L’ISOLA DEI MORTI

21 Nov

L’ ISOLA DEI MORTI

1

La sera trascorre noiosa come sempre. Una volta riuscivo persino a divertirmi a queste feste:colonnelli,imprenditori,cardinali,il Regime in tutto il suo splendore. Si ride, si mangia,(anche troppo visto che la nostra popolazione mangia meno della metà di quello che finisce nei nostri stomaci), si fanno affari,talora persino si ordinano eliminazioni di nemici,spesso ex alleati caduti in disgrazia per i motivi più disperati. Io queste cose le so perché è il mio mestiere:capo della polizia segreta. Che poi tanto segreta non è. Ho iniziato da ragazzino,figlio di un povero cristo a cui il regime aveva fatto creder che la nostra razza era in pericolo per via di stranieri e comunisti, mi sono arruolato in polizia perché lo stipendio buono. A esser sincero un po’ ci credevo pure a tutte quelle storie di razze superiori,onestà,coraggio,patria. Ci ho creduto davvero. In tv danno sempre immagini gioiose: un paese democratico,pieno di gente benestante, con il mare il sole e Dio dalla nostra parte. L’Isola della Vita,la chiamano così. Peccato che però io è da oltre venti anni che torturo,sevizio,spesso uccido i sovversivi,come li chiamavo una volta. Ora non saprei come chiamarli forse hanno capito tutto loro,forse io ho sbagliato tutto.

2

Manco l’ascolto mia moglie. Mi parla di come sono eleganti le altre signore,di come si possano permettere grandi vacanze e vestiti costosi. Sottilmente mi lascia intendere di invidiare quella gente:pulita,onesta,decorosa. Io invece vesto non alla moda, non sono un tipo raffinato o colto, so usare solo le mie mani. Certo,ho una buona posizione,ma non sono come loro .Lo capisco dai loro discorsi,dalle loro occhiate. Imbarazzo. Io sono il macellaio che rende pulita la loro Isola della Vita del cazzo. Il costo per avere una società efficiente,ordinata,obbediente. Che poi questi coglioni senza l’amico americano non saprebbero far un cazzo.Tutto è di loro proprietà. Ci manca solo che ci facciano pagare l’aria che respiriamo. Ma magari questo rientra nel piano economico dell’anno prossimo. Mia moglie continua a parlare,a parlare, a parlare.

3

Il poliziotto ci tiene a far bella figura con il sottoscritto. Mi elenca nei minimi particolari le sevizie che ha perpetrato a un giovane lavoratore,il quale secondo un suo collega-spia avrebbe avanzato il desiderio di un sindacato all’interno della fabbrica chimica del paese. Io non molto tempo fa l’avrei ascoltato con vivo interesse e poi gli avrei dato la stella d’argento,una specie di encomio per il torturatore del mese,ma ora mi suona noioso e risibile quella foga anti –comunista,anzi mi fanno ribrezzo i colleghi-spia.. pensare che è stata pure una mia brillante idea!Si tratta di mettere nei settori produttivi del paese nostri uomini per monitorare la zona e denunciare le varie irregolarità

“Portami il prigioniero”Ordino al poliziotto

Dopo pochi minuti me lo vedo arrivare:magro,capelli lunghi neri,adeguatamente insanguinato e martoriato

“Vuoi fare il remake di the passion?”Gli dico,(questa è un’antica pellicola che il Regime ha dichiarato guida spirituale del paese e che tutti sanno a memoria. Fu vedendo questa pellicola che decisi di fare lo sbirro. Mi piacevano le scene di tortura).

“No,io nel vostro signore non credo. La mia vita in fabbrica ha bisogno non di miracoli,ma sicurezza.”

“Sicurezza?E non ce l’hai..dico , hai un lavoro. Non sei contento?”

“Un lavoro….ma a quale prezzo?Lei lo sa come lavoriamo lì dentro?”

“No,insegnamelo,dimmelo tu…Sai che mi interessa della vita di un operaio sovversivo e attaccabrighe come te?”

“Poco,anzi niente.Ma io,anzi noi perché siamo tanti mi creda, non siamo sovversivi chiediamo solo che le nostre fabbriche,i nostri beni primari non cadano in mano di stranieri e che l’azienda non faccia tagli sulla sicurezza per risparmiare”

“Oh,ma che bella lezione di politica, dove le hai imparate tutte queste cose?”

“Leggo”

“Toh,un operaio che legge…”

“Non sono l’unico,non sono solo io.Tanti ormai si sono rotte le palle dei parassiti come voi!”

Io mi alzo e lo colpisco al volto ripetutamente con un pugno di ferro. Saltano i denti,i pochi rimasti, e lui cade in un lago di sangue.

Chiamo uno dei miei uomini e dico di sbarazzarsi del giovane. Stasera un’altra famiglia piangerà la scomparsa di un loro caro. Non mi tocca per niente in fondo è il mio lavoro.

4

“La vostra fabbrica è tra le più sicure del mondo,mi creda signor Gonzales”

“Dice?”

“Certo, abbiamo servizi all’avanguardia per quanto riguarda la sicurezza della manodopera. D’altronde non vorrà credere alle parole di un pericoloso sovversivo,vero Dimitri?”Questa volta l’americano mi chiama per nome. Un gesto di vicinanza,di affetto perché ci conoscevamo da lunga data.

“No, Mike..no. Solo che mi è venuto in mente l’incidente di quindici anni fa,solo questo

“Appunto è per evitare che succedano incidenti come quello,che noi siamo venuti qui .Portando le nostre imprese, i nostri manager,per aiutarvi a imparare come gestire in modo efficace la vostra economia”

“L’avete fatto talmente bene che la “nostra “ economia è diventata totalmente vostra”

“Ahahahhahahaahaa,fai sempre lo spiritoso.”

Io sorrido,ma vorrei dire che non faccio lo spiritoso da tempo,molto tempo

5

La Fabbrica sorge a Nord-Est della nostra regione. La più grande e importante fanno roba chimica,insetticida mi pare. Dentro i lavoratori hanno la testa china sulle loro macchine e sono attenti a non farsi beccare fermi. Non parlano tra loro,non hanno pause nemmeno per i loro bisogni,per questo hanno dei pannoloni preposti alle esigenze fisiche. Molti sono stranieri,ricattabilissimi.

“Come vede: tutti lavorano,tutti sono ottimi lavoratori,solo quel caso.. singolo e del tutto poco efficace come propaganda interna,mi creda”

Il direttore è un po’ troppo nervoso,anche se cerca di esser forte

“Bene,vorrà dire che allora tra due settimane porteremo qui il Presidente degli stati uniti.In fin dei conti questa fabbrica è un vero gioiello,no?Sicura,vero?”

“Si…ehm., come dice lei.”

6

“A volte mi stupisco di aver ben saldo il potere in mano e l’accoglienza buona della mia gente ancora oggi, sembrerà strano,ma è così!”Il Dittatore più fotogenico del mondo mi parla fumandosi un sigaro di pessima qualità

“E perché mai?Hai dato sicurezza,tranquillità,sogni a questa gente”

“Ecco sogni,questo la gente vuole e noi glieli diamo.Bè, di seconda mano,fasulli,ma tanto questo è un popolino. Caduto sotto dittatura senza nemmeno accorgersi. Quante balle che gli abbiamo raccontato e questi ci hanno sempre creduto.

“E la fabbrica nella zona nord-est?”

“Cosa?”

“E’ sicura?”

“Certo,certo che lo è?Ma che scherzi?Lo sai che è di mia proprietà?”

“Si,solo che tra due settimane arriverà il Presidente degli Stati Uniti. Non vorrei che capitasse come 15 anni fa.

“No,no.. che dici!Tutto a posto,credimi. fidati”

7

Mi stanno mentendo è chiaro. Tutto sulla menzogna, la falsità, la corruzione. Un regime marcio,che non ha nulla di quella ideologia che tanto mi piaceva da giovane. Sprofondiamo .Sempre di più, un’isola di morti: ecco cosa siamo

8

La notizia mi viene fatta conoscere di prima mattina. La voce del ministro del lavoro è spaventata e rotta dal terrore,”Deve insabbiare,deve parlare alla nazione e dire che tutto è a posto”

Tutto a posto?110 operai morti e 1200 intossicati.

9

La tv e la stampa non sono un problema, anzi per tutta la giornata trasmettono musica e reality show su quanto sia bella la nostra nazione.Il problema sono i famigliari e i feriti. Non nego di aver usato minacce e violenza per zittirli

10

Alla riunione sono tutti nervosi:Il Gran Capo, il ministro della Propaganda, quello della Giustizia, quello del Lavoro e delle Sanità

“La situazione non è per nulla facile. Questa volta l’incidente ha mietuto troppe vittime, io e i miei uomini abbiamo pressato sulle famiglie e sui feriti, affinché non parlino di questa disgrazia. Oltre alle minacce abbiamo provveduto anche a promettere contributi economici da parte dello stato. Chiaramente stiamo indagando per valutare le colpe…”

“Non si preoccupi. Lei ha già fatto un buon lavoro,ora il caso passerà a chi di competenza, perché non è ancora chiara la dinamica dell’incidente”Mi interrompe il mio superiore

“Certo,ma non sono da escludere nessuna pista. Due giorni prima avevamo arrestato un sovversivo, forse che per una rappresaglia, un atto dimostrativo contro lo Stato”

“Suvvia,Gonzales, non scherziamo! Lei lo sa che l’Isola è sicura. Abbiamo eliminato la piaga della ribellione? Siamo un paese dove regna la pace sociale, anche grazie a lei.”Mi dice il Gran Capo.

La riunione procede, si parla di come recuperare prima dell’arrivo del Presidente degli Stati uniti e soprattutto se è stato avvisato dell’accaduto, visto che la fabbrica offre lavoro a diversi manager americani. Per fortuna nessuno di loro è rimasto coinvolto nella sciagura e il nostro amico Mike Thompson non vuol di sicuro perder il suo posto di responsabile rapporti economici tra l’isola di S.Carla Ynez e gli Stati uniti. Gli unici preoccupati sono Il ministro della sanità e del lavoro. Probabilmente il loro posto potrebbe saltare.

“Cosa produceva la fabbrica?”Chiedo rivolto al ministro del lavoro

“Come??Ah, insetticida. Lei sa che la nostra isola basa la sua economia sull’agricoltura,no?

“Pericolosità per l’uomo?” Chiedo al ministro della sanità

“Ehm..pressochè nullo.Nullo”

Ovvio che mi stiano raccontando balle.

11

La casa del ministro del lavoro è una bella villa,nella zona benestante della città. Quella dove vivono i pezzi grossi del regime.Non mi è difficile entrare.

Lo trovo intento a sniffare cocaina, mentre la tv danno le immagini di The passion.

“Forse,con il suo metodo questo film di merda è persino vedibile,non trova?”

“Oh,Cristo!Ma.. ma lei è pazzo?Che ci fa qui?”

“Indago”

“Come?”

“Lei mi ha raccontato puttanate.”

“Io..non capisco?Che vuole?”

“Cosa produceva la fabbrica?”

“Insetticida”

Io indosso i miei guanti di lavoro.Il ministro suda freddo

“Lei è matto..che vuole?

“Verità”

Mi avvicino e lo ammanetto alla sedia.

“Ok,ok,ok…fermo!Armi chimiche. Produciamo armi chimiche per l’America.

“Come???Ma che cazzo dice? I nostri alleati che usano armi chimiche e dove?

“Nelle guerre,cristo..dove se no? Nelle guerre contro paesi di importanza strategica per l’Impero Americano.”

La notizia mi sconvolge non poco. In fin dei conti sapevo dell’anti-comunismo americano,ma che usassero armi chimiche contro altre nazioni,soldati,gente civile non mi pareva vero e nemmeno giusto. Il ministro si ribellava sulla sedia

“Che farà di me ora?”

“Ah,giusto. Mi ha mandato il Capo: licenziato”

Mi ci è voluto un ora per la pratica di licenziamento,particolarmente noiosa per la suppliche e le grida del ministro. Io da bravo torturatore ho fatto del mio meglio. Il cadavere poi l’ho gettato in una fornace.

12

“La stavo aspettando,prego.”Il ministro della sanità mi lascia entrare nella sua casa

“Prima voglio sapere il grado di pericolosità”

“Elevato,elevatissimo.”

“Lo sa che i cadaveri sono stati sotterrati in una fossa comune non troppo lontana dalla fabbrica?”

“Si,non potevamo correre il rischio,in pochissimi lo sanno.Io, Rumez perché ministro del lavoro, Il Capo e ovviamente gli americani.Immagino che il Capo temi che io possa parlare con qualcuno spinto dal rimorso.Non capiterà, non sono come Rumez quel drogato..”

“Lo so. Non deve temere nulla. Anzi , il Capo vorrebbe parlare con lei . Perché la giudica un’ottima persona e vorrebbe che la consigliasse su cosa dover dire in caso di scoperta degli americani di questo spiacevole incidente”

Il fessacchiotto ci crede e mi insegue.Devo esser sincero:per esser un vecchietto ce la messa tutta per vivere quando ha capito che l’avrei gettato nell’acido. Mentre urlava e il suo corpo si scioglieva io mi fumavo con calma una sigaretta. Mi chiedevo come l’avrebbe presa il Capo la scomparsa di due suoi ministri. Io l’ho fatto per il bene dello Stato e per la catastrofe che ci avrebbe colpito.

13

Ovviamente il capo è incazzato.

“Vigliacchi.Proprio domani arriva il presidente a visitare l’isola, maledetti scappati.

“A tal proposito i miei uomini si “travestiranno da lavoratori.il reparto maggiormente colpito lo abbiamo chiuso diremo che è per restauro. Mentre per i problemi relativi agli attentati delle ultime settimane contro poliziotti e sedi del Parito,faremo in modo di non portarlo in città ma solo nella fabbrica.

“Speriamo che tutto vada bene.”

Fine PRIMA PARTE

2 PARTE

1

L’isola non è così sicurissima,piano piano forme di ribellione ben armate aprono scontri con la polizia. Io stesso mi sono salvato per caso da un agguato. La tensione aumenta quando arriva il presidente degli Stati Uniti

2

Dio li fa e poi li accoppia,no? Vedendo il Capo e l’americano direi che è vero.Due gradassi coglioni, due arroganti accentratori di potere, due maghi delle bugie.Tra barzellette,alcol, e pacche sulle spalle la delegazione americani e regime entra nella fabbrica. Nemmeno immaginano l’inferno che si sarebbe scatenato.

3

30 minuti prima della mattanza noi stavamo parlando tranquillamente .Nuovi progetti e sostegni economici, promesse di amicizia e collaborazione tra i popoli. La felicità di aver fatto bene il nostro lavoro , l’americano non aveva capito nulla. Poi mentre in sala mensa l’odore del fumo dei nostri sigari crea una sottile nebbia,la luce va via.

4

Succede tutto in fretta. Si gridano ordini per ripristinare la luce, ma non succede nulla.Così a fatica con i cerini cerchiamo un posto dove vi siano delle torce.Senza accorgerci ci disperdiamo. Io mi trovo con Il Capo, Il Presidente degli Stati uniti,Thompson e alcuni soldati nostri.La tensione cresce e si cerca faticosamente la via di uscita.

5

Buio: nero,denso,avvolgente. Un soldato si lamenta, avessimo almeno i nostri berretti con il mirino a infrarossi,invece per fingersi operai hanno lasciato a casa armi e utensili.

6

“Non c’è pericolo vero?”Chiede il presidente americano

“Di cosa?”Chiedo

“Di inciampare..di inciampare”Risponde il capo.

In realtà questi hanno paura di rimanere contaminati

7

Il primo morto e la certezza di esser finiti nella merda avviene dopo 10 minuti della domanda sul pericolo esposta dall’americano.

Uno dei miei uomini viene afferrato da qualcuno e spinto in basso.Sento il rumore del corpo che batte sui gradini della scala. Poi le urla e la sua testa mozzata lanciata contro di noi.

8

“Cristooooooo!!Che succede???”Grida L’Americano.

Il gelo e la paura ci irrigidiscono. Siamo prigionieri disarmati e in balia dei ribelli.Almeno io mi auguro che siano solo ribelli e non quello che temo.

9

Correndo,inciampando,bestemmiando arriviamo a un ufficio. Entriamo.

“Cercate una piantina,qualcosa che possa esser utile per uscire da qui.”

Nella frenesia un idiota lascia cadere del solvente o alcol e l’incauta vicinanza di un cerino scatena un incendio. Due uomini rimangono avvolti dalle fiamme e agitandosi alimentano il fuoco .Io metto in fuga gli altri e chiudo la porta. Gesto cretino nella speranza che l’incendio non si attacchi al resto della fabbrica.

10

Un’antica rabbia, una violenza inarrestabile figlia di maltrattamenti, di retate e vita misera. In vita separati e paurosi,ora organizzati e coraggiosi. Cosa devi temere quando sei già morto?

11

Il ministro della giustizia arranca nel buio imprecando perché sbatte contro pesanti ganci di ferro che servono per trasportare materiale da una parte all’altra della fabbrica. Si è perso e non sa come uscire da quel posto.

“Ministro,ministro!Mi segua non abbia paura!

“Chi è ?Chi è?Non ti vedo?

“Sono qui ministro…mi vede ora?

Eccolo, il salvatore! Un operaio,quindi un soldato o sbirro .Fortuna. Visto come l’uomo si avvicina sicuro verso di lui vuol dire che ha anche la luce per poter tentare di tornare verso l’uscita.

La sua gioia dura poco. Davanti a sé si trova un esser di carnagione scura.Con la pelle ustionata e cadente a pezzi.Il ministro tenta di scappare ma l’essere lo afferra.

“Mi chiamo Golan Solinas,operaio.Mio fratello è stato arrestato ed è scomparso,caro ministro è giunto il momento di pagare.”

Il ministro apre la bocca per urlare,ma l’essere gli strappa la lingua dopodichè lo getta con ferocia con la bocca aperta contro un gancio di ferro .Il cranio si spacca facendo uscire pezzi di cervello e sangue.

12

Abbiamo trovato alcune asce,bastoni di ferro,io ho la mia pistola e anche alcuni uomini del servizio di sicurezza americana.Nel buio cerchiamo di uscire.

13

Il ministro della propaganda è felice almeno si è perso con una bella fanciulla. La donna gli dice che per uscire è meglio andare in cucina e poi prendere la porta di sicurezza.

L’uomo la segue.Entrano nelle cucine e lei si adagia su un tavolo.

“Che ti prende?”Domanda l’uomo eccitato

“Io la salvo,mi concedo a lei,ma lei mi deve promettere che mi farà lavorare in tv.”

“Certo,certo”L’uomo si slaccia i pantaloni e si avventa sulla donna.

Mentre la fotte,sente le gambe di lei richiudersi sui suoi fianchi con forza bruta.Lui urla e lei gli azzanna con violenza la gola sgozzandolo

Più tardi con i suoi compagni si sarebbe cibata di ottima carne di politico corrotto.

Fine seconda parte

Terza parte

1

Mentre cammina nervoso e tenendo saldamente in mano la sua pistola, Martin Smith , un uomo della sicurezza del presidente, pensa alla sua famiglia a casa. La paura lo sta devastando poiché non capisce che stia capitando. Per colpa di questa distrazione non si accorge di aver strappato un filo al suo passaggio. Su di lui cade da un secchio dell’acido che lo divora lasciando un orribile scheletro bruciacchiato.

2

La fine, niente di più niente di meno. Queste creature o persone sono troppo ben addestrate e preparate. Le riusciamo a intravedere , ma non siamo ancora riusciti a fermarne una. I due politici stanno litigando dandosi colpe a vicenda. Uno spettacolo indecoroso. Il nostro beneamato Capo vuol uscire dalla fabbrica e poi farla bombardare, ma io penso che il suo/nostro regime sia definitivamente scomparso. Abbiamo portato tanta morte, così tanti che dall’inferno tornano indietro:i disperati,i torturati,i massacrati. Stiamo pagando. Il Presidente Americano prega Dio. Penso che lui non esista, oppure che abbia finalmente deciso di prender le distanza da questa gentaglia.

3

Si muovono sicuri e invulnerabili, ormai la conoscono a memoria quella dannata fabbrica. Per decenni schiavi dei tempi di lavoro,dei capi ,del regime. Ora liberi e feroci, tornati dalla morte con la vita rabbiosa che scorre nelle loro vene.

4

“non riusciamo a stabilire un contatto con l’esterno. Come è possibile?” Mi chiede Thompson .

“Non lo so. O forse.. si , non è da escludere che anche fuori la situazione sia come quella nostra.”

“Maledetto disfattista che dici?Tu stai tramando contro di me,tu sei uno di loro!Hai ucciso due miei ministri…

“E tu dittatore dei miei coglioni hai tentato di uccidermi. Siamo pari. Goditi la tua fine, miserabile”

Il dittatore si getta contro di me ,sfortunatamente per lui lo stendo con due pugni in faccia. Il presidente americano ride e mi batte sulla spalla:”Ottimo, ben fatto. Ero convinto di aver affidato una parte fondamentale per la conquista delle terre mediorientali a una persona competente evidentemente mi sbagliavo. Ora ha lei il comando.”

Il dittatore viene preso in consegna da due miei uomini armati di rudimentali bastoni di ferro.

5

Il direttore della fabbrica fugge terrorizzato. Quelli lo inseguono, lo chiamano per nome, gli dicono che la dittatura del proletariato sta arrivando per cibarsi di lui. Un uomo spregevole questo direttore, un piccolo e patetico leccaculo di tutti i potenti, un uomo superficiale con i suoi abiti firmati il suo cellulare di ultima generazione. Mentre corre non si accorge che un gradino manca cosi precipita in basso e si infilza su un palo. Orribile e lenta è la sua morte,tra le sue grida e le risate di quelle creature arrivate a guardarlo morire lentamente.Poi uno di loro si avvicina e con un martello gli fracassa il cranio.

6

Abbiamo trovato una scala che ci porta in alto sul tetto. Sfondiamo la porta e usciamo. Urla di gioia,abbracci., il dittatore in disgrazia salta a presso al Presidente degli Stati Uniti come un cane in cerca di coccole.

“All’aperto possiamo chiamare rinforzi”Dico.

Invano. Nessun segnale,niente.

“Chiameremo i nostri”Dice Thompson

Proprio mentre lui si mette in contatto con i suoi uomini chiedendo l’invio di un elicottero , io sento dei rumori in fonda nel piazzale della fabbrica. Mi avvicino al parapetto e vedo un’enorme folla:uomini,donne,bambini,vecchi. Tutti con cartelli e armi,tante armi in mano. Mentre Mike mi dice che arriverà un elicottero americano a salvarci, io prendo per il bavero l’ex dittatore e gli faccio veder lo spettacolo” Guarda Gunther Videla, guarda :il tuo popolo è venuto qui per te!”

Videla urla terrorizzato, evidentemente ha capito di esser finto.

“Siamo fottuti,finiti,fottuti”Dice Gunther

Poi si slaccia i pantaloni e si mette a 4 zampe”C’mon,mr president , c’mon.Fuck me,like me and you fucks this people.”

Il Presidente non si fece attendere e se lo incula con violenza e soddisfazione.Anche i miei uomini fanno lo stesso, con notevole soddisfazione degli agenti americani.

“Sempre così, una lunga e vecchia storia. Siete circondati da straccioni assetati di giustizia sociale,di miseria, e allora ecco..arriviamo noi, quelli buoni gli americani. Vi diamo un po’ di potere, l’illusione della forza,ma poi vi inculiamo,vi inculiamo con forza e voi non potete far altro se volete sopravvivere. Esattamente come ora. Arriva l’elicottero,ma i posti non sono sufficienti per tutti.Così,come è nella vostra natura di deboli e vigliacchi servi..eccovi li a farvi inculare.”Mi dice Thompson mentre si avvicina a me slacciandosi i pantaloni.

“Hai ragione,ci sono pochi posti .Tu potresti lasciarmi il tuo”

Gli sparo alle palle facendole scoppiare,poi lo prendo e lo butto di sotto. La gente si getta sopra di lui facendolo a pezzi.

Miro alla testa del presidente degli stati uniti,ma poi ci ripenso la sua è una morte fin troppa sbrigativa . Però mi avvicino ai due agenti dell’americano che sborrano felici sui corpi dei miei uomini e li elimino a colpi di ascia.. Le teste mozzate cadono ai piedi del presidente che non ha ancora finito di scoparsi Videla.

“Schiavi,siamo solo schiavi di merda.”Dico ai miei uomini.Con due colpi di ascia elimino anche loro.

“Sei pazzo,pazzo.. ma guarda ora arriva l’elicottero. Io sono salvo andrò in america”

Non faccio nemmeno finir di parlare quel coglione di un povero Videla.

Lo prendo e nonostante il suo pianto,il suo chieder aiuto all’americano,che dopo la scopata si fuma indifferente una sigaretta. Lo prendo e lo butto sotto. La folla lo accoglie a colpi di bastone e coltelli .Tra le sue urla disumane,il popolo di creature smembra il suo corpo pezzo per pezzo e lo espone come trofeo.

“Ecco l’elicottero. Siamo salvi.Venga con me in America. La terra delle libertà .Venga via con me

“Caro presidente,di sicuro io me ne andrò.Da solo però”

“Come?”Domanda stupito

Proprio mentre l’elicottero si ferma sul tetto della fabbrica io mi avvicino ai piloti e li elimino .Poi sparo alle gambe dell’americano.

“Tu rimani qui. Questo è il tuo posto.Morirai di stenti, verrai ucciso da loro?Non lo so,tui che dici?

Le sue noiose suppliche si perdono nel vento mentre io decollo e scappo dall’isola dei morti.

Annunci

4 Risposte to “L’ISOLA DEI MORTI”

  1. akio marzo 9, 2012 a 2:12 pm #

    un romanzo spietato

    • viga 1976 marzo 9, 2012 a 3:31 pm #

      la fine della dittatura dei pagliacci e dei loro padroni,attraverso l’attacco degli zombi operai!^_^
      ero ancor un po’ trockjista all’epoca di sto racconto

      • akio marzo 10, 2012 a 11:12 am #

        bella la metafora dei zombi operai… la loro morte sospesa è inquietante per il padrone oppressore!

      • viga1976 marzo 10, 2012 a 11:19 am #

        eh già!E poi c’hanno tanta fame :di giustizia sociale e d carne tenera dei riccastri!^_^

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: