NATALE A.D.

22 Dic

“Last Christmas i gave you my heart, but the next day you gave away..nanana nananan ..Ehi,cosa c’è?Non conosci gli Wham?”Domanda l’uomo con gli occhiali e una ridicola divisa militare larga e stracciata al cane che giace sdraiato ai suoi piedi.
Sentendo la voce del padrone, l’animale si mette seduto e comincia a ringhiare ed abbiare.
“Cosa c’è?Cosa vuoi?Non abbiamo da mangiare, lo sai!Accontentati dei miei auguri di natale, Achille!”
Una lama fredda e pizzicante puntata alla gola.Legionari,o pretoriani?Non è mai stato bravo in storia dell’impero romano.
“Arrenditi Longobardo”Dice il legionario
“Scusami,mi sono sbagliato, Achille. Abbiamo da mangiare”Sorride l’uomo.
Rhona si fuma una sigaretta. Lucia dorme. Vorrebbe svegliarla per baciarla,stringerla a se.Si acconteta di guardarla. Beata lei che riesce a dormire.Come farà?Una sigaretta,o una cosa che possa rimembrare lontanamente quel vecchio e delizioso vizio.Seduta sul letto di un grande magazzino,ultimo loro rifugio, Rhona pensa al “prima”
Si trovava a Roma,era primavera,o fine inverno…cazzo,la memoria! Bè, era arrivata in quella bellissima città per girare l’ultimo film di Steven Spielberg. Un film avventuroso su una donna che combatte gli alieni per salvare la figlia .Non l’umanità: la figlia. Bè, come aiuto regista c’era lei: Lucia. Timida e imbarazzata ogni volta che le rivolgeva la parola. Anche con Steven era così,ma in modo diverso. Una sera ,(stanca della vita da set :albergo e lavoro), aveva deciso di invitarla a bere qualcosa insieme. La ragazza italiana quasi sveniva.. Una bella serata,tanto alcol,tanti racconti picareschi e cameratismo. Così avevano cominciato a frequentarsi dopo il lavoro.Poi era cominciato.
Così, di punto in bianco. Senza avvisaglie di nessun tipo. Se non le notizie che avvisavano di terribili delitti,in numero crescente. Però nessuno diede importanza ad esse.
Il mondo non era finito per una bomba atomica,nemmeno per un virus, o per i morti che son tornati a camminare per le strade. Il mondo era finito perchè la gente, senza motivo, aveva cominciato ad uccidere. Una follia. Che passava e contaminava la gente.Come? Nessuno l’ha mai scoperto. Un uomo che avevano incontrato qualche giorno prima aveva raccontato a loro che la sua prima esperienza con quello strano fenomeno l’aveva vissuta in ristorante. Improvvisamente il cameriere prese il coltello e tagliò la gola del cliente.Dopo una pausa di dieci secondi, il suo vicino di tavolo si gettò armato di forchetta contro di lui.

Rhona annuiva.Era successo lo stesso sul loro set. Un giorno qualsiasi Improvvisamente Steven prese a pugni l’assistente operatore.Senza motivo.Poi scappò.Tornò dopo due minuti armato di ascia.Nella mano sinistra la testa della costumista gocciolava sangue.Poi un elettricista uccise a colpi di cacciavite la segretaria di produzione.L’inferno.
Lucia le salvò la vita.Per farlo dovette decapitare il suo amatissimo Steven.
Fuggirono per giorni,settimane,lei parlava di un posto:Porto San Ercole.Il mare,la salvezza.
Non puoi salvarti quando il mondo impazzisce .

Rhona si alza dal letto. Cammina pigramente nei vari reparti. Un tempo tutte quelle cose in vendita avevano una loro importanza.Ora a cosa servivano?
“Rhonaaaa!Rhonaaaa!”La sente urlare. Spaventata
Lei corre con il cuore in gola fino al letto.La trova rannicchiata contro la testa del letto.Con le braccia tiene strette al mento le gambe.
“Sono qui”Le dice ,accarezzandola.
Il cane corre per le strade di una Roma abbandonata.Tra le carcasse di auto e avanzi di cadaveri. Ossa.
Ponte…come cazzo si chiama quello di Castel Sant Angelo?E poi è proprio Angelo, il santo?
Guarda le nere acque del Tevere trascinare i poco amabili resti dei meno fortunati e dei rottami di cose che un tempo forse avevano una loro utilità.
Il suo padrone lo segue poco distante.Mazza chiodata,fucile,spade. Ricercato dalle guardie romane per omicidio,rapina,e altro… Molto altro.

“Achille,fermati”Ordina l’uomo.
Il cane rimane immobile.Poi scondinzolando corre verso il suo padrone. La mano dell’ uomo infatti sta frugando in tasca. Pappa!
Non è vero ,come dicono molti, che i legionari siano così cattivi. Sono davvero gustosi.

“Dobbiamo uscire da qui”Dice Lucia
“Perchè?”Chiede Rhona
“Voglio andar a Porto Ercole”
“Ercole?”
“Ercole”
“No,non credo sia una buona idea. Come facciamo ad andarci?”
“In bici”
“In che?”
“Bicicletta”
“Lucia..Qui abbiamo tutto.Cosa ci serve,andare ..”
“Non siamo sicure.Verranno prima o poi. Centurioni,legionari,pretoriani, qualcuno verrà! Dobbiamo muoverci. E ti dico, il mare…Prenderemo una barca e poi vivremo in mare aperto.Andrò a prendere da mangiare,pescherò per te.Sarà come una sorta di paradiso, credimi!”Lucia prende le mani di Rhona.
La donna inglese è titubante.
“Cosa è stato?”Chiede
“Cosa?”Ribatte la donna italiana
“Quel rumore…Qualcosa che cadeva”
“Niente,sarà…”Di nuovo un tonfo e uno strano rumore. Qualcosa che cigola e dei passi pesanti che calpestano il pavimento.
“Cavalli”Mormora a bassa voce Lucia
“Cosa?”Domanda esterefatta Rhona.

“Eccole!”Grida un Centurione a bordo di una biga correndo ad alta velocità contro le due donne.
Lucia e Rhona cominciano a scappare ,zigzagando tra le varie corsie.
“Le armi!”Urla l’indio-irlandese
“Sono sotto il letto”Risponde la giovane romana
Alle loro spalle sentono la merce cadere e il centurione bestemmiare,non è comodo correre con una biga all’interno di un centro commerciale.
“Di qui! Di…”Rhona si ferma di botto.Davanti a lei , in mezzo alla corsia, ci sono tre legionari armati fino ai denti e un centurione a bordo di un’altra biga.
“Darò ordine ai miei uomini di spararvi,signorine”Dice l’uomo sulla biga.
Rhona e Lucia non possono fare altro che arrendersi.
La malattia sta peggiorando. Canta, ride, parla, da solo. O con il cane. Ecco, quella bestia è l’ultimo aggancio con la realtà . L’ultimo.
“Da quanto tempo mi conosci?Saranno dieci anni?Bè, sono stati anni meravigliosi quelli spesi con te. Non so che altro dirti, per …”Non trova davvero le parole e sente un nodo alla gola, calde lacrime riempire i suoi occhi. Non un bello spettacolo quello del peggior criminale dell’Impero in lacrime. Accarezza il cane.
Dove si trova?Lungo la Cassia,gli pare.Vagabonda senza meta da un bel pezzo. Uccide,mangia,uccide di nuovo ,dorme, aridaje ammazza ancora e poi cammina. Tanto. Non sa quante volte abbia fatto avanti e indietro quella città .Bellissima e suggestiva ancora, nonostante tutto.
“Io e te…Io e te”Dice l’uomo mentre fa passare la mano sulla schiena robusta del suo animale di compagnia.
I Senatori l’hanno avvertito più di una volta. Il popolo si sta stancando dei soliti scontri tra ridicoli gladiatori.Non ce ne sono più di buoni, e quindi son sempre più malcontenti. Un popolo non contento,potrebbe cominciare a protestare e non è sicuramente quello che L’Imperatore vuole.
“Abbiamo bisogno di lottatori nuovi.Gli scontri ultimamente sono sempre più …Come dire?Prevedibili. Caronte e la sua squadra di gladiatori della nostra Accademia,sono troppo forti e i prigionieri..Per il Santissimo Giove, davvero debolissimi e impresentabili”
Il vecchio Lucio a nome dei Senatori si rivolge a Sua Meraviglia L’Imperatore di Roma.
“Selezionateli meglio. Che volete vi dica?Il popolo perchè mai dovrebbe lamentarsi?Roma è risorta!Siamo tornati alle nostre origini.Abbiamo una città che ha ripreso la sua tradizione imperiale.Diamo banchetti,spettacoli,abbiamo le migliori prostitute e gli enuchi più appetibili. Nondimeno, come sempre, essi sono scontenti?Bene,dicano cosa vogliono? La repubblica? Abbiamo i senatori. La democrazia? Bè,se rispettano le nostre regole, che sono le sacre regole dell’Impero, hanno tutte le libertà. Ricordate i vecchi tempi? Anche allora si lamentavano. Non sono mai contenti. Non ci baderei molto, però dopodomani sarà Natale e voglio quindi che abbiano un grandissimo spettacolo. Lo scontro degli scontri e poi un grandissimo banchetto.Cibo per tutti i Romani e Romane. Pane e circo,son sempre gli alleati migliori per noi Potenti e Onnipotenti.”
“Dovremmo trovare degli avversari degni di nota”Mormora un consigliere di corte.
“Li abbiamo!”Sostiene il capo dei pretoriani.
“Davvero?”
“Bè,oggi abbiamo catturato due donne…”L’uomo viene interrotto dal ridere del consigliere imperiale
“Non riderei,se fossi in voi. Sono le responsabili della scomparsa della Nona Legione”Conclude duramentee il capo dei pretoriani.
“Non c’è via che non mi ricordi una nostra impresa, vero Achille?”Chiede l’uomo al suo cane. L’animale agita la coda gioiosamente.
“Ne abbiamo ammazzati e amate ,vero?Si,ci meritiamo la nostra cattiva reputazione. Come se poi in questo inferno contasse qualcosa la reputazione”.
La Cassia è lunga,stanno andando verso nord.Quartieri bene,una volta almeno. Lui li odia. Tanto che le stragi migliori, si parla di intere famiglie, le ha portate a termine proprio in quelle zone.Sente l’adrenalina,la rabbia, l’odio e la violenza pompare nel sangue,ci siamo..Una crisi. Urla tirando fendenti nell’aria e ridendo istericamente.
La Follia, l’ha contaminato ,ma non del tutto. Ha una forza eccezionale grazie ad essa, un istinto potente,ma anche la durissima sensazione di perdersi,la disperazione dopo ogni strage e violenza.

Un suono acutissimo gli penetra il cervello. Si gira e lo vede:Achille è morto. Trafitto da una lancia artigianale.
Un uomo gli tiene un piede sopra,come se non volesse lasciar scappare la sua preda.Ha un sacco di iuta come vestito,legato malamente intorno al fianco.
“I miei bamabini mi han chiesto un regalo per natale..”Ridacchia l’uomo.
L’occhialuto prende la sua mazza chiodata.
L’uomo con la lancia capisce in quel momento il grave,gravissimo errore commesso.
“Non..”La frase gli muore in gola,poi comincia a urlare.Un chiodo gli ha perforato l’occhio. Con quello sano vede che pende dalla mazza.

L’occhialuto ridendo,piangendo,urlando,imprecando,colpisce fino a ridurre in poltiglia il malcapitato.Poi si abbandona sedendosi per terra. Prende il cadavere del cane e lo tiene tra le braccia. “Shhhhh. shhhh..piccolino,amore mio..Piccolino,amore,lo sai che ti voglio bene?”Passa la notte dell’antivigilia e la vigilia così.Fino a quando dei pretoriani lo trovano e lo portano nel carcere per i combattenti del colosseo.

Lucia cammina nervosamente avanti e indietro da muro a muro della cella. Rhona , più calma, sta seduta sulla brandina.Nella cella accanto le guardie si stanno divertendo con alcune prigioniere compiacenti.Sono quelle che dovranno fare le cortigiane nella lunga notte di Natale.Significa essere libere per almeno un paio di giorni,qualcuna potrebbe anche trovare la libertà e andar a corte.
“Dobbiamo scappare”Dice la donna italiana
“Come?”
“Prendere in ostaggio un paio di guardie”
“Ah,certo!Facile!Mica è un fottuto film questo,lo sai?”
“Grazie per l’informazione.Mi fanno schifo loro e quelle troie,le ammazzerei…”
“Dovresti allearti con il Massacratore. Lui,te e il suo cane,pensa che famigliola allegra. ”
“Famiglia?No,quale famiglia..”
“Quale famiglia,nemmeno con me?”Chiede Rhona
“Bè,ma quello…No,sarebbe diverso.Comunque..Non stai bene con me ,così?”Chiede Lucia
Rhona si alza sorridendo. L’abbraccia e la bacia.Lucia si sente il cuore in gola,leggera e felicissima.Ogni volta le succede di sentirsi in paradiso,un posto migliore,lontano dalla Follia e dai farabutti che da troppo tempo dominano Roma.
“Ce la faremo. Credimi”Le mormora all’orecchio Rhona.

Caronte è la vera star di quei tempi bui e crudeli. Ex attore di pessimi film d’azione,aveva dato sfogo alle cose imparate sul set , durante i primi giorni dell’apocalisse. Lui e un gruppo di suoi colleghi, stavano girando Mercenari 4, e stuntman.Uomini duri e cattivi.Macchine di guerra e repressione. La città era tappezzata di suoi manifesti. I bambini lo amavano e da grandi- quei pochi che riuscivano a crescere-volevano essere tutti come lui. Le donne lo desideravano e gli uomini lo temevano.
Purtroppo negli ultimi tempi le cose andavano male.L’Imperatore era un vanesio ,isterico e parolaio. Non si trovano più prigionieri degni di nota, si giocava il tutto per tutto quel Natale.Devono per forza dare un grande spettacolo.La popolarità arriva velocemente e ancora più velocemente se ne va.

L’uomo è in una cella singola,d’isolamento. Appena arrivato ha già ucciso tre innocenti prigionieri e quattro guardie.La Follia gli circola nel sangue .Non ricorda più il suo cane.La malattia e la paura di soffrire in modo troppo violento e straziante,anche per un assassino crudele come lui.

“Natale”
“Cosa?”Chiede Rhona
“Tra poco.Sarà Natale”Risponde Lucia
“Già.Ti manca?”
“Strano,prima non è che mi interessasse molto.Lo aspettavo per fare le immersioni a Porto Ercole.Ci vedevamo con i parenti,sai le cose che facciamo noi Italiani?”
“Immagino che lo faccino anche in altri paesi.Non credi?”
“Mi manca quello…Il mare,e la mia famiglia.Certo,la mia famiglia.”
“I miei hanno divorziato quando ero piccola,quindi..”
“Scusa,io..”
“No,parlami di cosa facevi con i tuoi…”
“Non riesco a parlarne.Non perchè non voglia farlo,ma è …Sento la loro mancanza.Così banale,non credi?”
“Perchè?Lucia perchè dovrebbe esserlo?Dopotutto,anche con questo mondo in rovina,con la Follia che ci ha contaminati,dopo tutta la violenza e orrore,perchè non dovremmo commuoverci pensando ai nostri famigliari?Perchè non dovremmo avere nostalgia dei nostri Natali passati?”
“Non sono una dura sai?Cioè,magari ..”
“Non ci ha mai creduto nessuno.Mai.E non devi pensare…Ecco,quan-
do mi hai fatto leggere quel libro,come si chiamava?”
“Un posto che si chiamasse arrivederci”
“Si,ecco.La cosa più dolce e ..Non ho le parole,credimi.Non può che essere una bella persona una che scrive quelle cose.E se tra poco,quando andremo a combattere,ecco io..”
“Tu cosa?”
“Io…”
“Non lo pensare nemmeno.Non lo fare.Non permetterò che ti facciano male,non lo faranno.Non lo faranno,hai capito?”Lucia quasi urla
Rhona si alza dalla sua brandina e si sdraia accanto a lei.Cercando di calmarla,sussurrando dolci parole e accarezzandole il viso.
“Come sta?”Chiede una guardia al suo collega
“Zitto.Prima dava in escandescenze.Urlava,cantava,rideva,chiamava il suo cane. Sopratutto quello.Ora sta zitto.”
“Dobbiamo controllare?”
“Cosa,ma sei pazzo?Lo sai chi è questo?Il Longobardo.Non so quante persone abbia trucidato.Non è forse Natale , oggi?Cerca di rimanere vivo e di festeggiarlo bene con i tuoi.”
Nella cella un pesante silenzio,presagio di cattive notizie,fa sentire la sua tenebrosa e potente forza.
Natale,cosa faceva?Il delirio era passato,ora sentiva il sangue scorrere tranquillamente,il cuore battere regolarmente.Cosa faceva a Natale?Andava al mare. Pietraligure,Loano,Varazze. Con i suoi. E Achille. Ricorda la bellissima atmosfera malinconica,tenera,dolce. Pace. Ecco,era in pace con tutti. Lui un tempo sapeva anche amare.Non lo vuole scordare. Prendeva tanti libri e li leggeva. Poi il lavoro ,il negozio, aveva cancellato quella bella e sana abitudine natalizia.
E Achille,ora?Cosa farà domani?Ci sarà la festa di natale nel paradiso dei cani?Non vuole pensarci.Fa male.
Tra poco combatterà.Il consigliere imperiale è venuto a trovarlo.Due ore prima.Gli ha detto che vuole uno spettacolo come si deve.Rideva viscido e schifoso come gli uomini della sua specie sono sempre stati.
L’uomo comincia a ridere a bassa voce
“Achille,cosa dici?Glielo diamo uno bello spettacolo?Buon Natale amico mio.Ogni goccia di sangue,ogni testa decapatita,ogni vita che strapperò dal corpo di questi figli di puttana sarà dedicata a te”
“L’Imperatore verrà ucciso?”Chiede Caronte sbigottito
“Certo”Risponde il consigliere
“Come?Ma è impossibile…”
“No,ho agganci tra i senatori e due pretoriani che ci lasceranno fare.Non lo sopportiamo più. Un mediocre è sempre utile,per qualsiasi tipo di regime. Però quando egli oltre alla mediocrità,ha la cattiva abitudine di essere vanaglorioso,vanitoso,megalomane,bè…Potrebbe rivelarsi pericoloso sia per noi che per L’Impero.Quindi domani,dopo lo scontro,che vincerete tranquillamente,un uomo alle spalle dell’imperatore lo pugnalerà a morte.Tu lo ucciderai e a furor di popolo sarai il nuovo Imperatore,che ne pensi?”Domanda mellifluo il consigliere
Caronte ride felice.
La gente si sposta lentamente verso il Colosseo.Vecchio rudere pericolante,fatiscente.Tra le erbacce,le rovine,combatteranno i Gladiatori e i Prigionieri.Loro staranno in bilico su gradini consunti dal tempo.E tiferanno per quello che il potere ha deciso debba essere il loro eroe.Lo faranno pensando di essere liberi.

Circondate da Pretoriani e Legionari,Rhona e Lucia vengono scortate verso il Colosseo.La folla urla bestemmie e maledizioni contro le due donne. Tengono nelle mani i ritratti de L’Imperatore e di Caronte e guardano con espressioni feroci e sprezzanti le prossime vittime

La folla continua a inveire,deridere,urlare,tifare,poi all’improvviso il silenzio cala sulla strada. Zitti,immobili,fissano l’uomo circondato da legionari e corpi speciali armati fino ai denti e oltre.
“Il Longobardo”Mormora un bambino terrorizzato.
L’uomo cammina sereno e tranquillo.La serenità e tranquillita di un pazzo.
Dalla folla un urlo. Una donna ha perso la sua bambina che corre verso l’assassino.
“Sei il Longobardo?”
“Certo”
“E dove è il tuo cane?”
“Morto”
“Spero che tu lo possa raggiungere.”
“Lo spero anche io,ma prima vi porterò tutti con me”Sorride l’uomo mentre viene trascinato via.

Caronte guarda la sua squadra. Paul sta controllando le sue motoseghe,Jason indossa la sua maschera da Hockey e lucida la lama della sua mazza-falce,Eletric Killer si diverte a giocare con la corrente elettrica che esce dai suoi aggeggi strani.
Tra poco lui sarà Imperatore e questi uomini le sue guardie del corpo.

Il boato si fa sentire per chilometri.La gente incurante del pericolo salta e si diverte .Chiama ad alta voce i suoi idoli,esalta L’Imperatore- odiato nei giorni della settimana e poi per ogni piccola distrazione che offre ai sudditi,perdonato e idolatrato.
Rhona cerca la mano di Lucia.La trova e la stringe forte.
“Stammi vicina”Sussurra
“Non ti lascerò mai” Risponde la ragazza.

L’Imperatore si diverte e lancia saluti al suo popolo. Il consigliere se la ride sotto i baffi.Tra poco questo inutile pirla sarà morto.

Eccoli che entrano:I Gladiatori!Le note di Eye of the tiger irrompono nell’aria.l’Urlo della gente arriva fino allo spazio e oltre.

Caronte,Paul,Jason,Eletric Killer. Fermi in mezzo al campo si godono le isteriche urla della gente affamata di sangue,dolore,violenza,morte.

Fischi e insulti quando arrivano Rhona,Lucia e il piccolo e folle Longobardo.

“Ti fidi di lui?”Domanda Rhona
“Non abbiamo altre scelte.Non le abbiamo”
Il Longobardo tace.Tre assistenti del direttore degli spettacoli entrano in arena e consegnano ai tre Prigionieri le armi.
Il Longobardo prende la sua mazza chiodata.Stringerla in mano, gli da una sensazione gradevolissima di invincibilità e di grossi guai per i suoi nemici.
Lucia ha una spada di quelle corte ,che usano i Legionari, Rhona ha deciso di prendere un tira pugni e una catena.
Che lo scontro cominci..

Paul facendo volteggiare con precisione e delicatezza le due motoseghe in aria ,si avvicina per colpire Lucia Lei sente la lama tagliente della motosega sfiorarle la guancia sinistra.Con un balzo salta agilmente la seconda motosega pronta ad amputarle le gambe.Tira con decisione un colpo di spada alla testa del Gladiatore,ma viene bloccata dalla motosega nella mano destra di Paul.
L’uomo avanza. Lucia evita tutti colpi anche se viene colpita di striscio .Retrocedendo inciampa a terra e cade .Con il piede sinistro colpisce violentemente ai testicoli il Gladiatore. L’uomo perde la presa sulla motosega alzata al cielo per colpire la ragazza.Lucia l’afferra al volo e lo colpisce con violenza alla gamba sinistra.Carne,ossa,sangue le schizzano addosso. Paul urlando cade in ginocchio ,Lucia con violenza lo colpisce al collo con la sua spada.La testa del Gladiatore si stacca di netto dal corpo rotolando pigramente per terra.
Lucia pucciata nel sangue urla la sua gioia al cielo.

“Non è possibile!”Urla Jason
“Cosa?”Domanda Caronte
“HAI VISTO?Hanno ucciso …”
“E allora?Allora?Avanti entra e fa fuori quel nanerottolo”Dice il Capo dei Gladiatori gettando di peso l’uomo dentro l’arena

Jason avanza Muovendo la sua mazza-falce a rasoterra da sinistra a destra e da destra a sinistra.
Il Longobardo fa volare in alto la sua mazza,poi l’afferra al volo e la scaglia con forza contro la faccia del Gladiatore.Lo colpisce in pieno.I chiodi perforano il cranio del poveretto bucando il suo cervello.
Nemmeno un minuto di scontro
Il Longobardo si gira verso Imperatore e Popolo,mostrando a loro il dito medio.

Caronte è preoccupato.Quelli ci sanno fare.Eletric Killer entra in arena conoscendo per la prima volta la paura di morire

Rhona viene colpita in pieno dalle scariche dell’uomo e vola per cadere malamente sul terreno. Lontano arriva la voce di Lucia..Le gambe e le braccia si agitano,si sente bruciare.Capisce che l’uomo la sta colpendo ripetutamente.Le scosse non sono forti,ma ripetute diventano dolorosissime.Si sente abbandonare. Dovesse morire è contenta.Ha avuto una bella vita. Un bel lavoro,ha viaggiato, ha amato,sopratutto ora,sopratutto Lucia.
Poi con la mano desta afferra la catena.La sente ,si agrappa con forza e disperazione.
Urlando si alza e tira un colpo violentissimo al braccio destro del Gladiatore immobilizzandoli l’arto.Poi lo colpisce violentemente al viso con il tirapugni.Colpisce ,colpisce,colpisce,fino che sente le ossa della testa sgretolarsi,la carne lacerarsi,gli occhi fuoriuscire dalle orbite.
Poi molla la presa.

Il consigliere è nervoso.Il suo piano sta fallendo.Cosa fare?

Caronte entra in arena.Solitario,sa che andrà morire. Quante volte è toccata ad altri?Le cose vanno così.Non diventerà mai Imperatore.Morire a Natale.Una carneficina il giorno della bontà,dell’amore. Ironico.

Rhona,Il Longobardo,Lucia, sono al centro dell’arena.Come belve
affamate e arrabbiate.

Caronte urlando si getta contro i tre brandendo una pesante spada e tenendo uno scudo nell’altra mano
Lucia corre e poi si lascia andare in scivolata,centra l’uomo al ginocchio sinistro, spezzandolo.
Caronte cade.Rhona gli prende la spada e lo colpisce alla schiena.
Il Longobardo afferra lo scudo e glielo spacca con violenza sulla testa fino a quando è completamente spappolata.
Un silenzio innaturale avvolge il Colosseo. Poi da qualche parte un lieve e debole applauso.A quello si unisce dall’altra parte del Colosseo un altro applauso,e poi altri,e altri ancora
Alla fine la folla è in piedi ed osanna i tre nuovi eroi

Il consigliere è furioso,sta per esplodere.Dannati hanno fatto fallire il suo piano.Guarda i Pretoriani,si stanno avvicinando a lui.Intuisce di colpo di essere stato scaricato dai Senatori.Lo hanno usato e lui ha creduto troppo nelle sue capacità.
L’imperatore è in piedi. Applaude anche lui.
L’uomo si getta contro quel maledetto vanesio che non sopporta affatto e insieme precipitano rovinosamente verso terra.
Nell’impatto L’imperatore muore sul colpo.
Il consigliere si alza con fatica.Sputa e vomita sangue,si regge a malapena in piedi.Vede i Pretoriani correre verso di lui.Lo faranno a pezzi.Pensa al presepio.Lo faceva sempre ,ogni Natale. E passava una bella giornata con sua moglie e i loro tre bambini.Poveri piccoli,poveri innocenti.Un giorno arrivato a casa, con la bella notizia della promozione e la possibilità di comprare quella bella villa che sua moglie tanto ammirava,aveva trovato la donna davanti alla lavatrice.Al suo interno le tre teste dei suoi bambini.
Il consigliere piange.Lacrime che diventano rosse sangue quando puliscono le sue ferite.Ha perso tutto. Chissà se il Natale per lui potesse concludersi con un viaggio in paradiso.No. La gente come lui non ci va.Non ci andrà mai.
Così abbassandosi con fatica prende la spada imperiale e con dolore ,rabbia,angoscia,malinconia per vita che se ne va si getta contro i tre prigionieri.
La mazza chiodata del Longobardo gli squarcia il ventre.Lucia lo infilza con la spada appena sotto il cuore e Rhona lo colpisce violentemente al naso con un pugno. Il consigliere cade moribondo.Morirà abbandonato nelle segrete della prigione imperiale.Tre ore dopo.

La colpa sarà tutta sua,i Senatori denuncieranno tutti quelli che sapevano del complotto.Portando la falsa giustizia dei perfidi al trionfo.

Porto Ercole
L’acqua accarezza i piedi di Lucia.Lei si sente in pace con il mondo intero. Rhona la raggiunge e l’abbraccia.La stringe a se.
“Non avevo ragione?”
“No!”Ride la donna inglese.
“Qui saremo sicure.Sai ho ripreso la mia attrezzatura da sub,se vuoi ti insegno”Dice la donna italiana scompigliando i capelli di Rhona
“Tu insegni a me?A Eden Sinclair?”
Le due donne ridono.
“Il Longobardo?Non l’ho più visto..Doveva venire con noi”
“Non può,non è la sua terra questa,Rhona.Non può vivere come noi.Sarà da qualche parte”Risponde Lucia.
Poi le donne si allontanano camminando abbracciate lungo la spiaggia.

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: