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Predatori

26 Feb

L’uomo è la fuori. Aldo riesce a indovinarne la figura, nascosta dietro agli alberi. La voce irrazionale, che ha preso a parlargli nella testa, dice che è spacciato anche lui.  “ Puoi vedere da te, no? Claudio era un metronotte e faceva da personal trainer. Quindi un uomo forte. Gli è servito qualcosa?No.  Perché dovresti sopravvivere te?A mio avviso, poi fai come ti pare, faresti prima ad ammazzarti. Quello non va tanto per il sottile. Toh, guarda un po’ come ha ridotto il tuo amico. Cazzo, c’è tanto di quel sangue da organizzare una sbronza collettiva di vampiri!”

“Stai zitta..”Il ragazzo mormora trattenendo rabbia e paura, contro la voce che da troppo tempo lo giudica e critica.

“Ha nevicato e siete isolati. Che cliché, nemmeno un briciolo di fantasia Ora: la casa è circondata dai boschi. L’avete presa proprio perché così potevate isolarvi. Bella idea! Bellissima!  E abbassati, idiota! Non stare alla finestra ad osservare che fa quel figlio di puttana. Fa il suo mestiere: aspetta. Intanto la paura ti paralizza, e quando non riuscirai più a resistere, sai che succede? Lui entra e ti ammazza nei peggiori dei modi. Credo che sia una fine naturale, no?Sei sempre stato debole, come potresti salvarti?”

Aldo fa in tempo a scostarsi dalla finestra, che un fascio di luce illumina la stanza. L’uomo là fuori cerca di controllare i suoi movimenti.

Il ragazzo si accascia a terra. Un violento singhiozzo gli fa sobbalzare le spalle. Aldo si sente avvolgere da dolore, paura, rassegnazione. Una sensazione fisica, di calore, pensa che dovrebbe andar al cesso. Morire assassinato mentre caca sul water

“Nemmeno in un film della Troma. Comunque va bene così. Ti stai abituando alla morteNon fai l’eroe, come quasi tutti, non tenti di reagire e non hai un piano astuto. Non li hai mai avuti Ti dirò di più qui hai..Vediamo? Sul mobiletto alla tua sinistrai’è il porta biro. Volendo..  C’è anche quella cosa a forma di cuore dove metti le pile. anche quello.. Ah, c’è il camino, ma l’attizzatoio e tutte le armi come si devono ce le ha il tizio fuori. Guarda, non amo dare le brutte notizie: ma tu sei il classico che muore male. D’altronde sei in un film dell’orrore e sai che finisce sempre male per la gente come te. Oh, speriamo che usi il tesser perché..”

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“..non sono forte se no vedi che ti faccio, stronzo! Tutti i giorni a rompermi le palle.Tutti, e io? Frigno. Gli dico: “ lasciami stare” E lui continua. Ovvio, no? Che deve fare? Quel grandissimo stronzo di Salvatore. Ti dovrei spezzare le mani e poi gettarti nella vasca da bagno, e poi con calma..Perchè me lo voglio godere, sai che faccio? Prendo la radio, la collego alla prolunga, e per tre volte fingo di gettarla nella vasca, poi..”

“Aldo? Oh, mi ascolti? Che fai? A chi stai tirando i pugni? Riprenditi. Lo so che ti è successo. Di nuovo Salvatore, vero? Domani ci parlo io. Non ti farà più male”Claudio lo abbraccia forte e gli accarezza i capelli

Aldo è contento di aver un amico così premuroso nei suoi confronti. Non un amico, ma un fratello maggiore, uno che ha promesso – al padre morente di Aldo- di occuparsi del figlio. Claudio è cresciuto in quella casa. Fin da quando, la madre di Aldo, lasciava la porta aperta, affinché il ragazzino potesse scappare dalle violenze del padre.

Aldo e Claudio erano cresciuti insieme, sarebbero morti insieme.

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“Oh, ma che fai? Il tempo dei ricordi? Ok, vaaa bene! Salvatore era una carogna e ti ha fatto tanto male. Solo che tu, invece di reagire, piangevi, scappavi e lui ti riacciuffava e giù manate. Lui e i suoi amici.Per fortuna che Claudio gli ha spezzato le gambe.Ora lo stronzo sta su una sedia a rotelle, lo sai? Si che lo sai L’hai pure visto. Rancoroso e squallido come sempre. Però non può più lottare come un tempo. Aldo, Aldo, la tua rabbia. Io la conosco, sai quale è? Quella dei conigli. Avresti voluto far male a Salvatore, a Piero-che ti prendeva in giro quando lavoravi nella fabbrica del tuo paese- oh, e Giovanni? Te lo ricordi, Giovanni?Quello dei commenti dissacranti su facebook, che ti trovava senza pietà. Ne volevi ammazzare un bel po’. E invece? Finirai tu ammazzato. Senti questi scricchiolii. Sono i suoi passi, fuori. Cammina con calma sulla neve. Non ha fretta. Tu invece..”

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“ Al muro! Prendete quel coglione e portatelo al muro! E ora la mia mitragliatrice. Bene, bene. Oh, Giovanni, avanti Fai una delle tue tanto divertenti battute sui morti! Fammi ridere! A me Faletti piaceva tantissimo, capito coglione? Ma tu dovevi venire a scassarmi le palle, no?Tu suoni? Canti? Sai qualcosa di musica? No, sei come me! Però non puoi far a meno di scrivere: merdaaa! Con quel sorrisetto da testa di cazzo! Crepa stronzo!”

Aldo preme i grilletti della mitragliatrice . I proiettili fanno esploder in mille pezzi la testa di Giovanni

Sullo schermo del mac di Aldo, al post dedicato alla memoria di Giorgio Faletti, c’è un commento, che dice: Merdaaaaaa

Aldo stringe i denti e irrigidisce tutto il corpo. La rabbia gli fa pulsare il cuore a mille nel petto.

Vorrebbe uccidere Giovanni e almeno altri trenta coglioni, ma non lo farà mai. Non è nato per freddare, ma per esser freddato.

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Il ragazzo pensa di barricarsi in qualche camera.Potrebbe spostare qualche mobile, potrebbe.. No, l’uomo là fuori è forte e implacabile. Ha fatto letteralmente a pezzi ogni osso di Claudio, senza fatica. Una porta non lo fermerebbe mai.

“ Siete in tanti, sai? Perché tu sei come i leoni da tastiera. Quelli che dicono: “ Se lo avessi, io  tra le mani!” Popi si cagano addosso e pagano il pizzo, o non denunciano un delinquente alla polizia. Quelli che farebbero affondare i migranti, sai quel tipo di gente. E tu? Che sogni di far il giustiziere, ora che fai? Sei paralizzato dalla paura. Piangi, come sempre. Ti basta un “buh!”Vabbè, ci vuole poco. Mi sa che sta entrando. Ciao, è stato un piacere “

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Il fragore dei vetri della finestra che si rompono, sembrano quelli di un temporale. O di una bomba.

Aldo si protegge  , istintivamente usando le braccia, la testa dalle schegge.  Lui è entrato. Lo vede bene. Alto, grosso, una faccia da scemo qualsiasi.

L’uomo lo afferra e solleva senza difficoltà e lo getta contro il mobile con il porta matite in legno, a forma di Gufo. Per un secondo la memoria del ragazzo si ricorda quanto piacesse a sua madre. L’aveva portato lei, qualche mese prima di morire, in quella casa

L’uomo si sta avvicinando di nuovo. Aldo sente uno scatto, forse il coltello o un ‘altra arma. Spera solo di resistere al dolore. Spera solo di resistere al dolore. Spera solo di..

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L’urlo spezza il silenzio della notte. Un urlo di dolore e di sorpresa. L’uomo non si aspettava una reazione da parte di quella sua preda.

“Succulenta preda”Mormorava la voce diabolica che lo spingeva ad assassinare e divorare le sue vittime. Gli ha bucato una guancia e colpito la lingua.,con una biro. L’uomo si strappa l’oggetto dalla faccia e , come se nulla fosse, avanza verso quel ragazzo. Gli farà tanto male.

Il colpo al ginocchioni l’aveva calcolato. L’uomo sente che sta perdendo l’equilibrio. Cerca sostegno aggrappandosi a una sedia,  ma cade in ginocchio

Il suo occhio sinistro registra l’oggetto con cui è stato colpito. Un cuore, di plastica? Legno? Ferro? Non lo sa.Vede delle pile sparse per terra. Inspirando si rialza e..

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“ Cazzo! Cazzo1 Cazzo!” Urla Aldo. Non sa nemmeno lui, come sia riuscito a prender il tesser dalle mani di quel folle e ora lo colpisce a cazzo. Dove coglie coglie. Mani, gambe, testa, le palle.  L’uomo però lo colpisce con un calcio e lo fa precipitare a terra malamente.

Ok, ora può an he morire. Almeno ha reagito.

Ha combattuto. Tanto la gente come lui non vincerà mai. Non merita nemmeno una vittoria. Sono nati per fare le vittime.  Anche se pensano da sempre di uccidere, di farla pagare agli altri.

Così mentre sente le mani del suo assassino premergli sul petto, come se volesse strappargli il cuore, Aldo pensa a Salvatore, Piero, Giovanni. Pensa a tutti quei giorni persi a pianificare la vendetta , a gustare la violenza e ritrovarsi sempre a subirla

“Un ometto ridicolo, che ha tentato una ridicola lotta per la sopravvivenza.” Eccola di nuovo, quella fottuta voce! Tutta la vita che la sente. Tutta la vita che lo fa vergognar di sé stesso.

“Vaffanculo!” Urla il ragazzo facendo leva colle dita sugli occhi del suo carnefice. L’uomo urla di dolore e accecato va a sbattere a destra e manca.  Inciampa e si rialza. Brancola nel buio.

L’uomo ha il respiro affannoso. Ma, con grande e amara sorpresa di Aldo, è di nuovo calmo.

“Capita una caccia assai più difficile. Ma tu sei il re delle bestie e lo sbranerai” La voce in testa all’assassino lo rassicura.. Ha le orecchie e l’olfatto. Percepisce sia la vicinanza, che la paura, della sua vittima. Ridendo sotto voce si muove verso il ragazzo.

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“Lo vedi? L’hai ferito e anche gravemente. Non devi temer più nulla. Pensa che sia Salvatore, pensa.”

Aldo ride. Una risata nervosa, isterica e brevissima. L’uomo a tentoni si getta contro di lui. Egli persevera quel suo sorriso trionfante e sprezzante. Lo stesso che Aldo  ha visto mille volte sulla faccia delle persone che lo hanno tormentato.

Il fischio del bollitore distare l’assassino, per un secondo, ma quello che basta per permettere al ragazzo di afferrato e gettare dell’acqua bollente contro il mostro.

“ Brucia, Govanni? Brucia eh!”

Guardalo, ora! Quello tanto sprezzante dietro il video del computer. Non mi “trolli” più, ora ? Un sorriso cattivo, un respiro ampio e profondo, una sensazione di immensa gioia

Di potere

Aldo afferra la prima cosa che trova sul piano di lavoro in cucina

Il tagliere? Boh, forse potrebbe essere utile. Con quello colpisce l’uomo Un po’ in testa, un po’ sul corpo, ma quello glielo strappa via di mano senza difficolta e gli afferra la gola.

In quel preciso momento, il ragazzo, si sente spacciato. Vorrebbe piangere, pregare e implorare pietà

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L’uomo l’ha sollevato da terra tenendolo per la gola. Aldo scaccia violentemente, terrorizzato dal pensiero di morire. Poi si sente lasciar andar all’improvviso. Cade malamente sul pavimento.

Il ragazzo si accorge di aver colpito in volto il suo aggressore.

Col cuore in gola cerca un’arma. Una qualsiasi. Trova solo tanti oggetti e .. L’uomo l’ha fatto andar a sbattere contro il piano di lavoro della cucina.. Aldo è di pancia e l’uomo preme il suo corpo contro il suo.

Il ragazzo avverte qualcosa di duro contro le sue cosce. L’uomo ha un’erezione..

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Una bella mattina, per esser autunno. La festa dell’oratorio ha portato in città molte persone.

Aldo corre tra la gente. Ha sei anni, non gli piace la scuola, però quel bellissimo giorno tiene lontani da lui i compiti, i compagni con cui non lega , il bambino è felice.

Il campo di calcio

l’Altalena. “ Che ci fa qui?” Si domanda il bambino. Non si trova nel campo di..

Tutto improvvisamente diventa rosso. Qualcosa di duro l’ha colpito sotto la schiena.

Il bambino urla : “Ahi”

Poi tutto svanisce

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I frullatore ha la spina nella ciabatta elettrica. Aldo azione la macchina e con forza colpisce una mano mano destra del tizio che sta cercando di violentarlo. Brandelli di carne e ossa volano per tutta la cucina. L’uomo cade per terra tenendosi il moncherino che sprizza sangue a fiotti.

“Ti stavo aspettando da tanto tempo. Da tanto, tanto tempo” Aldo mormora questa frase rivolta alla sua vittima. Guardatelo quel “poraccio”Si era illuso di sopravvivergli, ma  nessuno  scappa dalla giustizia divina di Aldo. Lui è qui per purificare il mondo. Addio Salvatore. Addio Giovanni.

Addio, testa di cazzo che mi stavi sodomizzando. Ti ho trovato, finalmente!

Aldo si sente bene. Respira con calma, è lucido e distaccato. Prende una pentola. Un’arma insolita, vero? Questa è bella grande e pesante. Quanto tempo ci vuole per ammazzare un uomo? Lo scoprirà ora.

“Ah, no! spaccagli la mano! Se no ti afferra! “

Vero, anche se ormai spacciato, costui è stato un vero e proprio fastidio. Continua a combattere, anche adesso. Colla mano sano e le gambe, tira pugni e calci all’aria.

Aldo urlando e ridendo lo colpisce alla testa con la pentola e non finisce fino quando essa si spezza , rompendo sia le sue dita che la testa dell’uomo.

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I soccorsi sono giunti tre giorni dopo. Il ragazzo si trovava tra la veglia e il sonno. Confuso, ferito, borbotta frasi senza senso. Accanto a lui il cadavere di un uomo ridotto a brandelli, . In soggiorno un altro morto

Aldo si sente afferrare e porre sulla barella . Poi l’autoambulanza parte

“ Ora devi riposarti. Prenditi tutto il tempo che ti serve.Devi riprendere le forze, tornare a vivere di nuovo. Cercati un lavoro, una ragazza. Ti serve tanto tempo e una buona copertura. Ti servono perché ti aiuteranno quando prenderai tutti gli altri”

La voce nella sua testa, dopo averlo rassicurato, gli canta una canzoncina dolce dolce.

Aldo sorride

TORNANDO A CASA

21 Nov

Alla fine non hai potuto farne a meno:sei di ritorno a casa. Addio alla ragazzina che troppa vita ti ha rubato e preso,basta con le feste piene di arrivisti e presenzialisti. Una vita troppo frenetica e caotica la tua:prove,diretta,locali alla moda e poi a dormire all’alba. Interessante e inebriante,per te che hai faticato come comicastro di pessimo livello per anni,poi il colpo di fortuna :condurre “comici allo sbaraglio”,programma di enorme successo popolare. Anni in cui tu,già vicino ai 50, ti sei comportato come il più imbecille dei teenager,poi la svolta che ti ha portato a tornare verso il tuo vecchio paese di montagna. Aria pure,sane tradizioni,dopotutto allo show business hai dato anche fin troppo.

“Dove stiamo andando?”Ti chiede la ragazza

“A casa”Rispondi

“A casa?Ma quale casa,sai che ho perso il conto..ihihihihhhiih!”

“La mia”

“Non dovevamo andare al mare,me lo avevi promesso!”

“L’ho venduta,insieme a tutte le altre,cara…Non lo sapevi?”

“Come???Cosa hai fatto,mi avevi promesso che me le avresti lasciata in eredità!Quella al mare è mia!”

“Niente è più tuo,cara, niente. Poi scusa,che te ne fai di una casa al mare, se non puoi prendere il sole?”

“Come,ma che dici?”

“Tesoro,non hai più un corpo.. L’ho sepolto nel posto dove andavamo sempre a fare il pic nic.Quel maledetto postaccio,che tu tanto amavi…”

“Bastardo,e adesso come faccio a lavorare?”

“Usa la testa..ahhaahaaaaahaha!Scusa per la battutaccia,ma d’altronde rammento che eri brava con la testa,aahaaahahah”

“Altrochè….lo ricordo anche io”Dice una voce dal bagagliaio

“Andrea,che ci fa qui?”Chiede la ragazza stupita

“Son stato disturbato mentre seppellivo il tuo corpo ,così sto stronzo me lo devo portare fino alla montagnetta dietro casa mia.”Spieghi,sei un po’ irritato. Il viaggio avresti voluto farlo in santa pace,parlando con lei:Marylin Star come si faceva chiamare. Una prezzemolina del mondo tv. Di lei rimarrà una comparsata in un reality di pessimo gusto e qualche calendario. Andrea, una sorta di bellimbusto a uso e consumo della tv spazzatura , lei lo ha conosciuto proprio durante il reality finto avventuroso. Poco più che ventenni entrambi,provenienti dalla stessa media-alta borghesia , ci è voluto poco per far nascer una passione incontrollabile. Quanto hai sofferto….Da pirla,perché dovevi saperlo che sarebbe finita così.

“Ehi,Vince..guarda che qui sto scomodo,dai fammi venire davanti” Ti dice con il suo tono da bamboccio Andrea.

“Fottiti”

“Sei cattivo,infantile e dispettoso.Andrea, come stai?”Chiede la ragazza

“Bè,insomma…Temo che così conciato farò fatica a fare le serate…Cavoli,mi sa che mi tagliano il contratto con la tv.E tu come stai?”

“Il mio corpo…Non ho più il mio corpo!Ora come faccio,la mia carriera proprio ora che cominciava ad andare bene…”

“Di cosa state parlando?”Domandi incazzato

“Del nostro avvenire e del nostro successo,vecchia carcassa invidiosa”Risponde velenosa lei

“Avvenire?Ma quale avvenire…Tu eri famosa perché scopavi con me,e poi perché scopavi con lui..Non avete mai fatto la gavetta vera,quella che ho fatto io. Posti di merda e gente peggio. Quante delusioni,botte,quante amarezze. Poi,siccome son un gran comico, ecco il successo..”Non finisci nemmeno di parlare ,freni in prossimità dell’autogrill . Avvisi la fanciulla che ti fermi per poco.Non fare casino,la minacci

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Entrando nel bar,avverti un gelo che ti penetra nelle ossa..Niente di più che un momento di forte e potente terrore.

Il barista ti saluta ,ricambi con quella finta allegria tipica di chi è famoso

“Ti stavamo aspettando , per offrirti l’ultimo caffè”Ti dice con un ghigno malefico l’uomo

“Come?Cosa sta dicendo,chi mi sta aspettando?”

“Lui”Risponde il barista indicando con il dito un uomo seduto sotto la Tv.L’uomo indossa una felpa con cappuccio che gli nasconde tutta la faccia..Spaventato,rischiando di svenire,scappi fuori dal locale.

Corri verso la macchina e poi ti blocchi di colpo…Lei dove è?La paura esplode nelle tue vene,ti guardi intorno spaesato …Fino a che senti dei rumori nel bagagliaio della macchina

Ti avvicini e apri:lei e il bellimbusto se la stanno spassando come possono.Arrabbiato prendi di peso il ragazzo,o meglio quello che rimane di lui , cioè un tronco con un solo braccio e lo butti fuori di peso dalla macchina.Poi afferri per i capelli lei,la quale urla come una matta, e salite sull’auto.

Mentre ti allontani vedi il barista che si avvicina ad Andrea,l’uomo ti sorride…Un sorriso che non promette niente di buono.

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La strada è lunga,lunghissima. A tratti chiudi gli occhi ,e poi ti risvegli di colpo. Non puoi fermarti devi arrivare a casa,ti aspetta la tua famiglia. Da tanto tempo non la vedi né senti più. Ora ti senti profondamente in colpa. Tempo sprecato e perso, quello della tua vita in città. Hai bisogno di trovare le vecchie e sane abitudini, i rapporti seri e forti. La tua salvezza è solo quella. Ne sei convinto.

“Tanto ti prenderanno,pirla che non sei altro…Spero,che abbiano fatto un bel servizio su di me?Tu che dici?Parleranno più della mia scomparsa o del tuo arresto?”

“Concetta…”Non finisce la frase,perché lei comincia ad urlare

“Marylin Star….Marylin, cavoli ….Ho anche vinto il concorso nuova Marylin , dieci anni fa!”

“Va bene,tesoro, va bene…Ti chiamo come cazzo vuoi,ok?Però,una cosa te la devo dire: nessuno ti piangerà,anzi ti hanno già sostituita, come hanno già sostituito me….”

“E anche me,accidenti!”Si lagna una voce alle tue spalle che conosci fin troppo bene.

“Andrea,amore sei di nuovo qui”Grida lei

Tu prendi dal cruscotto la pistola e senza nemmeno guardare , spari un colpo diritto in testa al ragazzo. La sua testa esplode sporcando di sangue il vetro del sedile posteriore.

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Sotterrato una volta per tutte quel petulante idiota,hai il problema della benzina. Avresti dovuto farlo all’altro autogrill,ma non hai potuto per via di quel incontro macabro con il misterioso uomo incappucciato.

Lei non parla più,piagnucola e ripete il nome “andrea”.

“Dai,non fare così. Lo sai che il vostro contratto non era quel gran che.Anzi , secondo me, la rete avrebbe fatto decollare lui,semmai.Tu sei vecchia tesoro mio. In tv bruciano tutto in fretta, non lo sai?Anche io,oramai..Per quanto avrei potuto vivere la vita che tu,la rete,i nostri agenti ci imponevano?Dobbiamo tornare alla vita semplice,pulita,non lo sai?”

Dicendo questo fermi la macchina e ti avvii afar benzina. Il posto è solitario,sembra abbandonato.Stai per salire in auto,quando alle tue spalle si accendono le luci del benzinaio. Esce un uomo magro e alto,ti arriva incontro scuotendo la testa

“Non ce la farai, non ce la farai”Dice il benzinaio

“Già,ho poca benzina..”

“Benzina?No,non è solo per la benzina..Non ce la farai ad arrivare a casa,ma se davvero sei convinto di riuscirci..Io un pieno te lo faccio.”Il benzinaio ti fa il pieno ridacchiando a bassa voce.

Avverti una paura forte,incontrollabile.

“Dove il bagno?”Domandi

“Laggiù,vai che ti farà bene. Ti farà molto bene..alla memoria”Il benzinaio scoppia a ridere,una risata profonda e nerissima.

Correndo,scappando,entri in bagno. Ti avvicini allo specchio e ti bagni un po’ la faccia. Improvvisamente la porta del cesso dietro di te si apre cigolando. Voltandoti di scatto e quasi urlando , hai la sorpresa di trovarla vuota.

Respirando forte e lavandoti la faccia , cerchi di trovare un po’ di calma.

“Vincenzo”

Ti blocchi,quella voce…Un ricordo antico,di tanto e tanto tempo fa. Dimenticato,che hai voluto dimenticare.

Girandoti lentamente,trovi la porta del gabinetto semiaperta, ti avvicini e lentamente l’apri.

Dentro , in stato di evidente decomposizione e con la siringa piantata nel braccio trovi lui:Cesare. Tuo vecchio socio

“Cesare, Cesare amico mio!!!”Non trattieni lacrime e pianto e ti inginocchi davanti a lui

“Amico?Un vero amico, non ti abbandona quando stai male,vero?Non ti ruba le battute, non ti scatena contro i suoi avvocati,non si dimentica di venire al tuo funerale, non credi?”

“Scusami,scusami..Non dovevo,ma ..Ma sai, mi hanno messo in mezzo.Da quanto tempo aspettavo di aver successo…Ora però son cambiato. Tutto finito. Torno a casa, ritrovo la famiglia..”

“Quale famiglia?”

“La mia, quella che scioccamente ho abbandonato. Oh, Cesare, perdonami…Ora tutto sarà diverso…Torno a casa.”

“Sei proprio sicuro che sia la soluzione migliore?”

“Si,lo è:la casa,la famiglia,ritroverò anche il rapporto con dio”

“Vai,allora , ma potrebbe anche essere che ritornare non migliori affatto le cose..”

“Come?”Chiedi disorientato

Lui non risponde si limita a ridacchiare,tirare la catena e venire risucchiato dentro il gabinetto.Mentre scompare la sua risata diventa sempre più cattiva e forte.

5

Uscendo, ti avvicini correndo alla macchina.Lei sta parlando con il benzinaio. Senti che stanno parlando di un banchetto, di un pasto con tanti invitati e del tuo ritorno a casa.

Loro ti vedono arrivare,e l’uomo ti saluta sorridendo.

Sali in macchina e parti,lei di fianco ti guarda divertita e crudele.

“Forza caro,andiamo a casa..Lo sai che ci aspettano no?

“Come?”Le domandi

Ma appena ti volti lei non c’è più. Sparita.

L’urlo ti esce forte dalla gola ..Solo alcuni colpi al finestrino ti fanno riaprire gli occhi .Fuori un poliziotto ti indica di abbassare il finestrino.

“Cosa succede ,sta bene?”Ti chiede lui.

“Si,si agente…che succede?”

“Un delitto”

“Cosa?”

“Si una donna, è uscita di strada mentre andava in macchina.Morta lei e la figlia di 14 anni.”

“Oh,una brutta cosa”

“Si,ma ora il traffico dovrebbe procedere normalmente.”

“Posso andare allora?”

“Certo,ma mi dia retta:non guardi la scena del delitto.Non tutti gli assassini sopportano di veder quello che hanno fatto,vero Vincenzo?”Dice ghignando lo sbirro

“Come?”

Lui si allontana fischiettando.

Prosegui sulla strada.Per terra i segni di un incidente violento.

Passi di fianco alla macchina della donna morta con la figlia,ti vengono in mente le parole del poliziotto:Non guardare.Non ci riesci,però…Così guardi e vedi l’automobile.

Dietro di essa ,stanno con la testa aperta e sanguinante la donna e la ragazzina

Ti indicano e con un gorgheggio infernale all’unisono ti dicono:”Ci hai uccise tu!!!!!!!”

Riconosci Angela e Teresa, tua moglie e tua figlia.Sterzando ti fermi di colpo e non puoi fare altro che piangere disperato.

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“Perché piangi?”Ti chiede Marylin, o meglio la sua testa.

“Cosa ho fatto,perché me l’avete fatto fare???”

“Chi ?Di chi è la colpa? Sei stato tu ad abbandonare Cesare e la tua famiglia,no? Sei stato solo tu, noi non possiamo agire se non c’è la tua volontà…Non ti pare? E ora,presto..andiamo a casa. Ti abbiamo preparato per il finale.”Dice lei con una freddezza sottilmente cinica.

Tu ammutolito guidi verso quello che un tempo doveva esser la tua salvezza.E ora non sai più cosa sarà

7

“ Ecco , siamo arrivati a casa”

“Questa, ma questa non è casa mia…”

“Vincenzo, siamo arrivati ,fidati amore..”

La macchina si blocca davanti al grande cancello arrugginito e alla villa fatiscente. Tenti di ripartire,ma non ce la fai..

Scendi,dalla macchina e ti allontani,mentre alle tue spalle ti arrivano le risate di lei.

Sali i gradini ed entri. C’è un grande salone con al centro un lunghissimo tavolo. Pochissima luce, e pesanti lenzuole su poltrone e il candelabro messo al centro tavola.

“Benvenuto a casa,Vincenzo”Senti una voce dolce e serena.

“Chi è ?”Non vedi bene nell’oscurità

D’improvviso arriva un forte colpo di vento che apre le finestre e fa entrare la luce del giorno.Vedi seduto a capotavola un uomo magro,lunghi capelli biondi che scendono sulle spalle,anche se è poi praticamente pelato,il quale indossa una sorta di strana divisa da maggiordomo.

“Accomodati,caro,questa è una cena ..Un banchetto in tuo onore.”

Ti siedi, e alle tue spalle senti arrivare dei passi.Ti giri e vedi due procaci cameriere avanzare verso di te con un carellino.Sopra nascosto da un coperchio c’è il cibo.

Le cameriere mettono il piatto sul tavolo e tirano via il coperchio.

Sul piatto c’è un cuore pulsante che sprizza fuori sangue nero e vermi. Non riesci a trattenere il vomito.

“Che c’è, ti fa schifo il tuo cuore?Eppure è da 50 anni che ci vivi insieme?”Ti chiede l’uomo

“Ragazze,fategli fare un bel bagno che ne ha bisogno,non credete?”Continua il misterioso individuo.

Sul fianco sinistro del tavolo compare una vasca da bagno.Le ragazze ti prendono,ti svestono e poi si infilano con te nella vasca e cominciate a fare sesso.Ti senti benissimo:donne,successo,denaro,ecco cosa sei tu:Un uomo che possiede tutto,che non ha bisogno di niente.Al fianco della vasca compare un vassoio con tutto il ben di dio di questo mondo. Così passi due ore facendo sesso e mangiando..Quando suona un telefono.Il tuo cellulare:Chi è?Chiedi

“Ciao caro,volevo solo sapere se potevi accompagnare tu Teresa a danza..”La voce di Angela, la riconosci.

“Non posso, sono in riunione.Faremo tardissimo”Dici mentre non smetti di toccare le due fanciulle.

Tua moglie riattacca.

“Sei proprio cattivello,sai?”Dice una delle due cameriere,ridacchiando.Anche tu ridi..poi ti senti afferrare per le gambe dalla ragazza e spingere sotto l’acqua.Cerchi un appiglio,ma non ce la fai stare a galla,anche perché l’altra donzella aiuta l’amica.

Gorgheggiando,cerchi di urlare…

8

L’urlo esce forte dalla tua gola. Riapri gli occhi e ti seduto a tavola. Sei solo tu e l’uomo misterioso.

“Bello,vero?Ma anche pericoloso”

Tu non riesci a rispondere

“Bè,Immagino che prima della fine,vorrai esibirti di nuovo per il tuo pubblico,vero?”Schioccando le dita ,alle spalle dell’individuo si accendono delle luci.C’è della gente tre fila di sedie,e un palco scalcinato. Sei felicissimo e vai subito sul palcoscenico entusiasta.

Appena salito ti senti forte e sicuro. Pregusti in anticipo le risate della gente. Così parti,ma succede una cosa strana:non riesci a fare nemmeno una battuta. Ti assale l’angoscia.Anni e anni di lavoro e niente, non riesci a dire nulla.

La gente è ferma ,immobile.Ti fissa.

“Non riesci a fare ridere da solo,vero?”Ti chiede l’uomo parlando con la voce di Cesare.

Ti inginocchi e prendi la tua testa fra le mani,scoppiando a piangere.

9

“Su, su, non fare così.”La voce,gentile e amichevole,che ti arriva dal tavolo sotto il palcoscenico,ti è molto famigliare.Infatti quando apri gli occhi lo vedi :il tuo collega e grande amico Gianni.. Quello con cui hai collaborato a numerose trasmissioni,quello che quando eri arrivato nella terra della tv,solo e ingenuo, ti aveva fatto conoscere e inserire nel mondo del piacere e della ricchezza.

Lui ti fa un segno di sedersi accanto a lui.

“Vince,vince, mi dispiace.Dopotutto forse dovevo avvertirti,ma sai..Ho una certa età, scarsa memoria. Ti avrei dovuto dire che alla fine si paga tutto. E l’effimero è il prodotto che costa più degli altri. Succede, non sei il primo .Non sarai l’ultimo. Ora però , non temere..sei a casa.

“No..Questa non è casa mia. Non lo è!”Gridi.

“Invece si,invece si. Questa villa decadente e lussuriosa,questa villa di facili perversioni e di vizi sciocchi è la tua casa. La tua vera casa. ..Ora le ragazze ti accompagneranno nella tua stanza.Dormi qui stanotte , e anche la prossima notte, e la prossima anche..Così,per sempre”

Tu ti alzi e cerchi di scappare,ma le cameriere ti prendono e ti trascinano nelle camere.

“Ah, dimenticavo ..Vince,per un po’ di tempo le ragazze saranno a tua disposizione,hanno abitudini strane e violente,ma non penso ti dispiacerà. Dovrai temere solo la loro fame …quella si..eheeeheee”

Mentre le donne ti portano nella camera dove abuseranno di te,senti la risata del tuo amico alle spalle e capisci,finalmente hai capito:Non puoi tornare indietro,non puoi cercare salvezza nella Casa,nella tua casa. Qui ora,in balia delle due sensuali violentatrici e di incubi spaventosi, qui soggiogato dai rimorsi,dall’angoscia..Qui è casa