PAT

21 Nov

PAT

Se fosse viva mi madre sarebbe davvero felice. Il suo figlio che tanti dispiaceri in vita le ha dato ora è uno stimato e rispettato uomo di legge. Uomo di legge?Ahahahaahhahaahhaa.Mi viene da ridere ogni volta che ci penso. Bè,dicevo la mia vecchia sarebbe fiera di me,della mia divisa,del mio stipendio guadagnato onestamente pestando poveri cristi e ammazzando con il permesso dei potenti. Ora non devo più stare sempre all’erta,correre inseguito vedendo solo il deserto davanti a me. No,io ora inseguo schiene con la certezza che l’opinione pubblica sia dalla mia parte. In fin dei conti siamo o no noi sbirri i veri eroi di questa epoca?Ora ad esempio :mi trovo tra la gente più ricca e potente della mia nazione premiato per aver eliminato dalla faccia della terra il temibile Billy, terrore dei ricchi e amato dal popolino prima che la tv ne distruggesse il carisma. Povero Billy,non hai capito un cazzo.A questi qui non importa la causa per cui combatti fosse anche la loro,no questi stronzi hanno da prender cellulari di nuova marca e di sentirsi ricchi e felici,soffrendo come bestie. Tra poco toccherà a me parlare .Si aspettano particolari suggestivi di maschia e virile forza,di coraggio. Non è così. Ho ucciso Billy con un colpo alla testa e di spalle. In ogni caso come si dice se devi stampare la storia o la leggenda: print the legend , no?

CAPITOLO 1

Come incontrai Billy

1

Sono nato e cresciuto in una cascina della vecchia Brianza.Ora non c’è più, hanno costruito un centro commerciale con quei ristoranti all’americana dove mangi merda ma ti senti tanto yankee. Da bambino invece avevo un cortile vastissimo da correre e perdermi in avventure meravigliose. Cowboy e indiani,guardie e ladri e pure medico e malata,giochi di fantasie e scoperte straordinarie. Bè, mio padre era un operaio e mia madre lavorava presso una famiglia come bambinaia. Ecco il problema stava nel fatto di aver un padre comunista simpatizzante delle br e sostenitore di una società sotto la dittatura proletaria e una madre cattolica,piena di sensi di colpa e che voleva per me un futuro da capo di industria come quel pirla per cui lavorava. Così sono cresciuto tra ribellismo e desiderio di ordine,insomma sono cresciuto male. Avevo il mio cortile e i campi di grano,la libertà di correre ma poi quando mi fermavo vedevo discussioni e bandiere, la coscienza e la vergogna di classe. Di mio padre ho un buon ricordo. Era un tipo esagerato e passionale, un’idealista con le sue battaglie,ma diceva cose buone. Noi non dovevamo più aspettarcelo questo cazzo di paradiso. Il paradiso non è in cielo,ma qui e lo guadagni con la lotta di classe. A volte spariva per giorni, era impegnato a occupare le fabbriche. Mio padre era anche molto chiacchierato perché ha avuto delle beghe con i gendarmi e così con altri è finito in galera. Non per sempre,per un po’. Immaginatevi mia madre! Prese a criticare quelle cattive compagnie e mi fece promettere che non avrei mai commesso lo stesso errore di quel comunistaccio di mio padre.Per un po’ finii in collegio dove presi delle sberle da antologie da certi preti per non dire di certe attenzioni particolari che molti uomini in nero avevano per certi nostri compagni. Ovviamente la colpa era nostra e se avessimo parlato saremmo finiti all’inferno perché è peccato mortale accusare un uomo di Dio. A quanto pare però mio padre se ne fregava dell’inferno perché un giorno venne a prendermi e bestemmiando e colpendo quel bastardo del direttore. Altri casini e discussioni. Insomma i miei rappresentavano la classe proletaria tra dignità e voglia di diventare come i loro padroni. Io in mezzo troppo piccolo per capire.

Grazie a dio però ci pensarono i padroni della fabbrica dove lavorava mio padre a farmi capire da che parte stare. Chiusero la fabbrica non perché andasse male,ma perché in paese straniero la manodopera non costava nulla e non c’era il sindacato .Agli operai licenziamenti,cassa integrazione e tanti cari saluti. Te la ricordi babbo?Che lotta fu quella!Avete occupato per tre mesi,scontri con quei servi fetenti degli sbirri,resistenza operaia e tante altre belle cose. Venne anche la tv. Quel programma che ti piaceva tanto del compagno Santoro fece un intera puntata sulla vostra lotta. Ti prendesti pure quei 15 minuti di popolarità litigando contro quel ministro che poi venne travolto da Tangentopoli. Sembrava di vivere sapendo di aver il potere di cambiare le cose,ricordi?Poi…..

……Poi venne ottobre. Pioveva sui visi stanchi degli operai,lavando via le illusioni e le lotte. Chiusero la fabbrica. Festeggiarono i padroni e i loro giornali, il progresso non può esser fermato:è il mercato baby!

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Tornando a casa tu mi dicesti :”Siamo solo carne da macello in tuta blu,siamo i dannati della terra. Questa è la storia di tuo nonno,di tuo padre,sarà anche la tua.”Dopo cominciarono i giorni del vino e della disperazione fino al giorno in cui decidesti di por fine ai tuoi tormenti.Non ti dico la mamma cattolica come è quanto male prese il fatto di un suicida in casa sua!Io non piansi. Troppo grande il dolore per poter esser lavato dalle lacrime. Poi sono cresciuto e tu diventasti un ricordo che talvolta tornava a tormentarmi. Come le raccomandazioni di non mettermi in cattive compagnie e di non lasciarmi trascinare da certe idee come mi rimembrava spesso mamma. Diventai un bravo ragazzo, mai uno sciopero,manifestazione,mai una nota,una bigiata.Una parte di me però mi diceva che cazzo di vita di merda quella del bravo ragazzo!La mia adolescenza è stata questo:un bicchiere d’acqua. Limpida, ma terribilmente insapore.

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Con la fortuna che mi contraddistingue cominciai a lavorare durante le grandi prove della precarietà Mi trovai in mano a contratti a termine,progetto,interinali. Niente ferie,malattie,bollini per la pensione. Tutti in nero. La classe operaia non è andata in paradiso e quella precaria è finita direttamente all’inferno. Tanti saluti allo statuto dei lavoratori,alle vite che son costate per averlo. Io per disgrazia di mia madre incominciai a occuparmi di politica. Non credevo ai nuovi miracoli italiani, non seguivo la dottrina religiosa della tv. Incominciai a far politica,in breve dal direttivo finii per diventare segretario. Durò poco,il partito prese una deriva governativa che non lasciava spazi a noi giovani disobbedienti.

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Nel frattempo trovai un lavoro sempre con i soliti contratti,ma decisamente più lungo. Lavoravo in un centro commerciale vendevo videogiochi per bimbi. Buon ambiente con l’unico problema di veder l’umanità nel suo peggior comportamento.Mi sembravano tutti schiavi della roba,gente che nella vita è umiliata da colleghi e famigliari che vien a far la voce grossa,tanto il cliente ha sempre ragione. Un giorno mi ritrovai mio malgrado spettatore di una delle tante litigate a opera di un cliente villano. Il tipo insultava i miei colleghi rei di non esser presenti nel reparto perché impegnati in magazzino. Cercai di spiegare al tipo che c’è pochissimo personale e che deve far mille cose, semmai avrebbe dovuto prendersela con la direzione. Non l’avessi mai fatto, lo stronzo prese a insultare anche a me.Per istinto e per lucida rabbia contro questi italioti piccoli piccoli lo colpii con una testata. Roba da licenziamento,ma per una volta vinse la solidarietà dei lavoratori. E poi un po’ tutti sono stanchi di questi mentecatti. Io avevo fatto un gesto che tutti avrebbero voluto compiere.

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Mentre ero seduto al bar per sbollire la rabbia mi avvicinò un ragazzo che avevo visto nel centro fare un lavoro come il mio. Si sedette di fronte a me:”Complimenti!Ottima azione la tua.Non preoccuparti che quel pirla ha avuto e avrà quel che merita,ok?

“Sono stanco di questi qui che vengono a rompere i coglioni . a scaricare la loro rabbia repressa, sti pecoroni li detesto.”

“Oh,ma ti capisco.Ci vorrebbe un Jules Bonnot,caro mio.”

“Chi?

“Uno che ha fatto cagare in mano a sbirri e borghesi.”

“Ah,come Trockji…”

“Boh,non so chi sia. Comunque mi chiamo Billy”

“Billy?”

“ Sì come Billy the kid,il bandito.E tu?

“Patrizio”

“Come Pat Garret!Bè, non spararmi mi raccomando!

Risi,ma non capii un cazzo di chi fosse Billy e Pat Garret.Non mi son mai piaciuti i western

6

La riunione tra sindacati e precari scorre via senza lasciar particolare traccia.Tante storie di sfruttamento, di agenzie che pagano in nero,di cooperative e ricatti: spesso alle donne.Mentre ognuno di noi portava il suo sfogo personale,la sua tristissima storia privata,Billy aveva la faccia contrita e incazzata.Quando venne il mio turno di parlare rimasi muto per un po’,bofonchiando parole incomprensibili,alla fine dissi:”Ecco,qui si parla tanto di precarietà, di come siamo diventati schiavi piagnoni,ma insomma:la precarietà non c’entra con l’economia!cioè,c’entra,eccome!Però essa è uno strumento politico. Voluta dal padronato e dalla classe dirigente per disgregare la classe lavoratrice e indebolire il sindacato. Però,ecco, io penso che non si possa sempre piangerci addosso, non più!Insomma questi campano sulla nostra paura,sulla nostra divisione.Il singolo non conta un cazzo,siamo invece forti se uniti. Non dobbiamo lasciare che questi stronzi facciano i danè sulla nostra pelle,ma dico?Cazzo uniamoci. E ricordate il padrone ha solo due grandi paure: la violenza proletaria e diventare povero. Colpiamolo,distruggiamolo.. Uniti nella lotta!”

Non vi dico la scena:il sindacalista per poco non moriva all’istante. Infatti subito dopo prese parola e mi disse che non è ammissibile la violenza,il terrorismo e che lui non voleva martiri in bandiera rossa,ma usare le leggi e blablabla.

Billy si alzò di scatto e mi disse di allontanarci.

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Al bar parlammo a lungo:politica,vita personale,nuovi mondi possibili. Eravamo figli di un’epoca strana e malata .La dittatura del libero mercato ci imponeva uno stile di vita che eliminava parecchi di noi per far godere pochi stronzi . Quella sera cominciò l’inizio della nostra sciagurata storia.

IL primo colpo

1

“Ecco, allora prendi questa è tua”Mi disse Billy allungandomi una maschera che rappresentava Fini

“Ma che cazzo è? Oggi non mi pare carnevale”

“Infatti,ma è una festa. Precisamente andiamo a far la festa ai tipi dell’agenzia di via buonarroti “

“Eh!Ma che ….Non capisco”

“Bè, non c’è niente da capire. Semplicemente:qui c’è una maschera,una pistola,un caricatore

“Ma che vuoi fare?Cazzo!

“Fratello non temere,che corro al mio dovere:trionfi la giustizia proletaria!”

Poi mi prese per il braccio e mi portò dentro la sua macchina

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Arrivati al luogo io mi sentivo ceder le gambe. Pensavo di esser in compagnia di un folle totale , non avevo mai sparato, mai usato un’arma! Però, sinceramente, mi sentivo anche vagamente eccitato,emozionato Come se per tutta la vita non avessi aspettato altro.

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Entrammo nel palazzo con la scusa di esser dei corrieri che dovevano portare materiale.

“Metti la maschera” Mi ordinò Billy

“Perché proprio quella di Fini?”

“Bè,per depistare no?Cosa cazzo che facessi?Entrare a volto scoperto?O con una bella maglia del che?Questo invece li depisterà..”

“Depisterà,ma che c..”Non finii di parlare .Con una spallata Billy entrò determinato a far piazza pulita

4

Appena entrammo , trovai le impiegate impegnate in grigi lavori di routine.Bè,almeno oggi vivono un esperienza nuova,pensai.

“Signori e signore,vi avviso che siete stati giudicati e condannati da questo tribunale popolare . Affidate le vostre anime del cazzo al diavolo”Urlò Billy

Non feci in tempo a dire o far niente lui sparò sulle donne. Teste che esplodono e sangue dappertutto

Nel frattempo mi accorgo di un ‘ombra che furtiva cercava di scappare. Di istinto tirai il grilletto beccandolo a una gamba.

“Ben fatto,Pat!”Mi urlò Billy

L’uomo si lamentava a terra. Il classico pirla: camicia bianca a righe azzurre, gellato,

viso da duro con i deboli. Mo non era molto duro direi anzi che si cagava addosso con una certa facilità

“ Bè , coglione hai sfruttato un bel po’ di gente,no?Ora affida la tua anima del cazzo..

“Ancora?”

“Eh?”

“Mi sembra che sta frase tu l’abbia già detta no?Cioè,inventane un’altra, non so..”

“Fini, io ho votato per lei!!!!!” Urlo il direttore fetente

“Espulso”Gli risposi e gli sparai quattro colpi in faccia .

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I tg diedero la notizia per tutto il giorno. Billy continuava a ridere come un pazzo quando i testimoni dicevano che avevano viste due persone con la maschera di Berlusconi e Fini. Io non ci trovavo nulla di divertente.

6

“Hai visto la tv?”Mi chiese Billy

“Parlano di noi?”Risposi terrorizzato

“Bè,a parte quello. No, dicevo ieri sera quel servizio sul caporalato”

“E allora, che ti salta in mente?”

“Pensavo…”

“Eh, no bello!No, già abbiamo fatto casini grossi non penserai di ripetere..”

“Una guerra,ecco cosa stiamo facendo. E sai una cosa? Non siamo soli.No,ho trovato altri due che ci daranno una mano”

“Come?”

“Bè,abbiamo Jesus,sai quel peruviano della cooperativa e Gianna,sai la ragazza che c’era alla riunione..

“Tu hai detto a degli sconosciuti quello che abbiamo fatto????Ma sei cretino!!”Urlai guardandomi alle spalle controllando che nel parchetto del centro commerciale non ci fosse niuno .

“Calmo,quella è gente che come noi non ne può più. Mi sembrano ben preparati. E ora ascolta il piano.

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Jesus aveva il desiderio di bestemmiare,trovò che la cosa fosse divertente e per poco non scoppiò a ridere in faccia al caporale

Il bastardo gli chiese se conosceva una ragazza da dare al padrone se voleva lavorare in cantiere. Lui rispose di sì,tranquillo. Sentì alle sue spalle la rabbia degli altri disperati per non aver trovato lavoro

“Allora dove è?”Chiese il caporale

“Oh,abita poco lontano..Andiamo a prenderla”

Il caporale lo colpi con un pugno e con un calcio

“Non cercare di fregarmi bastardo”Gli urlò

“No,signore..no”Rispose Jesus

“Bene mi servono altri tre uomini”il caporale indicò tre giovani slavi

Poi tutti salirono sulla sul furgone

8

“Eccola, è lei..”disse Jesus

“Ma chi cazzo è?Una mignotta”

“La migliore per il padrone”

Il caporale rise e fermò il mezzo

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Appena salita sul mezzo Gianna tirò fuori la pistola e la puntò alla tempia del caporale. L’uomo fece per reagire,ma lo bloccò Jesus puntandogli anche lui una pistola contro la testa.

“Ora andiamo dal padrone che ho una donna per lui,penso che lo farà morire.”Disse Jesus ridendo

Il furgone si avviò verso il cantiere

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Appena arrivati i nostri due compagni trovarono una trentina di extracomunitari che lavoravano senza la benché minima sicurezza.

Jesus scese accompagnando il caporale nella baracca del padrone,seguiti da Gianna

“Signore,questo è nuovo:si chiama Jesus e ha portato pure una ragazza per lei.

“Ah,si?E bravo il nostro Jesus,bravo.Vediamo un po’ questa ragazza”

La ragazza entrò pistole in mano e scaricò tutto il caricatore contro il padrone massacrandolo

Poi presero il caporale e lo portarono in mezzo al cantiere.

“Signori,questo è l’uomo che vi ha minacciati,picchiati,offesi. Ora voi potete eliminarlo, non temete nessuno vi fermerà” Disse la donna togliendo i silenziatori dalle pistole

Un nutrito gruppo di lavoratori si avventò con rabbia contro il bastardo e lo ammazzarono a pugni e calci.Poi tutti scapparono disperdendosi nella città

Capitolo Secondo

La Banda

1

Ricordo che rimasi stupito di quanta simpatia riscontrammo nella gente. Al bar,in strada, sentivo sempre più gente dire che dopotutto chi commetteva quei delitti colpiva gente che se lo meritava. Agenzie e soprattutto caporali e padroni di cooperative edili.Avevamo formato una buona banda,i reietti della società lavorativa:giovani precari senza arte né parte, extracomunitari che rischiavano la vita nei cantieri,operai che vedevano le loro lotte svanire.

Avevamo preso in considerazione l’idea di vivere in clandestinità,scappando,guardandoci sempre le spalle. Una vita pesantissima,per me a volte assolutamente insopportabile.Però eravamo una banda,ognuno si curava del compagno,ognuno intenzionato a portare fino in fondo il nostro lavoro.

2

Facemmo diverse rapine in banca per finanziarci. Colpendo quelle banche che per un motivo o l’altro avevano compiuto atti anti-proletari e quindi non ci sentivamo in colpa se qualche cane in divisa spesso e volentieri si beccava le sue pallottole .Continuavamo a colpire i punti forti del sistema:banche,cooperative,agenzie .Si parlava di noi come di nuove brigate rosse,la cosa a Billy non dispiaceva affatto. Ricordo che nonostante la durissima vita del clandestino eravamo convintissimi della nostra sacrosanta lotta e questo bastava per scacciare dubbi e paure.

3

I Tg del regime e i quotidiani ospitavano “opinionisti” ed esperti sempre pronti a snaturare la nostra lotta e a dar spazio alla destra più becera e fascista. La cosa ci divertiva,era segno che ci temevano,che stavamo facendo grandi cose. Una delle prime divergenze fra me e Billy iniziò sul fatto di colpire o meno anche i scribacchini del regime e ampliare quella che era una lotta interna al sistema lavorativo anche ad altri campi. Alla fine decidemmo di perfezionare il prossimo colpo da portare a termine:un bel assalto alla villa di un noto imprenditore il quale è accusato di banca rotta fraudolenta

4

Alla tv gli operai si incazzano. Come :sto qui viene a salvare la fabbrica e invece combina grossi casini e si chiude?Mentre lui si becca soldi ed è pronto a far altri affari .Noi ripuliamo le armi e ci prepariamo alla missione

5

Tutto fila liscio,il piano è stato ben organizzato. Si entra in villa e con pochi passi siamo nella stanza dell’imprenditore. Un nostro compagno spara alla testa dello sfruttatore e amen. Poi scappiamo e torniamo al covo.

6

La banda aumenta di numero, le nostre azioni sempre più spericolate e spettacolari.Billy è convinto di esser un vero rivoluzionario e parla sempre di popolo e libertà e bla bla bla..Io sento invece il peso di questa vita. Non mi è stato concesso nemmeno di andar a trovare mia madre morente all’ospedale,ho dovuto rinunciare a quella che poteva esser la svolta della mia vita:una moglie,una casa ,una famiglia. Reputo che all’interno della banda alcuni siano fin troppo violenti e che Billy piano piano stia diventando schiavo del suo personaggio,dietro al rivoluzionario solo un esaltato violento.

La Fuga

1

Io ero ,fra le altre cose,anche il tesoriere della banda. Mi girava tra le mani tanto denaro,quello delle rapine alle banche ,ai portavalori ecc..Quindi non mi fu difficile prender del denaro e scappare verso il sudamerica .Una cosa semplice,come bere un bicchiere d’acqua.

2

Con il danaro aprii una specie di ristorante-bar,gli affari andavano abbastanza bene. Nessun problema particolare.Certo all’inizio non tutto andò come speravo. Qui spadroneggiava un losco figuro :il capitano Morales. Un tipo corrotto,invischiato in affari di droga e riciclaggio di danaro sporco. All’inizio fu difficile .Ero uno straniero arrivato in quel paese lontano,il capitano non capiva chi fossi e per questo mi teneva sotto controllo.Per farla breve,(anche perché mi sto impantanando in un capitolo che gira a vuoto), dopo una discussione abbastanza animata e dolorosa per me nelle stanze della polizia,decisi di aiutarlo a spacciare e riciclare .Altro che vita nuova, la solita vita di merda.

3

Insomma dopo questo periodo del cazzo, gli affari cominciarono ad andare bene. Non solo il buon Morales mi fece entrare nelle forze dell’ordine, in realtà una specie di squadrone della morte, e con i soldi della nostra attività illecità aprimmo un locale per gente potente. Così passai armi e bagagli dalla parte dell’ordine e della repressione. La divisa ti permette di compiere le peggiori efferatezze e violenze,tanto nessuno ti darà la caccia e non rischi assolutamente nulla. Mi stavo affezionando al mio lavoro di sbirro.

4

Oltre alla droga e alla falsificazione di moneta, ci dammo pure e con immenso piacere allo sfruttamento dell’immigrazione clandestina. E se con gli americani promettevamo di combattere l’immigrazione, nei fatti eravamo i primi organizzatori. Arrivavano numerosi sbandati e vittime della miseria, i quali ci pagavano un bel gruzzoletto per passare il confine. Solo che a metà strada ci ricordavamo,improvvisamente, di aver degli accordi con gli yankee e spesso capitava ,quindi,che quelle fughe disperate verso il paradiso finivano con uno o più morti , nell’inferno di questo paese.

5

La mia carriere di sbirro era ben avviata, i nostri affari pure,bella vita in questi paesi signori miei. Basta un po’ di violenza, un po’ di denaro, e le amicizie giuste

6

L’amico americano è un po’ stanco di Morales, dice che è troppo impulsivo,meglio uno come me. Calmo,rilassato,tranquillo. Come dargli torto? Quindi non mi rimane che eliminare il mio socio e far affare con gli americani.

Morales lo elimino con un colpo alla nuca e poi ne sciolgo il cadavere in acido. Di lui non rimane più nulla

Vecchi amici si rivedono

1

Nel frattempo in Italia per Billy le cose vanno molto male. La polizia ha arrestato molti nostri compagni,la repressione durissima .Quindi molti hanno parlato e taluni di loro si son ricostruiti pure una nuova verginità scrivendo librucoli contro la loro ex banda.

Io qui sono una specie di sceriffo a stretto contatto con gli americani,il mio compito è molto semplice:arrestare chi scappa dagli stati uniti per andare in sudamerica,tralasciando ovviamente quelli sul nostro libro paga, e fermare i poveri cristi che tentano di trovare fortuna negli U.s.a.

2

Insomma facevo una buona vita, dalla parte dell’occidente libero e democratico,della legge, del bene e di dio dalla nostra parte. Filava tutto liscio,fino a che..

3

Arrivarono Jesus, Rodrigo, Ivan e Billy.

Cazzo,con tutti posti buoni dove nascondersi proprio il paese e lo stato di jesus e Rodrigo dovevo scegliere?

4

Ovviamente i miei ex soci non persero tempo a organizzare i contadini del luogo contro la polizia,in breve uomini importanti e sbirri vennero eliminati da forze combattenti istruite dagli uomini della mia ex banda.

5

L’amico americano si incazzò come una biscia per questa novità e mi ordinò di trovarli e ucciderli altrimenti sarebbero stati dolori per me.

La caccia

1

Passarono giorni,settimane,mesi di instancabile caccia ai ribelli.Loro erano organizzati benissimo,ma noi avevamo i soldi e i mezzi degli americani e questo segna una forte differenza.Certo che perdemmo moti uomini e anche il mio ristorante venne distrutto ,passammo dei guai abbastanza pesanti. Però riuscimmo anche a colpire i loro capi.

2

Prima uccidemmo Ivan durante un attacco a un paesino di poveri cristi,che infatti crocifiggemmo. Poi toccò a Rodrigo e infine anche a Jesus. Rimaneva libero,armato e pericoloso Billy e questo mi spaventava assai.

3

In breve Billy divenne una figura di primo piano nella lotta contro il crimine legalizzato della polizia,delle industrie e governi. Scaltro,furbo, micidiale. Non riuscimmo mai a prenderlo.

I potenti mi scassavano la minchia era chiaro che per loro ero solo un killer utile in certe situazioni,ma che se le cose fossero andate male avrei fatto la fine di Morales.

4

Il paese sotto la spinta di Billy conobbe una forte crescita rivoluzionaria, noi optammo per maggior repressione . Lo scontro insanguinò a lungo la nazione, sono cose che succedono quando si vuole portare :ordine,legalità,democrazia.

5

Dopo un lunghissimo periodo di grossi insuccessi ,arrivò il classico colpo di fortuna. Un uomo mi vendette il mio ex amico per una cifra di denaro sufficiente a fargli vivere una vita decente a lui e ai suoi figli. Come vedi,Billy, alla fine il proletariato e il sottoproletariato sono comprabili e squallidi come i tuoi nemici,si è tutto un magna magna

6

Lo trovai che si stava lavando il viso dentro una casetta piccola e fatiscente in un villaggio montanaro. Non ci furono parole.Sparai e lo ammazzai

Epilogo

La gente dabbene e i criminali legalizzati aspettano il mio discorso. Sono l’uomo che ha eliminato il pericoloso bandito Billy e sterminato la sua banda.

Appena mi avvicino al microfono noto una faccia conosciuta:il cameriere che sta servendo ai tavoli è un guerrigliero. Noto che ve ne sono altri in sala. Mi viene da ridere forte,fortissimo.

“Siamo fottuti” dico alla platea di ricchi,malavitosi,preti pedofili

In fin dei conti la morte non è così male

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