Archive | febbraio, 2014

Il vecchio Vlad

22 Feb

 

 

Avessi qualcosa di meglio da fare, certamente non mi trovereste qui. Ma , a dirvi la verità, ho smesso da tanto tempo di aver “qualcosa di meglio da fare”. Precisamente da quando sono stato espulso da tutte le comunità del “ Ho un buon consiglio per te”. Non ce l’ho fatta. Ho fatto un giro di pista abbracciato al successo, ci siamo fatti il nostro ballo e credetemi:l’orchestra ci sapeva fare. Poi? Poi è arrivata la crisi e i piccoli stronzi come me sono finiti nel magico tubo di quella fogna che chiamiamo fallimento. Ho perso la mia Harker Immobiliare, ma non che me fregasse più di tanto. Certo è saltato il mio matrimonio con Miss Figa di Legno , la signorina  Mina.. Cose che capitano, l’amore nella nostra classe dura fino a quando hai un buon conto corrente. E vedete? Non ce l’ho più. Quindi la sera vengo qui e bevo. Mica da solo ,ce ne sono tanti. Tutti erranti cavalieri della sfortuna, qualcuno ha una buona storia legata a un sogno di gloria,altri hanno sempre strisciato le palle sul vetro degli insuccessi.  Ci sono stranieri, gente del posto,qualcuno ha ereditato il tavolo dal nonno che l’ha passato al padre ,che l’ha consegnato al figlio.  Sbronzi,rissosi, eppure non ho mai sentito ridere tanto di cuore come qui dentro.

E poi a mezzanotte spaccate arriva lui: Il Conte Vlad. Per gli amici Dracula. Fa tenerezza e pietà vederlo perso dentro quel abito da festa e di lusso,con i bottoni che mancano, sdrucito ,sciupato. E il cilindro che par aver fatto tante battaglie contro la polvere,il tempo ,la merda.  Tocco di classe: il mantello. A brandelli, con lo scotch a tenere attaccati brandelli di un glorioso passato e odierna traballante dignità.

“Ciao vecchio. Come va?” Gli chiedo.

“Da schifo ragazzo. Ho la gola che mi brucia e per dissetarla che mi danno? Il sangue di qualche tossico,di qualche barbone. E le puttane. Ti ho già raccontato del mio castello ? “ Mi dice lui, cercando di stare in bilico sulla sedia.

“ Quello in Transilvania? Bè,credo un paio di milioni di volte. Credo” Ribatto sarcastico,.Mi piace trattare così tutte le persone . Figurati quel vecchio rincoglionito.

“Era bello. A esser sincero,era bello tutto.  Pieno di forza, vigore. Temuto e rispettato La gente tremava solo a sussurrare il mio nome,non ci credi? Dovresti..Dovresti farlo! Che diamine , mostrami un po’ di rispetto!” Finge di far la grande sceneggiata. Io sorrido di sbieco e controllo l’orologio.

“Comunque: me la spassavo e anche tanto. Avevo tre mogli che in fatto di succhiare erano anche meglio di me! (Ride, le battute volgari e sessiste lo divertono sempre),e facevo la bella vita. Nello sfarzo, nel lusso.  Poi la gente ha cominciato a smettere di credere in noi. Non so come sia successo,ma non ci temevano più. Erano i tempi moderni. Venivano dall’America o da altri posti e costruivano. Più costruivano,più portavano le loro tradizioni,più io non contavo un cazzo. Sai cosa vuol dire : non contare un cazzo? No? Non lo sai…Ma che cazzo saprai mai tu. Ho venduto il castello ….”

“ A una ditta americana che ci ha fatto un centro commerciale. Me l’hai detto, sai?” Taglio corto io.

“Certo che te l’ho detto!  Sono vecchio,che credi? E non vecchio come questo signor qui., ( indica il barista,il buon Giulio),mi piacerebbe.. No sono vecchio di secoli. Ne ho vis…”

“Di cose che voi umani? Vuoi dirmi questo? Cazzo,ma non ti rendi conto che abbiamo anche noi una vita di merda? Te la ripetiamo forse ogni sera? Non direi.” Mi scaldo forse un po’ troppo con questo povero cristo.

“Sono costretto a fare il numero della mantide, ok? Il più ridicolo ed umiliante dei miei numeri. Forse non capisci bene. Ok,ok.. Giulio,che hai messo via quella roba per il mio amico Van Helsing?”Vlad tira su con il naso. Si è offeso e piange silenziosamente. Io faccio finta di non aver capito cosa stia succedendo.

“Certo.  Tre bottiglie di Jack Daniels,come sempre?” Il barista passa una borsa della Conad al vecchio vampiro.

“Ok,stasera ce la scoliamo e parleremo dei vecchi tempi. A  lui non dispiace mai.” Conclude con un tono velenoso. Sicuramente rivolto a me.

“Bella compagnia. Un vecchio matto” Mormoro.

“Si,matto e allora? Era un nemico onesto e rispettabile. Ora è appena uscito dal manicomio, di nuovo. E sono rimasto solo io a credergli. D’altronde parla di me. Beviamo,ci sbronziamo,ci commoviamo pure. Siamo vecchi ,caro mio. Però anche tu invecchierai. E troverai un coglione che ti prende per il culo,perché è giovane. Non sputa  e caga sangue di pessima qualità, non è costretto a  umiliarsi facendo la Mantide o robe simili. E ora dimmi? Come vanno gli affari?” Mi chiede sorridendo  benevolo

I miei affari, proprio in quel momento, entrano nel bar.

“Ciao Johnatan “ Lucy entra strisciando i piedi sul pavimento e cercando con la mano sinistra il sostegno sugli schienali delle sedie.

“Ciao,piccola” Le dico. Capelli neri e lunghi,magra e bianchissima, sembra perdersi dentro gli stivaloni bianchi finto cobrati,la canottiera rossa le casca quasi fino al ventre,non trovando il sostegno delle sue due flaccide e piccole tettine. La minigonna mostra due gambe fragili,una volta muscolose ,oggi oscenamente magre. Porta un paio di occhiali da sole,come mai?

“Ciao Lucy!” Vlad si alza lasciandole il suo posto. Il vecchio è diventato rosso e gli occhi gli sorridono.

“Uh,che bello il ritrovo tossici di merda e fottuti malati di Aids. Fantastico ragazzi,mi commuovete .”Ridacchio

“Fanculo Harker. Toh,questi sono i soldi della serata. Pappone di merda”

“120 euro. Pochi clienti,o..” Dico io lasciandole i cento e prendendo i 20. Posso bere qualche birra gelata. Tanto non ho nulla . Nessuna casa,nessun lavoro,tranne quello del pappa più pirla del mondo. Mi bastano  le birre e poi tornerò nella vecchia fabbrica abbandonata.

“Cosa hai fatto agli occhi? Ti hanno picchiata?”Le chiedo a brucia pelo.

“No,cioè…” Lei si sta arrampicando sugli specchi

“Chi è stato!” Si infuria Vlad.

 

Giulio tirando su con il naso pone i fiori sulla tomba di Johnatan Harker. Una lacrima scende pigra sulla guancia  sinistra del vecchio ex barista. Con l’età si diventa più sentimentali,sapete?

Non solo ha perso degli ottimi clienti,ma anche degli amici. Pure quel Van Helsing che non aveva mai visto in vita sua. O la povera Lucy.

 

“Però,sapete una cosa cari lettori? Se ne sono andati da eroi. Da veri eroi. Oh,che sbadato! Ma voi non sapete niente? Non sapete cosa è successo quella notte? Bè,lasciate che ve lo spieghi in breve…Vediamo…Ecco! Il nostro quartiere doveva diventare un posto per borghesi . Tranquillo, confortevole. Per quel branco di manager del cazzo che lavorano nella grande città e sognano di riposarsi vivendo in un bel appartamentino.  Così quella zona faceva gola a un tizio che oltre ad essere il più noto costruttore edile della Regione ,era anche un potentissimo criminale. Roba seria,e quei tre testa di cazzo con chi vanno a cozzare? Esatto con lui. Prima con il figlio cretino e violento e poi,tanto che c’erano,con l’intera banda. “

 

La porta del bar si apre di botto. Entrano tre tipacci: il figlio del noto costruttore  Lo Russo e due tirapiedi. Per farsi ben volere con delle mazze sfasciano metà locale. Sbraitando e sputazzando a destra e manca.

Io e il vecchio Vlad li osserviamo con un misto di disgusto e pena.  Lucy è spaventata e si rifugia sotto il tavolo.

“Ok,scimmioni abbiamo visto che riuscite a maneggiare un bastone,ma dubito che siate in grado di maneggiar altrettanto bene il vostro cazzo,e che sputate più di un lama. E allora? “ Dice il vecchio vampiro guardando i tre pirla . I quali respirano affannosamente, incazzati .

“ C’è gente che deve bere e ubriacarsi. Cose assai impegnative e nobili,ecco..Potreste andare a fanculo,gentilmente?” Concludo io.

Poi? Poi avviene tutto in fretta. Il figlio cretino e bullo di Lorusso si avventa contro di me brandendo un coltello a serramanico. Io mi metto in posizione di combattimento ,pronto ad abbatterlo con una bottigliata in testa,ma ..

Lucy si mette tra me e la lama. Ovviamente ha la peggio. Emette un urlo soffocato e poi si accascia per terra,io e il vecchio Vlad la sosteniamo delicatamente e l’adagiamo con cura per terra.

Il suo assassino ha l’aria spaesata e istupidita. Guarda lei,me e il vecchio.

“Mo so cazzi, pischello” Lo avverto. Lui mi fissa senza capire ,poi sente quel rumore e capisce che son veramente cazzi amari.

L’urlo della notte,dalla profondità degli inferi ,sale piano,come una nota bassa e distorta e poi cresce di volume. Tremano i bicchieri e le bottiglie. Qualcuna cade.

Il vecchio Vlad è decisamente fuori di testa e incontrollabile. L a sua vecchia e affaticata faccia di chi ha perso dignità e prestigio, si trasforma in quella di una creatura dell’oltretomba che ha superato indenne i secoli,le pestilenze,le guerre,e che da sempre , fin dalla prima notte del mondo, vive cacciando e massacrando.

I tre spaventati e urlando cercano di scappare dal bar,ma il vampiro senza nessuna fatica prende per la testa i due  tirapiedi del piccolo delinquente, e le fracassa sbattendole violentemente una contro l’altra.

Sporco di sangue e materia cerebrale,con calma punta in direzione del giovane assassino . Il quale inciampando e cadendo più volte cerca di raggiungere il suo Suv per scappare.

 

Che illuso.

 

Sotterro Lucy nel cortile della fabbrica abbandonata dove vivo. Ci sono un po’ di colleghe sue, un viados piange disperato, e qualche collega da bar. Tracannano birra e rhum, improvvisano brindisi alla bella e giovane fanciulla . Sole del bar,che illuminava con la sua presenza la vita di gente abituata a vivere nell’ombra

Il Vecchio Vlad si trattiene dal piangere. Come me. Siamo dei duri.

 

Più tardi io metto nella borsa da viaggio grande, che non mi è mai servita a un beato cazzo, le bombe a mano e le pistole. Un tizio le ha sepolte qui. Non è mai passato a ritirarle. Penso che ormai siano robe mie.

“Dovrò così occuparmi anche di te? “ Vlad mi guarda con uno sguardo ironico e divertito

“ Mi sa che sarà il contrario,vecchio! Son un ottimo tiratore.” Mi carico in spalla il borsone .

“Pronto John?”

“Certo Vlad”

“E tu?Sei pronto?” Chiede  il vampiro al nostro ostaggio: il figlio di Lorusso.

 

Guido piano verso la villa del tipo. Troppi pensieri in testa per un uomo che tra meno di venti minuti sarà morto. Vorrei trovare dei rimpianti, dei rimorsi, non trovo nulla  Né di buono né di cattivo. Nulla. Non penso sia così per il mio compare.  Chiuso in un nobile silenzio,lo sguardo severo,perso nelle gloriose notti in Transilvania.

 

Mentre sono fermo a un semaforo rosso,sento qualcuno battere le nocche contro il vetro.

“Ehi! Van! Che ci fai qui!” Grida divertito Vlad.

“Ti aspettavo per il nostro drink. Non sei venuto. Ho chiesto a Giulio e lui mi ha detto che andavate a sterminare la famiglia Lo Russo.  Così ho preso la bicicletta e son venuto a cercarvi. Questo si che è un bel modo di passare il sabato sera.”

Così ho capito che anche la morte a volte può essere comica. Io e due vecchi rincoglioniti contro la più potente famiglia mafiosa della città.

 

Nella villa ultra sorvegliata di Lo Russo gli uomini si annoiano: bevono,giocano a carte, si masturbano guardano riviste porno. Le ultime cose che faranno da vivi. Il potente boss è nel suo studio, sente musica classica e sorseggia costoso vino rosso. Non si intende né dell’una né dell’altro,ma fa scena e a lui queste cose piacciono assai. Il padrone della città con tutte le sue ditte, fabbriche, negozi. Un uomo avido e tirchissimo, innamorato del denaro e un devoto credente di Padre Pio. Che  porta tatuato sul petto. Tossisce ,anche se non lo sa è condannato da un brutto male,quindi a ben vedere Vlad gli sta facendo un grosso piacere.

Uomo collerico,volgare e sadico . La sua fama di leggenda del crimine è legata all’uccisione di un feroce boss del suo paese. La leggenda vuole che lo abbia ucciso in un vero duello,la realtà è che l’abbia ucciso sparandogli- tremando dalla paura- di spalle.

Il campanello suona. Chi è ?

Sente la voce di uno dei suoi,che saluta stancamente il figlio. “Può entrare anche lui?” Domanda il figlio. Ma chi cazzo gli porta a casa? Lo Russo, esce  dallo studio per vedere lo straniero in compagnia di quel suo disgraziatissimo figlio,ma il suo uomo risponde prima che il vecchio boss possa intervenire

“Se è con te,fai come cazzo ti pare. Entrate”

E’ esattamente così , che l’inferno entra nella casa del criminale.

 

Vlad spinge violentemente il figlio di Lo Russo , il quale vola agitando comicamente le braccia  e le gambe andando a schiantarsi contro la parete di fronte.

“Cosa!!!!!” Urla Lo Russo correndo al piano di sotto ,inciampando nei gradini e facendo tutta la scala ruzzolando come un vecchio coglione.

In casa sua ci sono tre uomini .  Due malandati vecchi, (uno vestito come quel tipo… Christopher Lee. Come mai gli vengono in mente quei vecchi film horror che da ragazzino amava tanto? ), e un giovane che tiene in mano…

“Ha delle bombe!!” Urla l’uomo ai suoi scagnozzi che sono arrivati sparando all’impazzata.

Il  vecchio boss vede quel giovane lanciare le bombe contro i suoi. L’esplosione fortissima ,i corpi carbonizzati. Pensa che forse farebbe bene a scappare e salvarsi,ma..

Il sangue vecchio di secoli, torna a ridere nelle vene del vecchio e malandato vampiro. Dimentica i tempi amarissimi e  tristissimi dell’abbandono della sua amata  terra, quel esilio tristissimo, quel declino inesorabile. Harker  e Van Helsing accanto a lui si battono come leoni.

I nemici sono tantissimi, troppi. Ben armati Ma lui non li teme e si avventa su di essi. Staccando teste,braccia, sbudellandoli,  Ben presto si ritrova coperto di sangue e quel sangue è fonte di energia per lui.

Van Helsing è il primo a cedere sotto i colpi dei nemici.  Un sorriso sulle labbra è l’ultima cosa che lascia al mondo.

Harker e il vecchio Vlad avanzano con calma e determinazione. Mentre i loro nemici pur essendo molti sono spaventati e disorganizzati.

Teste mozzate, arti strappati, corpi squarciati dalle bombe.  Poi il silenzio

Harker si lascia scivolare contro la parete del soggiorno. Ferito mortalmente. Allegro, ride . Aspetta la morte, non ha altro da fare.

Un rumore però lo distrae Strisciando il figlio di Lo Russo,cerca di raggiungere l’uscita.

Con fatica e lottando contro la vista che diventa sempre più imprecisa, prende la pistola  e spara gli ultimi proiettili contro l’infame. Un urlo lo informa della morte del giovane.

“Lui dove è?”Chiede Vlad ad Harker.

“ Nel suo studio. Correva sulle scale come un figlio di puttana codardo.” Lo informa il moribondo

“Aspettami qui,faccio in fretta”

“Ehi Vlad!”

“Cosa?”

“Sono orgoglioso di averti conosciuto.”Mormora Harker,morendo.

 

Il nascondiglio è sicuro. Aspetterà che tutto sia finito e poi ricomincerà da capo.  Cercherà rifugio  da…

Lo Russo non finisce il pensiero. Un fumo sottile sta entrando dentro il suo rifugio. Sta bruciando la casa ? Morirà soffocato lì dentro? Piano piano il fumo assume una vaga forma umana

L’uomo urla terrorizzato  cercando di uscire da quel luogo che ha capito sarà la sua tomba

 

La mantide però è più veloce.

 

Il vecchio Vlad è stanco. Si è lasciato alle spalle il cadavere fatto a pezzi di Lo Russo e quello di tutti i suoi uomini.  Con le ultime forze sotterra in giardino i suoi due amici e li piange. Prima il pianto è un sussurro poi cresce diventando un ululato di disperazione.

Infine stravolto si siede su una sedia  e aspetta l’alba. Ormai non ha più nulla che lo tenga legato a quel mondo. Può anche svanire

 

“Come è bella! Cosa mi sono perso in tutti questi anni” Dice il vecchio Vlad,mentre naufraga dolcemente nel mare del riposo eterno.

E alla fine arriva…L’Uomo Nero

17 Feb

L’agosto più caldo degli ultimi cinquanta anni. Così l’hanno definito la tv e i maggiori siti su internet. L’uomo si ritrova a pensare che ogni estate tirino fuori codesta storia. Come se fosse il riempitivo obbligatorio, la scusa per giustificare il loro lavoro. Che poi … Lavoro! Eh,mica è scemo lui ! Lo sa benissimo quanto l’informazione sia pilotata per fregare i cittadini, così non sanno cosa fanno quelli del Blide ..Bilde..Bi..Insomma quelli alle loro spalle. Per non parlare di quanto denunciato da David Ickle! Bè,ma non è il momento giusto per mettersi  a pensare dei rettili ani. Non ora, perlomeno .  Si sente le gambe molli, il fiato pesante. Ha messo su troppi chili da un paio di anni. Da quando è morta sua madre . Lasciandolo solo nella vecchia casa troppo grande per lui, troppo piccola per la sua enorme solitudine.

“L’ascensore non funziona! E sono cinque giorni! Mo mi sente il nostro amministratore!” Pensa l’uomo ridendo tra se e se. Ne avrebbe dette quattro all’amministratore e ai condomini!  Finirebbe che nessuno ti darebbe il benché minimo ascolto. La tua voce petulante dispersa nel chiasso burino dei condomini di quel vecchio palazzo in via Alberto da Giussano. A Roma! Vicino alla via Prenestina.

Non l’hanno mai ascoltato in vita sua. Nemmeno sua madre, che negli ultimi tempi lo chiamava addirittura “coso” .  Arrivato davanti alla porta del suo appartamento si ferma con il fiatone e una gran voglia di svenire  .  Il pianerottolo gli appartiene, ormai.  4 appartamenti, due famiglie in vacanza, lui e quello posto alla sua sinistra. Disabitato, sfitto, ormai da dieci anni. Da quando è morto il vecchio Luigi Proietti. Un tempo popolarissimo attore d’avanspettacolo,varietà e di scadentissimi film e telefilm,finito in quel quartiere dopo un disastro finanziario clamoroso. Morto solo e abbandonato,il cadavere scoperto dopo due mesi,per merito della sua  vecchia madre.

“Ma come non senti sta puzza?” Gli chiedeva lei. Lui la sentiva,ma non aveva voglia di perder tempo a chiamare …Chi poi? Quei tempi li passava a bere in giro nei bar. Un modesto  impiegato che nonostante la voglia non era mia riuscito a far carriera, che desiderava donne troppo fuori dalla sua modesta portata…

“Cosa è questo rumore?” Dall’appartamento di Proietti arriva debolissimo un rumore….Qualcosa..

“Sarà la stanchezza” Si dice. E de che? Non hai fatto un cazzo oggi. A ben vedere non hai mai fatto un cazzo da quando sei nato, oh cocco di mamma!

La porta si apre con fatica.  La serratura gira,dovrà chiamare qualcuno per sistemarla. Ma non oggi,facciamo…

“Eppure quel rumore l’ho sentito” Ma no! Si rassicura. Idea tua.

La casa naufraga in un composto disordine da scapolo. Magliette appoggiate sugli schienali delle sedie, scarpe nei posti meno pensabili , una piccola pila di piatti da lavare. E cartoni della pizza sparsi da portare giù. Dopo.

Si siede nella sua camera e accende il computer. Uno sguardo veloce al blog di Grillo,che è forte e fa  tremare la casta . Si annoia, come sempre , a metà articolo. Troppo da leggere, non potrebbe  metterci un semplice vaffanculo e basta? Invece di scrivere così tanto.

Donne nude, prostitute per lo più, prendono il posto sullo schermo . Va nelle sezione sadomaso,e si eccita guardando quelle dominatrici. Una volta aveva telefonato a una ,per una sessione al telefono. Nulla di speciale,ma non  ha il coraggio di provar…

Il rumore ritorna. Debole, distante,ma questa volta lo avverte.  Cosa potrebbe essere? Si concentra per riuscire a venirne a capo,ma non è mai stato un campione di concentrazione. Abbandona. E si concentra su youporn.

Donne con donne e uomini e trans, robe varie che scorrono veloci. Il porno è noioso e deprimente. Non lo regge più. Nessuna soddisfazione. “ Sabrina….” Mormora a bassa voce. Se si fosse presentato in via del Corso quindici anni fa. Forse sarebbe sposato ora. Invece aveva deciso di star con la madre, che povera era vecchia  e malata. Una bella scusa umanista per non dirsi la verità: paura di impegnarsi. Di abbandonare la sua triste routine.

Si alza ed esce dalla stanza . Si sistema i pantaloni ,ha abbandonato a metà una sega. Vorrebbe parlare con qualcuno. Ma con chi? Roma è vuota, senza anima viva. Tutti in vacanza. “Ma perché se ci fosse qualcuno , chi vorrebbe parlare con te?” Questa è la domanda che dovrebbe porsi .

Di nuovo il rumore più forte e distinto: come dei tamburi lontani. Non era un vecchio film con Gary Cooper?

Suda freddo e improvvisamente si scopre spaventato. Perché?

“Stai attento! Fai il bravo o vengono i negri,e ti mangiano! L’uomo nero ama mangiare la carne dei bambini cattivi come te!” La voce della madre , limpida, gli scoppia in testa.

No,no, no! Tutta una sua idea , una sua stupida immaginazione. Non c’è nessuno. Quale rumore?

Qualcosa di melmoso che si muove,strisciando. Qualcosa che gratta sulla porta del vecchio signor Proietti,e una risata. Soffocata,fangosa, non umana. E ora quei tamburi. Un ritmo ossessivo, ripetuto come se chi stesse suonando fosse un drogato ..Si,quelle zecche dei centri sociali,che lui da bravo borghese ha sempre odiato.

Si siede in soggiorno. Automaticamente accende la tv. Vecchie repliche di film e telefilm. “ Sto impazzendo?” Si chiede.

“No, non stai impazzendo. E’solo venuto il tuo momento: L’uomo nero ha fame. Il vecchio Proietti non aveva un buon sapore, troppo magro,ma tu….Tu da sempre così ciccione e unto,così viscido ..”

“No mamma! Non è vero! Sono un bravo uomo,io….”

“Sei solo cibo scadente per L’Uomo  Nero. Ma sei pure sempre cibo. Me l’ha detto lui prima che io morissi Ora c’è poca gente disposta a credere alla sua esistenza. I bambini non lo temono più. Non hanno più paura degli sgabuzzini, della creatura che dorme sotto il loro letto. E lui  sta male,povera stella. Deve nutrirsi o morirà. E allora gli ho parlato di te. Senza di me non sai vivere,vedi come hai conciato questa casa? Nessuno si accorgerà della tua scomparsa. Non sei piaciuto mai a nessuno..Tu non sei mai esistito” La voce glaciale che rimbomba nella sua testa è una brutta copia di quella materna. Eppure così vera.

L’uomo è agitato: cosa deve fare? Telefonare alla polizia? Per dire cosa?Si guarda in giro ,incapace di agire. Scappare fuori,abbandonare l’appartamento. Andare dovunque..E se quella cosa già sapesse ,già conoscesse le sue mosse? Sarebbe già la fuori ,ad attenderlo.

“Ti mangerà e tu lo supplicherai,ma lui continuerà. Devi avere pazienza ,è vecchio e malato. Una volta era il Grande Dio della Paura e divorava l’anima ai bambini. Non avresti sofferto molto,ora invece…Ihihihihihi” Ride la voce infernale e d’oltretomba che a volte gli sembra quella materna,poi quella del vecchio Proietti e infine di mille voci sconosciute di peccatori,viziosi,assassini seriali che esplodono in una risata infantile e cattiva.

TUMP! TUMP! Come un bussare forte e cadenzato  fuori dalla sua porta.

No… Piagnucola piano.  Si getta in cucina  e afferra un coltello affilato. Cosa potrà mai fare contro quella creatura infernale?

TUMP! TUMP! TUMP! TUMP!

Ormai è in trappola. L’orrore,il terrore,la paura, gli devasta la mente, il cuore esplode nel petto. Magari potessi morire ora d’infarto…Perché non mi fai morire ora? Domanda mentalmente a quel dio  mai pregato e ora cercato con insistenza.

TUMP ! TUMP! TUMP!

L’uomo in preda al terrore e alla disperazione corre contro la porta ,l’apre e colpisce selvaggiamente la diabolica creatura, l’Uomo Nero  venuto a banchettare con le sue carni…..

Solo che….Solo che…..Ci mette un minuto mentre le sue mani,le braccia,la sua faccia sono pieni del sangue della sua vittima orribilmente squartata.

Non c’è nessun uomo nero. Solo la signore Di Gregorio del piano di sotto.

 

Mentre lo portano via in manette continua a straparlare dell’appartamento accanto,dell’Uomo Nero. Gli agenti non lo ascoltano e lo caricano su una macchina della polizia . Che velocemente sfreccia lungo la Tiburtina.

“Mia madre mi ha detto che c’era L’Uomo Nero che voleva mangiarmi! Mia madre me l’ha detto…Non voglio finire in prigione! “ Urla  e piange disperato l’uomo.

 

“ E chi dice che finirai in  prigione?” Dice in tono canzonatorio il poliziotto al volante.

Poi si gira lentamente verso il prigioniero: la faccia putrefatta  di un vecchio dio morente e dimenticato,mentre osserva goloso il suo pranzo.