SUICIDE SALLY AND JOHNNY GUITAR

3 Mag

Lo vedi?Laggiù,all’angolo,si:dove ora c’è quel bar alla moda.Ecco… Anni fa c’era un negozio:Rockline.Gesù Cristo,che dico negozio?Era un fottuto paradiso per fottuti rockettari.E puoi credermi,baby,se ti dico una cosa simile,ok?Ci andavo spesso.Cioè,qualcuno andava all’oratorio,altri in qualche centro sociale,molti si ritrovavano in quel campetto..mm..quello in via Bixio,hai presente?Giocavano a pallone.Fumavano.Erba.Sempre.

Bè,io avevo questo negozio.Ci passavo davvero le giornate intere.Ho comprato ,si cazzo se ho speso in dischi!Ti dico:Whitesnake,Black Crowes,Lynyrd Skynyrd,e roba blues.Il proprietario mica ti vendeva solo un disco,ti rendeva partecipe di quella magia.Capisci?Quanti giorni!I migliori,sissignora non posso negarlo.”L’uomo magro con i capelli lunghi e neri come il petrolio e la notte,quando è cattiva e piena di brutti incubi, si sistema sul viso emaciato,i suoi enormi occhiali da sole.Non se li leva mai.

“Quindi,prima di Manhattan’s c’era un negozio di dischi?”Domanda la ragazza con il piercing al naso e sulla lingua,capelli arancioni e ciuffi gialli.Di sana e robusta costituzione.

“No,che negozio di dischi!Era lo spaccio del rock’n’roll.Sai una cosa?Il rock è immortale,ma noi no!”Risponde lui fissandola.Lentamente un sorriso feroce e sarcastico appare sul suo viso.L’esplosione è potente e distrugge completamente il locale per fighetti borghesi conosciuto come Manhattan’s.

SUICIDE SALLY AND JOHNNY GUITAR

Inizio!

Cosa c’è di peggio rispetto a una pedata nelle palle?Un rumore molesto e violento che ti sveglia mentre stai dormendo,o sei talmente ubriaco e ridotto da far talmente schifo che qualcuno potrebbe pensare che tu stia dormendo.

Il commissario Rossi cerca con la mano sinistra di trovare il suo cellulare.Sigarette,lattine di birra,una tristissima confusione, unica compagna di un uomo che vuole solo arrivare al capolinea.Trovato!

“Giovanni?”La voce chiara e forte è quella di mr ottimismo:l’ispettore Ruggero Maccari.Unico suo amico rimastogli.

“Cristo!”Mormora Rossi.

“Forse non è il momento adatto,ma ho una notizia”

“Una che?Notizia?Ok,dammela ma salta la rassegna stampa,ok?Non mi piacciono le disgrazie.Ne ho troppe delle mie”Ordina il commissario.

“Sai quel..che cosa è?Romeno?Croato?Quel tipo che prima aveva una catena di negozi,ma si dai!L’hai preso tu per stupro no?”

“Cazzo,ho arrestato tutta la ex Jugoslavia e la Romania andata e ritorno.Solo quelli posso arrestare no?Come faccio…”

“Vive in via Dante.Ora lo ricordi?”

“Oh,cazzo!Si.Quel fottuto rompicoglioni!”

“Bè,ha voluto vedere se era in grado di volare.E si è schiantato sul marciapiede.”Dice Maccari ridendo.

Rossi distende le braccia sul letto e poi comincia a urlare di gioia fino a quando è senza energie.

 

La nostra città è una specie di territorio di caccia.Si,ho detto caccia.Non mi interessa che tu al referendum abbia votato contro,e poi come facevi tesoro se non eri ancora nata?Oh,si?Quanti cazzo di anni hai me lo devi spiegare.Comunque:cosa serve a dei bravi cacciatori?Armi!Si,giusto.Ne abbiamo,ragazza.Hai visto prima al bar?Bè,quella è una piccola parte.Poi un mezzo per muoverci e abbiamo questa macchina,fino a quando resiste perlomeno.E le prede?Tante:tutta la città

 

Distrattamente Lorenzo guarda l’orologio.Un paio d’ore di libertà e poi l’appuntamento fisso con la sua clientela.L’edicola ,in tempo di crisi,non è sicuramente l’eldorado ,ma meglio di niente.

Bussa alla porta di quella che un tempo era casa sua,di suo padre,ma sopratutto di Emma e di sua madre Tiziana.Morte.Una uccisa misteriosamente,e non hanno mai trovato l’assassino o meglio l’hanno trovato…Ma poi miracolo della legge era stato assolto e girava libero per la città.La madre si era suicidata,non resisteva al dolore della perdita della sua adorata figliola.Così brava,così perfetta.Lorenzo sente una brevissima e insidiosa rabbia contro la sorella morta.Si vergogna e la ricaccia nel buio del suo Es.

Il padre apre la porta:sorride.C’è Totò che li aspetta!Quante risate con quel comico di Napoli,come stanno bene quando guardono i suoi film.Suo padre reagisce così.Come se fosse impazzito e vive in uno strano universo cinematografico.Voleva fare quello come lavoro.Quando era piccolo non sentiva parlare di altro che non fosse cinema.Ogni volta che aveva un problema,una tristezza,suo padre prendeva e andava a vedersi qualche film.Non importa di che genere,per lui non aveva nessuna importanza.

“Vieni,vieni,che comincia Totò”Gli dice sorridendo. Lorenzo lo segue fino al soggiorno e poi insieme si accomodano sul divano.La pellicola è una delle preferite di suo padre:Totò,Peppino e la Malafemmina.Un piccolo capolavoro della comicità nazionale.Un giorno in edicola aveva letto che Dorian Gray,l’attrice che faceva “la malafemmina”,si era uccisa.Il pensiero per un secondo era corso alla madre.Poco tempo,ma sufficente per rovinargli l’intera giornata.

Suo padre ride mentre segue le avventure dei due fratelli che arrivano a Milano da un paesino del sud.Spaesati e disorientati,eppure non si lasciano travolgere.Si ritrova,come sempre, a ridere anche lui per le disavventure di Totò e Peppino.

“L’ho visto”Sente la sua voce uscire dalla sua gola ,in cerca di comunicare con qualcuno.

“Lavora in un posto.Assemblaggi fanno o una cosa simile.Un magazzino.Lavora.Ho un bar in quelle zone,la mattina porto i giornali e insomma lui lavora lì…Cioè,non nel bar.Nel magazzino.Forse devo lasciare stare.Insomma non possiamo decidere nulla noi,vero?La legge si è espressa.Avvocati,conoscono le regole e sanno dire chi è colpevole e chi no.Cioè,io credo sia così.Non lo so,mi viene da pensare…Ti ricordi da giovane,quando avevo ,già quanti anni avevo?Venti.Si,insomma a te piaceva così tanto Il Giustiziere della Notte.Io mi arrabbiavo,perchè lo ritenevo un film fascista.Lo ricordi?”Lorenzo si volta verso il padre che segue il film sorridendo e ridendo a bassa voce,come faceva sempre.

“Cosa posso fare?Io di notte spesso penso di ucciderlo.Non solo di ucciderlo,capisci?Però questo pensiero mi fa star male.Di giorno mi vergogno e insomma se fossi credente,magari ..Che ne so?Pregherei,penso che probabilmente farei così.Non sono un assassino e non so…Ucciderlo,farebbe di me un assassino?Mi prenderebbero e poi andrei in prigione,chi penserebbe a te?”Lorenzo accarezza dolcemente il viso del padre.

Totò sta dettando la lettera a Peppino,i due uomini seduti sul divano ridono fino alle lacrime agli occhi.

“Questo volevo dirti.Sento il bisogno di parlare,ma chi ascolta?Ormai poi, non facciamo nemmeno più notizia.Quando Emma era morta gli affari andavano bene,c’era gente che veniva in edicola,perchè eravamo quella del telegiornale.Non so..non so cosa fare…”Mormora Lorenzo

“Ammazzalo”Gli risponde secco e duro il padre.

 

“Come mai oggi sei venuto qui?Non c’è la mamma?”Chiede il piccolo Andrea a suo padre:il commissario Rossi.

“Vacanza”Risponde vago lui

“Vacanza?”

“Vacanza”

“Ah,ecco…”

“Una specie..di vacanza.Mi hanno sospeso,in attesa di trasferimento.”Spiega l’uomo

“Hai fatto del male a qualcuno?”Vuol sapere il bimbo.

“No,no.Tranne a me stesso.”

“Enrico dice che volevi sparare ai tuoi colleghi…”

“Enrico?”

“Si,è il mio nuovo papà”

“Oh,nuovo.Cambio di stagione?Buttiamo via la roba vecchia e prendiamoci la nuova!Magari,al saldo.Ma si…” Borbotta stizzito Rossi.

“Bè,dice che hai fatto questo.”

“Se lo dice lui…”

“E la mamma”

“E la mamma.Ovviamente.”Rossi sente la collera crescere dentro di sè.E poi un senso di amarissimo e tenerissimo schifo verso quello che è diventato.

“Io farò il poliziotto”Dice allegramente il bambino.

“Uh?Davvero?Per menare qualche studente o qualche anarchico?Quello lo puoi fare.Non puoi sparare in testa ai mafiosi,quello non è ammesso.Hanno gli avvocati.”Nervosamente cerca di accendersi una sigaretta.Non ci riesce.

“Voglio difendere i buoni,lo dice sempre Enrico…”

“Ma cosa cazzo ne sa Enrico!”Sbotta Giovanni

“Fa il poliziotto”

“Il poliziotto?”

“Si,è un commissario come te.”

“Ah,quindi tu vuoi fare il poliziotto ,non perchè è il mio mestiere.Ma perchè uno stronzo che si diverte a giudicarmi..Ma va..lasciamo stare,ok?”Giovanni si alza.Tra poco sarebbe arrivata sua moglie per prendere il bambino.Voleva parlarle e dirle che aveva ricevuto una buona notizia quella mattina. Cosa importa ora?

“Bè,aspetta la mamma ok?”

“Te ne vai?”

“Se ti dico di aspettare la mamma,che vuol dire?”Meglio che io vada altrimenti il tuo nuovo papà diventa anziano a furia di pedate nel culo che gli darò.Vorrebbe dirgli questo a suo figlio,ma desiste.Che vita di merda.Però non si piange addosso,perlomeno non lo fa sempre.Di solito beve.

Vede in lontananza la macchina della moglie,una di quelle …Che cazzo di nome hanno?Suv.Insomma una di quelle.Lui si allontana a testa bassa,non sente nemmeno suo figlio che lo saluta.

“Una bomba.All’interno del bar!Saranno quelli là,come si chiamano?I fondamentalisti.Tutti questi arabi che abbiamo qui da noi”Dice la signora anziana a una sua vicina di casa.

“Eh,che mondo!Chissà dove andremo a finire,signora!”Ribatte l’altra vecchietta.

“Si,infatti ci sono in giro di quelle …Ah,buongiorno signor Rossetti!”La donna saluta un uomo magro e occhialuto,più vecchio di quanto in realtà possa dimostrare.L’uomo risponde con un debole cenno del capo.

“Povero,una così brava persona.Sua sorella non si è mica ammalata?Una così bella ragazza.Immobile.E lui fa di tutto:la lava,fa da mangiare e la imbocca,tutto.Una così brava persona”.

Ogni giorno diventa sempre più difficile muoverla.Sente che non ha più la forza necessaria per spostarla.Un peso morto.Giacomo si siede su una seggiola posta accanto al letto.Accende una sigaretta.Guarda la sorella.Quante cure hanno tentato?Non se lo ricorda nemmeno più.

“Ho trovato un posto.Ti porterò questo fine settimana.Questa tizia parla con la Madonna,e lei le suggerisce delle …ehm,cure o medicine.Non ho ancora capito.Una santa,dicono.Ecco,la mamma,te lo ricordi no?Che era seguace di quella madonna..Come si chiamava?Bè, dicono che molta gente sia guarita.Marta,io credo che non ci costi nulla tentare?”L’uomo si accende un’altra sigaretta.

Con il pensiero va a due giorni prima,quando aveva ucciso una donna che per vivere faceva la prostituta specializzata in giochi sadomaso.

“Ho provato piacere,sai?Non ti parlo di quello che provavi tu,quando eri giovane e avevi tanti fidanzati.Troppi.La promiscuità fa male,sai?Questa erotizzazione forzata.Non posso farci nulla.Sto annegando,e non riesco a toccare il fondo.Cerco di resistere,sai?Mi sforzo.Da ragazzino ci riuscivo per un po’,ma poi andavo a cercarle.Non potevo farne a meno.L’ho uccisa.Due giorni fa.E sai una cosa?Non è l’unica.”Giacomo a stento trattiene una risata,ma ben presto si ritrova a piangere silenziosamente.Come può guarire sua sorella ,se non riesce a guarire lui?

 

 

Cartoni animati e album da disegno per bambini. Cosimo,sa benissimo che non può farsi beccare dai suoi compari mentre pratica questi suoi due hobbies.Lo deriderebbero.

A lui invece piace,certo è anche un noto picchiatore.Anzi di più,un noto e stimato torturatore.Però non toglierli i suoi cartoni animati:Willy il coyote,Titti,robe così.Tex Avery?Doveva chiamarsi così l’uomo che aveva inventato alcuni dei suoi eroi preferiti.Magari fosse così anche la vita.Ti fai malissimo,ma non muori.Con attenzione pittura un cagnolino che passeggia per un prato,tenendo un osso in bocca.

Il telefono squilla.

Non vorrebbe rispondere,ma deve.

“Pronto?”Domanda

“Cosimo,ciao!”Riconosce la voce.Alfredo.Quando chiama sa che c’è lavoro,e anche un lavoro dannatamente serio.

“Dimmi”

“Oh,ma lo sai che è successo?”

“No”

“Hanno fregato le nostre armi”

“Ah,si?”

“Si,quelle che avevo dato a quel coglione.Vedi te a fidarti delle persone.”

“Devo prenderlo?”

“Si,perchè tra due giorni ci sarebbero servite .E se non le trovi sai che succede?”

“Certo che lo so,cazzone.Molto probabilmente sarò io a farti a pezzi”

“Faresti questo a tuo fratello?”

“Che me lo domandi a fare?”Risponde duro Cosimo e aggancia la cornetta.

“Non dovremmo avere un nome?”Chiede la ragazza al guidatore.

“Un nome?”

“Un nome.Certo,che c’è di male?”

“Non ti avevo detto che non era importante?Niente nomi.Perchè i nomi hanno sempre un cognome con sè.Quindi una persona.E una persona,girala come vuoi,è una storia.Non avevamo fatto un patto?”

“Si.Certo,ma non dico un nome vero.Uno di fantasia.Tipo Bonnie e Clyde”

“Bonnie e Clyde sono due nomi veri”

“Ma va la!No,che dici!I nomi veri sono Fay Dunaway e Warren Beaty.Mica l’hai visto tu quel film!”Ribatte ridacchiando lei.

“Certo che l’ho visto.Ho quasi il doppio della tua età,ragazzina”

“Bè,pensavo ora che abbiamo fatto il botto,e l’abbiamo fatto proprio fisicamente,insomma servirebbe un nome.Per la tv,e per le masse.”

“Un nome?Ma che ce ne frega a noi della tv e delle masse?Mica voglio diventare l’idolo di nessuno.Io voglio fare a pezzi questo schifo di città.E basta.”

“Ok.Mi pareva una bella idea…”

“Ti pareva ,ma non è così”

“Ok,ok”

“OK”

“oK”

La radio trasmette una canzone ,il guidatore prima la canticchia a bassa voce,poi la canta a squarciagola.

“Come si chiama?”Domanda lei

“Eh?”

“Come si chiama?”

“Cosa?”

“La canzone”

“La canzone?Ah,questa…Suicide Sally and Johnny Guitar.Primal Scream,la band.”

“Fighissimo,chiamiamoci così”Sbotta lei.

L’uomo al volante ride.Vada per Suicide Sally and Johnny Guitar.

Ruggero si versa da bere,acqua naturale,nel grande bicchiere vicino al suo piatto di gamberi al curry.Guarda Giovanni che litiga con i bastoncini per riuscire a mangiare la sua pasta.

“Usa la forchetta”Suggerisce divertito Maccari

“Cosa?”Chiede Rossi mentre sta combattendo una fottutissima guerra privata tra lui e miliardi di cinesi.

“Hai presente?La forchetta.Guarda che è lì,accanto al tuo piatto.Non ti mandano a spaccare pietre, se non usi le bacchette.Cazzo sembri il John Bonham dei poveri!”Ridacchia l’ispettore

“Oh,ti diverti?Bè,vaffanculo”Il commissario molla quelle cazzo di bacchette e afferra la forchetta manco fosse Excalibur.

“Bè,come va?”Vuol poi sapere.

“C’è un dannato movimento,baby!Così direbbero gli sbirri americani!”

“Cosa?Ahahahah,ma come cazzo ti vengono in mente?”

“Che c’è ?Te lo giuro Giovanni.Direbbero così.Serpico,era il tipo che avrebbe risposto in questo modo alla tua domanda”

“Serpico?”Rossi ride.

“Va che abbiamo un bar demolito e dieci morti.Una donna,una prostituta ,ma sai una di quelle che fa cose..Ehm,diciamo particolari:morta.Non solo morta,tu sai cosa intendo vero?Ormai…”

“Ne ho viste tante”

“Troppe”

“Si,troppe”

“E non hai retto”

“Non ho retto”

“Non c’è niente di male”

“No,non cìè niente di male.A proposito,sai qualcosa..

“Il trasferimento?”

“Si”

“No..Non so ..Comunque c’è una cosa”

“Cosa?”

Maccari tira fuori dalla tasca un accendino,quelli che hanno anche la luce incorporata.Giallo.Lo mette sul tavolo.

“Quanto pare quel romeno o croato,sai quello..”

“Quello che si è gettato dalla finestra”

“Si,quello che si è..Ecco,non direi che si sia gettato”

“Ah,no?”

“No.Quanto pare un vicino di casa ha sentito che litigava con qualcuno.”

“Ha sentito?”

“Lui dice così.Dice che era sveglio perchè accudisce la sorella.Una bella donna.Prima almeno,perchè ora..”

“E cosa ha detto questo bravo cittadino?”

“Che ha sentito quel cazzo di straniero di merda litigare con qualcuno.”

“Un italiano?”

“Forse”Con la mano Maccari spinge l’accendino verso Rossi.

“Magari era ubriaco e urlava da solo”Dice Giovanni prendendo l’accendino e rimettendoselo in tasca.

“Probabile”Sorride Ruggero.

Suicide Sally fuma tranquilla una sigaretta,girano lentamente con la macchina.Non c’è anima viva a quell’ora della notte o del mattino,non l’ha mai capito.

No,avevano trovato una potenziale vittima.Un marocchino ubriaco che vagava in stato confusionale,piangendo e ridendo nello stesso momento.Quando lei aveva sparato ,però l’uomo si era chinato per vomitare.Lo aveva mancato.

“Eccolo”Dice Johnny Guitar.

Un uomo ,appena uscito dal suo palazzo,vestito elegante e tutto il resto.Si stava avviando verso una macchina parcheggiata davanti allo stabile.

Sally prende il fucile con il mirino laser.Punta l’uomo.Quello stava pensando alla riunione in cui avrebbe portato avanti il suo piano di chiusura della fabbrica,cazzo fregava a lui degli operai.All’estero gaudagni di più e non hai tutte queste rotture del cazzo.Il puntino rosso si sposta pigramente dal cuore alla fronte dell’uomo.

“Cosa?”Si domanda.

Sally spara.

 

I biglietti per la partenza sono pronti.Giacomo prepara la sorella per il viaggio.Quella donna ogni sera vede la Madonna.Ogni sera alle 18,30.E guarisce i malati.

Quando aveva visto il poliziotto,qualche giorno prima,si era spaventato.Pensava che sarebbe toccata a lui.Avevano trovato delle prove schiaccianti.Carcere a vita,dove avrebbe subito violenze disumane da parte degli altri detenuti.Poi invece quello aveva cominciato a fare domande sul suo vicino.Quel tizio che aveva avuto diversi problemi con la giustizia.Un tipaccio,un farabutto.Era contento che qualcuno lo avesse ammazzato.Un delinquente di merda!Così aveva risposto come farebbe ogni bravo cittadino.Non solo,si era permesso di essere comprensivo con lo sbirro.Dovevano dar a loro maggiori poteri,che quella feccia si meriterebbe la morte.Il poliziotto aveva sorriso,ma amaramente.”Siamo in democrazia”

Peccato,voleva rispondergli.

Guarda l’orologio.Una vocina gli dice di andare a vedere,c’è una piccola sorpresa per lui.

“Non devi andarci”Si risponde.Farebbe tardi per il pullman.

Tanto le signorine tanto cattive ,lo avrebbero aspettato al suo ritorno.Come sempre.

 

“Come è andata?”Chiede la donna bionda e dal viso stanco e rugoso a suo marito,di ritorno dal lavoro.

“Bene”Risponde lui,con un tono di voce che fa comprendere tutto il contrario.

“Cosa è successo?”

“Niente”

“Niente?”

“Niente!”Sbotta lui,pestando i pugni sul tavolo.

“Lo so .”

“Sai cosa?”

“Come ti senti.Ti sono stata vicina per tutto il processo”

“Ma la gente non ti dice :assassino maledetto,ci vuole la pena di morte.E questo è niente.Il peggio viene quando non parlano,ma ti guardano.Giudicano,sempre.Come fargli capire che sono innocente?”

“Lo ha detto la legge.Sei assolto per non aver commesso il fatto”

“Non per la gente,non per loro”

“Io chi sono?Non ti basta?”

“No”Dice lui alzandosi e lasciando la stanza.

L’uomo si chiude in bagno.Aveva conosciuto Emma navigando nella rete.Lei faceva la web girl.Si spogliava,si masturbava per uomini in cerca di un po’ di sesso a buon mercato.Era diventata la sua ossessione.Per caso una sera l’aveva vista.Usciva da una edicola.Quella del fratello.L’aveva seguita e così era venuto a conoscenza dove viveva.E dove girava film porno per pervertiti andati male.Roba con animali,cose del genere.

Una sera l’aveva fermata.Ricorda che voleva passare la notte da lei,litigarono e lui era stato abbastanza duro e violento.Era la sua ossessione.

La polizia sospettava di lui,la stampa ci ricamava sopra.L’inferno!Poi dopo una prima condanna e tre terrificanti anni nelle prigioni nazionali:l’assoluzione.

Ora non vuol altro che ritornare a vivere.

 

Cosimo seduto sulla panchina del parco si gode quel poco di bello che la vita possa mai offrirci.Bè,lui è convinto di questo:esiste qualcosa di bello o di speciale,fai un po’ te,niente di che magari,ma prendi una giornata come oggi.Si,avanti :prendila!C’è il sole,ci sono le mamme con i loro bambini,cani che corrono.Non è molto?Ma a lui va bene così.Seduto sulla panchina ,pittura un albo con protagonisti degli animali.L’ha preso nell’edicola dove va di solito.Il ragazzo tempo fa aveva perso la sorella,qualcuno l’aveva massacrata.Nessun colpevole.Lui avrebbe fatto a pezzi quello che aveva ammazzato la sorella,ma la sua non è legge:è crimine.Bene ,ora sarà ora di mettersi in moto e cercare quel povero coglione che si è fatto fregare le armi.Suo fratello Alfredo non è come lui.Non è altro che uno sbruffone da quattro soldi,chissà come aveva incastrato quel povero cristo.Guarda per un momento quell’umanità calma sul limite del precipizio,poi si alza e se ne va.

 

Come ucciderlo?Una pistola,ma dove trovarla?O un coltello?Ma lui è più robusto.Investirlo?Certo ,se guidasse la macchina,come farlo?Una rabbia violenta lo tormenta ogni giorno.Nella sua testa l’eliminazione del rivale è facile.Pensa anche di torturarlo,come hanno fatto con Emma.Poi sente una voce che gli dice di non farlo,non guadagni nulla.E allora bestemmia,ci manca solo l’angelo perbenista.

Poi si avvia verso la casa del padre.Oggi ci sarà da vedere :”i due colonelli” con De Sica.

Giacomo è travolto da quel baraccone di superstizioni per gonzi,dalle scemenze che quella buffona si lascia scappare.Eppure guarda che folla:malati,disperati,anime perdute,bigotti rozzi,una rappresentazione farsesca e commovente di varia umanità.Prega che qualcosa di vero ci sia,che Dio o la Madonna guariscano sua sorella.Lui ormai è perso del tutto,sa che ha un viaggio per l’inferno e deve preparare le valigie al più presto.

La donna dice che la madonna l’ha presa per mano e portata a vedere il paradiso,il purgatorio,l’inferno,e che se vogliono davvero essere salvi,che diano i loro soldi e beni materiali,sterco del diavolo,a ella e ai suoi che li purificheranno dalla maledizione.

La gente esulta!E arriva una lunga fila che spingendo,piangendo,gridando, porta quello che hanno raccolto in una vita di lavoro e sofferenze.Che la madonna li ripaghi ora,oh almeno che offra a loro un caffè nel bar paradiso.

“Cosa hai detto a tuo marito?”Chiede il ragazzo, pelato e tatuato come un vero tamarro, alla donna seduta al suo fianco.

“Che dovevo andare da mia sorella.Non sta bene.”Dice lei

“Bè,un po’vecchia come scusa.No?”

“Si,caro.Ma mio marito è troppo tonto per non crederci.”

Sara guarda fuori dal finestrino.La gente non la capirebbe.La chiamerebbero puttana.Non sanno cosa significhi sprofondare nella noia della vita quotidiana.Marco è un buon marito e un ottimo padre,ma non c’è quell’avventura che vede nei film.Si vede che guarda film scadenti,visto che tipo di amante si è trovata.Un buffone avanzo di palestra e di vita randagia.

“Cosa vuole quello?”Si domanda spazientito Kevin,l’amante di Sara.

“Chi?”Dice lei girandosi verso la macchina che li segue.

“Continua a farmi i fari,stronzo!”Lui già si pregusta una bella scazzottata per far eccitare la sua bella.

“Dai,Kevin!Lascia stare.”Mente lei.Ora se ne vedranno delle belle.

Il ragazzo ferma la sua auto.Scende,gonfiandosi il petto da vero guerriero.

L’altra macchina è ferma. Ha i vetri scuri.Una macchina tutta nera.Ricorda che un tempo da bambino aveva visto un film che si chiamava :La macchina nera.La guidava il demonio.Per un piccolo spazio di tempo avverte una sottile paura.Lei però è lì.Deve fare il guerriero fino in fondo.

“Ehi!Coglione”Kevin cammina verso il suo nemico.

Dalla macchina scendono in due:un tizio magro e rugoso vestito di nero,occhiali compresi. E una ragazza non molto alta robusta,punkeggiante.Entrambi hanno in mano dei fucili a pompa.

“Cri..”Non finisce perchè i due esplodono diversi colpi contro di lui.La sua testa esplode ,come le braccia,il pene,il ventre.

Sara è spaventata.Si chiude in macchina e tanta di farla partire,ma i due hanno già sparato alle ruote posteriori.

Lentamente si avvicinano.Sara vede che la ragazza ha in mano qualcosa.Una tanica di benzina.

Qualcuno gentilmente bussa al vetro della portiera.

Lei si gira tremando

“Una volta ,dicono,le puttane come te le bruciavano.Vuoi scoprirlo?”Chiede lui.Poi lentamente la sigaretta cade per terra,dove la ragazza ha versato la benzina.

Suicide Sally e John Guitar rimangono a vedere il falò cantando This land is your land.

Rossi ha preso l’abitudine di seguire Enrico e la sua ex famiglia.Sono felici.Si vede che hanno fatto in fretta a dimenticarlo.Succede.Cerca una bottiglia di qualsiasi cosa scaldi i cattivi sogni e sciolga gli incubi.Non trova nulla,bestemmiando avvia la macchina e ritorna a casa.

“Come stai?”Chiede Giacomo alla sorella.Ovviamente lei non risponde.

“Stupido io a credere in Dio.Sono meglio come assassino,sai?Non mi hanno mai preso.Come tuo fratello invece che ho fatto?Niente.Vuoi vedere un po’ la tv?O ascoltare musica?Mi ricordo quando cantavi quella canzone…Come si chiamava?Hallelujia?”Giacomo la canticchia piano piano accarezzando il viso della sorella.

“Devo andare.Non posso fermarmi.Vorrei,ma come posso?Torno,non ti preoccupare.E ti porto..che ti porto?Si,ecco!Dei fiori.Ecco cosa ci vuole:fiori.”

 

Ruggero fuma piano la sigaretta.Un modo per tenerlo lontano dal mondo di schifo e depravazione che ogni santo giorno gli capita di incontrare.Non è come Giovanni,povero Giovanni,che si è lasciato travolgere.Lui vuole stare a galla.

“La solita puttana,sicuramente femminista e comunista”Dice un suo collega

“Comunista?”

“Bè, ama frustare i maschi?Una poveraccia…”

“Una vittima.Ora lei è solo una vittima e il nostro lavoro non è quello di giudicare la vita dei vivi,ma di assicurare alla giustizia chi li ha uccisi”Taglia corto Ruggero.

La terza sadica del cazzo fatta a pezzi.Che sta succedendo?La bomba nel bar,un uomo seccato all’uscita di casa,una coppia massacrata.Sarà veramente la fine del mondo?E lui cosa deve fare? Arrestare Dio e non farlo uscire da galera?Peccato! Era un ottimo cantante haeavy metal,amava i Rainbow.

“Lorenzo?”

L’uomo alza la testa dalla rivista che stava leggendo per vedere chi lo stia chiamando.

Un uomo di statura media,robusto,baffi e una faccia da duro,ma non di quelli diversamente etero che van di moda oggi,da qualche parte è sicuro di averlo visto,ma non rammenta dove.

“Lorenzo?Sei tu?”

“Si”

“Oh,finalmente!Lieto di conoscerti,ragazzo!”L’uomo gli stringe la mano,una stretta forte e sicura.

“Lei..Mi dica?”

“Che ti devo dire?Sono qui per darti una mano.Mi chiamo Kersey.Paul Kersey.Ecco,sai come dico?Se devi fare un lavoro vai a fare l’apprendistato da uno che è una vera e fottuta leggenda nel suo campo.Che dico leggenda?Una leggenda che prende a pedate nel culo le leggende.E quindi eccomi qui:tu vuoi fare il giustiziere,no?E io sono il migliore in questo campo!”Sorride tra il cameratesco e il minaccioso l’uomo.

“Oh,cazzo!Paul Kersey?Quel Paul..Il giustiziere della notte!”

“Bè,questo qui è il nome che ho in Italia.Comunque ,ok!”

“L’idolo di mio padre.Ama tutta la sua saga,tutta!”

“Ha un bel stomaco tuo padre per digerire tutti e cinque i miei films.Bè,dicevo :figliolo cominciamo male.Malissimo.”

“Perchè?”

“Come perchè?Non hai nemmeno un’arma.Ecco,vedi io sono fortunato.Vengo dall’America.Lì è facile acquistare una pistola,mentre qui da voi.”

“Difficilino..”

“Difficilino?Come cazzo parli?No,dico..Cosa ti dico?Ah,si:l’America è una grande democrazia,la terra delle possibilità e delle libertà.Cosa c’è di meglio?Cosa avete voi di meglio?”

“Bè,abbiamo…”

“Niente,solo che siete una delle nostre colonie con gli ascari più fedeli.Anyway,mi sforzerò di darti una mano.Non hai una pistola,non hai il fisico,ma una cosa ce l’hai:la cattiveria.Usala.”

“Ma come?”

“Colpiscilo alle spalle.Con un coltello o altra arma,che puoi trovare dovunque.La sorpresa ti darà un doppio vantaggio.Spero solo che sia l’uomo giusto.”

“L’uomo giusto?”

“Già:l’uomo giusto”

“E come faccio a saperlo?”

“Prega che tu stia facendo la cosa giusta,altrimenti saresti solo un altro assassino. E allora….”

“Allora?”

“Dovrei ammazzarti”Dice Paul mimando il gesto di sparargli con una pistola.

Lorenzo si risveglia dal sonno di colpo.

 

La televisione trasmette gioia e allegria di seconda mano,per chi si accontenta.A sua moglie va bene così.Salvatore mangia in silenzio.Sta pensando all’uomo che ha visto uscire dal palazzo dove era stata trovata uccisa una di quelle donne ,quelle specialiste.L’aveva visto mentre in fretta trafficava con la tasca del suo impermeabile scuro.Era ,sembrava,un po’ sporco di sangue.Dovrebbe informare la polizia.Poi gli torna in mente il calvario che ha subito lui,e sopratutto che dovrebbe spiegare anche perchè si trovasse in quel luogo e non sul posto di lavoro.Gira la faccia verso la tv.Forse quella roba potrebbe fargli bene.Forse.

 

“Come fai?”Chiede Rossi al suo collega Maccari.

“Come faccio cosa?”

“Ad amare questa città”

“Mica l’amo.Non è una persona,ci vivo.E cerco di viverci bene.Perlomeno quello che riesco e posso ottenere.”

“E pensi che si possa salvare?Qualcosa o qualcuno?Pensi che questi qui fuori non abbiano troppe debolezze e miserie,per essere salvati?E da chi?Da noi?Dalla giustizia?”

“Si,da noi.Non dico che li salveremo,non possiamo farlo.Però voglio tentarci.Sono una persona civile,che vuole un mondo civile.Democratico,forse.Anche se è una bugia…”

“Mr Happy End.Tu faresti carriera in un posto come Hollywood lo sai?Io…”

“Tu?”

“Lo so.”

“Lo sai?E cosa?”

“Non ci sarà nessun trasferimento.Finita.Giusto così, perchè quello che ho fatto…”

“L’hai fatto.Sorpassato.Hai bisogno di un posto più tranquillo,dove calmarti e ricominciare”

“Calmarmi…No,è che forse come poliziotto non valgo gran che.Vanno in giro,li vedo.Si sentono…Lo sai,ti è mai capitato?Un tizio arriva da te:spaventato.Ti dice che della gente lo minaccia.Vogliono il suo negozio.Ti porta anche nomi e cognomi.Brutta gente,pensi e sai cosa rispondi?Ha le prove signore,perchè dobbiamo avere la certezza.Come se non bastasse che quello è un bravo cittadino.Lo rimandi a casa,a subire di nuovo.Non una persona,ma tante…L’ho ucciso io”

“Lo so.Ti ho dato anche il tuo accendino,ricordi?L’ho trovato a casa sua.”Sorride Maccari.

“Dovevi arrestarmi.Questo dice la legge e la giustizia.”

“Si,ma la legge e la giustizia hanno già parlato:suicidio.Meglio così,lasciamo stare.”

“Voleva corrompermi lo stronzo.Muoiono tutti da codardi,quei mafiosi e delinquenti di merda.”

“Lo so,ma non siamo pagati per fare giustizialismo sommario.Non siamo pagati per questo.”

“E per fare cosa?”

“Giovanni,prima mi parlavi di bravi cittadini.Ce ne sono.Ecco,io tra poco vado a prendere uno di quelli.Sai quelle donne uccise?Massacrate da quel maledetto maniaco.So chi è.L’ultima vittima aveva una videocamera nascosta,forse per ricattare i clienti,ha registrato il loro incontro.Lo conosco.Abita nel condominio di via Dante e ti aveva visto.Una bravissima persona,che vive con una sorella malata,un uomo ben voluto da tutti i condomini.Tutti.Però andrò ad arrestarlo.Cosa sto facendo?Giustizia perchè porto in galera un assassino?O sto mettendo nei guai uno che è considerato da tutti una brava persona?Incensurato.Non possiamo dividere il mondo in buoni e cattivi.Giusto o sbagliato.Non funziona nulla,ok?Ma io non voglio,non posso arrendermi.So fare solo questo.E lo farò”

Maccari si alza dal divano nella casa di Rossi e abbraccia l’amico,poi esce e va a fare il suo dovere.

 

Giacomo è felice.A sua sorella sono piaciuti i fiori.Bè,non l’ha detto con le parole,ma lui ha capito.Ogni tanto una piccola,fragile,tenera,felicità arriva a fargli compagnia.Vorrebbe trattenerla più a lungo,ma non può.Però quei momenti vuole gustarseli tutti.

“Quale mi consiglia tra questi due?Magari anche lei è solo…”Una voce alle sue spalle lo riporta nella realtà.

“Come?”Chiede un po’ infastidito

“Dicevo:quali tra questi due cibi surgelati reputa i migliori…Ma un momento..Lei non è il signore che vive in via Dante?”

“Si..cioè,io vivo in via…Ma lei..”Giacomo guarda meglio l’uomo:è una sorta di sosia di Ed Harris.Dove l’ha già visto,non Ed Harris,ma quel tizio.

“Ispettore Ruggero Maccari.Non ricorda?Abbiamo parlato a lungo a casa sua,per quel tizio..L’albanese o croato,quello che si è buttato giù dalla finestra”

“Oh,certo!”Sorride Rossetti.Sempre contento di collaborare con la legge.

“Bè,lieto di averla rivista.Lei come sta?”Nella voce del poliziotto ,Giacomo,avverte una nota dura come se prima stesse recitando e ora con quel lei come sta voglia indagare su qualcosa di altro.

“Bene..Bè,mia sorella.Purtroppo…”

“Capisco,mi scusi.Allora ci rivediamo,a presto!”Maccari stringe la mano dell’uomo con forza.Per un momento Giacomo teme che lo porti via.

All’uscita del supermercato ,Giacomo ha una brutta sorpresa.Qualcuno ha bucato le ruote della sua macchina.Una rabbia feroce gli monta da dentro,vorrebbe spaccare tutto.Poi sente qualcuno che suona alle sue spalle.Si gira per vedere chi è:l’ispettore che con un gesto della mano lo invita a salire sulla sua automobile.

“Non potrà migliorare.Mai.L’ho portata anche da una donna,una che parlava con la Madonna.Non che ci credessi,ma che altro potevo fare?Ogni giorno da 18 lunghi anni mi occupo di lei.Sempre.Non mi chieda perchè lo faccio,è mia sorella.Non posso fare altro.Difficile far capire agli altri cosa uno provi,quali pensieri ed emozioni.Giudicano,criticano, non dico facciano male.Lo faccio anche io,sa?Ogni tanto le canto le sue canzoni preferite,ci vediamo insieme i suoi film favoriti..Le parlo.Le parlo sempre.”Spiega Giacomo.

“Anche di quelle donne?”Chiede Maccari.

“Anche di quelle.Sopratutto?Con chi sfogo il mio tormento?Dio?Una bella invenzione,una simpatica bugia,no.Parlo con lei.Sa come mi sento.Come uno che si trova ad annaspare in uno stagno.Esattamente a un centimetro dalla salvezza,ma anche pronto a sprofondare.Per sempre.”Conclude l’uomo accarezzando la testa della sorella.

“Vuole salutarla?”

“Qualcuno si occuperà di lei?”

“Si”

“Chi?”

“Qualcuno”Taglia corto Maccari.

“Posso ?Vorrei stare solo con lei.Per l’ultima volta”

“Ok,non troppo tempo”

Maccari si siede su una vecchia sedia e si accende una sigaretta.Non vuole pensare.

Dopo due minuti l’uomo esce dalla camera della sorella.Gli occhi rossi di pianto.

“Non le metterò le manette,non ha intenzione di scappare?”

“No,non più”

All’uscita dal condominio,Maccari vede arrivare una macchina stranissima:completamente nera.Come quella di un vecchio film dell’orrore.

Lentamente i finestrini del guidatore scendono ed esce una canna di fucile.

Maccari tenta di mettere in salvo sè stesso e Rossetti.Ode distintamente tre colpi di fucile e un dolore violentissimo alla gamba.Vede Giacomo Rossetti colpito in pieno petto e all’addome scaraventato con forza contro il muro dove rimane accasciato e morto.Poi il buio.

 

Lorenzo l’ha seguito.Ha un coltello,l’ha portato da casa.Avanza velocemente,per non perderlo di vista.Colpire alle spalle e poi scappare.

Salvatore cammina svelto.Deve andare al lavoro,ma prima vuole passare di nuovo da quella ragazza.La deve rivedere,nella sua testa il piano è perfetto.Non deve fallire,non deve succedere come l’altra volta.Non vuole finire ancora in tribunale,con la gente che da allora lo tratta come un mostro.

Lorenzo è sempre più vicino,si sente come in quei film dove il poliziotto insegue il cattivo,sente una grande energia dentro di lui.

Salvatore con la testa è già da lei,questa volta sa cosa dire e fare.Poi sente l’equilibrio mancargli sotto i piedi…

Lorenzo vede l’assassino di sua sorella che si abbassa a coprire con il proprio corpo il bambino,proprio mentre una ragazza seduta sul finestrino di una strana macchina -nera come quella del film- spara per uccidere il bimbo.

Salvatore è colpito mortalmente.Lorenzo si gira e scappa.

Un eroe!Per stampa,la gente,i vicini,i parenti.Per giorni e settimane tutti fanno a gara a santificare Salvatore.E prendersela con quelli che giudicano e condannano la gente innocente e pura come lui,che ha avuto la sfiga di essere processato in Italia.

“Una storia edificante,non crede?”Chiede Cosimo all’uomo grassoccio e spelacchiato che tenta di annegare i suoi guai dentro l’ennesimo whisky.

“Come?”Sobbalza l’individuo.

“Quel tipo.Quello che era stato assolto per quel caso,quel delitto…Emma,ricorda?”

“Forse”

“Bè,storia vecchia.Conosco il fratello,un giornalaio.Bravo ragazzo.”

“E allora?”

“Niente,pensavo:cosa decide il finale delle storie?”

“Non lo so…Forse uno scrittore…ma perchè..”

“Ecco!Uno scrittore!Per esempio,ascolti..Anche questa è una bella storia.Un tizio,uno qualunque.Una sera gioca quella che è convinto sia la partita della sua vita.Fallisce,come sempre.Non solo,l’uomo con cui ha perso è un farabutto.Un poco di buono,uno che vuole fregare la sua banda nascondendo delle armi.Dove potrebbe farlo?Trova questo pezzente,questo perdente e di quelli che pure ispirano poca simpatia.Mi segue?”

“Si.”Mormora l’uomo.

“Bene,cosa succede?Qualcuno ruba quelle armi.Male,malissimo,amico!Così il farabutto telefona al fratello:un killer.Ma un uomo prima di tutto, e gli mente dicendogli che quelle armi servono ai capi.Arriveranno in città tra due giorni.Deve ritrovarle.Solo che c’è un problema.Il killer trova la sua vittima,ma non vuole ucciderla.”

“Ah,no?”

“No.Non ne vale la pena.”

Cosimo paga da bere all’uomo e si muove verso l’uscita.

“Un momento!”Grida la vittima graziata

“Cosa?”

“Perchè non vale la pena?”

“Questa è un’altra storia”Sorride Cosimo.

 

L’automobile si ferma all’interno di un vecchio Luna Park abbandonato.Le giostre sono rottami arruginiti,impegnandosi a fondo forse sarebbe anche possibile ascoltare le voci allegre dei bimbi.Forse.

“Bel posto”Dice Cosimo,mentre spegne il motore della macchina.

“Già.Ci andavamo da bambini,ricordi?”

“Si”

“Che spavento mi sono preso dentro il castello dei mostri”Rammenta Alfredo.

“E io con quel vascello del cazzo.I vuoti d’aria mi fanno ..Ancora oggi ,pensa un po’,non mi piacciono quelle giostre”

“Già”Risponde il fratello minore ,guardando fuori distrattamente dal finestrino.

“Penso che dovremmo scendere,no?”Domanda Cosimo

“Ah,si…Si!Dobbiamo scendere.Ehm..perchè…Perchè,ecco..Quella storia… Il tizio”

“Si,non devi essere nervoso.Fa parte del nostro lavoro”

“Come?”

“Digli la prossima volta di nascondersi meglio”

“Chi?”

“I tuoi uomini.Li ho visti.Pochini:due”

Alfredo non parla.

“In tutti i campi ci vuole serietà.E rispetto.Tu pensi che con i tuoi modi da bullo avrai una lunga carriera?”

“Le cose cambiano”

“Anche per te.Un piano più idiota del tuo è difficile trovarlo”

“Dovevi ammazzarlo”

“Cosa sarebbe cambiato?Nulla.Le armi sono scomparse.Mi ha parlato di un tizio strano.Un suo vicino di casa,pensa che sia lui.In ogni caso:non ti aiuterò.Non svendo la mia banda,la mia famiglia.”

“Io sono…”

“Un coglione.E ti voglio bene,sei pur sempre mio fratello.Però sei un tale pirla”Cosimo apre la portiera e scende dalla sua automobile.Alfredo fa per uscire ,ma la portiera è bloccata.Tenta di uscire dalla parte del guidatore,ma Cosimo ha già chiuso anche quella.

Poi la macchina esplode.

Dall’interno della biglietteria dell’auto scontro un uomo spara dei colpi di mitra contro Cosimo.Il killer pensa che farsi ammazzare così è da pistola,ma va bene.Sente i colpi .Avverte il dolore,ma non ha paura.Mentre cade esplode due colpi di pistola verso l’uomo.Lo uccide.

A terra.Il respiro si fa più pesante,gli occhi si stanno chiudendo.Pensa che ha ancora da finire un album da pitturare.Peccato.

“Morto!Abbiamo ucciso Cosimo!”Gridacchia l’ultimo uomo di suo fratello Alfredo.

Si avvicina al cadavere e lo prende a pedate ,insultandolo.La forza delle carogne è tutta qui.

“Mi scusi”La voce di un uomo lo distrae dallo scempio che sta facendo del cadavere del killer.

“Chi…”Il ragazzo non finisce.L’uomo gli spara un intero caricatore addosso.

Come sempre nella sua vita è arrivato in ritardo,non ha salvato quel tizio che al bar gli ha salvato la vita.Però ha stecchito quel coglione da poco.Una brutta razza ce ne sono troppi in giro.Poi si gira e se ne va.Per sempre.

 

“Ciao..”Mormora Ruggero Maccari,vedendo in un angolo della stanza-accanto alla finestra-il suo grande amico Giovanni Rossi.

“Ciao,come va?”

“Bene,anche se quanto pare senza una gamba”Dice Ruggero.

“Già,bè ma tanto tu a pallone sei forte con quella destra.”

“Ahahah!Si,sarò sempre il vostro bomber.”

“Prima,cioè..Prima,sai?”

“Prima?”

“Si,prima c’erano i colleghi.E allora non sono entrato.Non voglio disturbare.”

“Disturbare?Tu?”

“Per quella storia,dai!In ogni caso.Ho sentito che parlavano.Quanto pare stanno collegando il tuo caso con quello delle altre uccisioni e alla bomba in quel bar.C’è un testimone,sai chi è?”

“No”

“Quel tizio a cui hanno ammazzato la sorella,quella che faceva la mignottona per ricchi.In questi giorni è stato ucciso anche quello che reputavamo fosse il colpevole,quel Salvatore…”

“Ah,si!Me ne hanno parlato.Quindi ora sapete qualcosa in più?”

“Bè,che vanno in giro con una strana limousine.Completamente nera.Come quella..”

“Del film:la macchina nera”

“Già”Ridono.Che gusti cinematografici eccelsi!

“Cosa ci faceva quel ..Il fratello della vittima,stava seguendo l’assassino della sorella?”

“Ruggero credo che fosse quello il piano.Ne sono sicuro.”

“Invece il destino è intervenuto prima.Ah,e la sorella di Rossetti?”

“L’ha uccisa”Taglia corto Rossi.

“Peccato”

“Peccato”

“Non poteva fare altro,però”Conclude amaramente Maccari.

“Boh,siamo una stupida colonia americana?E loro non parlano sempre di possibilità?”Ironizza Rossi.

 

 

Pure santo!Lorenzo non si dà pace.Ora in tutte le tv e sui giornale c’è la beatificazione di Salvatore.Non solo,cominciano a girare voci su sua sorella.Farabutti.

Però a suo padre non ha detto nulla,basti che quel maledetto assassino sia morto.

Così quando arriva alla casa paterna ,trova come sempre il suo babbo intento a preparare il dvd del film con Totò:Totò e i re di roma.Di Steno e Monicelli.C’è anche Alberto Sordi,in quel bellissimo film.

Durante la visione ,come sempre,si abbandonano a una allegria sana e a lungo cercata.Lorenzo ,però, è tormentato.Che deve dire al padre?Cosa capirà?

“Non ce l’ho fatta.Non solo perchè sono intervenuti quelli,ma non so..Non sono capace.Non riesco.Non …Insomma forse dovrei smettere,cercare aiuto.Che ne so.I lutti finiscono,no?Piano ,piano.Emma…Bè,lo sapevi che faceva.Lo sapevo anche io,e allora?Dovevamo piangere quella ..quella vera.Non è colpa nostra,non dovevamo vergognarci.O forse si,ma è il destino.Ecco,papà.Io direi di smetterla con tutto”Lorenzo si gira verso il padre.Sorride,ma è immobile.

Rimane per un po’ a fissarlo:proprio sui titoli di coda.Lo abbraccia per un secondo.Poi piano a bassa voce,piange a lungo.Ora che farà?

 

 

Rossi è fermo fuori dal Macdonald.In macchina a fumare.Loro sono dentro.Enrico sta raccontando qualcosa di divertente alla sua moglie e a suo figlio.Ridono.Quanto tempo invece che lui non si fa una bella risata?

Accende nervosamente la sigaretta.Fuma distrattamente,mentre li osserva.L’hanno tagliato fuori.

 

“Ci stiamo avvicinando alla fine”Dice Johnny Guitar a Suicide Sally.

“Un bel pre-finale,per dare la giusta botta agli spettatori e poi i titoli di coda?”

“Penso di sì,ragazza.Bè,andiamo!”L’uomo schiaccia al massimo il pedale dell’acceleratore,la macchina punta verso l’entrata del Macdonald.

La gente all’interno è ignara che tra meno di due minuti sarà carne da telegiornale e pessima cronaca nera.Chiacchierano,ridono,qualche coppia si sta formando,altre si lasceranno tra qualche tempo.Nessuno si accorge della macchina che a folle velocità sta per far esplodere in mille pezzi la porta del locale.

Il frastuono è potente,accompagnato da una pioggia tagliente di pezzi di vetro .La macchina si ferma centrando il bancone dietro al quale lavora una povera ragazza,precaria e non eccelsa studentessa universitaria,colpo la spinge contro la parete.

Dai finestrini della macchina escono due canne.Mitra.

La gente cerca di scappare,ma viene falciata dai proiettili.Scoppiano bicchieri,cibo,tutto va a pezzi.

Enrico vede la sua compagna colpita al cuore ,tenta di salvare il bambino,ma non ce la fa.Un proiettile lo colpisce in piena fronte.

Giovanni è impegnato ad accendere un’altra sigaretta,quando con la coda dell’occhio vede quella strana macchina nera gettarsi contro il Macdonald.

Entra sparando all’impazzata contro l’automobile,ma quella sembra indistruttibile.Sangue,sedie e tavoli rovesciati per terra.Cadaveri.Prega di non vederli,ma si vede che le sue preghiere sono scadute troppo tempo fa.Sono lì tutti e tre.

Urlando continua a sparare contro la macchina,che parte a razzo in marcia indietro,per poco non lo investe,ma lui è veloce e si salva.

 

Da quanto tempo li sta inseguendo?Quante strade?Sbattendo contro auto parcheggiate,evitando all’ultimo pedoni e ciclisti,causando incidenti che coinvolgono ignari cittadini.Una caccia spietata,feroce,senza fine.

 

Rosa Agnelli cammina lentamente:ormai non ce la fa più.Un tempo era diverso,che bella vita.Sempre riverita e nell’alta società.Ora,non sanno nemmeno più chi è,cosa era la sua famiglia in quella città,non le rimane che qualche pettegolezzo,il gioco del lotto,giorni troppo lunghi….

Rossi vede all’ultimo momento la vecchia,frena ,ma la centra in pieno.La donna lanciata in aria va a sbattere contro il parabrezza di una macchina parcheggiata e lì conclude la sua vita.

“Bel colpo lo sbirro!”Ride Sally.

“Già,forse dovremmo darci da fare anche noi.Cosa abbiamo ancora …guarda un po’!”La ragazza va a curiosare sul sedile posteriore.Torna con due fucili a pompa,due pistole .

“Questo”

“Bè,usiamoli no?”

La strada Cardinal Borromeo,è la strada della gente perbene,che perbene spende e spande,in negozi di abbigliamento lussuosi e gioiellerie.

Sally e Johnny arrivano e si mettono a riempire l’inferno di ricconi che vanno a fare shopping.

“Pronto!Pronto!”Urla Rossi.

“Si,polizia signore..si calmi!”

“Sono il commissario Rossi!”

“Chi?”

“Rossi,senta…”

Giovanni sente che la cornetta passa dalla mano del giovane poliziotto a quella di un altro individuo.

“Cosa vuoi?”La voce del questore

“Sto inseguendo..”

“Cosa?Tu non devi fare nulla..”

Rossi lancia il cellulare dal finestrino.E’ solo.

Johnny prende per una strada che porta a un ponte in costruzione.Eccolo il gran finale.

La macchina si ferma vicinissima al precipizio.Il ponte doveva essere concluso già dieci anni prima.Non lo sarà mai.

Rossi blocca la sua macchina e scende pistola in pugno.

“Bè,siamo arrivati alla fine”Sorride Johnny a Sally.

“Ci siamo divertiti”Dice lei

“Certo”Lui accarezza il viso della giovane.

“Andiamo!”Esclama

I due scendono sparando all’impazzata contro Rossi

I vetri del finestrino,le ruote anteriori,i fari,la portiera .Tutto viene distrutto dalla furia dei due fucili.Sally e Johnny si fermano un momento per caricare.Non hanno più caricatori.Ridono.

Rossi si alza lentamente da terra,ferito.Prende la mira con la pistola e spara ai due.Sally è colpita al cuore e alla testa che esplode.

Johnny è ferito gravemente al ventre ,alle gambe,alla spalla sinistra.Entra con fatica nella macchina,l’avvia e si lancia giù dal ponte.

“Non è poi così male”Dice Ruggero

“Cosa?”Chiede Giovanni.

“La gamba”

“La gamba?”

“La gamba.”

Sono al parco cittadino.Luogo magnifico dove possono ammirare dall’alto tutta la Città.

“Così ora ti godi la vita da invalido?”Scherza Giovanni

“Me la sono sempre goduta.Non vedo perchè smettere ora”Risponde Maccari.

“Hai ragione”

“E te?”

“Io?”

“L’eroe.Ho visto i servizi in tv,ho letto sui giornali.La vedova di quel Salvatore ci è rimasta male che hai fregato la popolarità al marito.Dovevano girare un film tv con Beppe Fiorello”

“Che ora farà quello sulla mia vita.Dovrei fare anche il consulente,boh.Comunque son soldi.”Ride Giovanni.

I due rimangono fermi e guardano il tramonto.

fine.

 

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Una Risposta to “SUICIDE SALLY AND JOHNNY GUITAR”

  1. http://google.com febbraio 13, 2013 a 9:19 pm #

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    lenincolt”. Regards -Kassie

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