davidovic prende la foto che aveva attirato l’attenzione di Skywalker tra le mani.Loro due sorridono allegri e forti brandendo nelle mani delle armi:lui una mazza chiodata e lei una motosega.I loro piedi sono appoggiati sopra uno zombi massacrato.Il loro primo morto vivente distrutto,la volta che lei gli aveva salvato la vita.Il brutto dei ricordi è che sanno farti molto male anche a distanza di tempo.Automaticamente pigia il tasto per chiamare il suo segretario.

Meglio buttarsi nei suoi ambiziosi piani politici.

Lo Straniero è stanco.Ha usato tutti i modi possibili e immaginabili per togliersi dai piedi quei due rompipalle e niente!Sopratutto lo Spilungone!Continua a blaterare di una zona incontaminata,pare persino che scenda la notte di tanto in tanto.Cazzate.Lui nemmeno li ascolta.Nella testa ha le immagini del sogno che fa ogni santa notte:il capellone hippy che gli ordina di salvare il mondo.Lui pensa solo alla seconda coppa campioni vinta con una squadra italiana.Un nodo alla gola lo assale,se non fosse chi è si aspetterebbe di sentirsi frignare.Lui non lo farà,cazzo le leggende non piangono:fanno piangere!

“E poi non ci sono i morti.Nemmeno le bande.Per arrivare fino a qui,bè..Non le dico!Non le dico…!”Blatera logorroicamente Simone

“Ecco,bravo:non dirmelo!”Si gira di scatto lo Straniero guardandolo minaccioso.Poi estrae una pistola e la punta alla testa dell’occhialuto alto e un po’ ciula.Il colpo rimbomba nelle orecchie e nella testa di Deodato.Frastornato,ma vivo.Si volta e vede per terra un morto con la testa spappolata.

“Mi hai salvato!Cazzo!Mi hai salvato la vita,allora ci credi!Ci aiuterai!Devo informare Achille!”Simone saluta sorridendo il suo nuovo amico e corre a cercare il suo compagno di sventura.

Lo Straniero coglie la palla al balzo per tentare una fuga,ma è breve…”Maestro,ci aspetti!Eccoci!”I due occhialuti lo stanno già raggiungendo.

 

Rhona apre gli occhi.Le catene stringono i suoi polsi e le sue caviglie.La prigione è buia e stretta.Ci sono dei topi che camminano e corrono allegri e spensierati.Beati loro,pensa lei.Anni difficili quelli.Prima, anni e anni fa ,l’invasione dei morti mentre a Roma girava DOOMSDAY 2.Li aveva conosciuto quella ragazza carinissima e sempre piena di mille attenzioni e gentilezze nei suoi riguardi e quel tipo goffo e imbranato.Neal le aveva detto che era lo sceneggiatore del sequel.Quei due avevano salvato la sua vita e quella di Neal.Poi si erano separati.Lei pensava che sarebbe stato tutto diverso in Inghilterra e invece anche l’apocalisse.La fine.Non come nei film.Per caso aveva trovato una vecchia foto:quei due disgraziati!Forse erano vivi.Non una eventualità da scartare con sufficienza visto che ai tempi si erano mostrati assai in gamba nel salvarle la vita.Era riuscita ad avvertire il braccio destro di Lucy,Frank,che sarebbe arrivata a Stalingrado.Poi..chi lo sa.Invece era bloccata lì a Milano,la Città Fantasma.Luogo anche dove soggiorna e domina silenziosamente Il Signore delle Tenebre e della Morte.Lei è sua prigioniera.

 

La lunga fila di cavalli,carri,moto,soldati a piedi si dirige verso l’uscita della Città Stato Stalingrado.Non hanno ancora ben capito cosa possa servire quella Missione,ma pensano che in ogni caso sia una buona scusa per muovere le mani,e loro sanno muoverle benissimo!

Hop Frog il nano deforme e Gran Ciambellano del Regno delle Miserie del Signore delle Tenebre e della Morte, si trova al cospetto del suo Sire.

Il quale siede su un trono ,quello che lui si vanta di possedere,ma è solo un ridicolo sdraio mezzo rotto e traballante.La sua corona di plastica con i diamanti falsi,ma veramente falsi,in testa e uno scettro di cartone in mano.

“Hanno avvistato uno Straniero in città.Non è solo,quanto pare due valorosissimi guerrieri dotati di ben quattro occhi :due di vetro che riparano dalla luce accecante tanto odiata anche da lei Sire,e due normali.I nostri uomini sono terrorizzati e per questo li ho inviati nella prigione a divertirsi con quella straniera.Forse che ella sia una spia inviata da una potenza nemica?E quello straniero con i suoi aiutanti in cavalliere ai suoi ordini?Cosa devo fare?Chiamo Lo Svedese e i suoi Mercenari?”

Il Signore delle Tenebre e della Morte annuisce.Hop Frog corre ad avvertire quella banda di avvinazzati messi male I Lanzichenecchi o come cazzo si chiamavano dello Svedese..

In realtà il suo Padrone non lo aveva ascoltato:pensava di nuovo ad antiche cene eleganti e a sontuose gare di burlesque,che anni e anni fa davano in quel luogo.Lui non le aveva mai viste da vicino,ma se ne parlava .Mentre stava fuori con gli altri a far da scorta ai vecchi viziosi e alle troie che se la spassavano là dentro.

Lucy è a bordo della sua Christine ,alla guida il fidato Frank.Hanno lasciato le mure fortificate e sicure di Stalingrado .Ora sono in marcia verso le lande note come :Cazzi tua.

“Bè?”Chiede Frank

“Cosa?”Ribatte lei.

“Tesa per il viaggio?”

“Io?Figurati.Non comprendo affatto il motivo di questa Missione.La vita di questi uomini dipende da me.”

“Lucy,lo sai no?Davide raramente sbaglia.Si è lasciato prendere la mano ,certo ma è pur sempre quel goffo occhialuto che abbiamo conosciuto quando la Fine è cominciata.”

Un uomo,un soldato corre velocemente verso la macchina della Generalessa.

“Indiani!Indiani!”Urla prima di crollare esamine per terra.Quattro freccie piantate nella schiena.

“Angelo stermiantore?”Chiede sorridendo lei.

“Angelo sterminatore!Credi di farcela .Sai l’età a voi donne gioca sempre brutti scherzi.”

“Non a una donna di mazzate come me ,caro!”Dicendo questa epocale frase,Lucy esce dal finestrino e si mette in piedi sul tetto della sua automobile.

Frank pigia l’acceleratore,ben presto si trovano sui duecentochilometri andanti.

Lei estrae le spade poste nelle fondine che tiene legate alla schiena.

Li vede arrivare da lontano:due massicci,incazzosi,pelati e crudeli indiani.Stanno preparando i loro archi.

“Frena!”Urla Lucy.

Frank frena di botto.Lei vola leggiadra verso i due indiani sorridendo come uno splendido angelo della morte.Passa tra i due lestofanti decapitandoli e poi leggiadra poggia la punta dei piedi per terra.Aspetta che la testa sulla sua destra stia precipitando per terra.Con il tacco la colpisce e la getta davanti a lei.La ferma sul piede e aspetta che un altro indiano si avventi su di ella.Violentemente lancia la testa,come fosse un pallone, contro il suo nemico .Che cade a terra con la testa macciullata dallo scontro con il cranio decapitato.

Lucy fischia e lui arriva:Paul Ws Anderson!Lo sente che calpesta il suolo come un fottuto dio della rivoluzione e del tuono.Lei corre mentre lo splendido animale corre velocissimo a fianco della sua padrona,entrambi forze non domate della natura.Saltando con estrema precisione,Lucy si ritrova in piedi sulla sella.L’uomo sta avanzando velocemente verso di lei,ha una lancia in mano.La donna salta e con la punta dei piedi si ferma sull’asta dell’arma.Poi con un ulteriore salto si mette di schiena contro l’uomo,con le mani afferra la testa del nemico e spingendo con forza gli fa compiere una piroetta.Ora ce l’ha di fronte.

“Di : ahhhhh”Mormora lei mentre gli mette la canna della pistola in bocca e spara facendo saltare il povero cristo giù dal cavallo.Intorno a lei infuria la battaglia.I balestrieri e arcieri fanno carne da macello dei nemici.Frank a bordo di Christine falcia la cavalleria nemica a colpi di mitraglia,posta sul cofano della macchina.

Lucy respira a pieni polmoni il profumo del sangue,del fuoco,della violenza.Si sente viva più che mai.

 

“Deliziosa,davvero deliziosa!”Dice Mistress Crudelia,sorella e amante del Signore delle Tenebre e della Morte.

“La nostra carne migliore.Direttamente dalla colonia infantile di Caspoggio”Risponde l’uomo mentre giocarella con il vino nella sua coppa di vero oro sapientemente falsificato.

Questo mascalzone,dovete sapere care lettrici e cari lettori,è proprietario di alcune colonie sparse in quella che una volta era la Lombardia.Qui allevano i bambini fino a due o cinque anni e poi entrano in azione Le Strangolatrici.Una volta morti i bimbetti finiscono nelle tavolate degli scagnozzi del malvivente.Questi poveretti sono il frutto di giovani donne rapite e violentate ripetutamente dalle guardie del Signore delle Tenebre e della Morte

La tavolata lunga è miseramente apparecchiata.E le luci da discoteca che una volta accompagnavano le esibizioni di donnette e i deliri di vecchi sudici ora gettano una debole luce su una ridicola orgia di prostitute tossiche e anoressiche e vecchi,grassi,barbuti,transessuali.Su una sedia Hop frog nel suo abito da Giullare, che gli sta peraltro larghissimo, si fuma stancamente un avanzo di sigaretta del padrone.Lui lo odia:ha ucciso la donna che egli amava.Certo,quel nano deforme ,si era innamorato di una Strangolatrice la quale si era rifiutata di assassinare un bimbo.Il Signore l’aveva fatta decapitare.Hop Frog non ha mai perdonato quel lurido bastardo per quanto fatto.

“Le armi sembrano di buona qualità”Dice Mistress Crudelia.

“Certo,ottima.Armeremo i nostri uomini,cara,e saremo pronti per allargarci.Mi diceva il dottore Strangelove,che il suo esperimento sui soldati zombi sta ottenendo buoni risultati.Non male”Risponde lui.

Il suo esercito è un’armata disperatissima di viziosi,pervertiti,emarginati ,esclusi,dalla società.Presto saranno soldati pronti a distruggere e schiavizzare.

“Non credi che sia ora di accontetarmi?”Mistressa Crudelia guarda il suo Padrone con lussuria e sottile crudeltà

“Vuoi la Straniera?”

“Si”.

L’uomo suona una ridicola campanella che non emette nessun suono .Così è costretto ad alzare la voce.

Arrivano le guardie.Lui dice di portare la donna inglese.Sua sorella,la Regina vuole divertirsi.

Rhona si trova al centro del palco.Non vede bene,quelle dannate luci da discoteca!Sente dei rumori e lo vede entrare. Un uomo chiuso dentro un’aderente vestito di gomma avanza a quattro zampe,saltellando.Ha guanti con artigli.Lei è spaventata,ma vuole vivere.E poi cazzo,quanti film di azione ha interpretato?Deve farcela.

L’uomo si avvicina .Lei sente gli applausi e le urla di quella compagnia di fetenti che si stanno gustando lo spettacolo.Li odia.Il dolore sul volto arriva improvviso.Un po’ più in alto e avrebbe perso l’occhio sinistro.Lei reagisce dando un calcio violentissimo allo stomaco di quel essere.Il colpo è forte e quella cosa che una volta era stata forse umana ,viene gettata violentemente a terra.Una costola rotta gli ha bucato il cuore.

“Sorry Ladies and Gentelmen,the show it’s over”Dice lei.

Vede Mistress Crudelia arrabbiata per uno spettacolo così poco avvincente.Rhona le sputa addosso,poi ride forte . Due guardie arrivano alle sue spalle.Sente la corrente elettrica che parte dai manganelli e poi sviene.

Un gruppo di zombi sta divorando una carcassa umana.Affamatissimi.Lo Straniero e i suoi due aiutanti arrivano giusto in tempo per godersi lo spettacolo.

“Ci hanno sentito”Mormora M ai due imbranati aiutanti.

Lentamente i morti viventi si alzano ,attratti dal profumo di carne fresca.Una lacrima scende sulla guancia putrefatta dello zombi più anziano.Lontani i tempi di caccia grossa,e dominio.Ora però quel tipo di odore è ancora presente nell’aria.Il branco di morti viventi si muove verso le vittime.

“Ok”Dice Lo Straniero ,aprendo il suo lungo cappotto nero.All’interno una lunga scelta di coltelli,mannaje,scuri.Prende due coltelli.

Corre verso il branco e decapita velocemente i malcapitati zombi.La lama stacca di netto le teste decomposte dei morti.In scivolata spezza la gamba destra a uno zombi.Mentre quello sta cadendo ,M lo blocca con il suo piede sulla schiena.Poi gli punta la pistola alla testa.

“Bum “dice mentre la crapa del morto esplode in mille pezzi.

“Non dovevate intromettervi prima di farmi vincere la coppa”.Sentenzia accendendosi un sigaro.

 

Il segretario del Caro Leader si gode un buon bicchiere di vino nel suo ufficio.Ci ha messo anni e anni,ma ormai è sicuro:Lucy e Davidovic sono separati.Certo le armi per armare i suoi uomini non sono ancora arrivate,per questo ha mandato a Milano due suoi uomini.Uno ignaro,l’altro invece decisamente suo complice.Tempo di cambiamenti,di riprendere la democrazia dei liberi mercati,delle libere imprese.

 

 

La foto nelle mani del Presidente è testimonianza di un periodo lontano,intrappolato in un presente senza fine.Lui è su un palco.Alle spalle grandi bandiere rosse,sulla sinistra Lucy in divisa e alla destra R.S.Lerner.Il suo segretario.

L’inaugurazione della nascita di Stalingrado.Quante lotte,quanti errori.Cosa era diventato nel frattempo?Forse si era fatto prendere troppo la mano.Ma che vuol dire?Una solitudine sottile e dannosa lo accompagna in questi giorni di somma tristezza.La sua ambizione forse lo sta allontanando troppo dalla sua migliore amica.Ricorda,ma poco perchè servono questi ricordi per il secondo racconto,quando giunto a Roma era sopravvissuto all’attacco dei morti.Lui,Lucy,Frank e Rhona.Vorrebbe tornare indietro,ma anche no.

 

Le perdite non sono tante.Gli uomini seppelliscono i morti,e si ubriacano.Giochi di forza e astuzia,rutti liberi,risate grasse.Ama quella compagnia.Lucy seduta davanti al fuoco fuma una sigaretta.Frank parla di Jazz con Ursus,ma il gigante è troppo ubriaco per ascoltarlo.Lucy pensa che Rhona sarà già arrivata a Stalingrado.Una amarissima tristezza le fa a pezzi il cuore.

 

Rhona si riprende con enorme fatica.Le braccia le duolono.Di nuovo legata a una corda che pende dal soffitto.Non tocca per terra.Urla.

“Mi piace quando fai cosi”Dice Mistress Crudelia.Con un calcio colpisce il ventre della splendida inglese,la quale viene gettata quasi contro il muro della cella.

“Mi piace”orgasma la sadica,colpendola e colpendola e colpendola , di nuovo!

Rhona vomita sangue.

Il dottor Strangelove è contento,un po’ perchè indossa lingerie nuova e trucco di qualità,un po’ perchè i suoi morti dopo decenni stanno diventando una vera armata.La manualità è nettamente progredita nell’uso dell’arma bianca..Lo deve dire al suo amante e fratello :il Signore delle Tenebre e della Morte.

 

Simone sogna una terra incontaminata,libera,si chiama Zentropa.Achille pensa a quello che deve fare.Trovare le armi.Lerner minaccia di uccidergli Black,il suo amatissimo cane e unico legame con la vita che gli rimane.Mourinho sogna di quel giovane hippy e della missione che gli ha affidato:sterminare i morti.E vincere la coppa campioni.

La colonna di soldati avanza silenziosamente verso nord.Lucy è in sella al suo cavallo,Frank la segue in auto.Se la spassa ridendo con Ursus.

Improvvisamente il vento porta uno strano e inquietante rumore.

“Cosa è stato?”Chiede Lucy a un arciere.

“Non lo so,Generale!”Risponde l’uomo.Il silenzio cala minaccioso.

Proprio mentre tirano un sospiro di sollievo,di nuovo e più forte ritorno quello strano rumore.

“LUPI!”Urla un soldato.

Lucy non fa nemmeno in tempo a reagire,qualcuno o qualcosa,velocissimo la getta giù dal cavallo.Poi li vede e li sente:velocissimi e fortissimi ,evitando balestre e archi i Lupi straziano i suoi uomini.Infine sviene.

L’odore del sangue ,apre gli occhi e a stento si alza.Corpi straziati,divorati,membra staccate dai corpi.Subito è in piedi e si guarda intorno spaventata e arrabbiata.Alcuni Lupi tengono legato Frank e altri Ursus.Una fila di suoi uomini,una decina sono in ginocchio piangenti mentre quei colossi ricoperti di pelli di animali selvatici,(vabbè dai facciamo orsi che è più facile ok?), li controllano e li terrorizzano.

“Un onore ,per me,Lupo Grigio signore dei Lupi avere per pranzo la generalessa Lucy Skywalker e i suoi uomini.”Ridacchia il robustissimo capo di quel branco di antropofagi.

“Ne sei sicuro?”Chiede lei.Con il piede sinistro colpisce duramente la terra dove è posata la sua spada.La quale vola fino a raggiungere la sua mano.

“Ti conveniva essare vegetariano”Ride lei.Poi corre velocemente contro il suo nemico .Con un colpo netto gli stacca la testa e con un altro lo divide in due.

Coperta di sangue si gira verso i lupi.Terrorizzati quelli si danno alla fuga.Lei camminando con calma recupera un fucile a canne mozze dalle mani di un suo soldato defunto.Spara e mira ogni volta schiene e teste nemiche.Poi si lascia cadere per terra esausta.

 

“Sopravvissuti?”Domanda incazzato R.S. Lerner al messaggero che lo informa dello scampato pericolo per Lucy e i suoi uomini.

“Hanno subito grosse perdite,ma lei è viva.L’imboscata però colpito duramente il suo esercito.”Spiega l’uomo.

“Mmm…Pensavo che i nostri uomini fossero ben addestrati.Non hanno capito che erano nostri soldati vero?Son convinti che siano I Lupi?”

“Credo di sì.Il lavoro però è stato ottimo.Sono rimasti pochi soldati,tenga conto che vi son anche i nostri 4 agenti.Hanno solo quella stupida macchina,e il cavallo di Skywalker.”

“Si,si,non è del tutto fallito.Ma era meglio se fossero già morti.In ogni caso..Bè,ho un piano per screditare quella donna agli occhi del Presidente.Vai pure ora!”Lerner con un gesto della mano nervoso allontana il messaggero..

 

Un disastro:troppi morti,mezzi distrutti,una disfatta.Lucy si cuce le ferite e guarda amareggiata quella fila di fosse dove con somma tristezza i vivi gettano i compagni morti.Suoi uomini ,amici di bisbocce e sbronze leggendarie.

Frank le si avvicina pulendo con un fazzoletto bianco e intonso,la sua preziosa giacca nuova.Egli era un mito a Marsiglia dove gestiva un locale per appassionati di musica jazz e anche per incontri clandestini di pugilato.Da giovane aveva tentato la strada della poesia e della pittura.Poi aveva visto che riusciva meglio a compiere furti nelle abitazioni dei ricchi.Pensava di finire la sua vita tranquillamente davanti al triste mare francese.Invece ,per motivi che leggerete nel secondo racconto,si era trovato a Roma .Tra i morti viventi e un duo di sciagurati combattenti contro quell’apocalisse.I suoi migliori amici.Da tempo però nutriva dei sospetti su qualcuno dei grandi capoccioni all’interno del Partito.Qualcuno che cercava nell’ombra di dividere Lucy e il loro Amato Compagno Presidente.Sospetti.

“Continuiamo la missione?”Le chiede

“Certo”

“Abbiamo pochi uomini.I mezzi sono andati distrutti,anche la tua Christine.Dispiace”

“Taglieremo per i boschi.Abbiamo ancora i viveri.Questa una volta era la Toscana,ho guardato la mappa.Siamo vicini a Firenze.Anche se è andata completamente persa.Come tutto”Dice Lucy.

“Bè,abbiamo pur sempre la nostra Stalingrado”Costello cerca di tirarle su il morale,sorridendo.

“Non lo so.Quando torneremo voglio dare le dimissioni.Mi ritiro”

“Non dire sciocchezze.Come potresti vivere lontana da noi?”

Lei si alza in piedi e si allontana.Troppi pensieri negativi nella testa.

 

 

Lo Svedese ,una volta,era un importante giocatore di calcio.Detto La Peripatetica per il suo vendersi a qualsiasi squadra,bastava pagare.Dopo l’nvasione dei morti viventi,aveva formato un gruppo di mercenari e razziatori composto dai peggiori pendagli da forca.Un suo vanto.

“Quindi:abbiamo questa inglese .Nostra prigioniera e poi quel terzetto di stranieri che da un po’ di tempo girano per le strade di Milano”Informa Hop Frog.

“Il nostro compito?”Chiede lo svedese accendendo un fiammifero strofinandolo violentemente sulla sua faccia.Poi si mette a fumare orribili sigarette nazionali.

“Chiaro prenderli e portarli ,possibilmente vivi, dal mio Padrone”Spiega mellifluo il nano deforme.

“Avete soldi?Lo so,molti dicono:ehi ,il mondo è finito.Non tornerà più indietro,cosa serve il denaro?Serve.Sempre.Quindi :quanto?”

Hop Frog ,a fatica, trascina una pesante sacca fino ai piedi del Mercenario.

“Questo è un piccolo anticipo”Borbotta affaticato H.P.

Lo Svedese e i suoi uomini ridono soddisfatti.

“Una volta questa città era bellissima,sai?”Chiede Mourinho ad Achille.

“Non so,non riesco a ricordarla”

“Un anno fantastico quel 2010.A ripensarci oggi meglio ancora.Sono tutti morti.Alcuni li ho uccisi io.Erano diventati morti viventi.”

“Ti è dispiaciuto,Mister?”Domanda Simone.

“Certo.Molto.Brutte cose i ricordi,per gente che non ha più scopi nella vita.Non mi piace.Li detesto.”

I tre sono seduti sotto la galleria ,una volta gloria milanese e non solo,appena tornati da una epica battaglia contro un risicato numero di zombi.Troppo facile la battaglia,troppo umiliante la vittoria contro quelli che ormai è chiaro sono debolissimi residui di un passato truculento,ma anche migliore della Grande Noia dominatrice sulle loro vite e sul tempo.

I ragazzi non parlano quasi più di Zentropa.La quotidianità ripetitiva dei loro giorni e gesti,ha sedato quasi del tutto i loro piani e sogni.Achille è ancora roso dal dubbio se rinunciare alla missione affidategli da quel maledetto di Lerner o proseguirla.Gli altri due aspettano che arrivi la fine del giorno e forse un sonno che li culli per qualche ora.

Affaticati dalla camminata ,Lucy e i suoi uomini procedono lentamente lungo i boschi e sentieri secondari.Lei è in sella al suo fido destriero ,(rammentiamo che la povera bestia porta il nome del peggiore regista di questi anni),stanca e demotivata.Ormai anche la mappa non serve più.Vagano.Alla fine usciranno da quella cazzo di Toscana.

“Vedo delle case!Laggiù!”Urla un soldato.

Il vociare concitato dei suoi uomini la riporta alla realtà.Vero:ci sono delle case.

Una corsa allegra e disperata li spinge verso una nuova pericolosa trappola.

 

“Come vedi Davidovic,qui.Lucy sta distribuendo libri ineggianti alla Fantasia individualista.Chiaro che lei sia una spia della controrivoluzione all’interno del nostro Stato”R.S.Lerner mostra documenti falsi per incastrare la Generalessa e creare una lotta intestina all’interno del Partito.

“Si,vedo.Dubito però che ella sia mai stata contro di noi.Indisciplinata,ma lealissima.Controlla da dove arriva questa spazzatura e poi consegnami il colpevole.Lo voglio ammazzare con le mie mani”Sbotta il Caro Leader.

“Compagno Presidente,come sempre hai ragione,tuttavia devo rammentarti che costei è già stata ospite delle nostre galere rieducative.Per sei anni.Hai firmato tu l’ordine.”Insiste Lerner

“Già.Lo firmai.Con un dolore nel cuore immenso.Ma la mia fiducia non è mai venuta a mancare.Ripeto:indisciplinata alle regole,ma ottima combattente.Fedele.”

R.S. suda freddo forse ha compiuto un passo falso.

Non si dà per vinto,comunque,quei due -in un modo o nell’altro-dovranno perire e lui dovrà diventare il nuovo,indiscusso,temuto,leader dello Stato.

 

Deserto.Silenzio.Solo il rumore del vento,lo sbattere di qualche finestra.Il villaggio sembra abbandonato da tempo.Solo loro tredici sono le uniche forme di vita umana presenti.

“Passeremo la notte qui.Domani,alle prime luci,partiremo”Ordina Lucy.I suoi disciplinati e veloci eseguono.Lei trova comico parlare di notte,quando è da anni che non se ne vede una vera in giro.Un tramonto di rara mestizia e poi di nuovo l’accecante luce del sole.

La guardia controlla che tutto vada bene.Questa è la sua prima missione.Infatti molti lo reputano una sorta di mascotte.Lui però è orgoglioso di far parte dell’esercito e di servire la Generalessa del Popolo.

“Ciao”Una voce alle sue spalle.Lo riconosce è Giovanni.Un vecchio reduce.

“Ciao”Risponde agitando pigramente la mano in segno di saluto.

“Tutto bene?”

“Si”Dice il ragazzo.

“Mi hanno mandato per sostituirti.Puoi andare a dormire se vuoi”Giovanni informa il giovane compagno.

“Ok,a domani.Buona notte”Risponde il giovane alzandosi e dirigendosi verso la sua tenda.

“E sogni d’oro”Mormora il soldato traditore mentre afferra il giovane e gli recide la gola.

Le altre spie stanno colpendo nel sonno i loro compagni.Poi si ritrovano con Giovanni.

“Manca una tenda sola.Quella della nostra amatissima generalessa.Amata sopratutto da morta!”Ironizza Giovanni.

Cercando di non fare rumore i tre entrano nella tenda di Lucy.Lei dorme,anche Ursus e Frank.Devono fare in fretta.

Camminando in punta di piedi si avvicinano alle loro vittime.Alzano i coltelli pronti a colpire,quando uno strano rumore li agita.

“Cosa è stato?”Mormora a bassa voce un compare di Giovanni.

“Non lo so”Risponde l’uomo.Poi riprende il suo lavoro avvicinando la lama del coltello all’occhio destro di Lucy.Proprio mentre la lama è ormai premuta contro la palpebra e sta per infilzare l’occhio,la donna si risveglia.Con il ginocchio della gamba destra colpisce violentemente l’aggressore all’inguine.Lui di scatto lascia cadere il coltello,lei velocemente scosta la testa prima che la lama la infilzi.Afferra l’arma e la pianta con immensa violenza nell’orecchio sinistro del traditore che urla in modo disumano.Lei calca fino a quando la sua mano con il coltello non esce dall’orecchio destro..Poi con uno scossone ritrae il braccio.Un fist fucking abbastanza anomalo e assai doloroso,no?

Ursus e Frank stanno riempendo di mazzate le facce ormai ridotte in poltiglia sanguinalente e pezzi di ossa spezzate dei due complici di Giovanni.

Un rumore violento,come il tuono li blocca.Cosa è stato?

La risposta arriva subito:Zombi,pronti a un banchetto notturno.Entrano spingendosi e dimenandosi nella tenda,riempiendola di corpi putrefatti e affamati.Lucy con le sue spade decapita velocemente molti morti viventi. Frank si difende usando Ursus e la sua forza come sicura roccaforte,nel frattempo carica la sua pistola.Poi si getta di lato,abbandonando la grande schiena e rifugio del guerriero gigante e spara,spara,spara.Ne becca uno.Di striscio.

“Merda!”Urlacchia,mentre due avvenenti zombette cercano di pasteggiare con i suoi gioielli di famiglia.Le colpisce duramente sulla testa con l’impugnatura della pistola.Spaccando a loro il cranio.

Ursus li afferra due alla volta e poi sbatte violentemente le loro bogie una contro l’altra e ridacchia felice.

“Cazzo abbiamo una fottuta invasione zombesca e questo ride!”Commenta Frank,scappando dalle mani e dalle bocche dei morti affamati.

Lucy porta a spasso infilzati sulla lama della sua spada tre morti viventi.Li getta infine con immensa forza dentro il fuoco che avevano usato per la cena e poi mantenuto acceso.

Ormai sembra tutto finito.I tre sopravvissuti controllano in giro che non vi siano brutte sorprese.

“Paul?”Chiede Ursus.Anche lui è affezionato a quella bestia.

“Andiamo a cercalo”Dice Frank.I due si allontanano.

Lucy rimane sola.Sente il suo respiro affannoso e i muscoli doloranti.”Sto invecchiando,cazzo!”Pensa.

Poi una detonazione forte,alle sue spalle.Infine pezzi di qualcosa che le volano sulla faccia.In terra vede un corpo.Uno zombi.

“Ti stava attaccando”Dice una ragazza.Molto giovane.Lunghi capelli castani ,dall’aspetto minuto,ma forte.Incinta.

“Grazie”Dopo molto tempo ,Lucy trova il coraggio di sorridere.

La marcia è lunga.Ormai però hanno da un pezzo abbandonato la Toscana e sono arrivati sul confine emiliano -lombardo.

Non hanno avuto grossi guai e l’arrivo della fanciulla in attesa ha messo di buon umore sia Lucy che i suoi unici due uomini sopravvissuti.

 

Lo Svedese e i suoi uomini battono ogni angolo di Milano per trovare quei tre maledetti spioni.Lui e i suoi sono assai felici.Il Signore delle Tenebre e della Morte li ospita nel suo palazzo.Orgie,gare di mazzate,vino scadentissimo e droghe leggere.Tutto va bene per loro.

In particolare amano i lunghi scontri tra Mistress Crudelia e la prigioniera inglese.

“Quella è il bottino di guerra di mia sorella.Non ti conviente cercare di fartela .O mia sorella si fa te.Mai provato cosa voglia dire 18 ore di strap-on?”Chiede il cattivone a un arrapatissimo capo dei mercenari.

“Che vuol dire?”Domanda lui.

“Guarda”

Sul palco viene trascinato un povero cristo che tenta vanamente di scappare.

“Quello aveva messo in discussione le nostre abitudini alimentari.Dice che i bambini sono esseri umani come noi!Figurati!”

Per un momento nelle testa dello Svedese passa il pensiero che il ricco cibo di quella sera fosse a base di poveri fanciullini.Lo assale il vomito,ma fa di tutto per trattenerlo.

Poi lancia un’occhiata sullo schermo.Il povero cristo piegato a 90 gradi veniva brutalmente sodomizzato da una furiosa e lussuriosa Mistress Crudelia.

“Quello è lo strap-on,ti piace?”Ridacchia il Signore delle Tenebre e della Morte.

Presa dall’orgasmo Crudelia sgozza l’uomo fino a decapitarlo ,poi lancia la testa verso il fratello-amante.Che la bacia e poi alzandosi in piedi la schiaccia con il suo piede sinistro.Pezzi di sangue e frattaglie varie volano in viso allo Svedese.

Forse per una volta tanto era meglio non prendere i soldi.

La riunione della Quinta Colonna a Stalingrado ha deciso di eliminare Lucy e Davidovic una volta che ella fosse tornata. E quindi di dare la colpa alla follia di un singolo uomo.Poi avrebbero sistemato il resto.I loro piani sono falliti:le loro spie morte,le armi probabilmente perse.Quello era il solo e unico piano a disposizione.E deve funzionare.

“Guardali!”Ammicca sorridendo Frank indicando Ursus e la giovane ragazza incinta.L’uomo l’aiuta a sistemarsi per terra nel giaciglio che ha fatto con le sue mani.

“Che coppia!”Ridacchia Lucy.Sono giorni strani quelli.Hanno capito che qualcuno ha cercato di eliminarli,ma chi?La missione era a conoscenza solo degli alti vertici del Partito.Lei non vuole credere che Davidovic abbia deciso di sbarazzarsi di una fedelissima compagna di avventure.Anche i suoi uomini sono propensi a pensare una cosa simile.Nondimeno ultimamente qualcosa è cambiato,qualcosa si è rotto.E poi c’è la ragazza.Da quanto tempo non vedevano una donna incinta?Strana sensazione.Come se improvvisamente avesse ricordato a loro che la vita ,anche quando l’Apocalisse ha distrutto il tuo pianeta,non sia solo dare e prendere mazzate.Invecchiano e a chi lasciano la loro eredità?Chi li ricorderà non solo come valorosi compagni?Lucy si alza e si dirige verso il suo cavallo.Una lunga corsa ,per non pensare,per non abbandonare alle lacrime e a una sottile,ma bastarda malinconia quel poco di dignità di guerriera infaticabile che si è guadagnata nella vita.

“Ecco un bar!Proviamo a chiedere se hanno mai visto quei tre che cerchiamo”Dice un mercenario dello Svedese.

“Proviamo,al massimo scrocchiamo qualche birra”Risponde il suo compagno.

Carlo Rambaldi è perso in ricordi lontani,a navigare in un mare di noia.Con la sua barca che imbarca acqua e lui non ha nemmeno il salvagente.

“Vecchio!”Un tizio barbuto,pelato,con un giubotto da motociclista,ma senza motocicletta,lo sta chiamando.

“Si?”

“Una birra”

“E magari anche qualcosa da mangiare vero?”

“Esatto”

“Bè,la birra e il cibo sono finiti.Ho acqua calda e potenzialmente inquinata e qualche topo morto in cucina.Morto da settimane.”Taglia corto Carlo.

“Allora forse puoi esserci utile.Hai visto passare di qui Uno Straniero e due disgraziati?”Chiede l’altro mercenario.Un tizio magro con una grande cresta colorata.

“Può darsi,ma non ho mai dato informazioni alla polizia .Non so perchè dovrei darla a due come voi”

I due impugnano le pistole e le puntano contro il barista.

“Eh,no cari miei.Le armi non piacciono al mio bambino”Dice scuotendo la testa l’uomo.

I due mercenari ridono. “Il tuo bambino?O porello!Dove si trova che gli facciam passare la paura?”

“Qui dietro”

“Chiamalo”

“Chiamarlo?Motociclista ne sei convinto?”

“Si,nonno!Ci piacciono i bambini…Sono deliziosi!”

“Con il sugo vengono bene !”Fa lo spiritoso il punk spilungone.

“Bene,l’avete voluto voi.Vieni qui bambino mio.Ci sono due amici per cena”Comanda Carlo Rambaldi

Dal retro del bar esce ET. Tra le mani tiene un mitra e sulla testa una fascia rossa,all’angolo sinistro della bocca un sigaro.

“Cosa?”Chiede sbalordito il Motociclista.

“Amico,tu sei il male…e io sono la cura!”Dice l’alieno.Poi scatena un uragano di proiettili sui due malcapitati.Che finiscono a pezzi,ridotti in fumanti brandelli di carne straziata.

“Stasera si mangia,piccolino!”Dice Carlo accarezzando delicatamente la testa del suo “bambino”.

 

Lo Svedese nota il grande dispiegamento di mezzi ed armi nelle mani di quel buffone folle e della sua banda di stronzi pervertiti.Un grande carico,potrebbe interessare anche i suoi uomini.Tuttavia meglio non rischiare,ha visto quello che è successo a quel povero cristo che aveva blandamente criticato il padrone di quel circo degli orrori.

Mistress Crudelia è di nuovo nella cella di Rhona,la sua migliore preda.La ragazza indo-irlandese è resistente e non da alla sua aguzzina il piacere di supplicare pietà.Il suo pensiero per un momento vola verso quella ragazza che a Roma sotto l’invasione dei morti aveva salvato più volte la sua vita.

Hop Frog piange silenziosamente la morte della sua amata e maledice la vita del suo stupido e crudele padrone,ma che può fare?

Dr Strangelove è felicissimo per la sua armata di morti viventi.Micidiali e disciplinati.

In città Lo Straniero e i suoi due aiutanti continuano ,per inerzia e senza particolare soddisfazione , la loro guerra contro i morti viventi.Vittime troppo facili della loro rabbia e desolazione .Nerissima e senza speranza.Niente Zentropa,niente salvezza.Il mondo è finito nel nulla e nel tedio.

Lucy si avvicina alla ragazza.Sa che forse non è una buona idea,anzi una pessima idea ,ma visto che li ha seguiti e che ora sono giunti in Lombardia,bè due chiacchiere deve pur farle.

“Ciao”Le dice

“Ciao”risponde la ragazza.

“Come va?”

“Potrebbe andare peggio,visto i tempi.Non credi?”Ribatte lei.

“Si,ehm..Come …Cioè,come ti è capitato?”Lucy indica la pancia della ragazza.

“Mi hanno rapita le guardie del Signore delle Tenebre e della Morte.Mi hanno ingravidata.Io e altre tre siamo scappate.Sai ci fanno partorire e poi ammazzano noi e i nostri bambini.Vengono serviti come cibo per quel dannato e i suoi complici”Dice tutto in un fiato la ragazza.

“Cosa?”Lucy è incredula.

“Così.”

“Oh,cazzo e noi ti stiamo riportando..”

“Lo stesso, per me.Non c’è un posto buono dove nascondermi.Le mie amiche sono morte in ogni caso.Qui o altrove,voglio solo farlo nascere.”La voce è leggermente rotta da un pianto trattenuto.

“Bè,noi siamo diretti…A essere sincera,non so nemmeno io dove cazzo stiamo andando.Mai sentito parlare di Zentropa?”Chiede Skywalker

“Si,una nostra compagnia di prigionia.Da un danese,mi pare.Non lo so,forse è solo illusione”

“Mi servirebbe anche quella, ora.Credimi”Taglia corto Lucy alzandosi e allontanandosi dalla ragazza.

“Un bar?”Chiede Lo Svedese.

“Si”Risponde un suo uomo.Testimone della scomparsa dei suoi due compari,massacrati da Rambo Et.

“Dove?”

“Ho controllato una volta quella zona la chiamavano Porta Romana”

“Ricordo”Dice l’uomo alzandosi e preparandosi a una lunga e violenta caccia.

 

Mourinho non sogna più quello strano hippy che gli affidava la salvezza del mondo.Un giorno si è trovato senza scopi,senza interessi.Anche ora che sta estraendo la sua scure dalla testa di una grassa donna zombi.Forse deve chiedere seriamente a quei due pistola mola ,dove cazzo sta quella fottuta Zentropa.Meglio ritirarsi,basta guerra.

“Ecco,dico che dovremmo fermarci lì”Dice Achille indicando il bar di Rambaldi.

“Uh,dove è iniziata questa stupida storia?”Chiede M

“Bè, è l’unico che ho visto aperto”

I tre entrano.Il locale è vuoto.Silenzio.

“Carlo?”Chiede Lo Straniero.

Nessuna risposta.

“Carlo?”

Un lieve e debole rumore.Come qualcuno che pianga a bassissima voce,trattenendo il dolore.

I tre si avvicinano al retro e vedono.

Per terra ,fatto a pezzi,c’è Rambo Et.Carlo delicatamente accarezza i resti straziati della sua creatura.Ferito mortalmente anche lui.

“Cosa è successo?”Chiede Lo straniero.

“Gente senza immaginazione,gente che non può amare.A parte i loro soldi e la morte.”Risponde Rambaldi.

“Eccoli qui i nostri uomini!”Ridacchia soddisfatto Lo Svedese.

Simone,Achille,Mourinho ,si girano e vedono un esercito di figli di puttana con le loro armi puntate alle loro teste.

 

Il viaggio forse dovrebbe concludersi a Milano.Ormai non sono più soldati,ma molto probabilmente ricercati.Se davvero Davidovic avesse voluto eliminarli,cosa che preferirebbero non sapere mai.

La città è morta e deserta,gli zombi passano indifferenti e corrono da qualche parte.Come han sempre fatto gli indaffaratissimi milanesi.

 

Un urlo nella notte sveglia Lucy e Frank.

“Presto!Presto!”Grida Ursus .La ragazza sta partorendo.Il figlio nascerà settimino,brutta notizia.

I tre la osservano e sentono pesantemente il senso di impotenza,che fare?A cosa serve la gloria e la leggenda sul campo se poi non sanno nulla di come si porti al mondo la vita?

Poi Ursus si muove.L’unico che riesca in qualche modo a dare un minimo di aiuto alla giovane donna.La quale urla e si dimena.

Frank ha la sigaretta che trema tra le labbra e la tentazione di mettere le mani sulle orecchie per non sentire.

Lucy vorrebbe scappare.

Poi quelle grida cessano.

“Guarda”Dice Ursus,tenendo tra le braccia qualcosa.La ragazza non risponde

“Guarda”Ripete teneramente il gigante.

“Come cazzo fa a guardare se è morta????Non vedi che anche…Oh cazzo ma cosa è?”Grida Frank

Lucy si volta e lo guarda.Un piccolo essere con tre occhi,le mani senza dita ma due lunghi artigli e una coda.

Ursus lo tiene tra le braccia come se avesse chissà quale angelo provvisoriamente caduto dal cielo.

Lucy si avvicina e lo prende.Morto anche lui.Lo tiene stretto.Non sa come comportarsi.Sente la gola che brucia,le lacrime ustionano i suoi occhi.Non deve cedere.Nel Partito non sono accettabili debolezze di questo tipo.Ma si ricorda che dopo tutto non ha mai visto nessuno piangere disperatamente qualcuno come Davidovic,quando è morto il suo cane.

Si ritrova a piangere senza nemmeno accorgersene.

 

Un grande locale,buio.Sulla parete di fronte un gigantesco ventilatore,dalle grandi e pesanti pale.Lo Straniero apre faticosamente gli occhi.Scopre con immensa insoddisfazione e rabbia che è legato su una sedia.Scomoda,per giunta.A metà strada tra lui e il grosso ventilatore c’è un tizio.Alto e imponente.Palleggia.Bravino.

“Un piacere ritrovarti.Avevo lasciato quella squadra di sfigati per vincere la Champion e poi sei arrivato tu.”Dice il tizio continuando a pallegiare

“Ho vinto talmente tanto ,ragazzo,da non ricordare nemmeno il volto dei perdenti.Sai come è?La vita”Risponde sarcastico Mourinho.

Lo spilungone smette di fare il ganassa con la palla.La ferma in bilico sulla punta del piede e poi tira un potentissimo colpo al pallone.

Lo Straniero viene colpito in pieno stomaco e lanciato violentemente contro la parete.Il colpo contro il muro è violentissimo .Tossisce e vomita sangue.

“Dovrai imparare a perdere,allora.”Mormora sottovoce Lo Svedese.

Achille scopre con terrore che le armi di Lerner sono in mano a una banda di farabutti pervertiti e viziosi.Simone è quasi impazzito,straparla di nuovo di Zentropa,mentre le guardie lo colpiscono con i manganelli e Mistress Crudelia lo violenta brutalmente. L’occhialuto basso sente una grande rabbia crescergli nella sua anima,ma manca una cosa importante:la forza.

 

Le vie di Milano sono deserte.Non c’è nessuno.Nessuno.Dove sono finiti i branchi di morti viventi che avevano visto agitarsi inutilmente e senza scopo, al loro arrivo?

Paul Ws Anderson trotta tenendo in sella Frank.Ursus non parla più ed è come perso in un mare in tempesta di tristissimi pensieri.Lucy è stanca,demotivata,ha bisogno di uno scontro.Le munizioni scarseggiano,dovranno d’ora in poi affidarsi alle armi bianche.

“Un bar”Dice Frank

“Dove?”Chiede Lucy

“Laggiù”Risponde l’uomo indicando un locale con l’insegna in bilico sul patatrac.

Il locale all’interno è vuoto.I tre si guardano intorno insospettiti.Lucy prende il fucile a pompa -non nel senso di blow job eh!- tra le mani.Dal retro esce un uomo :bomber,capelli corti,una svastica tatuata sulla testa.In mano la testa di ET.

“Era il mio film preferito,da bambina .”Mormora Lucy .Incazzata e guardando con uno sguardo da Caronte,pronta a trascinarti all’inferno.Il nazistello tenta di estrarre una pistola,ma lei è più veloce.Il colpo alza l’uomo da terra e lo getta di violenza all’interno del retro.

“Non dovevi farlo”Avverte una voce alle sue spalle.Lei si gira di colpo e spara contro il tizio alto ,pelato e tatuatissimo che tiene sotto minaccia di pistola Ursus e Frank.La testa del tipo esplode in mille pezzi.

“Cosa ?Questo?”Domanda lei al cadavere decapitato.

Improvvisamente dal pavimento escono tre braccia che afferrano i nostri eroi.Ursus tira violentemente in su le sue gambe.Due braccia muscolose rimangono attaccate ai suo piedi.Un urlo disumano giunge da sotto il pavimento.Lucy spara gli ultimi colpi contro le mani che la bloccano,disintegrandole.Frank,con somma pazienza si abbassa e ustiona con il sigaro, le mani che lo imprigionano.

“Bravi!Molto bravi!”Dice un uomo entrando nel locale.Alle sue spalle ci sono almeno una ventina di uomini e altri trenta stanno arrivando.Ben presto Frank e Ursus sono bloccati e incatenati.

L’uomo si avvicina a Lucy.”Solito errore”Pensa lei.

“Le donne non dovrebbero girare per le città da sole e armate.Da noi ,non funziona così”Dice il tipaccio e subito fa partire un pugno.La donna però lo evita e brandendo il fucile come una mazza colpisce violentemente al ventre il suo agressore,il quale cade in ginocchio.Poi con furia incontrollabile sfascia il fucile sulla testa del tipo.Il cranio è squarciato con scheggie di legno infilzate nel cervello.

Lei è stanca e respira faticosamente.Getta l’arma che gronda sangue sul pavimento.Ora può arrendersi.

 

Le guardie la gettano senza troppi complimenti dentro una cella fatiscente.Lucy si siede appogiandosi al muro in fondo a quella lurida stanza.Topi,li vede che corrono.Ne afferra uno al volo e ne stacca con un morso la testa.C’è da mangiare almeno.Poi la porta della cella si apre.Una donna semi-svenuta,lamentosa,viene trascinata da alcune guardie all’interno del locale.Cade come peso morto su un pagliericcio ,una sorta di giaciglio penoso.

Dopo le guardie arriva una donna:alta,capelli rasta raccolti dietro la nuca,lingerie e stivaloni di cuoio.Tacchi vertiginosi e unghie lunghissime.Rosse,ma non di smalto.

La donna si gira verso Lucy.La fissa,con uno strano desiderio e crudeltà.

“Ci risiamo,ancora una volta”Pensa Skywalker,(cosa è successo lo saprete nel racconto che seguirà questo uè!,mentre quella donna si avvicina a lei

“Uh,carne fresca nuova!Meno male.Mi stavo stancando di quella lì e dei miei prigionieri.”Lei si abbassa guardando negli occhi la Generalessa.

“Ti ammazzerò”Dice Lucy

“Oh,certo .Dicono tutti così”Risponde la donna girandosi per allontanarsi ,poi ritorna indietro velocemente e tira due calci pesantissimi contro il volto di Skywalker.Lei sente dei denti che saltano e un forte dolore al viso.Non solo l’ammazzerà,ma la farà morire morendo.

Ora è sola.L’altra prigioniera non smette di lamentarsi.Il dolore delle ferite,l’umiliazione subita per le botte prese e non restituite,la portano ad alzarsi faticosamente e ad avvicinarsi traballando verso l’altra donna.

“Senti…Ascolta!Cazzo!Che male,insomma:mi ascolti?La pianti di frignare eh?Oh,devo ammazzarti con le mie mani così la smetti?”Dice incazzata all’altra prigioniera.Ora è vicina.Si inginocchia furiosa.Cazzo,però se l’hanno massacrata.

Quel viso..La conosce di già.Pensa frettolosamente alle donne che ha incontrato nella sua vita.Nessun volto in particolare,tranne…

“Rhona?Rhona?Che …Che cosa ti hanno fatto!”La sopresa e il dolore sono troppo forti per essere controllati,così Lucy urla e piange nello stesso momento mentre tiene tra le braccia il corpo martoriato della ragazza indo-irlandese.

Achille è nervoso e dolorante,dannatissima Mistress Crudelia.Simone ormai è impazzito e vive in un mondo di tenerezze e fantasie disneyane.La porta si apre e all’interno vengono spinti due uomini.

Uno cade proprio sopra di lui.L’occhialuto nota che indossa una divisa assai famigliare.L’esercito popolare,l’armata rossa del generale Lucy Skywalker è lì..in prigione con loro.Sono forse dei sovversivi venuti a prendere le armi?

“Armi?”Chiede Frank,mentre si aggiusta vanitosamente il ciuffo e sistema la giacca per non sfigurare,chissà con chi.

“Si,quelle di Lerner”Spiffera tutto Achille.

“No,non direi:cercavamo Zentropa.Il paradiso terrestre,per il nostro Amato Presidente.”Lo informa Costello.

Achille capisce di essersi messo in guai ben peggiori rispetto a quelli che sta vivendo.

Lo Svedese conta i soldi.Tanti,davvero tanti.Il Signore delle Tenebre e della Morte si sta ubriacando con del pessimo vino pasteggiando con goduria una cena a base di bambini della colonia di Monza.Sua sorella Mistress Crudelia si sta preparando allo scontro che avrà tra poco con la nuova prigioniera.Hop Frog tiene nascoste all’interno della manica della sua camicia da buffone e gran ciambelliere ,le chiavi per liberare i prigionieri.

 

Un rumore,alle sue spalle.Mourinho apre con fatica gli occhi.

“Shhhh!Ti sto liberando.Tra poco lui sarà qui.Sai come sistemarlo?”Domanda Hop Frog.

Lo Straniero sorride cattivo.

 

Fischiettando Lo Svedese entra nella stanza dove hanno imprigionato M.Si blocca appena entrato,la mano sinistra ancora sulla maniglia.La sedia al centro del salone…Vuota.

“Cercavi me?”Chiede Mourinho mentre chiude con violenza la porta.Il braccio del capo dei mercenari si spezza .

M apre la porta e prende la testa dello Svedese e poi la richiude violentemente tre volte.Quando è sicuro che l’osso del collo si sia spezzato,afferra i lunghi capelli dello Svedese e lo spinge per terra.

Lo Straniero si avvicina al pallone ,che si trova in mezzo al salone.Tutta la sua vita.Da grande e infaticabile guerriero sportivo.Tanti successi,tanta gloria.Svanita.Persa.Palleggia distrattamente.

Un rumore,alle sue spalle,si gira.Con grossa fatica Lo Svedese cerca di rialzarsi.

Mourinho tira un violento calcio al pallone che va a sbattere con immensa potenza distruttrice sul volto del Mercenario .La faccia dell’uomo è distrutta e il grosso naso frantumato.L’osso buca il cervello dell’uomo ,uccidendolo.

“Ciao Pinocchio”Ridacchia M.

Hop Frog velocemente entra nella cella di Simone,Achille,Ursus,Frank.Li libera e li conduce fuori dalla loro lugubre prigionia.

Sul suo trono tarocco Il Signore delle Tenebre e della Morte ,circondato dalla sua armata di viziosi ed emarginati,puttane tossiche e grassi transessuali ,si prepara a godersi lo spettacolo dello scontro tra sua sorella e amante Mistress Crudelia e la nuova arrivata.Pensa che magari una sega Regale per questo scontro potrà pure spenderla.

Sul ring Lucy fissa duramente la donna che ha massacrato Rhona.Per fortuna non è morta quindi la farà soffrire,ma non come aveva intenzione di fare all’inizio.

Crudelia si avvicina spavalda:un frustino malandrino nella mano sinistra,una sorta di vibratore con una lama nella destra.

Lucy,calma si prepara a farla soffrire soffrendo e morire morendo.Insomma un bel spettacolo che farebbe impressionare lo Splatter eh!

Crudelia cerca di colpire al volto Lucy,ma la donna schiva quel calcio.Evita anche un colpo di vibratore tagliente alla gola e rimane invece ferita dal frustino che le taglia lo zigomo sinistro.Skywalker si trova contro le corde del ring.I fetenti fanno tifo per la lurida sgualdrina del bdsm,la quale si pavoneggia sicurissima.

Di nuovo un calcio,ma questa volta oltre ad evitarlo,Lucy riesce a imprigionare la gamba della sua avversaria tra le corde e poi le tira tre violente gomitate alla tempia sinistra,Crudelia è a terra con la gamba imprigionata.

Non doveva toccarle la sua Rhona,cazzo!Lucy si avventa saltando sullo stomaco della donna,fino a quando sente le costole spezzarsi e lei vomita sangue.Poi si allontana mentre sente i fischi del pubblico.Lei si ferma in mezzo al ring e sorridendo con gli occhi chiusi ,alza la cielo le mani.Dito medio ben in evidenza per quel pubblico di farabutti.

Improvvisamente un dolore acuto alla spalla destra.Crudelia la sta tagliando con il suo fottuto vibratore dotato di lama.Lucy lascia esplodere tutta la violenza e rabbia covata in anni e anni di durissima sopravvivenza.Con un calcio volante colpisce violentemente alla tempia sinistra la Mistress.La testa della donna si sbriciola facendo volare materiale celebrale,scheggi di ossa,sangue.

Non contenta e in preda a una isterica rabbia ,Lucy afferra l’arma tagliente della sua nemica e comincia a sezionarla.Ridendo cattiva e satanica,squarcia la carne ,strappa organi.Infine completamente coperta di sangue e con lo sgaurdo folle di chi è appena tornato dall’inferno indica quel pirla del Signore delle Tenbre e della Morte.

Il panico esplode in sala,tutti cercano di scappare.Proprio in quel momento arrivano M,Simone,Achille,Ursus e Frank.Armati fino ai denti e incazzati come il diavolo quando non riesce ad afferrare qualche anima.

Mourinho con le sue mannaje stacca gambe,braccia,sventra e tagliuzza senza pietà l’intera banda dello Svedese.Simone ormai ha capito che Zentropa non è un luogo,ma la rabbia di vivere e con un fucile a canne mozze fa esplodere toraci e teste delle guardie e del troiame del Signore di quel dannato posto.Achille nervosamente spara con un mitra sui disperati che tentano la fuga.Frank,annoiato,guarda la pessima coreografia di quegli scontri e di tanto in tanto spezza qualche collo con la sua arte da karateka.Ursus è un tornado che spazza via ogni resistenza,in una sinfonia macabra di osse spezzate e teste strappate dal busto.

La fuga del Signore delle Tenebre e della Morte è quella dei sadici contro i deboli e vigliacchi quando viene il momento di pagare quello che si è fatto.Vizio delle società borghese,che spezzerem…ehm,non è un mio comizio!Pardon,dunque il racconto…Ah,si:il cattivo scappa.Urlacchia:Guardie!Guardie!E intanto inciampa ,cade,si rialza a fatica,striscia,implora,piagnucola.Hop Frog,il suo buffone compare all’improvviso.

“Oh,eccoti!Eccoti!Amico mio,aiutami!”Frigna il Padrone.

“Venga ,venga,mi segua”Dice il nano deforme,mentre velocemente punge al braccio sinistro il fetente Signore delle Tenebre e della Morte.

“Ahi!”Gridacchia il cattivaccio,ma è troppo spaventato per riflettere su quanto avvenuto.Hop Frog lo guida verso la cantina dove ha preparato una trappola mortale.

“Fermo!”La voce potente di Erminio Giannetti,capo delle guardie ex tenore pop e reazionario in libera uscita e molestatore di bambine durante i suoi tour di turismo sessuale,esplode nei corridoi.

Hop Frog sanno che son lì per lui.Fanculo.Bè,lo stronzo l’ha avvelenato.Ci pensarà il veleno o forse quegli stranieri.Sa che ha fatto quello che doveva fare.Lei non si era mai accorta di quel patetico nano,buffone di corte e viscido Gran Ciambelliere,probabilmente lo odiava pure.Una lacrima scende sul volto del grande,piccolo uomo.Chissà come deve essere L’Amore,quella cosa che tanti hanno cercato senza trovarla e troppi l’hanno dispersa da sciocchi quando l’hanno avuta.Ridendo si gira e spara tutto il caricatore della pistola contro Erminio e i suoi.Gli uomini vengono colpiti a morte,ma anche Hop Frog è messo male.Cade per terra.

Un calcio violento lo colpisce sul fianco destro,e poi altri e altri e altri.Il Signore delle Tenebre e della Morte si sente di nuovo grande e immortale.

Hop pur stremato dal dolore ride sempre più forte.

“Cosa hai da ridere stronzo?”

“Ci rivediamo all’inferno,ti servirò vivo ai bambini che hai fatto trucidare.”Dice il nano morendo.

Lucy corre lungo i corridoi.Nonostante sia piena di ferite,la compagna come tutte le donne socialiste è pressochè imbattibile eh!Alle sue spalle avanzano velocemente i maschietti.

Davanti a lei arrivano due guardie armate di lance,lei si lascia scivolare sulle ginocchia e scivolando arriva a passare sotto le lame delle armi,estrae i coltelli e colpisce al ventre i due malcapitati sbudellandoli.Poi si alza e fischia forte

Nella stalla Paul Ws Anderson sente il richiamo della sua padrona.Subito tira con forza le catene che lo imprigionano e le spezza.

Le due guardie intente a giocare una partita di carte non hanno nemmeno il tempo di reagire,gli zoccoli della bestia spaccano le teste dei poveracci.Ora è libero e si lancia alla ricerca di Lucy.

L’unica certezza di farcela è liberare L’Armata Delle Tenebre,quei morti viventi creati da suo fratello e occasionale amante-come lo era Mistress Crudelia-che è Dr Strangelove.Arrivato in Laboratorio ,nota sua fratello che si trastulla violentando e frustando un povero zombi.

“Cosa fai?Qui siamo vicino alla fine…Liberali!Liberali!”Supplica e si incazza Il Signore delle Tenebre e della Morte.Afferra per il bavero del camice il fratello e si accorge che è completamente fatto.Lo lancia per terra.Libera dalle catene lo zombi schiavo dei vizi praticati dall’uomo di scienza e abbassa la leva che apre la cella dei soldati-morti viventi.I quali,lentamente,escono.

Dr Strangelove vede il suo schiavo inchinarsi su di lui.L’orrore e la paura invadono i suoi pensieri.Con una mano tremolante cerca di nascondersi la visione del viso putrefatto del morto che vuole vendicarsi per le violenze subite.

Ben presto comincia a cibarsi della carne del dottore,a piccoli e dolorosi pezzi strappati con calma.Un morto vivente che ha imparato a non abbuffarsi.La fine tremenda dello scienziato,consumato fino alle ossa.

Lucy vede Paul avanzare verso di lei.Affrettando la corsa salta in groppa all’animale e guida i suoi uomini all’assalto finale contro le ultime guardie rimaste vive.

Achille e Simone si mostrano combattenti confusionari,ma particolarmente feroci infierendo spesso e volentieri anche contro le povere guardie che si vogliono arrendere.Frank con pochi colpi di spada infilza le truppe sciolte e disordinate dei mercenari dello Svedese,ormai rimasti pochissimi ,e delle guardie del Signore delle Tenebre e della Morte.Ursus infaticabile spezza colli,braccia,schiene.

M,nella sua eleganza e determinazione ,offre una lezione di sterminio delle forze nemiche di rara efficacia.Sbudellando,decapitando,tagliando in due i sventurati che capitano a tiro della sua ira.

Silenzio.Tutto finito.I nostri eroi si guardano in faccia,sono stanchi.Poi uno strano rumore.Tonf!

“Oh ,cazzo!Di nuovo!”Dice Achille

“Cosa?”Chiede Frank

“ZOMBI!Ma tu dove cazzo eri quando la Generalessa Lucy Skywalker ci faceva lezione sui morti viventi?”Si infuria Simone.

“Oh,meno male che qualcuno ha prestato attenzione alle mie parole”Esclama sarcastica Lucy.

Mourinho si prepara,ancora morti viventi.Prende un sigaro e se lo accende lentamente.

“Bè,è ora di fare un bel massacro”Dice mentre prende dal suo cappotto due lunghe spade.Al suo fianco si mette Lucy,che peraltro pensa :che eroe e che errore per me tifare Roma e non Inter,anche lei armata di spada e pronta allo scontro.

“Mi devo proprio rovinare il vestito?”Domanda Frank.Ursus lo prende di peso e lo getta davanti con gli altri.

Tonf!Tonf!Tonf!

“Questo però è diverso!Stanno marciando,non strisciando i piedi”Avverte Lucy.

“Una cazzo di Armata delle Tenbre ?”Domanda Mourinho

“Si”Risponde lei,poi si accorge che ai suoi piedi giace una guardia morta.Vicino al cadavere del soldato c’è un fucile.Lo raccoglie e carica.

“Sono Lucy,reparto ferramenta!”Cazzo è tutta la vita che sognava di dire una frase simile.Oh,ognuno ha i suoi sogni!

Eccoli arrivare :L’Armata delle Tenebre.Morti viventi vestiti come antichi legionari.Scudo e spade

“Prendiamoli a calci nel culo fino all’inferno!”Urla M.E si getta facendo roteare nelle mani le spade .Tre morti viventi si avventano su di lui,ma egli riesce ad evitare i colpi e a infierire ,infilzandoli,sui corpi decomposti degli zombi.Lucy con calma spara agli zombi soldato.Esplodono in mille pezzi teste e corpi.Ursus tira pugni che frantumano scudi e soldati.Frank con la sua abilità evita di farsi infilzare poi colpisce duro con un’ascia recuparata dal cadavere di un mercenario.

Achille e Simone cercano di resistere all’assalto.Se la cavano,ma sono stremati dallo scontro.Paul tira calci ai morti viventi, staccando dal corpo la teta dei nemici.Ben presto hanno la meglio sull’Armata dei morti viventi.

Il veleno non è abbastanza forte per ucciderlo,ma Il Signore delle Tenebre e della Morte avanza ormai barcollando e tremando.Si ritrova nella sala del Trono,dove per anni ha comandato con cattiveria e ferocia.Strisciando e in deliro cerca di avvicinarsi al trono.Supera con fatica i tre gradini che lo separano dalla sua sdraio di merda,ma che per lui è un vero trono.

Mentre con forza e disperazione tenta di alzarsi in piedi,sente un rumore alle sue spalle.Si gira e li vede.

Sono tutti lì.Liberi,armati,pericolosi.

Piangendo chiede gesticolando pateticamente un po’ di pietà

Il plotone di esecuzione prende la mira e getta violentemente contro il fetente capo dei cattivoni i coltelli che tengono in mano.

L’uomo finisce infilzato e cade sul suo trono.Ancora vivo,seppure terribilmente straziato,come una sorta di San Sebastiano del Male.

M si avvicina.In mano una bomba.Afferra la Corona di plastica del Re dei bastardi.Vi lega la bomba e poi pone la corona sulla testa del Signore delle Tenebre e della Morte.

Poi con calma Lo Straniero si allontana.Fa schioccare le dita.La testa del cattivo esplode lanciando pezzi di cranio,cervello,osse in ogni parte della stanza.

Epilogo.

Il viaggio è lungo,ma senza incidenti.

Paul porta Rhona ,ferita,ma viva .Seppure spesso svenga,ma ce la farà.

Gli altri come cavallieri sputati dall’inferno dei Grandi Figli Di Puttana camminano godendosi la fine della battaglia.Lucy ha in mente solo una cosa..Bè,due.La prima riguarda la giovane indio-irlandese,ma la seconda è quella di farla pagare duramente a quel bastardo di R.S.Lerner.Sapeva che Davidovic non l’avrebbe mai tradita o lasciata sola.Anche perchè non sarebbe capace di sopravvivere pensa ridendo.

“Credo che mi fermerò qui”Dice M.

“Come ?”Chiede Frank

“Si,in questo villaggio.C’ è della terra,tanta terra.Verde e un po’ di vento fresco.Potrei trovarmi bene.”

“Anche noi ci fermeremmo qui.”Dice Achille,parlando di lui e Simone.

Lucy si avvicina ai tre uomini e stringe fortemente le mani dei tre valorosi guerrieri.

“Ci rivedremo”Dice mentre si allontana.

Giorni lunghi di viaggio,notti insonni perchè non vuole perdersi nemmeno un attimo della guarigione di Rhona.Che farà ora,quando lei sarà completamente sana?Non ha risposte.

 

Stalingrado è in festa:tornano i suoi Soldati.

Su un palco Davidovic e tutto il direttivo aspetta con impazienza il ritorno di Lucy.Le cose cambieranno,dovranno parlarsi a lungo.Che stupido è stato a far in modo che sciocche incomprensioni rischiassero di mettere in crisi il loro rapporto di fraterna amicizia.

R.S.Lerner guarda l’orologio,presto scatterà l’attentato.Sorride soddisfatto.

La porta d’entrata nella città viene aperta:eccoli!

Istintivamente Lucy e Davidovic avanzano abbandonando una i suoi uomini e l’altro il palco,per stringersi calorosamente la mano e sorridersi con sincerità

Proprio in quel momento qualcuno spara dei colpi di fucile.Lucy e Davidovic cadono morti.

“Un atto vergognoso,un grave attentato al nostro Stato .Con dolore oggi mi tocca prendere le redini del partito,e portarlo verso una nuova tappa.Davidovic e Lucy sarebbero fieri di noi,della giustizia che abbiamo fatto.Veloce e spietata contro il vile attentatore.Io R.S. Lerner mi prendo la responsabilità…”Il vigliacco non finisce il suo discorso, mentre intorno a lui i suoi uomini applaudono,la porta della Sala Congressi esplode.

Lucy e Davidovic avanzano lentamente ,armati e pronti a mettere fine alle malefatte dell’Opposizione.

“Caro Leader,sono loro..Loro!”Urla Victor Serge indicando Zinoviev,Kamenev e R.S.Lerner.Davidovic punta il suo mitragliattore contro l’infame e spara tutto il caricatore.Il corpo del traditore esplode sotto la furia dei colpi.Lucy mira alla testa di Zinoviev ,che implora pateticamente pietà.La rivoluzione non ammette giustificazioni o pentimenti tardivi.La testa del traditore viene squarciata dai colpi di pistola di Skywalker.Ben presto i due eroi del popolo e della rivoluzione fanno a pezzi le quinte colonne.R.S.Lerner punta la pistola contro Lucy,mentre lei le offre le spalle.Davidovic se ne accorge e con un salto -l’unico che a un non atleta come a lui sia mai riuscito- si becca i colpi mortali sparati dal vigliacco infame .

Lucy si gira e prende tra le sue braccia l’amico.Una lacrima scivola sul suo volto.

“Le donne socialiste non piangono,compagna.Vai e portami la testa di quel bastardo”Ordina Davidovic

 

R.S. cerca di scappare.Spaventato,senza direzione o possibilità di farcela.Sente dei passi veloci dietro di lui.Con la coda dell’occhio guarda dietro le sue spalle.Lucy sta arrivando.Non l’ha mai vista così arrabbiata.Lei con un salto afferra l’uomo e lo fa cadere per terra.Poi si siede sopra e gli tira dei fortissimi pugni in faccia.Fino a spaccargliela del tutto.Rendedola un ammasso scomposto di carne sanguinolenta.Si alza estrae una pistola e svuota tutto il caricatore contro il cadavere di R.S. Lerner.

 

Una sala d’ospedale,come tutti i suoi compagni -cittadini.Nessun privilegio.

Davidovic sta morendo.Lo sanno entrambi.

Lucy seduta su una sedia osserva l’amico di tante avventure e battaglie,quante volte gli ha salvato la vita a quel maldestro quattrocchi.Lui è sveglio.

“Sai una cosa?”Chiede lei

“Cosa?”

“Ho trovato Zentropa.Avevi ragione .”

“Io e Lars”

“Si,tu e quel dannato danese.Ti piacerà sai?”

“Dici?”

“Certo.Appena ti rimetti,ti porterò.C’è..ehm..si dicevo:c’è una grande vallata.Per il kolchoz,sai?Ci potranno andare tanti nostri compagni e viverci bene.Tranquilli.Ti farò costruire una statua che ne dici?”

“Che sono egocentrico e quindi va bene.”

I due ridono.L’uomo tossisce.

“E comunque è stato un piacere per me”Dice lui

“Cosa?”Chiede lei

“Averti conosciuta.Ed essere stato tuo amico”

“Vale anche per me”

“Bè,credo che questo sia il momento in cui parte una musica triste,la mdp effettua il suo dolly ,la protagonista saluta l’amico che muore e fine,no?”

“Come ?”

“Si,così manca solo una cosa però…”

“Ma che dici?”

“Vai ,ti sta aspettando”

“Chi?”

“Sai bene chi?”

“Oh..no,bè…Dopo quando tu uscirai da qui.”

“Non fare la sciocca.Ti sto dando un ordine,abbiamo combattuto troppo tempo.Hai combattuto per troppo tempo.Meriti di vivere ora.”

L’uomo sorridendo si lascia morire contento.

Lei chiude i suoi occhi

“Buon viaggio comandante”Mormora

 

Frank e Ursus trattengono le risate a stento.Il primo nuovo Caro Leader e il secondo Generale dell’armata rossa.

Lucy la vede.Rhona è seduta su una panchina.Che fare?Comincia a camminare verso la donna indio-irlandese.Mentalemente si ripassa qualche frase,qualcosa da dire.Niente.Dannazione,un’altra guerra per favore!

Eccola.Lei si volta e le sorride.Oh,madonna..

Lucy si siede accanto a lei.

Si guardano sorridendo.Rhona la fissa come se si aspettasse che l’altra le dovrebbe dire qualcosa di misterioso.

“Si,ecco…ehm..io…cioè…”Lucy un po’ fissa la ragazza un po’ guarda verso il magnifico panorama della città di sera.

Poi sente qualcosa che stringe la sua mano.E’ la mano di Rhona.

“Thank you my hero”Dice la ragazza e abbraccia Lucy.

 

SUICIDE SALLY AND JOHNNY GUITAR

3 Mag

Lo vedi?Laggiù,all’angolo,si:dove ora c’è quel bar alla moda.Ecco… Anni fa c’era un negozio:Rockline.Gesù Cristo,che dico negozio?Era un fottuto paradiso per fottuti rockettari.E puoi credermi,baby,se ti dico una cosa simile,ok?Ci andavo spesso.Cioè,qualcuno andava all’oratorio,altri in qualche centro sociale,molti si ritrovavano in quel campetto..mm..quello in via Bixio,hai presente?Giocavano a pallone.Fumavano.Erba.Sempre.

Bè,io avevo questo negozio.Ci passavo davvero le giornate intere.Ho comprato ,si cazzo se ho speso in dischi!Ti dico:Whitesnake,Black Crowes,Lynyrd Skynyrd,e roba blues.Il proprietario mica ti vendeva solo un disco,ti rendeva partecipe di quella magia.Capisci?Quanti giorni!I migliori,sissignora non posso negarlo.”L’uomo magro con i capelli lunghi e neri come il petrolio e la notte,quando è cattiva e piena di brutti incubi, si sistema sul viso emaciato,i suoi enormi occhiali da sole.Non se li leva mai.

“Quindi,prima di Manhattan’s c’era un negozio di dischi?”Domanda la ragazza con il piercing al naso e sulla lingua,capelli arancioni e ciuffi gialli.Di sana e robusta costituzione.

“No,che negozio di dischi!Era lo spaccio del rock’n’roll.Sai una cosa?Il rock è immortale,ma noi no!”Risponde lui fissandola.Lentamente un sorriso feroce e sarcastico appare sul suo viso.L’esplosione è potente e distrugge completamente il locale per fighetti borghesi conosciuto come Manhattan’s.

SUICIDE SALLY AND JOHNNY GUITAR

Inizio!

Cosa c’è di peggio rispetto a una pedata nelle palle?Un rumore molesto e violento che ti sveglia mentre stai dormendo,o sei talmente ubriaco e ridotto da far talmente schifo che qualcuno potrebbe pensare che tu stia dormendo.

Il commissario Rossi cerca con la mano sinistra di trovare il suo cellulare.Sigarette,lattine di birra,una tristissima confusione, unica compagna di un uomo che vuole solo arrivare al capolinea.Trovato!

“Giovanni?”La voce chiara e forte è quella di mr ottimismo:l’ispettore Ruggero Maccari.Unico suo amico rimastogli.

“Cristo!”Mormora Rossi.

“Forse non è il momento adatto,ma ho una notizia”

“Una che?Notizia?Ok,dammela ma salta la rassegna stampa,ok?Non mi piacciono le disgrazie.Ne ho troppe delle mie”Ordina il commissario.

“Sai quel..che cosa è?Romeno?Croato?Quel tipo che prima aveva una catena di negozi,ma si dai!L’hai preso tu per stupro no?”

“Cazzo,ho arrestato tutta la ex Jugoslavia e la Romania andata e ritorno.Solo quelli posso arrestare no?Come faccio…”

“Vive in via Dante.Ora lo ricordi?”

“Oh,cazzo!Si.Quel fottuto rompicoglioni!”

“Bè,ha voluto vedere se era in grado di volare.E si è schiantato sul marciapiede.”Dice Maccari ridendo.

Rossi distende le braccia sul letto e poi comincia a urlare di gioia fino a quando è senza energie.

 

La nostra città è una specie di territorio di caccia.Si,ho detto caccia.Non mi interessa che tu al referendum abbia votato contro,e poi come facevi tesoro se non eri ancora nata?Oh,si?Quanti cazzo di anni hai me lo devi spiegare.Comunque:cosa serve a dei bravi cacciatori?Armi!Si,giusto.Ne abbiamo,ragazza.Hai visto prima al bar?Bè,quella è una piccola parte.Poi un mezzo per muoverci e abbiamo questa macchina,fino a quando resiste perlomeno.E le prede?Tante:tutta la città

 

Distrattamente Lorenzo guarda l’orologio.Un paio d’ore di libertà e poi l’appuntamento fisso con la sua clientela.L’edicola ,in tempo di crisi,non è sicuramente l’eldorado ,ma meglio di niente.

Bussa alla porta di quella che un tempo era casa sua,di suo padre,ma sopratutto di Emma e di sua madre Tiziana.Morte.Una uccisa misteriosamente,e non hanno mai trovato l’assassino o meglio l’hanno trovato…Ma poi miracolo della legge era stato assolto e girava libero per la città.La madre si era suicidata,non resisteva al dolore della perdita della sua adorata figliola.Così brava,così perfetta.Lorenzo sente una brevissima e insidiosa rabbia contro la sorella morta.Si vergogna e la ricaccia nel buio del suo Es.

Il padre apre la porta:sorride.C’è Totò che li aspetta!Quante risate con quel comico di Napoli,come stanno bene quando guardono i suoi film.Suo padre reagisce così.Come se fosse impazzito e vive in uno strano universo cinematografico.Voleva fare quello come lavoro.Quando era piccolo non sentiva parlare di altro che non fosse cinema.Ogni volta che aveva un problema,una tristezza,suo padre prendeva e andava a vedersi qualche film.Non importa di che genere,per lui non aveva nessuna importanza.

“Vieni,vieni,che comincia Totò”Gli dice sorridendo. Lorenzo lo segue fino al soggiorno e poi insieme si accomodano sul divano.La pellicola è una delle preferite di suo padre:Totò,Peppino e la Malafemmina.Un piccolo capolavoro della comicità nazionale.Un giorno in edicola aveva letto che Dorian Gray,l’attrice che faceva “la malafemmina”,si era uccisa.Il pensiero per un secondo era corso alla madre.Poco tempo,ma sufficente per rovinargli l’intera giornata.

Suo padre ride mentre segue le avventure dei due fratelli che arrivano a Milano da un paesino del sud.Spaesati e disorientati,eppure non si lasciano travolgere.Si ritrova,come sempre, a ridere anche lui per le disavventure di Totò e Peppino.

“L’ho visto”Sente la sua voce uscire dalla sua gola ,in cerca di comunicare con qualcuno.

“Lavora in un posto.Assemblaggi fanno o una cosa simile.Un magazzino.Lavora.Ho un bar in quelle zone,la mattina porto i giornali e insomma lui lavora lì…Cioè,non nel bar.Nel magazzino.Forse devo lasciare stare.Insomma non possiamo decidere nulla noi,vero?La legge si è espressa.Avvocati,conoscono le regole e sanno dire chi è colpevole e chi no.Cioè,io credo sia così.Non lo so,mi viene da pensare…Ti ricordi da giovane,quando avevo ,già quanti anni avevo?Venti.Si,insomma a te piaceva così tanto Il Giustiziere della Notte.Io mi arrabbiavo,perchè lo ritenevo un film fascista.Lo ricordi?”Lorenzo si volta verso il padre che segue il film sorridendo e ridendo a bassa voce,come faceva sempre.

“Cosa posso fare?Io di notte spesso penso di ucciderlo.Non solo di ucciderlo,capisci?Però questo pensiero mi fa star male.Di giorno mi vergogno e insomma se fossi credente,magari ..Che ne so?Pregherei,penso che probabilmente farei così.Non sono un assassino e non so…Ucciderlo,farebbe di me un assassino?Mi prenderebbero e poi andrei in prigione,chi penserebbe a te?”Lorenzo accarezza dolcemente il viso del padre.

Totò sta dettando la lettera a Peppino,i due uomini seduti sul divano ridono fino alle lacrime agli occhi.

“Questo volevo dirti.Sento il bisogno di parlare,ma chi ascolta?Ormai poi, non facciamo nemmeno più notizia.Quando Emma era morta gli affari andavano bene,c’era gente che veniva in edicola,perchè eravamo quella del telegiornale.Non so..non so cosa fare…”Mormora Lorenzo

“Ammazzalo”Gli risponde secco e duro il padre.

 

“Come mai oggi sei venuto qui?Non c’è la mamma?”Chiede il piccolo Andrea a suo padre:il commissario Rossi.

“Vacanza”Risponde vago lui

“Vacanza?”

“Vacanza”

“Ah,ecco…”

“Una specie..di vacanza.Mi hanno sospeso,in attesa di trasferimento.”Spiega l’uomo

“Hai fatto del male a qualcuno?”Vuol sapere il bimbo.

“No,no.Tranne a me stesso.”

“Enrico dice che volevi sparare ai tuoi colleghi…”

“Enrico?”

“Si,è il mio nuovo papà”

“Oh,nuovo.Cambio di stagione?Buttiamo via la roba vecchia e prendiamoci la nuova!Magari,al saldo.Ma si…” Borbotta stizzito Rossi.

“Bè,dice che hai fatto questo.”

“Se lo dice lui…”

“E la mamma”

“E la mamma.Ovviamente.”Rossi sente la collera crescere dentro di sè.E poi un senso di amarissimo e tenerissimo schifo verso quello che è diventato.

“Io farò il poliziotto”Dice allegramente il bambino.

“Uh?Davvero?Per menare qualche studente o qualche anarchico?Quello lo puoi fare.Non puoi sparare in testa ai mafiosi,quello non è ammesso.Hanno gli avvocati.”Nervosamente cerca di accendersi una sigaretta.Non ci riesce.

“Voglio difendere i buoni,lo dice sempre Enrico…”

“Ma cosa cazzo ne sa Enrico!”Sbotta Giovanni

“Fa il poliziotto”

“Il poliziotto?”

“Si,è un commissario come te.”

“Ah,quindi tu vuoi fare il poliziotto ,non perchè è il mio mestiere.Ma perchè uno stronzo che si diverte a giudicarmi..Ma va..lasciamo stare,ok?”Giovanni si alza.Tra poco sarebbe arrivata sua moglie per prendere il bambino.Voleva parlarle e dirle che aveva ricevuto una buona notizia quella mattina. Cosa importa ora?

“Bè,aspetta la mamma ok?”

“Te ne vai?”

“Se ti dico di aspettare la mamma,che vuol dire?”Meglio che io vada altrimenti il tuo nuovo papà diventa anziano a furia di pedate nel culo che gli darò.Vorrebbe dirgli questo a suo figlio,ma desiste.Che vita di merda.Però non si piange addosso,perlomeno non lo fa sempre.Di solito beve.

Vede in lontananza la macchina della moglie,una di quelle …Che cazzo di nome hanno?Suv.Insomma una di quelle.Lui si allontana a testa bassa,non sente nemmeno suo figlio che lo saluta.

“Una bomba.All’interno del bar!Saranno quelli là,come si chiamano?I fondamentalisti.Tutti questi arabi che abbiamo qui da noi”Dice la signora anziana a una sua vicina di casa.

“Eh,che mondo!Chissà dove andremo a finire,signora!”Ribatte l’altra vecchietta.

“Si,infatti ci sono in giro di quelle …Ah,buongiorno signor Rossetti!”La donna saluta un uomo magro e occhialuto,più vecchio di quanto in realtà possa dimostrare.L’uomo risponde con un debole cenno del capo.

“Povero,una così brava persona.Sua sorella non si è mica ammalata?Una così bella ragazza.Immobile.E lui fa di tutto:la lava,fa da mangiare e la imbocca,tutto.Una così brava persona”.

Ogni giorno diventa sempre più difficile muoverla.Sente che non ha più la forza necessaria per spostarla.Un peso morto.Giacomo si siede su una seggiola posta accanto al letto.Accende una sigaretta.Guarda la sorella.Quante cure hanno tentato?Non se lo ricorda nemmeno più.

“Ho trovato un posto.Ti porterò questo fine settimana.Questa tizia parla con la Madonna,e lei le suggerisce delle …ehm,cure o medicine.Non ho ancora capito.Una santa,dicono.Ecco,la mamma,te lo ricordi no?Che era seguace di quella madonna..Come si chiamava?Bè, dicono che molta gente sia guarita.Marta,io credo che non ci costi nulla tentare?”L’uomo si accende un’altra sigaretta.

Con il pensiero va a due giorni prima,quando aveva ucciso una donna che per vivere faceva la prostituta specializzata in giochi sadomaso.

“Ho provato piacere,sai?Non ti parlo di quello che provavi tu,quando eri giovane e avevi tanti fidanzati.Troppi.La promiscuità fa male,sai?Questa erotizzazione forzata.Non posso farci nulla.Sto annegando,e non riesco a toccare il fondo.Cerco di resistere,sai?Mi sforzo.Da ragazzino ci riuscivo per un po’,ma poi andavo a cercarle.Non potevo farne a meno.L’ho uccisa.Due giorni fa.E sai una cosa?Non è l’unica.”Giacomo a stento trattiene una risata,ma ben presto si ritrova a piangere silenziosamente.Come può guarire sua sorella ,se non riesce a guarire lui?

 

 

Cartoni animati e album da disegno per bambini. Cosimo,sa benissimo che non può farsi beccare dai suoi compari mentre pratica questi suoi due hobbies.Lo deriderebbero.

A lui invece piace,certo è anche un noto picchiatore.Anzi di più,un noto e stimato torturatore.Però non toglierli i suoi cartoni animati:Willy il coyote,Titti,robe così.Tex Avery?Doveva chiamarsi così l’uomo che aveva inventato alcuni dei suoi eroi preferiti.Magari fosse così anche la vita.Ti fai malissimo,ma non muori.Con attenzione pittura un cagnolino che passeggia per un prato,tenendo un osso in bocca.

Il telefono squilla.

Non vorrebbe rispondere,ma deve.

“Pronto?”Domanda

“Cosimo,ciao!”Riconosce la voce.Alfredo.Quando chiama sa che c’è lavoro,e anche un lavoro dannatamente serio.

“Dimmi”

“Oh,ma lo sai che è successo?”

“No”

“Hanno fregato le nostre armi”

“Ah,si?”

“Si,quelle che avevo dato a quel coglione.Vedi te a fidarti delle persone.”

“Devo prenderlo?”

“Si,perchè tra due giorni ci sarebbero servite .E se non le trovi sai che succede?”

“Certo che lo so,cazzone.Molto probabilmente sarò io a farti a pezzi”

“Faresti questo a tuo fratello?”

“Che me lo domandi a fare?”Risponde duro Cosimo e aggancia la cornetta.

“Non dovremmo avere un nome?”Chiede la ragazza al guidatore.

“Un nome?”

“Un nome.Certo,che c’è di male?”

“Non ti avevo detto che non era importante?Niente nomi.Perchè i nomi hanno sempre un cognome con sè.Quindi una persona.E una persona,girala come vuoi,è una storia.Non avevamo fatto un patto?”

“Si.Certo,ma non dico un nome vero.Uno di fantasia.Tipo Bonnie e Clyde”

“Bonnie e Clyde sono due nomi veri”

“Ma va la!No,che dici!I nomi veri sono Fay Dunaway e Warren Beaty.Mica l’hai visto tu quel film!”Ribatte ridacchiando lei.

“Certo che l’ho visto.Ho quasi il doppio della tua età,ragazzina”

“Bè,pensavo ora che abbiamo fatto il botto,e l’abbiamo fatto proprio fisicamente,insomma servirebbe un nome.Per la tv,e per le masse.”

“Un nome?Ma che ce ne frega a noi della tv e delle masse?Mica voglio diventare l’idolo di nessuno.Io voglio fare a pezzi questo schifo di città.E basta.”

“Ok.Mi pareva una bella idea…”

“Ti pareva ,ma non è così”

“Ok,ok”

“OK”

“oK”

La radio trasmette una canzone ,il guidatore prima la canticchia a bassa voce,poi la canta a squarciagola.

“Come si chiama?”Domanda lei

“Eh?”

“Come si chiama?”

“Cosa?”

“La canzone”

“La canzone?Ah,questa…Suicide Sally and Johnny Guitar.Primal Scream,la band.”

“Fighissimo,chiamiamoci così”Sbotta lei.

L’uomo al volante ride.Vada per Suicide Sally and Johnny Guitar.

Ruggero si versa da bere,acqua naturale,nel grande bicchiere vicino al suo piatto di gamberi al curry.Guarda Giovanni che litiga con i bastoncini per riuscire a mangiare la sua pasta.

“Usa la forchetta”Suggerisce divertito Maccari

“Cosa?”Chiede Rossi mentre sta combattendo una fottutissima guerra privata tra lui e miliardi di cinesi.

“Hai presente?La forchetta.Guarda che è lì,accanto al tuo piatto.Non ti mandano a spaccare pietre, se non usi le bacchette.Cazzo sembri il John Bonham dei poveri!”Ridacchia l’ispettore

“Oh,ti diverti?Bè,vaffanculo”Il commissario molla quelle cazzo di bacchette e afferra la forchetta manco fosse Excalibur.

“Bè,come va?”Vuol poi sapere.

“C’è un dannato movimento,baby!Così direbbero gli sbirri americani!”

“Cosa?Ahahahah,ma come cazzo ti vengono in mente?”

“Che c’è ?Te lo giuro Giovanni.Direbbero così.Serpico,era il tipo che avrebbe risposto in questo modo alla tua domanda”

“Serpico?”Rossi ride.

“Va che abbiamo un bar demolito e dieci morti.Una donna,una prostituta ,ma sai una di quelle che fa cose..Ehm,diciamo particolari:morta.Non solo morta,tu sai cosa intendo vero?Ormai…”

“Ne ho viste tante”

“Troppe”

“Si,troppe”

“E non hai retto”

“Non ho retto”

“Non c’è niente di male”

“No,non cìè niente di male.A proposito,sai qualcosa..

“Il trasferimento?”

“Si”

“No..Non so ..Comunque c’è una cosa”

“Cosa?”

Maccari tira fuori dalla tasca un accendino,quelli che hanno anche la luce incorporata.Giallo.Lo mette sul tavolo.

“Quanto pare quel romeno o croato,sai quello..”

“Quello che si è gettato dalla finestra”

“Si,quello che si è..Ecco,non direi che si sia gettato”

“Ah,no?”

“No.Quanto pare un vicino di casa ha sentito che litigava con qualcuno.”

“Ha sentito?”

“Lui dice così.Dice che era sveglio perchè accudisce la sorella.Una bella donna.Prima almeno,perchè ora..”

“E cosa ha detto questo bravo cittadino?”

“Che ha sentito quel cazzo di straniero di merda litigare con qualcuno.”

“Un italiano?”

“Forse”Con la mano Maccari spinge l’accendino verso Rossi.

“Magari era ubriaco e urlava da solo”Dice Giovanni prendendo l’accendino e rimettendoselo in tasca.

“Probabile”Sorride Ruggero.

Suicide Sally fuma tranquilla una sigaretta,girano lentamente con la macchina.Non c’è anima viva a quell’ora della notte o del mattino,non l’ha mai capito.

No,avevano trovato una potenziale vittima.Un marocchino ubriaco che vagava in stato confusionale,piangendo e ridendo nello stesso momento.Quando lei aveva sparato ,però l’uomo si era chinato per vomitare.Lo aveva mancato.

“Eccolo”Dice Johnny Guitar.

Un uomo ,appena uscito dal suo palazzo,vestito elegante e tutto il resto.Si stava avviando verso una macchina parcheggiata davanti allo stabile.

Sally prende il fucile con il mirino laser.Punta l’uomo.Quello stava pensando alla riunione in cui avrebbe portato avanti il suo piano di chiusura della fabbrica,cazzo fregava a lui degli operai.All’estero gaudagni di più e non hai tutte queste rotture del cazzo.Il puntino rosso si sposta pigramente dal cuore alla fronte dell’uomo.

“Cosa?”Si domanda.

Sally spara.

 

I biglietti per la partenza sono pronti.Giacomo prepara la sorella per il viaggio.Quella donna ogni sera vede la Madonna.Ogni sera alle 18,30.E guarisce i malati.

Quando aveva visto il poliziotto,qualche giorno prima,si era spaventato.Pensava che sarebbe toccata a lui.Avevano trovato delle prove schiaccianti.Carcere a vita,dove avrebbe subito violenze disumane da parte degli altri detenuti.Poi invece quello aveva cominciato a fare domande sul suo vicino.Quel tizio che aveva avuto diversi problemi con la giustizia.Un tipaccio,un farabutto.Era contento che qualcuno lo avesse ammazzato.Un delinquente di merda!Così aveva risposto come farebbe ogni bravo cittadino.Non solo,si era permesso di essere comprensivo con lo sbirro.Dovevano dar a loro maggiori poteri,che quella feccia si meriterebbe la morte.Il poliziotto aveva sorriso,ma amaramente.”Siamo in democrazia”

Peccato,voleva rispondergli.

Guarda l’orologio.Una vocina gli dice di andare a vedere,c’è una piccola sorpresa per lui.

“Non devi andarci”Si risponde.Farebbe tardi per il pullman.

Tanto le signorine tanto cattive ,lo avrebbero aspettato al suo ritorno.Come sempre.

 

“Come è andata?”Chiede la donna bionda e dal viso stanco e rugoso a suo marito,di ritorno dal lavoro.

“Bene”Risponde lui,con un tono di voce che fa comprendere tutto il contrario.

“Cosa è successo?”

“Niente”

“Niente?”

“Niente!”Sbotta lui,pestando i pugni sul tavolo.

“Lo so .”

“Sai cosa?”

“Come ti senti.Ti sono stata vicina per tutto il processo”

“Ma la gente non ti dice :assassino maledetto,ci vuole la pena di morte.E questo è niente.Il peggio viene quando non parlano,ma ti guardano.Giudicano,sempre.Come fargli capire che sono innocente?”

“Lo ha detto la legge.Sei assolto per non aver commesso il fatto”

“Non per la gente,non per loro”

“Io chi sono?Non ti basta?”

“No”Dice lui alzandosi e lasciando la stanza.

L’uomo si chiude in bagno.Aveva conosciuto Emma navigando nella rete.Lei faceva la web girl.Si spogliava,si masturbava per uomini in cerca di un po’ di sesso a buon mercato.Era diventata la sua ossessione.Per caso una sera l’aveva vista.Usciva da una edicola.Quella del fratello.L’aveva seguita e così era venuto a conoscenza dove viveva.E dove girava film porno per pervertiti andati male.Roba con animali,cose del genere.

Una sera l’aveva fermata.Ricorda che voleva passare la notte da lei,litigarono e lui era stato abbastanza duro e violento.Era la sua ossessione.

La polizia sospettava di lui,la stampa ci ricamava sopra.L’inferno!Poi dopo una prima condanna e tre terrificanti anni nelle prigioni nazionali:l’assoluzione.

Ora non vuol altro che ritornare a vivere.

 

Cosimo seduto sulla panchina del parco si gode quel poco di bello che la vita possa mai offrirci.Bè,lui è convinto di questo:esiste qualcosa di bello o di speciale,fai un po’ te,niente di che magari,ma prendi una giornata come oggi.Si,avanti :prendila!C’è il sole,ci sono le mamme con i loro bambini,cani che corrono.Non è molto?Ma a lui va bene così.Seduto sulla panchina ,pittura un albo con protagonisti degli animali.L’ha preso nell’edicola dove va di solito.Il ragazzo tempo fa aveva perso la sorella,qualcuno l’aveva massacrata.Nessun colpevole.Lui avrebbe fatto a pezzi quello che aveva ammazzato la sorella,ma la sua non è legge:è crimine.Bene ,ora sarà ora di mettersi in moto e cercare quel povero coglione che si è fatto fregare le armi.Suo fratello Alfredo non è come lui.Non è altro che uno sbruffone da quattro soldi,chissà come aveva incastrato quel povero cristo.Guarda per un momento quell’umanità calma sul limite del precipizio,poi si alza e se ne va.

 

Come ucciderlo?Una pistola,ma dove trovarla?O un coltello?Ma lui è più robusto.Investirlo?Certo ,se guidasse la macchina,come farlo?Una rabbia violenta lo tormenta ogni giorno.Nella sua testa l’eliminazione del rivale è facile.Pensa anche di torturarlo,come hanno fatto con Emma.Poi sente una voce che gli dice di non farlo,non guadagni nulla.E allora bestemmia,ci manca solo l’angelo perbenista.

Poi si avvia verso la casa del padre.Oggi ci sarà da vedere :”i due colonelli” con De Sica.

Giacomo è travolto da quel baraccone di superstizioni per gonzi,dalle scemenze che quella buffona si lascia scappare.Eppure guarda che folla:malati,disperati,anime perdute,bigotti rozzi,una rappresentazione farsesca e commovente di varia umanità.Prega che qualcosa di vero ci sia,che Dio o la Madonna guariscano sua sorella.Lui ormai è perso del tutto,sa che ha un viaggio per l’inferno e deve preparare le valigie al più presto.

La donna dice che la madonna l’ha presa per mano e portata a vedere il paradiso,il purgatorio,l’inferno,e che se vogliono davvero essere salvi,che diano i loro soldi e beni materiali,sterco del diavolo,a ella e ai suoi che li purificheranno dalla maledizione.

La gente esulta!E arriva una lunga fila che spingendo,piangendo,gridando, porta quello che hanno raccolto in una vita di lavoro e sofferenze.Che la madonna li ripaghi ora,oh almeno che offra a loro un caffè nel bar paradiso.

“Cosa hai detto a tuo marito?”Chiede il ragazzo, pelato e tatuato come un vero tamarro, alla donna seduta al suo fianco.

“Che dovevo andare da mia sorella.Non sta bene.”Dice lei

“Bè,un po’vecchia come scusa.No?”

“Si,caro.Ma mio marito è troppo tonto per non crederci.”

Sara guarda fuori dal finestrino.La gente non la capirebbe.La chiamerebbero puttana.Non sanno cosa significhi sprofondare nella noia della vita quotidiana.Marco è un buon marito e un ottimo padre,ma non c’è quell’avventura che vede nei film.Si vede che guarda film scadenti,visto che tipo di amante si è trovata.Un buffone avanzo di palestra e di vita randagia.

“Cosa vuole quello?”Si domanda spazientito Kevin,l’amante di Sara.

“Chi?”Dice lei girandosi verso la macchina che li segue.

“Continua a farmi i fari,stronzo!”Lui già si pregusta una bella scazzottata per far eccitare la sua bella.

“Dai,Kevin!Lascia stare.”Mente lei.Ora se ne vedranno delle belle.

Il ragazzo ferma la sua auto.Scende,gonfiandosi il petto da vero guerriero.

L’altra macchina è ferma. Ha i vetri scuri.Una macchina tutta nera.Ricorda che un tempo da bambino aveva visto un film che si chiamava :La macchina nera.La guidava il demonio.Per un piccolo spazio di tempo avverte una sottile paura.Lei però è lì.Deve fare il guerriero fino in fondo.

“Ehi!Coglione”Kevin cammina verso il suo nemico.

Dalla macchina scendono in due:un tizio magro e rugoso vestito di nero,occhiali compresi. E una ragazza non molto alta robusta,punkeggiante.Entrambi hanno in mano dei fucili a pompa.

“Cri..”Non finisce perchè i due esplodono diversi colpi contro di lui.La sua testa esplode ,come le braccia,il pene,il ventre.

Sara è spaventata.Si chiude in macchina e tanta di farla partire,ma i due hanno già sparato alle ruote posteriori.

Lentamente si avvicinano.Sara vede che la ragazza ha in mano qualcosa.Una tanica di benzina.

Qualcuno gentilmente bussa al vetro della portiera.

Lei si gira tremando

“Una volta ,dicono,le puttane come te le bruciavano.Vuoi scoprirlo?”Chiede lui.Poi lentamente la sigaretta cade per terra,dove la ragazza ha versato la benzina.

Suicide Sally e John Guitar rimangono a vedere il falò cantando This land is your land.

Rossi ha preso l’abitudine di seguire Enrico e la sua ex famiglia.Sono felici.Si vede che hanno fatto in fretta a dimenticarlo.Succede.Cerca una bottiglia di qualsiasi cosa scaldi i cattivi sogni e sciolga gli incubi.Non trova nulla,bestemmiando avvia la macchina e ritorna a casa.

“Come stai?”Chiede Giacomo alla sorella.Ovviamente lei non risponde.

“Stupido io a credere in Dio.Sono meglio come assassino,sai?Non mi hanno mai preso.Come tuo fratello invece che ho fatto?Niente.Vuoi vedere un po’ la tv?O ascoltare musica?Mi ricordo quando cantavi quella canzone…Come si chiamava?Hallelujia?”Giacomo la canticchia piano piano accarezzando il viso della sorella.

“Devo andare.Non posso fermarmi.Vorrei,ma come posso?Torno,non ti preoccupare.E ti porto..che ti porto?Si,ecco!Dei fiori.Ecco cosa ci vuole:fiori.”

 

Ruggero fuma piano la sigaretta.Un modo per tenerlo lontano dal mondo di schifo e depravazione che ogni santo giorno gli capita di incontrare.Non è come Giovanni,povero Giovanni,che si è lasciato travolgere.Lui vuole stare a galla.

“La solita puttana,sicuramente femminista e comunista”Dice un suo collega

“Comunista?”

“Bè, ama frustare i maschi?Una poveraccia…”

“Una vittima.Ora lei è solo una vittima e il nostro lavoro non è quello di giudicare la vita dei vivi,ma di assicurare alla giustizia chi li ha uccisi”Taglia corto Ruggero.

La terza sadica del cazzo fatta a pezzi.Che sta succedendo?La bomba nel bar,un uomo seccato all’uscita di casa,una coppia massacrata.Sarà veramente la fine del mondo?E lui cosa deve fare? Arrestare Dio e non farlo uscire da galera?Peccato! Era un ottimo cantante haeavy metal,amava i Rainbow.

“Lorenzo?”

L’uomo alza la testa dalla rivista che stava leggendo per vedere chi lo stia chiamando.

Un uomo di statura media,robusto,baffi e una faccia da duro,ma non di quelli diversamente etero che van di moda oggi,da qualche parte è sicuro di averlo visto,ma non rammenta dove.

“Lorenzo?Sei tu?”

“Si”

“Oh,finalmente!Lieto di conoscerti,ragazzo!”L’uomo gli stringe la mano,una stretta forte e sicura.

“Lei..Mi dica?”

“Che ti devo dire?Sono qui per darti una mano.Mi chiamo Kersey.Paul Kersey.Ecco,sai come dico?Se devi fare un lavoro vai a fare l’apprendistato da uno che è una vera e fottuta leggenda nel suo campo.Che dico leggenda?Una leggenda che prende a pedate nel culo le leggende.E quindi eccomi qui:tu vuoi fare il giustiziere,no?E io sono il migliore in questo campo!”Sorride tra il cameratesco e il minaccioso l’uomo.

“Oh,cazzo!Paul Kersey?Quel Paul..Il giustiziere della notte!”

“Bè,questo qui è il nome che ho in Italia.Comunque ,ok!”

“L’idolo di mio padre.Ama tutta la sua saga,tutta!”

“Ha un bel stomaco tuo padre per digerire tutti e cinque i miei films.Bè,dicevo :figliolo cominciamo male.Malissimo.”

“Perchè?”

“Come perchè?Non hai nemmeno un’arma.Ecco,vedi io sono fortunato.Vengo dall’America.Lì è facile acquistare una pistola,mentre qui da voi.”

“Difficilino..”

“Difficilino?Come cazzo parli?No,dico..Cosa ti dico?Ah,si:l’America è una grande democrazia,la terra delle possibilità e delle libertà.Cosa c’è di meglio?Cosa avete voi di meglio?”

“Bè,abbiamo…”

“Niente,solo che siete una delle nostre colonie con gli ascari più fedeli.Anyway,mi sforzerò di darti una mano.Non hai una pistola,non hai il fisico,ma una cosa ce l’hai:la cattiveria.Usala.”

“Ma come?”

“Colpiscilo alle spalle.Con un coltello o altra arma,che puoi trovare dovunque.La sorpresa ti darà un doppio vantaggio.Spero solo che sia l’uomo giusto.”

“L’uomo giusto?”

“Già:l’uomo giusto”

“E come faccio a saperlo?”

“Prega che tu stia facendo la cosa giusta,altrimenti saresti solo un altro assassino. E allora….”

“Allora?”

“Dovrei ammazzarti”Dice Paul mimando il gesto di sparargli con una pistola.

Lorenzo si risveglia dal sonno di colpo.

 

La televisione trasmette gioia e allegria di seconda mano,per chi si accontenta.A sua moglie va bene così.Salvatore mangia in silenzio.Sta pensando all’uomo che ha visto uscire dal palazzo dove era stata trovata uccisa una di quelle donne ,quelle specialiste.L’aveva visto mentre in fretta trafficava con la tasca del suo impermeabile scuro.Era ,sembrava,un po’ sporco di sangue.Dovrebbe informare la polizia.Poi gli torna in mente il calvario che ha subito lui,e sopratutto che dovrebbe spiegare anche perchè si trovasse in quel luogo e non sul posto di lavoro.Gira la faccia verso la tv.Forse quella roba potrebbe fargli bene.Forse.

 

“Come fai?”Chiede Rossi al suo collega Maccari.

“Come faccio cosa?”

“Ad amare questa città”

“Mica l’amo.Non è una persona,ci vivo.E cerco di viverci bene.Perlomeno quello che riesco e posso ottenere.”

“E pensi che si possa salvare?Qualcosa o qualcuno?Pensi che questi qui fuori non abbiano troppe debolezze e miserie,per essere salvati?E da chi?Da noi?Dalla giustizia?”

“Si,da noi.Non dico che li salveremo,non possiamo farlo.Però voglio tentarci.Sono una persona civile,che vuole un mondo civile.Democratico,forse.Anche se è una bugia…”

“Mr Happy End.Tu faresti carriera in un posto come Hollywood lo sai?Io…”

“Tu?”

“Lo so.”

“Lo sai?E cosa?”

“Non ci sarà nessun trasferimento.Finita.Giusto così, perchè quello che ho fatto…”

“L’hai fatto.Sorpassato.Hai bisogno di un posto più tranquillo,dove calmarti e ricominciare”

“Calmarmi…No,è che forse come poliziotto non valgo gran che.Vanno in giro,li vedo.Si sentono…Lo sai,ti è mai capitato?Un tizio arriva da te:spaventato.Ti dice che della gente lo minaccia.Vogliono il suo negozio.Ti porta anche nomi e cognomi.Brutta gente,pensi e sai cosa rispondi?Ha le prove signore,perchè dobbiamo avere la certezza.Come se non bastasse che quello è un bravo cittadino.Lo rimandi a casa,a subire di nuovo.Non una persona,ma tante…L’ho ucciso io”

“Lo so.Ti ho dato anche il tuo accendino,ricordi?L’ho trovato a casa sua.”Sorride Maccari.

“Dovevi arrestarmi.Questo dice la legge e la giustizia.”

“Si,ma la legge e la giustizia hanno già parlato:suicidio.Meglio così,lasciamo stare.”

“Voleva corrompermi lo stronzo.Muoiono tutti da codardi,quei mafiosi e delinquenti di merda.”

“Lo so,ma non siamo pagati per fare giustizialismo sommario.Non siamo pagati per questo.”

“E per fare cosa?”

“Giovanni,prima mi parlavi di bravi cittadini.Ce ne sono.Ecco,io tra poco vado a prendere uno di quelli.Sai quelle donne uccise?Massacrate da quel maledetto maniaco.So chi è.L’ultima vittima aveva una videocamera nascosta,forse per ricattare i clienti,ha registrato il loro incontro.Lo conosco.Abita nel condominio di via Dante e ti aveva visto.Una bravissima persona,che vive con una sorella malata,un uomo ben voluto da tutti i condomini.Tutti.Però andrò ad arrestarlo.Cosa sto facendo?Giustizia perchè porto in galera un assassino?O sto mettendo nei guai uno che è considerato da tutti una brava persona?Incensurato.Non possiamo dividere il mondo in buoni e cattivi.Giusto o sbagliato.Non funziona nulla,ok?Ma io non voglio,non posso arrendermi.So fare solo questo.E lo farò”

Maccari si alza dal divano nella casa di Rossi e abbraccia l’amico,poi esce e va a fare il suo dovere.

 

Giacomo è felice.A sua sorella sono piaciuti i fiori.Bè,non l’ha detto con le parole,ma lui ha capito.Ogni tanto una piccola,fragile,tenera,felicità arriva a fargli compagnia.Vorrebbe trattenerla più a lungo,ma non può.Però quei momenti vuole gustarseli tutti.

“Quale mi consiglia tra questi due?Magari anche lei è solo…”Una voce alle sue spalle lo riporta nella realtà.

“Come?”Chiede un po’ infastidito

“Dicevo:quali tra questi due cibi surgelati reputa i migliori…Ma un momento..Lei non è il signore che vive in via Dante?”

“Si..cioè,io vivo in via…Ma lei..”Giacomo guarda meglio l’uomo:è una sorta di sosia di Ed Harris.Dove l’ha già visto,non Ed Harris,ma quel tizio.

“Ispettore Ruggero Maccari.Non ricorda?Abbiamo parlato a lungo a casa sua,per quel tizio..L’albanese o croato,quello che si è buttato giù dalla finestra”

“Oh,certo!”Sorride Rossetti.Sempre contento di collaborare con la legge.

“Bè,lieto di averla rivista.Lei come sta?”Nella voce del poliziotto ,Giacomo,avverte una nota dura come se prima stesse recitando e ora con quel lei come sta voglia indagare su qualcosa di altro.

“Bene..Bè,mia sorella.Purtroppo…”

“Capisco,mi scusi.Allora ci rivediamo,a presto!”Maccari stringe la mano dell’uomo con forza.Per un momento Giacomo teme che lo porti via.

All’uscita del supermercato ,Giacomo ha una brutta sorpresa.Qualcuno ha bucato le ruote della sua macchina.Una rabbia feroce gli monta da dentro,vorrebbe spaccare tutto.Poi sente qualcuno che suona alle sue spalle.Si gira per vedere chi è:l’ispettore che con un gesto della mano lo invita a salire sulla sua automobile.

“Non potrà migliorare.Mai.L’ho portata anche da una donna,una che parlava con la Madonna.Non che ci credessi,ma che altro potevo fare?Ogni giorno da 18 lunghi anni mi occupo di lei.Sempre.Non mi chieda perchè lo faccio,è mia sorella.Non posso fare altro.Difficile far capire agli altri cosa uno provi,quali pensieri ed emozioni.Giudicano,criticano, non dico facciano male.Lo faccio anche io,sa?Ogni tanto le canto le sue canzoni preferite,ci vediamo insieme i suoi film favoriti..Le parlo.Le parlo sempre.”Spiega Giacomo.

“Anche di quelle donne?”Chiede Maccari.

“Anche di quelle.Sopratutto?Con chi sfogo il mio tormento?Dio?Una bella invenzione,una simpatica bugia,no.Parlo con lei.Sa come mi sento.Come uno che si trova ad annaspare in uno stagno.Esattamente a un centimetro dalla salvezza,ma anche pronto a sprofondare.Per sempre.”Conclude l’uomo accarezzando la testa della sorella.

“Vuole salutarla?”

“Qualcuno si occuperà di lei?”

“Si”

“Chi?”

“Qualcuno”Taglia corto Maccari.

“Posso ?Vorrei stare solo con lei.Per l’ultima volta”

“Ok,non troppo tempo”

Maccari si siede su una vecchia sedia e si accende una sigaretta.Non vuole pensare.

Dopo due minuti l’uomo esce dalla camera della sorella.Gli occhi rossi di pianto.

“Non le metterò le manette,non ha intenzione di scappare?”

“No,non più”

All’uscita dal condominio,Maccari vede arrivare una macchina stranissima:completamente nera.Come quella di un vecchio film dell’orrore.

Lentamente i finestrini del guidatore scendono ed esce una canna di fucile.

Maccari tenta di mettere in salvo sè stesso e Rossetti.Ode distintamente tre colpi di fucile e un dolore violentissimo alla gamba.Vede Giacomo Rossetti colpito in pieno petto e all’addome scaraventato con forza contro il muro dove rimane accasciato e morto.Poi il buio.

 

Lorenzo l’ha seguito.Ha un coltello,l’ha portato da casa.Avanza velocemente,per non perderlo di vista.Colpire alle spalle e poi scappare.

Salvatore cammina svelto.Deve andare al lavoro,ma prima vuole passare di nuovo da quella ragazza.La deve rivedere,nella sua testa il piano è perfetto.Non deve fallire,non deve succedere come l’altra volta.Non vuole finire ancora in tribunale,con la gente che da allora lo tratta come un mostro.

Lorenzo è sempre più vicino,si sente come in quei film dove il poliziotto insegue il cattivo,sente una grande energia dentro di lui.

Salvatore con la testa è già da lei,questa volta sa cosa dire e fare.Poi sente l’equilibrio mancargli sotto i piedi…

Lorenzo vede l’assassino di sua sorella che si abbassa a coprire con il proprio corpo il bambino,proprio mentre una ragazza seduta sul finestrino di una strana macchina -nera come quella del film- spara per uccidere il bimbo.

Salvatore è colpito mortalmente.Lorenzo si gira e scappa.

Un eroe!Per stampa,la gente,i vicini,i parenti.Per giorni e settimane tutti fanno a gara a santificare Salvatore.E prendersela con quelli che giudicano e condannano la gente innocente e pura come lui,che ha avuto la sfiga di essere processato in Italia.

“Una storia edificante,non crede?”Chiede Cosimo all’uomo grassoccio e spelacchiato che tenta di annegare i suoi guai dentro l’ennesimo whisky.

“Come?”Sobbalza l’individuo.

“Quel tipo.Quello che era stato assolto per quel caso,quel delitto…Emma,ricorda?”

“Forse”

“Bè,storia vecchia.Conosco il fratello,un giornalaio.Bravo ragazzo.”

“E allora?”

“Niente,pensavo:cosa decide il finale delle storie?”

“Non lo so…Forse uno scrittore…ma perchè..”

“Ecco!Uno scrittore!Per esempio,ascolti..Anche questa è una bella storia.Un tizio,uno qualunque.Una sera gioca quella che è convinto sia la partita della sua vita.Fallisce,come sempre.Non solo,l’uomo con cui ha perso è un farabutto.Un poco di buono,uno che vuole fregare la sua banda nascondendo delle armi.Dove potrebbe farlo?Trova questo pezzente,questo perdente e di quelli che pure ispirano poca simpatia.Mi segue?”

“Si.”Mormora l’uomo.

“Bene,cosa succede?Qualcuno ruba quelle armi.Male,malissimo,amico!Così il farabutto telefona al fratello:un killer.Ma un uomo prima di tutto, e gli mente dicendogli che quelle armi servono ai capi.Arriveranno in città tra due giorni.Deve ritrovarle.Solo che c’è un problema.Il killer trova la sua vittima,ma non vuole ucciderla.”

“Ah,no?”

“No.Non ne vale la pena.”

Cosimo paga da bere all’uomo e si muove verso l’uscita.

“Un momento!”Grida la vittima graziata

“Cosa?”

“Perchè non vale la pena?”

“Questa è un’altra storia”Sorride Cosimo.

 

L’automobile si ferma all’interno di un vecchio Luna Park abbandonato.Le giostre sono rottami arruginiti,impegnandosi a fondo forse sarebbe anche possibile ascoltare le voci allegre dei bimbi.Forse.

“Bel posto”Dice Cosimo,mentre spegne il motore della macchina.

“Già.Ci andavamo da bambini,ricordi?”

“Si”

“Che spavento mi sono preso dentro il castello dei mostri”Rammenta Alfredo.

“E io con quel vascello del cazzo.I vuoti d’aria mi fanno ..Ancora oggi ,pensa un po’,non mi piacciono quelle giostre”

“Già”Risponde il fratello minore ,guardando fuori distrattamente dal finestrino.

“Penso che dovremmo scendere,no?”Domanda Cosimo

“Ah,si…Si!Dobbiamo scendere.Ehm..perchè…Perchè,ecco..Quella storia… Il tizio”

“Si,non devi essere nervoso.Fa parte del nostro lavoro”

“Come?”

“Digli la prossima volta di nascondersi meglio”

“Chi?”

“I tuoi uomini.Li ho visti.Pochini:due”

Alfredo non parla.

“In tutti i campi ci vuole serietà.E rispetto.Tu pensi che con i tuoi modi da bullo avrai una lunga carriera?”

“Le cose cambiano”

“Anche per te.Un piano più idiota del tuo è difficile trovarlo”

“Dovevi ammazzarlo”

“Cosa sarebbe cambiato?Nulla.Le armi sono scomparse.Mi ha parlato di un tizio strano.Un suo vicino di casa,pensa che sia lui.In ogni caso:non ti aiuterò.Non svendo la mia banda,la mia famiglia.”

“Io sono…”

“Un coglione.E ti voglio bene,sei pur sempre mio fratello.Però sei un tale pirla”Cosimo apre la portiera e scende dalla sua automobile.Alfredo fa per uscire ,ma la portiera è bloccata.Tenta di uscire dalla parte del guidatore,ma Cosimo ha già chiuso anche quella.

Poi la macchina esplode.

Dall’interno della biglietteria dell’auto scontro un uomo spara dei colpi di mitra contro Cosimo.Il killer pensa che farsi ammazzare così è da pistola,ma va bene.Sente i colpi .Avverte il dolore,ma non ha paura.Mentre cade esplode due colpi di pistola verso l’uomo.Lo uccide.

A terra.Il respiro si fa più pesante,gli occhi si stanno chiudendo.Pensa che ha ancora da finire un album da pitturare.Peccato.

“Morto!Abbiamo ucciso Cosimo!”Gridacchia l’ultimo uomo di suo fratello Alfredo.

Si avvicina al cadavere e lo prende a pedate ,insultandolo.La forza delle carogne è tutta qui.

“Mi scusi”La voce di un uomo lo distrae dallo scempio che sta facendo del cadavere del killer.

“Chi…”Il ragazzo non finisce.L’uomo gli spara un intero caricatore addosso.

Come sempre nella sua vita è arrivato in ritardo,non ha salvato quel tizio che al bar gli ha salvato la vita.Però ha stecchito quel coglione da poco.Una brutta razza ce ne sono troppi in giro.Poi si gira e se ne va.Per sempre.

 

“Ciao..”Mormora Ruggero Maccari,vedendo in un angolo della stanza-accanto alla finestra-il suo grande amico Giovanni Rossi.

“Ciao,come va?”

“Bene,anche se quanto pare senza una gamba”Dice Ruggero.

“Già,bè ma tanto tu a pallone sei forte con quella destra.”

“Ahahah!Si,sarò sempre il vostro bomber.”

“Prima,cioè..Prima,sai?”

“Prima?”

“Si,prima c’erano i colleghi.E allora non sono entrato.Non voglio disturbare.”

“Disturbare?Tu?”

“Per quella storia,dai!In ogni caso.Ho sentito che parlavano.Quanto pare stanno collegando il tuo caso con quello delle altre uccisioni e alla bomba in quel bar.C’è un testimone,sai chi è?”

“No”

“Quel tizio a cui hanno ammazzato la sorella,quella che faceva la mignottona per ricchi.In questi giorni è stato ucciso anche quello che reputavamo fosse il colpevole,quel Salvatore…”

“Ah,si!Me ne hanno parlato.Quindi ora sapete qualcosa in più?”

“Bè,che vanno in giro con una strana limousine.Completamente nera.Come quella..”

“Del film:la macchina nera”

“Già”Ridono.Che gusti cinematografici eccelsi!

“Cosa ci faceva quel ..Il fratello della vittima,stava seguendo l’assassino della sorella?”

“Ruggero credo che fosse quello il piano.Ne sono sicuro.”

“Invece il destino è intervenuto prima.Ah,e la sorella di Rossetti?”

“L’ha uccisa”Taglia corto Rossi.

“Peccato”

“Peccato”

“Non poteva fare altro,però”Conclude amaramente Maccari.

“Boh,siamo una stupida colonia americana?E loro non parlano sempre di possibilità?”Ironizza Rossi.

 

 

Pure santo!Lorenzo non si dà pace.Ora in tutte le tv e sui giornale c’è la beatificazione di Salvatore.Non solo,cominciano a girare voci su sua sorella.Farabutti.

Però a suo padre non ha detto nulla,basti che quel maledetto assassino sia morto.

Così quando arriva alla casa paterna ,trova come sempre il suo babbo intento a preparare il dvd del film con Totò:Totò e i re di roma.Di Steno e Monicelli.C’è anche Alberto Sordi,in quel bellissimo film.

Durante la visione ,come sempre,si abbandonano a una allegria sana e a lungo cercata.Lorenzo ,però, è tormentato.Che deve dire al padre?Cosa capirà?

“Non ce l’ho fatta.Non solo perchè sono intervenuti quelli,ma non so..Non sono capace.Non riesco.Non …Insomma forse dovrei smettere,cercare aiuto.Che ne so.I lutti finiscono,no?Piano ,piano.Emma…Bè,lo sapevi che faceva.Lo sapevo anche io,e allora?Dovevamo piangere quella ..quella vera.Non è colpa nostra,non dovevamo vergognarci.O forse si,ma è il destino.Ecco,papà.Io direi di smetterla con tutto”Lorenzo si gira verso il padre.Sorride,ma è immobile.

Rimane per un po’ a fissarlo:proprio sui titoli di coda.Lo abbraccia per un secondo.Poi piano a bassa voce,piange a lungo.Ora che farà?

 

 

Rossi è fermo fuori dal Macdonald.In macchina a fumare.Loro sono dentro.Enrico sta raccontando qualcosa di divertente alla sua moglie e a suo figlio.Ridono.Quanto tempo invece che lui non si fa una bella risata?

Accende nervosamente la sigaretta.Fuma distrattamente,mentre li osserva.L’hanno tagliato fuori.

 

“Ci stiamo avvicinando alla fine”Dice Johnny Guitar a Suicide Sally.

“Un bel pre-finale,per dare la giusta botta agli spettatori e poi i titoli di coda?”

“Penso di sì,ragazza.Bè,andiamo!”L’uomo schiaccia al massimo il pedale dell’acceleratore,la macchina punta verso l’entrata del Macdonald.

La gente all’interno è ignara che tra meno di due minuti sarà carne da telegiornale e pessima cronaca nera.Chiacchierano,ridono,qualche coppia si sta formando,altre si lasceranno tra qualche tempo.Nessuno si accorge della macchina che a folle velocità sta per far esplodere in mille pezzi la porta del locale.

Il frastuono è potente,accompagnato da una pioggia tagliente di pezzi di vetro .La macchina si ferma centrando il bancone dietro al quale lavora una povera ragazza,precaria e non eccelsa studentessa universitaria,colpo la spinge contro la parete.

Dai finestrini della macchina escono due canne.Mitra.

La gente cerca di scappare,ma viene falciata dai proiettili.Scoppiano bicchieri,cibo,tutto va a pezzi.

Enrico vede la sua compagna colpita al cuore ,tenta di salvare il bambino,ma non ce la fa.Un proiettile lo colpisce in piena fronte.

Giovanni è impegnato ad accendere un’altra sigaretta,quando con la coda dell’occhio vede quella strana macchina nera gettarsi contro il Macdonald.

Entra sparando all’impazzata contro l’automobile,ma quella sembra indistruttibile.Sangue,sedie e tavoli rovesciati per terra.Cadaveri.Prega di non vederli,ma si vede che le sue preghiere sono scadute troppo tempo fa.Sono lì tutti e tre.

Urlando continua a sparare contro la macchina,che parte a razzo in marcia indietro,per poco non lo investe,ma lui è veloce e si salva.

 

Da quanto tempo li sta inseguendo?Quante strade?Sbattendo contro auto parcheggiate,evitando all’ultimo pedoni e ciclisti,causando incidenti che coinvolgono ignari cittadini.Una caccia spietata,feroce,senza fine.

 

Rosa Agnelli cammina lentamente:ormai non ce la fa più.Un tempo era diverso,che bella vita.Sempre riverita e nell’alta società.Ora,non sanno nemmeno più chi è,cosa era la sua famiglia in quella città,non le rimane che qualche pettegolezzo,il gioco del lotto,giorni troppo lunghi….

Rossi vede all’ultimo momento la vecchia,frena ,ma la centra in pieno.La donna lanciata in aria va a sbattere contro il parabrezza di una macchina parcheggiata e lì conclude la sua vita.

“Bel colpo lo sbirro!”Ride Sally.

“Già,forse dovremmo darci da fare anche noi.Cosa abbiamo ancora …guarda un po’!”La ragazza va a curiosare sul sedile posteriore.Torna con due fucili a pompa,due pistole .

“Questo”

“Bè,usiamoli no?”

La strada Cardinal Borromeo,è la strada della gente perbene,che perbene spende e spande,in negozi di abbigliamento lussuosi e gioiellerie.

Sally e Johnny arrivano e si mettono a riempire l’inferno di ricconi che vanno a fare shopping.

“Pronto!Pronto!”Urla Rossi.

“Si,polizia signore..si calmi!”

“Sono il commissario Rossi!”

“Chi?”

“Rossi,senta…”

Giovanni sente che la cornetta passa dalla mano del giovane poliziotto a quella di un altro individuo.

“Cosa vuoi?”La voce del questore

“Sto inseguendo..”

“Cosa?Tu non devi fare nulla..”

Rossi lancia il cellulare dal finestrino.E’ solo.

Johnny prende per una strada che porta a un ponte in costruzione.Eccolo il gran finale.

La macchina si ferma vicinissima al precipizio.Il ponte doveva essere concluso già dieci anni prima.Non lo sarà mai.

Rossi blocca la sua macchina e scende pistola in pugno.

“Bè,siamo arrivati alla fine”Sorride Johnny a Sally.

“Ci siamo divertiti”Dice lei

“Certo”Lui accarezza il viso della giovane.

“Andiamo!”Esclama

I due scendono sparando all’impazzata contro Rossi

I vetri del finestrino,le ruote anteriori,i fari,la portiera .Tutto viene distrutto dalla furia dei due fucili.Sally e Johnny si fermano un momento per caricare.Non hanno più caricatori.Ridono.

Rossi si alza lentamente da terra,ferito.Prende la mira con la pistola e spara ai due.Sally è colpita al cuore e alla testa che esplode.

Johnny è ferito gravemente al ventre ,alle gambe,alla spalla sinistra.Entra con fatica nella macchina,l’avvia e si lancia giù dal ponte.

“Non è poi così male”Dice Ruggero

“Cosa?”Chiede Giovanni.

“La gamba”

“La gamba?”

“La gamba.”

Sono al parco cittadino.Luogo magnifico dove possono ammirare dall’alto tutta la Città.

“Così ora ti godi la vita da invalido?”Scherza Giovanni

“Me la sono sempre goduta.Non vedo perchè smettere ora”Risponde Maccari.

“Hai ragione”

“E te?”

“Io?”

“L’eroe.Ho visto i servizi in tv,ho letto sui giornali.La vedova di quel Salvatore ci è rimasta male che hai fregato la popolarità al marito.Dovevano girare un film tv con Beppe Fiorello”

“Che ora farà quello sulla mia vita.Dovrei fare anche il consulente,boh.Comunque son soldi.”Ride Giovanni.

I due rimangono fermi e guardano il tramonto.

fine.