Archivio | marzo, 2013

il crepuscolo degli eroi

3 Mar

La sigaretta trema tra le mani del uomo.

“Non riesci nemmeno a tenerla ferma tra le mani”Dice la donna.

“Cosa?”Ribatte lui “La sigaretta”Precisa lei

“Oh,questo..Niente!Una piccola cosa,stai mettendo in dubbio che io non sappia più sparare?”Il tono della voce vagamente irritato.

“Sto solo dicendo che è da trenta minuti che quella cazzo di sigaretta par voglia competere alle olimpiadi, nella categoria tuffi”

“Spiritosa.Davvero”L’uomo fissa distrattamente il bicchiere di cuba libre davanti a sé “E invece questo ti mantiene lucida?

” “Aiuta i riflessi,certo”

“I riflessi?”

“I riflessi”La donna guarda l’orologio. Lancia un’occhiata intorno. La sua città, Roma, il suo bar preferito. Quanta gente hanno visto passare e quanti affari hanno fatto in quel posto.

“Trenta anni”Mormora lui

“Cosa?”

“Cazzo sei diventata anche sorda?Ho detto 30 anni.Ne abbiamo combinate di cose eh?”Sorride amaramente l’uomo

“Un tempo il nostro nome metteva paura. Lo sussurravano i diavoli ai loro figli,quando facevano i capricci.”

“Perché oggi?”

“Oggi,sei un uomo vecchio e malandato.Che fa da autista a un ricco rampollo di una nobile famiglia di figli di mignotta, o no?”Lei ama provocarlo,l’ha sempre fatto durante tutta la loro lunga e solida carriera ed amicizia.

“Si,che ci ha trovato anche un buon lavoro. Da quanto tempo non sentivi l’adrenalina scorrere lungo le vene?”

Lei pensa alla bambina. Le lacrime corrono lungo il suo viso. “Non sei tenuto,cioè…Puoi tenerti il tuo lavoro, non sei tenuto…Ti capisco,sai?”Lei cerca disperatamente qualcosa da fare , non vuol guardare in faccia il suo amico,mentre sente che non riesce a trattenere il pianto.

“Ho fatto tante cose brutte in vita mia. Troppe. Però due cose mi vanto di non aver mai fatto: 1) abbandonare un amico quando questo è nei guai,2)uccidere innocenti. Alla seconda non posso più rimediare,ma alla prima si.”Il tono asciutto e lo sguardo duro di lui mette alla donna una sottile sensazione di tranquillità. Sono stati insieme come fratello e sorella per tutto quel tempo e insieme se ne andranno.

“Tu ,però, puoi continuare a vivere. Cioè,hai quel lavoro…Forse mi sbaglio. La gente prima di morire,sai…L’abbiamo visto tante volte , magari si son inventati una storia.”Lei insiste, perché dovrebbero morire tutte e due? “

“Forse, forse è così. Forse il mio capo è veramente quel filantropo che dice di essere, e quei due che abbiamo eliminato due pervertiti. Forse loro hanno abusato di quella bambina,tu pensi che sia così?” Lei ricorda solo il pianto disperatissimo della bimba mentre un tirapiedi di quel cazzo di un milionario filantropo la portava via

“Aiutami!Signora,aiutami!”Gridava lei

“Come sarebbe stata?”Chiede la donna

“Cosa?”

“La vita. Se avessi avuto figli, se fossi rimasta con Paola,se non  avessi incontrato te,ma Cameron , se mi fossi laureata in biologia, se ..Come sarebbe andata?”

“Non credo in queste cose.Non l’ho mai fatto,posso solo dirti che questa è la nostra vita.Ti ricordi,come ti ho incontrato?”

“Si,caro mio. Eravamo qui. Avevamo finito di bere io e Paola,stavamo andando alla nostra macchina e poi…” La mano del tizio sulla sua spalla la fa girare velocemente e violentemente.La lama del coltello sulla gola.La paura che la immobilizza. L’altro stava strappando i vestiti a Paola, lei gridava e la guardava. Ferma,bloccata,sentiva la voce dei due uomini che le insultavano, ma era come se venisse da un altro pianeta.

“Poi uno fa:”che cazzo vuoi puffo quattrocchi?” E te gli rispondi una cosa tipo:”Odio i puffi” Poi hai sparato al tizio che mi teneva la lama di coltello puntata contro la gola” E lentamente, inesorabile, avanza. Il ferito a terra urla ,la pallottola gli ha fracassato il polso. L’altro tiene sotto di sé Paola , ma non dice nulla .Il terrore gli ha bloccato la parola.

“Non ho niente contro voi due,sapete?Cioè, che male c’è?La violenza fa parte della nostra vita e fate benissimo ad esercitarla,ma ..Sai,esiste sempre un ma..MAI ESSERE VIOLENTI NE I CONFRONTI DI UN BAMBINO,(l’uomo spara alla gamba sinistra del violentatore),MAI ESSERE VIOLENTI NEI CONFRONTI DI UN ANIMALE, (altro proiettile alla gamba sinistra), MAI ESSERE VIOLENTI NEI CONFRONTI DEI PALESTINESI, ( Spara ai testicoli dell’uomo) e MAI ESSERE VIOLENTI NEI CONFRONTI DI UNA DONNA ( l’uomo spara alla testa del tizio che esplode in mille pezzi) “

” E poi fai al tipo che stava maltrattando Paola….”

“Ti reputi fortunato,uomo?” Il tizio balbetta piangendo un si

“Testa o croce?”

“Testa..Nonono,croce!”

“Sicuro?”

“Sicuro”

“Bene” l’uomo getta in aria la monetina e mentre il tizio la fissa sperando di salvarsi la vita,lui gli spara in testa.

“Un bel modo di conoscerci,vero?”Ridacchia lui

“Non ne conoscevi di migliori?”Ribatte lei.  Da allora l’uomo l’ha allevata come una figlia. Nonostante non fossero così distanti di età. Avevano lavorato per tutti tranne che per israeliani, americani, perché lui aveva una sua “moralità politica”,come amava sostenere. E per la mafia. Avevano tentato diverse volte di ammazzarli, ma non ci erano mai riusciti. Erano davvero crudeli,feroci,spietati. “Bonnie e Clyde ci fan una sega”Diceva sempre lui.

“Che ore sono?”Lui si alza lamentandosi dalla sedia.

“19,30. Che bella giornata!”Sospira lei

“Cazzo,morire d’estate.Che rottura di coglioni”Brontola l’uomo.

Lei si alza e va a salutare Elio Antonelli,il vecchio e bonario padrone del loro bar preferito “Allora non passarete più da queste parti?”Domanda Elio trattenendo due lacrime ostinate che non vogliono saperne di tornare indietro “No.Stammi bene “Lei sorride timidamente. E poi se ne va.

Tutto può il danaro. Non è vero quello che dicono gli illusi o gli incapaci. Lui aveva tanti uomini che dipendevano dai soldi che elargiva a destra e manca per l’affare delle bambine. Non ci vedeva nulla di male erano bimbe nate in zone poverissime del paese. Lui pagava i genitori , pagava i suoi uomini perché andassero a prendere le piccole, e poi ammazzassero mamma e papà, di modo che i soldi gli ritornassero indietro. Carne fresca, pura, immacolata.Amava sfiorarle e toccarle. Per puro divertimento il suo braccio destro, Franco, gli aveva consigliato di mandare per l’ultima missione quel vecchio occhialuto rincoglionito che fungeva da autista e altri lavoretti. Un tempo lavorava con una donna ed entrambi erano una specie di leggenda, una cosa simile. Sai,anche le leggende invecchiano e spariscono.

“Hanno fatto un grande lavoro,vero?”Chiede Franco.

“Certo, assolutamente.”Riccardi si accende il sigaro, l’altra sua passione. “Intendi eliminarli?”

“Forse,ma sai..Lui è un bravo autista.Non so,che dici?”

“Non lo so,ma lei…Ho visto come guardava la bambina. Forse ha capito”

“Ah,si?Fammi pensare,ho messo del celophan sul pavimento. I miei uomini la fuori sono armati fino ai denti.  Mi sa che non intendo farli vivere a lungo, ma voglio divertirmi un po’.Sai, non te l’ho mai detto, ma per colpa di quella donna e di quel bastardo, ho perso un fratello. Tanti tanti,tanti anni fa”

“Il piccolo educatore di lesbiche?”Ride Fabrizio

“Si”Risponde il milionario. Un piccolo dolore ,il peso della mancanza di un fratello tanto amato.

ALLE SPALLE I FEDERALI,IL TUO NOME SUI GIORNALI

Pancho e Lefty

La villa è presidiata da un folto numero di scagnozzi e tirapiedi di Riccardi. Brutto affare,bruttissimo. “E quindi?”La donna vuol sapere che piano ha in testa lui.

“Niente,mi conoscono.Entriamo tranquilli ok?” Lentamente si avvicinano al cancello, pronti a fare fuoco su quella mandria di teste di cazzo.

“Ehi,puffo quattrocchi,dove caz..”Il palestrato der tufello non finisce la frase. Un proiettile gli fracassa il piede sinistro.

“Odio i puffi”Mormora lui

Gli altri lo fissano immobili.  Una mano pronta ad estrarre le pistole. E sudore freddo sulle loro fronti.

“Oggi è una bella giornata,non vi conviene rovinarla”Dice la donna.  Entrano in giardino e si dirigono verso lo studio del padrone di casa.

“Hanno sparato a un nostro uomo”Franco informa Riccardi.  Brutto affare. Bruttissimo.  Daniele e Laura entrano nello studio

“Avanti!Avanti! Che piacere rivedervi” il milionario si alza dalla sua scrivania e corre incontro ai due.

“Celophane?”Domanda Laura ”

Si,stavamo facendo dei lavori ..Sai imbiancare la casa,sistemare..Franco,anzi!Una cosa: ”vai a chiamare gli operai,che devo pagarli! “,Riccardi sorride a Laura”ogni lavoro va pagato ,no?”

“Certo”Taglia corto Daniele. I tre si siedono ai rispettivi posti.  Riccardi da dietro la sua scrivania tamburella nervoso sul legno. I due lo fissano impassibili.  “Avete detto qualcosa?”Domanda il milionario “

“No”Rispondono in coro i due.

“Bella giornata oggi. Dicono sia la più calda …”Riccardi lancia un’occhiata furtiva verso il corridoio

“Si,dicono sempre così”Risponde distrattamente Laura, sente dei rumori. Voci concitate, anche se faticosamente trattenute.

“Perfetta per un giro fuori città”Interviene Daniele, fissando Riccardi, ma toccando leggermente Laura. Come per dire:”Tieniti pronta”

“Quando ero piccolo,in giornate come queste io e mio padre prendevamo e andavamo a pescare.  C’era sempre mio fratello”

La voce del padrone di casa ha un leggero cedimento.

“Aveva un fratello?”Chiede Laura

“Si, ma è morto”Risponde cupo l’uomo

“Dispiace”Aggiunge Daniele.  Sono decisamente tanti quelli che son in corridoio.  Nello studio entrano Franco e altri quattro uomini, vestiti da operai.  Laura e Daniele si rilassano

“Eccovi ,qui! Dovevo pagarvi per quel lavoro” Riccardi si alza dalla sedia e va incontro ai lavoratori.  Proprio in quel momento Daniele e la sua collega sentono una scossa sul collo e cadono per terra.  “Ben fatto”Dice il milionario mentre prende a calci i due. “Tirateli su,tirateli su,avanti!” Grida Franco. L’uomo e la donna sono mezzi tramortiti e a fatica stanno seduti.

“MA GUARDALI,GUARDATELI TUTTI!QUESTI SONO GLI STRONZI CHE HANNO AMMAZZATO MIO FRATELLO” Altro giro di pedate e sputi ai due di nuovo per terra

“Tirali su”Ordina Riccardi  Malandati,ma ancora vivi Daniele e Laura fissano con odio i loro aguzzini

“Una domanda ,prima di morire,posso fartela?”Chiede la donna

“Certo,è una sorta…Di ..Come si dice?Ultimo desiderio?”Ridacchia il boss “Si,esatto.Quindi posso?”

“Fai”

“La bambina…”

“Bambina?Bambina?Uh….quella.Ah,certo ti accontento subito! Se le avessi dato l’opportunità di crescere,bè..Sarebbe diventata una grande pornostar…Se!” L’uomo ride e con lui i suoi scagnozzi. Daniele vede l’amica cadere a pezzi,distrutta dal dolore.

“Sai una cosa?”Chiede Daniele

“Cosa?”

“Prima quando lei ti ha chiesto se poteva farti una domanda…”

“Prima di morire,lo so..E allora?”

“E allora?”Domanda ridacchiando Daniele

“Già,e allora?”Ribatte duro Riccardi

“Non si riferiva mica alla sua o mia di morte,sai?”Daniele sente la rabbia ridere nel suo sangue,è tempo di massacro.

“E di chi allora?Della mia?”L’uomo ride sbruffone

“ESATTO!”Gridano alzandosi di scatto i due.  Con le gambe sinistre gettano violentemente le sedie contro gli uomini alle loro spalle . Che rovinano pesantemente a terra. Nel frattempo colpiscono violentemente al volto Riccardi che vola dietro alla sua scrivania. Daniele afferra la lampada sulla scrivania e con la base maciulla la faccia di uno dei finti operai. Poi afferra al volo la pistola e spara contro gli uomini rimasti dentro allo studio. Sangue,cervelli,vite che si spiaccicano tutto intorno sui muri e sul pavimento celophanato. Franco in terra spaventatissimo e tremante ripete “nononono” “L’hai toccata anche tu?”Chiede Laura

“No,è stato quel verme!Quel…”La testa del tirapiedi si spappola sotto i colpi della mazza da golf nelle mani della donna.

“Non sapevo che tu giocassi”

“Era la prima cosa che mi è capitata tra le mani” Faticosamente Riccardi si sta alzando,aggrappandosi alla sua scrivania.

“Ah,capo…Grazie per il lavoro,ma sai..Vorrei cominciare una nuova vita … Quindi:Ti licenzio!”Esclama Daniele mentre dà un calcio a una pistola abbandonata sul pavimento . L’arma vola verso la mano sinistra di Laura che la prende al volo e spara tutto il caricatore contro il viscido e squallido assassino di bambine

“Non è ancora morto?”

“No,voglio che senta cosa ho da dirgli. Mi senti,vero?”Chiede lei Riccardi tossisce vomitando sangue.  “Mi fa piacere ucciderti,mi fa molto piacere.Così come ci ha fatto piacere uccidere tuo fratello. E quelli come te” Dopo di che,i due sparano alla testa di Riccardi.

“E ora?”Domanda lei “

“Ci salutiamo qui o preferisci dopo?”

“Non lo so,hai una sigaretta?”Chiede Laura

“Si..Ehi ragazzi!Là fuori!Stiamo per uscire, vi avvisiamo. Che intenzione avete?”Urla Daniele

“Non lo so signore,lei che dice?”Ribatte con voce tremante un giovane scagnozzo di Riccardi.

“Ti piacciono i tramonti?”Domanda Daniele

“Tramonti?”La voce del ragazzo è quella di chi non riesce a comprendere il senso della domanda

“Si,tramonti.A molti piacciono. Io li ho sempre detestati,mettono una tristezza!Sai,tipo una fine malinconica,e tanto compatimento.Nessun tramonto per gli eroi,non lo meritano .E sai ragazzo?Io e questa donna siamo stati degli eroi.”

“Come vuole lei signore.Vi aspettiamo”

“Ok,ragazzo e scusami se ti ammazzerò ok?”

“Ok” Daniele guarda Laura in faccia e vede scorrere tutta la loro vita. I sorrisi, le risate, i sogni e illusioni ,il sangue,la morte,la miseria umana.

“Un piacere per me “Dice lui sorridendole

“Anche per me”Risponde lei. Si guardano per altri secondi,come per fermare il tempo e rammentarsi di ogni singolo secondo passato insieme

“Stiamo arrivando!” E avanzano verso la morte. http://www.youtube.com/watch?v=_nksp7zjrYE

sulle note di questo splendido pezzo,ora immaginateli.Sono due, sono anziani e malridotti  Fuori ci sono tanti, troppi ragazzi armati fino ai denti. Eppure loro avanzano. Daniele carica la sua pistola, Laura fa lo stesso  , Lei mette una mano sulla spalla del suo amico e stringe.  Lui la guarda e sorride. Non hanno bisogno di parole,non l’hanno mai avuto. Lei pensa alla bambina,che le corre incontro:”Mamma!”Dice  E poi a casa con Paola, una vita normale. Una coppia ,una famiglia. E Daniele sarebbe stato un ottimo zio. Il rimbombo frastornante di uno sparo il dolore all’orecchio destro.  Lei ride e avanza velocemente contro il ragazzo che le ha sparato. Lui trema, lei spara gettandolo sul pavimento. Altri colpi. Pezzi di muri come schegge. Niente può fermarli. Sente male per tutto il corpo si gira e vede Daniele pieno di sangue, sta cadendo. Lei lo afferra al volo, lui la guarda. Lo sguardo di un morto che continua a camminare. Si rimette in piedi. I nemici nervosi urlano, strepitano. Loro avanzano.Colpiscono gambe, braccia, teste, e ridono,ridono,ridono. La sentono, lo sanno, la vita sta finendo, è l’ultimo giro di giostra e allora ,  cazzo , che sia un giro memorabile. Scendono le scale sparando sui nemici che arretrano,inciampano,proiettili li bucano,pallottole gli squarciano,ma Daniele e Laura sono ancora in piedi. I divani rilasciano piume per aria,i vasi si sgretolano,un uomo colpito da Daniele frantuma la vetrata del soggiorno e vola fuori tagliato e con un grosso buco nello stomaco. I pochi sopravvissuti sono in giardino davanti alla piscina. Daniele e Laura si fermano sui gradini che portano all’entrata in villa. Fermi,immobili,respirano faticosamente,con calma l’uomo prende una pistola da terra e la passa alla collega “Grazie”Mormora lei “Finiamo questo lavoro,odio lasciare le cose in sospeso” Con la pace e la tranquillità dei giusti prendono la mira. I nemici sono disorientati,spaventati,annichiliti

“Ti avremmmo invitato ogni week end,sai?E avrei cucinato per te,amico mio”Dice Laura

“Tu avresti cucinato?Preferisco morire allora!”Ride tossendo e vomitando sangue lui

“Cretino “Ribatte sorridendo lei. Poi il rumore degli spari e le grida dei nemici scuotono il cielo e fanno tremare la terra.

Epilogo

Seduti sui gradini,  il braccio destro di lei sulle spalle dell’uomo. Li troveranno così. Come troveranno nascosti in villa dvd delle violenza che Riccardi, il noto ricco filantropo protettore dei poveri,girava nella taverna della villa. La cosa strana,davvero inspiegabile e che per giorni riempirà i pensieri del commissario Landi,non è solo la gratitudine per aver fatto quello che ogni uomo di giustizia vorrebbe fare,ma sono i sorrisi sul volto dei due cadaveri.

I sorrisi più innocenti,candidi,puliti,onesti che lui abbia mai visto in vita sua.

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