RACCONTI DAL CONFINE:UN GRAN LAVORATORE

23 Nov

Sigaretta tra le mani e una bestemmia che brucia in gola.Come un cane che aspetta il padrone,come un bimbo che aspetta babbo natale. Velocemente pensa a quanti anni di onesto lavoro abbia alle spalle,tanti. La solitudine del torturatore:fedeltà,devozione,amore, per una causa e poi quando le cose cambiano il primo e unico a pagare.”Se le mie mani sapessero suonare o dipingere”,pensa,ma sa che è una pietosa balla.La gente si crea alibi e storie per non dirsi che dopotutto lui sa fare solo quello. Forse per questo che sia peggio di tanti altri?Seduto sulla panchina del lungomare di Varazze, si gode lo spettacolo del mare di inverno.Questa volta l’incarico di massima importanza,perlomeno,deve sbrigarlo in un posto che gli garba. La ragazza lo riconosce da lontano,contenta di poter parlare con lui tranquillamente. Come lei sostiene la causa della libertà femminile,del dalai lama,della libertà in russia.Da quando il paese si è distaccato dai vecchi alleati e si è installato un governo nazionalista,le cose per chi vuol certe libertà si son messe male.Lei stessa ha vissuto momenti terribili di grossi scontri con la polizia,di prigione,botte.Ne ha viste veramente molte.Poi grazie a Rosenthal ,ha avuto l’opportunità di starsene in un posto tranquillo.Altro nome,altra identità.Una giovane veterinaria,come tante.Anche se non ha mai smesso di lavorare per il centro dei diritti umani della fondazione Sorus.Lui un giorno si è presentato,il suo cane -un volpino-aveva un problema di utite.Niente di grave.Insomma un incontro come altri.Poi ,una sera,mentre imprecava per la macchina rotta ,proprio quando doveva prendere i finanziamenti per aprire una cellula di ribelli anti-governativi, lui passò li per caso.Quel giorno lei non si è fidata,anche se un passaggio gli avrebbe fatto piacere.
I giorni passarono:riunioni,incontri con agenti della cia e del mossad,la paura di essere beccati dalla polizia segreta.La solitudine della ribelle:fedeltà,devozione,amore e poi quando le cose si mettono male..L’unica a pagare.
Insomma,la solita vita.Una sera,però,le cose cambiano.Lo vede arrivare in compagnia del Cittadino Caroli.Lui timido le sorride,lei risponde cortesemente.Al guinzaglio porta come sempre il suo volpino.Una riunione come altre:si parla di quei paesi dove la gente non ha libertà fondamentali:libertà di parola e stampa,dove molti ragazzi non hanno i blogs,dove le coppie non possono baciarsi in pubblico.Posti da vero medioevo.E poi il popolo tibetano oppresso dai cinesi,la possibilità di richiedere alle autorità internazionali che il dalai lama possa venire in Italia.Cose impossibili e impensabili.Si,è vero:lo stato offre lavoro,casa,sanità,istruzione,cose forse importanti,ma limitative delle libertà individuali e personali.Lei espone alcuni piani ,ricevuti da un agente della fondazione sorus,approvati dal direttivo.Lui applaude.Poi prende parole.Appassionate,dure,commoventi. Cittadino Caroli,è felicissimo:che nuovo iscritto preparato e competente.
La notte lui riceve una telefonata da parte di un collega,questo-secondo le intercettazioni della polizia- il dialogo tra i due
“Ciao”Dice il collega
“Ehi”Risponde assonnato lui
“Ho finito il mio incarico.Chiuso dopo 5 anni”
“Pagato?”
“Si..bè,5 anni.Anzi:tre di fidanzamento e cinque di matrimonio.Insomma..”
“Mi vuoi dire qualcosa?”
“No,sai..Duro come incarico,stavolta.Cioè…”
“Capisco.Hai fatto il tuo dovere,no?Lo stato o tu?”
“Lo stato”
“Quindi?”
“Pensavo ai miei genitori,assomigliano molto a quelli del protocollo 98/a
“Capita,non abbiamo molta fantasia noi uomini. Vero? ”
“mi stupisco.Facciamo sempre le solite cose,non ti pare?”
“Garantiamo la sicurezza.Controlliamo che le cose vadano per il verso giusto..”Non finisce la frase,dall’altra parte il collega comincia a singhiozzare.
“Scusami..scusami..”Sussurra il collega
“No,per carità..Sei stanco.Un incarico troppo lungo.”
“Si,si.Hai ragione”
Il collega chiude la comunicazione. Lui si sdraia sul letto e pensa,mentre con la mano destra accarezza distrattamente il suo cane,al suo lavoro.Si rende conto che non sarà mai un eroe di film come “Urlo del silenzio” o altri film democratici,che tanto ridere gli procurano.Come disprezzare chi lo odia?Si,il suo è un lavoro disprezzabile.Tutti stanno con la vittima ,con il dissidente,normale e comprensibile.Lui però ha anche le idee chiare:sta lavorando affinchè la gente possa vivere una vita decorosa.Si chiede se anche la ragazza e i suoi amici facciano lo stesso.Certamente lavorano per nazioni oggi ostili,ma hanno davvero torto?Molti sono sincerissimi nei loro slanci democratici.Riusciranno mai a comprendere che non esiste la democrazia e la libertà?E che da anni e anni l’america non fa altro che nascondersi dietro ai movimenti dei diritti civili per rovesciare governi nemici.Ricorda l’esame sostenuto sulle rivoluzioni colorate,e gli pare impossibile che qualcuno per portare le minigonne,o una connessione internet faccia tutto quel casino.O forse non è solo quello.Lo stato non ha sentimenti,lo Stato ha solo obiettivi.Lui ha compreso il problema del suo collega-non farà rapporto-a volte è capitato anche lui di lasciarsi prendere dalle emozioni.Vorrebbe dirlo a quelle anime belle,a quei martiri a uso e consumo delle tv nemiche.Pensate che noi siam feroci 24 h su 24,per 365 giorni?Lui per esempio si commuove quando rivede Le Strelle nel Fosso.Non si permette altro.Anzi,pure ora che accarezza il cane consegnatogli per aver un aggancio con il protocollo 34 /r,sente una sottile insidiosa sensazione di tenerezza per quella bestia.Si addormenta,pensando al cane e al lavoro.Ultimo pensiero per i giovani che l’indomani dovrebbe archiviare.E in fondo,un po’ di tristezza e ammirazione,forse.
I ragazzi lo adorano.Serio,posato,ma con la battuta pronta. Un vero democratico,fedele alle libertà della persona che sono il pilastro di una sana liberaldemocrazia.Lei si è affezionata a lui e al suo cane.Non è amore o sesso,una semplice amicizia.Anche perchè l’età li divide. Lui va per la cinquantina,una vita di quelle piene di disciplina.Onesta e forse noiosa,ma a sentirlo parlare non sembra proprio così.Caroli le ha detto che nella provincia monzese è un sostentitore del dalai lama,della rivolta in birmania,molto apprezzato.
La sigaretta nelle mani e una bestemmia che brucia in gola.”Naturale,niente di più o di meno”Pensa lui.Lei arriva,lo saluta e gli siede accanto.Il cane fa le feste con quella gioia pura che solo le bestie posseggono.Lui quasi gli viene da piangere,ma forse è solo un’impressione.”La riunione è per stasera. In via Mastronardi 54 a Pietraligure”.
Lui risponde ok.Che fare?Finire il lavoro,oppure inventarsi una scusa e lasciarli vivere?Cazzo.
In macchina lei è contenta e felice. Nascerà una vera cellula ribelle,i finanziamenti non mancano,anche se è da troppo tempo che non sente nè Rosenthal,nè Smith i suoi responsabili.Però è contenta.L’unica cosa che vuole è la libertà del suo paese,la democrazia nel mondo.Così sincera e pura,lui guarda fuori dal finestrino.Li ha visti. I rinforzi,anche se sa che non è ha bisogno. Otto persone,otto colpi.
Arrivano nella casa preposta per la riunione.Un appartamento con le immancabili bandiere pro-tibet, lacci verdi,arancioni,rose.Immagini di gandhi e così via.I soliti,i suoi carissimi amici.In più l’ospite.
Sparare ora?O forse fingere un malore e andarsene,dire ai suoi che non c’è nulla di importante.Non finisce nemmeno il pensiero che ha già sparato gli otto colpi.Centro.
Lei respira ancora.Lui si inchina:”Sei forse meglio te.Hai tanti sentimenti,tante buone intenzioni.Io non sono così.Mi dispiace.”Poi le mette le mani intorno al collo e stringe.
Le solite congratulazioni,lui è contento di vedere anche il collega che aveva avuto un momento di sentimentalismo al telefono.Gli stringe la mano e gli sorride,un sorriso approvato dall’ordinanza.
A casa gioca con il suo cane:lo accarezza,gli dice paroline dolci.Vuole davvero bene a quella bestia.Pensandoci una lacrima gli scivola sulla guancia.
Poi il telefono squilla:un altro incarico.

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