Il generale Ortega

21 Nov

GENERAL ORTEGA

IERI

Il generale Francisco Ortega., per noi popolani, è a dir poco una leggenda. Manca che cammini sulle acque o lieviti in aria e poi saremmo di fronte a una specie di dono divino.

Mio padre mi parlava sempre di lui,delle sue battaglie , del suo coraggio. Erano le favole per noi bambini, anche se in realtà –ho sempre pensato- fossero più che altro un metodo per non arrendersi al grigiore della nostra misera vita da contadini.

Lavoravamo tutti la terra di un potente latifondista, un gran fetente amico intimo del Presidente. Lo vedevamo pochissime volte,ma quando arrivava non mancava mai la sua Ora di Lezione.

Cosa sarebbe questa ora di lezione?Bè, prendeva uno di noi, a caso, e lo faceva fucilare. In tal modo ci rammentava che era padrone della nostra vita e morte. Mi ricordo che vestiva sempre di bianco, e fumava un cattivo sigaro. Le nostre uniche speranze erano le imprese eroiche del Generale.

Sapevamo che presto sarebbe arrivato anche da noi, perlomeno volevamo crederci. Il Presidente , però,sembrava invincibile. Merito delle sue amicizie influenti con gli americani, quelli che ci hanno preso tutte le ricchezze del suolo e di seguito pure il paese. In fin dei conti, il nostro Presidente è solo un pupazzo in mano ai criminali del Nord America. I quali offrono armi,forniscono un adeguato addestramento ai soldati e queste cose qui. Non da oggi, no, da molto molto tempo.

Lo ricordava anche mio nonno,figuratevi!Bè, questo primo tempo della mia vita è stato quindi assai travagliato,nonostante fossi un bambino molto piccolo. Piccolo,per molte cose tranne che per lavorare la terra del nostro Padrone.

Oggi,però,che sono più grande ho una visione diversa delle mia vita. Nonostante la mia giovane età,infatti ho superato bruttissimi momenti. Come quando, ad esempio, per punirmi del fatto che mi fossi fermato ad ammirare un uccellino sul ramo di un albero, il fattore mi colpì violentemente alla tesa. Svenni ed entrai in coma. Non seppi mai quanto tempo rimasi in quello stato:tra la vita e la morte

In ogni caso,quando mi risvegliai , ebbi modo di notare intorno a me un’atmosfera di festa e grande gioia. La cosa mi piacque,ma generò anche una certa confusione in me.

“Cosa succede?”Domandai a mio padre

“Siamo liberi!Siamo liberi! W il Messico W Ortega!Il Generale Ortega!”E poi pianse,rise,bestemmiò e rise di nuovo. Fummo liberati dal leggendario amico dei poveri e vendicatore dei miseri, l’uomo che ci avrebbe donato la democrazia e la libertà:potere al popolo!!!!

Quanto pare, poi sapete quanto sia difficile dividere leggenda da verità, il Generale arrivò un giorno tra i peggiori e più duri per noi contadini. Il Padrone fece impiccare, quel giorno, quattro braccianti che si ribellarono ai suoi metodi . Non contento, diede ordine ai suoi tirapiedi di torturare quei poveri disgraziati,come esempio per la plebe. Così i lavoratori furono costretti ad assistere a quello spettacolo ignobile e osceno. Proprio mentre il nostro aguzzino,ridendo, si avvicinò a uno dei nostri compagni per dargli personalmente il colpo di grazia….Un colpo di fucile fece partire in aria il capello del bastardo. Poi a breve distanza un altro colpo,questa volta al sigaro. I contadini si girarono verso la direzione dei spari,per veder chi fosse. Rimasero a bocca aperta quando lo videro arrivare:eccolo,il Generale!

Avanza placido sopra il suo bel cavallo( Revolucion lo aveva chiamato),arrivò di fronte al nostro Padrone- il quale ,mi dissero successivamente ogni giorno, tremava come un coniglio- e con la sua bella voce calda disse: “Ernesto Alberto Diaz, da oggi queste terre non son più tue” Poi sparò alle gambe e alle braccia del Padrone, in seguito ordinò ai suoi soldati del popolo di prendere il verme e legarlo al cancello.

“Ora, compagni, ogni lavoratore faccia un passo avanti e venga a dar al padrone le lezione che si merita”

Per tutto il pomeriggio, sotto gli occhi spaventati dei suoi tirapiedi, il Padrone venne seviziato dai suoi ex-schiavi. Poi il Generale Ortega lo finì, mise una bomba dentro i pantaloni del bastardo.

Tutti mi dissero che quello fu il miglior spettacolo di fuochi d’artificio mai visti. I fedeli del padrone vennero fucilati e mutilati. Il popolo,quando si incazza..si incazza!

Io,sfortunatamente, mi persi questo meraviglioso spettacolo. Anche se in famiglia divenne un tema ricorrente ,un ricordo tanto caro.

Per questo,quando venimmo a sapere che Ortega e i suoi avevano preso il potere- uccidendo anche il maledetto Presidente- la gioia ci fece quasi diventare matti

OGGI

“Mi raccomando, comportati bene”Mio padre me lo ripete ogni dieci secondi. Teme che gli faccia fare brutte figure di fronte al Generale. Nonostante siano passati un po’ di anni da quando è passato da qui l’ultima volta.

Io avevo quattro anni, ne ho otto in più ora. Lavoro sempre la terra, sempre con gli stessi orari, ma alla sera abbiamo un locale dove ci ritroviamo e uno del governo ci informa su cosa stia combinando il nostro amato Generale. Obbligatorio esserci,anche chi è malato,perché chi non ascolta le notizie governative non è un buon rivoluzionario,si disinteressa della nostra gloriosa rivoluzione. La cosa è assolutamente disdicevole . Mi piacciono questi appuntamenti quotidiani. Perché prima e dopo c’è sempre tanto da mangiare e bere. Poi ci sono i maestri che ci insegnano a leggere- i libri sulla vita del Generale,non importa altro- e a scrivere- lodi al generale- non importa scrivere altro. Purtroppo non tutto è cambiato nel paese. Ci sono sempre grossi problemi. Ad esempio,ieri sera, l’uomo del governo ci ha detto che per colpa dei controrivoluzionari e degli americani,dobbiamo aspettare ancora un po’ per avere le terre totalmente nostre. Ancora prematura la liberazione delle terre e la nascita dei collettivi . Per questo li lavoriamo per il Generale e i suoi uomini, i quali però ci lasciano una parte del cibo e della terra per poter sopravvivere

La nazionalizzazione delle fabbriche e delle banche è lenta, sempre per colpa di questi terroristi,nemici della nostra libertà. Fortunatamente per noi, il Generale è però proprietario – in parte – del polo industriale e bancario. Purtroppo, il resto è in mano ai maledetti americani. I quali non se ne son ancora andati

Così esco di casa e vengo consegnato nelle mani di un luogotenente del compagno Ortega, destinazione la casa del nostro amato condottiero.

Diventerò uno dei fortunati che potranno assistere la Leggenda , farò il suo letto,porterò da mangiare, insomma queste cose qui. Un ruolo importantissimo, di primo ordine .Durante il viaggio mi ripasso i ringraziamenti di mio padre al Generale,per questa grande opportunità. Spesso però, mi perdo in fantasticherie fanciullesche, non vedo l’ora di esser un soldato del popolo anche io!

Arrivati a destinazione, rimango colpito dalla meravigliosa residenza del nostro Eroe. Una grandissima villa ,con tantissime stanze e gente. Poi una stalla enorme, con moltissimi cavalli- il Generale si muove solo a cavallo, niente macchine-,un grandissimo giardino con l’erba tagliata di fresco. Insomma un paradiso terrestre.

Vengo fatto entrare e consegnato a un uomo, il capo dei lavoratori al servizio del generale.

“Mi chiamo Raul Castanedo, mi occuperò del tuo soggiorno e ti darò le mansioni lavorative quotidiane. C’è tanto da fare, da faticare e sacrificarsi,ma solo per il fatto che tu abbia l’onore di servire il nostro amatissimo Generale,renderà il tutto più sopportabile, non ti pare?-

“Certo,signore .Un onore,per me creda,lavorare per voi…” Non finisco,tutto l’impegno che ci ho messo per imparare a memoria questi maledetti ringraziamenti,vengono spazzati via da due colpi di arma da fuoco

“Presto!Presto! In cortile”Urlano dei ragazzi vestiti in modo strano- più tardi mi diranno che son camerieri-

“Il dottore, il dottore è stato ucciso!”Ci avverte una donna –la cuoca-

“Oh,merda..”Sussurra Castanedo

Tutto il casino, il trambusto scompare non appena arriva lui.

Eccolo:Il Generale Ortega. Finalmente vedo l’uomo leggendario che da anni,per salvarsi dagli attentati dei controrivoluzionari ,non si mostra in pubblico. Grasso,lento e solenne nei movimenti,ai quali fa seguire un po’di tosse e con occhi vispi ,intelligenti.Vestito con una divisa piena di medaglie e un grosso sombrero si avvicina a Castanedo

“Stavo fumando e quel menagramo mi dice :”ma che fa generale,non lo sa che il fumo la uccide?”

A quanto pare ha ammazzato lui…Il fumo della mia colt!Ahahahhhahhaahahaah”La sua risata sembra un tuono:possente e contagiosa

“Francisco..Questo è il quarto dottore che elimini! Non è possibile”Urla con voce chioccia il suo braccio destro

“Oh,quanto la fai lunga. Abbiamo tanti dottori , qui no?Prendine un altro”

“E questo?”

“Ha moglie?”

“Si e due figlie”

“Bè,portale qui. Vivranno a casa mia. Mi pare che sia una buona ricompensa no?”

Castanedo si allontana ,facendo fatica ad ingoiare un certo nervosismo

“Piccolo,tu chi sei?”

“Espedito,signor Generale”

“Sei il nuovo servo personale?”

“Si, generale”

“Bè,speriamo che tu possa durare più del tuo ex collega”

“Non si pentirà di avermi ospitato nella sua casa Generale”

“Vedremo..vedremo..In ogni caso,per informazioni sul tuo lavoro,chiedi al tuo predecessore”

“E dove lo trovo?”

“Bè,l’ultima volta lo stavamo sotterrando in giardino .AHAHHAHAHAAHAHAAH”

Questo è il mio primo incontro con La Leggenda Ortega.

Le sere alla casa del Generale, sono sempre molto allegre. C’è una lunghissimo tavolo che riempie un vastissimo salone, qui ci sono gli amici del Generale seduti che mangiano,bevono e scherzano tra di loro.

A capotavola,Ortega, ogni sera con al fianco giovani donne diverse. Poi quando finisce di mangiare e bere va via con loro. Torna tre o quattro ore dopo.

Al tavolo,quando lui parte,l’atmosfera cambia. Più seria e nervosa. Castanedo e altri quattro spesso litigano con gli altri. Dicono di cambiare,ma cosa non si sa. Per me va benissimo così.

Il Generale non si muove mai da casa. Anzi, qui ha trasferito il governo. Nelle discussioni si fa sentire, per via della sua voce tuonante. Gli altri cercano di farlo ragionare e lui si incazza ancora di più,per il bene nostro:del suo popolo

Non capisco molto bene, queste discussioni. Parlano di cose troppo complesse e complicate per un ragazzino come me.Però,come ho già detto,mi fa piacere che lui prenda sempre le nostre difese

Ho appena finito di spazzolare per terra, quando sento che Ortega mi chiama. Accorro da lui,magari ha bisogno di un altro sigaro, invece lo trovo seduto tranquillo su una vecchia e scassata sedia che guarda malinconico l’ingresso della villa.

“Vieni,vieni ragazzino. Siediti qui,accanto a me. Oggi è un giorno speciale per me. Sai?Verrà un americano, uno di quei fetenti, a portarmi un regalo. Una dodge.Che cazzo sarà mai?Dicono che sia una macchina. Ahahahahahahhaah,(questa volta la sua risata però suona quasi triste), una macchina per me. Mai usata una, solo a cavallo vado io. Ti ho mai parlato del mio cavallo?Rivolucion?

“No, signor generale, ma al paese mio tutti me l’hanno descritto e parlato a lungo!”Esclamo allegro io

“Ah,si?E che paese?”

“Santa Clara”

Gli occhi del Generale s’illuminano e un’espressione di malinconica gioia si stampa sul suo viso grassoccio

“Santa Clara, che tempi! Mi ricordo.. Ricordo bene. Ero giovane allora,molto tempo fa”

“Otto”

“Otto?”

“Otto”

“Così poco tempo fa?Accidenti, sono proprio malandato se la mia memoria incomincia a tradirmi così!”

“Generale, la sua vita è così piena d’imprese eccezionali e leggendarie che ,giustamente, non può rimembrare ogni cosa” Gli rispondo

“Già, è da tanto tempo che combatto. Troppo, forse. Comunque , caro mio, il tuo villaggio è stato al centro di una delle nostre migliori operazioni di “liberazione popolare”. Ricordo che quando arrivai, dopo aver liberato Santa Ynez, vidi il vostro padrone: Diaz…Si chiamava così quel bastardo,vero? Che torturava dei poveri contadini. Così, presi la mira con il fucile e gli sparai. Un colpo secco e la sua testa esplose!

“Allora non lo lasciaste al popolo?”

“Come?”

“Si, a Santa Clara dicono che voi lo abbiate legato al cancello. Poi i contadini lo hanno fatto a pezzi con:vanghe,scuri ecc.. Poi voi lo avete finito con un colpo di pistola”

“Ahahahahahahahahah….Ottima storia, non la sapevo. Quasi ,quasi ..la prendo come originale!No, non andò così. Però,sai, quando uno è come me diventa …come si dice…Un ‘ icona! S’inventano tante belle gesta leggendarie, alla fine ne diventi schiavo. Ah, le aspettative che hanno su di te..Alla fine ti uccidono,ragazzino! Comunque:liberammo il paese. Poi un uomo, un vecchio e dignitoso contadino, venne da me e mi disse che suo figlio era in coma. Mi disse che solo io potevo risvegliarlo, perché faccio miracoli,capisci? In ogni caso,entrai in questa casa e vidi il bimbo. Lo accarezzai e gli dissi: svegliati, che abbiamo bisogno di un nuovo Ortega. Quello però,non fece segno di risvegliarsi. Me n’andai,dicendo di avere fede nella rivoluzione o una roba simile..”

“Generale, quel bimbo ero io!”Esclamo felice

“Oh,perbacco! Allora li faccio veramente i Miracoli! Peccato, che non mi vengano certi altri miracoli. Come quelli di fare sparire i Castanedo,i Rodriguez, i Carreras e Dominguez che mi tengono prigioniero delle loro politiche democratiche e moderne. Lo so, ragazzino. Ti ho fatto chiamare apposta, perché il poco tempo che mi rimane voglio che sia usato bene.”Mi dice sempre più malinconico e docile il Generale.

“Ho una storia lunga ,da raccontarti. Ti va di ascoltarla?”

“Si, Generale!”

“Questa storia comincia tanto tanto tempo fa…Troppo. Io ero il secondo nato in una famiglia di contadini-schiavi del sistema latifondista,del padronato. Tutti quanti lavoravamo la terra di questo odioso e viscido uomo. Ancora più odioso e viscido era il figlio. Era un tipo assai crudele-organizzava incontri tra i suoi contadini e cani feroci, solo per divertimento suo- amorale, un vero fetente. Pensava di aver diritto di vita e morte su di noi,anzi:più che pensarlo…Lo praticava!

Tra di noi girava voce che avesse picchiato e violentato molte nostre compagne di lavoro,ma nessuno aveva avuto il coraggio di sistemarlo . Fino a che, un giorno, quel tipo non toccò mia sorella. Povera, era quasi morta. Non si riprese mai,sai?Morta giovane suicida. Il caso fu archiviato, anzi , vennero condannati a morte due poveri contadini. Innocenti.

Non è una cosa ignobile questa? Perché,devi sapere, caro mio giovane amico che il potere usa la legge e la polizia per salvarsi il culo , e condannare il popolo. In ogni caso, io mi sentii devastato dalla rabbia. Come potevano massacrarci impunemente così?

La sera, il farabutto, venne da noi. “Giustizia è fatta! Un fatto così odioso merita una dura punizione e noi l’abbiamo data. Tenga questi soldi, per i danni morali” Ci disse e gettò un sacchetto sul tavolo.

Mio padre li stava prendendo, quando lo bloccai. Lui rimase stupefatto,ma io continuai a tener ferma la sua mano

“Non mi bastano questi soldi,voglio di più”Dissi

“Di più?Per una contadina questo basta e avanza”Rispose sprezzante lui

Io sorrisi, poi presi il coltello e lo centrai al collo.

Dopodichè gettai il corpo in pasto ai maiali,questo è stato l’inizio. L’inizio di una Leggenda.”

Il Generale tossisce un po’. Poi si accende un sigaro

“L’ultimo sigaro,ragazzo, lo devo gustare con calma”

Si guarda intorno:come se volesse salutare la sua terra, il suo cielo, la sua patria e il suo popolo.

“Successivamente scappai sui monti. Con me vennero alcuni contadini del nostro villaggio. Per prima cosa assalimmo la caserma locale. Uccidemmo tutti i sbirri, creature odiose perché sono proletari che leccano il culo ai padroni e uccidono altri proletari, prendemmo le armi e attaccammo subito la villa del governatore. Questo giorno divenne un fatto mitico, leggendario. Non ti hanno mai cantato quella canzone? Quella del 6 giugno?”

“Si,Generale. Moltissime volte”

“Bella vero?”

“Si”

“Fammi un piacere…Me la canti?”Mi chiede sottovoce e timidamente Ortega

Io la canto. Il Generale sembra commosso, ricordare una delle sue imprese migliori lo riempie di orgoglio, e canta insieme a me.

“Bella davvero. Divenne il nostro inno, riveduta e corretta è diventata anche la nostra canzone nazionale,come lo chiamano?Inno!

Bè, ti stavo dicendo: diventammo sempre di più. Con noi si unirono altri contadini, altri uomini. Subimmo anche gravissime perdite. Negli agguati,nelle imboscate, per colpa di traditori e infiltrati. Eravamo invisi ai socialdemocratici. Quelli,volevano discutere con il Padrone e lo Stato. Noi, invece pensavamo che con uno Stato che sfrutta e uccide non si possa discutere,ma solo sparare!

Rammenterai, te ne avranno parlato immagino, di quella bomba in banca?O di quella in piazza durante il comizio di un sindacalista, o quella alla stazione? Era lo stato, che con fascisti e americani colpivano innocenti, per evitare i cambiamenti sociali e politici. E poi ci chiamano Terroristi?Noi?Che abbiamo fatto di male?Niente!Abbiamo eliminato dei servi di questo stato omicida che dichiaravano guerra alla classe proletaria. Terrorismo?Direi giustizia proletaria.. Non credi? Furono anni meravigliosi e terribili. Lotta e allegria, gioia e rivoluzione. Agivamo scientificamente, si pedinava la nostra vittima,si studiava il modo più sicuro per eliminarla senza causare incidenti ai civili,a chi non c’entrava.

Naturalmente, tutta l’informazione e gli intellettuali da strapazzo, i compagni da oratorio e le anime belle ci furono contro. Avevamo però presa sul popolo. Che ci seguì. La violenza,la violenza, la rivolta!Ti ricordi questa canzone,vero? Colpimmo ovunque, e ovunque avemmo un compagno da seppellire. Fummo profondamente colpiti da alcuni dissociati e pentiti, ma riuscimmo a continuare nella nostra lotta. Sai, chi ha un’utopia- come può essere la nostra rivoluzione- non si ferma mai. Mai. Anche se vedi che alcuni tuoi compagni ,silenziosamente, ti girano le spalle. E fanno alleanze con personaggi dubbiosi,anche se la gente comincia a chiedersi: ma il Generale, non doveva cambiarlo questo paese? Anche se ormai sei solo un vecchio simbolo,da usare per fare altre cose e devi pure recitare la parte .I miei migliori soldati, i miei migliori amici, i miei migliori compagni. Quelli con cui ho assalito banche e ferrovie, e ville e caserme…Ora mi costringono ad accettare questa Dodge , questo regalo dagli americani. Dicono che siamo una democrazia ormai. Che dobbiamo mettere da parte le nostre idee più rivoluzionarie. Mah, io questa democrazia l’ho sempre vista come un regime ipocrita .Roba per padroni e preti.

In ogni caso,eravamo la più grande leggenda rivoluzionaria del paese. Per anni e anni ,lottammo e conquistammo città dopo città.”

Rodriguez ,viene per avvisare il Generale di prepararsi, tra poco arrivano gli americani. Deve cambiare la divisa, mettersi in doppiopetto e smetterla di fumare quei pessimi sigari

“Un momento!Prima devo finire di parlare con il ragazzo!”Sbotta il generale

“Ma generale…”Continua mellifluo Rodriguez

Il Generale estrae velocemente una pistola e la punta in testa al malcapitato

“Cosa c’è?Non vedete l’ora di sbarazzarvi del vostro passato?Arriverà quel momento, tra poco, ma ora lasciami finire di parlare con lui “

Negli occhi dell’uomo luccica una rabbia mal trattenuta contro Ortega,ma poi Rodriguez se ne va

“Non stanno più nella pelle!Vogliono a tutti i costi sbarazzarsi di me e non trattengono minimante l’ansia che arrivi presto il momento

Mi hanno eliminato politicamente,anche se continuano a usare il mio nome,e nel mio nome compiono le peggiori ruberie. Tutto studiato,serve per un passaggio civile e democratico verso un nuovo stato. Sai quale?Quello della borghesia e degli americani. Sai che novità!”

“Noi non permetteremo mai che la nostra rivoluzione sia sacrificata ,mai!”Grido io

“Certo,certo..Ah,ragazzo mio!Se fossi più giovane,se potessi tornare indietro direi di no, o perlomeno sarei più astuto ,non mi fermerei a “recitare”il ruolo del generale. Anzi,mi sarei fatto sparare io al posto del vero Ortega!”

“Come?”Chiedo sbalordito

“Tattica. Devi sapere che all’indomani del nostro assalto alla caserma della polizia,fummo subito oggetto di attenzioni ,diciamo “particolari” da parte delle forze governative. Misero una taglia. Trovarono anche molti traditori ,disposti a collaborare. Un giorno, in un’imboscata, cadde quel giovane di cui ti parlai,rammenti quello che uccise il figlio del padrone ?Decidemmo, noi sopravvissuti , di adottare questa tecnica:avere diversi generali Ortega sul territorio. Per confondere le spie,per rendere immortale agli occhi del popolo le gesta di un suo eroe,al fine di creare la rivoluzione permanente e irrefrenabile.”

“E quello di Santa Clara ,chi era?”

“Sebastian, un mio caro amico. Mi raccontò commosso di te e del tuo villaggio. Poi morì .Venne ucciso da un traditore Walter Cofferates. Uno dei nostri migliori uomini,passato con i tiranni. Ho ancora davanti agli occhi la sua morte. Non sono riuscito a salvarlo,nemmeno ebbi modo di eliminare Cofferates. Anzi, ora è governatore di uno stato del nord. Protetto di Castanedo,Rodriguez,Carreras e Dominguez. Devi sapere,caro ragazzo,che mentre la rivoluzione avanzava nelle terre,nelle fabbriche e nelle università, una parte di essa guidata da Pedro Massimiliano Berlinguerro, aprì un dialogo di spartizione del potere con la borghesia cattolica e i suoi uomini invischiati in affari di clientelismo e corruzione. Non solo,accettarono pure un accordo –sottobanco- con i nemici di sempre:gli americani.

Arrivati al potere,dunque, non fu possibile portare avanti la rivoluzione. Ci trovammo subito un regime ipocrita,come tutte le democrazie,un regime di restaurazione. Eliminarono , screditandoli tutti i grandi capi rivoluzionari. Moltissimi finirono in prigione,altri in esilio in Francia. Questa operazione ci fece perdere anche le fabbriche e università. Ora quello che loro chiamano Partito Democratico, sta imponendo la pace sociale con ogni mezzo. Ed io, sono troppo debole e stanco.

Non ero nemmeno un granché come rivoluzionario. Mi hanno messo qui apposta .Tanto per finire la recita e passare a un governo conservatore. Non interessa più la rivoluzione. Nemmeno gli operai,i contadini,abbiamo perso l’avanguardia studentesca. Però, a me non rimane che una carta:la vendetta.

Tu ,ragazzo mio, sarai il mio ultimo grido di battaglia contro questi porci e il loro compromesso.Ti spiego come,vieni”Il Generale si alza dalla sedia e mi fa segno di seguirlo nella stalla

Sotto della paglia c’è una cassa, Ortega l’apre:dentro c’è un mitra

“Eccolo:Il Generale Ortega. Quello vero,immortale. Ortega è l’utopia,la rivoluzione,la ribellione,la sovversione. Egli è rabbia e violenza proletaria, gioia e rivoluzione,nemico delle classi dominanti

Ecco,figliolo , te lo regalo. Fanne buon uso”

Il Generale mi spiega il suo piano,poi mi chiede di accompagnarlo a salutare per l’ultima volta un suo caro amico

“Ciao,Revolucion, addio caro amico. Spero di poterti rivedere in altri tempi e posti,spero che tu continuerai a cavalcare per la libertà del nostro popolo”

Ortega accarezza teneramente l’animale,poi si gira verso me e mi abbraccia

“Addio,ragazzo,fallo per me e per Sebastian”

Poi si gira e va incontro al suo destino

DOMANI

Arriveranno i quattro su una jeep dell’esercito,poi l’americano su una macchina di lusso con due o tre suoi scagnozzi,infine anche il “regalo” per il generale la misteriosa:Dodge

Il Generale li aspetterà davanti all’entrata di casa. Ci saranno abbracci e baci e tanti complimenti,poi entreranno per discutere

“Mi fa piacere, e lo dico nel nome del mio paese,poter finalmente discutere con voi:Generale. Certe politiche sovversive sono state lasciate alla spalle,per aprire la porta alla democrazia e alla libertà. Di questo, lo stesso presidente degli Stati Uniti, ne prende atto e se ne felicita con voi. Oggi, daremo inizio a una serie di vantaggiosi incontri diplomatici ed economici fra due paesi vicini e amici. Per ringraziarla ,permettete un umile regalo da parte nostra?”

“Certo ,caro amico. Dopotutto abbiamo sotterrato l’ascia di guerra. Ormai siamo amici e quindi accetto più che volentieri il vostro regalo,d’altronde ora siamo amici vero?”Risponderà il generale

“Oh,certo!Grandissimi amici. Creda lei può fidarsi ciecamente di noi americani.!”Esclamerà lo yankee

“E anche dei miei connazionali?”Domanderà il Generale ridendo.

Il branco formato da Castanedo,Rodriguez,Carreras,Dominguez,Cofferates,l’intellettuale del padrone :Piensa, Pedro Massimiliano Berlinguerro, avrà un momento di sbandamento,poi ipocritamente riderà

“E ora,venga a provare il regalo. Non vediamo l’ora di renderla felice con questa nostra macchina, molto popolare negli Stati Uniti”Concluderà la pagliacciata l’americano

Così,il Generale Ortega si alzerà e andrà in cortile. Li troverà l’automobile,aprirà lo sportello e si metterà al volante

Lo stringerà fra le mani,sorriderà pensando al suo amico Sebastian- che avrebbe voluto vendicare,ma non ha mai trovato il coraggio- due lacrime scenderanno sul suo viso e sentirà una profonda gioia dentro il cuore. Forse,canticchierà pure quella vecchia canzone di lotta -6giugno-e sorridendo aspetterà i colpi mortali dei traditori e dei nemici

Tre americani e quattro soldati messicani spareranno con i mitra contro la macchina. Verrà devastata dalle pallottole, non lascerà scampo al Generale.

Ridendo e applaudendo usciranno tutti:i democratici e il difensore della libertà

L’americano andrà personalmente ad aprire la porta della macchina, per veder il nemico Ortega morto

Lo troverà agonizzante.

“Finalmente ci siamo liberati di te,figlio di puttana”Dirà con un ghigno malefico sul viso lo yankee

“Ahhahahaahhahaahah” Riderà Ortega seppur colpito a morte

“Cosa cazzo ridi ,comunista di merda?”Chiederà indignato l’americano

“Rido..perchè non sono Ortega”Dirà il Generale morendo

“Come!!!!!Non sei Ortega???? E chi cazzo è allora Ortega???”Griderà schiumando di rabbia il bastardo imperialista

“Io. Io sono Ortega” Esclamerò io.

Poi sparerò tutto il caricatore contro l’americano,i suoi scagnozzi, i soldati

“Generale, generale.. Ecco,siamo lieti di…”Castanedo o uno a caso di quei maledetti dissociati e traditori non finirà la frase.

Il mitra canterà l’orazione funebre anche per lui e la banda dei democratici nemici del popolo

Poi ,prenderò Revolucion e cavalcheremo verso nuove terre. Portando la violenza rivoluzionaria,nelle terre dimenticate e maledette dalla democrazia capitalista

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