Archivio | ottobre, 2013

Come un’ombra nelle tenebre autunnali

5 Ott

Può l’amore contemplare la tristezza e la pena? E se così fosse, si potrebbe definirlo tale? Il vecchio ogni tanto si perde dentro a questo pensiero , terrorizzato di aver perso la sua vita in nome di questo oscuro sentimento. In quei momenti guarda la donna con occhi diversi e si sente crollare il mondo addosso.

Lei un tempo aveva una vita molto movimentata, frequentava scrittori e scrittrici,ma era rimasta mediocre assai in ambito letterario. Sapeva però farsi ben volere e d’altronde ad ella interessava solo il luccichio di quelle compagnie e non l’arte. Seppure coltivava in se la voglia di essere una scrittrice o regista affermata.

Merito di questa sua posizione era il fatto di essere nata in una famiglia che con l’editoria aveva fatto soldi a palate durante i decenni. Poi li avevano persi. Il crollo economico che aveva di fatto portato la nazione in guerra, era stato fatale anche per loro.

Lui ai tempi nutriva confusi sentimenti artistici. Mai realizzati, o meglio naufragati in progetti abbandonati a  metà o di poco peso . Era invecchiato giorno dopo giorno senza accorgersi nel retrobottega della tabaccheria-edicola di proprietà del padre.

Il negozio era andato completamente distrutto durante l’invasione dei morti. Un brivido percorre la schiena del vecchio quando pensa ai giorni rinchiuso nella sua bottega che tanto odiava normalmente,figurarsi in quei tragici giorni di guerra,morti viventi e delinquenti liberi di fare quello che volevano.

Tossisce ,come per scacciare la paura.  Di cosa ,poi? Ora tutto è finito. Il paese abbandonato, disabitato, tranne per loro due.

Lei nemmeno si è accorta dove si trova e in compagnia di chi. Si limita a stare sulla veranda durante l’estate , vestita di tutto punto come se dovesse partire da un momento all’altro. Ma nessuno passa da quelle parti, perlomeno negli ultimi 30 anni.

L’esercito aveva mobilitato la popolazione e portata chissà dove. Non l’hanno saputo mai.

Lui pensa a tutte quelle vite perse nel nulla,dimenticate,scomparse. Così che finiremo tutti? E davvero contiamo così poco  da non lasciare nulla alle nostre spalle?

Guarda l’orologio. “Ci facciamo il tè?” Domanda a lei,ma sa benissimo che quella sia solo una domanda retorica. La donna non parla. Non ha mai parlato.

Lui sì: tanto e sempre. Nel paese vuoto , contro le pareti e rimbalzando sulle acque placide del lago,la sua voce regna sovrana. Parla e piange. Piange e parla. Lei sempre indifferente.

“Dove sono i tuoi amici? Quelli che tu ritenevi tanto geniali? E le tue amiche?Dove sono finiti tutti? Ti hanno abbandonata. Appena c’è stato un problema, ti hanno fregato la barca  e sono scappati. Chissà dove, poi. C’erano soldati  e morti viventi da per tutto. Tu non avevi tempo per me,vero? Eh no. A te dell’amicizia di una persona sincera non ti è mai interessato nulla. Sciocca snob. Ma non hai capito che non erano interessati a te,ma alle tue lodi sperticate. No, non è amicizia questo e nemmeno amore” Mormorava e sbraitava lui ,mentre armeggiava con un servizio da tè ammaccato e pericolante sotto tutti i punti di vista.

Lei fissava il lago. La borsetta stretta nelle mani, un sottile sorriso sulle labbra.

“Fai il conto 30 anni che sto a presso a te. Come un’ombra. Ti ho vista ogni volta che crollavi,che ti lasciavano indietro. Te sei fragile,pensi che una persona sia meritevole delle tue attenzioni solo se ti riempie di complimenti. Non ti interessano se sono sinceri o no. Non ti interessa proprio. Brava, giudicami un fesso! Argomento di derisione duranti i tuoi pomeriggi con quegli improvvisati della scrittura. Ma cosa rivendico ora? Cosa ti sto rimproverando?Non sono mai stato capace di scegliere le mie amicizie,mai. E figurati gli amori. Anzi, più erano impossibili …E più mi ci buttavo a rotta di collo. Perchè così non avevo la responsabilità di amare. Costa fatica e coraggio l’amore. Ho preferito essere la tua ombra..Non ti sei mai accorta di me,mai. Ma non è questa la cosa  triste.no! La cosa davvero triste è che io mi son accorto di te. Nel senso che più invecchiavamo, più scoprivo quanto tu non sia nulla  Una bimbetta: facile alla rabbia,al pianto e agli entusiasmi. Una lingua velenosa,ma che non ha il coraggio delle sue responsabilità e fa la vittima appena viene attaccata. ”

L’uomo delicatamente imbocca la donna,pulisce la sua bocca e la sistema comodamente sulla poltrona che par un piccolo trono posto in veranda. Ha le lacrime agli occhi, Sono invecchiati insieme, nonostante tutto.  Insieme lasceranno questo mondo.

Non hanno combinato molto, Si sono salvati, certo. Ma ne valeva la pena? Lei sicuramente schiacciata dal ricordo di esser stata abbandonata dalla sua combriccola di grandi uomini  e donne, (che approfittavano della sua disponibilità a farli soggiornare a lungo nelle sue case in montagna ,al mare,al lago,),  si era sentita sola in modo netto e dolorosissimo. Senza risorse. Dopotutto viveva solo nei loro discorsi,complimenti,nelle cene e nelle feste,in discorsi fragili e autoreferenziali. Il suo mondo, che tanto amava e che per lei era una fortezza , una rassicurazione contro la sua debolezza di donna da poco,con poche cose da dire e da dare,era  franato miseramente alla prima seria difficoltà

L’aveva raccolta  e protetta un’ombra.Vedi che allora esistevano gli eroi  dell’altrove , si era detta.

Ora fissa il lago, non ha pensieri per la testa. Qualcuno le dà da  mangiare,la veste,le fa compagnia nel letto durante quelle interminabili notti. Un’ombra. Forse è morta e questa prigionia dorata e triste è l’aldilà.

 

L’uomo non ha più niente da dirle. D’altronde non si sono mai parlati per 30 anni,a parte quella volta che l’aveva notata a una festa. Quando tentava di entrare nel giro degli scrittori importanti. Successivamente leggeva i suoi articoli sulla narrativa e l’arte, la seguiva su quelle cose dimenticate dai giovani, (facebook, twitter,cosa erano?),così aveva passato la sua vita accanto a lei.

Era più facile e comodo che amare la timida ragazza del panificio accanto.Meglio inventarsi un rapporto fittizio. Eppure soffriva,l’odiava e l’amava allo stesso tempo.

Il mondo ora era finito, non c’era più nulla. E le uniche cose rimaste tra loro due erano l’indifferenza di lei, che non l’avrebbe mai ringraziato di nulla, e la tristezza ,pena, di lui. La vita scivolava silenziosa tra le dita delle tenebre che presto avrebbe ingoiato anche loro.

 

Come tutti gli altri.

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