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la vergogna

27 Lug

Giunto a metà  frase, Matteo, si bloccò.  Sulle prime non capì. Controllò il post, niente. Le solite cose, le sue classiche invettive contro quei dannati rifugiati, il sostegno a un prete che pretendeva il rogo per i gay. Tutto regolare. Rammentò persino di aver difeso quel bravo padre italiano che volle difender dalla sgradevolezza di aver dei disabili psichici, termine orribile, chiamiamoli : pazzi da legare, come ospiti nell’agriturismo dove costui passò le sue tanto sospirate vacanze. Per i figli! I bambini! Mica perché i pazzi andrebbero cotti con l’elettro schock! No, noi siamo civili.

Eppure, Matteo, continuò a non capire. Rilesse il post fino al punto in cui si bloccò.  Gli parve tutto giusto e sacrosanto. Pane al pane, vino al vino, linguaggio diretto e semplice che la sua gente doveva capire.

La mia gente. Al solo pensiero sentì, avvertì, fortissima una fitta al cuore. Tanto forte che si spaventò e pensò a un attacco cardiaco. Invece no, il cuore continuava a far il suo mestiere. Bravo cuore settentrionale che fa il suo lavoro.

No, non fu quello a farlo star male. Si alzò dalla scrivania e si avvicinò alla finestra. Osservò la strada sottostante. Il bar dove tutte le mattine beveva il suo caffè. Veloce, rapido, ma con sempre una battuta sui neri o sui gay per far ridere gli avventori

“E quelli ridono delle mie battute!”

Di nuovo quella fitta, potentissima e dolorosa. Ma da dove partì e cosa colpì? Non il cuore, il cervello.. Cosa?

Si recò a letto. Si distese sul materasso e si abbandonò a un riposo salvifico, o almeno così si augurò.

“La mia gente, le mie battute, i miei interventi quotidiani “pane al pane, vino al vino”

Il pensiero di queste cose lo tormentò tanto, che si alzò dal letto. Niente riposo, non riusciva a riposare. Decise di uscire e di far colazione al solito bar.

Finalmente in strada! Si diresse quasi correndo verso il suo solito bar.  Eccoli i suoi tanto amati avventori, che ormai conosceva benissimo.

“Uela, eccolo qua il Matteo! Hai visto?Altri pesci africani sul fondo del mediterraneo” Sorrise soddisfatto il barista

Matteo non apprezzò quella battuta.  Pesci africani?  Si trovò, stupefatto, a pensare che quel barista fosse proprio un pirla.

Ricordò le immagini dell’ultima barca affondata, le parole sommerse nelle lacrime, di una giovane donna che perse i genitori, il marito e la loro unica piccola figliola.

Persi, non come oggetti , che poi magari vai all’ufficio oggetti smarriti e li ritrovi. No. Persi nel senso di morti. Provò una stranissima cosa per quella donna:  empatia.

Fu così spontanea e prepotente, che non seppe nemmeno come spiegarsela.

Seppe solo che lo colse il bisogno forte e sincero di andar ad abbracciare l’africano che stava, con la sua misera merce, là fuori da anni. E da anni umiliato e offeso in tutti i modi.

Sulle prime l’uomo fece resistenza, poi accadde qualcosa che stupì entrambi

Matteo pianse e chiese scusa.  La supplicò quasi, sta scusa.  Il giovane nigeriano si commosse e rispose con fraterna dolcezza: “ Va tutto bene amico”

Matteo, improvvisamente, capì. Vergogna. Pura, profonda, giusta e necessaria. 

Per ogni pensiero e parola spese ad alimentare ignoranza e paure, per il danno che lui fece al paese e agli abitanti. Un paese dove delle madri reputarono giusto prendersela con la direzione di un centro estivo per l’infanzia, in quanto, tra i lavoratori, vi era un rifugiato. Provo schifo e vergogna per quel padre che reputò disdicevole passare le vacanze in un campeggio avendo dei disabili come vicini. Provò schifo e vergogna per lui, per le scemenze scritte solo per alimentare quel clima di paura, piccolo e disgustoso odio verso l’altro. Si sentì male di fronte a quel matteo disgraziato e sciocco, lui -si rese conto- non era così, non volle mai più esser così. Ecco che furono tutti quei piccoli disturbi di quella mattina. Vergogna, che arrivò a salvarlo, come ultima e preziosa redenzione.

Così inspirò tutta quella brutta atmosfera di frasi idiote e scritti deliranti e li espirò con violenza,allontanandole da sè e dal mondo.

Poi, leggero e in pace con sè stesso e il mondo, ritornò al bar. Guardò tutte quelle persone. Comprese la loro infelicità, si arrabbiò per quanto fatto a loro, sarebbero stati cittadini anche dotati di umanità e buon senso, se lui non li avesse spinti sulla strada facile dell’odio facile e meschino.

“Io mi vergogno. Mi vergogno di aver collaborato a render voi e il paese, peggiore di quanto sia in realtà” Tutti lo guardarono meravigliati, straniti, basiti

Ma cosa dice…

Poi, uno a uno, sentirono uno strano, ma potentissimo dolore. Non venne dal cuore, non fu la testa….

 

 

IL PRANZO

6 Mag

 

 

“Hai visto Laura?”Chiedi a Guido, tuo cognato.

“No,ehm…mi pare che sia uscita per fare una telefonata”Risponde svogliato . Sta seguendo un incontro di calcio in tv. Non l’hai mai sopportato , mai.  Il classico pirla che non si lascia sfuggire nemmeno una partita  scapoli e ammogliati del Burundi.

In cucina senti le voci delle tue sorelle, di tua madre. Sono sempre allegre quando si tratta di organizzare questi stupidi pranzi annuali. “Fa bene alla famiglia. Ci aiuta a rimanere uniti”,  ama ripetere tuo padre.

“Laura non c’è, è andata via!”Ridacchi,come è possibile che ti sia venuto in mente questa canzonetta. Non sei un tipo che si preoccupa per tutto, ma non è da lei allontanarsi così.

“Forse è arrivata quella telefonata..”Ecco,la faccenda del figlio. Ti mette a disagio, vorresti dirle la verità su tutta quella storia, ma come fai? Lei non fa altro che parlare del bambino tutto il giorno. Tutti i giorni , le settimane,gli anni. Non può averne e per lei è un’ossessione. La vedi come ci rimane male quando le sue amiche, tutte,hanno partorito. Come vorrebbe essere al loro posto.

I bambini in casa ridacchiano e canticchiano una vecchia sigla tv. “Come fanno a conoscere Il Pranzo è Servito?”Forse tua sorella minore,quella che da anni deve scrivere Il Libro dei Libri che sconvolgerà la storia del cinema e nel frattempo fa da anni la commessa scontenta in un supermarket, ha fatto vedere ai mocciosi delle immagini da youtube. Visto che ci passa le giornate.

Velleità, ma anche tu ne hai avute. Ti viene un nodo alla gola. Tutti e tutte lì in quella casa hanno dei lavori,anche lavoretti, tutti tranne te. La fabbrica ha chiuso. Sei sceso dal tetto con gli altri e dal momento stesso che avete messo piede a terra, hai detto bye bye  al tuo lavoro. La crisi certo non ti ha aiutato, nemmeno spendere cifre da capogiro al videopoker. Non hai detto nulla a Laura, non ti pareva il momento giusto.

“A tavola!” Tua madre con la sua pettinatura anni trenta, un golfino di lanetta lilla,i zoccoli ai piedi,la sua gonna nera e il grembiule bianco, truccata come se andasse a una sfilata , annuncia lieta la buona novella: si mangia!

Getti distrattamente un’occhiata alla porta , che si trova alle tue spalle, chissà perché senti una sorta di terrore che ti stringe lo stomaco..Sciocchezze

Immancabili le lasagne. A tua madre piace esagerare con il sugo di carne. Un sapore unico ,però, te ne sei sempre lamentato con Laura. Lei non è portata per la cucina, non tanto quanto fare esercizi ginnici.

“Natale torrido ,questo” Dice Guido.

“Uh,si terribilmente torrido”Conviene la giovane cassiera  Maria

“La fine del mondo, ho sentito dire.” Sostiene tuo padre. Quanto ama le teorie fatte da miliardi di cospirazioni  e complotti. La sua fissa è quella della fine del mondo.

“Come va il lavoro?”La voce di tua sorella maggiore, Claudia che ti siede di fianco,(quello destro), ti distrae per un secondo dai tuoi pensieri.

“Sto cercando,non è facile.”Tagli corto. In realtà non cerchi da un bel po’. Ti limiti a perdere vergognosamente i soldi alle  macchinette.

“Anche da noi non è un bel periodo. Sai che lavoriamo da tre mesi senza percepire stipendio…Si dice così?”Chiede Claudia a Maria che siede davanti a te.

“Si,si. Penso..”Non ama distrarsi quando mangia.

“Pensiamo di vendere la casa in montagna. Ci costa troppo,sai?”Dice Guido

“Avete trovato dei compratori?”Chiedi , solo per cortesia, a tuo cognato.

“Non ancora”

“Sono  brutti tempi. Non come… Ti ricordi Papà quando eravamo giovani?”Domanda tua madre al vecchio.

“Si,come no! Ero un piccolo campione del tennis. Mi divertivo. No, oggi la gente non si diverte… Tutta quella violenza!”Risponde l’uomo

“Già,troppa violenza”Interviene  Francesco , il fidanzato di Maria. Eterno fidanzato,eterno genio incompreso del sax.

“E per giunta in famiglia!”Esclama teatralmente tua madre

“Si,ho letto … Quando?Ieri non sono andata in edicola, quando..Ah!  Venerdì !  Dicevo:ho letto di questa tizia uccisa dal marito. Femminicidio,dicono oggi. Poi lui ha sparato anche ai figli Una tragedia!” Interviene Claudia.

“No,oggi potrebbero essere i tuoi famigliari stessi responsabili della tua morte. Mariti che ammazzano le mogli, madri che uccidono i figli … Una tragedia”Continua la mamma

“Si non siamo più sicuri da nessuna parte. La crisi ci  ha portato via anche la sicurezza famigliare” Dici tanto per dire.

Silenzio. Nessuna risposta. Ti osservano tutti.

“Dovrò cercare Laura …”Fai per alzarti..

“Ma non mangi il secondo?Il piatto clou del nostro pranzo!”Dice con un tono stridente e gioioso tua madre.

“Mettimelo via. Una fetta per me e per Laura,quando la trovo …”Non finisci la frase

“L’hai già trovata” Ti dice Maria

“Come?”

“Si, l’hai già trovata … Nel piatto!” Sorride cattiva lei.

Tu per inerzia guardi con orrore il piatto di lasagne davanti a te … Il sugo?

La risata collettiva dei tuoi parenti gioiosa,allegra,contagiosa,elimina dal tuo cervello quel sciocco pensiero. Maria , fin da bambina, amava parlare per paradossi e provocazioni. Ti aggiungi anche a te alla risate. Per un momento sei contento di trovarti con la tua famiglia. Certo avete avuto in passato dei problemi,ma ora …

“Ahhhhhhhhhhhhhhhh”Senti l’urlo uscire dalla tua gola e vedi tuo nipote Paolo di 4 anni che ride mentre preme con la sua manina la forchetta  nel dorso della tua mano sinistra

“Pappa!Pappa!”Ridacchia il dolce pargolo

Vedi un pugno, il viso del bambino,l’impatto con il naso,qualcosa che si rompe e il corpicino che vola lontano dalla sedia. Sei stato tu a colpire tuo nipote? “Scusatemi! Scusatemi ve ne prego! La crisi…Ho perso il lavoro e forse anche mia moglie,scusatemi..MA MI CAPITE ?SIETE LA MIA FAMIGLIA!”Vorresti dire questo. Non ne hai la forza. Non capisci più dove ti trovi.

 

Ti senti afferrare alle spalle, tua sorella e tuo cognato ..Han paura che tu possa ammazzare il loro bambino?Questo temono?Stai per rispondere che non vole…

Il dolore è fortissimo! Tua sorella ti sta azzannando la spalla destra. La colpisci duramente con il gomito in faccia. La vedi cadere prima sul tavolo e poi afflosciarsi a terra.

Senti i tuoi piedi che ti spingono indietro verso il grande divano a L, (fa tanto film porno amatoriale quel cazzo di divano),mentre i commensali si alzano in piedi rimanendo fermi ai loro posti. Ritmicamente con i le forchette e i coltelli battono sul tavolo

 

“Vieni a tavola,bambino! Non abbiamo ancora finito di mangiare”Ti dice tua madre

Claudia si alza da terra,lentamente e ti sorride mostrando una lunga fila di denti affilati..Non fai in tempo a chiederti che succede che lei ti è subito addosso. Cadete sul divano. Senti il suo corpo sodo e forte ,le unghie che ti graffiano il viso,i suoi denti che lacerano. La tua mano destra cerca qualcosa…qualsiasi cosa… La statuetta di ferro del fottuto toro che piace tanto a tuo padre. Eccola! Afferrata!

Vedi la tua mano e la statua colpire duramente alla testa Claudia. Sangue,ossa,materia cerebrale Poi come se fosse una dannata molla che non riesci a controllare il tuo braccio si alza e si abbassa colpendola ripetutamente al viso. Spappolandolo

Ti alzi ridendo. Ora siete tutti fermi. Loro si lanciano occhiate,come decidere chi deve  colpire per primo.

Sei così distratto da non vedere il piccolo Paolo muoversi velocemente a  gattoni ,avvinghiarsi alla tua gamba sinistra mordendola. Lacera i tuoi jeans e ti graffia leggermente

Lo colpisci come hai fatto con la madre Ormai la statuetta è completamente coperta dal sangue e dalla materia cerebrale delle tue vittime.

“Nooooo!Sei pazzo”Urla Guido gettandoti furiosamente contro di te armato di forchetta. Senti le punte infierire sulla carne martoriata della tua spalla sinistra. Prendi la sua mano,con disperazione .Gir i la forchetta contro la sua gola e poi…Lo spruzzo di sangue caldo ti fa capire che anche lui è sistemato.

Cosa succede?Ditemi che è un sogno.!

La piccola Cristina piangendo il fratello e i genitori morti si muove contro di te. Il tuo braccio scatta trovando il piccolo cuore della bambina come bersaglio. Lei cade con la forchetta piantata nel torace.

Francesco e Maria si avventano su di te. Con fatica scappi sulle scale che portano alle camere e al bagno. Francesco ti blocca prendendoti ai fianchi. Cadete. Ti giri . Lui si alza per colpirti con il coltello Tiri una pedata fortissima al suo viso. Lo senti frantumarsi sotto i tuoi anfibi. Vedi il cadavere cadere  Prendi il coltello e scappi  Sbatti contro il corridoio prima a destra poi a sinistra.  Raggiungi il bagno.

 

Maria urlando ti fa cadere nella vasca. Tenta di sbranarti il viso. Tu la colpisci più volte con il coltello

Urli,ridi,piangi e colpisci. Colpisci,colpisci,colpisci.

Silenzio. Dove sono mamma e papà?

Ti alzi a fatica ,sposti il cadavere della tua piccola sorella,che sognava di diventare una  grande scrittrice, e stancamente ti dirigi verso la cucina

Loro sono là,seduti ai loro posti. Stringi fortissimo il coltello nella tua mano. Capisci che stai sorridendo. Un sorriso cattivo

 

“Non abbiamo ancora finito di mangiare”Dici mentre ti avvicini ai tuoi genitori.

 

“Orribile massacro oggi a Nova Milanese, Stefano Rossi, un disoccupato di  47 anni ha sterminato la famiglia riunita a tavola per un rituale pranzo famigliare domenicale. Sbigottiti vicini,amici,parenti,che non sanno spiegare l’insano gesto. L’uomo continua a dire che i suoi famigliari, incredibile,hanno tentato di sbranarlo..Ma la polizia esclude questa pista,confermando che sia l’ennesima tragedia della follia e della crisi….Torniamo tra poco,con le immagini dello scudetto vinto dalla….”

 

LA BANDA KOLK

27 Gen

 

 

 

Non è umano…Non è umano”Mormora il camerata Mariani,mentre inciampando e stando appena in bilico cammina per Milano.Quello che ha visto fare quella notte al prigioniero è qualcosa che non si sognava neppure si potesse immaginare o fare.Non umano,anche nel senso di crudeltà umana.La sua mente sconvolta pensa al viso di Kolk,la trasformazione quando ha abbandonato ogni aspetto fisicamente umano per diventare altro…Cosa?Non vuole ricordare,pensa che non potrebbe resistere di nuovo alla visione di quel mostro infernale,quella creatura delle tenebre che ha preso il posto del camerata Piero. Gli altri si erano fermati in silenzio due secondi,che parvero durare un’eternità al povero Mariani,per guardarlo:visi spenti,inespressivi,insoopportabilmente pallidi.E gli occhi?Vuoti.Eppure lui in quei due secondi ha visto l’inferno come dovrebbe essere veramente e loro una banda di demoni.Assetati di sangue e di carne umana.Tra le mani brandelli del corpo del malcapitato prigioniero.Augusto palleggia tranquillamente con la testa del defunto.Eppure si sono fermati e l’hanno guardato.

“Non mangi?”Chiede delicatamente Kolk.Gli porge con gesto autoritario una parte del cuore del prigioniero.Mariani vomita.

Ora fuori nella notte che soffre di solitudine per via del coprifuoco,il giovane camerata vorrebbe solo tornarsene a casa.Scrivere al Partito affinche lo mandino da qualche altra parte.Qualsiasi altra parte,anche combattere contro i ribelli.Lui è sempre stato un camerata assai virile e coraggioso,mai temuto la pugna,la battaglia,la guerra.Ne ha torturati di comunisti e oppositori.Mai un passo indietro.Eppure,eppure ora che ha visto come è fatto il diavolo e che le porte dell’inferno sono state aperte,una primitiva paura si è impossessato di lui.

“Francesco”Un sussurro.Debole ,ma comprensibile.Mariani si gira per vedere se qualcuno lo stia seguendo.Ombre sconosciute,improvvise,qualcosa si muove,ma non riesce a comprendere se sia vero o immaginazione.La paura freddissima,gelida,comincia ad avanzare dalle gambe,fino alla testa.”Francesco” di nuovo quella voce.Un sussurro che taglia la notte placida della città sotto assedio.

Il giovane fugge,senza direzione,inciampando e cadendo,alzandosi faticosamente.”Camerata Mariani”,”Francesco”,”Vieni a mangiare con noi”,”Non scappare”,tante voci che lo raggiungono come pugnalate alle spalle.Chi parla?Di chi sono quelle voci.

Vorrebbe gridare aiuto.Una caserma dei carabinieri,o della polizia.La sua fuga disperata e senza senso gli ruba solo energie.Ormai è stanco.

Si inginocchia in mezzo alla strada.Aspetta con terrore la sua fine,non può fare altro.Pensa di sfuggita a quante volte abbia riso mentre avvicinandosi a un condannato a morte ci metteva tanto tempo per sparargli in testa.Tanto che quello piangendo spesso supplicava che gli sparasse,basta con quelle sofferenze.E lui rideva.

Ora sa che non c’è proprio un cazzo da ridere.La notte è tornata normale.Niente voci,nessuna presenza.Il suo respiro affannoso e rotto,si normalizza.Nessuno in giro.Quanto è stato stupido.Ride,ride,ride forte,nervosamente.Quando sta per alzarsi è accecato dalle violentissime luci di due fanali e poi sente le urla bestiali e le risate sataniche dei ragazzi.La banda è lì,ed è tutta per lui.

Mariani si rialza e corre di nuovo.Dove andare?Non lo sa.Non riesce a pensare.

Dietro di lui l’automobile si avvicina sempre di più.Loro urlano come bestie. Ruggiti bestiali dell’oltretomba.Con il tallone sente di aver toccato la macchina,sono lì.Poi una mano esce dalla portiera posteriore,lo afferra e lo trascina dentro all’abitacolo.

Il silenzio cade pesantemente,come se non fosse successo nulla.

 

 

1

Le acque del lago hanno il potere di calmare la mente di Ettore.Fuma una sigaretta distrattamente mentre pensa agli ultimi giorni.I ribelli sono in montagna e non accennano non solo a fermarsi,ma anche a diminuire.Rammenta che solo pochi anni prima la maggior parte degli italiani si era piegata al volere del Partito.Che giorni di festa spensierata,che ardito sentimento patriottico e che tempra guerriera avevano dimostrato gli Italiani. Un popolo sempre sbeffeggiato e umiliato alzava la testa con orgoglio,onore,coraggio.Altri giorni e tempi,Ettore non ama nemmeno vivere nel ricordo e nel rimpianto.Robe da donnette.E a proposito di donnetta,eccolo arrivare:Alessandro.Anzi,il conte Alessandro.All’interno del Partito tutti erano,anzi sono camerati e basta.A parte chi ricopriva un ruolo di grossissimo prestigio.Però nessuno ostentava il suo titolo nobiliare o altro.Tranne quel maledetto Alessandro.

“Camerata”La mano alzata distrattamente.Un saluto che nulla aveva di cameratistico e fiero,ma un gesto pigro e donato quasi per pietà al suo “inferiore”

“Conte”Risponde alzandosi in piedi e facendo battere i tacchi dei lucidissimi stivali

“Per favore,per favore.Il ticchettio non lo sopporto.I rumori mi danno noia”il Conte fa una delle sue notissime facce schifate.Poi si sistema meglio sulla sedia esposta fuori al rinomato bar con vista sul lago. Manco fosse l’oceano pieno di meraviglie marine.

“Uhm,giornata nuvolosa.Come sempre,eppure non fa freddo.Lei ha visto se hanno pulito codesta sedia?No,perchè ho un vestito nuovo…”

“Dite conte,volevate parlare con me circa..”Ettore lascia a metà la frase per permettere al camerata Alessandro di arrivare dritto al sodo.

“Oh,quanta fretta.Quanta fretta,aspetti!Prima beviamoci qualcosa.So che qui i cocktail sono buonissimi.Sa,a me piacciono molto quegli ombrellini.Ha presente quelli che mettono nel bicchiere…”

“Si,si,sentite sono dispiaciuto di interromperla:ditemi perchè mi avete fatto chiamare da Milano.Sapete che le strade ormai sono pericolose?Pensiamo che i Ribelli scenderanno, dopo questo inverno , dai loro rifugi.Dunque…”

“Scendano pure.Vengano.Illusi,come se poi a loro lasciassero ricostuire la Nazione.Non credo cambierà nulla.Qualcuno, che è stato fermo una settimana in montagna a giocare all’alpino, finirà nel nuovo governo voluto dai vincitori:americani e inglesi.Non serviamo più ormai.Anzi,voglio precisare:serviamo ancora,ma non in queste vesti.Non più.Peccato,sa?Tuttavia è inevitabile.Dobbiamo preparare un bel funerale”Conclude con amarissima ironia il Conte

Ettore vorrebbe ammazzarlo lì,seduta stante.Frocio di merda.Rotto in culo,busone,culattacchione,ricchione,che non sei altro!Lui era entrato nel Partito perchè attratto dalla perfezione delle Parate,per la bellezza delle divise,per l’estetica che l’architettura di Regime sapeva dare alla Nazione.Era colto,almeno così sosteneva Ben.Lo diceva il capo e allora andava bene per tutti.Ma quando mai aveva preso azione?L’aveva mai visto malmenare qualcuno?Ah,no…L’Ovra aveva riferito che spesso andava nei carceri,quando c’erano interrogatori contro i detenuti politici perchè amava sodomizzarli.Per pura passione sessuale e fedeltà al partito.Eccolo il portavoce del governo,l’uomo a cui affidavano la Propaganda Popolare.

“Un funerale?E per chi?”Chiede trattenendo malamente la rabbia il Camerata giunto da Milano

“Kolk”Risponde serissimo il Conte

“Kolk?Ancora lui?”Domanda stupito Ettore

“Lo conoscete?”

“Lo avevamo trasferito dalla capitale..”

“Noi?Noi abbiamo fatto trasferire Kolk?Oh,forse sono stati i nostri padroni,anzi scusi:Alleati,o meglio Alleati Padroni,a farlo allontanare dalla capitale?”

“Non importa.Non comprendo nemmeno questo tono,caro camerata!Noi stiamo ricostruendo con fatica la Nazione,che qualche vile e traditore sta consegnando agli americani.In ogni caso,non voglio perdere tempo…io schifo il disfattismo!Dicevo?Ah,si:Kolk.Lo allontanarono da Roma,per via di una brutta storia di spaccio di cocaina e alcune rapine fatte passare per azioni di guerriglia partigiana.In realtà ha svaligiato diverse case di alti gerarchi del Partito e dei nostri Alleati.Hanno pure violentato diverse dame,donne rispettabilissime dell’alta borghesia nobiliare e ponteficia.”

“E lo hanno graziato?”

“Si,è pur sempre l’uomo che ha arrestato il generale Caracciolo.Se non rammento male”

“Uh,si!Avrebbe dovuto assistere a che razza di gioia scomposta il Ben si è lasciato andare.Tuttavia,perchè le parlo di questo Kolk?Perchè a Milano ha ucciso due persone :un ragazzo e una giovane donna incinta.Stava dando la caccia a un ribelle e si è messo a sparare come un coglione per strada.Ammazzandoli”Conclude il conte

“Un grave danno per il Regime .Sopratutto in questo momento”Sottolinea amaramente Ettore.

“Si,vogliamo morire da vergini.Come se durante questi anni non siamo vissuti come animali in branco,assetati di sangue e scioccamente violenti.Credo che c’entrino di più la cocaina e i soldi che la banda ruba o tiene per sè.Però comprendo anche Graziano ,il suo superiore,o Ben.L’omicidio di Kolk per questo grave danno al sistema potrebbe aiutarci a vivere meglio e giungere a un accordo soddisfacente.”Il conte si alza stancamente dalla sedia e poi si allontana

Ettore rimane a fissarlo:odio e compassione per quel maledetto dandy.Poi si alza e si dirige verso il traghetto che lo porterà sulla riva opposta dove ha parcheggiato la sua automobile

“Ah,Ettore!”Il Conte lo sta richiamando.

“Cosa c’è?”Domanda il camerata

“Mi faccia sapere poi se è riuscito a ucciderlo”Dice il dandy

“Perchè?”Chiede sbigottito Ettore

“Non è umano”Sorride il conte andandosene e fischiettando allegramente.

 

Carcasse di automobili,palazzi squarciati e pericolanti,polvere e dettriti per strada,a ogni lampione di corso Buenos Aires e non solo i cadaveri putrefatti dei ribelli impiccati,spesso due o tre persone che si aggrappano ai piedi dei morti per rubare un paio di scarpe.Eppure la sera molti vanno ancora nei teatrini improvvisati a vedere tristi numeri di avanspettacolo.La risata non ti guarisce dalle ferite di guerra,ma almeno offre una piccola pausa.

Kolk ride e applaude forte,scompostamente.Spesso si diverte a ridere prima che il comico faticosamente arrivi a una penosissima battuta.Vuole che tutti sappiano:il dio Kolk è tra di loro ed è perennemente affamato.Dietro di lui siedono due tra i suoi uomini migliori:Armando e Augusto.Ridacchiano anche loro,mentre macabramente salutano attori e pubblico con le mani mozzate ai prigionieri.

“Zitti !Zitti tutti!”Tuona Kolk quando sul palco,per la disgrazia dell’arte,arriva la sua amata Tiziana.Una ragazzetta ,bizzarro incrocio tra il romanticume più zuccheroso e la perversione più depravata.Per questo piace al capo della banda di aguzzini più maledetti d’Italia.

Lei di professione fa l’amante-tutto il regime l’ha conosciuta molto bene- poi per pura cattiveria nei confronti del canto e del teatro fa la soubrette di rivista.

Il silenzio scende sulla folla di spettatori.Mentre Kolk e i suoi uomini puntando le pistole contro il pubblico sottolineano i punti da applaudire del ridicolo spettacolo .

“N

on pensavo di rivederti”Dice la ragazza mentre si strucca.

“Perchè?”chiede Kolk

“Ti danno la caccia”

“Chi?”

“Ettore”

Kolk ride forte ed allegro:”Ah,bè allora posso stare tranquillo”

“Ettore è un eroe,un vanto del nostro Partito”Ribatte lei leggermente stizzita

“Eroe?Cara,se tu potessi capire ti spiegherei che gli eroi non esistono e a ben vedere non servono.”Risponde svogliato e sdegnato l’uomo

“Cosa non posso capire e perchè?”

“Perchè sei una donna,anzi una ridicola puttanella cocainomane.Il che,nel pauperistico universo femminile,è la rappresentazione migliore.Tuttavia te lo spiego:eroe…Dunque,ah si ecco!Una bella invenzione dello stato attribuita al più coglione ed autolesionista tra i suoi imbecilli servitori,un fanatico che crolla dopo il primo interrogatorio,una nullità.Ecco cosa è un eroe.Questo è quel tuo Ettore tanto stimato.Si vede che ti paga meglio di me.Preferisco i mediocri,sai?Danno maggiore soddisfazione.I miei uomini,prendili ad esempio.Un modestissimo operaio,un piccolo burocrate, uno scrittore fallito,gente simile.La mediocrità è una virtù che possiedono solo i migliori.”L’uomo si appluade ironicamente.

“Sarò pure una donna e tutto quello che dici,ok?Comunque rimane il fatto che ti cercano e non per un trasferimento.”Chiude il discorso seccata la ragazza

“Cocaina?Bè,quella è il lasciapassare sia nel Partito che tra gli informatori e per entrare in te,no?”

“No,scemo!Non si tratta di cocaina,ma dell’altra storia.”

“Sistemata”

“Sistemata?”

“Si. Se ti dico sistemata,che significa per te?”

“Che hai ucciso un ragazzino e una donna incinta”

“Oh,certo!Mi mancavano nel mio elenco di vittime.No,dico sistemata-mia cara- perchè ho arrestato un noto intellettuale socialista.Anzi,il coglione è deceduto oggi in ospedale.Comunque ho ricevuto da Ben,dico Ben stesso,le congratulazioni.Lui è come me,ha un gusto alto per la violenza e la morte.Roba che questi alla Ettore non hanno.Non come noi,perlomeno”

“Hai un nuovo prigioniero?”

“Come?”

“Si,dico volevo assistere alla tortura di qualche prigioniero”

“Ti sei divertita l’altra volta eh?”

“Si”

“Vedi anche te che sei una soubrettina di merda,quando lasciata libera di essere veramente te stessa sei una formidabile torturatrice.Questa è la nostra natura”

“Lascia perdere i discorsi sulla natura dico:hai qualcuno o no?”

“Qualcuna”

La ragazza sorride soddisfatta

“Ah si?”

“Una tizia dei Gap”

“Una rossa?”

“Siamo tutti rossi ,se ci fanno a pezzi”

“L’hai fatto?”

“Cosa?”

“A pezzi”

“No”

Tiziana tira un sospiro di sollievo.

“L’ho lasciata per te”

La montagna è un rifugio silenzioso e amico,ma può essere anche una trappola mortale.Giovanni e Dante sono seduti su un tronco a tentare di accendere un fuoco,ma senza che si possa notare a distanza.Impresa davvero complicata.

“Non è tornata”Dice Giovanni

“No”Risponde sbadigliano Dante.

“L’hanno presa”

“O forse si è dovuta nascondere”

“Lo spero.”Una sottile lacrima scende sulla guancia del ribelle,il quale velocemente l’asciuga sperando che il compgano non l’abbia visto .

“Quante armi abbiamo?”Vuol sapere Giovanni

“Le solite.Per questo Ida è andata in città,abbiamo un compagno.Fidato”

“Si,si.Sono tutti fidati e leali,poi al primo interrogatorio!”

“Perchè?Tu pensi che un uomo si giudichi su come subisca un interrogatorio?”

“Un compagno non tradisce mai.Mai”

“Non c’entra il tradimento.Non in quelle situazioni.”

“E come la chiameresti quella spia che abbiamo fucilato oggi?”

“Quella è un’altra storia.Il Partito ce l’aveva mandata per farci prendere.Però un compagno o una compagna che viene arrestato o presa che potrebbe mai fare?”

“Non parlare”

“Siamo umani”

“Purtroppo”Conclude Giovanni.

Le armi americani e inglesi le danno tutte a quei borghesucci e nobili che giocano a fare le grandi manovre e la parate nei boschi.Non a noi rossi.Anzi,se possono darcele difettose e in grosso ritardo lo fanno più che volentieri.Giovanni parla di un grande avvenire ,come nella SSSR.Lui ci è stato.Ha fatto anche la guerra in Spagna ,con il comandante Gallo.Convintissimo che comanderemo il paese,che Ercole sarà il nostro Stalin.Mica ci credo io,invece.Combatto perchè non possiamo farne a meno.Perchè ci sono dei venduti agli Alleati di Berlino che hanno condannato la mia nazione a una serie mostruosa di barbarie.Poi ci sarà la democrazia,e quella non è roba nostra.Quella è roba di ricchi,industriali,preti.Ricicleranno anche qualche camerata,sicuramente.O li ammazziamo tutti fino alla settima generazione:famiglie intere,insomma,o qualche riciclato ci sarà sempre.Sempre.

Però io ammiro Giovanni:è forte,veloce,non l’hanno mai preso nè ferito.Una macchina di guerra clamorosa.E temo moltissimo per Ida.

Un palazzo in macerie,cadaveri abbandonati a marcire per le strade,detriti sparsi per terra testimonianza di qualche casa.Poi una donna con una carozzina.Canticchia allegra guardando la piccola creatura dentro a quel piccolo mezzo di trasporto per infanti.Tiziana con la testa appoggiata al finestrino della macchina l’osserva meravigliata e commossa.Un piccolo istante.Poi si ricorda che la sua vita è diversa e allora tenta di pensare solo all’appuntamento con la giovane prigioniera.Sorride con cattiveria.

Graziano è fermo sul molo al lago.Morire in questo modo?Con la noia di questo paese disabitato?Con attricette,registucoli,leccapiedi e criminali?Ben è da moltissimo tempo che non si fa vedere. Kapler comanda.Ben esegue.Tuttavia rimane ancora convinto che morto il Capo non sarà del tutto finito il Partito.E perchè mai?Qualche contatto con inglesi e americani c’è stato.Il conte Alessandro ne parlava distrattamente con lui ieri sera.Quando parla in quel modo,quel birbante frociesco,vuol dire che ne sta combinando una delle sue.Si,alla fine gli viene da ridere:la morte,la bella morte!Anche quella mattina l’aveva detto ad alcuni giovani della milizia.Che poi sono dei ragazzini allo sbaraglio.Non tutti però,alcuni sono davvero dei grandi sadici e aguzzini.Però annota mentalmente che la leggenda dei poveri ragazzi di Salò potrebbe sempre essere utile.Per il dopo.

Potrà sempre trattare con i nuovi alleati,diranno che magari è colpa di Ben,anzi no!Lui va salvato .Nella memoria,almeno.E a dirla tutta non esiste un popolo come quello italiano che ha spesso grossi problemi di memoria.No,daranno la colpa ai tedeschi.

“Graziano”

L’uomo si gira:”Ettore!”

“Ciao,quindi..”

“Quindi?”

“Kolk”

“Ah,si..Perchè?”

“Ho avuto l’ordine di ucciderlo.Lui e la sua banda,poi un contrordine e ora?”

“Stagli addosso.Sai,Ben non lo odia affatto”

“Per quelle imprese da sbruffone.E la cocaina?Sai che dietro ad alcune rapine e stupri in casa di donne del Partito c’è lui e la sua banda”

“Lo so.Non ora,però.Aspetto solo come vadano le cose.Non dobbiamo correre il rischio del 25 luglio,vuoi farti processare a Verona?”

“Cosa stai aspettando?Dobbiamo essere efficaci ed efficenti al fianco dei nostri alleati e colpire a morte e con crudeltà traditori,rinnegatori,ribelli.L’arma segreta..”

“Oh,no!Ettore l’arma segreta no,ok?Almeno noi non cadiamo nella trappola delle fantasie della nostra propaganda.Cerchiamo semmai di sopravvivere non solo a questo inverno,ma anche al prossimo anno”Ribatte annoiato e inviperito Graziano.

“Cosa succede?Proprio noi?Non ci posso credere e non lo posso sopportare.Ben ci ha dato la gloria e l’impero.Non possiamo perderli!Non dobbiamo”

“Non è che non possiamo o non dobbiamo.Tu sei cattolico come me,no?Fatalità”

“Ci sono ragazzi che schifati da questa situazione si arruolano…”

“Si arruolano?E chi?Degli sfigati a cui importa soltanto di dar soddisfazione alla loro violenza,cattiveria o scemenza.Oppure gente che viene arrestata o portata con forza ad arruolarsi.Resistiamo,certo!Dobbiamo solo capire che margine per trattare abbiamo.Vedrai che noi e i nostri ex camerati ora ribelli azzurri o attendisti che dir si voglia,governeremo insieme.Democraticamente.La democrazia è la miglior forma di dittatura,credimi!!”

“Graziano.Ho combattuto in Spagna,Africa,sono stato in Grecia e non per me.Per il Partito ,la Nazione,Il Capo.Non posso accettare questi tuoi discorsi piccoli borghesi”

“Non devi accettarli e vedrai che dopo ti faremo un nostro martire.Tuttavia ora blocca l’operazione Kolk,per il momento.Ci sarà sicuramente un’occasione più propizia.”

Ettore si allontana disgustato.

 

“Bravissimi giovani!Voi siete la meraviglia di questa italia”Il conte Serbelloni già sbronzo e sotto l’effetto della cocaina brinda alla banda Kolk.

“Si,davvero dei bravissimi e sanissimi ragazzi:italiani!Eroici!Loro difendono l’Italia,la sua Chiesa,le sante donne che sarebbero violate da quei bruti della plebe!”Civetta quel troione anziano della moglie,cercando con il piede di toccare Kolk.

L’uomo non ancora trentenne,come il resto della banda,non ci fa caso.Conta il danaro.Mentre Armando e Augusto si abbuffano avidamente e Vito silenzioso osserva i due anziani debosciati e viziosi.Borghesucci che per paura di dover lavorare e vivere come buoni cittadini si sono attaccati come le sanguisughe al Partito.Non sono da meno di certi liberali e imprenditori che hanno finanziato quel movimento di teppisti per prevenire il pericolo rosso.Gentaglia,pensa Kolk

“Lei è iscritta al Partito?”Chiede stancamente Kolk a una vogliosa e patetica contessa

“Si.Mio marito ha fatto anche la Marcia,sa?”Ribatte lei facendosi passare la lingua sulle labbra,per provocare .In effetti ci riesce:Kolk ride.

“Già giovanotto.Conosco personalmente Ben e anche altri pezzi grossi.Miei carissimi amici.Ho fatto la guerra in Spagna e in Africa.Noi abbiamo un Impero,ricordi!”Esclama il vecchio conte.

“E io mi ci pulisco il culo”Mormora piano,ma in maniera udibile il giovane camerata

“Come?”Chiede basito Serbelloni

“Si.Chi ha messo in queste condizioni la mia nazione?Voi eroi.Implosi e vigliacchi.Uno scappa tra le braccia alleate al lago,l’altro scappa con il Re.Il vostro impero è crollato miseramente in una settimana e tutti i gerarchi,almeno quelli furbi,cercano accordi con inglesi e americani.Il mondo domani sarà loro.Purtroppo,anche degli ebrei.Voi lavorerete per loro,perchè questo vogliono anche i vostri inflessibili eroi.Rimangono solo quei maledetti rossi.Loro ci colpiscono duramente.Non comanderanno mai domani,ma intanto ci colpiscono.Lei perchè non li caccia?Perchè non indossa eroicamente una bella divisa e va in montagna a prenderli?No,l’eroe preferisce lasciare il lavoro a noi.Così domani,quando si metterà a pecora per prenderlo nel culo da qualche circonciso sionista o americano,potrà sempre dire :sono innocente,il cattivo era Kolk.”Il giovane uomo si alza e prende per la cravatta il vecchio poi spinge facendogli battere violentemente la testa sul tavolo.Il conte cade rintronato dal colpo.

“Che fate!!!”Urla la vecchia bagasciona inginocchiandosi di fianco al marito.

“Nulla,solo un po’ di violenza”Dice Armando afferrandola per i capelli e trascinandola verso il soggiorno.

Vito e Augusto ripuliscono l’appartamento.

“Kolk…Kolk..per pietà…”Sussurra il conte

“Kolk?Pietà?Ti concedo solo un favore ora.Di guardarmi.”

Il conte tiene gli occhi chiusi per la paura,come i bimbi sa che se non guardi l’orco lui non potrà mai mangiarti.

“Apri gli occhi,avanti…”Mormora Kolk

Il vecchio lottando con l’istinto di vedere cerca vanamente di non fissare la bestia nella sua reale forma.Sente però che gli occhi non gli obbediscono e pregando per la sua anima alla fine guarda

Il suo urlo terrificante di paura e terrore riempie la casa andando a confondersi con quello di sua moglie trucidata a coltellate negli organi genitali e impiccata a testa in giù,attaccata al lampadario,in soggiorno.

“Un cazziatone come quello subito stasera dal federalmaresciallo della mia minchia non me l’hanno mai fatto!Mai!Dice:scioperi,volantini e stampa clandestina,attentati vigliacchi contro la nostra splendida gioventù..Leggete,leggete qui!Il suo gruppo camarata Ettore messo in fuga dagli operai della Falk,presi a mattonate!A mattonate!Ora facciamo una rappresaglia e quelli ci ammazzano.Eh,non sono mica i monarchici o i liberali.No!Questi rossi combattono!E poi,ecco..Dove l’ho messo…Quel documento,eccolo!Trucidati il conte Serbelloni e sua moglie.Un eroe nazionale della marcia su Roma”Il questore Guidi si ferma per riprendere fiato.In quel momento il commissario De Lorenzo un uomo disilluso,stanco,di tiepidissime e moderatissime simpatie socialiste pensa che amerebbe essere nato in altra epoca.Una qualsiasi,ma non questa.In tasca ha la lettera scritta da una sua informatrice,Tiziana la giovane amante di Kolk.Descrive l’azione a casa Serbelloni nei minimi particolari.Potrebbe consegnarla al questore,o gettarla.Oppure darla a Ettore.il loro Capo Supremo,Ben, è notoriamente assai amico del povero conte.Lo considerava un fratello.Voci dicono che nel suo rifugio-prigione,per quanto dorato,abbia pianto la morte del camerata tanto fedele.La sola cosa che gli interessa è vivere in pace.Che si ammazzino tra loro questi camerati ,che lui per carità ha sempre servito il Partito con fervore del tutto esteriore,perchè deve fare così.Poi sistemata questa faccenda,avrebbe servito nuovi padroni.

“Faremo del nostro meglio,per arrestare questi mascalzoni..”Dice il commissario

“Arrestare!Arrestare!Sono piene le carceri di questi ribelli,eppure non passa giorno che altri ne prendano il posto.La cosa che mi pesa è il disprezzo totale dei nostri alleati.Ci trattano come idioti.”Conclude amaramente il questore.

“Il caso dell’omicidio Serbelloni?”Domanda Ettore

“Un caso davvero terrificante e non è il primo.Stiamo lavorando e voi lo sapete bene,per capire di chi si tratti…”

“Kolk”Risponde gelido Ettore

“Kolk?Uno dei nostri uomini migliori,un poliziotto!Commissario dite anche voi..”

“Kolk è un ottimo poliziotto.Giovane,ma assai preparato.Le sue azioni contro i ribelli…”De Lorenzo non finisce l’improbabile osanna al macellaio di Milano

“Si,si,contro i ribelli!E lo spaccio di cocaina,gli stupri,le rapine?Sappiamo benissimo che Kolk sia dietro a molti di questi casi”

“Ma che dite!Avete prove in merito?”Sbotta il questore

“Sto indagando,anche se mi risulta difficile.Ha diversi conoscenze importanti.Troppe”Taglia corto Ettore

Al commissario ritorna in mente quello che diceva suo padre:”Tu sei sfortunato,hai troppi amici e nessun conoscente.E in Italia sono loro che ti aprono le porte per i posti migliori,non gli amici”Evidentemente Kolk è un uomo fortunato.

Sulle scale della questura De Lorenzo ferma il gerarca e gli consegna la lettera

“Chi è questa…”

“Tiziana?Una mia informatrice.Sa conosce,nel senso biblico,moltissimi uomini e quindi è assai preziosa per avere certe delicate informazioni,mi comprende?”Risponde mellifluo il commissario

“Li ricatta”Sentenzia gelido Ettore

“Eh..ricatto!Che sarà mai!No,no,pressioni talora.Nell’interesse del Partito”In realtà quelle informazioni se le tiene per sè,come elementi di trattative con i nuovi padroni in arrivo.Che non saranno i rossi,ma i soliti liberali e cattolici in compagnia di americani e inglesi.

“Dove abita?”

“Perchè?”

“Voglio parlarle”

A malincuore,ipocritamente,il commissario scrive su un pezzo di carta l’indirizzo della signorina.

Giovanni fuma una sigaretta,mentre tiene salda in mano -la sinistra-una borsa con dentro la bomba che metterà nel più rinomato e amato ritrovo per pezzi grossi dei nazisti e fascisti.Qualcuno un giorno gli dirà:ma i morti non sono tutti uguali?No,sarà la sua risposta. E alla fine comunismo e nazismo non son la stessa cosa?Solo per i coglioni,risponderà . Dante dice che non è una lotta per il comunismo,ma per la democrazia e infatti sostiene che con i liberali si dovrebbe parlare e che i fascisti presi prigionieri dovrebbero essere sottoposto a regolare processo.Come quello che hanno subito loro?Il confino,le rappresaglie,i delitti dove li vuole mettere Dante?Sotto il tappeto?La pietà è nè più nè meno che un sentimento borghese,ognuno ha le sue responsabilità e per quelle deve pagare.

Ricorda le lunghe battaglie in Spagna,l’entusiasmo per la difesa della repubblica,l’esaltante esperienza nelle brigate internazionali,ma anche le quinte colonne del Poum e le castronerie anarchiche,fino alla crudeltà nazifascista.In quella terra e in quel tempo avevano fallito,ora non potevano permetterselo.

Ora deve muoversi.Lentamente,con calma avanza verso il ritrovo.Ha una bella divisa nazista che indossa con una certa grazia,i capelli ossigenati di biondo,alcuni soldati e uomini delle ss lo salutano con un bel braccio steso e un sigh heil.Lui risponde.

Entra e li osserva:ballano,bevono,giocano a carte.C’è uno che suona la fisarmonica e altri che ridono.Dovrebbe provare pena per loro,non ci riesce.Pensa alle stragi che hanno commesso questi prima di ritirarsi nel loro locale.Lascia per terra la borsa e si allontana.La gente balla,ride,vive un momento di pace e tranquillità,un piccolo assaggio di umanità.

Poi l’esplosione violentissima e le fiamme che illuminano un’altra nera notte di coprifuoco.

 

Alessandro accarezza i capelli del suo ultimo giovanissimo capriccio sessuale.Ah,quale goduria insegnare i segreti delle passioni più perverse a dei giovincelli,è importante essere dei buoni maestri e lui pensa di esserlo.Sa di Milano e dell’attentato al ritrovo tedesco.Fessi!La notizia ha stravolto Ettore e anche Ben,ma lui e forse anche Graziano sanno che i nazisti ormai hanno perso e non contano un cazzo.Devono patteggiare con gli americani ed inglesi.Lui pensa anche con gli ebrei.Dopotutto si rammenta che moltissimi di loro avevano sposato la causa del Partito,prima che diventassero ingombranti per le alleanze future.Sapeva anche che in Palestina gruppi di sionisti effettuavano attentati e che alcuni di essi sostenevano persino i contatti con i nazisti,perchè speravano che in quel modo sempre più ebrei abbandonassero le terre straniere per far sorgere Israele.Un suo amante delle ss gli aveva riferito questi particolari.Come sapeva che la sua relazione con il giovine e delicato fanciullo che giace nel suo letto,gli aveva causato la grossa antipatia di Keppler.Anche lui interessato a quel ragazzino.Un pericolo ,certo,ma che lui non teme.Deve solo aspettare con calma ancora tre giorni.Poi avrebbe avuto un contatto con qualche agente inglese.

Le solite patetiche parate,le solite stucchevoli rappresentazioni militari,ma nessuna battaglia.Pochissime e nemmeno così degne da essere narrate.Tuttavia loro le armi le danno solo a queste macchiette disumane della Resistenza.Jones si era permesso di aiutare un giovane imbranato a scrivere un romanzo sulle “sue”avventure come partigiano azzurro.Sarebbe servito dopo la guerra,per dare l’idea che l’unica resistenza giusta fosse la loro.Che hanno salvato l’italia sia dal pericolo nero,ma sopratutto da quello rosso.Sarebbero stati molti i partigiani,dopo.

Un suo collega ha detto che -non sa a quale titolo-persino Indro sta cercando di avvicinare i partigiani,quelli perlomeno liberali.Nondimeno è certo,anzi certissimo che anche tra i vecchi membri del Partito vi siano delle persone valide.Non può salvarle tutte,ma sicuramente qualcuno si.Per esempio quel conte Alessandro,non male.Potrebbe sempre risultare utile.

 

Cosa dobbiamo sapere della banda?Non c’è molto.Lo so,si dovrebbe sempre avere molte informazioni,perchè in questo modo li umanizziamo e poi voi potreste pur sempre dire:”brutte bestie!Ma quante ne hanno passate in gioventù!”Ecco,a me non interessa darvi questa soddisfazione.Ve la nego.Armando è figlio di un modesto impiegato.Ha avuto una modesta vita,con piccoli e insignificanti sogni.Entrato nel Partito trova un certo giovamento nel menare .Gli piace questo.Quando ha incontrato Kolk ,bè ha capito che lui era il diavolo e che ad esso si deve solo cieca fede e collaborazione.Vito era un piccolo delinquente,amava tiraneggiare i più deboli e piccoli,veloce come ladro e con la lama.Mediocre in tutto,anche come criminale.Augusto si sente uguale a Kolk,ma non lo è.Un represso della piccola borghesia che si sfoga torturando chi gli capita

Questi uomini sono destinati a morire,ma forse a loro questo non importa.

“Lei chi è?”Chiede Tiziana

“Mi conosce.Ettore”

“Ah,sei tu?”

“Si.Mi soprendi sempre: amante di Kolk e informatrice di De Lorenzo.Sai che con quella lettara hai firmato la sua condanna?”

“Temo per la mia vita”

“Inventane un’altra,non ci credo.Vuoi solo liberarti di una persona che sta diventando troppo scomoda anche per te.Non sei come Clara che morirà con Ben se dovesse essere il caso”

“Stupida non trovi?”

“No,non lo trovo.Però quanto pare oggi è diverso.Il Partito..”

“Ettore per favore!Piuttosto,guarda dentro quel cassetto.Ci sono i gioielli che lui mi ha portato da casa Serbelloni.Sono una prova no?Uccidilo se ci riesci,ma ti avverto lui:non è umano!”

“Balle,che stai dicendo?Lui è uno come gli altri,anzi peggio.Sicuramente un vigliacco.”

“Ti sto avvertendo e basta”Taglia corto lei.

“Dove si trova ora?”

“Stasera è in missione,a caccia di ribelli.Sono molto eccitanti i suoi interrogatori sai?Mi fa anche partecipare attivamente.Mi piace sottomettere gli uomini o le donne,proprio l’altra sera mi sono divertita assai con una “rossa””

“Queste perversioni…”Mormora schifato Ettore

“Piacciono anche a te.Che volete,noi siamo la nuova generazione del Partito,puro movimento di violenza e terrore.Voi siete vecchi e superati,lo hai capito?”

Ettore esce scosso e arrabbiato dalla casa della ragazza.

Dante è legato a una sedia.Intorno a lui le bestie della banda Kolk.Ha bruciature su tutto il corpo e i testicoli doloranti,quasi staccati.Gli hanno tolto le unghie e gettato acqua bollente addosso.Lo hanno massacrato di pugni e calci.Non ha parlato.Non sa nemmeno lui perchè,ma non ha parlato.Troppo grande lo spavento quando ha visto la faccia,quella vera di Kulk e dei compagni.Prega solo di morire in fretta.

Purtroppo sopravviverà altre 72 ore di infernali torture in mano a quei demoni.

 

Jones fissa l’orologio aspetta che il conte Alessandro giunga all’appuntamento.Uomo vanesio,lo sa.Però anche di parola ,chissà cosa lo ha trattenuto improvvisamente.

 

Kappler ride mentre i suoi uomini torturano il suo rivale.Il conte da vera donnetta urla implorando pietà e quelli rincarano la dose.Poi Kappler prende il ragazzino tremolante e davanti agli occhi del conte prima lo violenta e poi lo sgozza .Mette il sangue del giovane in un bicchiere e lo pone al conte.

“Bevi il sangue della gioventù,manterrà forte la tua anima..All’inferno!”Sentenzia il tedesco sparando un colpo in testa al conte.

Graziano entra in quel momento,sorridendo

“Grazie per l’informazione”Dice Kappler

“Ci mancherebbe,colonello!”

 

Così all’appuntamento con Jones si presenta Graziano,il quale avrà in questo modo la vita salva.Morirà di vecchiaia,però del tutto dimenticato e senza nessun ruolo di spicco nel dopo.In miseria.

 

Morto anche Dante,ucciso anche lui dalla banda Kolk.Come Ida.Giovanni medita vendetta,assoluta e spietata vendetta.

Vito è in casa da solo.Il lavoro lo ha stancato,il diavolo oggi era veramente insaziabile e hanno dovuto lavorare il doppio per accontentarlo.Fuma una sigaretta,quando la porta di casa viene abbattuta.Sono Ettore e i suoi uomini.

Lui cerca di sparare,ma loro lo crivellano di colpi di mitra.La sua carne è squarciata dalla violenza delle pallottole,il primo a finire dritto all’inferno.

 

“Ogni sera esce da quel portone alle 20 precise”Dice il contatto a Giovanni.

Una stafetta tramite una sua amicizia aveva saputo dove viveva Ettore,notissimo torturatore di partigiani e uno dei pezzi grossi del Partito.Ormai è giunto il momento che paghi.

Prima però si era permesso di disobbedire al comando militare della sua formazione e aveva cercato informazioni su conto di Armando,un uomo di Kolk

Mentre il contatto sta ancora parlando,si ode una fortissima esplosione in lontananza

“Cosa è successo?”Chiede spaventato l’uomo

“Niente ho avuto una buona informazione.”

Kolk è a casa di Tiziana,i due si sono divertiti sniffando cocaina e torturando una sventurata rimorchiata casualmente in un bar.Ora l’uomo se la stava cucinando per cena.

“Non sei preoccupato?”

“Perchè?”

“Vito e Armando sono morti”

“Capita a tutti”

“Erano tuoi amici”

“Può darsi”

“Non hai paura?”

“Di chi?”

“Dei ribelli e di Ettore”

“No.”

“Dovremmo scappare”

“Dove?”

“Prendere un treno e fuggire in Svizzera”

“Uh..bel piano quello di De Lorenzo”

“Come?”

“Me l’ha detto lui.La gente quando deve decidere se vivere o morire solitamente è molto loquace”

Tiziana ha paura,cosa gli farà?Lo scoprirà quando Kolk avendo finito il primo sente il bisogno di mangiare un buon secondo.

 

Ben è solo con il fantasma del suo passato,alla sua amata Clara l’ha detto.Ormai è finita.I ribelli sono già a Milano e anche lui si trova lì.Tentare una fuga,ma dove?Deve salvarsi,ma l’amarezza lo fa sprofondare.Hanno tradito tutti.Una parte cerca la salvezza,ma gli accordi per ora sono finiti male.Per un secondo pensa che la fine ormai sia davvero vicina.

 

La città di Milano si risveglia dopo una lunghissima notte di terrore,i ribelli occupano gran parte della città insieme agli operai e alle avanguardie comuniste.La caccia al camerata,ottimo sport,ha portato un po’ di pulizia dopo anni di sporcizia.Sarà una breve e bellissima illusione di rivoluzione e cambiamento.

 

Giovanni attende.Ha tempo.

Ettore esce di casa,la testa è piena di tristissimi pensieri sulla fine ormai prossima del Regime

Quando lo vede gli sorride.Finisca così,è meglio.

Giovanni gli spara in testa.

 

Kolk è solo ormai,nessuna banda.Solo.La città esplode di canti partigiani e di colpi di pistola che spazzano via il Partito e i suoi uomini.Lui cerca solo di salvarsi,non sa dove andare ,dove fuggire.De Lorenzo è passato subito con le nuove forze e pare che non abbia mai fatto altro che il ribelle.

Mentre raggiunge la macchina sente un colpo di pistola alle spalle,poi un dolore fortissimo al ginocchio sinistro.Cade.

Un uomo si avvicina lentamente.Punta la pistola e gli spara all’altra gamba.Kolk urla di dolore.

Il ribelle gli prende una mano e la lega al parafango con una catena poi gli mette un seghetto vicino.

“Vedi questa borsa.C’è una bomba.Ho già azionato il timer,se riesci a scappare meglio per te.Vai all’inferno coglione”Giovanni quasi ride:il diavolo è un ragazzino spaventato.

Il ribelle prende le chiavi della macchina ci sale sopra e avvia l’auto.E parte trascinando per diversi metri Kolk.Lo fa sbattere contro i marciapiedi,lascia che l’asfalto lo spelli.

Poi si accorge che l’uomo non è attaccato dietro.Ha perso un braccio ed è un macabro essere ricoperto di sangue in mezzo alla strada.Lo vede mentre dolorosamente si alza in piedi.Giovanni punta l’uomo e getta la macchina a fortissima velocità contro di esso.La bomba è azionata.Il ribelle si getta dalla macchina,sente che qualche ossa si è spezzata,ma non ha tempo per il suo dolore

Vede la macchina avvicinarsi a Kolk e poi esplodere.L’aguzzino viene squarciato in mille pezzi dall’espolosione e dal contatto con l’autovetture

Giovanni ride.Sa che domani,con i nuovi padroni,non ci sarà assolutamente nulla da ridere e che tantissimi fascisti finiranno riciclati,ma oggi ,in quel momento,è felice.

Fine